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Brian and the house of the rising sun(down)

9 Nov

Periodo di sollievo: tecnicamente un periodo di massimo tre mesi all’anno in cui puoi ricoverare un genitore anziano con problemi presso strutture convenzionate con il Comune di residenza, in cui quest’ultimo ti dà una mano a pagare la retta mensile.

Domanda fatta ad agosto. Dopo un paio di settimane ci chiamano, si inizia a settembre. Pur grati della cosa e del vedere che certe cose ancora funzionano qui in Emilia, prendiamo tempo: per quanto sfiniti e spossati, non è un passo facile da affrontare. Ci richiamano per l’inizio di ottobre, stiamo per accettare quando, parlando con l’operatrice veniamo a sapere che ad inizio novembre si libera un posto nella struttura nella quale abbiamo fatto domanda anche come privati, la Casa della Gioia e del Sole, appunto. Non esitiamo, appuntamento al tre novembre dunque.

Inizia un mese strano, condito da un sentimento misto, angoscia e trepidazione … lo smarrimento al solo pensiero di smollare Brian in una struttura, il sollievo per il riprendere possesso, almeno in parte, delle nostre vite, dopo anni di gestione continua del nostro vecchio.

Domenica 26 ottobre – presumibilmente l’ultima domenica che ho a che fare completamente con la gestione Brian. Lo porto a Borgo Massenzio. Prima ci fermiamo al cimitero di San Martin On The River dove Brian ha l’occasione di salutare (per l’ultima volta?) sua moglie, mia madre. Rimane a contemplare la lapide per un po’, poi prima di andarsene le lancia un “ciao Mara” dolcissimo. Gli occhi mi si inumidiscono, mi infilo i Ray ban.

Alla Domus Saurea lascio che Brian faccia un’ultima sgambata … il sole, il verde delle campagna…all’aria aperta Brian sembra più in forma che mai.

Brian alla Domus Saurea 26 ottobre 2014- foto di TT

Brian alla Domus Saurea 26 ottobre 2014- foto di TT

Per pranzo la groupie ci fa il brodo e il bollito, a cui aggiungiamo un buon lambrusco, il tutto finisce per essere un inno alla nostra terra e  Brian apprezza molto. Passiamo un pomeriggio lieto, Palmiro è dell’umore giusto e si accoccola vicino al vecchio. Alle 18 guardiamo insieme l’INTER che (stranamente) vince. Alle 20,30 siamo già a Mutina. Lavaggio e messa a letto. Non riesco a staccarmi da lui pensando che potrebbe essere l’ultima domenica che passiamo completamente insieme e una delle ultime sere in cui dorme nel suo letto. La settimana seguente passa, in pausa pranzo corro da lui e ogni volta che lo lascio ho gli occhi umidi.

Sabato primo novembre, sveglia, bagno e poi ultimo valzer a Ninetyland. Ci fermiamo a fare colazione al Mini Bar, poi facciamo un giretto in centro. Ci fermiamo su una di quelle panchine dove si riunivano i pensionati a parlare e che oggi sono spesso appannaggio degli stranieri senza lavoro. Brian mi guarda incuriosito, credo percepisca che c’è qualcosa di strano in me. Non riesco a decidere di alzarmi, me ne sto lì, mesto, abbracciato al mio vecchio nel paese dove son nato e dove lui ha vissuto 42 anni.

Brian - Nonantola 01/11/2014 (foto TT)

Brian – Nonantola 01/11/2014 (foto TT)

Con mio padre ho avuto un rapporto tutt’altro che facile, spesso gli ho rinfacciato di non essere il padre che avrei voluto che fosse, spesso gli ho sottolineato con cinico computo tutti gli errori da lui commessi, spesso non ho tenuto conto del suo essere e della sua fragilità. Ora, però, mi accorgo di avere risolto il mio rapporto con lui, non l’avrei mai pensato eppure… d’altra parte Julia me lo diceva che sarebbe toccato a me risolverlo per entrambi, aveva ragione, ma allora non lo ritenevo fattibile.

In colpa per il passo che stiamo per affrontare, rileggo l’email che mi ha inviato Polbi, il Michigan boy:

“La situazione di Brian deve essere pesantissima. Sappi che lo stai accompagnando in questa difficile fase della sua vita con una forza e un umanità uniche. Puoi veramente essere orgoglioso di te stesso. Di queste cose ho una certa esperienza, e mi piacerebbe poter dire di me stesso le stesse cose ma non posso. E’ normale e giusto che tutto questo ti riempia di tristezza, ma ricordati sempre che non e’ umanamente possibile fare meglio di quello che stai facendo. E’ un percorso naturale, non lo puoi cambiare più di così. Siamo tutti in questa fase della nostra vita, e tu mi sembra che sei quello che la sta gestendo con più dignità ed efficacia.”

Gli rispondo con un grazie, secco, tondo, definitivo.

Domenica 2 novembre sono libero, cerco di pensare ad altro. Scendo, gioco a fare lo sfrondarello …

sfrondarelli alla Domus Saurea (foto TT)

sfrondarelli alla Domus Saurea (foto TT)

…contemplo l’autunno, anzi l’avtunno come direbbe Brian, e mi perdo tra colori caldi e colori pastello che si fondono…

Autumn in Borgo Massenzio (foto di TT)

Autumn in Borgo Massenzio (foto di TT)

Accompagno Lucy & Dante (groupie’s parents) per cimiteri. La cosa può sembrare poco appropriata ma la groupie’s legacy mi interessa molto e poi i cimiteri ormai sono l’ultima banca dati dei tratti caratteristici di paesi (soprattutto) e città. Certi cognomi che si ripetono con frequenza disarmante sulle lapidi, certi nomi ormai in disuso, tutto questo mi affascina. Nel bellissimo cimiteri di CARPI faccio finalmente conoscenza col bisnonno materno della groupie, PIETRO GANASSI,  il capostipite della emilianità rossa fino al midollo che la famiglia della groupie si porta dentro, e con lui i suoi figli alcuni dei quali finirono in gattabuia (insieme a Sandro Pertini) come prigionieri politici o scapparono da treni diretti in Germania sui quali erano finiti sempre come prigionieri politici.

Visto il tema, la groupie ci guida all’ex campo di concentramento di FOSSOLI. Solo una parte del campo è sopravvissuta, e lo stato in cui versa è  fatiscente, ma in questa soleggiata domenica di inizio novembre passeggiare in quel luogo ti fa immaginare in modo assai chiaro come doveva essere. C’è molto silenzio e ciò ti aiuta a riflettere, a fare un lunghissimo minuto di raccoglimento in memoria delle vittime, a percepire tutto il dolore, le atrocità, i soprusi passati tra quelle mura.

Lunedì 3 novembre, è il giorno. Vado da Brian, lo prepariamo e partiamo. Prima di arrivare alla house of the rising sundown ci fermiamo dal suo medico di base per ritirare una paio di impegnative. Entra mia sorella, io e Brian rimaniamo cinque minuti in macchina. Lo tengo per mano, gli ripeto che lo stiamo portando in un centro anziani e che lo facciamo solo perché non vogliamo che rimanga solo; gli chiedo poi per l’ennesima volta “chi sono io Brian?” e lui “sei il mio Tim”. Torno ad infilarmi i Ray ban.

Alle 10,30 entriamo. Ci accoglie l’animatrice e poi una delle responsabili dei vari nuclei. Andiamo nella sua cameretta, sistemiamo le ultime cose, parliamo con l’infermiere, espletiamo le ultime formalità. Ritorniamo nel salone, prima di darlo in consegna all’animatrice gli do un bacio. Mi faccio indietro, mi appoggio ad un muro, guardo Brian che si presenta, che si siede e, tutto eccitato, spalanca gli occhi e sorride…non  gli par vero di ricevere tutte quelle attenzioni e di stare in mezzo a così tanta gente. Do un’occhiata in giro: circa 75 ospiti, molti dei quali donne, circa la metà e oltre sulla sedia a rotelle. La statua a grandezza naturale della madonna mi fissa. Usciamo, accompagno mia sorella a casa e mi dirigo al lavoro.

Torniamo al pomeriggio e tornerò tutti i giorni seguenti. Sono giornate difficili per me, soprattutto quando mi accorgo che sto perdendo il controllo su Brian, sembra sia  già ben integrato nella struttura; ogni volta che me ne vado e che lo lascio in custodia ad una assistente del centro mi sembra di accompagnarlo verso un fiume, di abbandonarlo alla corrente che lo allontana da me.

Credo che ci sia dell’altro, non è solo il senso di colpa di avere messo il proprio vecchio in una struttura per anziani, penso sia anche l’inconsapevole elaborazione del pensiero che un pezzo della mia vita sta terminando, che il genitore che mi è rimasto sta andando a dissolversi in cometa, e visto che non ho messo in piedi una famiglia –  diciamo così – tradizionale, la cosa mi fa sentire più solo e sperduto.

Cerco di tenermi a galla mentre viaggio sull’asse Regium Lepidi-Stonecity-Mutina con la versione di due cd di POSITIVE VIBRATIONS dei TEN YEARS AFTER e TALING TIMBUKTU di ALI FARKA TOURE wiyh RYCOODER.

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 Quando sale il blues più profondo allora mi rintano nel ventre dei dischi che sono carne della mia carne … STRAIGHT SHOOTER e RUN WITH PACK della BAD COMPANY.

La parola giusta per descrivere Brian nei primi due giorni è “eccitato”, dalla novità, da tutte le attenzioni che riceve, dall’avere sempre gente intorno. Poi pian piano il termine giusto diventa”spaesato”. Ogni volta mi dice che si trova molto bene, ma quando me ne vado fatica a capire che lui deve rimanere lì, in “quell’albergo per anziani”. Mi chiede “ma davvero tu vai e io rimango qui?”. Lo dice con quell’aria da allegra malinconia che gli regala l’alzheimer. Io sul momento rido, ma poi in macchina mi infilo i Ray ban anche se è sera.

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Brian at the House Of The Rising Sun(down) – photo TT

Dal punto di vista pratico sono molto contento, il personale della casa è molto disponibile, gentile, attento, Brian ha una cameretta tutta sua con bagno annesso, una mattina sono arrivato che stava facendo ginnastica su di un lettino giù in palestra con una fisiatra tutta per lui. Brian mi teneva la mano mentre eseguiva diligentemente i suoi esercizi e mentre io parlavo a fondo con la dottoressa. Un pomeriggio stava giocando a tombola, arrivo, gli chiedo se viene con me nella saletta a parlare un po’ e lui mi fa “No, Tim, non posso, devo stare qui a giocare”. C’è voluto un po’ a convincerlo.

