Il 2013 si chiude male: ROBERTO CIOTTI se ne va a soli 60 anni. L’album SUPER GASOLINE BLUES del 1978 è uno di quelli che mi ha reso uomo, ho ancora l’LP originale comprato a pochi giorni dall’uscita. WHEN IS MY TIME è stato un inno per il ragazzino pelleossa che ero nella seconda metà degli anni settanta. La chitarra dobro in TU GRILLO PARLANTE di BENNATO nel 1977 e il vederlo live nel 1981 in trio alla rassegna blues di MARANELLO furono anch’essi grandi momenti personali. Addio, dunque, Roberto.
Il 2014 invece si apre decisamente bene, con l’annuncio tanto atteso sul sito ufficiale di JIMMY PAGE:
” It’s good news for the New Year. The first of the Led Zeppelin releases – comprising of Led Zeppelin I, Led Zeppelin II, Led Zeppelin III and their companion discs – will be released this year. I’ve also been working on some of my own material from the archives that will be unleashed in 2014.”
Era ora, Jimmy, cazzo! A dire la verità le deluxe edition che aspetto con più trepidazione sono quelle che vanno dal IV a PHYSICAL GRAFFITI, perchè a quanto so ci sono undici inediti che vanno dal 1971 al 1975 appunto, ma sia chiaro, qualsiasi cosa ufficiale dei LZ che non sia la semplice nuova riproposizione rimasterizzata degli album ufficiali migliorerà la mia vita. Mi intriga moltissimo anche l’accenno al fatto che quest’anno pubblicherà pure qualcosa di suo, sempre tratto da roba d’archivio. Immagino sarà qualcosa preso dall’ OUTRIDER TOUR del 1988, ma sarebbe una gran faccenda avere nuovi item dei FIRM…fremo al solo pensiero di un box set con i due albun rimasterizzati, un dischetto dedicato a inediti e outtakes e un altro paio con esibizioni live, diciamo (visti i soundboard già apparsi su bootleg) fine 84 e 1986, con la giusta qualità sonora (non mi permetto nemmeno di sognare live inediti).
Jimmy Page 1977
Tra il natale e questo primo giorno del 2014 mi sono fatto e mi sto facendo una gran scorpacciata di musica:
…il remaster series ITALIAN PROGRESSIVE ROCK della BTF su licenza WARNER di CARTA STRACCIA del 1977 di ALBERTO RADIUS…
…il rockettino primi anni ottanta di MISTAKEN IDENTITY (1981) di KIM CARNES in versione AUDIOPHILE RECORDING REMASTERED IN HIGH DEFINITION 96Hz / 24-BIT, album che all’epoca amai molto, quello di BETTY DAVIS EYES ma anche di MISS YOU TONITE…
…il primo dei MOTT THE HOOPLE rimasterizzato (usando lo stereo mix originale otto piste del 1969) a cura della ANGEL AIR…
i DETECTIVE, col LIVE (at the Atlantic Studios nel solstizio d’inverno del 1977) finalmente pubblicato dalla GONZO MULTIMEDIA…
…poi FEELS SO GOOD di CHUCK MANGIONE dall’album omonimo del 1977, brano che amai tanto quando uscì…
…non potevano mancare gli YES, vista l’ossessione che ha per loro la groupie…TURN OF THE CENTURY
In queste mattine che non sono da Brian o al lavoro, il cofanetto di BURT BACHARACH mi accompagna col giusto mood durante la colazione o i miei scritti d’inverno…
…e poi ancora il primo di PINO DANIELE e PANAMA E DINTORNI di FOSSATI, entrambi rimasterizzati, THIRDS della JAMES GAND, il remaster di STRIKES dei BLACKFOOT e la mia amata AIN’T NO LOVE IN THE HEART OF THE CITY versione BOBBY BLAND 1974…
Ho così tanta musica da ascoltare che anche il solo uscire per andare al lavoro o da Brian diventa una gioia…io sulla blues mobile con il car stero a manetta. A proposito del vecchio Brian, nella pesantezza totalizzante del seguirlo ci sono a volte istanti di puro divertimento: dopo averlo vestito con il maglione e i pantaloni che io e la groupie gli abbiamo regalato per natale, lo osservavo fare lo stimolino davanti allo specchio, così buttò lì un “Dai Brian, mettiti in posa che ti faccio una foto.” Il risultato è questo: un Brian cazzuto, o per dirla all’americana in versione badass. E’ in questi momenti che capisco che l’alzheimer non ha ancora vinto. Avanti così, Brian…
Brian Tirelli: badass!
Primo dell’anno dai genitori della groupie: la Lucy prepara un pranzo dei suoi: tortelloni, cappelletti, arrosto & manzo, coniglio, tortelli dolci, torta, frutta fresca, frutta secca, lambrusco, spumante dolce, caffè, grappa. I piatti d’ordinanza della festa (di vari decenni fa), copritovaglia rosso, dialetto stretto…
I cappelletti della Lucia Ganassi – foto di TT
Nel primo pomeriggio arrivano la zia bionda e lo zio Talino, alias Vittorina (sorella di Danillo, padre della groupie) e consorte (vero nome Italino). La zia bionda, ultra ultra settantenne è una signora ancora in gamba e tiratissima, anch’ella legatissma al dialetto quando deve rimbrottare affettuosamente il marito, che chiama per cognome…Iott (Iotti). Mi fa morire questa cosa, stupenda…un lavoro che solo nell’Emilia profonda…
Prima di congedarmi la zia bionda mi prende da una parte e mi sussurra con discrezione (incerta se darmi del tu o del lei) “Veh, continui così, che è la perfezione”, e prima che la groupie esca dalla porta le confida “il tuo ragazzo mi piace troppo, mi piace proprio tanto tanto…” , evidentemente gli uomini di blues piacciono a certe zie.Ah, zia bionda, I love you.
Ah, l’Outrider tour, l’ultima volta in cui Page è stato Page; pur non essendo stato un avvenimento memorabile nella storia della musica Rock, per i LZ fan rimane un caposaldo nella storia di Jimmy Page chitarrista Rock. La band non era un granché: Jason Bonham alla batteria e un oscuro session man di Capo Verde al basso (tal Durban Laverde) non permisero a Page di raggiungere gli spazi siderali, i viaggi cosmici a cui aveva abituato con i LZ; persino il grandissimo JOHN MILES era stato istruito ad essere una copia di Plant e scrivere cose trite e ritrite per compiacere MTV…tuttavia con un Page finalmente in ottima forma, i mesi di ottobre e novembre di quel OUTRIDER tour del 1988 furono entusiasmanti… un musicista finalmente di nuovo col completo controllo del suo strumento. Il concerto del RITZ, se ricordo bene, fu uno dei due che si tennero nell’area di NEW YORK (l’altro, al famoso NASSAU COLISEUM) e fu organizzato soprattutto per gli addetti ai lavori: dirigenti di case discografiche, giornalisti, etc etc. La mia cara amica SUSAN HEDRICK riuscì ad intrufolarsi e a registrare, con maestria, quella performance; pochi giorni dopo ne ricevetti una copia su audiocassetta. Soltanto ultimamente mi son reso conto di non avere lo show su CD, così dopo aver deciso deciso di rimediare, mi sono di nuovo immerso in quella esperienza totalizzante che è l’ascoltare JIMMY PAGE mentre suona la chitarra come diavolo comanda.
