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Gli Illuminati del Blues festeggiano Jimmy Page, il metodo Tirelli per combattere l’Alzheimer e la playlist di metà gennaio 2014

13 Gen

Il Jimmy Page birthday party è andato oltre alle aspettative: 12 gli illuminati presenti, 12 come gli apostoli…bel segno blues! Il Katamarano Rock trasformato in una cripta dove adorare il solo dio possibile. Colonna sonora a base esclusivamente di LED ZEPPELIN, Suto che addirittura porta la sua copia di OH JIMMY, il libro che scrissi nel 1987, per farselo autografare…

TIM TIRELLI OH JIMMY BOOK 1987   012

Pizza, birre (una anche per me, e che la dispepsia vada a farsi maledire) e un mood adattissimo alla serata. Quando parte STAIRWAY TO HEAVEN, ci alziamo in piedi per un momento di raccoglimento non appena comincia l’introduzione, ripetiamo l’operazione un secondo prima che inizi l’assolo per poi lasciare partire un applauso fragoroso. Alcuni di noi sono presi da una serie di fremiti incontrollabili. Poco dopo, per la serie Katamaranum Lectures, PICCAGLIANI legge TIRELLI: momenti salienti della (miserella) biografia italiana di JIMMY PAGE interpretati alla grande dal magister PICCA. Che ridere ragazzi, noi sì che ricordiamo le risate con cui fa eco la foresta. La serata raggiunge il proprio zenith quando in un impeto di devozione ci raduniamo sotto l’immaginetta sacra e rendiamo grazia al DARK LORD….

09/01/2014- Confraternita degli Illuminati Del Blues di Reggio Emilia & Modena: WORSHIP THE DARK LORD
(Prego notare la posa mistica piena di devozione di John Paul Cappi, al centro in prima fila…)

Tra le mille chiacchiere rock spunta una cosina raccontata da LORENZO: una delle sue figlie gli ha confidato, poco prima che lui uscisse, “Papà, io faccio un po’ di confusione, mi confondo JIMMY PAGE con TIM TIRELLI”. Ricevuta la spiegazione dal padre, la figlia CARLOTTA (di 9 anni) scarabocchia velocemente qualcosa su un foglio: trattasi di ritratto di Tim Tirelli con annessa chitarra, dirigibile e torta di compleanno da consegnarsi al sottoscritto insieme ad una foto di lei mentre suona la chitarra. Inutile dirlo, mi emoziono…Carlotta, I love you.

"Tim Tirelli uomo di blues" di Carlotta Stefani

“Tim Tirelli uomo di blues” di Carlotta Stefani

Carlotta Stefani plays guitar (sulle orme di Jimmy Page)

Carlotta Stefani plays guitar (sulle orme di Jimmy Page)

Ragazzine attirate nel vortice blues, una dozzina di uomini più che adulti che si fanno fotografare mentre adorano un chitarrista inglese di 70anni che ormai non fa più un cazzo, alcune centinaia di anime che si sintonizzano ogni giorno sulle onde del blog…ma cosa cavolo ho messo in piedi? A volte ho paura…

A fine rito ci concediamo un MON CHERI, riempito per l’occasione con del Southern Comfort naturalmente. E’ ora di rilassarci un po’, via i LED ZEPPELIN, dentro la compilation di TIM&PICCA “Drifting Into Time Passages”… l’atmosfera musicale si dilata e si addolcisce ma c’è un ultimo fiotto di tammarriade: parte HERE I GO AGAIN versione radio edit, mi alzo in piedi, mimo il giro della chitarra, canto il testo parola per parola, ci do di AOR, e al momento del ritornello costringo tutti ad alzarsi e a cantare insieme a me…per me, JAYPEE, MIXI, MARCH e LORENZO è piuttosto naturale ma vedere gente come SUTO, PICCA, LISO, MARIO, BICCIO, RIFF e FRANCESCO lì in piedi a cantare COVERDALE fa un po’ impressione… ma d’altra parte, se l’ha fatto il DARK LORD possono farlo anche loro…