Brian si è fatto molte amiche, tutte s’ illuminano quando presto loro attenzione, quando le saluto, quando stringo mani così loro dicono a Brian “tu hai vinto alla lotteria ad avere un figlio così”; imbarazzato porto Brian a fare due chiacchiere nella saletta. In questi giorni ho avuto modo di conoscere altre storie, altra gente… la signora un po’ altezzosa che viene a trovare la madre e che si lamenta di tutto, il modenese un po’ rompiscatole che viene a trovare sua madre, uno di quelli che non stan mai zitti e che parla a voce alta, il marito che viene a trovare sua moglie anch’ella vittima dell’alzheimer, si tengono  per mano, lui le racconta la sua vita, lei presente ma con lo sguardo un po’ perso. Si salutano teneramente chiamandosi per nome. Sabato mattina è voluta venire anche Lasimo a trovare il vecchio Brian. Lasimo è una che prende in mano la situazione, appena arrivata ha letto tutte le info della casa, il cartello delle attività, ha trovato tre sedie nell’affollata saletta, e ha fatto amicizia con Mauro, 89nne ospite della casa per sua scelta. Solo, senza famiglia, un anno e mezzo fa decide di affittare il suo appartamento e di venire a stare lì. Lo viene a trovare ogni due giorni il suo vecchio socio Franco. Conosciamo anche lui. Erano imbianchini, ditta di 7 addetti, hanno imbiancato mezza Modena, comprese le case di Pavarotti e Enzo Ferrari. Franco ci racconta aneddoti spassosi. Arriva l’ora di pranzo e salutiamo tutti. Usciamo, la spavalderia de Lasimo si fa meno decisa, la guardo…ha gli occhi rossi. Poco dopo mi scrive un messaggio “Avete fatto la scelta giusta, sarà dura i primi tempi ma per Lino stare in compagnia è fondamentale”. So che ha ragione, tra l’altro anche se sono passati solo pochi giorni Brian è più tonico, più reattivo fisicamente; la ginnastica e le varie attività lo tengono in allenamento.

Anche se questa settimana sono andato da lui tutti i giorni, per me è cambiata molto; saperlo al sicuro, accudito e coccolato significa tanto, il non dover correre il sabato mattina a fare la spesa e a lavarlo già è stato un cambiamento epocale, avere la domenica libera, il non dover precipitarmi da lui in pausa pranzo ed assisterlo nei bisogni quotidiani … anche se per i primi tempi so che mi mancheranno i lunghi momenti insieme, il nostro giro a Ninetyland il sabato mattina, le telefonate. Per il momento tutto piuttosto bene dunque; rimane la tristezza, quando risalgo in macchina e mi ributto sulla strada…

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Brian rocks, l’arrivo dei barbari e “them Creole babies”

17 Ott

In qualche modo, pur a questa età, sono sempre in missione per conto del Rock; non c’è niente da fare, è più forte di me. Qualche settimana fa, la bluesmobile in officina per la revisione, mi danno l’auto sostitutiva, una cinquecento azzurrina che va come una scheggia (e che beve come un ludretto). In preda alla evangelizzazione rockettara finisco per lasciare nell’auto di cortesia dei cdr di LZ IV, di TRILOGY, di JOHNNY WINTER AND e per risintonizzare nei tasti delle radio preferite quelle che (più o meno) trasmettono Rock.

Auto di cortesia - foto TT

Auto di cortesia – foto TT

Il tutto si riversa anche sulla gestione Brian, ormai il vecchio si veste come quegli anziani rockettari americani, solo che Brian è molto più figo ….

Brian Tirelli

Brian Tirelli

Brian gets the led out - foto TT

Brian gets the led out – foto TT

Ogni volta che ci vediamo chiedo a Brian chi sono, quando è un po’ confuso fatica sempre a collocarmi e alla domanda “Brian io chi sono? Io sono tuo … ?” di solito risponde “sei il mio capo” come ho già scritto, ma l’altro giorno mi ha risposto “Sei il potente”. Con l’alzheimer la sua mente butta fuori vocaboli obliqui. Al telefono quando sente che da li a poche ore sarò da lui esclama commosso “Sono contentissimo”, altro fraseggio mai usato.  Una domenica con lui è lunga da passare ma certe sue spontaneità mi fanno ridere: son lì che mi ascolto sul tablet (senza cuffiette) i WINERY DOG Unleashed In Japan e Brian mi guarda e dice “I sònen” (suonano), dopo un po’ parte ROCK AND ROLL dei LZ e Brian ondeggia scuotendo la testa. Sono davvero colpito. Allora è vero, se lo vesto in un certo modo c’è un perché: Brian rocks!

L’ “avtunno” omai si è radicato, me ne accorgo soprattutto alla mattina quando scendo prima di mettermi in macchina …

Autumn in Borgo Massenzio - Photo TT

Autumn in Borgo Massenzio – Photo TT

poi arrivo a Stonecity, mi metto al lavoro cercando di tenere a freno i miei pensieri. Mi tengo a galla con ordini sparsi di cosette non troppo costose.

RY COODER SOUNDTRACK box set RY COODER SOUNDTRACK box set

Ricky lavora con noi già da sei mesi, ha trentanni, è laureto in scienza della comunicazione, suona il basso. E’ anche un appassionato di auto vintage. Due settimane fa si è comprato una Ritmo Abarth del 1983. Ed ora va in giro con quella; mi chiedo cosa possano pensare i nostri clienti quando lo vedono arrivare. Certo che un tipo così blues non poteva che capitare da noi …

La Ritmo di Ricky - Foto TT

La Ritmo di Ricky – Foto TT

La Ritmo di Ricky - foto TT

La Ritmo di Ricky – foto TT

La Ritmo di Ricky - foto TT

La Ritmo di Ricky – foto TT

Il sabato pomeriggio e la domenica mattina prima di correre da Brian cerco di allentare la tensione camminando per la campagna, tolgo il guinzaglio all’anima e lascio che si faccia una sgambata in libertà, la vedo soffermarsi accanto alla mia campanula (di cui sono molto fiero) …

 

Tim Tirelli's Campanula at the domus saurea - foto TT

Tim Tirelli’s Campanula at the domus saurea – foto TT

poi contemplare la campagna …

Borgo Massenzio countryside - foto di TT

Borgo Massenzio countryside – foto di TT

e i campi d’erba spagna …

Erba spagna meadows in Borgo Massenzio - photo TT

Erba spagna meadows in Borgo Massenzio – photo TT

Al sabato “in dla basòra” poi, mi soffermo a seguire il sundown, Palmiro mi tallona e sembra contemplare anche lui la fine dell’ennesima giornata blues … Palmir sembra capire che razza di umano gli sia capitato …

Palmiro the cat at sundown - photo TT

Palmiro the cat at sundown – photo TT

soprattutto quando guardo l’INTER di questo periodo; con l’animo infastidito alla seconda sconfitta di fila in campionato cambio canale e metto su un documentario, l’anima mi va in tempesta, Palmir se ne accorge e viene ad addormentarsi su di me, non ci fosse lui a lenire il dolore tirerei tanto di quelle madonne c’ an sa menga e  picchierei la groupie …

Tim & Palmiro - photo di ST

Tim & Palmiro – photo di ST

Ad ottobre come ogni anno calano i barbari dalla Finlandia. RISE & MARIE si fanno la classica settimanina nel loro paese preferito. Prima tappa Genova, da Amduscia ….

Rise & Amduscia - Genova ottobre 2014

Rise & Amduscia – Genova ottobre 2014

poi Reggio Emilia e quindi le culle dell’umanità, FIRENZE e ROMA.

Rise & Tim  got the booze (oct 2014) - photo by The Groupie

Rise & Tim got the booze (oct 2014) – photo by The Groupie

Quando viene Rise mi accorgo di quanto sia miserabile il mio inglese parlato. Lo leggo senza tanti problemi, lo scrivo alla bene meglio ma in modo sciolto, ma non lo parlo mai così quando lo faccio quella volta all’anno il risultato è deprimente. Poor Tim.

Mi sono preso una cotta per i LOUISIANA LEROUX, ho solo un best, così oggi ho fatto un ordine in America dei primi quattro album. Roba per gente poco raccomandabile come me, Jaypee e Riff, gente che taglierebbe la gola a chicchessia pur di avere una chance con them creole babies ….

New Orleans Ladies
A sassy style that will drive you crazy
And they hold you like the light
Hugs the wick when this candle’s burning.
Them Creole babies
Thin and brown and downright lazy
And they roll just like the river
A little wave will last forever

Chorus

All the way
From Bourbon Street to Esplanade
They sashay by…
They sashay by…

New Orleans Ladies
A flair for life, love and laugher
And they hold you like the night
Holds a chill when this cold wind’s blowing
Them Creole babies
They strut and sway from dusk till dawning
And they roll just like the river
A little wave will last forever

Chorus

All the way
From Bourbon Street to Esplanade
They sashay by…
They sashay by….

Songwriters
H. GARRICK, L. MEDICA

Bassepressioni di settembre

20 Set

Basse pressioni di settembre  nel mio animo blues, cerco di aggirarle con piccoli stratagemmi e con i consueti “impicci”(©Polbi).

Martedì sera torno a casa, la groupie sta per mettersi ai fornelli, le dico di cambiarsi perché voglio portarla fuori, al BUONTEMPONE, uno dei miei ristoranti preferiti di Regium. Non siamo nemmeno andati in ferie, una cena come si deve ce la meritiamo, e vaffanculo alla crisi. La groupie si dà al pesce, io ai tortelloni di zucca e un filetto di manzo irlandese che è una poesia per il palato. Sì, lo so, bisognerebbe essere politically correct e scrivere che avrei voluto mangiato verdure, ma questo è un blog schietto e sincero a cui la carne piace e pazienza.. Il buontempone è pieno, aspettiamo 40 minuti prima di sederci, ma ne vale la pena, ottimo cibo, gentilezza e cortesia. E’ così che si fa.

Mercoledì mattina in giro per Mutina, prima dal commercialista, poi al policlinico per una prenotazione per Brian, poi da un secondo commercialista. Come sempre mentre mi avvio verso quest’ultimo do uno sguardo all’edificio alla mia destra chiuso da un grande cancello, la STAZIONE SPERIMENTALE AGRICOLA, testimone di un passato ricco e illuminato della mia città. Guardarla lì in totale abbandono, chiusa ormai da 8 otto anni, ferisce l’animo. Mia bella Emilia, dove sei finita, ritorna che qui abbiamo tanto bisogno di te.