TITLE: Jimmy Page, 12 november 1988, The Ritz, New York
OUTRIDER jimmy page band 1988: left to right Durban Laverde, Jason Bonham, Jimmy Page, John Miles the great
Fin dal primo pezzo, WHO’S TO BLAME (da DEATH WISH II 1982) si intuisce che Jimmy c’è: fra le tastiere di MILES e i tanti stacchi, la chitarra inizia ad emergere, determinata, coraggiosa, pageiana. Nell’assolo ci dà di stringbender ma il “tiracorda” è rabbioso, carico, cazzuto. Pure in PRELUDE (da DEATH WISH II 1982), momento sempre kitsch e pressoché inutile, si sente che la musica è cambiata: JIMMY non è quello scandaloso dell’ARMS TOURdel 1983, nemmeno quello discreto dei i FIRM del 1985/86, ma è finalmente quello dell’immaginario collettivo. OVER THE HILLS AND FAR AWAY (da HOUSES OF THE HOLY 1973) è il primo pezzo dei LZ della serata e mette tutto nella giusta prospettiva. Di nuovo con lo stringbender, ma in maniera avventurosa e sperimentale. MILES la canta come RP fece su disco e in versione live fino al tour del 1972. Il riff di LIQUID MERCURY (da OUTRIDER 1988) fa da intro a WANNA MAKE LOVE (da OUTRIDER 1988), 4/4 con anticipi, ritardi e leva del vibrato. WRITES OF WINTER (da OUTRIDER 1988), strumentale, esprime in maniera chiara il JIMMY PAGE di questo tour: padrone dello strumento eppur con vitali piccole imperfezioni e sbavature, di quelle che ti tengono sulla corda. Tramite un pezzetto dell’arrangiamento di WHOLE LOTTA LOVE versione KNEBWORTH 1979, si arriva a TEAR DOWN THE WALL (da MEAN BUSINESS 1986). Stupefacente come JOHN MILES si faccia trovare pronto nell’affrontare pezzi cantati in origine da cantanti così diversi come CHRIS FARLOWE, ROBERT PLANT e PAUL RODGERS.
Outrider tour 1988: John Miles & Jimmy Page on stage
Arriva poi EMERALD EYES, il pezzo strumentale scritto “in un momento di passione”, dedicato immagino a PATRICIA ECKER, sua compagna di allora. Sempre un piacere ascoltarlo. Segue MIDNIGHT MOONLIGHT (da THE FIRM 1985)…maestosa, lirica, affascinante. Come sappiamo il pezzo in origine (1973/74) si chiamava SWAN SONG, e fu registrato dai soli PAGE e JOHN BONHAM (con la linea di basso suonata quasi certamente da PAGE stesso) prima di PHYSICAL GRAFFITI. Mai portato a termine, JIMMY riprese a lavorarci giusto prima del tour americano dell’ARMS, alla fine del 1983; la canzone apparve definitivamente sul primo album dei FIRM. MM è in accordatura aperta, e dà l’opportunità a PAGE di ritagliarsi un momento da solo, durante il quale accenna a WHITE SUMMER (LITTLE GAMES 1967), BLACK MOUNTAIN SIDE (LED ZEPPELIN 1969) e KASHMIR (PHYSICAL GRAFFITI 1975). Ancora un superbo JOHN MILES. IN MY TIME OF DYING (da PHYSICAL GRAFFITI 1975) è una sicurezza, con le accordature aperte PAGE non ha mai tradito, nemmeno negli anni più bui dei LZ. JOHN MILES la canta come non è mai stata cantata dal vivo, spettacolo! Il riff di CITY SIRENS (da DEATH WISH II 1982) serve da cornice all’ assolo di batteria di JASON BONHAM, cosa che personalmente avrei evitato. L’assolo si chiude con l’intro ritmica sul rullante di MOBY DICK (LZ II 1969), dopo di che parte SOMEONE TO LOVE (THE FIRM 1985), pezzo non certo entusiasmante, così come PRISON BLUES (da OUTRIDER 1988), bluesaccio piuttosto banale appesantito da un testo al limite della sopportabilità (courtesy of CHRIS FARLOWE). E dire che all’epoca uscì anche come singolo. Certo che PAGE qui si trova a suo agio e assoleggia come gli si confà.
THE CHASE (da DEATH WISH II 1982) è lo strumentale che funge da momento di sperimentazione e improvvisazione. Il segmento con l’archetto di violino, la )seguente improvvisazione elettrica presa dalla versione live di DAZED AND CONFUSED (con tanto di riff di WALTER’S WALK) e la chiusura classica. WASTING MY TIME (da OUTRIDER 1988) fu il pezzo di punta dell’album, seppur gradevole nulla di più di hard rock standard alla JIMMY PAGE. BLUES ANTHEM (da OUTRIDER 1988) è uno di quei pezzi che mi porto dentro. Razionalmente so che non è un capolavoro, ma la sua semplicità e tenerezza mi sciolgono il cuore. Inizio acoustico col solo JOHN MILES ad accompagnare il DARK LORD, poi rientro di tutta la band. Quadretto splendido. CUSTARD PIE (da PHYSICAL GRAFFITI 1975) ingloba il riff di THE OCEAN (da HOUSES OF THE HOLY 1973) e persino una strofa di BLACK DOG (da LZ IV del 1971). TRAIN KEPT A-ROLLIN’ (di TINY BRADSHAW 1951) proviene dalla tradizione YARDBIRDS, fu un classico anche del primissimo periodo LED ZEPPELIN. Versione hard rock dominata dal wah wah. Ultimo pezzo STAIRWAY TO HEAVEN, in modello strumentale (PAGE non se la sentì di farla cantare ad un cantante che non fose RP) e con il pubblico a cantare – in modo assai toccante – ogni strofa. 9 intensi minuti di uno degli inni dell’umanità.
The Dark Lord
E’ stato molto piacevole calarsi dopo tanto tempo nella dimensione dell’OUTRIDER TOUR e riscoprire il buon livello a cui PAGE fu capace di arrivare. Tutto sommato, bei tempi.
Che il solstizio d’inverno si avvicini lo capisco dalla cena di lavoro che devo organizzare; quest’anno è per venerdì 13 dicembre e invece che nel solito ristorante ci troviamo a casa della Kerlit, mia socia e amica del cuore. Festeggiamo quindi un altro anno difficile che se ne va, la conseguente speranza nell’anno nuovo, lo stare insieme e, appunto, la nuova casa della Kerla. La premiata ditta TIRELLI SCACCHETTI & FRANZELLI intorno ad un tavolo con dipendenti e collaboratori. Decidiamo di portare un presente, accompagnato da un biglietto 3D assemblato dalla nostra Sarwooda.
