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Aperisfizio blues

24 Ago

L’estate mi sta scivolando tra le mani, finite le due settimane di ferie-non-ferie mi ritrovo qui alle nove di una domenica mattina agostana ad ascoltarmi i PINK FLOYD a Montreux il 21/11/1970. L’ho scaricato per POLBI e glielo ho spedito con wetransfer, chissà se il Michigan Boy riuscirà a scaricarsi tutto …

Ripenso a questi ultimi giorni: giovedì sera mi son trovato con  PAOLINO LISONI a cena. Ci siamo dati appuntamento davanti al BUONTEMPONE ma era chiuso, così mestamente abbiamo ripieghiato sul solito cine-giappo di SAN MAURIZIO. Parlare con Liso mi gratifica: calcio, musica Rock, musica obliqua, massimi sistemi, FLAME SKY di SANTANA-McLAUGHLIN, AL DI MEOLA… finiamo la serata alla domus saurea. Entriamo e la groupie è nello studiolo intenta a tirare giù col basso LONG DISTANCE RUNAROUND degli YES, … mi torna in mente che alcuni mesi fa feci la stessa cosa con PICCA, entrammo in casa e lei era alle prese con TRAIN KEPT A-ROLLIN’ … chissa cosa pensano i miei amici della groupie …

Venerdì sera porto la groupie e la Lucy a mangiare il pesce alla FESTA DELL’UNITA PROVINCIALE di REGGIO EMILIA. Registro la musica dei TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI che proviene dalla Arena Spettacoli, quello che sento mi piace assai poco. Mi fermo davanti allo spazio liscio. C’è RENATO TABARRONI e il suo gruppo. Suonano con le basi. Bassista, batterista e tastierista che fan finta di suonare mentre una truppa di gente di varia età balla la quadriglia guardando le mosse che Maruska fa sul palco. Anche nel liscio e nella musica da ballo ormai è tutto un fake. Rifletto su TABARRONI: nasce col beat, diventa cantautore impegnato e poi sprofonda sempre più giù nella musica da ballo di bassa qualità.

il gruppo CLUB 72 di Renato Tabarroni con Ricky Portera alla chitarra

il gruppo CLUB 72 di Renato Tabarroni con Ricky Portera alla chitarra

 Renato Tabarroni detto Kocis

L'ultimo cd di Renato Tabarroni

L’ultimo cd di Renato Tabarroni

Il sabato mattina come ormai da tempo immemorabile da Brian. Torno alla domus saurea alle 14, la groupie è a Castelnovo Monti a trovare suo padre, sono fiacco, ho dormito poco, non ho voglia di prepararmi una pasta o una bistecca, così getto sul piatto un paio di formaggini, qualche cipollina della Coop e gli aperisfizi OLIVIA&MARINO. Mi apro una birra Moretti al limone e tengo a portata di mano la frutta. Inizio a mangiare ed improvvisamente elaboro che è proprio un piatto da uomo di blues ormai cotto … mentre mangio guardo un vecchio film su LA7, quello dove JACK LEMMON è un povero diavolo che presta il suo appartamento ai suoi superiori per le loro scappatelle …

Pranzare con gli aperisfizi - foto TT

Pranzare con gli aperisfizi – foto TT

Mi trastullo poi con l’idea di trovare prima o poi un pupazzo (nerazzurro) di ALIEN che ho visto su facebook …

Alien. Pupazzo.

Stranissima estate, al venti e passa di agosto mi sorprendo a suonare la chitarra con indosso una felpa e con la finestra chiusa…

August 2014: Tim plays Doublene - foto della groupie

August 2014: Tim plays Doublene – foto della groupie

In macchina ascolto molto RICK DERRINGER. Rimango dell’idea che RICK fosse una spalla eccellente e un bravo produttore, ma da solista non ha la sburla e i pezzi necessari (o perlomeno non ne ha a sufficienza); ma gli sono molto legato e poi rimane un chitarrista molto, molto, molto bravo.

Quando ho bisogno di dintossicarmi dall’ Hard Rock Blues viro su cose a prima vista improbabili ma piuttosto interessanti. Gli YLIUM di INTERSTELLAR COLLAPSE ad esempio ….

 L’INTER ha vinto facile sugli islandesi per l’andata del preliminare dell’Europa League, ora attendo il ritorno e l’inizio del campionato. Mazzarri non mi esalta, il mondo del calcio nemmeno, Tavecchio penso sia una tragedia per il calcio italiano, saprà l’INDONESIANA INTER perpetuare i sentimenti dell’AMBROSIANA INTER ? Mah, quel che so è che quando guardo giocare la mia squadra mi si infiamma l’animo, mi si drizza il pistolino, raggiungo (ogni tanto) l’estasi. Più la amo, più vivo.

Inter Più Vivo Più Ti Amo

L’Inter, ah!

(Getty Images)

(Getty Images)

Inter Milan's forward Alvaro Recoba of U

 

Mattinate sospese, gli STRAWBS, e i faretti del Madison Square Garden

18 Ago

Settimane di ferie un po’ particolari queste, ogni giorno un salto a Newcastle In The Mounts (Castelnovo Ne’ Monti insomma) a trovare Dante, e ogni giorno nell’arrivare contemplo la BISMANTOVA’S STONE (la Pietra di Bismantova insomma) che con i suoi 1041 metri fa da sentinella a quella parte dell’appenino reggiano…

La Pietra di Bismantova

… poi appuntamenti con l’assistente sociale che segue Brian per vedere a che cavolo di punto siamo con le graduatoria comunali.

Nei ritagli che mi rimangono mi godo le (poche) mattine assolate qui nella Domus Saurea, raccolgo i fichi…

La terra dei fichi - Domus Saurea luglio 2014(foto di TT)

La terra dei fichi – Domus Saurea luglio 2014(foto di TT)

… assorto osservo Palmiro che entra ed esce dai campi di erba spagna, la groupie che all’ombra di un acero legge un libro …

groupie under a maple tree reading a book (photo Tim Tirelli)

groupie under a maple tree reading a book (photo Tim Tirelli)

… e la piscinetta in cui prima o poi forse inaugureremo la stagione natatoria (due bracciate al massimo) …

La Piscinetta (foto TT)

La Piscinetta (foto TT)

Martedì ore 22: sono a Gavassae, faccio per ripartire, giro la chiave, un ciocco e la macchina è morta: batteria fulminata. Va bene che la blues mobile è una sterminatrice di batterie, ma la avevo cambiata 9 mesi fa! Il fatto è che con queste macchine con le centraline elettroniche e il cambio automatico non riesci a far nulla, nemmeno a spostare la macchina di qualche metro. Mah. Mercoledì13/08 ore 9: dopo aver girato per mezz’ora alla ricerca di qualcuno e fatto almeno 15 telefonate troviamo un’officina aperta a Bagnolo, il titolare si presta a venirci in soccorso. Bianchi Gustavo, il nome mi tranquillizza ma subito dopo mi meraviglio del pensiero prigioniero del localismo spinto. Gustavo arriva, ha con sé una batteria nuova, la cambia e …torna la felicità. Dato che sono uno che cerca l’alba dentro l’imbrunire mi dico che sarebbe stato ben peggio se la blues mobile ci avesse lasciato a piedi a Castelnovo Monti o a Highbank (Rivalta insomma) dove nel viaggio di ritorno mi ero fermato con la groupie a mangiare una pizza. Certo che rimanere a piedi il 13/8 ci vuole una certa dose di sfortuna, soprattutto se sei uno come me che tiene sempre in ordine la macchina( tagliando fatto due settimane fa). Si vede che sono proprio figlio del blues, visto che trouble always coming my way, trouble always coming…, adesso mi aspetto di bucare una gomma e di vedere le chiavi sfuggirmi di mano e cadere in un tombino entro la fine del mese …

Arrivo dunque un po’ in ritardo all’appuntamento con l’assistente sociale, altra documentazione da presentare, altri giri da fare. Rimango da Brian fino alle 15,30, corro al Policlinico per prenotare il prossimo prelievo a domicilio per lui,  lascio il vecchio in balia della signora che ci dà una mano. Mi fermo al distributore della crocetta, nuova gestione di sudamericani. Faccio due chiacchiere comprensive di complimenti ai ragazzi, spronandoli per la nuova avventura. Ci salutiamo molto cordialmente. Mi rallegro del mio comportamento, evidentemente sono tornato in me.

Sono mattine sospese queste, in attesa che i vari impegni ti ricaccino sulle blue highway, mattine dunque adatte a lavori tipo JOHN McLAUGHLIN da ELECTRIC DREAMS:

CARL PALMER'S PM

oppure alle CAMPANE TUBOLARI di MICHELE CAMPOVECCHIO.