Auguri dunque SIGNORE DELL’OSCURITA’, veglia sui tuoi discepoli, rimetti a noi i nostri blues come noi li rimettiamo alle nostre groupies,  inducici in tentazione e liberaci da quella musica di merda che è in voga oggigiorno, sia fatto il tuo hardrock. Amen.

accosciati da sx a dx: JOHN PAUL, SANDRO del KATA, SUTO
in piedi da sx a dx: BICCIO, PICCA, FRANCESCO, MARCH, MIXI, RIFF, TIM, LISO, MARIO, LORENZO

L’indomani mattina è già tempo di correre da Brian e di mettere in atto “Il metodo Tirelli per combattere l’Alzheimer”:

di sabato alzarsi alle 7,30, correre nelle città dove vive il proprio padre, recarsi in un Conad, fare la spesa e raggiungere quindi l’abitazione del genitore con l’animo già scudrigno. Svegliare il vecchio, comandarlo a bacchetta, usare toni alti se rifiuta di eseguire certi ordini. E’ concesso tirare due madonne per stimolare la reazione del proprio padre e rivalersi su certe asprezze relative al rapporto del passato tra i due . Nella stragrande maggioranza dei casi nel tempo che intercorre tra lo spogliarsi, il lavaggio e il vestirsi l’umore del genitore rinasce, da baco a farfalla variopinta. A quel punto è consigliabile mostrare il lato più “stuchino” del proprio carattere: improvvisare un balletto su un vecchio traditional italiano tipo PIVA PIVA L’OLIO D’OLIVA e adattarlo al soprannome del genitore “Zigo Zigo l’olio d’olivo Zigo Zigo l’olio d’olà”. Il vecchio a questo punto, piacevolmente colpito dall’improvviso cambio d’umore del figlio, si unisce al balletto…

Brian aka Zigo balla Piva Piva L'Olio D'Oliva...

Brian aka Zigo balla Piva Piva L’Olio D’Oliva…

Portare quindi il genitore a far due passi con annessa colazione in un caffè et voilà le jeux sont fait .

Brian: ready to rock - foto di TT

Brian: ready to rock – foto di TT

Nel bar di CHEN il cinese ci servono a turno due giovanissime bariste, una carina e una decisamente meno, colpa della basla pronunciata. Sono spesso asciutto in questi frangenti, soprattutto con quella più bella proprio per non fare la figura del maschio sempre ben disposto verso una bella figa. All’inizio mi sforzavo di essere meno imbronciato del solito, ma poi quest’estate la vidi indossare una maglietta di MADONNA e da allora non mi è più interessata nemmeno per le due chiacchiere canoniche cliente-barista. Ma in definitiva, che mi aspettavo, che le piacessero gli WAYSTED?

Nel pomeriggio mi tocca anche fare il pompiere con tanto di scala per cercare di far scendere PALMIRO da un albero su cui era salito…ma lui miagola, graffia, soffia… non vuole che l’aiuti a scendere, vuole farcela da solo, cosa che dopo poco accade. Scusa PALMIR, non sei più un micetto, a volte lo dimentico.

Palmiro can't come down... - foto di TT

Palmiro can’t come down… – foto di TT

In questo inizio anno riprendo i contatti col fantasma di BEPPE RIVA e continuo a mantenere rapporti con i miei amici (mostly ledheads) sparsi per il mondo. RISE, il discepolo finnico, scende in pellegrinaggio fino in Danimarca per raggiungere il sacro suolo dove decollò per la prima volte il dirigibile di piombo… qualche minuto di raccoglimento davanti alla targa (alla cui posa anche questo blog ha contribuito) è ormai un dovere…

LZ plate Gladsaxe 7 sept 1968  (photo by Flemming Hjollund - www,ledzeppelin1968.com)

LZ plate Gladsaxe 7 sept51968
(photo by Flemming Hjollund – www,ledzeppelin1968.com)

Rise rende omaggio alla targa ricordo della prima esibizione dei LED ZEPPELIN a Gladsaxe 7 settembre 1968

Rise rende omaggio alla targa ricordo della prima esibizione dei LED ZEPPELIN a Gladsaxe 7 settembre 1968

