La donna che faceva volare le uova (durante JUVENTUS – INTER del 6 -1-2015)

9 Gen

Martedì, epifania, interno sera. Uno se ne sta lì sul divano a guardare J**E – INTER. Passa i primi 45 minuti inebetito, incazzato e disilluso nel vedere la propria squadra barcollare sotto i colpi dell’armata bianconera. Se ne sta lì immobile, senza apparente emozione, infastidito da una passione che nell’ultimo lustro è tornata sofferenza. Perdere contro i gobbi è una delle cose peggiori che gli possa capitare, avrebbe voglia di cambiare canale, ma tutto sommato vede che l’INTER non affonda, sembra in balia delle onde ma la barchetta nerazzurra, seppur sotto di un goal, resta a galla.

Intervallo. Uno rimane stoicamente sul divano. Il gatto gli si va ad accovacciare di fianco.

Inizia il secondo tempo, poco dopo i primi cambi, e l’INTER rinasce, come rinasce il ramarro; la truppa nerazzurra agli ordini di ROBERT LEFTHANDED serra i ranghi, si dispone ad ariete e attacca. La J**e rincula. Il GUARIN  sportivo azzecca l’assist giusto e MAURITO ICARDI, sempre lui, uccella bonucci e buffon. Goal! “Evvai Maurito el drito, avanti così, facciamogli il culo adesso! Forza manipolo di eroi conquistiamo lo stadium di latta.” esclama uno lanciando il gatto dall’altra parte del divano.

icardi.podolski.inter.juventus.esultanza

L’INTER sente il padre dei quattro venti gonfiargli le vele e avanza imperterrita. Bonucci si fa fregare il pallone a centrocampo e scatta il contropiede. Sono tre contro uno; POLDI la passa a MAURITO che la manda fuori di un pelo. Uno impreca ma gonfia il petto e sente che tutto è possibile.

E’ in quel momento che in casa si sente un frastuono assordate, uno e la sua groupie si guardano sbigottiti e in una frazione di secondo cercano di capire cosa possa essere stato: un colpo di mortaio, una mazza di ferro contro una porta blindata, un asteroide caduto sulla domus saurea, un colpo della cassa di BONHAM sparato da un impianto di mille watt? Uno e la sua groupie corrono in cucina … nulla di tutto ciò: semplicemente qualcuno ha dimenticato le uova nel bollitore sul fuoco ed evaporata l’acqua, con la sodezza al massimo, il pentolino incandescente ha sparato le uova verso altezze siderali, spappolandole contro la cappa del forno.

Uno torna sul divano, l’INTER trova un altro slancio di MAURITO che esplode un tiro portentoso che buffon butta fuori, poi di nuovo un contropiede che sciupa malamente per colpa di un ICARDI egoista e a un minuto dalla fine ritorna pericolosa con buffon costretto ad uscire sulla tre quarti per impedire ad OSVALDO di segnare il 2 a 1. 1 a 1 quindi, ma l’INTER li ha fatti cagare sotto, magra consolazione, ma con questi chiari di luna uno è moderatamente soddisfatto. Restano stalattiti di uova sode appese alla cappa della cucina, un forte odore di uova rassodate appunto e un album degli WINGS sullo stereo…

rocket egg cup

ON THE ROAD AGAIN: Cattiva Compagnia live all’ HAPPY DAYS MUSIC CLUB, Fiesse (Brescia) 2 gennaio 2015

8 Gen

Spunta un concerto non previsto, dobbiamo sostituire l’altra band di Lorenz che per qualche motivo non può andare, non possiamo lasciare che Lor si sputtani e che il locale si trovi all’improvviso una serata buca, così, dopo un veloce e isterico giro di telefonate, la CATTIVA si prepara a rimettersi sulla strada. Non siamo prontissimi, ma in definitiva, quando lo si è? Alle 17 io, Saurit e Lele partiamo. Niente di che, giusto una rock and roll band miserella che si inoltra nella pianura per andare a suonare, ma per le nostre vite è una piccola scossa di adrenalina, una avventura che ci scuote dal torpore di una vita che non ci viene come vorremmo.