Con la groupie riusciamo a tornare alla festa dell’unità di Mandrio, lo facciamo per vedere un tributo agli ABBA chiamato AKKA. Io e la groupie siamo fan degli ABBA SHOW, una tribute band spettacolare del gruppo svedese, così siamo incuriositi da questa nuova (almeno per noi) band. Lasciamo la festa dopo mezz’ora di sofferenza. Il gruppo non ha nulla da dire e da dare. Cantanti mediocri, musicisti mediocri, e un sacco di basi. Le ragazze sono così spudorate che cercando di far cantare il pubblico puntando il microfono verso le prime file senza preoccuparsi delle loro voci pre-registrate che continuano ad uscire dall’impianto. I suoni delle tastiere poi sono di un lofi mai sentito. Ora, non è che devono salire sul palco (o fare dischi) solo i musicisti talentuosi, deve farlo chiunque sente dentro di sé il richiamo dello stage, chiunque abbia qualcosa da dire e da dare appunto. Ma così no … musicisti spenti e senza ardore, geometri della musica, dattilografi delle melodie. Mamma mia che tristezza. Giungo alla conclusione che al nome manca una K, all’inizio …

Tornando, per riprenderci,  ascoltiamo DON HENLEY live a Boston nel 1993 …

Don henley boston 1993

Ferragosto da Brian, il giorno dopo pure; ascolto Radio Capital, c’è uno di quegli speaker da periodo estivo, uno piuttosto lofi con la voce impostata. È l’anniversario di morte di ELVIS PRESLEY e naturalmente il programma prevede una telefonata al critico musicale di LA REPUBBLICA. Ernesto Assante snocciola qualche banalità e fa associazioni demenziali. Conclude dicendo che se non ci fosse stato Elvis non ci sarebbe una parte della musica che ascoltiamo oggi bla bla bla … mi chiedo come si faccia ancora oggi a dire una assurdità del genere. Poco dopo, sempre su quella che dovrebbe essere il mio network commerciale preferito, sento una che racconta aneddoti legati alle storie d’amore del Rock. Anche qui sempre le stesse cose.
Sfinito dalla mediocrità che sento per radio infilo nel car stereo un bootleg del JEFF BECK GROUP, uno di quelli dell’agosto 1972, uno di quelli con JB,  CARMINE APPICE, TIM BOGERT, MAX MIDDLETON e BOB TENCH. La sound quality è scadente ma godo troppo nell’ascoltare quell’idea di gruppo stellare durata purtroppo solo due settimane. Altro che BECK BOGERT & APPICE! Il mio holy grail sarebbe trovare una buona registrazione soundboard  di quel Jeff Beck Group (e dei LZ al LA Forum il 3/6/73).

Torno alla domus saurea e trovo la groupie davanti alla stereo col Fender Jazz in braccio intenta a tirar giù STARSHIP TROOPER degli YES. Che razza di bassista che è la groupie.

Dopo pranzo mi guardo su SKY il film IL GRANDE GATSBY, il romanzo di Fitzgerald è stato uno dei miei libri formativi. Lo guarda con l’audio originale … m’interrogo sulla possibile traduzione della catchphrase “old sport“, nel film e nella prima traduzione del libro risolta con “vecchio mio”, nella nuova traduzione letteraria con  “vecchia lenza“, frase colloquiale che indica uno che la sa lunga, un furbacchione. “Old sport“, interessante modo di dire.
Finisce il film ed è già ora di tornare a Castelnovo ne’ Monti a trovare Dante. Per una piacevole coincidenza quest’anno il concerto della Pietra (di Bismantova) vede la partecipazione degli STRAWBS, gruppo inglese di folk rock che per un paio d’anni vide in formazione anche RICK WAKEMAN. Poteva  la cosa sfuggire alla groupie?  Una volta salutato Dante prendiamo la navetta che ci porta alla Pietra. La location è suggestiva. Non presto attenzione al noioso gruppo spalla, mangio gnoccofritto e prosciutto accompagnato da una Lemonsoda; le magliette degli YES e degli ELP che indossiamo finiscono nascoste  dalle felpe e dai giubbotti invernali, fa freschino a certe altitudini; arrivano gli STRAWBS … non sono naturalmente my cup of tea, sono in tre e suonano in acustico, ma fanno la loro porca figura. Portano in giro con estrema dignità la loro età e le relative debolezze, ma cantano e suonano con convinzione e vigore, conquistando un pubblico numeroso e sempre più coinvolto. Giù il cappello per gli STRAWBS. ….

STRAWBS - Castelnovo Monti 16/8/2014 -  foto TT

STRAWBS – Castelnovo Monti 16/8/2014 – foto TT

STRAWBS - Castelnovo Monti 16/8/2014  - foto TT

STRAWBS – Castelnovo Monti 16/8/2014 – foto TT

Domenica 17, da Brian per il terzo giorno di fila, 11 ore di badantaggio, son così cotto che non so nemmeno più se a soffrire di alzheimer è Brian o suo figlio. Eppure non scatto, non mi innervosisco, lo porto fuori a bere il caffè, gli preparo il pranzo, la cena, la merenda, lo faccio disegnare e con uno stratagemma, mentre io scarabocchio questi pensieri sul tablet, lo faccio restare in allenamento facendogli leggere tutti i titoli di Repubblica di oggi. La cosa sembra divertire il vecchio Brian, e io mi sorprendo ancora della sua lucidità tenuto conto della fase (grave) della malattia in cui è. Un titolo riporta la sigla UE e lui legge (correttamente) Unione Europea. Insieme guardiamo su Cielo la Moto GP (“mo dio bon, Tim, si van fort!“). Mi chiede più volte se sono sposato, io gli rispondo ” ho una groupie, Brian…“, e lui “chi?”. Sono anni che aspetto con ansia il momento in cui verrà ricoverato in una struttura, per potermi riprendere la mia vita, ma quando succederà mi sentirò perso, in colpa, inadeguato. Lo guardo il mio vecchio, l’alzheimer lo ha reso più dolce, mansueto, ma non arrendevole. Ridendo gli accarezzo la testa e gli dico in reggiano stretto “Mo’ sa gh’é che dènter, gninto?” (mo’ cosa c’è qui dentro, niente?) e lui, “sè, che denter a gh’è fin trop ” (sè, qui dentro c’è fin troppo).

Esco verso le 21. In macchina mi sento RICK DERRINGER …

Mi fermo a Gavassae, la groupie è dalla Lucy; Dante domani esce da terapia intensiva e va in reparto. La felicità è palpabile. La Lucy mi dà un po’ di torta che ha fatto per la colazione di domattina.

Arrivo alla domus saurea, in chat con Amduscia a parlare di bootleg dei LZ e poi crollo sul letto. Palmir viene  stendersi vicino a me. Son lì che sogno il Madison Square Garden, mi sembra persino di sentirne un faretto puntato sulla faccia …ah no, è la groupie che mi fa una foto col flash …

Tim & Palmiro sleeping tight - foto della groupie.

Tim & Palmiro sleeping tight – foto della groupie.

Protecting Brian, Dante’s Inferno, la nascita de I GIUSTIZIERI DELLA NOTTE e la reunion del famoso duo MEL&TIM

11 Ago

Venerdì mattina, Dante si sveglia alle 06,30, si sente strano, fatica a respirare, condivide le sue paure con sua moglie Lucy, questa, donna emiliana concreta e risoluta, chiama immediatamente l’autoambulanza. Io e Saura ci precipitiamo da loro, ci dividono due km, ma arriviamo che l’ambulanza è già lì. Di corsa al pronto soccorso. Sono le 08,30, sono lì con Saura (Dante è suo padre), la Lucy e la Patty. Il display lampeggia “emergenza in corso”; speriamo sia una cosa che non riguardi noi. Invece ci riguarda. Passa un’ora, esce una dottoressa insieme a due collaboratrici. Arresto cardiaco, 20 minuti per rianimarlo, la situazione è molto grave. Dante ora è in un reparto specializzato al piano interrato, reparto da cui – ci viene detto poi – difficilmente si esce. Nessuno perde la testa, la Lucy ha il viso tra le mani, Saura cerca di restare in controllo, la Patty pure. Mi preoccupo di portare da bere un thé ad ognuna di loro, con qualche biscotto. Un’altra ora e ci viene detto che adesso è in rianimazione, che non è stato né un infarto né un ictus, semplicemente il cuore – evidentemente affaticato già da un po’ senza che Dante se ne accorgesse – si è fermato.

La Rianimazione dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Regium Lepidi è uno di quei reparti all’avanguardia, la sala dei dottori con grandi monitor che rimandano le immagini di ogni paziente e sembra un po’ una cosa tipo Cape Canaveral. Dante è in una stanza da solo, in coma farmacologico, anche qui, tra monitor di tutti i tipi e apparecchiature mediche speciali sembra di essere sulla mothership di ALIEN. Vederlo in quelle condizioni, intubato, con la respirazione ventilata in modalità on ti dà da pensare. Come ti dà da pensare tutto il mondo che circonda quel reparto. Lo puoi vedere un’ora alle 13 e un’ora alla sera. Spesso accompagno Saura. Attendo che sia il nostro turno in quei luoghi non luoghi che sono le sale d’aspetto, tutto sembra irreale, sospeso.

 

Arcispedale Santa Maria Nuova - Regium Lepidi - sala d'attesa (foto di TT)

Arcispedale Santa Maria Nuova – Regium Lepidi – sala d’attesa (foto di TT)

Un’ala della sala d’aspetto ha comodi divanetti, capirò più in là che sono essenziali per i familiari che d’improvviso si trovano a bivaccare in quella bolla sospesa tra la vita e la morte. Si fa conoscenza con i famigliari degli altri pazienti, ognuno ha una storia da raccontare.  Una domenica accompagno Saura e la Lucy. La zona divani è presieduta da parecchie persone, molte con gli occhi lucidi. Accento laziale, incredulità nei loro occhi. Un ragazzo di 22 anni era al Campo Volo di Regium Lepidi per una serie di lanci col paracadute, lo accompagnavano la sua famiglia e alcuni amici del suo gruppo sportivo. Esegue il lancio, atterra bene. Poco dopo, mal di testa e svenimento. Ambulanza, pronto soccorso, rianimazione. Ischemia cerebrale. Incontro i famigliari ogni volta che vado a trovare Dante. Dopo qualche giorno non li trovo più. Il ragazzo è morto; i genitori danno il consenso alla donazione degli organi.