Stazione Agricola Sperimentale Modena - foto di TT

Stazione Agricola Sperimentale Modena – foto di TT

Finisco prima del previsto, Brian è al momento con Monica, una bravissima badante peruviana che sostituisce per 10 giorni la signora che ci dà una mano. Quasi quasi mi fermo a mangiare qualcosa prima di andare da lui. Non ho voglia di farmi un panino da Chen il cinese, così mi fermo nel primo ristorante che trovo in zona. Ristorante pizzeria Il Puffo.  Sono il primo avventore, ordino una margherita e una birra piccola. Mentre aspetto penso a RICK DERRINGER e alla JAMES GANG, due nomi che ascolto spesso in questo periodo. Mi perdo poi in riflessioni esistenziali. Il cielo è nuvoloso, l’estate sembra aver evitato l’Emilia quest’anno. Sento che inizio a sprofondare nel blues. Chiamo la groupie,  faccio un po’ il nessi con la speranza di risollevarmi; non fa in tempo a dirmi“Ciao” che io esordisco con “C’è l’avtunno!” (con la vu), lo faccio con un accento emiliano un po’ sciocco. La groupie ride di gusto.

Lunch blues at Il Puffo - Foto T

Lunch blues at Il Puffo – Foto T

Appoggio il cellulino sul tavolo. Leggo quello che c’è scritto nel pannello vicino a me, sintassi spicciola; mi soffermo su quei due puntini di sospensione dopo la virgola, mah!

Pannello sintassi spicciola - foto di TT

Pannello sintassi spicciola – foto di TT

Torno ai miei pensieri pieni di blues. Arrivano altri avventori: idraulici, ragionieri, muratori. Incrocio più volte lo sguardo con la ragazza negra che fa le pulizie. Di fianco a me vengono a sedersi quattro veneti, accento stretto e corporatura che è almeno il doppio di quella dello smilzo di Nonantola. Perdo il filo del blues…mi alzo, pago, e vado da Brian.

Mentre più tardi torno in ufficio mi ascolto il RICK DERRINGER di TEND THE FIRE …

Rick Derringer tend the fire

e MIAMI della JAMES GANG con TOMMY BOLIN. Non ricordavo che HOLY MAN dei DEEP PURPLE dovesse così tanto a HEAD ABOVE THE WATER …

James gang Miami inside

Giovedì sera, prime prove dei THE EQUINOX, ovvero 4/5 della CATTIVA COMPAGNIA che si dedicano ai LZ. Nel 2007 avevamo interrotto il tributo, ma Saura, Lele e Pol son tornati alla carica e mi hanno convinto, beh più o meno. Io non amo le tribute band, ma (cercare di) suonare i LED ZEPPELIN mi mette in circolo linfa vitale. Puoi esserti preparato sufficientemente bene a casa, ma suonare certi pezzi in gruppo in saletta è tutta un’altra cosa. Alcuni brani non vengono male, altri hanno bisogno di prendere la forma definitiva. Quando la Les Paul romba e sputa piombo zeppelin tipo THE SONG REMAINS THE SAME (il brano) però ti senti proprio bene.

Venerdì Jaypee, ovvero the one and only JOHN PAUL CAPPI; è a Stonecity per lavoro. Mi chiama e mi offre il pranzo. E’ carino Jaypee. Andiamo al Negresco. E’ sempre piacevole e divertente il confronto con Mr Cappi, solo lui poi mi sta a sentire interessato mentre tesso le lodi della JAMES GANG di Dominic Troiano.

Jaypee al Negresco di Stonecity - foto T

Jaypee al Negresco di Stonecity – foto T

Sabato sera SINODO con quel che resta degli Illuminati Del Blues alla Festa Dell’Unità di Regium Lepidi. Consegno ai tre superstiti l’ultimo episodio de Gli Albi Di Tim Tirelli, EASY PROG Italian Version; mi sa che i sinodi finiscano qui. Sono solito difendere la festa dell’Unità ma c’è aria di smobilitazione, soprattutto culturale. Quella di Regium è sempre più povera e dedicata al commercio tout court, in massima parte cianfrusaglie. Un banchetto che vende LP e cd usati di una tristezza unica, il solito camperone col tipo che intorta i passanti convincendoli a sfidare la fortuna e a vincere premi di bassa qualità, la libreria piuttosto sciatta, il solito spiazzo dedicato a quella calamità che è la musica latino-america farlocca, spazio piuttosto frequentato dove la gente balla – seguendo chi dirige – al ritmo di un un obbrobio sonoro. Nessuno che intervenga? Nessuno a cui venga in mente di fare ballare al gente con la musica latino america autentica? Con il son di Cuba? Con Cd di musica vera e non quelle schifezze? Bel modo di “tirar su” le nuove generazioni.

Tim Easy Proh Italian version

Riff & Picca - foto TT

Riff & Picca – foto TT

Jaypee & Riff- foto TT

Jaypee & Riff- foto TT

Alla festa dell’Unità di Modena va un po’ meglio: molta gente, code di 30 metri davanti ai ristoranti, gigantografia di Berlinguer all’ingresso, libreria bella e fornita e frequentatissima. Ma anche qui sempre meno attenzione alla qualità della cultura, dei dibattiti, della musica. L’arena del lago è piena, suonano gli STADIO, io voglio bene a Gaetanone Curreri ma è musica piuttosto innocua, pochi sussulti, poche palpitazioni.

Possibile che il PD di Mutina non riesca a proporre qualcosa di, seppur “leggero”, più sostanzioso? Gruppi musicali che siano vivi, dibattiti politici vivaci, magari un dibattito sulla letteratura, sulla musica, uno stand come si deve dove si vendono LP, CD, DVD, Blu Ray, un’altro per i fumetti, uno dove si proietta un film, etc etc…non sono cose impossibili da attuare, da finanziare…non sto mica dicendo di chiamare i Pink Floyd! Perchè l’Emilia si sta spegnendo? Capisco che vent’anni di cavaliere nero abbiano spazzato via l’idea stessa di cultura, ma l’Emilia, gli emiliani e una grande parte di italiani ce l’hanno ancora dentro di loro, bisogna tirarla fuori, bisogna che la gente si riabitui al bello, in ogni campo.

Sconsolato cerco di fare la mia parte, ceno in un ristorante, evito gli stand del commercio più insulso, lascio qualche decina di euro nella libreria, mi fermo nel negozietto “politico”. Simpatica la maglietta con la scritta “Partigiano Reggiano”.

Nei campi intorno alla domus saurea hanno arato la terra, che ora riposerà sino al prossimo raccolto.

I campi arati intorno alla domus saurea - foto TT

I campi arati intorno alla domus saurea – foto TT

Deve anche essere atterrato un ufo in cortile, la mia invocazione par aver funzionato …

L'impronta dell'Ufo alla domus saurea - foto TT

L’impronta dell’Ufo alla domus saurea – foto TT

... portami via
voglio una stella che sia tutta mia
… vienimi a pigliare
voglio un pianeta su cui ricominciare

La groupie è sempre più persa per WAKEMAN e gli YES, alla deriva su di una zattera in balia degli oceani topografici. Cerco di scuoterla, le regalo una maglietta legata in qualche modo ad un suo vecchio amore, i QUEEN, apre il pacchetto, ride, e canta a voce alta:

Flash a-ah Savior of the Universe Flash a-ah He'll save every one of us

e poi fa la mossetta …

La groupie Mercury style - foto di TT

La groupie Mercury style – foto di TT

Freddie mercury Flash t shirt

Il blog torna a dare segnali di gran vitalità, sarà anche un caso, un fuoco di paglia, ma in questi ultimi giorni siamo vicini alle 600 visite quotidiane, risultato davvero ragguardevole; questa la top ten relativa alle visite divise per nazione:

Nazione Visualizzazioni
Flag ItalyItaly 1.999
Flag United StatesUnited States 314
Flag JapanJapan 96
Flag United KingdomUnited Kingdom 67
Flag FranceFrance 67
Flag GermanyGermany 60
Flag BrazilBrazil 28
Flag Russian FederationRussian Federation 27
Flag FinlandFinland 26
Flag CanadaCanada 24

Settembre è il mese più impegnativo dal punto di vista lavorativo, non bastava la gestione di Brian e la convalescenza di Dante, si è aggiunta anche la operazione della groupie al menisco. Partenza all’alba, arrivo a Sub Zara, disbrigo pratiche per accettazione in Day Surgery, attesa, operazione, attesa, ritorno nel posto in riva al mondo. Dodici ore in un ospedale sono parecchie, passeggio, leggo, tableteggio, assisto la groupie, mangio qualcosa, mi annoio, penso. Leggo cartelli astrusi; ma come è possibile usare linguaggi al limite della comprensione? Invece di scrivere “prego disinfettarsi le mani con l’apposito gel – come da direttiva sanitaria nazionale”, scrivono:  “Frizione alcolica delle mani” e “… antisepsi delle mani in ambito sanitario“, ma dio canta, siiv nurmèl? E’ già la terza volta che frequentiamo questo ospedale, odio criticare questo tipo di strutture, ma aveva ragione la Lucy (groupie’s mother) quando, ricoverata anch’essa per un’operazione al ginocchio, per fare la moderna disse, sbandando un po’ sulla sintassi, “questo è un ospedale del mio cazzo!”. 

L’approccio delle infermiere è un po’ troppo casuale, sembra che non sappiamo mai cosa fare. Al momento dell’accettazione di 10 persone da alloggiare per il Day Surgery, vanno in banana e impiegano due ore a fare quello che si sarebbe potuto fare in mezz’ora. Rimpiango il servizio sanitario emiliano mentre dileggio quello lombardo, ma poco lontano sento due donne meridionali apprezzare l’ospedale in cui siamo e parlar male di quello di Regium (“sono scortesi e maleducati”). Forse dipende anche da come vi ponete, bellezze!