L’autostrada lenisce e al contempo alimenta i nostri blues, quel sentimento a noi tanto caro dell’essere on the road again…

Highway song - foto ST

Highway song – foto ST

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

A PARMA usciamo e ci buttiamo sulla statale che porta a CASALMAGGIORE, poi a PIADENA e da lì un tuffo nella profonda pianura lombarda. FIESSE è un piccolo comune in provincia di BRESCIA, ma ha un locale davvero notevole dove la live music è di casa. Sono le 18,30 quando entriamo all’HAPPY DAYS MUSIC BAR; la prima impressione è positiva … bel palco, bel locale, gestori con cui puoi confrontarti tranquillamente. Montiamo batteria e amplificatori, prepariamo basso, chitarre e microfoni. In attesa che arrivi POL mi faccio una foto con JIMI, e una con LELE.

Tim & Jimi - Fiesse (BS) - Foto Saura

Tim & Jimi – Fiesse (BS) – Foto Saura

Lele & Tim - pre show daze - Fiesse (BS)

Lele & Tim – pre show daze – Fiesse (BS)

Verso le 19,30 arriva anche POL, giusto il tempo di fare il nessi con SAURA …

Pol & Saura - pre show daze --  Foto TT

Pol & Saura – pre show daze — Foto TT

… ed è il momento di fare il soundcheck, naturalmente senza LORENZ. Il RICK DERRINGER di Vignola lavora fino a sera, arriverà, trafelato, verso le 21. ERNESTO, il tecnico del locale, ci dà una mano a sistemare spie e a regolare i livelli del mixer. Proviamo i due pezzi nuovi (MOTT THE HOOPLE e BLUE OYSTER CULT), una paio di nostri pezzi, e altre cose … senza la chitarra di LORENZ non è semplice far capire al tecnico il volume di suono del gruppo, ma se non altro ci proviamo. Proviamo TIE YOUR MOTHER DOWN, HOLD THE LINE e una paio di altri pezzi. D’un tratto mi scatta uno di quei momenti musicali in cui tutto mi gira bene, in cui suono al di sopra delle mie capacità e dove tutto (o quasi) mi sembra possibile. Nel pezzo dei QUEEN è LORENZ a fare l’assolo, io non lo faccio da anni e anni, ma mi ci butto e nelle mani mi ritrovo quasi d’incanto le frasi di BRIAN MAY e un attacco, un’intenzione davvero cazzuti e sanguigni. Quasi non mi riconosco. SAURIT si volta sorpresa. Stessa cosa nel pezzo dei TOTO, band che non amo sebbene HOLD THE LINE mi piaccia un sacco, un rigurgito della mia adolescenza (grazie al video relativo che passava ARBORE a l’ALTRA DOMENICA nel 1978). L’assolo mi sgorga limpido, fluido, velocissimo. Sono preda di un nirvana chitarristico da cui non vorrei più svegliarmi. Ogni tanto nei soundcheck mi capita…atmosfera rilassata, l’adrenalina pre concerto che monta, regolazione dell’amplificatore ad hoc, bioritmo and blues, uno spettacolo insomma. Peccato poi che tutto dopo poco si sgonfi.

Tim's gear - Fiesse (BS) Foto TT

Tim’s gear – Fiesse (BS) Foto TT

Arriva LORENZ, in 10 minuti sistema la sua roba, prova due cose e poi ce ne andiamo a mangiare. E’ sempre bello trovarsi in cattiva compagnia attorno ad un tavolo: i commenti piccanti di LELE in modenese strettissimo, la SAURIT che ride, POL che dà un’occhiata alle donne che entrano nel locale, LORENZ che aggiusta un cavetto di un effetto mentre mangia una pastasciutta, io perso nei miei blues.

