Malgrado ci siano problemi di stampa che corrompono la qualità della bianca di copertina, col numero 5 OH JIMMY continua il graduale miglioramento riguardante la grafica della cover appunto, ormai stabilmente in mano a DOMENICO GIARDINI. E’ il periodo in cui entro in contatto con alcuni personaggi che diventeranno poi anche grandi amici, in primis the mighty BILLY FLETCHER, scozzese purosangue e gran supporter dei RANGERS GLASGOW, CHRISTIAN PERUZZA da Parigi responsabile della fanzine IN THE MOOD, SHARON THOMAS da Scranton, Pennsylvania curatrice, insieme alla sorella, di FROM THE HEART…TO THE HEART, the FIRM fanzine (che tempi, ragazzi, persino una fanzine sui FIRM!). Aggiungo inoltre DAVID CLAYTON della FREE APPRECIATION SOCIETY.
Si parla di nuovo della possibile reunion dei LZ, del (pessimo) film IL GIUSTIZIERE DELLA NOTTE 3 (Death Wish III) con il riutilizzo della colonna sonora fatta da Page per il precedente capitolo, del concerto di Zurigo 1980 rivissiuto dal nostro caro amico MENNY TONDELLI. Ci sono i testi con traduzioni di IN THROUGH THE OUT DOOR, a cura di due miei carissimi amici che purtroppo non ci sono più e che ancora oggi il solo leggerne i nomi mi mette addosso una tristezza infinita.
La paginetta dedicata alle nuove uscite discografiche del tempo in questo numero contiene recensioni di DIRTY WORK dei ROLLING, SEVENTH STAR dei BLACK SABBATH, di FINYL VINYL dei RAINBOW e di 5150 dei VAN HALEN. Troppo generose quelle dei ROLLING e dei RAINBOW.
Prima di tutto bisogna dire sono tornati i giorni dell’eccitazione per noi ledhead, e questa scossa non può che fare bene alle nostre vite. Trovarsi di nuovo sottosopra per l’attesa di nuove uscite discografiche, per me, rimane una gran cosa.
Come sappiamo i primi tre capitoli usciranno il 2 (su Amazon Italia si parla del 3) giugno in varie combinazioni. Per questo non mi sento di criticare Page come alcuni già stanno facendo. Certo, la SUPERDELUXE EDITION di 2cd + 2lp (nel caso del I album gli lp sono 3) + booklet costeranno 91 sterline/135 dollari, quindi tra i 100 e 110 euro, ma la semplice deluxe edition di 2 cd (album originale e bonus disc) oggi è data da Amazon Italia a 14 euro. Questa è una cosa importante: nelle super deluxe edition non c’è musica in più rispetto alle deluxe edition standard. Rispetto ad altri artisti e gruppi i LED ZEPPELIN hanno sicuramente fatto una scelta più attenta, di questo me ne compiaccio.
‘Led Zeppelin’ Deluxe Edition Bonus Disc: Live At The Olympia — Paris, France, October 10, 1969
1. ‘Good Times Bad Times/Communication Breakdown’
2. ‘I Can’t Quit You Baby’
3. ‘Heartbreaker’
4. ‘Dazed And Confused’
5. ‘White Summer/Black Mountain Side’
6. ‘You Shook Me’
7. ‘Moby Dick’
8. ‘How Many More Times’
Beh, come già scritto è un bootleg che qualunque fan dei LZ che si ritenga tale ha. E’ una registrazione radiofonica rinvenuta pochi anni fa e messa in circolo all’istante, mostra il gruppo ormai coeso e ben delineato a un anno dall’esordio ma comunque sempre in preda alla furia iconoclasta e alla carica testosteronica tipiche dei primissimi anni. Certo, siamo in ottobre, c’è già HEARTBREAKER e odore del secondo album (che sarebbe uscito a giorni), ma evidentemente le logiche dell’insieme dell’operazione hanno portato ad inserirlo come bonus disc del primo album.
Per il casual fan questo primo capitolo in versione 2 cd sarà una prelibetazza: il primo album rimasterizzato (e vivappage non rimixato!) con allegato un disco contenete un concerto del 1969 in ottima qualità audio a 14 euro.
Il LZ fan in senso stretto, pur elettrizzato dal fattore “cazzo, una nuova uscita discografica ufficiale dei LZ!”, non è che faccia salti di gioia, ma c’è da sperare che la qualità audio sia superiore a quella del bootleg e che l’assolo di HEARTBREAKER non sia compromesso dall’effetto fuori controllo che compare sul bootleg. In molti sono delusi, io in verità no, non mi aspettavo tanto da LZI per quel che riguarda il materiale bonus. L’abum fu registrato in poco più di trenta ora, difficile pensare ci fossero sufficienti inediti o alternte takes da riempire un dischetto aggiuntivo. Poi bisogna tenere presente che il progetto dell ristampe in questione è rlativo a tutti e nove gli album da studio, quindi anche CODA, album postumo fatto uscire per onorare il contratto con la ATLANTIC e costituito da outtakes 1970/78. Seguendo un semplicissimo ragionamento logico il disco in più di CODA non potrà che contenere un po’ di outtakes o inediti inerenti all’intera carriera del gruppo. Azzardiamo qualche ipotesi? BABY COME ON HOME (finora apparsa solo sul BOX SET 2 del 1993) e poi chissà, SUNSHINE WOMAN, magari una versione (anche live) di TRAIN KEP A-ROLLIN, una outtake di BIGLY (BABE I’M GONNA LEAVE YOU) e così via.
1. ‘Whole Lotta Love’ (alternate mix)
2. ‘What Is and What Should Never Be’ (alternate mix)
3. ‘Thank You’ (backing track)
4. ‘Heartbreaker’ (alternate mix)
5. ‘Living Loving Maid (She’s Just A Woman)’ (backing track)
6. ‘Ramble On’ (alternate mix)
7. ‘Moby Dick’ (alternate mix)
8. ‘La La’ (previously unreleased song)
Il materiale bonus di LZII è davvero poca cosa e sia il casual fan che il fan vero e proprio troveranno questa confezione poco attraente. Missaggi alternativi di 5 pezzi, backing track (che suppongo siano poi le stesse usate per le versioni definitive) di THANK YOU e LLM e una canzone precedentemente mai pubblicata, LA LA. Su alcuni siti il dettaglio della descrizione di quest’ultima vede anche la dicitura “intro/outro”. Uhm, che siano l’inizio e il finale blues di BRING IT ON HOME? Temo di sì (o forse saranno le parti musicali di MOBY DICK). Anche in questo caso non mi aspettavo granché, LZII fu registrato in tour tra un data e l’altra in vari studi di registrazione, praticamente impossibile l’esistenza di cose di valore inedite. Allora non era meglio allegare a questo album il LIVE AT THE OLYMPIA (o magari un altro soundboard di fine 1969 in possesso di Page) e in caso a LZI accludere il concerto soundboard di SAN FRANCISCO 27/04/1969 magari con una pulizia di suono mai sentita prima? Anche in questo caso eventuali ulteriori ritagli finiranno su CODA.