Subzara Charade / Sciarade suzzaresi - foto di TT

Subzara Charade / Sciarade suzzaresi – foto di TT

Saura Salad Surgery, aka meniscus blues - photo TT

Saura Salad Surgery, aka meniscus blues – photo TT

Mentre vado e vengo da e per il posto in riva al mondo mi fermo a contemplare le basse pressioni settembrine, con strisce di nebbia sulle prime colline …

Basse pressioni di settembre - foto TT

Basse pressioni di settembre – foto TT

E’ comunque iniziata la vendemmia, questo già dal cinque di settembre, malgrado un’estate non ordinaria e dunque poco sole. Ricordo distintamente che tutti (!) gli anni passati a vendemmiare dal nonno, anni sessanta e settanta, non si iniziava prima del venti. Mi confronto sulla cosa con la Lucy, madre della goupie, memoria storica della campagna reggiana, anch’ella conferma la cosa. Le nuove tecnologie consentono di “tirar su” uva ancora non del tutta matura? Anche le vigne stanno cambiando? Mistero. C’è un agronomo tra i lettori del blog che possa intervenerire sull’argomento?

L'uva è pronta nella Regium countryside - foto TT

L’uva è pronta nella Regium countryside – foto TT

L’occasione è buona per riascoltare uno dei miei pezzi (e album) preferiti dei GENESIS …

La groupie dunque ha la gamba ramata, cammina con le stampelle, è una wonder woman (due ore dopo l’intervento era l’unica ad essere già in piedi giù dal letto), ma per questi trenta giorni sarà comunque menomata. Ciò significa che molte cose devo farle tutte io. Da una parte è un piacere, ricambiare almeno in parte tutto quello che di solito fa lei, dall’altra it makes my life ancora più a drag. L’altra mattina, non era ancora l’alba, sento che si alza, tud tud tud, cammina un po’ come il capitano Achab, poi sento Palmiro partire al galoppo dalla camera verso la cucina, quindi un frastuono assordante. Mi alzo di colpo, temo che la groupie sia caduta, ma no, semplicemente una marachella di PALMIR THE DESTROYER. Il simpatico gatto nero da qualche giorno ha una nuova mania: prende la rincorsa, salta sulla tavola e si diverte a scivolare su di essa. Peccato che in questa mattina di buon ora, sono le 5,40, sulla tavola ci fosse una bottiglia di lambrusco. Risultato: pavimento cosparso di cocci di vetro e vino, mobiletti e muro macchiati, io che in boxer e maglietta degli WHITESNAKE smadonno mentre pulisco, scopo, lavo, do il folletto.

Vita blues.

IL BLOG DEL GATTO PALMIRO: walk me out in the morning dew

7 Set

Ecco, uno si sveglia la domenica mattina verso le 5, aspetta un po’ prima di svegliare la sua umana perché fuori è ancora buio, poi alle prime luci dell’alba le fa le fusa sul muso attento a non svegliare l’altro suo umano perché se no si arrabbia. La Terry quindi  si alza, gli prepara il primo pasto della giornata e poi torna a letto. Uno allora mangia, si lecca i baffi e va a sistemarsi nella comoda scatola di foulard di Tyrrell, così, tanto per farlo incazzare un po’.

Palmiro nella scatola dei foulard - foto di TT

Palmiro nella scatola dei foulard – foto di TT

Verso le 8 uno decide che è il momento di andar fuori. Va dal suo umano Tyrrell, gli fa gli scuclini, sturlino, e gli mette la zampina sul muso. Uno sa che son cose che fanno impazzire gli umani, così Tyrrell dopo un po’ si alza di buon umore e apre la porta.

Finalmente uno può fare la prima sgambata della giornata. Uno si guarda intorno, fa un po’ di riscaldamento in cortile, annusa l’aria, e poi si butta a pietto nei campi. Uno poi si accorge che c’è qualcosa che non va, continua a correre, ma il pelo si inzuppa, il freddo arriva alle ossa. Allora uno torna verso casa, sale le scale, fa in modo di farsi vedere dal vetro della porta e poi va a stendersi nell’angolo del balcone dove batte il sole. Dopo qualche secondo i suoi due umani escono, rientrano e tornano ad uscire con un asciugamano. Uno fa qualche miagolio per dissimulare la soddisfazione, ma in un minuto si ritrova asciutto e pronto per un altro giretto, stavolta sull’asciutto. Ragazzi, che pacchia avere due umani come i miei.

PS: Maledetta rugiada.

Palmiro after the heavy dew bath-foto TT

Palmiro after the heavy dew bath-foto TT

Palmiro washing the dew away - Foto TT

Palmiro washing the dew away – Foto TT

Palmiroi:I don't like the morning dew  - foto TT

Palmiroi:I don’t like the morning dew – foto TT

Aperisfizio blues

24 Ago

L’estate mi sta scivolando tra le mani, finite le due settimane di ferie-non-ferie mi ritrovo qui alle nove di una domenica mattina agostana ad ascoltarmi i PINK FLOYD a Montreux il 21/11/1970. L’ho scaricato per POLBI e glielo ho spedito con wetransfer, chissà se il Michigan Boy riuscirà a scaricarsi tutto …

Ripenso a questi ultimi giorni: giovedì sera mi son trovato con  PAOLINO LISONI a cena. Ci siamo dati appuntamento davanti al BUONTEMPONE ma era chiuso, così mestamente abbiamo ripieghiato sul solito cine-giappo di SAN MAURIZIO. Parlare con Liso mi gratifica: calcio, musica Rock, musica obliqua, massimi sistemi, FLAME SKY di SANTANA-McLAUGHLIN, AL DI MEOLA… finiamo la serata alla domus saurea. Entriamo e la groupie è nello studiolo intenta a tirare giù col basso LONG DISTANCE RUNAROUND degli YES, … mi torna in mente che alcuni mesi fa feci la stessa cosa con PICCA, entrammo in casa e lei era alle prese con TRAIN KEPT A-ROLLIN’ … chissa cosa pensano i miei amici della groupie …

Venerdì sera porto la groupie e la Lucy a mangiare il pesce alla FESTA DELL’UNITA PROVINCIALE di REGGIO EMILIA. Registro la musica dei TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI che proviene dalla Arena Spettacoli, quello che sento mi piace assai poco. Mi fermo davanti allo spazio liscio. C’è RENATO TABARRONI e il suo gruppo. Suonano con le basi. Bassista, batterista e tastierista che fan finta di suonare mentre una truppa di gente di varia età balla la quadriglia guardando le mosse che Maruska fa sul palco. Anche nel liscio e nella musica da ballo ormai è tutto un fake. Rifletto su TABARRONI: nasce col beat, diventa cantautore impegnato e poi sprofonda sempre più giù nella musica da ballo di bassa qualità.

il gruppo CLUB 72 di Renato Tabarroni con Ricky Portera alla chitarra

il gruppo CLUB 72 di Renato Tabarroni con Ricky Portera alla chitarra

 Renato Tabarroni detto Kocis

L'ultimo cd di Renato Tabarroni

L’ultimo cd di Renato Tabarroni

Il sabato mattina come ormai da tempo immemorabile da Brian. Torno alla domus saurea alle 14, la groupie è a Castelnovo Monti a trovare suo padre, sono fiacco, ho dormito poco, non ho voglia di prepararmi una pasta o una bistecca, così getto sul piatto un paio di formaggini, qualche cipollina della Coop e gli aperisfizi OLIVIA&MARINO. Mi apro una birra Moretti al limone e tengo a portata di mano la frutta. Inizio a mangiare ed improvvisamente elaboro che è proprio un piatto da uomo di blues ormai cotto … mentre mangio guardo un vecchio film su LA7, quello dove JACK LEMMON è un povero diavolo che presta il suo appartamento ai suoi superiori per le loro scappatelle …

Pranzare con gli aperisfizi - foto TT

Pranzare con gli aperisfizi – foto TT

Mi trastullo poi con l’idea di trovare prima o poi un pupazzo (nerazzurro) di ALIEN che ho visto su facebook …

Alien. Pupazzo.

Stranissima estate, al venti e passa di agosto mi sorprendo a suonare la chitarra con indosso una felpa e con la finestra chiusa…

August 2014: Tim plays Doublene - foto della groupie

August 2014: Tim plays Doublene – foto della groupie

In macchina ascolto molto RICK DERRINGER. Rimango dell’idea che RICK fosse una spalla eccellente e un bravo produttore, ma da solista non ha la sburla e i pezzi necessari (o perlomeno non ne ha a sufficienza); ma gli sono molto legato e poi rimane un chitarrista molto, molto, molto bravo.

Quando ho bisogno di dintossicarmi dall’ Hard Rock Blues viro su cose a prima vista improbabili ma piuttosto interessanti. Gli YLIUM di INTERSTELLAR COLLAPSE ad esempio ….

 L’INTER ha vinto facile sugli islandesi per l’andata del preliminare dell’Europa League, ora attendo il ritorno e l’inizio del campionato. Mazzarri non mi esalta, il mondo del calcio nemmeno, Tavecchio penso sia una tragedia per il calcio italiano, saprà l’INDONESIANA INTER perpetuare i sentimenti dell’AMBROSIANA INTER ? Mah, quel che so è che quando guardo giocare la mia squadra mi si infiamma l’animo, mi si drizza il pistolino, raggiungo (ogni tanto) l’estasi. Più la amo, più vivo.

Inter Più Vivo Più Ti Amo

L’Inter, ah!

(Getty Images)

(Getty Images)

Inter Milan's forward Alvaro Recoba of U

 

Mattinate sospese, gli STRAWBS, e i faretti del Madison Square Garden

18 Ago

Settimane di ferie un po’ particolari queste, ogni giorno un salto a Newcastle In The Mounts (Castelnovo Ne’ Monti insomma) a trovare Dante, e ogni giorno nell’arrivare contemplo la BISMANTOVA’S STONE (la Pietra di Bismantova insomma) che con i suoi 1041 metri fa da sentinella a quella parte dell’appenino reggiano…

La Pietra di Bismantova

… poi appuntamenti con l’assistente sociale che segue Brian per vedere a che cavolo di punto siamo con le graduatoria comunali.