Dopo una settimana Dante si sveglia, dopo altri sei giorni viene trasferito al reparto rianimazione di Castelnovo ne’ Monti, sulle colline reggiane, proprio sotto la Pietra di Bismantova. La gestione diventa ancora più dura: la Lucy che ogni mattina va su in corriera e la Saura che ci va ogni sera in macchina. Cerco di accompagnarla il più spesso possibile, affinché si riposi un po’ almeno durante il tragitto. Oggi, dopo ventotto giorni, Dante è uscito dalla rianimazione. Ora è in terapia intensiva. Un piccolo passo e una speranza in più. Si può entrare nella stanza in cui è solo una alla volta, quando tocca a me cerco di non raccontargli balle pur facendo di tutto per rassicurarlo. “Dante, lo sa anche lei vero? Queste cose agli esseri umani possono succedere. Fino a che capitano agli altri sembra quasi che non ci riguardino, ma poi quando toccano a noi non ci sembrano vere… l’importante è arrivare in tempo, uscire dal momento di crisi, e avere molta pazienza. Mi creda, andiamo bene, certo, compatibilmente con quello che è successo, ma ci stiamo saltando fuori. Mi creda.” Dante si aggrappa alle mie parole, mi guarda con quei suoi occhi azzurri da settantaseienne preoccupato, ma poi annuisce, mi sorride. Gli parlo dell’Inter (anche lui è un nerazzurro, ma lo riprendo spesso per il fatto che ha due figlie milaniste), lui sorride più deciso. Non può parlare a causa della tracheotomia, ma quando capisce che ho il tablet mi scrive su di un foglio di collegarmi al sito del GRUPPO COLOMBOFILO PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA, di trovare una classifica delle gare recenti e di farla vedere alla dottoressa che è li con noi. La dottoressa sta al gioco, si complimenta con Dante, e lui che con lo sguardo e i gesti dice “Et vest chi sun?” (Hai visto chi sono?). Un bel segnale.

Classifica Gruppo Colombofilo Provinciale Reggio Emilia

Domeniche; la bassa pressione che ho nell’animo mi rende incline all’accidia, non avrei voglia di far niente ma Brian mi aspetta, devo andare, fare il badante from seven to eleven non è facile, ma mi tocca quindi vado. Ogni tanto con Brian mi dà una mano Lasimo, un po’ di sollievo da una mano amica, sempre orgoglioso di vedere che il nostro rapporto anche dopo la separazione sia saldo.

Brian colora, a tratti senza sosta: FIDEL CASTRO, HILARY CLINTON, WHOOPIE GOLDBERG…

Brian colora il faccione di Fidel

Brian colora il faccione di Fidel

E’ poi il momento del BRIAN NEL PAESE DELL’ALZHEIMER quiz:

“Brian, chi sono io… io sono tuo?

“Tu sei Tim”

“Sì, va bene, ma cosa sono per te?”

“Sei mio amico”

“Ok, ma cosa sono per te? Io sono tuo?

“Sei il migliore.”

“Grazie Brian, ma pensaci bene io sono tuo?”

“Sei quello che mi proteggi”

Mi asciugo gli occhi e termino il quiz.

Il pomeriggio della domenica lo dedichiamo al riposo, io e lui mano nella mano sul divano a guardarci su Rai Movie un “poliziottesco” (come li chiama la nostra amica Barbara Baraldi) …

Milano Trema la Polizia Vuole Giustizia

… facciamo dei brindisi con della aranciata San Pellegrino:

“All tua Brian!”

“Alla tua pirìn!”

Alla domenica sera, prima di andare a letto, la mezzoretta dedicata alla musica classica su Rai5 ormai è un must, questa volta è il turno di una orchestra alle prese con SCHUBERT. Brian ascolta in modo appassionato, tutta la sua attenzione è rivolta alla musica. Che bella novità questa.

Mentre torno alla domus saurea, sotto un cielo pesante e gonfio di nuvole, mi ascolto AMERCAN STARS ‘N BARS, album meraviglioso…

 Quest’anno abbiamo il luglio più strano che io abbia mai visto, un nubifragio dietro l’altro (e per favore smettiamola di chiamarli “bombe d’acqua”, ma non c’è più nessuno che sa fare il giornalista in questo paese?). A volte lasciare la Domus Saurea diventa problematico …

July 2014: here comes the flood - Domus Saurea's long and winding road (photo TT)

July 2014: here comes the flood – Domus Saurea’s long and winding road (photo TT)

Questo luglio maledetto ci porta via anche Johnny Winter. Non che le sue ultime cose fossero indimenticabili, ma come ho già scritto più volte, è stato una figura basilare per me, da sempre nei miei big five (insieme a Bad Co, Free, Elp e … va beh, l’altro nome lo sapete). Mi sento con Dan, anche lui gran fan di JOHNNY e soprattutto con LORENZ, anche lui dal 16 luglio orfano. Continuiamo la nostra vita ovviamente, ma c’è un dolore in più.

Mentre attraverso questa misera estate su e giù per i monti, in lungo e in largo per la pianura la musica è la mia infedele compagna. Oltre ai dischi di JOHNNY WINTER periodo 1970/75 ascolto una delle date dell’ultimo vero sussulto di Page (il tour di OUTRIDER):

Jimmy Page Chicago 17 oct 1988 artwork

i BLACK CROWES di WARPAINT:

 

e un sacco di CSNY and related:

 

Io e Picca  leggiamo su facebook alcune cose che ci lasciano basiti: giornalisti musicali molto stimati e quotati che pubblicano libri che contengono cose tipo “10 GRANDI RIFF PER CHITARRA” e ne indicano uno (LOUIE LOUIE dei KINGSMEN) il cui riff è fatto col piano. Ora, scrivere elenchi del genere andava forse bene (e nemmeno troppo) decenni fa, farlo ora è davvero anacronistico, e farlo toppando è davvero incredibile.

Blue Bottazzi 10 grandi riff per chitarra

Altri interventi di giornalisti della stampa specializzata ci lasciano ulteriormente di stucco, il filosofeggiare sul Rock basandosi sul sentito dire non riusciamo proprio a digerirlo. Intendiamoci, sono faccenduole, ma è un po’ sorprendente che giornalisti musicali così “dentro” al Rock finiscano per la fare la fine di quelli che loro hanno sempre criticato, snobbato, dileggiato. Allora ha ragione Picca, ridateci CIAO 2001, in fondo era più onesto.

Picca dice che siamo diventati i GIUSTIZIERI DELLA NOTTE, che arguto che è il mio amico. Tra l’altro sarebbe un gran nome per una delle band di Tim Tirelli…

courtesy of Alberto Lo Giudice

courtesy of Alberto Lo Giudice

Tra Brian e Dante, la vita mia e della groupie si svolge unicamente tra il lavoro e l’andare dai nostri vecchi. Per non impazzire ci imponiamo di uscire, in questo venerdì di mezza estate appuntamento dunque alle 22 a Gavassae e poi via verso Mandrio a vedere l’ELP TRIBUTE PROJECT. Mandrio è una frazione di CORRIGIUM. Per arrivarci prendiamo una delle nostre blue highway, una strada obliqua, forse troppo visto dopo poco ci troviamo a HAZLEHURST … buio pesto, campagna nera, nessuno in giro, fantasmi di chitarristi neri sulle rive di fossi e occhi rossi tra le frasche degli alberi minacciosi. Sentiamo le pietre sul nostro sentiero, blues che cadono come grandine, l’abbaiare dei cani dell’inferno che abbiamo alla calcagna… per fortuna la blues mobile ha un scarto improvviso e come d’incanto ci ritroviamo sulla provinciale che da CORRIGIUM va a MANDRIO. La location della festa del PD è molto carina, lo stesso dicasi per il programma musicale di questi 10 giorni a cavallo del ferragosto. Troviamo POL MORIGI, il Brad Delp di Correggio, l’uomo che non sarà mai, con lui PACO & FRIENDS.

Il tributo agli ELP è soddisfacente; prima di tutto gran scaletta:  KNIFE EDGE, TAKE A PEBBLE, TARKUS, PICTURES AT AN EXHIBITION, STILL YOU TURN ME ON, LUCKY MAN (con assolo di moog), C’EST LA VIE, FANFARE FOR THE COMMON MAN, HONKY TONK TRAIN BLUES. Buona la band con una menzione particolare per il tastierista.

ELP TRIBUTE PROJECT Italy- live in Mandrio di Correggio (RE) - foto di Saura Terenziani

ELP TRIBUTE PROJECT Italy- live in Mandrio di Correggio (RE)- foto di Saura Terenziani)

 

Al concerto anche MEL PREVITE che ad un certo punto mi viene a cercare. Ci baciamo, ci abbracciamo, incrociamo le Gibson Les Paul immaginarie e per almeno un’ora e mezza parliamo fitto fitto, di Rock naturalmente. Erano anni che non ci vedevamo, da quando MEL produsse il cd della CATTIVA COMPAGNIA, facendo un po’ i conti sono 15 anni. Mamma mia. Lo aggiorno sulla mia nuova vita che ormai è vecchia di sei anni, lui lo fa della sua. Parliamo persino dell’effetto “Dedalo”, da lui  inventato in studio per il pezzo DEDALO appunto (ad esempio al minuto 1:07 del clip qui sotto… Tim chitarra ritmica Gibson doppiomanico, Mel Gibson chitarra solista Gibson Les Paul), che bei ricordi Mel!

Tim Tirelli & Mel Previte Mandrio 8/7/2014 (foto di saura Terenziani)

Tim Tirelli & Mel Previte Mandrio 8/7/2014 (foto di saura Terenziani)

Sabato sera si replica: appuntamento con la groupie a Gavassae alle 22 e rendez vous con JAYPEE e la BETTY sempre a Mandrio, c’è la tribute band degli EAGLES.