1. ‘The Immigrant Song’ (unreleased version)
2. ‘Friends’ (unreleased version)
3. ‘Celebration Day’ (unreleased version)
4. ‘Since I’ve Been Loving You’ (unreleased version)
5. ‘Bathroom Sound’ (instrumental version of ‘Out on the Tiles’)
6. ‘Gallows Pole’ (unreleased version)
7. ‘That’s the Way’ (unreleased version)
8. ‘Jennings Farm Blues’ (previously unreleased song)
9. ‘Keys to the Highway/Trouble in Mind’ (previously unreleased song)
Con LZIII iniziamo a ragionare, magari il casual fan non si scalderà più di tanto, ma noi aficionados sì. Sei dei pezzi poi apparsi sull’album originale in versione alternativa, cioè take diverse in tutto e per tutto rispetto alle originali. Oh, mica robetta da nulla per una testa di piombo. La versione strumentale di OUT ON THE TILES sarà quasi certamente la stessa usata poi per la traccia finale; JENNING FARM BLUES è la versione elettrica registrata nel 1969 di BRON-YR-AUR STOMP ed è apparsa in versione strumentale su diversi bootleg nel corso degli anni. A meno che non sia cantata, è roba già sentita, seppur di valore significativo.
Cosa sarà KEYS TO THE HIGHWAY/TROUBLE IN MIND? Un blues elettrico vero e proprio suonato con tutta la band o quel BLUES MEDLEY con i soli Page and Plant già apparso anch’esso su parecchi bootleg fin dagli anni novanta? Mah, non resta che aspettare o avere qualche indiscrezione.
Manca all’appello HEY HEY WHAT CAN I DO, apparsa nel lato B del singolo promozionale IMMIGRAT SONG nel 1970, e canzone a cui molti LZ fan sono legatissimi, io per primo. Se fosse stata inclusa nell’album ufficiale al posto di HATS OFF TO (ROY) HARPER, LZIII sarebbe stato perfetto, ripeto: perfetto! Anche qui sono quasi certo che apparirà nel bonus disc di CODA.
IL RESTO:
Cose più succulente ci aspettano con la seconda gettata, quella relativa al IV, a HOTH e a PHYSICAL GRATTIFITI. Ci sono 11 inediti relativi al periodo 1971/75, speriamo vedano la luce. Sicuro, le cose migliori non usate sugli album ufficiali 1971/73 finirono su PG affiancando le canzoni scritte nel 1974, ma avere l’opportunità di ascoltare brani dei LZ mai sentiti sino ad ora, mi elettrizza.
LED ZEPPELIN Detroit 1975
Ci sarà qualcosa d’altro dal vivo? Di sicuro Page ha lavorato sui soundboard/simil-multitraccia (per la verità in qualità non eccelsa) del leggendario tour giapponese del settembre 1971, ma la mia idea è che, se mai verrà usato quel materiale, prenderà corpo sotto forma di album a sé stante, HOW THE EAST WAS WON insomma. Sappiamo poi che Page è in possesso dei soundboard delle date del febbraio 1972 suonate in AUSTRALIA e NUOVA ZELANDA (i bootleg delle date in questione sono tutti in qualità audience), sarebbe un gran cosa vedere uno di quei sounboard affiancato a LZIV. Per quanto riguarda PG poi, JPP avrà di sicuro qualche outtakes, peraltro già apparsa su bootleg…SWAN SONG, IN THE MORNING e roba simile…
PRESENCE fu registrato a Monaco di Baviera nel 1976 in sole tre settimane, immagino che anche qui non ci sia tanto. Magari versioni alternative dei pezzi poi pubblicati tipo TEA FOR ONE/MINNIE THE MOOCHER…
Sempre che JIMMY POIGE non ci voglia regalare il godimento supremo, pubblicando a supporto dell’album un live preso da una delle date del LA FORUM 1977, tipo il 21 o 23 giugno… ho i brividi al solo pensiero (vedi ultimo link a youtube a fine articolo).
Da IN THROUGH THE OUT DOOR furono già presi tre brillanti inediti per l’assemblaggio di CODA, chissà cosa altro potrà esserci…SAY YOU GONNA LEAVE ME relativa alle reherasals fatte nel maggio del 1978 all CLEARWATER CASTLE, o versioni complete (non sfumate) di brani tipo ALL MY LOVE…
Di CODA abbiamo detto, sarà il contenitore per gli ultimi scampoli rimasti, vedi le BOMBAY SESSION del 1972 e cose del genere. Non dimentichiamo inoltre che Page ha anche accennato al fatto che pubblicherà qualcosa di suo preso dagli archivi, faccenda questa che ci attizza ulteriormente. Prepariamoci dunque ad allungare i sogni, magari un poco sfumati ma pur sempre sogni, di quelli che ci fanno restare in vita, che ci colorano la’esistenza, che ci fanno andare avanti nonostante tutti i blues che quotidianamente dobbiamo attraversare. Per questo, ancora una volta, ringraziamo il Signore dell’oscurità …
The Dark Lord – photo by Scarlet Page
We love Led Zeppelin.
It’s all, all, all, all, all of my love, All of my love, All of my love to you now. All of my love, All of my love, All of my love to you and you and you and yeah.
I get a little bit lonely, Just a little, just a little, just a little bit lonley Just a little bit lonely
John Henry Bonham backstage in Detroit 1975
Sing out Hare Hare, dance the Hoochie Koo. City lights are oh so bright, as we go sliding… sliding… sliding through.
First Three Albums Newly Remastered By Jimmy Page,
Each With An Additional Disc Of Previously Unreleased
Companion Audio
Multiple CD, Vinyl, And Digital Formats,
Including Limited Edition Super Deluxe Boxed Set, Available June 2
John Bonham, John Paul Jones, Jimmy Page and Robert Plant came together in 1968 as Led Zeppelin. Over the next decade, the band would become one of the most influential, innovative and successful groups in modern music, selling more than 300 million albums worldwide. Their songs are some of the most celebrated in rock ‘n’ roll history that, to this day, resonate with fans young and old around the globe. Still, no matter how many times you may have listened to their music, you’ve never heard Led Zeppelin like this before.
With the June 3 release of deluxe editions of Led Zeppelin, Led Zeppelin II, and Led Zeppelin III, the band will launch an extensive reissue program of all nine of its studio albums in chronological order, each remastered by guitarist and producer Jimmy Page. Led Zeppelin will also open its vaults to share dozens of unheard studio and live recordings, with each album featuring a second disc of companion audio comprised entirely of unreleased music related to that album.
“The material on the companion discs presents a portal to the time of the recording of Led Zeppelin,” says Page. “It is a selection of work in progress with rough mixes, backing tracks, alternate versions, and new material recorded at the time”
Led Zeppelin, Led Zeppelin II, and Led Zeppelin III will each be available June 2 from Atlantic/Swan Song in the following formats:
• Single CD – Remastered album packaged in a gatefold card wallet.
• Deluxe Edition (2CD) – Remastered album, plus a second disc of unreleased companion audio.
• Single LP – Remastered album on 180-gram vinyl, packaged in a sleeve that replicates the LP’s first pressing in exacting detail. (For example, III will feature the original wheel and die cut holes.)
• Deluxe Edition Vinyl – Remastered album and unreleased companion audio on 180-gram vinyl.