Nei ritagli che mi rimangono mi godo le (poche) mattine assolate qui nella Domus Saurea, raccolgo i fichi…

La terra dei fichi - Domus Saurea luglio 2014(foto di TT)

La terra dei fichi – Domus Saurea luglio 2014(foto di TT)

… assorto osservo Palmiro che entra ed esce dai campi di erba spagna, la groupie che all’ombra di un acero legge un libro …

groupie under a maple tree reading a book (photo Tim Tirelli)

groupie under a maple tree reading a book (photo Tim Tirelli)

… e la piscinetta in cui prima o poi forse inaugureremo la stagione natatoria (due bracciate al massimo) …

La Piscinetta (foto TT)

La Piscinetta (foto TT)

Martedì ore 22: sono a Gavassae, faccio per ripartire, giro la chiave, un ciocco e la macchina è morta: batteria fulminata. Va bene che la blues mobile è una sterminatrice di batterie, ma la avevo cambiata 9 mesi fa! Il fatto è che con queste macchine con le centraline elettroniche e il cambio automatico non riesci a far nulla, nemmeno a spostare la macchina di qualche metro. Mah. Mercoledì13/08 ore 9: dopo aver girato per mezz’ora alla ricerca di qualcuno e fatto almeno 15 telefonate troviamo un’officina aperta a Bagnolo, il titolare si presta a venirci in soccorso. Bianchi Gustavo, il nome mi tranquillizza ma subito dopo mi meraviglio del pensiero prigioniero del localismo spinto. Gustavo arriva, ha con sé una batteria nuova, la cambia e …torna la felicità. Dato che sono uno che cerca l’alba dentro l’imbrunire mi dico che sarebbe stato ben peggio se la blues mobile ci avesse lasciato a piedi a Castelnovo Monti o a Highbank (Rivalta insomma) dove nel viaggio di ritorno mi ero fermato con la groupie a mangiare una pizza. Certo che rimanere a piedi il 13/8 ci vuole una certa dose di sfortuna, soprattutto se sei uno come me che tiene sempre in ordine la macchina( tagliando fatto due settimane fa). Si vede che sono proprio figlio del blues, visto che trouble always coming my way, trouble always coming…, adesso mi aspetto di bucare una gomma e di vedere le chiavi sfuggirmi di mano e cadere in un tombino entro la fine del mese …

Arrivo dunque un po’ in ritardo all’appuntamento con l’assistente sociale, altra documentazione da presentare, altri giri da fare. Rimango da Brian fino alle 15,30, corro al Policlinico per prenotare il prossimo prelievo a domicilio per lui,  lascio il vecchio in balia della signora che ci dà una mano. Mi fermo al distributore della crocetta, nuova gestione di sudamericani. Faccio due chiacchiere comprensive di complimenti ai ragazzi, spronandoli per la nuova avventura. Ci salutiamo molto cordialmente. Mi rallegro del mio comportamento, evidentemente sono tornato in me.

Sono mattine sospese queste, in attesa che i vari impegni ti ricaccino sulle blue highway, mattine dunque adatte a lavori tipo JOHN McLAUGHLIN da ELECTRIC DREAMS:

CARL PALMER'S PM

oppure alle CAMPANE TUBOLARI di MICHELE CAMPOVECCHIO.

Con la groupie riusciamo a tornare alla festa dell’unità di Mandrio, lo facciamo per vedere un tributo agli ABBA chiamato AKKA. Io e la groupie siamo fan degli ABBA SHOW, una tribute band spettacolare del gruppo svedese, così siamo incuriositi da questa nuova (almeno per noi) band. Lasciamo la festa dopo mezz’ora di sofferenza. Il gruppo non ha nulla da dire e da dare. Cantanti mediocri, musicisti mediocri, e un sacco di basi. Le ragazze sono così spudorate che cercando di far cantare il pubblico puntando il microfono verso le prime file senza preoccuparsi delle loro voci pre-registrate che continuano ad uscire dall’impianto. I suoni delle tastiere poi sono di un lofi mai sentito. Ora, non è che devono salire sul palco (o fare dischi) solo i musicisti talentuosi, deve farlo chiunque sente dentro di sé il richiamo dello stage, chiunque abbia qualcosa da dire e da dare appunto. Ma così no … musicisti spenti e senza ardore, geometri della musica, dattilografi delle melodie. Mamma mia che tristezza. Giungo alla conclusione che al nome manca una K, all’inizio …

Tornando, per riprenderci,  ascoltiamo DON HENLEY live a Boston nel 1993 …

Don henley boston 1993

Ferragosto da Brian, il giorno dopo pure; ascolto Radio Capital, c’è uno di quegli speaker da periodo estivo, uno piuttosto lofi con la voce impostata. È l’anniversario di morte di ELVIS PRESLEY e naturalmente il programma prevede una telefonata al critico musicale di LA REPUBBLICA. Ernesto Assante snocciola qualche banalità e fa associazioni demenziali. Conclude dicendo che se non ci fosse stato Elvis non ci sarebbe una parte della musica che ascoltiamo oggi bla bla bla … mi chiedo come si faccia ancora oggi a dire una assurdità del genere. Poco dopo, sempre su quella che dovrebbe essere il mio network commerciale preferito, sento una che racconta aneddoti legati alle storie d’amore del Rock. Anche qui sempre le stesse cose.
Sfinito dalla mediocrità che sento per radio infilo nel car stereo un bootleg del JEFF BECK GROUP, uno di quelli dell’agosto 1972, uno di quelli con JB,  CARMINE APPICE, TIM BOGERT, MAX MIDDLETON e BOB TENCH. La sound quality è scadente ma godo troppo nell’ascoltare quell’idea di gruppo stellare durata purtroppo solo due settimane. Altro che BECK BOGERT & APPICE! Il mio holy grail sarebbe trovare una buona registrazione soundboard  di quel Jeff Beck Group (e dei LZ al LA Forum il 3/6/73).

Torno alla domus saurea e trovo la groupie davanti alla stereo col Fender Jazz in braccio intenta a tirar giù STARSHIP TROOPER degli YES. Che razza di bassista che è la groupie.

Dopo pranzo mi guardo su SKY il film IL GRANDE GATSBY, il romanzo di Fitzgerald è stato uno dei miei libri formativi. Lo guarda con l’audio originale … m’interrogo sulla possibile traduzione della catchphrase “old sport“, nel film e nella prima traduzione del libro risolta con “vecchio mio”, nella nuova traduzione letteraria con  “vecchia lenza“, frase colloquiale che indica uno che la sa lunga, un furbacchione. “Old sport“, interessante modo di dire.
Finisce il film ed è già ora di tornare a Castelnovo ne’ Monti a trovare Dante. Per una piacevole coincidenza quest’anno il concerto della Pietra (di Bismantova) vede la partecipazione degli STRAWBS, gruppo inglese di folk rock che per un paio d’anni vide in formazione anche RICK WAKEMAN. Poteva  la cosa sfuggire alla groupie?  Una volta salutato Dante prendiamo la navetta che ci porta alla Pietra. La location è suggestiva. Non presto attenzione al noioso gruppo spalla, mangio gnoccofritto e prosciutto accompagnato da una Lemonsoda; le magliette degli YES e degli ELP che indossiamo finiscono nascoste  dalle felpe e dai giubbotti invernali, fa freschino a certe altitudini; arrivano gli STRAWBS … non sono naturalmente my cup of tea, sono in tre e suonano in acustico, ma fanno la loro porca figura. Portano in giro con estrema dignità la loro età e le relative debolezze, ma cantano e suonano con convinzione e vigore, conquistando un pubblico numeroso e sempre più coinvolto. Giù il cappello per gli STRAWBS. ….

STRAWBS - Castelnovo Monti 16/8/2014 -  foto TT

STRAWBS – Castelnovo Monti 16/8/2014 – foto TT

STRAWBS - Castelnovo Monti 16/8/2014  - foto TT

STRAWBS – Castelnovo Monti 16/8/2014 – foto TT

Domenica 17, da Brian per il terzo giorno di fila, 11 ore di badantaggio, son così cotto che non so nemmeno più se a soffrire di alzheimer è Brian o suo figlio. Eppure non scatto, non mi innervosisco, lo porto fuori a bere il caffè, gli preparo il pranzo, la cena, la merenda, lo faccio disegnare e con uno stratagemma, mentre io scarabocchio questi pensieri sul tablet, lo faccio restare in allenamento facendogli leggere tutti i titoli di Repubblica di oggi. La cosa sembra divertire il vecchio Brian, e io mi sorprendo ancora della sua lucidità tenuto conto della fase (grave) della malattia in cui è. Un titolo riporta la sigla UE e lui legge (correttamente) Unione Europea. Insieme guardiamo su Cielo la Moto GP (“mo dio bon, Tim, si van fort!“). Mi chiede più volte se sono sposato, io gli rispondo ” ho una groupie, Brian…“, e lui “chi?”. Sono anni che aspetto con ansia il momento in cui verrà ricoverato in una struttura, per potermi riprendere la mia vita, ma quando succederà mi sentirò perso, in colpa, inadeguato. Lo guardo il mio vecchio, l’alzheimer lo ha reso più dolce, mansueto, ma non arrendevole. Ridendo gli accarezzo la testa e gli dico in reggiano stretto “Mo’ sa gh’é che dènter, gninto?” (mo’ cosa c’è qui dentro, niente?) e lui, “sè, che denter a gh’è fin trop ” (sè, qui dentro c’è fin troppo).

Esco verso le 21. In macchina mi sento RICK DERRINGER …

Mi fermo a Gavassae, la groupie è dalla Lucy; Dante domani esce da terapia intensiva e va in reparto. La felicità è palpabile. La Lucy mi dà un po’ di torta che ha fatto per la colazione di domattina.

Arrivo alla domus saurea, in chat con Amduscia a parlare di bootleg dei LZ e poi crollo sul letto. Palmir viene  stendersi vicino a me. Son lì che sogno il Madison Square Garden, mi sembra persino di sentirne un faretto puntato sulla faccia …ah no, è la groupie che mi fa una foto col flash …

Tim & Palmiro sleeping tight - foto della groupie.

Tim & Palmiro sleeping tight – foto della groupie.

Protecting Brian, Dante’s Inferno, la nascita de I GIUSTIZIERI DELLA NOTTE e la reunion del famoso duo MEL&TIM

11 Ago

Venerdì mattina, Dante si sveglia alle 06,30, si sente strano, fatica a respirare, condivide le sue paure con sua moglie Lucy, questa, donna emiliana concreta e risoluta, chiama immediatamente l’autoambulanza. Io e Saura ci precipitiamo da loro, ci dividono due km, ma arriviamo che l’ambulanza è già lì. Di corsa al pronto soccorso. Sono le 08,30, sono lì con Saura (Dante è suo padre), la Lucy e la Patty. Il display lampeggia “emergenza in corso”; speriamo sia una cosa che non riguardi noi. Invece ci riguarda. Passa un’ora, esce una dottoressa insieme a due collaboratrici. Arresto cardiaco, 20 minuti per rianimarlo, la situazione è molto grave. Dante ora è in un reparto specializzato al piano interrato, reparto da cui – ci viene detto poi – difficilmente si esce. Nessuno perde la testa, la Lucy ha il viso tra le mani, Saura cerca di restare in controllo, la Patty pure. Mi preoccupo di portare da bere un thé ad ognuna di loro, con qualche biscotto. Un’altra ora e ci viene detto che adesso è in rianimazione, che non è stato né un infarto né un ictus, semplicemente il cuore – evidentemente affaticato già da un po’ senza che Dante se ne accorgesse – si è fermato.