Piuttosto buoni come impatto, ottime voci, in 9 sul palco, vengono da Cesena. Però, però, però troppo cazzoni tra un pezzo e l’altro, parlano tutti, troppa confusione, poca professionalità, il finale di DESPERADO è demente, vogliono fare i simpatici ma risultano tragicomici, con quel siparietto da avanspettacolo rovinano il pathos del pezzo e del concerto. Ad ogni modo il cantante, quello che fa DON HENLEY, mi piace molto. Bravo anche il cantante/chitarrista che fa GLENN FREY ma troppo gigione e piacione per i miei gusti. Ottimo il bassista. Ad ogni modo ribadisco: la location è molto bella per essere una frazione di Correggio.

TEQUILA SUNRISE - Eagles Tribute - Mandrio (RE) 09/08/2014 (foto TT)

TEQUILA SUNRISE – Eagles Tribute – Mandrio (RE) 09/08/2014 (foto TT)

La location della festa PD di Mandrio (Correggio) -foto TT

La location della festa PD di Mandrio (Correggio) -foto TT

Tim & Jaypee - Mandrio di Correggio 09-08-2014 - foto di Betty Iotti

Tim & Jaypee – Mandrio di Correggio 09-08-2014 – foto di Betty Iotti

Le ultime chiacchiere verso l’una di notte nel parcheggio davanti alla chiesetta illuminata, abbraccio JAYPEE, lo benedico nel nome di EMERSON, LAKE AND PALMER e via di ritorno al posto in riva al mondo.

La chiesetta di Mandrio - Foto TT

La chiesetta di Mandrio – Foto TT

Ci aspettano due settimane di ferie poco rilassanti, ma va bene così, andiamo avanti giorno per giorno, tanto se non altro alla sera, prima di prendere sonno, ci sono sempre i sogni di rock and roll ad aspettarti… New York, goodnight.

Robert Plant NY MSG 1973

Missing JOHNNY WINTER

4 Ago

La scomparsa di JOHNNY WINTER è stata ed è molto pesante per questo blog. Per la nostra vita è stata una figura determinante, e il sapere che non c’è più ci fa precipitare negli abissi della tristezza. Abbiamo quindi dovuto cercare di sopperire, di trovare qualcosa che ci rimandi ancora a lui per elaborare il lutto. La sagoma di una FIREBIRD, una maglietta e una immaginetta sacra che ci sono appena arrivate aiutano a lenire il dolore. We miss you JOHNNY.

Johnny Winter merchandising - photo Tim Tirelli

Johnny Winter merchandising – photo Tim Tirelli

Too many cofanetts for one blues man

18 Lug

Negli scambi di email con Picca, spesso tocchiamo l’argomento nuove uscite di box set e deluxe edition, lo facciamo ormai con tono rassegnato, sarcastico, depresso; alla notizia di una nuovo ennesimo box set in uscita ci chiediamo l’un l’altro “ma dobbiamo prenderlo?”.

Picca se ne esce con la battuta “too many cofanetts for one blues man” e devo dire che con splendida ironia questa frasetta riassume perfettamente il nostro mood spirituale (ed economico). Credo di star uscendo dal tunnel, i miei occhi e il mio cervellino registrano le uscite, ma il mio carrello amazon rimane vuoto. D’altra parte, anche restringendo il campo ai nomi che ci interessano davvero, il numero di nuove uscite previste o già sul mercato di questi tempi è inaffrontabile, tenendo anche presente che non si è mai sicuri del contenuto.

Sì perché quei box set che vanno di moda adesso, quelli con tutta la discografica o parte di essa di un gruppo non è detto che contengano gli album rimasterizzati, alcuni lo sono, altri no (LITTLE FEAT) …nessuno che controlli che tutto sia fatto secondo logica. In passato abbiamo scritto su questo blog che addirittura diversi cofanetti/deluxe edition escono con errori grossolani e con digital noise insopportabili (ROGER TAYLOR), o – incredibile – con cd contenenti file mp3 (ROBERT PLAMER), o con registrazioni live tratte da concerti che non sono quelli indicati in copertina (RAINBOW). Insomma, it’s a mess.

Mi basta però vedere le foto di alcuni di essi, come quelli qui sotto, per diventare nervoso … li bramo, ma dovrò resistere. Vita blues.

QUEEN – Live at the Rainbow ’74 (2CD+DVD+Blu-ray+memorabilia)

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The Allman Brothers Band – The 1971 Fillmore East Recordings (6 cd o 3 bluray o 4 vinili)

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ABBA – Live at Wembley Arena – London  10 November 1979 (2cd)

ABBA - wEMBLEY aRENA 1979

DEEP PURPLE –  Hard Road: The Mark 1 Studio Recordings 1968-69 (5 cd)

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ABBA – Gold – metal box 4oth anniversary edition (3cd)

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Crosby, Stills, Nash & Young CSNY 1974 live set (3cd+dvd o bluray+dvd)

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BEATLES – Meet The Beatles japan box set (5 cd)

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Pink Floyd – The Division Bell (7 disc box set)

Pink Floyd Division bell

Deep Purple‘s 1972 album Made In Japan (4 cd + dvd)

Deep Purple Made In Japan Box Set

 

 

 

 

Brian, gli illuminati, le rose nights, Palmiro get caught in the heat of the moment, la fine dei mondiali e il discendere nell’abisso

10 Lug

Mi addentro nell’estate 2014 con la mia solita verve, quel bluesy mood incazzato alternato a sprizzi di esaltazione decisamente sopra le righe.

Il Sinodo degli Illuminati del Blues d’ inizio estate si tiene il 28 giugno alla Festa dell’Unità di Gavassa, siamo io, Picca, Riff, Jaypee, Mixi, Mario, Lorenzo Stevens, Sutus, Biccio e le due groupie Saurit e Betty solo per la cena. Mangiamo il pesce, beviamo un vinello bianco frizzante che ci offre Mario e che ci mette di buonumore, riflettiamo come sempre su questo pezzo di Emilia Romagna costretto prima o poi a scomparire. Verso le 22,30 ci trasferiamo nel backyard della domus saurea: cocomera, birretta, Sothern Comfort courtesy of Riff e tante, tante, tante storie di Rock. L’estate, la notte profonda, i rumori della campagna…ci sembra di essere nella Lower Lousiana o appena fuori Helena nell’Arkasas. Intorno a noi le citronelle accese a formare un pentacolo. Jaypee è l’illuminato di guardia affinché demoni non ci disturbino in questa placida serata emiliana.

Distribuisco l’eucarestia, il nuovo episodio de GLI ALBI DI TIM TIRELLI, che stavolta è dedicato agli HEART:

heart according to TT

 

heart according to TT - Copia

Malgrado si sia a 200 km dal mare, sono certo che sia l’anima del mare ad accompagnare i confratelli alle loro dimore …sono le 2,30 dopo mezzanotte, andate in pace fratelli miei, che il padre dei quattro venti gonfi le vostre vele…

today you looked around to my heart’s call
This tiny life ain’t been strangled after all
Time, time, time, time
Never ask what’s become of us
Just dedicate your sorrow
Here and now
To the soul of the sea
And me

Al mercoledì un salto alle Notti Rosa di Regium Lepidi, quattro passi con la groupie per le vie del centro illuminato dai lampioni e dalle stelle di queste notti estive. Ci fermiamo a sentire un paio di pezzi dello STEFANIA MONTANARO PROJECT, nelle pause salutiamo con affetto la Stefy appunto e Sal, talentuoso chitarrista/bassista dai pruriti jazz.

Stefania Montanaro Project - Regium Lepidi rose nights july 2014 (foto di TT)

Stefania Montanaro Project – Regium Lepidi rose nights july 2014 (foto di TT)

In piazza Prampolini poi per il debutto del tour di GRAZIANO ROMANI. Con lui anche due ex Rocking Chairs (si vocifera in giro che la reunion sia ormai cosa fatta). Colpiscono sempre la passione e la convinzione  con cui GRAZIANO affronta ogni piccola sfumatura del suo essere musicista di rock di stampo americano.

Graziano Romani - Live in Regium Lepidi July 2014 (Foto di TT)

Graziano Romani – Live in Regium Lepidi July 2014 (Foto di TT)

Domenica da Brian, 12 ore di duro badantaggio. Gli parlo, lo interrogo, cerco di tenere il suo cervello ormai sbiadito acceso:

“Brian, chi sono io per te?

Sei Tim”

“Sì lo so, ma cosa sono per te. Io sono tuo…?”

“Sei il mio comandante”.

Accuso di nuovo il colpo, settimane fa aveva detto capo, oggi comandante.

“No, papà, io sono tuo …”

“Te tee al me pirìn”

E qui mi si inumidiscono gli occhi … guardo i suoi, cerco di carpirne il vortice confusionale, Brian mi sorride e aggiunge “tu sei mio figlio”.

Decido di fermarmi qui, per oggi dal punto di vista sentimentale abbiamo già dato.

Dopo cena sul divano, io grondo di fatica spirituale e Brian, con le braghette corte, tutto lavato e pronto per il letto, appare  invece vispo e ben disposto. Rai 5, programma di musica classica, vecchi filmati dall’archivio della Tv di stato, un ADAGIO di MOZART, piano e violino;

Brian “Ien brèv, vacca si sonèn bén, eh Tim? Mo’ dio bon! Cum as ciàma quel l’è?”