• Digital Download – Remastered album and companion audio will both be available.
• Super Deluxe Boxed Set – This collection includes:
o Remastered album on CD in vinyl replica sleeve.
o Companion audio on CD in card wallet.
o Remastered album on 180-gram vinyl in a sleeve replicating first pressing.
o Companion audio on 180-gram vinyl.
o High-def audio download card off all content at 96kHz/24 bit. (Live tracks are 48kHz/24 bit).
o Hard bound, 70+ page book filled with rare and previously unseen photos and memorabilia.
o High quality print of the original album cover, the first 30,000 of which will be individually numbered.
o Led Zeppelin will also include a replica of the band’s original Atlantic press kit.
The Led Zeppelin legend began in January of 1969 with the group’s eponymous debut. From the opening salvo of “Good Times Bad Times,” on through to “Babe I’m Gonna Leave You,” “Communication Breakdown,” and “Dazed And Confused,” the album introduced the band’s unmistakable sound and left an indelible mark on the music landscape. Led Zeppelin has been certified diamond by the RIAA for sales over 10 million and was inducted into the Grammy® Hall of Fame in 2004.
The companion audio for Led Zeppelin features a previously unreleased performance recorded on October 10, 1969 at the Olympia Theatre in Paris. The nine-song set features seven tracks from the album, including an epic 15-minute version of “Dazed And Confused,” as well as “Heartbreaker” and “Moby Dick,” which would debut on Led Zeppelin II later that month.
The band wrote and recorded nearly all of Led Zeppelin II while touring relentlessly to support its debut album. Incredibly, the album was released just seven months after Led Zeppelin in October of 1969. Led Zeppelin II features some of the band’s most beloved tracks including “Ramble On” and “Heartbreaker” as well as “Whole Lotta Love,” considered by many to be one of the greatest rock ‘n’ roll songs of all time. The album is certified diamond by the RIAA with sales of over 12 million copies.
The Led Zeppelin II companion audio gives fans the first peek into the band’s recording sessions, with alternate mixes of five songs from the album, backing tracks to “Thank You” and “Living Loving Maid (She’s Just A Woman),” and the previously unreleased track “La La.”
Following the whirlwind success of their first two albums and near constant touring, Page and Plant took to the now famous Bron-Yr-Aur cottage in Wales in 1970 to start the early composition of Led Zeppelin III. They later convened with Bonham and Jones for rehearsals before entering London’s Olympic Studios to begin recording in May 1970. Fuelled by classic tracks such as “Immigrant Song” and “Since I’ve Been Loving You,” the album soared to the top of charts worldwide upon its release in October of 1970 and has since been certified 6x platinum.
The nine tracks featured on Led Zeppelin III’s companion audio continue to offer a window into the band’s recording process with seven studio outtakes of songs from the album as well as three previously unheard compositions: “Jennings Farm Blues” (an instrumental forerunner of “Bron-Yr-Aur Stomp”), “Bathroom Sound” (an instrumental version of “Out On The Tiles”), and their take on the blues classics “Keys To The Highway/Trouble In Mind.”
Led Zeppelin continues to be honoured for its pivotal role in music history. The band was inducted into the Rock & Roll Hall of Fame in 1995, received a Grammy Lifetime Achievement Award in 2005, and a year later was awarded with the Polar Music Prize in Stockholm. Founding members Jones, Page and Plant – along with Jason Bonham, the son of John Bonham – took the stage at London’s O2 Arena in 2007 to headline a tribute concert for Ahmet Ertegun, a dear friend and Atlantic Records’ founder. The band was honoured for its lifetime contribution to American culture at the Kennedy Center Honors in 2012. In January of 2014, the band won their first ever Grammy award as Celebration Day, which captured their live performance at the Ertegun tribute concert, was named Best Rock Album.
Led Zeppelin
Track Listing
1. “Good Times Bad Times”
2. “Babe I’m Gonna Leave You”
3. “You Shook Me”
4. “Dazed And Confused”
5. “Your Time Is Gonna Come”
6. “Black Mountain Side”
7. “Communication Breakdown”
8. “I Can’t Quit You Baby”
9. “How Many More Times”
Led Zeppelin’ Deluxe Edition Bonus Disc: Live At The Olympia — Paris, France, October 10, 1969
1. ‘Good Times Bad Times/Communication Breakdown’
2. ‘I Can’t Quit You Baby’
3. ‘Heartbreaker’
4. ‘Dazed And Confused’
5. ‘White Summer/Black Mountain Side’
6. ‘You Shook Me’
7. ‘Moby Dick’
8. ‘How Many More Times’
◊ E’ probabile che questo post venga aggiornato mano a mano che le notizie o le foto relative vengano rese disponibili◊
Ross Halfin domenica posta sul suo diario il fatto che sta andando a fotografare JIMMY PAGE, oggi appaiono le prime immagini del set in vinile relativo a LED ZEP I con l’etichetta del bonus disc che dice LIVE AT THE OLYMPIA.
Le prime voci dicono che le deluxe edition di LZ I, LZ II e LZIII saranno pubblicate il 2 giugno 2014. Vediamo un po’. Restate sintonizzati.
Sembra che LZII avrà un bonus disc con l’artcover in negativo rispetto all’originale e con outtakes.
Le prime voci dicono che le deluxe edition di LZ I, LZ II e LZIII saranno pubblicate il 2 giugno 2014. Vediamo un po’. Restate sintonizzati.
11/03/2014 – dunque sembra proprio che i bonus discs abbiano le copertine in negativo…qui sotto quella di LZI. Su internet gira anche quella di LZIII ma non è ufficiale, è stata fatta da un fan.
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13/03/2014 – ECCO L’ANNUNCIO UFFICIALE:
Led Zeppelin
First Three Albums Newly Remastered By Jimmy Page,
Each With An Additional Disc Of Previously Unreleased Companion Audio
Multiple CD, Vinyl, And Digital Formats,
Including Limited Edition Super Deluxe Boxed Set, Available June 2
John Bonham, John Paul Jones, Jimmy Page and Robert Plant came together in 1968 as Led Zeppelin. Over the next decade, the band would become one of the most influential, innovative and successful groups in modern music, selling more than 300 million albums worldwide. Their songs are some of the most celebrated in rock ‘n’ roll history that, to this day, resonate with fans young and old around the globe. Still, no matter how many times you may have listened to their music, you’ve never heard Led Zeppelin like this before.
With the June 3 release of deluxe editions of Led Zeppelin, Led Zeppelin II, and Led Zeppelin III, the band will launch an extensive reissue program of all nine of its studio albums in chronological order, each remastered by guitarist and producer Jimmy Page. Led Zeppelin will also open its vaults to share dozens of unheard studio and live recordings, with each album featuring a second disc of companion audio comprised entirely of unreleased music related to that album.
“The material on the companion discs presents a portal to the time of the recording of Led Zeppelin,” says Page. “It is a selection of work in progress with rough mixes, backing tracks, alternate versions, and new material recorded at the time”
Led Zeppelin, Led Zeppelin II, and Led Zeppelin III will each be available June 2 from Atlantic/Swan Song in the following formats:
• Single CD – Remastered album packaged in a gatefold card wallet.