La Rianimazione dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Regium Lepidi è uno di quei reparti all’avanguardia, la sala dei dottori con grandi monitor che rimandano le immagini di ogni paziente e sembra un po’ una cosa tipo Cape Canaveral. Dante è in una stanza da solo, in coma farmacologico, anche qui, tra monitor di tutti i tipi e apparecchiature mediche speciali sembra di essere sulla mothership di ALIEN. Vederlo in quelle condizioni, intubato, con la respirazione ventilata in modalità on ti dà da pensare. Come ti dà da pensare tutto il mondo che circonda quel reparto. Lo puoi vedere un’ora alle 13 e un’ora alla sera. Spesso accompagno Saura. Attendo che sia il nostro turno in quei luoghi non luoghi che sono le sale d’aspetto, tutto sembra irreale, sospeso.

 

Arcispedale Santa Maria Nuova - Regium Lepidi - sala d'attesa (foto di TT)

Arcispedale Santa Maria Nuova – Regium Lepidi – sala d’attesa (foto di TT)

Un’ala della sala d’aspetto ha comodi divanetti, capirò più in là che sono essenziali per i familiari che d’improvviso si trovano a bivaccare in quella bolla sospesa tra la vita e la morte. Si fa conoscenza con i famigliari degli altri pazienti, ognuno ha una storia da raccontare.  Una domenica accompagno Saura e la Lucy. La zona divani è presieduta da parecchie persone, molte con gli occhi lucidi. Accento laziale, incredulità nei loro occhi. Un ragazzo di 22 anni era al Campo Volo di Regium Lepidi per una serie di lanci col paracadute, lo accompagnavano la sua famiglia e alcuni amici del suo gruppo sportivo. Esegue il lancio, atterra bene. Poco dopo, mal di testa e svenimento. Ambulanza, pronto soccorso, rianimazione. Ischemia cerebrale. Incontro i famigliari ogni volta che vado a trovare Dante. Dopo qualche giorno non li trovo più. Il ragazzo è morto; i genitori danno il consenso alla donazione degli organi.

Dopo una settimana Dante si sveglia, dopo altri sei giorni viene trasferito al reparto rianimazione di Castelnovo ne’ Monti, sulle colline reggiane, proprio sotto la Pietra di Bismantova. La gestione diventa ancora più dura: la Lucy che ogni mattina va su in corriera e la Saura che ci va ogni sera in macchina. Cerco di accompagnarla il più spesso possibile, affinché si riposi un po’ almeno durante il tragitto. Oggi, dopo ventotto giorni, Dante è uscito dalla rianimazione. Ora è in terapia intensiva. Un piccolo passo e una speranza in più. Si può entrare nella stanza in cui è solo una alla volta, quando tocca a me cerco di non raccontargli balle pur facendo di tutto per rassicurarlo. “Dante, lo sa anche lei vero? Queste cose agli esseri umani possono succedere. Fino a che capitano agli altri sembra quasi che non ci riguardino, ma poi quando toccano a noi non ci sembrano vere… l’importante è arrivare in tempo, uscire dal momento di crisi, e avere molta pazienza. Mi creda, andiamo bene, certo, compatibilmente con quello che è successo, ma ci stiamo saltando fuori. Mi creda.” Dante si aggrappa alle mie parole, mi guarda con quei suoi occhi azzurri da settantaseienne preoccupato, ma poi annuisce, mi sorride. Gli parlo dell’Inter (anche lui è un nerazzurro, ma lo riprendo spesso per il fatto che ha due figlie milaniste), lui sorride più deciso. Non può parlare a causa della tracheotomia, ma quando capisce che ho il tablet mi scrive su di un foglio di collegarmi al sito del GRUPPO COLOMBOFILO PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA, di trovare una classifica delle gare recenti e di farla vedere alla dottoressa che è li con noi. La dottoressa sta al gioco, si complimenta con Dante, e lui che con lo sguardo e i gesti dice “Et vest chi sun?” (Hai visto chi sono?). Un bel segnale.

Classifica Gruppo Colombofilo Provinciale Reggio Emilia

Domeniche; la bassa pressione che ho nell’animo mi rende incline all’accidia, non avrei voglia di far niente ma Brian mi aspetta, devo andare, fare il badante from seven to eleven non è facile, ma mi tocca quindi vado. Ogni tanto con Brian mi dà una mano Lasimo, un po’ di sollievo da una mano amica, sempre orgoglioso di vedere che il nostro rapporto anche dopo la separazione sia saldo.

Brian colora, a tratti senza sosta: FIDEL CASTRO, HILARY CLINTON, WHOOPIE GOLDBERG…

Brian colora il faccione di Fidel

Brian colora il faccione di Fidel

E’ poi il momento del BRIAN NEL PAESE DELL’ALZHEIMER quiz:

“Brian, chi sono io… io sono tuo?

“Tu sei Tim”

“Sì, va bene, ma cosa sono per te?”

“Sei mio amico”

“Ok, ma cosa sono per te? Io sono tuo?

“Sei il migliore.”

“Grazie Brian, ma pensaci bene io sono tuo?”

“Sei quello che mi proteggi”

Mi asciugo gli occhi e termino il quiz.

Il pomeriggio della domenica lo dedichiamo al riposo, io e lui mano nella mano sul divano a guardarci su Rai Movie un “poliziottesco” (come li chiama la nostra amica Barbara Baraldi) …

Milano Trema la Polizia Vuole Giustizia

… facciamo dei brindisi con della aranciata San Pellegrino:

“All tua Brian!”

“Alla tua pirìn!”

Alla domenica sera, prima di andare a letto, la mezzoretta dedicata alla musica classica su Rai5 ormai è un must, questa volta è il turno di una orchestra alle prese con SCHUBERT. Brian ascolta in modo appassionato, tutta la sua attenzione è rivolta alla musica. Che bella novità questa.

Mentre torno alla domus saurea, sotto un cielo pesante e gonfio di nuvole, mi ascolto AMERCAN STARS ‘N BARS, album meraviglioso…

 Quest’anno abbiamo il luglio più strano che io abbia mai visto, un nubifragio dietro l’altro (e per favore smettiamola di chiamarli “bombe d’acqua”, ma non c’è più nessuno che sa fare il giornalista in questo paese?). A volte lasciare la Domus Saurea diventa problematico …

July 2014: here comes the flood - Domus Saurea's long and winding road (photo TT)

July 2014: here comes the flood – Domus Saurea’s long and winding road (photo TT)

Questo luglio maledetto ci porta via anche Johnny Winter. Non che le sue ultime cose fossero indimenticabili, ma come ho già scritto più volte, è stato una figura basilare per me, da sempre nei miei big five (insieme a Bad Co, Free, Elp e … va beh, l’altro nome lo sapete). Mi sento con Dan, anche lui gran fan di JOHNNY e soprattutto con LORENZ, anche lui dal 16 luglio orfano. Continuiamo la nostra vita ovviamente, ma c’è un dolore in più.

Mentre attraverso questa misera estate su e giù per i monti, in lungo e in largo per la pianura la musica è la mia infedele compagna. Oltre ai dischi di JOHNNY WINTER periodo 1970/75 ascolto una delle date dell’ultimo vero sussulto di Page (il tour di OUTRIDER):

Jimmy Page Chicago 17 oct 1988 artwork

i BLACK CROWES di WARPAINT:

 

e un sacco di CSNY and related:

 

Io e Picca  leggiamo su facebook alcune cose che ci lasciano basiti: giornalisti musicali molto stimati e quotati che pubblicano libri che contengono cose tipo “10 GRANDI RIFF PER CHITARRA” e ne indicano uno (LOUIE LOUIE dei KINGSMEN) il cui riff è fatto col piano. Ora, scrivere elenchi del genere andava forse bene (e nemmeno troppo) decenni fa, farlo ora è davvero anacronistico, e farlo toppando è davvero incredibile.

Blue Bottazzi 10 grandi riff per chitarra

Altri interventi di giornalisti della stampa specializzata ci lasciano ulteriormente di stucco, il filosofeggiare sul Rock basandosi sul sentito dire non riusciamo proprio a digerirlo. Intendiamoci, sono faccenduole, ma è un po’ sorprendente che giornalisti musicali così “dentro” al Rock finiscano per la fare la fine di quelli che loro hanno sempre criticato, snobbato, dileggiato. Allora ha ragione Picca, ridateci CIAO 2001, in fondo era più onesto.

Picca dice che siamo diventati i GIUSTIZIERI DELLA NOTTE, che arguto che è il mio amico. Tra l’altro sarebbe un gran nome per una delle band di Tim Tirelli…

courtesy of Alberto Lo Giudice

courtesy of Alberto Lo Giudice

Tra Brian e Dante, la vita mia e della groupie si svolge unicamente tra il lavoro e l’andare dai nostri vecchi. Per non impazzire ci imponiamo di uscire, in questo venerdì di mezza estate appuntamento dunque alle 22 a Gavassae e poi via verso Mandrio a vedere l’ELP TRIBUTE PROJECT. Mandrio è una frazione di CORRIGIUM. Per arrivarci prendiamo una delle nostre blue highway, una strada obliqua, forse troppo visto dopo poco ci troviamo a HAZLEHURST … buio pesto, campagna nera, nessuno in giro, fantasmi di chitarristi neri sulle rive di fossi e occhi rossi tra le frasche degli alberi minacciosi. Sentiamo le pietre sul nostro sentiero, blues che cadono come grandine, l’abbaiare dei cani dell’inferno che abbiamo alla calcagna… per fortuna la blues mobile ha un scarto improvviso e come d’incanto ci ritroviamo sulla provinciale che da CORRIGIUM va a MANDRIO. La location della festa del PD è molto carina, lo stesso dicasi per il programma musicale di questi 10 giorni a cavallo del ferragosto. Troviamo POL MORIGI, il Brad Delp di Correggio, l’uomo che non sarà mai, con lui PACO & FRIENDS.

