Febbricitante, domenica primo febbraio, mi reco allo Stadio Città Del Tricolore di Regium Lepidi a vedere SASSUOLO – INTER. E’ il match di mezzogiorno, c’è un bel sole, ma fa freddo. Prima di entrare compro una sciarpa del Sassuolo alla groupie. Io naturalmente indosso la mia, regalo di DOC di almeno 3/4 lustri fa. Siamo nella tribuna centrale superiore grazie a due omaggi di un mio cliente (thank you Ricky, thank you Philip), la visuale è eccellente.
Lo stadio si riempie, nel settore in cui sono poche le sciarpe Black And Blue. Nelle ultime due partite contro la squadra di Di Francesco l’INTER ha segnato 14 reti. Non mi aspetto un risultato altrettanto rotondo, ma spero in una bella vittoria che faccia finalmente ripartire la beneamata. Vedere MANCIO, SHAQ ATTACK, POLDI e i ragazzi è un’emozione. Il tutto dura poco. Due bei tiri da fuori aerea e il Sassuolo è già sul 2 a 0. La groupie esulta e con lei quasi tutta la tribuna. Divento nervoso. Ogni fallo che l’arbitro fischia contro i neroverdi diventa un pretesto per lamentazioni assurde da parte dei tifosi con in aggiunta offese contro la mia squadra. Fino a quel momento la mia simpatia per il Sassuolo era indiscussa, ma basta quella mezz’ora per trasformare la squadretta della cittadina in cui lavoro in un avversario a tutto tondo. Giochiamo male, lo vedo, ma nel secondo tempo entra MAURITO ICARDI e poco dopo siamo sul 2 a 1. Goal di rapina quella di MAURITO, gol che mi fa scattare in piedi e urlare di tutto “E’ andiamo! Facciamo il culo a quella squadretta. Serie B, Serie B!”
Ritorno in me, sono uno dei pochi ad esultare, tutti mi guardano. Mi rimetto a sedere. Inizio a pregustare il 2 a 2 quando l’arbitro fischia un rigore (generoso) al Sassuolo. 3 a 1 per loro. Finisce la partita. Pieno di malumore esco dallo stadio con due certezze: non andrò più allo stadio con la groupie a vedere l’INTER contro la sua squadretta (epiteto calzante per entrambe le squadre del cuore della groupie, Milan compreso) e non avrò più in simpatia il Sassuolo calcio appunto. Sassuolo Sassuolo vaffanculo!
La settimana parte male, il football mi condiziona, poi d’improvviso leggo su IL METEO.IT che sta per arrivare il BIG SNOW (e scrivete LA GRANDE NEVICATA, per dio!). La mia attenzione si sposta, il candore della neve è un’altra delle cose che mi sistemano la vita. Giovedì mattina parto dalla Domus Saurea che piove a dirotto, arrivo a Stonecity che nevica alla grande. Nonostante questo, alla sera torno a Borgo Massenzio che per terra ci sono pochi cm di neve. Vado a letto che non nevica più. “E il Big Snow?”, mi chiedo. Alle 6,30 mi sveglia la groupie: “Tyrrell siamo senza luce, siamo senza riscaldamento, io vado a lavorare” “Ma nevica?” “Non lo so, fuori non si vede nulla”.
Mi alzo, guardo meglio alla luce di una alba timida e grigia “Ma groupie, in du vot andèr, a gh’è zinquànta centimetèr ed neva!”.
Rimango come sempre incantato dalla bellezza del paesaggio innevato. Facciamo colazione al freddo, ci copriamo bene, ci infiliamo i moonboot e poi scendiamo. Sì, sono quasi 50 i cm caduti, tutti in una notte, e del tipo pesante. Sprofondo nella neve e a fatica cerco di liberare i rami degli alberi dalla coltre pesante che li schiaccia verso il basso. Faccio la rotta, o meglio scavo un sentierino che colleghi casa e garage.
Do un’occhiata intorno alla Domus Saurea, tutto tace, tutto riposa, la neve continua a cadere.
Controllo la stradina lunga e tortuosa: impraticabile. Qui gli spazzaneve del comune non passano, si arrangiano i contadini che abbiamo come vicini, soprattutto quelli della grande stalla che devono permettere al camion del latte di venire a ritirare quanto munto. Devono essere già passati nella notte, ma la neve continua a cadere copiosa e si rimettono in strada con un grosso trattore per una seconda passata. Il problema e che ce ne è troppa ed è pesantissima, lo spazzaneve si blocca nella curva prima del posto in riva al mondo. E’ un trattore potente ed enorme, ma arranca e si arrende.