Poco dopo arriva l’amico JAYPEE con la sua groupie; che amico ragazzi, farsi 100 e più chilometri per vederci suonare. Iniziamo alle 23,30, c’è un buon pubblico sebbene non fossimo noi quelli originariamente in programma (o forse proprio per questo). Il concerto si snoda su binari soddisfacenti, qualche pasticcio, qualche imprecisione, ma siamo coesi a sufficienza e alla fine portiamo a casa un buon risultato. Oltre alla massiccia dose di cover, presnentiamo anche quattro pezzi nostri. Applausi e urletti alla fine dei pezzi più Rock. Alla fine di ROCK AND ROLL e WHOLE LOTTA LOVE piccole apoteosi.

The stage - Happy Days Music Club - Fiesse (BS)

The stage – Happy Days Music Club – Fiesse (BS)

A fine concerto quattro chiacchiere con JAYPEE, il quale mi sottolinea più volte che gran pezzo sia PIOVE STAMATTINA, una delle nostre canzoni. Son venuto fin qui per questo. Ecco poi che gli operai del Rock smontano il tutto, e caricano a dovere le loro automobili. Ringrazio FRANCESCA e sua figlia, le due titolari, lo stesso faccio con ERNESTO, il tecnico e poi usciamo. Sono le 2,30, siamo nel parcheggio antistante il locale, la notte è buia ma placida, il gelo pulisce le nostre anime. In fila indiana procediamo sulla statale, i paesi adagiati su di essa dormono, solo le luci ad intermittenza e gli autovelox sono ben svegli a quell’ora. A CASALMAGGIORE POL prende la strada per VIADANA, ultimo avamposto lombardo prima delle terre reggiane, noi altri invece procediamo verso PARMA. Entrati in autostrada perdiamo anche LORENZ che, esausto, si ferma a riposare in AUTOGRILL. Sono le 4,30 quando chiudo il garage. Una doccia, un thé con biscotti, qualche coccola a PALMIRO e poi a letto. Alle 8,30 mi sveglio, colazione e poi corro da BRIAN. Dovrei essere uno straccio invece sono in forma, l’adrenalina del rock and roll fa miracoli. Il vecchio è nei suoi giorni bui dovuti alla bronchite, lo rassicuro, lo accarezzo, lo imbocco. Verso le 12 riparto verso BORGO MASSENZIO, la mancanza di sonno si fa sentire, ma pur con tutte le preoccupazioni che di consueto mi saltellano intorno, mi sento – come avrebbe detto il povero POP –  titanico dinnanzi al futuro. Potenza del Rock And Roll.

In macchina mi sento EVERYTHING di RICK DERRINGER, e questa vita sembra avere un senso.

Rick Derringer Guitar and Women

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Verso sera mi butto sul divano, le energie calano, mi sento slanato, arriva PALMIR e si arrotola su di me … l’interazione con un mammifero di un’altra specie per me vale quasi come il Rock And Roll (e i goal di MAURITO ICARDI).

Tim & Palmir- 3-1-2014 - Foto Groupie

Tim & Palmir- 3-1-2014 – Foto Groupie

 

Incrociare una che fa footing e la Mini Minor targata EH247CG che parcheggia impunemente nel posto riservato ai disabili

6 Gen

Feste non proprio riposanti, Brian ammalato per la seconda volta in due mesi, rinchiuso nella sua stanza per quasi due settimane con la bronchite, faccenda sempre pericolosa per uno di 85 anni. In un paio di occasioni temo il peggio: la cura di antibiotici, la mancanza di stimoli e il deperimento fisico lo rendono così fragile che è difficile poter ipotizzare una ripresa. Ogni giorno entro nella struttura in cui è, salgo le scale, percorro il corridoio e mentre mi avvicino alla camera 42 mi chiedo in che stato sarà. Ci sono giorni in cui sta un po’ meglio e allora torna a scherzare … l’altro giorno non appena mi vede entrare si mette le mani sulla faccia, ieri quando gli dico che sto per andare via fa finta di essere arrabbiato e dice “A beh, alora” ; spesso però è giù di fase e confuso dalla febbre e dalla situazione in generale.  Rimango fino a sera e lo aiuto a cenare … scodella di pastina in brodo, purè e carne morbida, mousse di frutta. Imboccare il proprio vecchio non è una cosa che avrei pensato di dover fare nella vita, ed invece eccomi qui, solerte, attento, premuroso. Rimango poi a guardarlo mentre si appisola, gli tengo la mano, e contemplo il fatto che al di là della bronchite il vecchio Brian si sta incamminando deciso verso l’abisso, lo vedo invecchiato, lo sento in difficoltà quando è il momento di formulare le parole. Quando lo lascio gli do un bacio, gli accarezzo il viso, lui mi manda un bacio con la mano, e tutte le volte sento un fiotto di tristezza salirmi in gola…mi asciugo gli occhi, mi infilo i Ray ban ed esco.