Il biglietto 3D per la Kerlit by Sarwooda
Factory Boys & Girls december 2013 – da sx a dx Cassy, Kerlo, Bob, Kerla, Tim, Sarwooda, Doris
Tra le altre cose di questo periodo, c’è il triste fatto cheJaypee non sarà al Sinodo del solstizio d’inverno…non mi pare possibile. E’ il sinodo più importante dell’anno e il pontefice del blues non c’è. E’ una sacco di tempo che non lo vedo, soffro, mi si spezza il cuore, lo so che ormai mi ha lasciato per Lorenz (the Little Vineyard guitar god) ma ancora non mi rassegno. Così, quando all’improvviso si rifa vivo e organizziamo un cinegiappo con le due groupie, per un momento torna la felicità e lì nel parcheggio del New Hong Kong a Regium Lepidi ci abbracciamo con gaio fervore…
Jaypee e Tim si ritrovano – foto di Saura T.
Tim Tirelli & John Paul Cappi – foto di Saura T.
Dopo pranzo facciamo una salto alla Fiera di Reggio dove ci dovrebbe essere anche la sezione Cd e Vinili: ma la delusione è grande…due o tre banchi con qualche vinile, il resto è dedicato ai fumetti, ai gadget e a “Militaria”, sezione riservata ai baggiani che amano far finta di essere dei marines. Ho un battibecco anche con uno di loro che vuol fare il simpatico… che il Dark Lord vi faccia venire il caghetto a tutti, esaltati.
Scambio di email con Alexandrino Littlehouses (il Kata insomma) che mi scrive “il tuo blog mi è di grande compagnia nelle notti “blues!” Mi sento un po’ responsabile: a forza di darci di blues sto risucchiando tutti i miei amici in una abisso senza fine…poveri loro.
Resto anche in continuo contatto con Polbi, email, facebook, cellulino..non passa giorno senza che io e il Michigan boy ci si senta.
Uomo del sud a Detroit – Paolo Barone, Michigan, dicembre 2013
Polbi boy mi f arrivare due pacchetti da Amazon, in uno il messaggio di accompagnamento è: “Se hai bisogno di lasciare il pianeta per un po’, c’è posto per te sull’astronave pirata. Auguri.” Hawkwind naturalmente. Presto ci salirò sull’astronave con Polbino, ma per il momento la colonna sonora di questi giorni è d’ordinanza… più il solstizio si avvicina, più il campo si restringe: ELP, FREE, LED ZEPPELIN (& Related).
Gli ELP degli anni novanta che rifanno i NICE…
…How can we hang on to a dream How can it ever be the way it seems…
… i FREE del secondo album…
A sad song like the songs of yesterday A sad song And I’ll be right on my way
…i LZ dal BOX SET 2 del 1993, quello riservato alle seconde scelte…
…e per la serie AND RELATED …THE HONEYDRIPPERS dal Volume one, il miglior disco di rock and roll classico mai pubblicato…
I get a thrill, thrill, thrill Thrill at you from my head down to my toes
She make me feel so good all night long Really rock till I’m almost gone
Get a thrill, thrill, thrill Thrill at you from my head down to my toes
Quasi d’improvviso arriva la sera del sinodo con i confratelli del blues, quest’anno scegliamo un posto degno di noi: LA BOCCIOFILA MODENESE di Verdi Avenue a Mutina. Io, Picca, Paolino Lisoni, Riff, Mario, Lorenzo Stevens, Francesco e Biccio. Il posto è rustico e fa molto Emilia dei tempi andati….grande stanzone con i tavoli, tovaglie a quadretti bianchi e rossi, decorazioni natalizie degne delle scuole elementari anni sessanta, bizzarri quadretti…
I quadretti della Bocciofila Modenese – foto di TT
I quadretti della Bocciofila Modenese – foto di TT
Il lambrusco che portano ci fa capire che siamo nel posto giusto. Tris di primi (con dei tortelli di zucca al marsale e amaretto straordinari), tris di secondi e assaggi vari di dolci. Stappiamo parecchie bottiglie. mi metto a bere anche io senza troppi scrupoli. L’indomani la dispepsia non mi darà da fare (e sono 10 mesi esatti), e questa è una di quelle cose che mi risolve il natale e la vita in genere.
il lambrusco della Bocciofila Modenese – foto di TT
E’ la notte più lunga dell’anno, sono qui in cattiva compagnia con i miei amici, le fole del rock che ci raccontiamo sono gustose, il lambrusco Tirelli schietto e sincero, che bella sensazione. Ad un certo punto esco 10 minuti, un fiotto di nostalgia… penso a mia madre che tanti anni stava per partorire…guardo la luna…quanto mi manca la mia mother Mary… mi sembra di sentire in lontananza MIDNIGHT MOONLIGHT (LADY) dei FIRM…ma è solo suggestione…
… Midnight moonlight lady Bird on the wing, she is flying to greet me Bird on the wing, she is flying to me…
Rientro, Biccio con lo sguardo mi chiede se tutto è a posto. Lo rassicuro. Mario mi conforta in modo discreto. Non c’è bisogno di dire nulla. Chiedo quindi ai confratelli di riempire i calici e col mio eloquio insicuro introduco il passaggio di grado a MAGISTER di uno di noi. Prendo la pergamena, chiusa dal nastro rosso e la consegno a PICCA. La commozione negli occhi di tutti è palese, i meriti del nostro sono evidenti e noti, inutile elencarli. Ci stringiamo l’uno all’altro, chiniamo il capo, sistemiamo mantelli e cappucci e iniziamo il lento salmodiare:
Mystery surrounds me, and I wonder where I’m going There’s a cloud above me and it seems to hide the way I’m going straight ahead, ‘cos it’s the only way I know I wanna leave the past, and live just for today
In alto i calici, brindiamo al Magister Piccaglianis…
Terminati i riti esoterici, ci scambiamo un segno di pace e un augurio per la festa del Sol Invictus. Visto che tra poche ore sarà il mio compleanno Paolino Lisoni mi porge un gentile omaggio: un archetto di violino. No, tanto per far capire che cazzo di amici che ho.
Tim Tirelli with the violin bow in full flight at the Bocciofila Modenese – foto di Liso
Francesco mi passa il suo e da lì i confratelli iniziano a scambiarsi tangibili auspici per il nuovo anno. Magister Picca ha impacchettato i suoi col domopack, che arguzia!
Magister Stephanus Piccaglanis – foto di TT
E’ circa l’una quando il sinodo si chiude. Un ultimo abbraccio e la decisione improvvisa, violenta, febbrile, irrevocabile, di trovarci il nove gennaio a festeggiare il 70esimo compleanno del DARK LORD. Arrivederci confratelli del blues, che il padre ateo dei quattro venti gonfi le vostre vele. Rimango un po’ con fratello Fabritius su Verdi Avenue, mi confessa a suoi blues. Gli metto una mano sulla testa, gli dico di recitare 12 TAKE A PEBBLE e lo benedico nel nome di Emerson, Lake e Palmer.