Il tributo agli ELP è soddisfacente; prima di tutto gran scaletta:  KNIFE EDGE, TAKE A PEBBLE, TARKUS, PICTURES AT AN EXHIBITION, STILL YOU TURN ME ON, LUCKY MAN (con assolo di moog), C’EST LA VIE, FANFARE FOR THE COMMON MAN, HONKY TONK TRAIN BLUES. Buona la band con una menzione particolare per il tastierista.

ELP TRIBUTE PROJECT Italy- live in Mandrio di Correggio (RE) - foto di Saura Terenziani

ELP TRIBUTE PROJECT Italy- live in Mandrio di Correggio (RE)- foto di Saura Terenziani)

 

Al concerto anche MEL PREVITE che ad un certo punto mi viene a cercare. Ci baciamo, ci abbracciamo, incrociamo le Gibson Les Paul immaginarie e per almeno un’ora e mezza parliamo fitto fitto, di Rock naturalmente. Erano anni che non ci vedevamo, da quando MEL produsse il cd della CATTIVA COMPAGNIA, facendo un po’ i conti sono 15 anni. Mamma mia. Lo aggiorno sulla mia nuova vita che ormai è vecchia di sei anni, lui lo fa della sua. Parliamo persino dell’effetto “Dedalo”, da lui  inventato in studio per il pezzo DEDALO appunto (ad esempio al minuto 1:07 del clip qui sotto… Tim chitarra ritmica Gibson doppiomanico, Mel Gibson chitarra solista Gibson Les Paul), che bei ricordi Mel!

Tim Tirelli & Mel Previte Mandrio 8/7/2014 (foto di saura Terenziani)

Tim Tirelli & Mel Previte Mandrio 8/7/2014 (foto di saura Terenziani)

Sabato sera si replica: appuntamento con la groupie a Gavassae alle 22 e rendez vous con JAYPEE e la BETTY sempre a Mandrio, c’è la tribute band degli EAGLES.

Piuttosto buoni come impatto, ottime voci, in 9 sul palco, vengono da Cesena. Però, però, però troppo cazzoni tra un pezzo e l’altro, parlano tutti, troppa confusione, poca professionalità, il finale di DESPERADO è demente, vogliono fare i simpatici ma risultano tragicomici, con quel siparietto da avanspettacolo rovinano il pathos del pezzo e del concerto. Ad ogni modo il cantante, quello che fa DON HENLEY, mi piace molto. Bravo anche il cantante/chitarrista che fa GLENN FREY ma troppo gigione e piacione per i miei gusti. Ottimo il bassista. Ad ogni modo ribadisco: la location è molto bella per essere una frazione di Correggio.

TEQUILA SUNRISE - Eagles Tribute - Mandrio (RE) 09/08/2014 (foto TT)

TEQUILA SUNRISE – Eagles Tribute – Mandrio (RE) 09/08/2014 (foto TT)

La location della festa PD di Mandrio (Correggio) -foto TT

La location della festa PD di Mandrio (Correggio) -foto TT

Tim & Jaypee - Mandrio di Correggio 09-08-2014 - foto di Betty Iotti

Tim & Jaypee – Mandrio di Correggio 09-08-2014 – foto di Betty Iotti

Le ultime chiacchiere verso l’una di notte nel parcheggio davanti alla chiesetta illuminata, abbraccio JAYPEE, lo benedico nel nome di EMERSON, LAKE AND PALMER e via di ritorno al posto in riva al mondo.

La chiesetta di Mandrio - Foto TT

La chiesetta di Mandrio – Foto TT

Ci aspettano due settimane di ferie poco rilassanti, ma va bene così, andiamo avanti giorno per giorno, tanto se non altro alla sera, prima di prendere sonno, ci sono sempre i sogni di rock and roll ad aspettarti… New York, goodnight.

Robert Plant NY MSG 1973

Missing JOHNNY WINTER

4 Ago

La scomparsa di JOHNNY WINTER è stata ed è molto pesante per questo blog. Per la nostra vita è stata una figura determinante, e il sapere che non c’è più ci fa precipitare negli abissi della tristezza. Abbiamo quindi dovuto cercare di sopperire, di trovare qualcosa che ci rimandi ancora a lui per elaborare il lutto. La sagoma di una FIREBIRD, una maglietta e una immaginetta sacra che ci sono appena arrivate aiutano a lenire il dolore. We miss you JOHNNY.

Johnny Winter merchandising - photo Tim Tirelli

Johnny Winter merchandising – photo Tim Tirelli

Too many cofanetts for one blues man

18 Lug

Negli scambi di email con Picca, spesso tocchiamo l’argomento nuove uscite di box set e deluxe edition, lo facciamo ormai con tono rassegnato, sarcastico, depresso; alla notizia di una nuovo ennesimo box set in uscita ci chiediamo l’un l’altro “ma dobbiamo prenderlo?”.

Picca se ne esce con la battuta “too many cofanetts for one blues man” e devo dire che con splendida ironia questa frasetta riassume perfettamente il nostro mood spirituale (ed economico). Credo di star uscendo dal tunnel, i miei occhi e il mio cervellino registrano le uscite, ma il mio carrello amazon rimane vuoto. D’altra parte, anche restringendo il campo ai nomi che ci interessano davvero, il numero di nuove uscite previste o già sul mercato di questi tempi è inaffrontabile, tenendo anche presente che non si è mai sicuri del contenuto.

Sì perché quei box set che vanno di moda adesso, quelli con tutta la discografica o parte di essa di un gruppo non è detto che contengano gli album rimasterizzati, alcuni lo sono, altri no (LITTLE FEAT) …nessuno che controlli che tutto sia fatto secondo logica. In passato abbiamo scritto su questo blog che addirittura diversi cofanetti/deluxe edition escono con errori grossolani e con digital noise insopportabili (ROGER TAYLOR), o – incredibile – con cd contenenti file mp3 (ROBERT PLAMER), o con registrazioni live tratte da concerti che non sono quelli indicati in copertina (RAINBOW). Insomma, it’s a mess.

Mi basta però vedere le foto di alcuni di essi, come quelli qui sotto, per diventare nervoso … li bramo, ma dovrò resistere. Vita blues.

QUEEN – Live at the Rainbow ’74 (2CD+DVD+Blu-ray+memorabilia)

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The Allman Brothers Band – The 1971 Fillmore East Recordings (6 cd o 3 bluray o 4 vinili)

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ABBA – Live at Wembley Arena – London  10 November 1979 (2cd)

ABBA - wEMBLEY aRENA 1979

DEEP PURPLE –  Hard Road: The Mark 1 Studio Recordings 1968-69 (5 cd)

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ABBA – Gold – metal box 4oth anniversary edition (3cd)

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Crosby, Stills, Nash & Young CSNY 1974 live set (3cd+dvd o bluray+dvd)

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BEATLES – Meet The Beatles japan box set (5 cd)

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Pink Floyd – The Division Bell (7 disc box set)

Pink Floyd Division bell

Deep Purple‘s 1972 album Made In Japan (4 cd + dvd)

Deep Purple Made In Japan Box Set

 

 

 

 

Brian, gli illuminati, le rose nights, Palmiro get caught in the heat of the moment, la fine dei mondiali e il discendere nell’abisso

10 Lug

Mi addentro nell’estate 2014 con la mia solita verve, quel bluesy mood incazzato alternato a sprizzi di esaltazione decisamente sopra le righe.

Il Sinodo degli Illuminati del Blues d’ inizio estate si tiene il 28 giugno alla Festa dell’Unità di Gavassa, siamo io, Picca, Riff, Jaypee, Mixi, Mario, Lorenzo Stevens, Sutus, Biccio e le due groupie Saurit e Betty solo per la cena. Mangiamo il pesce, beviamo un vinello bianco frizzante che ci offre Mario e che ci mette di buonumore, riflettiamo come sempre su questo pezzo di Emilia Romagna costretto prima o poi a scomparire. Verso le 22,30 ci trasferiamo nel backyard della domus saurea: cocomera, birretta, Sothern Comfort courtesy of Riff e tante, tante, tante storie di Rock. L’estate, la notte profonda, i rumori della campagna…ci sembra di essere nella Lower Lousiana o appena fuori Helena nell’Arkasas. Intorno a noi le citronelle accese a formare un pentacolo. Jaypee è l’illuminato di guardia affinché demoni non ci disturbino in questa placida serata emiliana.

Distribuisco l’eucarestia, il nuovo episodio de GLI ALBI DI TIM TIRELLI, che stavolta è dedicato agli HEART:

heart according to TT

 

heart according to TT - Copia

Malgrado si sia a 200 km dal mare, sono certo che sia l’anima del mare ad accompagnare i confratelli alle loro dimore …sono le 2,30 dopo mezzanotte, andate in pace fratelli miei, che il padre dei quattro venti gonfi le vostre vele…

today you looked around to my heart’s call
This tiny life ain’t been strangled after all
Time, time, time, time
Never ask what’s become of us
Just dedicate your sorrow
Here and now
To the soul of the sea
And me

Al mercoledì un salto alle Notti Rosa di Regium Lepidi, quattro passi con la groupie per le vie del centro illuminato dai lampioni e dalle stelle di queste notti estive. Ci fermiamo a sentire un paio di pezzi dello STEFANIA MONTANARO PROJECT, nelle pause salutiamo con affetto la Stefy appunto e Sal, talentuoso chitarrista/bassista dai pruriti jazz.

Stefania Montanaro Project - Regium Lepidi rose nights july 2014 (foto di TT)

Stefania Montanaro Project – Regium Lepidi rose nights july 2014 (foto di TT)

In piazza Prampolini poi per il debutto del tour di GRAZIANO ROMANI. Con lui anche due ex Rocking Chairs (si vocifera in giro che la reunion sia ormai cosa fatta). Colpiscono sempre la passione e la convinzione  con cui GRAZIANO affronta ogni piccola sfumatura del suo essere musicista di rock di stampo americano.

Graziano Romani - Live in Regium Lepidi July 2014 (Foto di TT)

Graziano Romani – Live in Regium Lepidi July 2014 (Foto di TT)

Domenica da Brian, 12 ore di duro badantaggio. Gli parlo, lo interrogo, cerco di tenere il suo cervello ormai sbiadito acceso:

“Brian, chi sono io per te?

Sei Tim”

“Sì lo so, ma cosa sono per te. Io sono tuo…?”

“Sei il mio comandante”.

Accuso di nuovo il colpo, settimane fa aveva detto capo, oggi comandante.

“No, papà, io sono tuo …”

“Te tee al me pirìn”

E qui mi si inumidiscono gli occhi … guardo i suoi, cerco di carpirne il vortice confusionale, Brian mi sorride e aggiunge “tu sei mio figlio”.