Mi fermo al Centro Commerciale Torrenova di Modena per una commissione. E’ l’ultimo dell’anno, c’è un discreto via vai, trovare parcheggio non è semplice, ma dietro all’edificio della Farmacia trovo un buco libero. Mi fermo un attimo in macchina a leggere i credits del cd che sto ascoltando, distrattamente seguo una macchina che parcheggia poco più in là. Esce una ragazza sui trentanni, chiude la macchina e se ne va. Controllo meglio, mi accorgo che ha parcheggiato nel posto riservato ai disabili. Scendo dalla macchina, controllo che sia davvero così e cerco di raggiungere la tipa per dirle qualcosa. Voltato l’angolo però non trovo più nessuno. Mi monta una rabbia gelida, che presto si trasforma in cupa tristezza. Queste sono le piccole cose che mi fan capire che l’essere umano non ha futuro, ripiegato come è su sé stesso, senza più un briciolo di senso civico, di sentimento per la comunità in cui vive. Per un minuto penso a  fare una telefonata ai vigili, ma poi desisto, anche io sconfitto dall’istinto di questa torbida sopravvivenza … perché andarmi a cercare altri impicci nel giorno dell’ultimo dell’anno e dopo essere stato alcune ore ad accudire mio padre che è in un ospizio?

Mini Minor su parcheggio riservato ai disabili- Modena Centro commerciale Torrenova - 31 dicembre 2014 - foto TT

Mini Minor su parcheggio riservato ai disabili- Modena Centro commerciale Torrenova – 31 dicembre 2014 – foto TT

Mi rimetto in macchina e torno verso Borgo Massenzio. In località Magpie Place Mill, incrocio una donna che fa footing. E’ solo un secondo o poco più, ma vedo che ha un sorriso un po’ sciocco disegnato sulla faccia, dovuto – immagino – a ciò che ascolta dalle cuffiette che sbucano dalla tuta e dal giubbetto da corsa. Mi chiedo “chissà che musica sta ascoltando!“, e il tono del mio pensiero è snob,  ma poi mi dico “come ti permetti? Che ne sai?”. Già, che ne so, magari si sta sentendo PHYSICAL GRAFFITI col PONO di NEIL YOUNG ed è in estasi mistica perché il lettore sta passando ad alta qualità sonora (anche se Picca non sarà d’accordo) TEN YEARS GONE … mmh, però mi sa più una tipa che sta ascoltando la MANNOIA, oppure gli STADIO, o quelle cantanti nere che vanno adesso, quelle che fanno quella muzak commerciale e che cantano come se stessero cagandosi addosso. Oppure si sta ascoltando i pezzi dalla melodia oscurata di LIGABUE, magari l’hip hop/rap di facile ascolto, o quei cantanti che escono da X Factor. Chissà … comunque sia, mi sento contento e fortunato del fatto che in quel preciso momento io mi stia ascoltando PAPER CHARMS della PFM.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

PFM “Paper Charms – the complete BBC recordings 1974-1976” (Cherry Red Records 2014) – TTTTT

4 Gen

ITALIAN/ENGLISH

Questo cofanetto raccoglie naturalmente le registrazioni fatte dalla Premiata in terra inglese per la BBC tra il 1974 e il 1976, ed è spettacolare. Certo, sono registrazioni che giravano già tra i collezionisti e nel circuito dei bootleg, ma non in questa qualità, soprattutto le cose video.