“E’ un pianoforte Brian, l’altro è un violino”

“A sè, al pianofort e al viulèn, l’è vera”

Il violinista fa uno sgobbo “Sent mo’! Vaca boia slum piès!”

Mi interrogo sulla potenza della musica di MOZART, ad un vecchio senza filtro alcuno e illetterato da quel punto di vista,  arriva dritto nell’anima.

Arrivo alla domus saurea verso le 22, una doccia e mi butto sul divano. Mi chiedo come farò ad affrontare un’altra settimana.

Lunedì. In ufficio cerco di restare concentrato, il periodo è di quelli caldi, non è proprio come in passato ma un po’ di lavoro è entrato; ogni tanto mi alzo e faccio due passi nell’ufficio dei grafici, controllo che sia tutto a posto, porto una caramella  Elah a Sarwooda…

 

Caramella_Elah_Dufour_Kremliquirizia

Sarwooda at work -  july 2014 (foto di TT)

Sarwooda at work – july 2014 (foto di TT)

e a Dorwooda…

Dorwooda at work july 2014 (foto TT)

Dorwooda at work july 2014 (foto TT)

manca Vanwooda che è in ferie, gliene porterò un sacchetto quando rientrerà. Torno nel mio ufficio, arriva Ricky e mi relaziona sul giro dai clienti di oggi, Kerlit – la valchiria che ho per socia, fresca sposa –  è al telefono, Franzibus – lo j**entino che ho per socio –  è sul balcone che si fuma una paglia. Mi sparo una Elah anche io, penso ai FIRM e torno a lavorare.

Il carattere del gatto Palmiro sta prendendo i riflessi definitivi. Lontano il tempo in cui quel batuffolo di pelo nero correva su è già dai due manici della mia doppiomanico…

Palmiro, Tim e la doppiomanico (settembre 2012)

Palmiro, Tim e la doppiomanico (settembre 2012)

ora è una gatto di due anni che pesa più di 7 kg con fiotti comportamentali tipici dei gatti dominanti. Ho sempre pensato che Palmir fosse un gatto sentimentale dal carattere dolce e non cagacazzo, invece – pur restando adorabile e affabile  – sta diventando un gatto maschio che difende con passione il suo territorio. Una sera del mese scorso ho faticato moltissimo a riportarlo in casa prima che calassero le tenebre. C’era un gatto bigio nei paraggi e Palmir non lo mollava; lo inseguiva nelle vigne del Rossetto con la schiena ricurva e il pelo alzato. Lo buriva e lo attaccava con una cattiveria insospettata, e mentre lo faceva lo spingeva sempre più lontano dai confini della domus saurea. Lo guardavo basito mentre aspettavo che si calmasse in modo da prenderlo in braccio e portarlo a casa, ma Palmir rimaneva nel mood gattesco d’attacco, mi soffiava, mi intimava con un miagolio demoniaco di non toccarlo, agitava le zampa con le unghie pronte a graffiare. Non avevo voglia e tempo di aspettare, eravamo ad un chilometro da casa nel mezzo delle campagne dell’Arkansas, ero appena tornato dal lavoro ed era stanco, così l’ho guardato negli occhi e con lento salmodiare ho recitato la formula per ipnotizzarlo:

” I never meant to be so bad to you
One thing I said that I would never do
A look from you and I would fall from grace
And that would wipe the smile right from my face

Do you remember when we used to dance
And incidents arose from circumstance
One thing led to another we were young
And we would scream together songs unsung

It was the heat of the moment
Telling me what my heart meant
The heat of the moment showed in your eyes”

Al suono della prosa di JOHN WETTON Palmir ritornò ad essere il gattone che tanto amiamo…

Ad ogni modo rimane il fatto che ora il nostro black cat sa il fatto suo. Qualche sera fa verso le 19,30, ritorno nel posto in riva al mondo e mi accingo a dar da mangiare agli altri 4 gatti che vivono con noi. Preparo le ciotole per Patuzzo, Spavve (Spaventina), Raissa e Ragni (Ragnatela) poi mi accorgo che nei paraggi c’è Maciste, un gattazzo forestiero che importuna le nostre femmine,  che cerca sempre di appropriarsi del cibo destinato agli altri e che Patuzzo non è più in grado di contrastare. Ebbene, appoggio le ciotole sul marciapiede cercando di tenere a distanza Macci (come lo chiama la groupie), quando interviene Palmiro e lo costringe ad allontanarsi. Per tutto il tempo necessario lo tiene a bada e lo relega dietro l’angolo…

Palmiro tiene a distanza Maciste mentre gli altri gatti mangiano (foto di TT)

Palmiro tiene a distanza Maciste mentre gli altri gatti mangiano (foto di TT)

mi sembra incredibile che Palmir sia così determinato e conscio del fatto che gli altri gatti sono più deboli; faccio un esperimento e gli urlo “Palmir, attacca!“. Palmiro mi guarda e si lancia a muso duro contro Maciste! Ora, non so se sia suggestione, se sia una coincidenza che abbia obbedito al mio ordine, ma Palmiro mi sta davvero sorprendendo.

Palmiro a muso duro verso Maciste (foto di TT)

Palmiro a muso duro verso Maciste (foto di TT)

I mondiali di calcio, al di là della insopportabile demagogia con cui tutti quelli che non amano il calcio hanno intasato facebook, per me (e miliardi di altre persone) rimangono uno spettacolo da vedere. Tiepido verso l’Italia (Prandelli? Un capitano che scrive boia chi molla sulla maglietta e fa scommesse per un milione e mezzo di euro? La mafia interna creata dai senatori? Un calcio noioso e brutto? Ma per piasèr!), il mio tifo come sempre si è riversato sull’Olanda. Seguo gli Orange dall’inzio degli anni settanta, Crujiff è stato il mio primo eroe, e la nazionale olandese del 1974/1978 è stata la più bella formazione di quegli anni. A parte qualche exploit di un paio di squadre sudamericane tipo Columbia e Costa Rica, qualche buon momento degli Stati Uniti e del Belgio, non è che il resto sia stato granché, ad ogni modo mi sono guardato con piacere un sacco di partite. Le semifinali me le guardo con il Pike boy: cinegiappo e poi BRASILE-GERMANIA, pizza d’asporto e poi ARGENTINA-OLANDA. Vedere che la Germania dà 4 goal in 10 minuti al Brasile è stato incredibile, io e Picca abbracciati e poi a fare il trenino cantando MEU AMIGO CHARLIE BROWN. Finale 7 a 1 per i tognari (come chiamiamo i tedeschi noi di Modena). ARGENTINA-OLANDA invece è una partita vergognosa; nessuna parvenza di bel gioco, squadre bloccate, pochi tiri in porta, squadre che tirano sorprendentemente ad arrivare ai rigori. Va fuori l’Olanda, mi si spezza il cuore, ma visto il tono della partita, si riaggiusta in un attimo. Comunque io e Picca ce la spassiamo sparandoci delle gran SAN PELLEGRINO INCONTRI, quei lavori tipo pompelmo e fiori di sambuco, o limone e menta piperita.

San Pellegrino incontri

Pur non avendo in gran simpatia i tognari, domenica tiferemo per la Germania, almeno i giocatori teutonici non piangono, non alzano le braccia al cielo ogni minuto a pregare Dio, non hanno tatuaggi (a parte un paio di loro) né creste da deficienti. Forza  Alemanha dunque!

 Picca & Tim semifinal party july 2014

Picca & Tim semifinal party july 2014

Saura e Pol mi stanno convincendo a rimettere in piedi il tributo ai LED ZEPPELIN. Sono combattuto. Io odio le LZ tribute band, mi fanno tutte cagare. Sì perché di solito hanno un bravo chitarrista e gli altri tre sono invece figure mediocri, in special modo il cantante. Io credo non ci sia nulla di peggio che i cantanti delle LED ZEPPELIN TRIBUTE BAND. Tutti diventano una macchietta, cantano quello che non sono, pensano che urlare “push, push” e “baby baby” ” e fare mossette da psuedo finocchio sia sufficiente; per non parlare di quei musicisti che non sono fan in senso stretto ma si mettono a fare il tributo per opportunità. Ma zio cagnetto, lo volete capire che per suonare i LZ ci vuole il senso giusto? Se la cosa va in porto, perlomeno noi andremo contro corrente: un cantante come si deve, una bravissima bassista/tastierista/mandolinista, un batterista favoloso e un chitarristino da due soldi.  In caso cercheremo anche di fare pezzi obliqui, non solo i soliti classici, alla mia età non posso suonare sempre  i pezzi che suonavo trent’anni fa, un minimo di evoluzione deve esserci, anche in un contesto così…ne parlavo giusto ieri sera con il Pike boy. Vedremo dunque.

Per il resto soppeso il cielo di questa estate bianca, faccio qualche long distance call con Polbi che è in Michigan, guardo con attenzione speciale calciomercato di Sky Sport 24, e fantastico di essere Capitan Hardrock; ma poi penso anche che tra poco sarà di nuovo mattino, di nuovo diretto a Stonecity, di nuovo destinato a discendere nell’abisso…

Have mercy baby, I’m descending again
Open your eyes baby, ‘cause this time it’s sink or it’s swim
No sermons on asccending
No verdict on deceit
I have no selfish memorandum
No, no confusion for me … Not for me

Curses, curses and clues
A feast, feast for fools
Curses, curses and clues
A feast, feast for fools

So, have mercy baby and hand me downs
Well, it was just a few years ago
You’d hand me up and a map right out of town
But I would let it slide, slide like mercury
All silver and quick baby, poisonous and deadly … I’m so deadly

Curses, curses and clues
Just a feast, feast for fools
Tell ya now, curses, curses and clues
A feast, a feast for fools
Let me say curses, let me tell ya now, clues
Well, just a feast, feast for fools
Owww, curses, curses and clues
A feast, feast for fools

I misteri di BLUESENGER

10 Giu

A fine mese probabile chiamata a raccolta degli illuminati del blues. Durante il sinodo cercheremo di svelare i segreti di BLUESENGER:

– E’ vero che anche Chopin non riusciva a suonar bene il suo Preludio?