• Deluxe Edition (2CD) – Remastered album, plus a second disc of unreleased companion audio.
• Single LP – Remastered album on 180-gram vinyl, packaged in a sleeve that replicates the LP’s first pressing in exacting detail. (For example, III will feature the original wheel and die cut holes.)
• Deluxe Edition Vinyl – Remastered album and unreleased companion audio on 180-gram vinyl.
• Digital Download – Remastered album and companion audio will both be available.
• Super Deluxe Boxed Set – This collection includes:
o Remastered album on CD in vinyl replica sleeve.
o Companion audio on CD in card wallet.
o Remastered album on 180-gram vinyl in a sleeve replicating first pressing.
o Companion audio on 180-gram vinyl.
o High-def audio download card off all content at 96kHz/24 bit. (Live tracks are 48kHz/24 bit).
o Hard bound, 70+ page book filled with rare and previously unseen photos and memorabilia.
o High quality print of the original album cover, the first 30,000 of which will be individually numbered.
o Led Zeppelin will also include a replica of the band’s original Atlantic press kit.
The Led Zeppelin legend began in January of 1969 with the group’s eponymous debut. From the opening salvo of “Good Times Bad Times,” on through to “Babe I’m Gonna Leave You,” “Communication Breakdown,” and “Dazed And Confused,” the album introduced the band’s unmistakable sound and left an indelible mark on the music landscape. Led Zeppelin has been certified diamond by the RIAA for sales over 10 million and was inducted into the Grammy® Hall of Fame in 2004.
The companion audio for Led Zeppelin features a previously unreleased performance recorded on October 10, 1969 at the Olympia Theatre in Paris. The nine-song set features seven tracks from the album, including an epic 15-minute version of “Dazed And Confused,” as well as “Heartbreaker” and “Moby Dick,” which would debut on Led Zeppelin II later that month.
The band wrote and recorded nearly all of Led Zeppelin II while touring relentlessly to support its debut album. Incredibly, the album was released just seven months after Led Zeppelin in October of 1969. Led Zeppelin II features some of the band’s most beloved tracks including “Ramble On” and “Heartbreaker” as well as “Whole Lotta Love,” considered by many to be one of the greatest rock ‘n’ roll songs of all time. The album is certified diamond by the RIAA with sales of over 12 million copies.
The Led Zeppelin II companion audio gives fans the first peek into the band’s recording sessions, with alternate mixes of five songs from the album, backing tracks to “Thank You” and “Living Loving Maid (She’s Just A Woman),” and the previously unreleased track “La La.”
Following the whirlwind success of their first two albums and near constant touring, Page and Plant took to the now famous Bron-Yr-Aur cottage in Wales in 1970 to start the early composition of Led Zeppelin III. They later convened with Bonham and Jones for rehearsals before entering London’s Olympic Studios to begin recording in May 1970. Fuelled by classic tracks such as “Immigrant Song” and “Since I’ve Been Loving You,” the album soared to the top of charts worldwide upon its release in October of 1970 and has since been certified 6x platinum.
The nine tracks featured on Led Zeppelin III’s companion audio continue to offer a window into the band’s recording process with seven studio outtakes of songs from the album as well as three previously unheard compositions: “Jennings Farm Blues” (an instrumental forerunner of “Bron-Yr-Aur Stomp”), “Bathroom Sound” (an instrumental version of “Out On The Tiles”), and their take on the blues classics “Keys To The Highway/Trouble In Mind.”
Led Zeppelin continues to be honoured for its pivotal role in music history. The band was inducted into the Rock & Roll Hall of Fame in 1995, received a Grammy Lifetime Achievement Award in 2005, and a year later was awarded with the Polar Music Prize in Stockholm. Founding members Jones, Page and Plant – along with Jason Bonham, the son of John Bonham – took the stage at London’s O2 Arena in 2007 to headline a tribute concert for Ahmet Ertegun, a dear friend and Atlantic Records’ founder. The band was honoured for its lifetime contribution to American culture at the Kennedy Center Honors in 2012. In January of 2014, the band won their first ever Grammy award as Celebration Day, which captured their live performance at the Ertegun tribute concert, was named Best Rock Album.
Quarta puntata. Quattro pagine in più rispetto ai precedenti tre numeri, entrata in scena di DOMENICO GIARDINI di Torino che diventerà poi un caro amico e che mi avrebbe aiutato parecchio con la grafica (i cui miglioramenti si vedono già da questo numero: cover e logo).
Come sempre sopra le righe, cito TEN YEARS GONE… uno dei miei chiodi fissi da sempre, entro in contatto con il povero HOWARD MYLETT, fan ed autore di libri sui LZ di fama internazionale, LUKE BARR della fanzine inglese HOT LED inizia ad occuparsi delle news. In quei mesi si dava per certo la reunion dei LZ e la notizia scombussolò un bel po’ noi fan.
Testi con traduzioni del primo album dei FIRM (oggi sembra una sciocchezza ma allora era una prelibatezza molto apprezzata), posterino centrale di JP con la doubleneck backstage nel 1972. La recensione di MEAN BUSINESS dei FIRM, in quei giorni appena uscito, potrebbe essere un prologo di quello che sarebbe poi stato il blog. Approccio a tratti stucchevole e adrenalinitico, ma il Tim Tirelli state of mind è già tutto lì.
Riflessione su FAR POST, l’inedito del primo album di ROBERT PLANT, inserito nella colonna sonora del film WHITE NIGHTS. Il brano mi è sempre piaciuto molto. Interessante il referendum dei lettori, non ricordo quante schede mi arrivarono, direi alcune decine.
Ancora recensioni di dischi di artisti al di fuori dalla famiglia LZ; troppo generosa quella relativa a SERIOUS BUSINESS di JOHNNY WINTER, i tre dischi fatti per la ALLIGATOR non vanno al di là del 6, ma siamo in mezzo agli anni ottanta e, sebbene oggi si vivano con nostalgia pure quelli, non è che ci fosse tanto di buono in giro e un disco rock blues seppur mediocre svettava comunque, almeno nelle cime tempestose del mio animo.
Da questo numero propongo solo la cover in JPG, il resto nel PDF. PDF aggiunti anche nei post relativi agli altri tre numeri precedenti. Paolino Lisoni venerdì scorso mi ha detto: “Tim, ottima la riproposizione della fanzine, ma o che fai l’app o il PDF”. Per l’app è ancora troppo presto. :-)
Terza puntata. Entro in contatto con i primi fan inglesi come LUKE BARR, giovanissima (allora) ledhead responsabile della fanzine HOT LED e con LUCIANO VITI, uno dei fotografi musicali italiani più bravi e noti, il nostro ROSS HALFIN insomma, anche lui amante dei LZ e del rock 1967/77. Malgrado il livello non certo professionale di OH JIMMY e del Tim ragazzo, Luciano mi sta ad ascoltare, mi racconta aneddoti, mi telefona. Ora ho perso i contatti, ma non smetterò mai di ringraziarlo abbastanza. Le voci della possibile reunion post LIVE AID allora erano vivide, giustificate, veritiere; peccato che dopo un paio di prove ad inizio 1986 Plant. come suo solito, si tirò indietro. Il fido FRANCO ROMAGNOSI recensisce uno dei bootleg più famosi del gruppo “Dal Vivo Sulla Collina Dei Mirtilli – Los Angeles Forum 4 settembre 1970” e io inizio a trasformare OH JIMMY in quello che poi sarebbe diventato il blog: uno spazio dedicato ai LZ& RELATED, dove però si parla anche del rock più o meno affine. Ecco le prime timide recensioni di roba uscita più o meno in quel periodo…AEROSMITH, ALCATRAZZ, MICK RALPHS, AC/DC.