Ho scritto spesso su questo blog che la PFM è uno dei grandi gruppi di quello che ora chiamano progressive rock, un gruppo che non sfigura per nulla davanti ai giganti inglesi: ELP, YES, GENESIS, KING CRIMSON. Magari è arrivata con un annetto di ritardo, finendo per essere certamente influenzata dai primi lavori dei colleghi britannici, ma ha saputo con estrema leggiadria portare avanti un discorso anche originale grazie alle suggestioni mediterranee e alla bellezza delle composizioni. Io quando sento gli album storici della PFM degli anni settanta godo di quella musica magnifica in modo totale, completo, cosmico. Sapete che in campo prog io vado matto per i miei amati ELP, ma davanti alla Premiata a volte mi chiedo quale sia il vero amore prog della mia vita.

PFM Paper Charms the complete  BBC session 1974-76

Queste registrazioni mostrano che razza di eccellenti musicisti, arrangiatori e compositori fossero i ragazzi della PFM. Dal punto di vista strumentale di sicuro sopra ai GENESIS, e probabilmente alla pari con YES e ELP. Il concerto del 1975 è quello relativo alla formazione classica a cinque, dove i cantati sono quindi quelli più eterei e morbidi, pur mantenendo sempre buona determinazione; questa è la formazione forse più amata …

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

PFM Paper Charms the complete  BBC session 1974-76

A me però piace molto anche il periodo caratterizzato dall’entrata di BERNARDO LANZETTI alla voce, ma capisco che il suo modo di cantare piuttosto graffiante possa non essere cosa per tutti.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Il DVD è molto godibile, il materiale è tratto dal programma THE OLD GREY WHISTLE TEST ed è bellissimo vedere FLAVIO, FRANZ, FRANCONE, MAURO e PATRICK perdersi candidamente nella loro grande musica. CELEBRATION come sempre è favolosa, ALTA LOMA piena di sciccherie chitarristiche e CHOCOLATE KINGS grintosissima, con una variazione solo strumentale da brividi.

Sì, lo so, sto usando troppo iperbole, ma la PFM, questa PFM, le merita tutte. Best prog band ever!

PS: Non ringrazierò mai abbastanza GREG LAKE per aver portato il gruppo alla Manticore agli inizi degli anni settanta.

(broken) ENGLISH

This box set collects of course all the recordings made by Premiata on English soil for the BBC between 1974 and 1976, and it is spectacular. Sure, they are recordings that were already flying among collectors and on the circuit of bootlegs, but not in this quality, especially the video bits.

I have written often on this blog that the PFM is one of the great groups of what is now called progressive rock, a group that doesn’t do badly before the british giants ELP, YES, GENESIS, KING CRIMSON. Maybe they came with a year delay so they were certainly influenced by the early works of the British colleagues, but they managed to carry on a musical work with extreme loveliness, a work that was also original thanks to the Mediterranean suggestions and to the beauty of the compositions. When I listen to PFM’s classic albums of the seventies I enjoy the magnificent music in a total, complete, cosmic way. You know that in the field of prog I go crazy for my beloved ELP, but before the Premiata sometimes I wonder what is the true prog love of my life.

The cds of this box set show what kind of excellent musicians, arrangers and composers were the  PFM boys. From the point of view of instrumental ability they are safely above GENESIS, and probably on a par with YES and ELP. The concert of 1975 is related to the classical five member line up, where the vocal offer is the the most ethereal and soft, while maintaining good determination; this line up is perhaps the most beloved …

Howeve I also like the period characterized by the entry of  singer BERNARDO LANZETTI, but I understand that his way of singing, rather scratchy, may not be something for everyone.

The DVD is also very enjoyable, the footage is taken from the program THE OLD GREY WHISTLE TEST and it is great to see FLAVIO, FRANZ, FRANCONE, MAURO and PATRICK playing candidly their great music. CELEBRATION as always is fabulous, ALTA LOMA is full of guitar elegance and CHOCOLATE KINGS is gritty, with a super instrumental variation.

Yes, I know, I’m using too much hyperboles, but the PFM, this PFM, deserves ‘em all. Best prog band ever!

PS: I can not thank enough GREG LAKE for bringing the group to Manticore in the early seventies.