Sabato 21 lo inizio di prima mattina al supermercato a far la spesa per Brian, poi da lui per il solito lavaggio e badantaggio e giro a Ninentyland. Ho dormito solo 4 ore ma sono in forma. Ieri il sinodo, oggi il compleanno. Mi sento titanico dinnanzi al futuro, come diceva il povero Pop. Quando compio gli anni mi sembra che le sorti del mondo siano in mano mia. In tanti mi mandano sms e messaggi FB. Rifletto su questa cosa. Un mio amico sostiene che questa faccenda degli auguri su Facebook sia offensiva, perché dice che tutti si ricordano dei compleanni altrui solo perché Facebook, appunto, lo rammenta loro…e allora? Io trovo invece che sia una cosa carina, perchè comunque uno deve prendersi la briga di scrivere qualcosa sulla tua bacheca. E’ per questo che rispondo personalemnte ad ognuno.
Ad ogni modo, gran bel mood in questo compleanno, incorniciato dai pacchetti sempre curatissimi della Simo…
I pacchetti della Simo – foto di TT
da regali bellissimi, tra cui il cofanetto (prima edizione!) SKYDOG di DUANE ALLMAN courtesy of the groupie (notevole anche il biglietto cartonato a forma di Tim Tirelli della Kerlit).
Tim Tirelli birthday party 2013
Mentre passo per Ninentyland mi fermo un momento davanti alla vecchia stazione dei treni, il posto dove sono nato un 21 dicembre di un imprecisato numero di anni fa…
La vecchia stazione dei treni di Nonantola
Nonostante l’essere quasi costantemente da Brian non mi dia respiro, riesco ad immergermi nell’atmosfera del periodo, malinconica certo, ma piena di quel sentimento struggente che per qualche momento avvolge l’umanità nel giorno in cui il buio della notte inizia a recedere e il sole a splendere con più continuità.
Il mio presepio laico, i pacchetti sotto l’albero (compresi due scatoloncini pieni di cd che mi sono regalato e che hanno tanto di biglietto “da Tim per Tim”, della serie riflessi ossessivi-compulsivi), il bene che sento e ricevo da chi è entrato per un motivo o per l’altro nell’orbita di Tim Tirelli.
Il presepe laico di Tim Tirelli 2013
Ci si mette anche il calcio a far girare tutto per il verso giusto…arrivo alla domus saurea alle 20,40 dopo un’estenuante domenica passata da e con Brian, SKY passa il derby INTER-MILAN. Durante tutta la partita ho il batticuore, oh nulla cosmico onnipotente, quanto amo la mia squadra…Derby acceso e vivo. Naturalmente non ci fischiano un rigore a favore limpido come gli occhi di John Miles, quel gran simpaticone di Muntari non viene espulso dopo aver cercato di spaccare la tibia a Jonathan, ma per fortuna che il più grande attaccante oggi in Italia a pochi minuti dalla fine segna – DI TACCO – il goal della vittoria…
I tuffi di Mario Balotelli, l’astio di Poli, la bestiale irruenza di Muntari non l’hanno avuta vinta. E’ l’amore che vince, è il male che perde.
Trionfo! Grazie, Rodrighino mio.
Eccoci dunque qui, con l’animo leggero, (black and) bluesy ed eccitato a contemplare il finire dell’anno e l’inizio di una nuova stagione che, seppur lunga e fredda, farà sì che il sole torni a battere sui nostri visi e le stelle a riempire di nuovo i nostri sogni.
Donne e uomini di blues, che queste feste possano rimarginare le ferite, riportare i sorrisi e far sì che ci si possa sentire meno soli nelle fredde profondità siderali in cui il nostro piccolo pianeta è conficcato. Vi abbraccio tutti, uno per uno, una per una, con fervore blues.
La notte è buia e fredda, l’acqua scroscia a ritmo regolare…lì, sotto la doccia della domus saurea. E’ un tranquillo sabato sera, uno di quelli in cui non esci, uno di quelli in cui ti prendi il tuo tempo. La pioggia calda e leggera mi tonifica, indugio pur sapendo che sto sprecando una risorsa essenziale per la vita su questo pianeta, ma il piacere è tanto, quasi quanto ascoltare i video ASMR di Diana Dew. L’acqua lava via il peccato originale, il sale dalle ferite del blues, i pensieri cattivi e pesanti. Sento la testa leggera, sarei pronto per un nuovo battesimo, ateo naturalmente, ma non sono sul Mississippi, non ho una tunica e soprattutto non c’è il Dark Lord a pronunciare la formuletta magica: “Do what thou wilt shall be the whole of the law. Love is the law, love under will. There is no law beyond do what thou wilt.”
E allora, beato, penso a JOHN MILES, ai MOTT THE HOOPLE, a EDGAR WINTER, ai FIRM.
D’un tratto aria sonora che arriva dallo studiolo, la groupie deve aver acceso lo stereo, il volume è alto, da una situazione soffusa e confortevole passo ad un mood elettrico e complicato. Cerco di non farmi coinvolgere. Esco dalla doccia, indosso l’accappatoio, mi asciugo i capelli. Mentre son lì che cerco di diventare un metrosexual spalmandomi con cura la Pashmina Patchouly, la crema corpo del Dr Taffi…
…all’improvviso vedo una figura che balza davanti alla porta e con precisione mima la figura di batteria che in quel momento sta fuoriuscendo dal pezzo CLOSE TO THE EDGE degli YES dal concerto live del 1996 contenuto in KEYS TO ASCENSION…rimango basito…nemmeno il tempo di riprendermi che esegue sull’air bass un difficile giro di basso di CHRIS SQUIRE sempre dal quel pezzo, che evidentemente conosce a memoria nei minimi particolari (e dire che dura oltre 19 minuti). Poi ridendo torna alle sue faccende…
Scuoto la testa, intontito e confuso mi chiedo dove cavolo sono finito e che groupie mi è toccata… per natale ho dovuto saccheggiare Amazon e scappare con ogni possibile items sul tema YES, RICK WAKEMAN riecheggia da mesi ormai tra i campi del posto in riva al mondo, tra poco anche le campane della chiesa di Borgo Massenzio si metteranno a suonare il tema de LE SEI MOGLI DI ENRICO VIII.
Mah. Palmiro entra in bagno, è confuso anche lui, per un gatto AOR non è che gli YES e RICK WAKEMAN siano il massimo. Ci guardiamo negli occhi, poi salta sul lavandino, vuole starmi vicino…la groupie è di là che canta a squarciagola gli YES … lo accarezzo e continuo a darmi la cremina.
Jasmine, figlia di Paul, di nuovo in Italia. Qui sotto il comunicato stampa. Nel caso qualcuno vada a vederla non dimentiche di inviare un commento al blog.