– Il mistero di Durban Laverde: bassista o dentifricio alla erbe?

– E’ vero che esiste una foto del 1970 in cui Steve Howe ride?

– Trovate nuove prove che rivelano una realtà sconvolgente: LOVE BEACH è il miglior album di rock progressivo.

– Medicina 33 (giri): THE FIRM, THE WINGS, BAD COMPANY… se preferite questi gruppi a LED ZEP / BEATLES / FREE avete la certezza di essere pazzi (e quindi pronti per il TTBlog)

– E’ vero che JOHNNY WINTER non sopportava la Juve?

Durban laverde
Scoop: ecco la foto in cui Steve Howe ride.

Scoop: ecco la foto in cui Steve Howe ride.

Emerson-Lake-Palmer-Love-Beach
tHE fIRM jIMMY pAGE
JohnnyWinter

Stay with us, the bluesiest in town!

Brian, gli Illuminati Del Blues, l’erba spagna e le autofficine con i calendari di donne nude

8 Giu

 

Heading, as usual, for Brian’s place mi immergo nella pace mattutina del sabato. Come spesso succede sono un po’ spiegazzato e con l’umore non proprio candido. Ma dal car stereo BOB WELCH canta SENTIMENTAL LADY e allora il mood sembra passare dal rosso al blu(e)… bello l’album FRENCH KISSES, naturalemnte in versione SHM-CD…

bOB WELCH FRENCH KISSES

 

Con più Brian avanza nella palude dell’alzheimer, con più ha a che fare con la noia. Quando in pausa pranzo corro da lui, o nei sabati e domeniche che passiamo insieme, cerco di mantenerlo attivo, ad esempio facendogli colorare dei disegni. Anche qui, non è che gli si possa dire “ ecco Brian, to’, colora mo’!“, bisogna stargli accanto e spiegargli che le foglie van colorate di verde, l’uva di viola, i rametti di marrone. Ci mette un po’ ad iniziare “Mo no Tim, mo’ ag vol do ori a piturèr tot”, ma poi ci si mette d’impegno, e alla fine è tutto soddisfatto…

Brian all'opera (foto di TT)

Brian all’opera (foto di TT)

Lo interrogo sui componenti dell sua famiglia. Ricorda sempre con precisione il nome di suo padre, a fatica quello di sua madre. Quasi mai quello di sua moglie. Poi gli chiedo:

“e io, Brian, sono tuo…”

e lui “padre”,

“no, sono tuo…?”,

 “fratello”

“no, pensaci bene, io sono tuo…”

“sei Tim…”

“sì, ma cosa sono per te?”

“sei tutto…”

“sì, d’accordo, grazie, ma sono tuo…”

“sei il mio capo…”

Rido, ma amaramente … sintomatica questa affermazione che arriva senza filtro alcuno. Certo, poco dopo in un momento di piena lucidità mi dice, “mo’  ec caion ca sun, te te me fiòl!” Ma le nebbie tornano ad alzarsi in fretta, a Ninentyland incontriamo qualcuno e gli dice “lui è il mio dirigente”. Lo dirigo sì, il vecchio Brian, che è ancora con noi ma fa sempre tanta fatica ad orientarsi in un mondo che non riconosce più. Meno male che l’alzheimer ha smacchiato il lato pieno di paturnie del suo carattere, e la dolcezza, la voglia di stare con gli altri hanno preso il sopravvento. Così quando gli dico “Dai Brian ti faccio una foto, fai il Johnny boy“, lui infila i pollici nei passanti dei jeans e si trasforma in Badass Brian, il supereroe di questo blog …

 

Brian badass pt2 (foto di TT)

Brian badass pt2 (foto di TT)

La settimana scorsa, mini sinodo con gli ILLUMINATI DEL BLUES. Da 12 che siamo, ci siamo trovati in sette, anche Riff ha dovuto dichiarare forfait all’ultimo. Trovarsi al mercoledì sera ormai  è uno sport estremo per gente della nostra età. MARIO e LISO, se ne vanno addiriittura prima dell’ode finale al DARK LORD.

Nonostante tutto però è stata una serata delle solite: una breve parentesi a commento dei risultati elettorali, e poi via a parlare di musica ININTERROTTAMENTE dalle 20,30 alle 24. We can’t get enough, baby. Abbiamo ascoltato il PRELUDE di CHOPIN interpretato da PAGE tutti in piedi, in quel misto di fremito pain and pleasure che hai quando senti il JIMMY POIGE post 1973, ho consegnato a tutti una copia di IN THROUGH THE OUT DOOR according to Tim Tirelli e ci siamo dati appuntamento per il sinodo vero e proprio di inizio estate a fine giugno.

IN THROUGH THE OUT DOOR ACCORDING TO TIM TIRELLI

Jaypee & Lorenzo

Illuminati del blues – da sx a dx: Picca, Tim. Liso, jaypee, Lorenzo Stevens, Francesco P.

Illuminati del blues, da sx a dx: Picca, Tim. Liso, jaypee, Lorenzo Stevens, Francesco P.

Illuminati del blues, da sx a dx: Picca, Tim. Liso, jaypee, Lorenzo Stevens, Francesco P.

Venerdì accompagno Lakerla, la valchiria che ho per socia, dall’elettrauto a Stonecity e noto che le autofficine hanno ancora i calendari di donne nude attaccati alle pareti … condivido il mio pensiero con Lakerla e lei subito mi ribatte “io vengo qui proprio per questo, per me è una sicurezza” … hai capito, il maschilismo ormai non c’entra più, trattasi di operazione marketing, di messaggio promozionale … “oh, noi siamo un’autofficina come si deve, al passo coi tempi ma coi nostri valori da meccanici, se venite qui andate sul sicuro”!

 

Autofficina con calendari di donne nude - Stonecity giugno 2014 (foto fi TT)

Autofficina con calendari di donne nude

Mentre me ne torno da Brian, heading for the place on the edge of the world, in questo mezzogiorno di fuoco in cui l’estate si assesta in maniera definitiva, passo davanti all’Area 51 di Magpie Place. Devo ancora capire cosa siano quelle strutture, ma son quasi certo che lì dentro ci sia l’alieno di Gazzata; l’otto luglio del 1947 evidentemente caddero sulla terra più astronavi aliene, una a Roswell in New Mexico, e una qui a Gazzata, frazione di Saint Martin On The River, Regium Lepidi, Italy.

L'Area 51 a Magpie Place (foto di TT)

L’Area 51 a Magpie Place (foto di TT)

Bistecca, birra e la prima cuca della stagione. Mi butto sul divano, ma chiudo gli occhi solo per poco, alle 14,30 sono già sveglio…peccato, avrei davvero bisogno di dormire. In casa, il respiro regolare della pace pomeridiana estiva. Scendo, faccio due passi nelle campagne intorno alla domus saurea … tutto tace … Patuzzo e la Ragni dormono sdraiati sul balcone. Palmiro dopo un po’ sbuca da un campo, ha la lingua fuori e l’andatura ciondolante … va a buttarsi sul pavimento di casa … osservo l’ombra dei frassini, i fossi senz’acqua…

Saturday in the park (of domus saurea) (foto di TT)

Saturday in the park (of domus saurea) (foto di TT)

… lascio che lo sguardo si posi poi sui campi di erba spagna, l’erba medica insomma, che poi non c’entra nulla con la medicina, infatti il nome deriva dalla regione più o meno di provenienza, la MEDIA (ovvero quella regione tra il sud est della Turchia e il nord ovest dell’Iran) e … arrivo a pensare che devo smettere di lambiccarmi il cervello con queste cose, di essere sempre vittima dell’ossessione dell’etimologia, uff … ho bisogno di un Southern Comfort on the rocks.

Southern Comfort On The rocks

 

 

RICK WAKEMAN, Schio (Vicenza) Italy 30th may 2014: diary of a piano man

1 Giu

Sabato 17/05/2014 durante l’ intervallo al concerto degli YES di Padova. Sento i due ragazzi che ho davanti dire che WAKEMAN sarà a Schio a fine mese. La groupie è in bagno. Torna e le dico: “Siediti… sei calma? RICK WAKEMAN sarà in Italia e fine mese“. La groupie mi guarda stupita, stupefatta e confusa , sono anni che agogna a vedere RW così, in diretta col tablet, prenotiamo due biglietti sul sito di SchioLife. Sono contento per lei… anche per me a dire il vero,  ma più per lei. WAKEMAN è il suo dio del Rock. Venerdì 30/05/2014 ore 15,30 saliamo sulla blues mobile diretti a Castrum Carpi, attraversiamo immaginari boschi di carpini neri, una specie di betulla che sembra abbia dato il nome alla cittadina, ed entriamo sull’autostrada del Brennero. Sul car stereo A SINGLE MAN di ELTON JOHN; un’oretta dopo passiamo a CHANGING STATES, versione remaster, di KEITH EMERSON; usciamo a Vicentia Ovest. Per fare i venti km che ci separano da Schio impieghiamo almeno un’ora. Che traffico, fioi! Sono circa le 18, davanti al Teatro Civico c’è già qualche fan. Decidiamo di fare un giro per Schio; ossessionato come sono dal significato dei nomi, dò un’occhiata a Wikipedia… Il nome “Schio” deriva da scledum, termine latino medioevale indicante una pianta della famiglia della quercia (gli “ischi”, che è un termine volgare per indicare la quercia bianca) o un luogo piantato a querce. Nonostante il nome sia relativamente recente, Schio non è certo una città di recente fondazione. Le prime tracce della presenza dell’uomo in questo territorio risalgono addirittura all’epoca preistorica e vengono documentate da una vasta serie di reperti archeologici rinvenuti in zona. Il nome dei suoi abitanti – scledensi – ugualmente deriva da scledum, in lingua Veneta schioti. Cittadina davvero carina.