Più tardi la situazione migliora (o peggiora a seconda dei punti di vista), smette di nevicare, il trattore esce dall’impasse e with the grace of the Dark Lord above libera anche il cortile della Domus Saurea. Risaliamo in casa, stremati e spolti. Lavarsi al freddo non è il massimo, ci buttiamo sul divano sotto ad un panno pesante. Siamo imbacuccati come due nessi, la groupie dice che sembriamo i due protagonisti de Il Cinema Polacco Kripstak e Petrektek
Avrei voglia di ascoltarmi LIGHTS OUT degli UFO:
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La corrente elettrica torna nel pomeriggio, ma alcuni quartieri di Borgo Massenzio rimarranno senza per qualche giorno.
Il sabato mattina vado da Brian. A Mutina la situazione sembra più tranquilla, ne deve essere caduta un po’ meno. Lungo la via osservo l’ecatombe di alberi e di rami caduti. Torna a cadere una neve leggera, ma non dura a lungo. Sabato sera andiamo a cena dalla Genny e da LaCocca, torniamo verso le 2, facciamo un giro per Borgo Massenzio… molti gli isolati al buio. La domenica splende il sole. Groupie’s parents sono ancora senza luce e vengono a pranzo da noi se non altro per usufruire dell’acqua calda. Il sole risplende sulla neve, la campagna sonnecchia sotto di essa, mi fermo a rimirarla.
Lunedì mattina parto per Stonecity, la via Emilia è bloccata. Me ne sto in coda ad ascolotare gli HANOI ROCKS
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E mentre ascolto quel gran figo di Mike Monroe penso a Borgo Massenzio che finisce sui TG nazionali. Intervistano alcuni abitanti, una di essi ha un accento diverso dal nostro e si lamenta del tardivo arrivo degli spazzaneve, della mancanza della luce, dello schifo generale. “Ma perché non te ne torni dal paese di merda da cui sei venuta?” penso e rifletto una volta di più sull’isteria che ormai domina sull’intera popolazione. Tutti ripiegati su sé stessi, tutti interessati esclusivamente al proprio pianerottolo. Quasi nessuno riesce più a riflettere sul fatto che siamo esseri viventi finiti chissà come su un pianeta, un pianeta su cui capitano intemperie e disastri naturali, un pianeta che noi per primi stiamo portando alla rovina. Dobbiamo ritenerci fortunati a non avere urgenze tipo dover correre all’ospedale durante grosse nevicate come queste ad esempio, dobbiamo essere pronti a poter rallentare e starcene a casa. Il lavoro, la scuola, la spesa, il castamasso della Cesira, aspetteranno. Cadono 50cm di neve pesante in una notte, cadono alberi sui cavi della luce e del telefono non possiamo pretendere che tutto si risolva in mezz’ora. I trattoristi di Regium addetti alla pulizia delle strade sono stati presi a badilate dalla gente inferocita. Non me ne capacito. Dalla Gazzetta Di Reggio:
Ma cosa pretende la gente? Di non avere più il benché minimo inconveniente? Che l’amministrazione comunale di un comune abbia sempre a disposizione decine e decine di spazzaneve? Dopotutto al venerdì pomeriggio le strade principali erano già completamente libere… Con i problemi economici che ogni amministrazione comunale deve affrontare e lo stato in cui versa la società è già incredibile che i servizi essenziali siano più o meno garantiti. Certo, la società dovrebbe e potrebbe essere migliore, ma la società siamo noi, e noi – sia chiaro – siamo i responsabili di questo degrado civile e organizzativo.
Ad oggi (giovedì 12 febbraio) a Borgo Massenzio siamo ancora senza telefono e senza internet, abbiamo chiamato Telecom, ci hanno risposto con gentilezza e cortesia scusandosi per il disservizio ma i pali caduti sono tantissimi e i tecnici sono al lavoro ininterrotto da parecchi giorni. Basta guardarsi intono: a Gavassae e sulla strada che dalla Via Emilia va a Scandianum i cavi caduti terra sono davvero molti. Dovrebbero ripristinare il tutto entro il giorno 15.
Lunedì accompagno Brian alla visita controllo pace maker. Il vecchio sembra uscito dalla fase influenzale e sembra più vispo rispetto alle ultime settimane.
Su una di quelle ambulanze private per il trasporto di disabili e malati Brian, sulla sedia a rotelle, osserva il paesaggio. “Mo dio bon Tim, quanta neva!”. La visita va bene, ed è un’occasione per Brian per vivere una piccola avventura, per lasciare l’orizzonte in bianco e nero della struttura in cui vive.
Lo lascio sorridente, mi manda una bacio con la mano “Ciao Piròn, viva la neve!”. Lui la neve non la ha mai sopportata, era un autista di corriere, ma in quello che rimane dei suoi pensieri deve essere radicato un frammento di ricordo, un collegamento al fatto che io invece la neve la amo. Così interpreto il tutto come un pensiero gentile verso di me. Torno verso di lui. Lo abbraccio e mi commuovo. Brian se ne accorge e in tedesco mi dice “Alles gut! Awfiedersen”. Brian 1 Alzheimer o.
Awfiedersen vecchio Brian.











































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