Dicembre Culturale 2013
Grande rock internazionale a Carmignano di Brenta
Per la decima edizione della rassegna padovana, il Prosdocimi Recording Studio presenta due concerti in esclusiva italiana: Benny Greb’s Moving Parts il 20 dicembre, Jasmine Rodgers il 22 con Mike 3rd, Stocco & Arcuri
Comune di Carmignano di Brenta (PD) – Assessorato alla Cultura
&
Prosdocimi Recording Studio
sono lieti di presentare:
DICEMBRE CULTURALE 2013
X Edizione
…il grande rock internazionale a Carmignano…
Venerdì 20 dicembre 2013
ore 21.00:
Benny Greb’s Moving Parts
Domenica 22 dicembre 2013
ore 21.00:
Jasmine Rodgers
feat. Mike 3rd, Alessandro Arcuri & Alberto Stocco
Auditorium Comunale
Via Ugo Foscolo
Carmignano di Brenta (PD)
ingresso libero
Una splendida collaborazione tra il Comune di Carmignano di Brenta (PD) e il Prosdocimi Recording Studio: in occasione della Decima Edizione del Dicembre Culturale, rassegna natalizia di arte, cultura e spettacolo, si esibiranno due nomi di rilevanza internazionale, entrambi legati allo studio diretto dal chitarrista e produttore Mike 3rd. Si tratta di Benny Greb e Jasmine Rodgers: il batterista tedesco noto in tutto il mondo e la vocalist inglese figlia del grande Paul Rodgers hanno collaborato spesso con lo studio ed il suo staff, dichiarandosi sempre soddisfatti della qualità e della professionalità del Prosdocimi.
Venerdì 20 dicembre si comincia con l’unica data italiana del trio Benny Greb’s Moving Parts! Benny Greb, nato ad Augusta nel 1980, a dispetto della giovane età è uno dei più apprezzati e originali batteristi al mondo: dietro le pelli già da bambino, Greb è abilissimo con qualsiasi tipo di musica, dal jazz al rock passando per funk e fusion. Il trio Moving Parts – composto con Kit Downes alle tastiere e Chris Montague alla chitarra – è l’ennesima dimostrazione del suo talento e anche la sintesi delle varie aree musicali che ha esplorato.
Domenica 22 tocca invece alla straordinaria voce di Jasmine Rodgers. Figlia del celebre Paul Rodgers (una delle grandi voci del rock: basta citare Free, Bad Company e Queen…), componente dell’alternative band dei Bôa, autrice sensibile e carismatica, Jasmine non è nuova alle collaborazioni con l’Italia (recente il suo concerto veneziano con Uku Band). Per l’occasione Jasmine sarà supportata da un trio d’eccezione, composto dai migliori musicisti del “laboratorio” Prosdocimi: il chitarrista e produttore Mike 3rd, il bassista Alessandro Arcuri, il batterista Alberto Stocco, endorser delle favolose Stocco drums.
Appuntamento con due esclusive italiane all’Auditorium Comunale di Carmignano, con ingresso libero.
Non fosse stato un libro di Donato, dopo le prime 14 parole lo avrei riposto in uno scaffale senza leggerlo. “Nulla accade per caso. Tutto è scritto, dalla mappa celeste alla pianta dei piedi” scrive Donato nel prologo. Per me tutto accade per caso, nulla è scritto, etc etc … almeno ragionando con l’intelligenza che noi esseri umani abbiamo ad oggi. Se un domani i bambini nasceranno al di fuori del grembo materno e dunque avranno la possibilità di possedere teste più grosse e quindi cervelli più potenti, sarà forse possibile capire cose che noi oggi non possiamo davvero comprendere.
Suscettibile e cagacazzo come sono, avrei riposto davvero il libro senza leggerlo, ma Donato è Donato, insieme a Riva, Trombetti, John Miles, Mick Ralphs ed Edgar Winter è nell’empireo dei beati, posso dunque passar oltre con facilità questa diversa visione dell’orizzonte generale. Sì, meglio sottolinearlo ancora una volta, sono amico con Donato, lo abbiamo conosciuto insieme qui sul blog, e fin dai primi approcci e scattata un’ammirazione ed una stima incondizionata. Però sapete che irascibile e cagacazzo come sono ci metto un minuto a dire le cose come stanno senza condizionamento alcuno.
Anche questa volta però non posso che esplicitare il mio vivo consenso a questa fatica di Don. Come ho scritto in altre occasioni, mi piacciono i progetti temerari, coraggiosi, valorosi, e questo lo è. I King Crimson non è che in Italia abbiano legioni di fan, in più uno studio sui testi non è esattamente una lettura facilissima. Pure io che mi ritengo un amante/studioso/fruitore di rock di tutto rispetto non è che sia preparatissimo sul tema, non sono un fan e al di là del primo lavoro con GREG LAKE (tutti in piedi!) non è che i KC mi entusiasmino più di tanto. Ad ogni modo rimane anche per me una band interessante, e quando ROBERT FRIPP dichiara “la musica è un linguaggio con cui possiamo esprimere la lotta che rappresenta l’essere umani. E’ questo che deve essere al centro e per cui ho creati i KC” non posso che sentire forti affinità elettive.
Come abbia fatto Donato a calarsi perfettamente nei 13 album dei KING CRISMON (1969 al 2003), capirne i contenuti, il senso, lo schizoide denominatore comune, analizzarne i testi, tradurli e commentarli con la sua prosa ricca e profonda rimane un mistero. Sì, perché queste cose – ammesso che uno abbia doti attitudinali per lo scrivere e un cervello funzionante – le puoi fare con quei due/tre gruppi di cui sei fan in senso stretto…avere la capacità che ha Don denota un professionismo ed una visione completa dell’essere giornalista e scrittore musicale. Io rimango sempre colpito dai lavori di Donato Zoppo. Sempre. Che cavallo di razza che abbiamo rinchiuso nei malconci steccati del giornalismo musicale italiano. Ad ogni modo, avere questo libro nella mia biblioteca mi fa sentire meglio.
Il 23 febbraio 2014 la LEGACY (Columbia-Sony) – in occasione del settantesimo compleanno del tornado del Texas – pubblicherà un cofanetto retrospettivo di 4 cd del nostro amato JOHNNY WINTER. TRUE TO THE BLUES sarà per me quello che CARRY ON di SYEPHEN STILLS è stato per Picca: un oggetto di un artista di cui comprerei qualsiasi box set ufficiale sebbene non vi sia praticamente nulla di inedito, giusto un paio di rarità. Dando una veloce scorsa alle note informativo qui sotto, la prima cosa che salta agli occhi è che non ci sono pezzi da WINTER OF ’88, pubblicato appunto nel 1988 dalla MCA. Evidentemente le case discografiche non si sono messe d’accordo.
Mi ero ripromesso di iniziare il 2014 andandoci cauto con i cofanetti e le deluxe edition, ma come cavolo di fa quando escono box set degli artisti che ti hanno tenuto in vita tutti questi anni?
(grazie a Picca)
The great rock and roll, and blues player, Johnny Winter turns 70 this year. And while that still blows me away having been a Johnny Winter fan all of these years, I’m always pleased when he gets recognized for the legendary guitar player he is. With a string of successful albums on Columbia Records, and some excellent ones on Blue Sky (an Epic imprint), as well as his later blues-oriented sets, it is no surprise that Legacy Recordings, in conjunction with all of his labels, have chosen to celebrate Winter’s birthday with an upcoming, all -inclusive 4CD box that will boast 56 tracks – all remastered – spanning his long running career from 1968-2011.