Schio (foto di Saura Terenziani)

Schio (foto di Saura Terenziani)

Schio (Foto di Saura Terenziani)

Schio (Foto di Saura Terenziani)

Schio (foto di Saura Terenziani)

Schio (foto di Saura Terenziani)

Di nuovo davanti al teatro. Riconosciamo alcuni fan che erano a Padova a vedere gli Yes, ci uniamo al gruppetto e iniziamo a chiacchierare. Un ragazzo di Bologna è stato a vedere il vecchio Rick a Sheffield poco più di tre settimane fa, che devozione! Un’altro ragazzo di Bologna di nome Gabriele è insieme a due amici, avvicina la groupie e salta fuori che si erano conosciuti al concerto che JOHN PAUL JONES fece a MODIGLIANA nel 2007 insieme a  ROBYN HITCHCOCK. GABRIELE fa mente locale e mi dice col suo forte accento bolognese “mo’ soccia, ma tu allora sei TIM TIRELLI, quello della fanzine OH JIMMY”. Non è che mi conosca, ma attraverso amici degli amici, ha sentito parlare di me. Concordiamo sul fatto che poi alla fine gli appassionati (quelli veri) del Rock si conoscono tutti. In teatro c’è l’accordatore adibito a controllare che il piano a coda su cui si esibirà WAKEMAN sia a posto, ciò significa che entro breve il biondo di Perivale dovrebbe arrivare per il soundcheck. Mi guardo in giro e vedo arrivare uno di quei pulmini un po’ fighetti, avviso gli altri. E così senza tante cerimonie ci ritroviamo davanti RICK WAKEMAN. Sembra un po’ lo zio Fedele, con una polo un po’ slanata e quell’aria da inglese in vacanza, ma è pur sempre RW e vederlo lì così non è roba da tutti i giorni. La groupie è un po’ persa, lo guarda ammirata, la incito ad andare verso di lui, ma sembra precipitata in un mood star-struck. Lo guarda stupita e con una espressione di beatitudine. Mi passa il suo cellulino, cerco di continuare il filmato… (e sì, ho fatto l’upgrade e per l’occasione, da oggi, il TT blog può caricare video!).

 

La groupie è contentissima e ha ancora l’espressione basita. Insieme ai ragazzi andiamo nel bar del teatro. Un panino, una birra, una pasta, un caffè. Verso le 20,30 entriamo. Il teatro è assai grazioso, e anche molto piccolo. Ma siamo nel “Ridotto”, la sezione già restaurata, il resto dovrebbe completarsi entro l’anno. Teatro ricco di storia, eretto nel 1909 soprattutto grazio al contributo di ALESSANDRO ROSSI, il proprietario della famosissima (e grandissima… almeno per allora) fabbrica LANEROSSI (nome che a noi patiti di calcio di una incerta età non può che portare a galla ricordi legati alla maglietta a strisce biancorosse, quella con con la R ricamata sul cuore, quella del LANEROSSI VICENZA appunto)… alberto reif-2 Siamo i primi ad entrare, ad occhio e croce tra platea e palchi i posti dovrebbero essere 250, location perfetta per godersi in santa pace un concerto del genere, una serata intima insieme a RICK WAKEMAN.

Teatro Civico di Schio (Foto di Tim Tirelli)

Teatro Civico di Schio (Foto di Tim Tirelli)

Teatro Civico di Schio (Foto di Tim Tirelli)

Teatro Civico di Schio (Foto di Tim Tirelli)

Faccio due chiacchiere con CLAUDIO CANOVA, il promoter. Grazie al blog sono in contatto con lui da qualche giorno, e mi sembra già che sia quasi un amico. Durante la serata mi capita di confrontarmi più volte con lui e in tutte le occasioni lo trovo disponibile, gentile, aperto. CLAUDIO CANOVA fa onore all’etnonimo VENETI, parola che proviene dalla radice indoeuropea wen “amare”. I “Veneti” (*wenetoi) sarebbero pertanto gli “amati”, o forse gli “amabili”, gli “amichevoli.

Claudio Canova & Tim Tirelli - Schio 30-05-2014 (Foto di Saura Terenziani)

Claudio Canova & Tim Tirelli – Schio 30-05-2014 (Foto di Saura Terenziani)

Il concerto PIANO SOLO di RICK WAKEMAN consiste naturalmente nell’esecuzione al piano di alcuni brani della sua vastissima produzione, intervallati da aneddoti che RICK racconta, anche con l’aiuto di una traduttrice ( a dire il vero non proprio impeccabile). WAKEMAN è un gran intrattenitore, simpatico, ironico, bonario… molto diverso dal brusco brontolone di cui si sente in giro. Il suo inglese è molto comprensibile, capisco tutto senza difficoltà, e rido di gusto a certe sue uscite.

Per quanto riguarda la performance in sé, beh, sono un amante degli YES da almeno 7 lustri, so di chi stiamo parlando, ma non mi aspettavo una esecuzione ancora così cristallina, dinamica, sublime. Già dal primo pezzo capisco che razza di  gigante io abbia davanti. THE JIG, dall’album CIRQUE SURREAL, sarà anche il brano che più ho gustato in questa bella trasferta veneta. Mentre sento Rick affrontarlo così a freddo con magnifica disinvoltura penso a KEITH EMERSON, il mio keyboards god, e ai suoi problemi alle mani, e mi intristisco nel pensare che non potrà mai più regalarci performance come quella che WAKEMAN (e lo si capisce sin da subito) ci regalerà stasera.

FILE AUDIO: Rick Wakeman Schio 30-05-2014 “THE JIG” (Recorded by Tim Tirelli):

Un altro pezzo che mi cattura è CATHERINE HOWARD, dalle The Six Wives of Henry VIII, con quella sua sezione bluesy deliziosa. Ma è tutto un fiorire di boccioli pianistici, da MORNING HAS BROKEN di CAT STEVENS a LIFE ON MARS di BOWIE (Rick suonò su entrambe), dagli estratti da Journey to the Centre of the Earth a quelli di King Arthur, da AFTER THE BALL a GONE BUT NOT FORGOTTEN, alla magnifica ELEONOR RIGBY riletta alla Prokof’ev.

RICK WAKEMAN  a Schio 2014 (photo courtesy of Angelo Tony Salviato)

RICK WAKEMAN a Schio 2014 (photo courtesy of Angelo Tony Salviato)

Un trionfo insomma. Nessun calo di tensione, nessuno sbadiglio, nessuna noia. Solo l’amore per la musica, per il pianoforte portato in scena da un musicista fuori dall’ordinario.

RICK WAKEMAN  a Schio 2014: post show picture (Phito courtesy of Claudio Canova)

RICK WAKEMAN a Schio 2014: post show picture (Phito courtesy of Claudio Canova)

Standing ovation e poi Rick saluta, e lentamente il teatro si svuota. CLAUDIO CANOVA mi conferma che WAKEMAN si fermerà  a firmare autografi nel foyer. Siamo un cinquantina, forse di più, ad aspettarlo. Mi si avvicinano in due “Ah, eccolo qua, ecco Tim Tirelli“.  Sono i due ragazzi che avevo davanti a vedere gli YES. Hanno visto l’articolo relativo sul blog e mi hanno riconosciuto. Che carini a farsi avanti. Un po’ di attesa e poi RW arriva. La groupie filma tutto…

Errore
Questo video non esiste

Ci mettiamo in coda, ed è bello per una volta ridiventare fan gioiosi, e dimenticare la cagacazzite, lo snobismo, l’experienced mood che a volte ci controllano. RICK WAKEMAN è meraviglioso, disponibile, paziente, ben disposto. Ci sono dei fan irresponsabili che hanno borse di Lp da farsi autografare. Se fossi in Rick gliene autograferei uno e basta, lui invece, imperterrito, firma, sorride. Che uomo! Tocca alla groupie, gli passa il manifestino da firmare, lei lo guarda estasiata…

Saura Terenziani & Rick Wakeman - Schio 30-05-2014 (Foto di TT)

Saura Terenziani & Rick Wakeman – Schio 30-05-2014 (Foto di TT)

…poi gli chiede se può fare una foto con lui, lui sembra acconsentire con piacere, io prima di scattarla gli dico “Rick, she is crazy about you”. Lui la guarda, la abbraccia e le dice “you are mad!”. Mi indica e le dice “smile”…

Saura Terenziani e Rick Wakeman - Schio 30 may 2014 (photo TT)

Saura Terenziani e Rick Wakeman – Schio 30 may 2014 (photo TT)

Saura Terenziani & Rick Wakeman - Schio 30-05-2014 (Foto di TT)

Saura Terenziani & Rick Wakeman – Schio 30-05-2014 (Foto di TT)