Rock, reign o’er me

2 Gen

Primo pezzo del 2015 ascoltato con intenzione, davanti all’impianto stereo a buon volume. Che sia di buon auspicio per questo nuovo anno fottuto. Non c’è niente da fare, il Rock regna su di me.

First piece of 2015 listened intently, in front to the hi-fi system at top volume. Let it be a good omen for this new fucking year. There’s nothing to do, Rock reigns o’er me.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Tim Tirelli

Tim Tirelli

TT Blog: Analisi del 2014

30 Dic

WordPress come ogni anno mi manda il report relativo all’anno che sta finendo. Lo condivido con voi e nel farlo ne approfitto per augurarvi tutto il meglio per il nuovo anno, che il 2015 sia quello che vorremmo fosse. Che il Dark Lord ci benedica tutti. I love you folks.

 

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Il Museo del Louvre riceve 8,5 milioni di visitatori ogni anno. Questo blog è stato visto circa 110.000 volte nel 2014. Se fosse un’esposizione al Louvre, ci vorrebbero circa 5 anni perché lo vedessero altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

METAL SHOCK n.40 febbraio 1989 (Michael Schenker)

29 Dic

Schenker è un chitarrista che negli UFO mi è piaciuto moltissimo… ritmiche forse troppo geometriche e teutoniche, ma un solismo stupefacente. Nel febbraio 1989 su METAL SHOCKA venne pubblicato un mio articolo su di lui. Nella prima parte del pezzo non risulta chiaro il parallelismo tra lui e BLACKMORE che feci, probabilmente durante la ribattitura in redazione a Roma qualcuno si perse qualche riga. Anyway, questo è quanto scrissi.

FILE PDF:

METAL SHOCK N 40

metal shock n 40

… my music pulls me through

27 Dic

Questo è il periodo dell’anno che preferisco per quanto riguarda la musica. La dose di “nuove” cose da ascoltare o  riascoltare è sempre massiccia. Da groupie e amici mi sono arrivati cofanetti, deluxe edition e cd di notevole caratura: CLASH, PAUL McCARTNEY, LOCAL CUSTOM: DOWNRIVER REVIVAL, SUPERTRAMP, BAD ENGLISH, JOHNNY WINTER, MOUNTAIN, PFM, GIN LADY … da me stesso invece (con tanto di biglietto “Per Tim da Tim”) HACKENSHACK, NANCY WILSON, WINTERHAWK, MONTROSE, MILES DAVIS, RICK DERRINGER, ROY HARPER, MOTT THE HOOPLE, HEART, LOUSIANA LEROUX e qualche bootleg originale dei LZ. Riguardo a questi ultimi mi chiedo sempre il perché…è tutta roba che ho già in versione cdr lossless con copertina … me lo chiedo soprattutto perché i bootleg originali costano parecchio, diciamo un 55/60 euro per un doppio della EMPRESS VALLEY SUPREME DISC, un po’ meno per uno della GODFATHER RECORDS, ma son cifre sempre piuttosto alte. Il fatto è che nelle confezioni originali mi sembra di godermeli meglio, che addirittura “suonino” meglio  (naturalmente non è così)…Oh lo so, lo so, lo so, lo so bene, lo so… servono a darmi l’illusione di riempire i vuoti della mia esistenza. Così, mentre torno da Brian (è sempre a letto con la bronchite il vecchio) mi ascolto SPEED FREAKS, i LZ a MOBILE in ALABAMA il 13 maggio del 1975.

LZ Speed Freaks Mobile 1973 032

LZ Speed Freaks Mobile 1973 033Quando sono in vena di ascoltare i LZ e mi capitano in mano bei bootleg come questo, capisco perché sono da sempre la mia band preferita. Oltre a spedirmi in pochi secondi ad altezze siderali, a farmi vagare per l’universo e a far girare il mio cervellino come fosse sospinto dal padre dei quattro venti, dal punto di vista fisico mi viene lo stesso sghiribizzo che ho quando guardo tra le gambe di una donna. Sì, perché van bene il lignaggio intellettuale, lo sguardo, gli occhi, le mani, le caviglie, i piedi,  il culo, le tette, ma è quando ti cade l’occhio sul delta di venere (secondo solo a quello del Mississippi) che ti viene quel fremito ancestrale. Quando sono nel mood giusto e ascolto i LED ZEPPELIN, il mio corpo è scosso dal fuoco della vita, mi passano le paturnie esistenziali e l’andamento bluesy, mi vien voglia di seguire quel ritmo tribale e primitivo e di infilare la spada scintillante nel vecchio fodero. Quando mi devo liberare di me stesso nulla di meglio dei LED ZEPPELIN.