Titoli ancora costruiti con i trasferelli, grafica poverissima (ma è vero quello che scrivo nell’introduzione: altre fanzine in giro a quei tempi erano ben peggio da questo punto di vista), spunti grafici a base di stelline, note musicali, soli, auguri di natale con alberelli e fiocchi di neve. Ah!
A gentile richiesta ecco il numero due. So che mi ripeto, ma devo vincere una sensazione di imbarazzo mica da poco per continuare a pubblicare queste cose sul blog…un po’ scritto con l’accento anziché con l’apostrofo, ringraziamenti sopra le righe a David Coverdale, lettere aperte a Robert Plant, photoshop fatti con la biro con JP che dice “Oh Jimmy is really good”…ma cosa mi passava per la maruga in quegli anni? Mah! Sfogliando le pagine del mio passato ripenso all’assemblaggio dello stesso, curvo su di una macchina da scrivere, alle prese con i trasferelli, l’aiuto di mio padre (il vecchio Brian insomma) e di mia madre nel fascicolare le pagine stampate nella tipografia di un amico per poi poterle confezionarle con i punti metallici, ah che tempi. Ad ogni modo, intervista ai FIRM, spazio bootleg a cura del fido Frank Romagnosi, articolo generico di Jimmy, considerazioni su Pistoia 84, LZ al Live Aid, il libro Hammer Of the Gods, Picca che comprava le copie nel negozio di Fangareggi 2 in centro a Mutina di fianco al Duomo…il tutto 29 anni fa. A quel punto la fanza era una questione ancora prettamente italiana, nelle prossime puntate vedremo come pian piano, grazie ad essa, entrai in contatto con una serie di fan che mi permisero di entrare nel giro mondiale di fan dei LZ dando un respiro internazionale (nell’ambito di cui stiamo parlando), se non alla fanzine, al mio nome … affacciarmi su altri orizzonti fu davvero entusiasmante, e divertente.
Continuo a ricevere richieste affinché ripubblichi sul blog OH JIMMY, la fanzine dedicata a JIMMY PAGE e ai LED ZEPPELIN che misi in piedi nel 1985 e che faticosamente arrivò fino al 2001. Ho sempre tentennato, l’imbarazzo è tanto…con gli occhi di oggi l ‘atteggiamento sopra le righe, la prosa non certo impeccabile, le imprecisioni, gli errori, la grafica inesistente sono di qualità non accettabile. Con gli occhi di oggi appunto, perché allora questo senso di inadeguatezza si stemperava senza problemi…niente internet, niente siti di download di bootleg, niente notizie certe, rapporti solo epistolari con gli altri fan, niente posti dove poter ricercare la veridicità di certe informazioni, date, rumors. Così, eccomi qui, imbarazzato certo, ma anche sorridente davanti alla genuinità del Tim poco più che ventenne. Valutate un po’ voi, questa era la fanzine italiana dedicata ai LED ZEPPELIN, sciocchina, deboluccia, ma pur fatta con tanta, tanta passione. Il nome della stessa viene dall’urlo di incoraggiamento di PLANT nei confronti di JIMMY PAGE poco prima dell’assolo di chitarra di NOBODY’S FAULT MINE nei tour del 1977-79-80. “Oh Jimmy…” appunto. (minuto 04:00 del video qui sotto)
Quante versioni bootleg di questo concerto esistono? Decine? Centinaia? D’altra parte quando si mescolano i tre ingredienti essenziali, vale da dire LED ZEPPELIN, MIKE MILLARD e LA FORUM, il risultato è inevitabilmente qualcosa di succulento, malgrado i LZ modello latter days non fossero certo impeccabili. Eppure in quelle sei date losangeline del giugno del 1977 il dirigibile tornò a volare alto, il California sunlight, la vibrazione della città, l’atmosfera del Forum sortirono un effetto magico sul gruppo e sul mood in generale tanto che i LZ suonarono come il demonio comanda. Mike Millard registrò 4 di quelle serate col suo equipaggiamento di ottimo livello (per gli anni settanta) e la conseguenza fu che in particolare le serate del 21 e del 23 vennero catturate su nastro in maniera perfetta (ricordo che stiamo parlando di registrazioni audience), diventando la fonte originaria di due bootleg leggendari LISTEN TO THIS EDDIE (21/6/77) e FOR BADGE HOLDERS ONLY (23/06/1977). Avendo già la versione di EDDIE EDWARDS (THREE HOURS OF LUNACY) mi sentivo al sicuro ma poi quasi per incanto si è rifatto vivo il leggendario WINSTON, uno che con i suoi remasters ha fatto un gran bene al mondo LZ, con una nuova produzione in questo inizio di 2014.
TITLE: Led Zeppelin LA Forum 6-23-1977 – Tribute series Mike The Mike
Winston continua dunque la sua TRIBUTE SERIES MIKE THE MIKE, rimasterizzando questo concerto utilizzando le migliori fonti disponibili (per i primi pezzi ha usato il vinyl transfer fatto qualche anno fa da EDDIE EDWARDS). Io, sempre sensibile agli upgrade, non ho esitato a scaricare anche questa versione. Il concerto lo conosco piuttosto bene, quindi mi sono soffermato sui brani che preferisco ascoltare. In primis, SINCE I’VE BEEN LOVING YOU. Che colpo che ricevo ogni volta che sento questa versione, che BONHAM supersonico che c’era nel tour del 1977 e a Los Angeles in particolare. Pesante, greve eppur così dinamico…negli ultimi secondi suona una delle sue figure di batterie che mi fanno impazzire, sentire queste sue cose ritmiche mi da sempre un gran godimento, come scopare BEBE BUELL …
Bebe Buell
Bebe Buell & Jimmy Page
NO QUARTER nel 1977 durava 30 minuti, duranti i quali la musica creava suggestioni spaventose, passaggi a nord ovest nelle anime degli spettatori, proiezioni cosmiche in versione musicale delle paure ataviche dell’essere umano. Sì, lo so, sono un fan dei LZ in senso strettissimo, mi lascio trasportare, ma sfido qualunque amante della musica rock a mettersi in cuffia ad ascoltare a buon volume questa versione e a non provare brividi…
Nel 1977 il pezzo conteneva, oltre che alla solita improvvisazione al piano di Jones, anche uno stralunato e bizzarro rock and roll/boogie. In questa serata questo divertissement ha un andamento piuttosto bluesy ed è portato avanti con professionalità accettabile, cambi d’accordo assennati, stacchi rispettati, chiusura dignitosa (non si può dire lo stesso di parecchie altre date del tour del 1977). Pur rimanendo un episodio discutibile all’interno di un brano pieno di oscurità, l’incedere bluesy del 23/6 sostenuto con l’anima un po’ scordata, s’intona tutto sommato piacevolmente col mood di NO QUARTER…
TEN YEARS GONE per il Page del 1977 non era un pezzo semplice da suonare, riassumere le sei chitarre della registrazione da studio con una Telecaster con lo stringbender era un compito troppo arduo per un chitarrista non più in controllo del proprio strumento, tuttavia questa è una delle migliori esibizioni di questa canzone che tanto, tanto, tanto amo…
Mai sentita una STAIRWAY TO HEVEN così violenta e piena di furore. Mi riferisco alla seconda parte, quella dell’assolo di chitarra e della parte finale. BONHAM è in gran vena: improvvisa, non sta fermo un momento, butta la mano, rischia, e in buona sostanza spinge il gruppo verso l’estasi interpretativa. Ho i brividi quando ascolto JOHN HENRY BONHAM in questo mood particolare…
Tutto il concerto in ogni caso è di ottimo livello, Page perde la concentrazione solo nel finale (ROCK AND ROLL). A mio parere questa nuova edizione WINSTON REMASTERS è una delle due da avere.