Lakerla fa la spesa e mi compra un sacchetto di patatine particolari: alright, Steven Tyrrell yes I am…

Patatite Tyrrell's

La playlist di questo primo scorcio dell’anno:

il remaster di WILD LIFE (1970) dei MOTT THE HOOPLE…

il primo (1977) dei CLASH versione USA (1979)  che trovo più godibile della versione originale inglese (Topper Headon rules!)…

il remaster di RIDES AGAIN (1970) della JAMES GANG…

il remaster de LA CASA DEL SERPENTE (1977) di FOSSATI …

il remaster di STRANGER IN TOWN (1978) di BOB SEGER…

il mini cofanetto ORIGINAL ALBUM SERIES di CURTIS MAYFIELD…

Domenica sera allo stadio di Regium Lepidi a vedere SASSUOLO-MILAN; io, la groupie, Mauro (guitar player dei TACCHINI SELVAGGI e degli ALTAVIA) e Danièl, amico cileno di Mauro, interista per via del grande, grandissimo, inimitabile IVAN ZAMORANO. Siamo nei distinti, sezione C fila 2, praticamente a bordo campo. Circondato da milanisti con un più una nebbia fastidiosa che ti entra nelle ossa, mi chiedo chi me l’ha fatto fare, anche perché dopo 11 minuti siamo già 2 a zero per il MILAN; ma poi BERARDI, prodigio del Sassuolo, tifoso dell’Inter ma in quota J**e, ne fa quattro. Ripeto: quattro. Ad ogni goal salto, gioisco, agito il cuscinetto dell’INTER. Certo, magra consolazione, il MILAN sembra l’INTER di questi tempi. Povere milanesi, che misero campionato che stanno facendo, mentre al lato oscuro (quello bianconero) della forza gira tutto bene. Consolo il mio vicino di posto, un rossonero mai visto e conosciuto che per 70 minuti della gara non ha fatto altro, in un modo quasi ironico, che lamentarsi e tirare delle madonne. Un paio di riflessioni: tutti i tifosi milanisti sembrano amare alla follia KAKA e avere poco amore per MARIO BALOTELLI (io sono venuto allo stadio per vedere lui). Li capisco, SUPERMARIO è di una indolenza quasi insopportabile, ben peggio di quella dei suoi anni nerazzurri, e dire che il ragazzo tifa Milan. Tristezza infinita nell’udire l’urlo delle curve sia del Sassuolo che del Milan in occasione del rinvio del portiere avversario: “merda!”. Usanza arrivata in Italia grazie al “mal ton” innato della J****tus. Che pessima abitudine, che pessimo esempio che diamo ai bambini. Al di là di tutto però bella serata, il football mi piace un sacco e poterlo vedere a due passi da casa è una gran comodità.

Tim Tirelli allo stadio: SASSUOLO-MILAN 4 - 3  - foto della groupie

Tim Tirelli allo stadio: SASSUOLO-MILAN 4 – 3 – foto della groupie

MMXIV: ROBERTO CIOTTI, JIMMY PAGE NEWS & le ZIE BIONDE che amano il blues

1 Gen

Il 2013 si chiude male: ROBERTO CIOTTI se ne va a soli 60 anni. L’album SUPER GASOLINE BLUES del 1978 è uno di quelli che mi ha reso uomo, ho ancora l’LP originale comprato a pochi giorni dall’uscita. WHEN IS MY TIME è stato un  inno per il ragazzino pelleossa che ero nella seconda metà degli anni settanta. La chitarra dobro in TU GRILLO PARLANTE di BENNATO nel 1977 e il vederlo live nel 1981 in trio alla rassegna blues di MARANELLO furono anch’essi grandi momenti personali. Addio, dunque, Roberto.

Il 2014 invece si apre decisamente bene, con l’annuncio tanto atteso sul sito ufficiale di JIMMY PAGE:

” It’s good news for the New Year. The first of the Led Zeppelin releases – comprising of Led Zeppelin I, Led Zeppelin II, Led Zeppelin III and their companion discs – will be released this year. I’ve also been working on some of my own material from the archives that will be unleashed in 2014.”