On February 25, Legacy Recordings will issue True to the Blues – The Johnny Winter Story. This box will be chronologically tracked beginning with Johnny Winter’s Imperial Records recordings, his six Columbia Records, on through his Blue Sky albums, and his Alligator, Virgin, and Megaforce releases. This set looks to be musically well documenting of Winter’s extraordinary run as one of the great musicians etched to vinyl, tracked to tape, and embedded within CDs.
True To The Blues will not only offer the 56 tracks promised and listed, but will also fill a booklet with notes, photos, and a richly detailed biography.
Not only will there be studio cuts, there will also be included a fair amount of live performance tracks. Johnny Winter shone greatest in his live setting. A listen to any of his stuff from Woodstock will reveal that. During Winter’s recording years, he released a fair selection of live albums for the same reason, he showcased best. True To the Blues will contain live material from his CBS releases, Johnny Winter And, Captured Live!, and the later issues of The Woodstock Experience, and Fillmore East: The Lost Concert Tapes. In addition, there will be previously unreleased “Eyesight to The Blind”, and “Prodigal Son”, both from the previously unavailable on CD, The First Great Rock Festivals Of The Seventies – Isle Of Wight/Atlanta Pop.
The complete track-list follows (cut ‘n pasted). Enjoy, my brethren!
True To The Blues: The Johnny Winter Story
(Columbia/Legacy 88883 74085 2)
Disc One – Selections: 1. Bad Luck And Trouble (A) • 2. Mean Town Blues (A) • 3. Mike Bloomfield’s Introduction Of Johnny Winter (live, B) • 4. It’s My Own Fault (live, B) • 5. I’m Yours And I’m Hers (C) • 6. Mean Mistreater (C, with Willie Dixon and Walter “Shakey” Horton) • 7. Dallas (C) • 8. Be Careful With A Fool (C) • 9. Leland Mississippi Blues (live, D) • 10. Memory Pain (E) • 11. Highway 61 Revisited (E) • 12. Miss Ann (E) • 13. Hustled Down In Texas (E) • 14. Black Cat Bone (live, F) • 15. Johnny B. Goode (live, F).
Disc Two – Selections: 1. Eyesight To The Blind (previously unreleased, live at Atlanta Pop Festival, 1970) • 2.Johnny Winter’s Intro (live at Atlanta Pop Festival, 1970) • 3. Prodigal Son (previously unreleased, live at Atlanta Pop Festival, 1970) • 4. Mean Mistreater (live, G) • 5. Rock And Roll Hoochie Koo (H) • 6. Guess I’ll Go Away (H) • 7. On The Limb (H) • 8. It’s My Own Fault (live, I) • 9. Jumpin’ Jack Flash (live, I) • 10. Good Morning Little School Girl (live, J) • 11. Mean Town Blues (live, J).
Disc Three – Selections: 1. Still Alive And Well (K) • 2. Rock Me Baby (K) • 3. Rock & Roll (K) • 4. Rollin’ ’Cross The Country (L) • 5. Hurtin’ So Bad (L) • 6. Bad Luck Situation (L) • 7. Self Destructive Blues (M) • 8. Sweet Papa John (M) • 9. Rock & Roll People (M) • 10. Harlem Shuffle (live, with Edgar Winter, N) • 11. Bony Moronie (live, O) • 12. Roll With Me (live, O) • 13. Tired Of Tryin’ (P) • 14. TV Mama (P) • 15. Walkin’ Thru The Park (with Muddy Waters & James Cotton, P) • 16. I Done Got Over It (live, with Muddy Waters & James Cotton, Q).
Disc Four – Selections: 1. One Step At A Time (R) • 2. Honest I Do (R) • 3. Nickel Blues (R) • 4. Talk Is Cheap (S) • 5. Wolf In Sheep’s Clothing (S) • 6. Bon Ton Roulet (S) • 7. Don’t Take Advantage Of Me (T) • 8. Master Mechanic (U) • 9. Mojo Boogie (V) • 10. Stranger Blues (live, W) • 11. Illustrated Man (with Dr. John, X) • 12. Hard Way (Y) • 13. Highway 61 Revisited (live, Z) • 14. Maybelline (featuring Vince Gill, AA) • 15. Dust My Broom (featuring Derek Trucks, AA).
Album index:
A – from The Progressive Blues Experiment (Liberty LP-12431, recorded 1968, released 1969)
B – from Fillmore East: The Lost Concert Tapes 12/13/68 (Columbia/Legacy 85278, recorded 1968, released 2003)
C – from Johnny Winter (Columbia 9826, recorded and released 1969)
D – from The Woodstock Experience (Columbia/Legacy 88697 48244 2, rec. 1969, rel. 2009)
E – from Second Winter (Columbia 9947, recorded and released 1969)
F – from Second Winter: Legacy Edition (Columbia/Legacy 85735, recorded 1970 at The Royal Albert Hall, London, released 2004)
G – from The First Great Rock Festivals Of The Seventies – Isle Of Wight/Atlanta Pop (Columbia 30805, recorded July 5, 1970, at Middle Georgia Raceway, Byron, GA, released 1971, previously unavailable on CD)
H – from Johnny Winter And (Columbia 30221, recorded and released 1970)
I – from Johnny Winter And/Live (Columbia 30475, recorded 1970 at Pirate’s World, Dania, FL, released 1971)
J – from Live At The Fillmore East 10/3/70 (Collectors Choice 60002, rec. 1970, rel. 2010)
K – from Still Alive And Well (Columbia 32188, recorded and released 1973)
L – from Saints & Sinners (Columbia 32715, recorded 1974, released 1975)
M – from John Dawson Winter III (Blue Sky 33292, recorded and released 1974)
N – from Together (Blue Sky 34033, recorded 1975 at Swing Auditorium, San Bernardino, CA, released 1976)
O – from Captured Live! (Blue Sky 33944, recorded 1976 at San Diego Sports Arena and Oakland Coliseum, released 1976)
P – from Nothin’ But The Blues (Blue Sky 34813, recorded and released 1977)
Q – from Breakin’ It Up, Breakin’ It Down (Columbia/Legacy 88697 07283 2, recorded 1977 at Masonic Temple Theatre, Detroit, released 2007)
R – from White, Hot & Blue (Blue Sky 35475, recorded and released 1978)
S – from Raisin’ Cain (Blue Sky 36343, recorded 1979, released 1980)
T – from Guitar Slinger (Alligator 4735, recorded and released 1984, Grammy®-nominated)
U – from Serious Business (Alligator 4742, recorded and released 1985, Grammy®-nominated)
V – from 3rd Degree (Alligator 4748, recorded and released 1986)
W – from Live Bootleg Series Vol. 3 (Friday Music 1085, recorded late 1980s, released 2008)
X – from Let Me In (Pointblank 91744-2, recorded and released 1991)
Y – from Hey, Where’s Your Brother? (Pointblank 0777 7 86512 2 2, rec. and rel. 1992)
Z – from Bob Dylan – The 30th Anniversary Concert Celebration (Columbia 53230, recorded 1992 at Madison Square Garden, released 1993)
AA – from Roots (Megaforce 1603, recorded and released 2011)
Settimana scorsa: in giro per lavoro circumnavigo il distretto ceramico, lambisco Maranello e nel farlo decido di fermarmi all’edicola BONFATTI; Marchino non appena mi vede mi lancia un’occhiata complice, ci unisce una certa passione politica, passione per il calcio (ma lui è un “cugino”) e tutto sommato anche per la musica. Prendo il nuovo numero di PROG con in copertina CLOSE TO EDGE per la groupie, la passione che ha per gli YES oramai ha raggiunto livelli inimmaginabili…
…avendo deciso di fare la raccolta degli album di FRANCESCO GUCCINI che sta pubblicando il Corriere Della Sera, ritiro anche gli ultimi due cd usciti (sì, lo so, è tutta roba che già avevo, ma vuoi mettere le versioni digipack con annesso cofanetto?).