Decido di fermarmi qui, per oggi dal punto di vista sentimentale abbiamo già dato.

Dopo cena sul divano, io grondo di fatica spirituale e Brian, con le braghette corte, tutto lavato e pronto per il letto, appare  invece vispo e ben disposto. Rai 5, programma di musica classica, vecchi filmati dall’archivio della Tv di stato, un ADAGIO di MOZART, piano e violino;

Brian “Ien brèv, vacca si sonèn bén, eh Tim? Mo’ dio bon! Cum as ciàma quel l’è?”

“E’ un pianoforte Brian, l’altro è un violino”

“A sè, al pianofort e al viulèn, l’è vera”

Il violinista fa uno sgobbo “Sent mo’! Vaca boia slum piès!”

Mi interrogo sulla potenza della musica di MOZART, ad un vecchio senza filtro alcuno e illetterato da quel punto di vista,  arriva dritto nell’anima.

Arrivo alla domus saurea verso le 22, una doccia e mi butto sul divano. Mi chiedo come farò ad affrontare un’altra settimana.

Lunedì. In ufficio cerco di restare concentrato, il periodo è di quelli caldi, non è proprio come in passato ma un po’ di lavoro è entrato; ogni tanto mi alzo e faccio due passi nell’ufficio dei grafici, controllo che sia tutto a posto, porto una caramella  Elah a Sarwooda…

 

Caramella_Elah_Dufour_Kremliquirizia

Sarwooda at work -  july 2014 (foto di TT)

Sarwooda at work – july 2014 (foto di TT)

e a Dorwooda…

Dorwooda at work july 2014 (foto TT)

Dorwooda at work july 2014 (foto TT)

manca Vanwooda che è in ferie, gliene porterò un sacchetto quando rientrerà. Torno nel mio ufficio, arriva Ricky e mi relaziona sul giro dai clienti di oggi, Kerlit – la valchiria che ho per socia, fresca sposa –  è al telefono, Franzibus – lo j**entino che ho per socio –  è sul balcone che si fuma una paglia. Mi sparo una Elah anche io, penso ai FIRM e torno a lavorare.

Il carattere del gatto Palmiro sta prendendo i riflessi definitivi. Lontano il tempo in cui quel batuffolo di pelo nero correva su è già dai due manici della mia doppiomanico…

Palmiro, Tim e la doppiomanico (settembre 2012)

Palmiro, Tim e la doppiomanico (settembre 2012)

ora è una gatto di due anni che pesa più di 7 kg con fiotti comportamentali tipici dei gatti dominanti. Ho sempre pensato che Palmir fosse un gatto sentimentale dal carattere dolce e non cagacazzo, invece – pur restando adorabile e affabile  – sta diventando un gatto maschio che difende con passione il suo territorio. Una sera del mese scorso ho faticato moltissimo a riportarlo in casa prima che calassero le tenebre. C’era un gatto bigio nei paraggi e Palmir non lo mollava; lo inseguiva nelle vigne del Rossetto con la schiena ricurva e il pelo alzato. Lo buriva e lo attaccava con una cattiveria insospettata, e mentre lo faceva lo spingeva sempre più lontano dai confini della domus saurea. Lo guardavo basito mentre aspettavo che si calmasse in modo da prenderlo in braccio e portarlo a casa, ma Palmir rimaneva nel mood gattesco d’attacco, mi soffiava, mi intimava con un miagolio demoniaco di non toccarlo, agitava le zampa con le unghie pronte a graffiare. Non avevo voglia e tempo di aspettare, eravamo ad un chilometro da casa nel mezzo delle campagne dell’Arkansas, ero appena tornato dal lavoro ed era stanco, così l’ho guardato negli occhi e con lento salmodiare ho recitato la formula per ipnotizzarlo:

” I never meant to be so bad to you
One thing I said that I would never do
A look from you and I would fall from grace
And that would wipe the smile right from my face

Do you remember when we used to dance
And incidents arose from circumstance
One thing led to another we were young
And we would scream together songs unsung

It was the heat of the moment
Telling me what my heart meant
The heat of the moment showed in your eyes”

Al suono della prosa di JOHN WETTON Palmir ritornò ad essere il gattone che tanto amiamo…

Ad ogni modo rimane il fatto che ora il nostro black cat sa il fatto suo. Qualche sera fa verso le 19,30, ritorno nel posto in riva al mondo e mi accingo a dar da mangiare agli altri 4 gatti che vivono con noi. Preparo le ciotole per Patuzzo, Spavve (Spaventina), Raissa e Ragni (Ragnatela) poi mi accorgo che nei paraggi c’è Maciste, un gattazzo forestiero che importuna le nostre femmine,  che cerca sempre di appropriarsi del cibo destinato agli altri e che Patuzzo non è più in grado di contrastare. Ebbene, appoggio le ciotole sul marciapiede cercando di tenere a distanza Macci (come lo chiama la groupie), quando interviene Palmiro e lo costringe ad allontanarsi. Per tutto il tempo necessario lo tiene a bada e lo relega dietro l’angolo…

Palmiro tiene a distanza Maciste mentre gli altri gatti mangiano (foto di TT)

Palmiro tiene a distanza Maciste mentre gli altri gatti mangiano (foto di TT)

mi sembra incredibile che Palmir sia così determinato e conscio del fatto che gli altri gatti sono più deboli; faccio un esperimento e gli urlo “Palmir, attacca!“. Palmiro mi guarda e si lancia a muso duro contro Maciste! Ora, non so se sia suggestione, se sia una coincidenza che abbia obbedito al mio ordine, ma Palmiro mi sta davvero sorprendendo.

Palmiro a muso duro verso Maciste (foto di TT)

Palmiro a muso duro verso Maciste (foto di TT)

I mondiali di calcio, al di là della insopportabile demagogia con cui tutti quelli che non amano il calcio hanno intasato facebook, per me (e miliardi di altre persone) rimangono uno spettacolo da vedere. Tiepido verso l’Italia (Prandelli? Un capitano che scrive boia chi molla sulla maglietta e fa scommesse per un milione e mezzo di euro? La mafia interna creata dai senatori? Un calcio noioso e brutto? Ma per piasèr!), il mio tifo come sempre si è riversato sull’Olanda. Seguo gli Orange dall’inzio degli anni settanta, Crujiff è stato il mio primo eroe, e la nazionale olandese del 1974/1978 è stata la più bella formazione di quegli anni. A parte qualche exploit di un paio di squadre sudamericane tipo Columbia e Costa Rica, qualche buon momento degli Stati Uniti e del Belgio, non è che il resto sia stato granché, ad ogni modo mi sono guardato con piacere un sacco di partite. Le semifinali me le guardo con il Pike boy: cinegiappo e poi BRASILE-GERMANIA, pizza d’asporto e poi ARGENTINA-OLANDA. Vedere che la Germania dà 4 goal in 10 minuti al Brasile è stato incredibile, io e Picca abbracciati e poi a fare il trenino cantando MEU AMIGO CHARLIE BROWN. Finale 7 a 1 per i tognari (come chiamiamo i tedeschi noi di Modena). ARGENTINA-OLANDA invece è una partita vergognosa; nessuna parvenza di bel gioco, squadre bloccate, pochi tiri in porta, squadre che tirano sorprendentemente ad arrivare ai rigori. Va fuori l’Olanda, mi si spezza il cuore, ma visto il tono della partita, si riaggiusta in un attimo. Comunque io e Picca ce la spassiamo sparandoci delle gran SAN PELLEGRINO INCONTRI, quei lavori tipo pompelmo e fiori di sambuco, o limone e menta piperita.

San Pellegrino incontri

Pur non avendo in gran simpatia i tognari, domenica tiferemo per la Germania, almeno i giocatori teutonici non piangono, non alzano le braccia al cielo ogni minuto a pregare Dio, non hanno tatuaggi (a parte un paio di loro) né creste da deficienti. Forza  Alemanha dunque!

 Picca & Tim semifinal party july 2014

Picca & Tim semifinal party july 2014

Saura e Pol mi stanno convincendo a rimettere in piedi il tributo ai LED ZEPPELIN. Sono combattuto. Io odio le LZ tribute band, mi fanno tutte cagare. Sì perché di solito hanno un bravo chitarrista e gli altri tre sono invece figure mediocri, in special modo il cantante. Io credo non ci sia nulla di peggio che i cantanti delle LED ZEPPELIN TRIBUTE BAND. Tutti diventano una macchietta, cantano quello che non sono, pensano che urlare “push, push” e “baby baby” ” e fare mossette da psuedo finocchio sia sufficiente; per non parlare di quei musicisti che non sono fan in senso stretto ma si mettono a fare il tributo per opportunità. Ma zio cagnetto, lo volete capire che per suonare i LZ ci vuole il senso giusto? Se la cosa va in porto, perlomeno noi andremo contro corrente: un cantante come si deve, una bravissima bassista/tastierista/mandolinista, un batterista favoloso e un chitarristino da due soldi.  In caso cercheremo anche di fare pezzi obliqui, non solo i soliti classici, alla mia età non posso suonare sempre  i pezzi che suonavo trent’anni fa, un minimo di evoluzione deve esserci, anche in un contesto così…ne parlavo giusto ieri sera con il Pike boy. Vedremo dunque.

Per il resto soppeso il cielo di questa estate bianca, faccio qualche long distance call con Polbi che è in Michigan, guardo con attenzione speciale calciomercato di Sky Sport 24, e fantastico di essere Capitan Hardrock; ma poi penso anche che tra poco sarà di nuovo mattino, di nuovo diretto a Stonecity, di nuovo destinato a discendere nell’abisso…

Have mercy baby, I’m descending again
Open your eyes baby, ‘cause this time it’s sink or it’s swim
No sermons on asccending
No verdict on deceit
I have no selfish memorandum
No, no confusion for me … Not for me

Curses, curses and clues
A feast, feast for fools
Curses, curses and clues
A feast, feast for fools

So, have mercy baby and hand me downs
Well, it was just a few years ago
You’d hand me up and a map right out of town
But I would let it slide, slide like mercury
All silver and quick baby, poisonous and deadly … I’m so deadly

Curses, curses and clues
Just a feast, feast for fools
Tell ya now, curses, curses and clues
A feast, a feast for fools
Let me say curses, let me tell ya now, clues
Well, just a feast, feast for fools
Owww, curses, curses and clues
A feast, feast for fools