Era ora, Jimmy, cazzo! A dire la verità le deluxe edition che aspetto con più trepidazione sono quelle che vanno dal IV a PHYSICAL GRAFFITI, perchè a quanto so ci sono undici inediti che vanno dal 1971 al 1975 appunto, ma sia chiaro, qualsiasi cosa ufficiale dei LZ che non sia la semplice nuova riproposizione rimasterizzata degli album ufficiali migliorerà la mia vita. Mi intriga moltissimo anche l’accenno al fatto che quest’anno pubblicherà pure qualcosa di suo, sempre tratto da roba d’archivio. Immagino sarà qualcosa preso dall’ OUTRIDER TOUR del 1988, ma sarebbe una gran faccenda avere nuovi item dei FIRM…fremo al solo pensiero di un box set con i due albun rimasterizzati, un dischetto dedicato a inediti e outtakes e un altro paio con esibizioni live, diciamo (visti i soundboard già apparsi su bootleg) fine 84 e 1986, con la giusta qualità sonora (non mi permetto nemmeno di sognare live inediti).

Jimmy Page 1977

Jimmy Page 1977

Tra il natale e questo primo giorno del 2014 mi sono fatto e mi sto facendo una gran scorpacciata di musica:

…il remaster series ITALIAN PROGRESSIVE ROCK della BTF su licenza WARNER di CARTA STRACCIA del 1977 di ALBERTO RADIUS…

Alberto Radius carta straccia 1977

…il rockettino primi anni ottanta di MISTAKEN IDENTITY (1981) di KIM CARNES in versione AUDIOPHILE RECORDING REMASTERED IN HIGH DEFINITION 96Hz / 24-BIT, album che all’epoca amai molto, quello di BETTY DAVIS EYES ma anche di MISS YOU TONITE…

Kim Carnes Mistaken Identy

…il primo dei MOTT THE HOOPLE rimasterizzato (usando lo stereo mix originale otto piste del 1969) a cura della ANGEL AIR…

Mott the hoople front

Mott the hoople rear

i DETECTIVE, col LIVE (at the Atlantic Studios nel solstizio d’inverno del 1977) finalmente pubblicato dalla GONZO MULTIMEDIA…

Detective Live a007

Detective Live b009 Detective Live aa010

…poi FEELS SO GOOD di CHUCK MANGIONE dall’album omonimo del 1977, brano che amai tanto quando uscì…

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…non potevano mancare gli YES, vista l’ossessione che ha per loro la groupie…TURN OF THE CENTURY

In queste mattine che non sono da Brian o al lavoro, il cofanetto di BURT BACHARACH mi accompagna col giusto mood durante la colazione o i miei scritti d’inverno…

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…e poi ancora il primo di PINO DANIELE e PANAMA E DINTORNI di FOSSATI, entrambi rimasterizzati, THIRDS della JAMES GAND, il remaster di STRIKES dei BLACKFOOT e la mia amata AIN’T NO LOVE IN THE HEART OF THE CITY versione BOBBY BLAND 1974…

Ho così tanta musica da ascoltare che anche il solo uscire per andare al lavoro o da Brian diventa una gioia…io sulla blues mobile con il car stero a manetta. A proposito del vecchio Brian, nella pesantezza totalizzante del seguirlo ci sono a volte istanti di puro divertimento: dopo averlo vestito con il maglione e i pantaloni che io e la groupie gli abbiamo regalato per natale, lo osservavo fare lo stimolino davanti allo specchio, così buttò lì un “Dai Brian, mettiti in posa che ti faccio una foto.”  Il risultato è questo: un Brian cazzuto, o per dirla all’americana in versione badass. E’ in questi momenti che capisco che l’alzheimer non ha ancora vinto. Avanti così, Brian…

Brian Tirelli: badass!