Marchino infine mi passa, con fare carbonaro, anche un volantino di PIPPO CIVATI, le primarie del PD sono alle porte e mi vuole esortare a fare il mio dovere. Mi infiammo subito, sono un sostenitore convinto di PIPPO CIVATI, un volto e una testa nuova per una sinistra moderna.
Marchino ciangotta sottovoce “..tanto ormai siamo abituati a perdere”; non voglio avere un’aria rassegnata, ma so che probabilmente ha ragione e dunque aggiungo “Guarda, io l’unica volta che ho vinto è stato l’otto gennaio del ’59 quando FIDEL è entrato all’Havana”…
Fidel entra all’Havana, 8 gennaio 1959
I rivoluzionari cubani entrano all’Havana 8-1-59
Certo, non ero ancora nato, ma la Rivoluzione Cubana è una faccenda che porto nel cuore ed è come se vi avessi partecipato anche io (sebbene mi sarebbe piaciuto vedermi nella Sierra Maestra dire “Senti Che, oggi non posso venire a fare la rivoluzione, ho la dispepsia funzionale che mi da da fare, me ne sto qui quieto nella capanna.”)
Fidel & Che – Sierra Maestra 8 ottobre 1957 (AFP)
Esco dall’edicola col petto gonfio dichiarando “Civati o muerte!”. Civati o muerte…mah, povero Tim Tirelli.
I risultati delle primarie poi confermano la tendenza di questi ultimi anni, la sinistra che si scolora, e il fatto che moriremo democristiani.
In questo dicembre di prima mattina mi ritrovo spesso a Mutina, Brian ha iniziato un percorso che ha a che fare con le coagulopatie (ci mancava pure questa), e ad intervalli regolari devo portarlo a fare dei prelievi del sangue. Parto alle 6 dal posto in riva al mondo, verso le 6,45 sono da Brian, lo lavo, lo preparo e, insieme a mia sorella, alle 7 siamo già in macchina. Occorre essere in due per la gestione in esterna di Brian. Benché non sia il massimo fare certe levatacce, respirare il risveglio della città mi piace un sacco…
Early In The Morning in MODENA
Sbrigata la faccenda prelievo, il trio Tirelli si ritrova a far colazione insieme al City Bar…Brian è in estasi, in giro con suoi due figli…non gli sembra vero.
Il resto delle mattine, prima di partire, mi fermo ad ammirare la tundra gelata intorno alla domus saurea…
La tundra gelata intorno alla domus saurea – foto di TT
E’ dicembre, il mese che più di ogni altro mi colpisce l’animo, così mi accorgo che sono più meditabondo del solito. Mentre la sera me ne torno verso Borgo Massenzio, scorro la Emily Road.
Nel car stereo improbabili ballate degli UFO con Vinnie Moore…
…romanticume da suo soldi di ROD STEWART…
Attraverso Herberia, mi guardo in giro…le grandi e brutte vetrata di bazar cinesi dove si vende tutto quello che è inutile, l’anziano che attraversa la strada chiuso in un lungo paletò e in un cappello con i lembi paraorecchie, il negozio di abbigliamento aperto da poco in cui – tutte le volte che ci passo davanti – non c’è mai nessuno, il distributore di benzina con a fianco un’ampia area buia che da l’effetto Sarajevo durante la guerra, gli sghembi addobbi natalizi fatti da gente senza il minimo gusto estetico. Quando la Via Emilia si versa sulla tangenziale, perdo la cognizione del tempo, i fari delle macchine che incontro diventano una sorta di tunnel temporale che mi trasporta in altre dimensioni ed è allora che è il momento dei PINK FLOYD…
Soliti sabati e solite domeniche a far da badante a Brian. Si aggrappa a me, mi tiene la mano, non vuole scivolare via; lo stadio “demenza grave” gli fa un baffo…non sa quanto resisterà prima di cadere nell’oblio, ma per il momento si regge con una tenacia insperata a quei due o tre appigli che lo tengono ancora appeso all’albero della vita. Quanta tenerezza mi fa il vecchio Brian.
Arrivo all’appuntamento con la spesa alla coop del sabato trafelato, in ritardo, cotto. Nonostante questo mi perdo come un fanciullo nell’iconografia natalizia…sospiro ammirando una sorta di mock up di fantasie legate alle festività a cui stiamo andando incontro…
Winterwonderland fantasy – foto di TT
…come un cinno di dieci anni mi faccio sorprendere dalla groupie mentre valuto l’acquisto di dolciumi disneyani…
Tim e il dolciumi disneyani – foto di Saura T.
…la groupie mi scatta una foto, la voglio vedere…sembro uno stuchino…che razza di uomo di blues che sono, perso nelle mie paturnie natalizie a far la spesa alla Coop…mo zio can an s’è mai vest ROBERT PLANT andèr a fer la spesa al supermerchèe…ops…
Robert Plant fa la spesa al supermercato come un Tim Tirelli qualsiasi…
Scuoto la testa, sopraffatto dai miei blues perenni ed instancabili, sono senza forze…ore 15,30 e devo ancora pranzare…per fortuna che la groupie come sempre è in forma e ready to rock…
La groupie alla Coop Ariosto di Regium Lepidi – foto di TT
Cerco di ripararmi dal freddo intenso di questi giorni ascoltando i TEN YEARS AFTER. La nebbia che da giorni ingoia la pianura fa sì che la percezione del freddo sia maggiore rispetto alla reale temperatura che scende appena sotto lo zero. Il blues rock del gruppo riesce nell’intento…
Periodo denso di prove da superare; le percentuali che alcune di essere possano risolversi in maniera positiva sono esigue, tipo 4/5%, eppure sebbene sia razionale, realista e non mi aspetti nulla, devo fare i conti col fatto che nell’essere umano la speranza prende sempre il sopravvento. Puoi essere pessimista, rassegnato al peggio, freddo e distaccato, ma in fondo confidi sempre che il nulla cosmico onnipotente te la mandi buona. E quando ti accorgi che non è così, aggiungi un altro fardello al peso che già devi portare in giro.