WINSTON NOTES:
Led Zeppelin
The Forum, Inglewood, California
June 23rd, 1977
Audience
Taper Mike Millard
Main – Lineage: Master>HiFi VHS>Remaster
First 4 Songs and Patching – EE Vinyl Transfer
Trampled Underfoot – 1st Gen Cassette>Flac>Remaster
Consent was given for all sources used – Thanks to those Guys !!
Title: Mike the Mike
Winstons Disclaimer: Remastering is just a Hobby.. take it and enjoy or just pass on it.
The choice is yours. This version is never meant to be definitive.
Sources Digitally Enhanced with Various Audio Programs.
Please Note: Major unfixable Millard Marking on Trampled Underfoot HiFi-VHS source 4 min channel drop
That is why Trampled Underfoot is from a different transfer
CD 1
01. The Song Remains the Same
02. Sick Again
03. Nobodys Fault But Mine
04. Over the Hills and Far Away
05. Since Ive Been Loving You
06. No Quarter
CD 2
01. Ten Years Gone
02. Battle of Evermore
03. Going to California
04. Black Country Woman
05. Bron-Y-Aur Stomp
06. White Summer
07. Black Mountainside
08. Kashmir
09. Trampled Underfoot
CD 3
01. Over the Top
02. Guitar Solo
03. Achilles Last Stand
04. Stairway to Heaven
05. Whole Lotta Love
06. Rock and Roll
Please Bootleggers DO NOT SELL IN ANY FORMAT – Keep it Free
Please DO NOT mp3
Please DO ENJOY!!
*Artwork is Included
Winston Remasters
ENGLISH TRANSLATION
Bootleg Review: For Badgeholders Only, Los Angeles, June 23, 1977 – Winston Remaster
I know what you’re thinking. “How many bootleg versions of this show exist? Tens? Hundreds?” It’s a legitimate question, but when you mix the three essential ingredients, LED ZEPPELI, MIKE MILLARD and THE LA FORUM, the result is inevitably something succulent, even if Latter Days live Led Zeppelin was far from flawless. Yet in those six LA dates in June of 1977 the blimp returned to fly high, the California sunlight , the vibration of the city, and the of the Forum had a magical effect on the group and on the mood in general. LZ sounded like they were following the devil’s command. Infamous show taper Mike “The Mike” Millard recorded 4 of those evenings with his excellent level of equipment (for the 70s ), and the results, in particular, the evenings of June 21 and 23, were captured on tape in a perfect way (remember that we are talking about audience recordings ) and became the primary source of two legendary bootlegs LISTEN TO THIS EDDIE ( 21/06/77 ) and FOR BADGE HOLDERS ONLY ( 23/06/1977 ). Having already reviewed the version engineered by the genius EDDIE EDWARDS (THREE HOURS OF LUNACY ) and considering it the definitive version, I didn’t think a better recording could be had, but then as if by magic the legendary WINSTON shared a new production at the beginning of 2014.
With this release, Winston Remasters continues its TRIBUTE SERIES MIKE THE MIKE by remastering this show using the best available sources (for the first few songs, he used the vinyl transfer done some years ago by EDDIE EDWARDS ). I am always on the lookout for upgrades, so I did not hesitate to download this version. I know the concert well , so I focused on songs that I prefer to hear again and again. First I listened to SINCE I’VE BEEN LOVING YOU. What a shock that I get every time I hear this version, which features the supersonic BONHAM who was in great form during the tour in 1977 and Los Angeles in particular. Heavy and yet so dynamic … in the last seconds of the song the playing of one of his rhythmic figures make me crazy. Hearing these things always gives me a great pleasure, like a fuck with BEBE BUELL.
NO QUARTER 1977 lasted 30 minutes, during which the music created scary suggestions, northwest passages in the souls of the spectators, cosmic musical projections of the atavistic fears of the human beings. Yes, I know, I’m a fan of LZ in the narrow sense, and I get carried away , but I defy any lover of rock music to put on headphones and listen at good volume and not have chills. …
In 1977, the piece contained, in addition to the usual piano improvisation, also one dazed and bizarre rock and roll / boogie section. During this show, that section developed into something quite bluesy and is carried out deftly with wise chord changes, pauses respected, dignified closure (you can not say the same for several other tour dates of 1977). While remaining a controversial episode within a track full of darkness, the june 23’ rendition with a bluesy pace was supported with the soul a bit out of tune, but overall blends in nicely with the mood of NO QUARTER …
TEN YEARS GONE was not an easy piece to play for the 1977 PAGE. He had to summarize the six guitars of the studio recording with a Telecaster with the stringbender, which was a task too difficult for a guitarist no longer in full control of his instrument. Having said that, this is one of the best live performances of a song I love so much.
I’ve also never heard a STAIRWAY TO HEAVEN so violent and full of rage. I refer to the second part, the guitar solo and the final part. When BONHAM ‘s musical vein was at the top. He improvises, never stands still for a moment, “throw” his hands, takes risks, and basically pushes the group to an ecstasy interpretation. I shudder when I hear JOHN HENRY BONHAM in this particular mood. From a performance perspective, the concert is excellent in every way, and Page only lost his concentration in the final piece (ROCK AND ROLL). As far as the sound quality, in my opinionthis new edition by WINSTON Remasters is one of the two to be had.
Era un po’ che Polbi mi scriveva di come si stesse appassionando al libro di Mick Wall che stava leggendo; l’altro giorno mi arriva una sua email con un allegato:
PB “Mi permetto di mandarti alcune mie riflessioni sul libro di Wall. Prendile per quello che sono e non necessariamente per il blog, dove l’argomento Zeps e’ coperto da te a livelli per me inavvicinabili. Mi andava comunque di condividere questa cosa con te. Non ho idea se tu vorrai passarla sul blog o meno. Ora vado che mi devo comprare Presence in vinile originale americano che qui non ho e ora come ora muoio dalla voglia di risentirlo!”