Primo dell’anno dai genitori della groupie: la Lucy prepara un pranzo dei suoi: tortelloni, cappelletti, arrosto & manzo, coniglio, tortelli dolci, torta, frutta fresca, frutta secca, lambrusco, spumante dolce, caffè, grappa. I piatti d’ordinanza della festa (di vari decenni fa), copritovaglia rosso, dialetto stretto…

I cappelletti della Lucia Ganassi – foto di TT

Nel primo pomeriggio arrivano la zia bionda e lo zio Talino, alias Vittorina (sorella di Danillo, padre della groupie) e consorte (vero nome Italino). La zia bionda, ultra ultra settantenne è una signora ancora in gamba e tiratissima, anch’ella legatissma al dialetto quando deve rimbrottare affettuosamente il marito, che chiama per cognome…Iott (Iotti). Mi fa morire questa cosa, stupenda…un lavoro che solo nell’Emilia profonda…

Prima di congedarmi la zia bionda mi prende da una parte e mi sussurra con discrezione (incerta se darmi del tu o del lei) “Veh, continui così, che è la perfezione”, e prima che la groupie esca dalla porta le confida “il tuo ragazzo mi piace troppo, mi piace proprio tanto tanto…” , evidentemente gli uomini di blues piacciono a certe zie.  Ah, zia bionda, I love you.

Winter Solstice blues

23 Dic

Che il solstizio d’inverno si avvicini lo capisco dalla cena di lavoro che devo organizzare; quest’anno è per venerdì 13 dicembre e invece che nel solito ristorante ci troviamo a casa della Kerlit, mia socia e amica del cuore. Festeggiamo quindi un altro anno difficile che se ne va, la conseguente speranza nell’anno nuovo, lo stare insieme e, appunto, la nuova casa della Kerla. La premiata ditta TIRELLI SCACCHETTI & FRANZELLI intorno ad un tavolo con dipendenti e collaboratori. Decidiamo di portare un presente, accompagnato da un biglietto 3D assemblato dalla nostra Sarwooda.

Il biglietto 3D per la Kerlit by Sarwooda

Il biglietto 3D per la Kerlit by Sarwooda

Factory Boys & Girls december 2013 - da sx a dx Cassy, Kerlo, Bob, Kerla, Tim, sarwooda, Doris

Factory Boys & Girls december 2013 – da sx a dx Cassy, Kerlo, Bob, Kerla, Tim, Sarwooda, Doris

Tra le altre cose di questo periodo, c’è il triste fatto cheJaypee non sarà al Sinodo del solstizio d’inverno…non mi pare possibile. E’ il sinodo più importante dell’anno e il pontefice del blues non c’è. E’ una sacco di tempo che non lo vedo, soffro, mi si spezza il cuore, lo so che ormai mi ha lasciato per Lorenz (the Little Vineyard guitar god) ma ancora non mi rassegno. Così, quando all’improvviso si rifa vivo e organizziamo un cinegiappo con le due groupie, per un momento torna la felicità e lì nel parcheggio del New Hong Kong a Regium Lepidi ci abbracciamo con gaio fervore…

Jaypee & Tim

Jaypee e Tim si ritrovano – foto di Saura T.

Tim Tirelli & John Paul Cappi - foto di Saura T.

Tim Tirelli & John Paul Cappi – foto di Saura T.

Dopo pranzo facciamo una salto alla Fiera di Reggio dove ci dovrebbe essere anche la sezione Cd e Vinili: ma la delusione è grande…due o tre banchi con qualche vinile, il resto è dedicato ai fumetti, ai gadget e a “Militaria”, sezione riservata ai baggiani che amano far finta di essere dei marines. Ho un battibecco anche con uno di loro che vuol fare il simpatico… che il Dark Lord vi faccia venire il caghetto a tutti, esaltati.

Scambio di email con Alexandrino Littlehouses (il Kata insomma) che mi scrive “il tuo blog mi è di grande compagnia nelle notti “blues!” Mi sento un po’ responsabile: a forza di darci di blues sto risucchiando tutti i miei amici in una abisso senza fine…poveri loro.

Resto anche in continuo contatto con Polbi, email, facebook, cellulino..non passa giorno senza che io e il Michigan boy ci si senta.