Oggi è giorno di neve, lo sento nell’aria. Certo, non ci vuol molto, sono giorni che i giornali ci avvertono che sta arrivando “il grande gelo”, ma non è sempre automatico che scenda la neve. Invece oggi ne sono sicuro, mia madre mi insegnò a fiutarla nell’aria e io non ho mai perso quella abilità. Esco dalla porta, i venti dei Thor hanno iniziato a soffiare freddo freddo freddo, e a tessere sulle ringhiere e sugli alberi brulli ricami di una bellezza struggente…

Domus Saurea dec 2014 - foto TT

Domus Saurea dec 2014 – foto TT

Domus Saurea dec 2014 - foto TT

Domus Saurea dec 2014 – foto TT

Mi scrive un messaggio POLBI da Detroit:

“Al momento sono assolutamente innamorato di Wildlife disco dei Mott che mi hai regalato per natale…BELLISSIMO! Menomale che sono una bestia ignorante e ancora posso scoprire cose così belle. Ma bello, bello, bello!!! E la Angel Air fa sempre delle belle ristampe, con dei libretti fatti bene. Il primo disco lo devo risentire con più calma, per ora sono travolto da Wildlife, mi ha toccato nelle corde emotive giuste al momento giusto. Grazie tantissimo Tim, che regalone”.

WILDLIFE dei MOTT THE HOOPLE “è” l’album di MICK RALPHS, quello dove il chitarrista che tanto amo canta e scrive di più; inutile dire che è il mio preferito ed è una gioia sapere che il Michighan Boy lo apprezzi così tanto, perché come dice Picca, certi album ci piacciono anche perché piacciono ai nostri amici, perché puoi condividere emozioni, sensazioni, esaltazioni.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

In questo momento, casa è il posto in cui voglio essere: le luci ad intermittenza accese, Palmir che sonnecchia davanti alla stufa, la groupie che legge un libro, io che mi risento MOBY DICK, sempre da Mobile 1973, mentre aspetto la neve

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

E la neve non si fa attendere, i primi fiocchi a metà pomeriggio e nel giro di mezz’ora la campagna è già bianca….

Domus Saurea dic 2014 - foto TT

Domus Saurea dic 2014 – foto TT

Grazie ad essa (e alla musica) passerò qualche ora con l’animo candido, con la testolina a riposo, in pace con me stesso. Quiete effimera, ma graditissima.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Sinodo d’inverno: the spirit of the winter solstice

24 Dic

Arrivo al sinodo degli illuminati del blues trafelato: fino alle 17 in ufficio, poi festa di natale della struttura dove è Brian fino alle 20. Il mio vecchio è confuso dal Xmas party, in più è febbricitante. Alle 20,30 in quel dedalo di stradine tra Viale Ciro Menotti e Viale Virginia Reiter. Siamo in un locale dove non eravamo mai stai, la location non è niente male, il cibo giusto sufficiente, il conto un po’ troppo salato vista la qualità. L’importante però è la compagnia, nove illuminati, tutti un po’ in affanno grazie alle incombenze quotidiane dell’antivigilia e a un anno di ordinaria follia che sta per finire. Ci si aggiorna a vicenda, si parla del blog, di Inter e naturalmente di Musica Rock. Si mangiano cotolette o filetti di manzo, si beve lambrusco grasparossa Morello, si desserta con zuppe inglesi. Come ogni anno ci si scambia un pensiero, e lo si fa con una onestà di sentimenti, con una sincerità che mi colpisce molto. Girano belle bottiglie di prosecco, di Jack Daniel’s e pacchetti contenenti cd e chissà cos’altro. Poi sento uno di noi che dice: “Ecco, per me è questo il natale, stare tra di noi e scambiarci queste cose, che sono sempre le cose più belle che ricevo”, tutti annuiscono, sorridono, ribadiscono quello che il nostro confratello ha appeno detto.