Così mi infilo nelle nebbie e medito sul da farsi…
Sulla blues mobile infilarsi nella nebbia a Magpie Place (alla Gazzata, insomma) – foto di TT
Un cambiamento mi farebbe bene, lo dice anche ETTA JAMES…
…cambiare vita, lavoro, città, chitarra, orizzonti…ma è difficile quando senti che ti hanno riempito il serbatoio di musica leggera e non di blues nero e feroce…la blues mobile del tuo animo sbuffa, borbotta, viaggia a rilento, con le 4 frecce accese, certo è ancora in moto ma dovrai fermarti in officina. Non mi do per vinto, sono tenace.. esile come un giunco ma forte come una quercia…è così che mi descrisse qualcuno in una delle più belle estati della mia vita, quella del 1981, a Brez, dopo la maturità, insieme a Biccio, Pigi, Gheri e tutti gli altri…raccolgo i pezzi, mi fermo in stazione e acquisto un altro biglietto…dopotutto l’importante è viaggiare e non restare fermo…
Why can’t it stay like this forever? Why does it always have to change?
Everytime you think you’ve paid the price, Seems you’ve always got to pay it twice. Everytime you think you’re near the end, You turn around and find another ticket.
Oh my love, time is running out. Oh my love, time is running out.
Why must we wait until tomorrow, When we already know the score?
Everytime you think you’ve paid the price, Seems you’ve always got to pay it twice. Everytime you think you’ve got it made, Seems you’re only lying in the shade.
Everytime you think you’ve run the course, Seems you’ve got to ride another horse. Everytime you think you’re near the end, You turn around and find another ticket.
Sono settimane che io e Picca ci scambiamo – sbalorditi – email relative al continuo flusso di box set ed edizioni speciali che il mercato lascia tracimare ormai senza controllo. Alcuni titoli sono appetibili…i nomi sono altisonanti ma anche qui ci si interroga se ad esempio il BOX SET VOLUME 1 (volume 1 si badi bene) di BOD DYLAN con 47 cd non sia già oltre la soglia del praticabile …o il BOX con i tutti i 19 album in cd di JOHN MELLENCAMP sia davvero necessario. Quale deve essere il limite massimo di cd che un box set deve contenere? Io penserei, così tanto per dire, a 8/10 per nomi importanti e 4/5 per nomi minori o di culto.
E invece no, ecco che per LEO SAYER (zio can, Leo Sayer) esce un cofanetto da 14 cd per un totale di 166 pezzi. Oh, c’è da sparasi nei maroni se per natale ti arriva un lavoro del genere.
Picca oggi mi ha scritto: “per natale avevo deciso di regalarti il centuplo di leo sayer, ma adesso è subentrato l’ottuplo di alexander o’neal e sono sopraggiunti dei dubbi…” che ridere ragazzi, e che piangere al pensiero di un un cofanetto anche per O’NEAL, sei album e due cd di “seven-inch and twelve-inch remixes”.
Ma anche nomi a noi cari non sono esenti da cose imbarazzanti:
Milionesima ristampa per STICKY FINGERS, presentato anche in versione Platinum, dove il platino è usato al posto dell’alluminio per creare lo strato protettivo del CD. Non sanno più cosa inventarsi per farcelo comprare di nuovo…(naturamente la lampo/cerniera è vera)…
Veniamo ai nostri cari, adorati EMERSON LAKE AND PALMER, è di qualche giorno fa l’annuncio che in aprile del 2014 uscirà la deluxe edition della deluxe edition di BRAIN SALAD SURGERY che includerà i nuovi mix 5.1, alternate takes, materiale inedito e altre curiosità…dunque vediamo un po’, io ho l’LP, due versioni in CD entrambe rimasterizzate, la versione giapponese in K2HD e la deluxe edition…che faccio, compro anche questa?
Poi, teniamoci stretti, è uscito il cofanetto di ROGERT TAYLOR, batterista dei QUEEN…ma nulla cosmico benedetto, il cofanetto di ROGER TAYLOR, ma non era sufficiente (eventualmente) un doppio CD con i momenti più riusciti (sempre che nella carriera solista di TAYLOR ci siano momenti riusciti)? In più, beffa nella beffa, il box set è pieno di errori I N C R E D I B I L I: indicizzazione sbagliata, mix diversi da quelli descritti, running order sbagliati, canzoni che ad un certo punto si interrompono e poi ripartano dai secondi iniziali, errori tipografici e testi mancanti. Roba da galera.
Continuiamo: sembra che nelle recenti ristampe di Robert Palmer la musica sia presa da mp3, invece di usare i file WAV lossless hanno usato gli mp3. Al mio tre tiriamo una madonna tutti insieme. Siete pronti? Uno, due, tre, ma porca …….!
Veniamo a ROD STEWART, TIME – il suo ultimo album è uscito in maggio, adesso pubblicano già la deluxe edition di 2 CD…
Le tre serate del febbraio del 1970 che i PETER GREEN’S FLEETWODD MAC suonarono al Boston Tea Party sono riproposte in un 3CD set, e fin qui nulla di male. Il problema è che sono inclusi 5 sottobicchieri con su stampate le facce dei nostri.
A tutto questo si aggiunge che AMAZON ormai è diventata la sola realtà che vende e distribuisce musica su supporti fisici in rete. E’ un monopolio che spezza le reni a tutte le altre realtà, piccole, indipendenti e anche di grandi dimensioni. Aggiungiamo che le condizioni di lavoro dei dipendenti di AMAZON non sembrano essere certe le più dignitose, e questo problema si riflette anche sull’indotto nato intorno al world’s largest online retailer.
L’altro giorno mi è arrivata un’email dal responsabile di JAZZ LOFT, dove si diceva che l’azienda chiude i battenti. JAZZ LOFT era your source for independent & imported CDs, DVDs, &Vinyl specializing in jazz, avant-garde & modern classical, era dunque un punto di riferimento per tanti appassionati. Il Jazz non è my cup of tea, ma sono davvero dispiaciuto. E’ da JAZZ LOFT che mi rifornivo delle a me tanto care SPACE SAVING CD SLEEVE…
To my amazing customers,
After 15 years of serving the jazz and avant-garde artists and customers, The Jazz Loft is going out of business sometime early next year. Over the past few years, the market has become harder and harder for a small, independent record store like mine to survive.
At least two of my major distributors going out of business for the same reasons
In January, the U.S. Postal Service tripled the cost of shipping outside the U.S. instantly alienating 40% of my business.
Downloads, streaming, ripping, burning, stealing… you name it.
I appreciate all the faithful customers who have been loyal to me for years, if not decades. It is my goal to reemerge in early 2014 as a boutique store on eBay.
We will continue to sell our CD & DVD Space-Saving Sleeves!
We are having a clearance sale until all merchandise is sold. As things are selling out, I am trying to remove them from the site. As stated below, all future orders will be filled with inventory on hand. If you place an order, please list alternatives in the Customer Order Notes box at checkout.
Io sono davvero imbarazzato e confuso, per quanto mi dia piacere possedere cofanetti e deluxe edition ed ascoltarne i contenuti, il tutto ci sta scappando di mano, e sto seriamente pensando di ritirarmi da questa corsa ossessivo-compulsiva. Non so se riuscirò, magari non del tutto (che farò quando mi si presenteranno davanti le deluxe edition dei LZ, o ipotetici cofanetti di BAD CO, JOHN MILES, MAHOGANY RUSH, EDGAR WINTER tanto per fare qualche nome?), ma devo mettere un freno, ed evitare di cadere in questo pozzo senza fine.
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