Leggo l’articolo e gli rispondo:
TT “Spesso quando leggo i tuoi articoli rimango sorpreso…sorpreso dal fatto che tu sia un giornalista musicale della madonna. Ti conosco ormai da vent’anni, so che mente intellettuale hai, so che gran subacqueo sei, so che gran amante della musica rock sei…ma sono arrivato alla conclusione che prima di tutto ciò sei un giornalista musicale straordinario. Questo è uno dei migliori (se non il migliore) articolo dei LZ che io abbia mai letto. Lucidità, passione, prosa superba, incanto e disincanto, intelligenza narrativa… io, Polbi, mi inginocchio davanti a te. (Non sto scherzando). Grazie! Poter pubblicare roba simile sul blog è una sciccheria. Michigan Boy number one !”
Donne e uomini di blues del blog di Tim Tirelli, please welcome… from Detroit, Michigan… Paul Baron!
Devo ammetterlo, sono da sempre un fan dei Led Zeppelin, su questo non ci piove. Ma lo sono a modo mio. Io e la band abbiamo un rapporto molto stretto ma anche un po’ conflittuale e a volte ci dobbiamo prendere i nostri spazi.
Amo la loro musica, la storia, i personaggi coinvolti, i luoghi, i suoni, le vicende, i colori, il loro tempo, tutto. Ho fatto i miei pellegrinaggi in giro per concerti degli ex membri della band, ho collezionato bootleg, riviste, libri, dischi, foto ecc. Ma poi, spesso ho sentito il bisogno di allontanarmi, e negli ultimi anni ho sicuramente frequentato di piu’, tanto per dire, Stooges, Ash Ra Tempel, Hawkwind, Black Mountain, Stones che Zeps. Si, qualche bootleg di tanto in tanto, qualche disco in studio, qualche cassetta in macchina, Celebration Day al cinema…ma niente di piu’. Sono passati a pochi minuti da casa mia Plant con Alison Krauss e Jason con la cover band, ma non mi e’ venuta nessuna voglia di andarli a vedere, quando un tempo avrei fatto chilometri. E quindi sono anni che non leggevo nessun libro che li riguardava, pensando che ormai di quella storia conoscessi gia’ tutto.
Bene, mi rendo adesso conto che stavo per fare una solenne e immane cazzata.
Mi hanno regalato When Giants Walk the Earth di Mick Wall, e tutto questo si e’ totalmente ribaltato. Ho scoperto un sacco di piccole e grandi cose, in una lettura affascinante e molto dettagliata. Per quanto mi riguarda il libro piu’ completo che ho letto finora, e anche forse quello scritto meglio sulla storia dei Led Zeppelin. Dopo la mia lunga assenza dalla band e’ stato un piacere tornare a farne parte. Sono ripartito con loro nei lunghi e folli tour americani, mi sono esaltato al Boston Tea Party, ho conosciuto personaggi strani, passato giorni scomodi ed eccitanti a Bron Y Aur, giocato con un cane chiamato Stryder, ritrovato le fantastiche Pamela, Lori e Bebe, mi sono ubriacato al Rainbow con Cole e mi sono andato a riprendere sulla terrazza dell’ Hyatt House. Giorno dopo giorno o conosciuto meglio Peter Grant, gli uffici della Swan Song, sono andato in visita a Boleskine e in giro per Headley Grange. Insomma, una rimpatriata fra vecchi amici, piena di gioia ed energia. Almeno fino a un certo punto, poi la storia ha preso una piega altrettanto affascinante ma decisamente meno allegra… e devo dire non ero del tutto pronto alla profondita’ di questo cambiamento, sapevo in linea di massima come si erano messe le cose, ma non ero mai veramente entrato nei dettagli. Nessuno mi aveva mai accompagnato come Mick Wall a vedere certe cose da vicino e non e’ stato piacevole, se pur interessante e direi determinante per capire in pieno la storia di questa band.
E siccome queste cose per noi non finiscono mai cosi, semplicemente, una volta chiuso il libro mi sono anche ritrovato coinvolto in mille riflessioni che forse non avevo mai realmente considerato finora.
La sensazione piu’ forte che mi e’ restata addosso a fine lettura e’ quella del cuore di tenebra, della pesantezza che la storia della band si porta appresso. Una senso di oppressione crescente accompagna buona meta’ del racconto, per arrivare al suo apice con i giorni della morte di Bonham e lo sprofondarsi delle esistenze di Page e Grant. E’ una cosa veramente forte, un disagio che ti accompagna anche dopo che hai chiuso il libro e ti sei messo a fare altro. Nessuno fino ad ora era entrato cosi nei dettagli dell’abbattimento dello Zeppelin. Mick Wall lo fa, e lo fa scrivendo con estrema maestria, lasciandoti incollato a girare le pagine col groppo in gola, come se non sapessi gia’ come va a finire questa storia. Ti porta dentro le dinamiche della band, di quegli anni, servendosi di molte testimonianze di chi in quei momenti c’era, ma al tempo stesso facendo un ottimo lavoro di narrazione. Dalle esperienze gioiose dei primi anni settanta, passando per il delirio del settantasette fino alle morti dell’ottanta, la parabola discendente della band di fatto si lega a quella della sua generazione e dei suoi sogni.
E’ una cosa strana, che non avevo mai intuito prima, che non avevo mai valutato nella sua ambivalenza. Da un lato gli atteggiamenti, le vite dei protagonisti del libro, si sganciano dal resto del mondo, creando una distanza infinita e incolmabile. Reclusi in torri d’avorio esistenziali, lussuose e decadenti quanto tristi e aride, sono anni luce dai ragazzi che lavorano saltuariamente, che si sbattono come possono, che sognano con i loro dischi, che si mettono in fila per ore e giorni ai concerti. Sono anni luce dai loro fan. Ma poi, superate le apparenze, se guardiamo l’essenza delle cose, non mi sento piu sicuro che sia proprio cosi. Molti di questi ragazzi, quelli che mi passavano i dischi degli Zeppelin nei primi anni ottanta, seguiranno un percorso simile. Proprio loro, non tanto i punk, indaffarati fra fanzine e concerti, o i pischelli metallari con le loro mode borchiate. No, erano quelli un po’ piu grandi, era la generazione dei loro fan che vedevo falcidiata dall’eroina. Sepolti nelle macerie dei loro sogni andati a male, come Bonzo, Grant, Cole, Page. Erano loro che avevano toccato il cielo pochi anni prima, che si erano presi le citta’ riempiendole di musica e colori, e che ora nel mondo degli anni ottanta non ci sapevano piu’ stare.
Jimmy Page e John Bonham 1975
Il senso di morte che segna la storia della band dal 75 in poi, come tutti sappiamo, cade pesantemente sulle spalle di Plant. Ne condiziona le scelte artistiche ed esistenziali all’epoca, e di fatto la sua lunga ombra arriva fino al giorno d’oggi. Wall ci restituisce pagina dopo pagina la figura del cantante per quello che era e per come poi e’ diventata, andando in profondita’, dove gli altri si erano quasi sempre limitati alle banalita’ del golden god. Scava nel dolore senza tirarsi indietro, l’incidente in auto, la difficile convalescenza, la morte del figlio, quella del suo amico, il deteriorarsi dei rapporti umani. Perche’ quando in un gruppo, in una famiglia, entra la tragedia non necessariamente se ne esce piu’ uniti, anzi.