Elaboro in quell’istante che è questo lo spirito del solstizio d’inverno, un insieme di amici che si scambiano un buon auspicio per la nuova stagione, il nuovo anno, mentre il sol invictus inizia il nuovo cammino. Sono fortunato ad avere amici così, confratelli che accorrono al richiamo del loro priore, che si stringono l’uno all’altro per sentirsi meno soli su questo pianeta sperduto nelle profondità dello spazio. In questa porca vita non è mica un lavoro da poco. Verso mezzanotte usciamo, siamo gli ultimi e nel locale hanno già iniziato a spegnere le luci e a fare le pulizie. Rimaniamo lì fuori un’altra oretta buona, sotto una nebbia di ghiaccio assai fastidiosa, ma incapaci di lasciare l’ottima cattiva compagnia. Uno dei due magister del gruppo, quello dall’eloquio stellare, non smette di raccontare aneddoti e storielle irresistibili. La confraternita del blues quindi si scioglie, augurando la buonanotte a New York; un paio di coppie di confratelli si fermano a parlare ulteriormente sulla riva di un paio di incroci fino a che la fredda nebbia notturna emiliana scende definitiva.

Torno a Borgo Massenzio nella notte profonda e gelida, percorro le blue highway della campagna nera(zzurra) sulla blues mobile che rolla placida. Penso che finalmente è il 24, che mi godrò la vigilia nel tepore della domus saurea, tra spremute, Lupo Albero e Linus di dicembre (un must) e vecchi cartoni animati di Walt Disney su Sky, che potrò godermi una giornata in tranquillità senza fare nulla. Non sarà così.

Al mattino si rompe la cordella di una tapparella, il meccanismo che la dipana è rotto, si va dunque in ferramenta e al ritorno si gioca a fare i marangoni.

Fare il marangone (foto TT)

Fare il marangone (foto TT)

Mi affaccio alla finestra, vedo Palmir che valuta la campagna brulla in questo grigio giorno invernale…

Misty windows  foto TT

Misty windows foto TT

Brian ha la febbre, è ha letto. Non me la sento di starmene a casa, corro da lui. Non sta bene il vecchio, rimango con lui un’ora e gli do appuntamento a domani. Niente di che, ma la vigilia non è quella che mi pregustavo ieri sera: a casa al calduccio, ascoltando i FREE con la modalità take it easy on. Pazienza, facciamo buon viso a cattivo gioco, magari aiutandoci con qualcosina. Buon natale, baby.

Canned heat - foto TT

Canned heat – foto TT

 

METAL SHOCK n.38 gennaio 1989 (Steve Vai)

23 Dic

All’inizio degli anni ottanta ero abbonato alla rivista statunitense GUITAR PLAYER; il magazine americano era solito allegare ai vari numeri un flexi disc, una sorta di 45 giri di vinile flessibile che messo sopra ad un vinile tradizionale poteva essere ascoltato con l’impianto stereo. Nel 1984 arriva il flexi disc di STEVE VAI con THE ATTITUDE SONG. Era la prima volta che lo ascoltavo e mi parve subito molto innovativo. Ripetei l’ascolto insieme al mio insegnante di chitarra di allora, GIANNI NICOLINI, che lo trovò magnifico.

Nemmeno un paio d’anni più tardi STEVE diventò l’assetto principale della DAVID LEE ROTH band, poi a seguire l’entrata negli WHITESNAKE e la pubblicazione del fortunatissimo album solista PASSION AND WARFARE. Un lustro di grandissimo successo.

Nel gennaio del 1989 METAL SHOCK pubblicò il mio articolo su di lui. Eccolo qui.

FILE PDF:

METAL SHOCK N 38

METAL SHOCK N 38