Ci togliamo da lì davanti per dar spazio anche agli altri. La groupie è visibilmente colpita, ci mette qualche secondo ad elaborare la cosa, mi guarda, ha gli occhi lucidi, e mi salta al collo. Sono così contento per lei. Sì, perché queste possono sembrare cose un po’ sciocche e futili agli occhi di chi non ha passioni forti, ma per chi vive la musica come essenza della vita stessa, beh questi sono quegli avvenimenti che ti rimettono a posto l’animo, che ti permettono di seguire a tempo il maestoso respiro dell’universo. Poi tocca a me, mi avvicino, Rick mi firma la brochure di SCHIO LIFE dedicata a lui, mi dice “smile” mentre la groupie scatta la foto. Lo saluto con un “Thank you so muck Rick, you are very very kind” e lui “No problem at all really”

Tim Tirelli & Rick Wakeman - Schio 30-05-2014 (foto di Saura Terenziani)

Tim Tirelli & Rick Wakeman – Schio 30-05-2014 (foto di Saura Terenziani)

Poco dopo, un po’ stanco, RW saluta tutti e se ne va. Io e la gropie ci guardiamo… che magnifica serata! Le chiedo se è contenta e se si rende conto di aver visto un concerto di RW e di aver fatto delle foto con lui… la groupie non risponde, ha quell’espressione di incredulità mista a beatitudine che la fa volare a qualche metro da terra. Lasciamo Schio sotto un pioggia battente, ma per noi è come fosse una bella serata al chiaro di luna. Rientriamo in autostrada, la blues mobile rolla tranquilla attraversando la notte. Una sosta in un autogrill per rifocillarci…

Post show daze - Tim Tirelli in Autogrill (foto saura Terenziani)

Post show daze – Tim Tirelli in Autogrill (foto saura Terenziani)

e poi via di nuovo verso Regium Lepidi. Arriviamo alla domus saurea verso le tre. Come due settimane fa, qualche coccola a Palmiro e poi a letto, sebbene l’adrenalina sia ancora in circolo. Domattina dovrò correre da Brian, ma la cosa non mi pesa, stasera ho bevuto birre e coca cole ma la dispepsia funzionale continua ad essere un pallido ricordo… ah, quanto bene mi fa la musica. Schio… good night!   PS: RICK WAKEMAN IS GOD!

MISTY WARNER HOP

12 Mag

OUTSIDER di giugno avrà più di quaranta pagine dedicate ai LED ZEPPELIN; un lungo articolo di Giancarlo Trombetti a cui ho dato una sbirciata (l’inizio è davvero scoppiettante) e, tra le altre  cose, un adattamento della rock and roll fantasy IS JIMMY PAGE DEAD?, pubblicato a suo tempo sul blog. Lo ha voluto Giancarlo, lo ha avallato Max Stèfani e così il thriller ironico della mai premiata ditta Tirelli & Piccagliani finirà su una rivista seria. Sono ancora dubbioso… credo sia roba da blog di Tim Tirelli, ma se non altro non è  la solita brodaglia sui LZ che si legge sul 90% delle riviste di tutto il mondo. Naturalmente il numero di giugno avrà i LZ in cover vista l’imminente uscita delle prime deluxe edition…bisognerà dunque parlarne…ma come fare se non sono previste copie promozionali da inviare ai giornalisti e  se  il tutto è coperto dal massimo riserbo? Max organizza un incontro con chi gestisce le nuove uscite dei LZ alla Warner Italia e manda me ad ascoltare, appunto,  in anteprima il materiale bonus delle deluxe editions dei primi tre album dei LED ZEPPELIN.

Venerdì,  prima mattina. Prendo la groupie e m’imbarco su Italo alla stazione dell’alta velocità mediopadana di Regium Lepidi. In questa calda mattina di primavera l’Italia sembra un paese civile: l’ architettura meravigliosa della stazione (courtesy of Santiago Calatrava), la puntualità  che spacca il secondo del treno , il decollo verso i 300 km all’ora.

In questi casi un selfie (per quanto ormai insopportabili) può anche starci…

Selfy Tonk Train Blues - Tim & la groupie su Italo

Selfy Tonk Train Blues –
Tim & la groupie su Italo

In mezz’ora siamo a Milano Rogoredo,  peccato che per arrivare a Milano Porta Garibaldi non si possa andare veloci, altrimenti si arriverebbe nella città culla dell’umanità calcistica (triplete side of course) facendo giusto in tempo ad ascoltare STRAIGHT SHOOTER.

Bad Company Straight Shooter

Porta Garibaldi è la zona grattacieli: architetture moderne, verde, arredo urbano di pregio. Bella Milano da queste parti. Colazione in un baretto baciato dal sole, walking into Piazza della Repubblica e infine alla Warner. 9° piano, reception: “buongiorno, sono Tirelli per la rivista Outsider avrei un appuntamento con…“. Altro ascensore, badge elettronico, stretta di mano e sono in un ufficio ad ascoltare in cuffia i tre dischetti bonus delle prime deluxe edition dei LED ZEPPELIN…non ho le confezioni sottomano, i supporti che ascolto sono cdr. Saltello avanti indietro cercando di farmi un’idea del tenore dell’operazione. Naturalmente non entrerò nel dettaglio, almeno fino a quando non uscirà OUTSIDER di giugno, dirò solo…don’t expect too much.

Usciamo dalla Warner, cerco di pensare ad altro… che il polverone di emozioni sollevato si posi , che i pensieri abbiano il tempo di formarsi … sì giusto, ma c’è un certo assolo di Page che continuerà a svolazzarmi nella mente. Chiamo Doc, riusciamo ad organizzare qualcosa per pranzo nelle immediate vicinanze di Piazza Duomo. Bello ritrovarsi con l’avvocato di piombo e Brown Sugar…

Laying In The Sun in Milano: da sx a dx Doc, Timmy boy, Brown Sugar  (foto della groupie)

Laying In The Sun in Milano: da sx a dx Doc, Timmy boy, Brown Sugar
(foto della groupie)

Riesco anche a vedere LAROBY, una che è capitata nei paraggi del blog e non è più andata via e che da qualche anno è diventata amica mia e della groupie. Impiega 40 minuti per trovare un parcheggio, così abbiamo solo 5 minuti per raccontarci e fotografarci, naturalmente davanti alla SCALA (per il paradiso)…

Mi godo il resto del tempo twisting the afternoon away: sulle terrazze del Duomo a sfidare le vertigini, alla mostra di LEONARDO DA VINCI in Galleria, sorseggiando una lemonsoda in un assolato Corso Vittorio Emanuele.

Out On The Tiles at the Milano Dome (foto di TT)

Out On The Tiles at the Milano Dome (foto di TT)

Verso il tardo pomeriggio torniamo. Alle 19,40 siamo a Regium. Saluto Italo…

Groupie says goodbye to Italo Train (foto di TT)

Groupie says goodbye to Italo Train (foto di TT)

..la stazione Mediopadana …

Reggio Emilia - La Stazione MedioPadana dell'alta velocità (foto di Tim Tirelli)

Reggio Emilia – La Stazione MedioPadana dell’alta velocità (foto di Tim Tirelli)

Sabato mattina da Brian, sabato sera l’Inter che  saluta degnamente Capitan Zanetti affondando la Lazio 4 a 1. La prima bella partita dell’Inter della stagione…peccato sia la penultima. Mateo Kovacic spettacolare. Sky dedica il post partita alla festa che San Siro, la squadra e la società tributano a Zanetti che lascia il calcio giocato. Mi commuovo. Piango. L’INTER è una grande passione.

Mi asciugo le lacrime e mi metto a scrivere la recensione per OUTSIDER (devo correggere continuamente il nome della rivista, scrivo sempre Outrider…ma come son messo?). Ripenso alle parole che Max mi ha scritto la mattina “…scrivi quello che ti pare. Non dobbiamo niente a nessuno. Il nostro referente deve essere il lettore”, la mia considerazione per lui aumenta di una spanna. Finisco verso le 3.

Domenica mattina, colazione con THE WHITE ALBUM dei BEATLES. Rileggo l’articolo, lo mando a Stèfani. Vado da Brian. In macchina SAINTS & SINNERS degli WHITESNAKE, produzione un po’ geometrica e compressa ma il disco mi dà la giusta carica ugualmente …

Lo scrivo sempre, ma è così: ogni giorno Brian perde qualcosa ma si aggrappa a me come fossi il sole che lo mantiene in vita. Che tenerezza questo vecchio di 84 anni con l’alzheimer in forma grave che pur scivolando verso l’abisso ha un moto atavico di rifiuto, un fiotto ancestrale che lo tiene ancora con noi…o quasi…oggi mi ha chiesto “Tim, ma to pèder el ancòra al mond?” (Tuo padre è ancora al mondo?).

La domenica bene o male passa, Brian colora disegni, io tableteggio. Torno a Borgo Massenzio mentre il sole va giù, il cielo sembra bruciare sulla campagna e la mia anima prende fuoco…

Borgo Massenzio bound: the sky is burnin' (foto di TT)

Borgo Massenzio bound: the sky is burnin’ (foto di TT)

The sky is burnin’ I believe my soul’s on fire…

La groupie è allo stadio, ed è una festa: il SASSUOLO ne dà quattro al Genoa, si salva  e rimane in seria A. Neroverdi! Domani Stonecity sarà in festa. Domani già, sveglia alle 6…prelievo per la TAO di Brian…è già mezzanotte, mi chiedo come farò, oltre alla stanchezza sono anche dolorante alla gamba sinistra dopo la brutta caduta di due settimane fa, oggi zoppico vistosamente…mi scappa l’occhio sulla copertina del libro di MACCA che ho appena finito di leggere (MAN ON THE RUN – PMC IN THE 1970S)… farò, farò…sveglia all’alba, caffè corretto Southern Comfort e WITH A LITTLE LUCK porterò in porto un’altra giornata blues.