E il tempo alle volte non serve a guarire, ma rende certe spaccature ancora piu’ profonde e insanabili. lo avevamo sempre saputo che Presence e In Through the Out Door fossero dischi nati in circostanze difficili. Riascoltando questi dischi oggi che ho appena finito di leggere il libro, i momenti magici sono ancora li, intatti. Ma il carico di sofferenza che la band, e Plant in primo luogo, si portava appresso emerge con forza. E’ nei solchi neri di Tea for One, In the Evening, Carouselambra, Nobody’s fault but Mine, e’ qui che si sente il blues dei Led Zeppelin, quello vero vissuto sulla loro pelle, che mette paura e che ha segnato per sempre le loro anime. E’ ancora tutto li’, inciso per sempre in quelle canzoni.
LZ 1977
Sappiamo che Wall ha potuto raccogliere tantissimo materiale sulla band, grazie alla sua personale amicizia con Page, che a quanto pare si e’ disintegrata alla pubblicazione del libro. In fin dei conti non poteva andare diversamente. E’ successa la stessa identica cosa a un mio amico, Jim McDonough, che dopo una lunga amicizia con Neil Young e’ stato trascinato in tribunale dallo stesso, all’indomani dell’uscita di Shakey la bellissima biografia scritta da Jim. C’e’ poco da fare, la figura di Page esce piuttosto malconcia dalle pagine di questo libro.Il genio assoluto del dirigibile si dissolve velocemente, nel corso di una manciata di anni, in un fiume di eroina e autocompiacimento. Viene da pensare a come in piu’ di un occasione la strada di Page si incrocia con quella di un altro gigante della musica e degli eccessi, Keith Richards, e a prima vista i due hanno molto in comune. Ma poi la differenza di approccio appare enorme. Keith viveva le sue debolezze come un punto di forza, le esibiva senza paura, creando quel personaggio piratesco e anti estabilishment ma sempre con i piedi per terra, che bene o male tutti amiamo, la quint’essenza del ribelle rock and roll. Page invece ha sempre nascosto il suo lato piu’ fragile e volendo anche piu’ umano, dietro un alone di mistero e altera ambiguita’.
Si vestiva con i dragoni di seta, viveva fuori dalla legge, ma poi si nascondeva nei suoi castelli e contribuiva ad eleggere Margaret Tacher primo ministro conservatore. Passati gli anni di punta con la band nulla sara’ piu’ come prima, e per una serie di motivi non riuscira’ mai a tornare ad essere pienamente se stesso. E’ una storia molto singolare la sua, prigioniero di un mito che ha costruito e non e’ piu’ capace a vivere, fatica a ripartire sul serio e trovare una sua personale dimensione artistica. La grandezza del suo lavoro con la band e‘ impressionante, risalta sempre piu forte con il passare del tempo. Chitarrista, compositore, songwriter, produttore, showman, tutto questo e piu’. Ricominciare da capo dopo aver raggiunto certe vette, purtroppo anche accompagnate da altrettanti abissi, non e’ forse umanamente possibile. Ecco che dopo una serie di collaborazioni e proggetti nemmeno lontanamente all’altezza del mito, e una parenetsi con Plant bruscamente interrotta, Page finisce oggi per fare la parte di se stesso, senza quasi piu suonare la chitarra, in una girandola di eventi sociali e mediatici. Probabilmente, alla luce di tutto quello che e’ successo, possiamo pure considerarlo un buon finale, se di finale si tratta.
Mick Wall si addentra nel personaggio facendone un ritratto molto complesso.
Per la prima volta forse, tenta di raccontare in maniera credibile della sua passione per la spiritualita’, l’occulto, le antiche culture e l’ossessione per Aleister Crowley, senza naufragare sulle solite banalita’ colorate di satanismo e improbabili messe nere. Molti hanno avuto da ridire in merito allo spazio che l’autore dedica all’argomento. Dimenticando forse quanto l’opera di Page sia impregnata di queste cose, e quanto tutto questo abbia contribuito a creare l’essenza stessa della band. Era invece forse giunto il momento di parlarne inquadrando il tutto nella giusta prospettiva. Per quanto sia un argomento spinoso e difficile da trattare, Wall se la cava benissimo, senza eccessi e sempre inserendolo in un contesto coerente. lo so, a tanti da fastidio leggere di queste cose, forse un po’ anche a me, che non ho mai e poi mai speso un minuto appresso a maghi, oroscopi, misticismi e rituali vari. Ma, ripeto, questo anche sono stati i Led Zeppelin. Non si puo’ far finta di niente. Non era solo rock and roll, che ci piaccia o meno.
Cosi come non si puo’ far finta che fossero brave persone, che siccome hanno scritto musiche fantastiche tutto possa essere cancellato con un assolo di chitarra.
LZ Okland 24-7-77
Certo, lo sapevamo gia’, non e’ una scoperta che l’entourage della band agisse ai limiti della decenza umana, superandoli spesso e volentieri. Cosi come sapevamo che Bonham era tanto un batterista grandioso, inarrivabile, quanto un uomo insicuro e violento. Hai voglia che per anni abbiamo cercato di credere alla frustrazione del povero Bonzo padre di famiglia in tour lontano da casa… Il libro ci racconta la verita’ che gia’ sapevamo, arricchita di episodi inediti e determinanti.
Tutti avremmo voluto John Bonham come batterista, ma sicuramente non ci saremmo voluti uscire insieme dopo il concerto. E non avremmo mai e poi mai voluto andare in giro con i ceffi che loro si portavano appresso in tour, caricati a bordo da un Peter Grant ossessionato dalla mania di potenza e controllo, responsabile pricipale insieme a Page dell’ascesa si, ma anche della caduta del dirigibile. Povero Grant, passato in pochi anni da essere il manager piu’ famoso della scena rock mondiale, alla semi reclusione in casa, ossessionato dai suoi fantasmi e dalla tossicodipendenza. Sono pagine molto tristi quelle che lo raccontano negli anni post zeppelin, tristi e intense.
Peter Grant on tour
Mi sono ritrovato, finita la lettura, a rivedere i filmati dei concerti, soprattutto Knebworth con il suo carico di leggenda. Il dietro le quinte ancora una volta non e’ proprio fatto di buone vibrazioni, pensando a quello che hanno passato gli organizzatori dell’evento, a come tutto sia stato pesantemente condizionato dai deliri di Grant. Rivedo le immagini, le luci, il pubblico, Achilles Last Stand. Ed ecco che tutto mi appare uguale ma diverso al tempo stesso. Piu’ profondo, piu’ vero.
In un certo qual modo il libro di Wall restituisce definitivamente ai Led Zeppelin un elemento di umanita’ che prima forse non avevano pienamente avuto. Che non avevo veramente percepito. Me li avvicina perche’ li fa sentire imperfetti e reali, dandogli quel qualcosa in piu’che nessuna rimasterizzazione potrebbe mai dare. Erano giganti, non ci sono dubbi. Ma anche loro, insieme a noi, sono caduti, si sono rialzati e hanno camminato, come potevano, su questa terra.
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