Uomo del sud a Detroit -  Paolo Barone, Michigan, dicembre 2013

Uomo del sud a Detroit –
Paolo Barone, Michigan, dicembre 2013

Polbi boy mi f arrivare due pacchetti da Amazon, in uno il messaggio di accompagnamento è: “Se hai bisogno di lasciare il pianeta per un po’, c’è posto per te sull’astronave pirata. Auguri.”  Hawkwind naturalmente. Presto ci salirò sull’astronave con Polbino, ma per il momento la colonna sonora di questi giorni è d’ordinanza… più il solstizio si avvicina, più il campo si restringe: ELP, FREE, LED ZEPPELIN (& Related).

Gli ELP degli anni novanta che rifanno i NICE…

…How can we hang on to a dream
How can it ever be the way it seems…

 

… i FREE del secondo album…

A sad song like the songs of yesterday
A sad song
And I’ll be right on my way

…i LZ dal BOX SET 2 del 1993, quello riservato alle seconde scelte…

…e per la serie AND RELATED …THE HONEYDRIPPERS dal Volume one, il miglior disco di rock and roll classico mai pubblicato…

I get a thrill, thrill, thrill  Thrill at you from my head down to my toes

She make me feel so good all night long Really rock till I’m almost gone

Get a thrill, thrill, thrill  Thrill at you from my head down to my toes

Quasi d’improvviso arriva la sera del sinodo con i confratelli del blues, quest’anno scegliamo un posto degno di noi: LA BOCCIOFILA MODENESE di Verdi Avenue a Mutina. Io, Picca, Paolino Lisoni, Riff, Mario, Lorenzo Stevens, Francesco e Biccio. Il posto è rustico e fa molto Emilia dei tempi andati….grande stanzone con i tavoli, tovaglie a quadretti bianchi e rossi, decorazioni natalizie degne delle scuole elementari anni sessanta, bizzarri quadretti…

I quadretti della Bocciofila Modenese - foto di TT

I quadretti della Bocciofila Modenese – foto di TT

I quadretti della Bocciofila Modenese - foto di TT

I quadretti della Bocciofila Modenese – foto di TT

Il lambrusco che portano ci fa capire che siamo nel posto giusto. Tris di primi (con dei tortelli di zucca al marsale e amaretto straordinari), tris di secondi e assaggi vari di dolci. Stappiamo parecchie bottiglie. mi metto a bere anche io senza troppi scrupoli. L’indomani la dispepsia non mi darà da fare (e sono 10 mesi esatti), e questa è una di quelle cose che mi risolve il natale e la vita in genere.

il lambrusco della Bocciofila Modenese - foto di TT

il lambrusco della Bocciofila Modenese – foto di TT

E’ la notte più lunga dell’anno, sono qui in cattiva compagnia con i miei amici, le fole del rock che ci raccontiamo sono gustose, il lambrusco Tirelli schietto e sincero, che bella sensazione. Ad un certo punto esco 10 minuti, un fiotto di nostalgia… penso a mia madre che tanti anni stava per partorire…guardo la luna…quanto mi manca la mia mother Mary… mi sembra di sentire in lontananza MIDNIGHT MOONLIGHT (LADY) dei FIRM…ma è solo suggestione…

… Midnight moonlight lady
Bird on the wing, she is flying to greet me
Bird on the wing, she is flying to me…

Rientro, Biccio con lo sguardo mi chiede se tutto è a posto. Lo rassicuro. Mario mi conforta in modo discreto. Non c’è bisogno di dire nulla. Chiedo quindi ai confratelli di riempire i calici e col mio eloquio insicuro introduco il passaggio di grado a MAGISTER di uno di noi. Prendo la pergamena, chiusa dal nastro rosso e la consegno a PICCA. La commozione negli occhi di tutti è palese, i meriti del nostro sono evidenti e noti, inutile elencarli. Ci stringiamo l’uno all’altro, chiniamo il capo, sistemiamo mantelli e cappucci e iniziamo il lento salmodiare:

Mystery surrounds me, and I wonder where I’m going
There’s a cloud above me and it seems to hide the way
I’m going straight ahead, ‘cos it’s the only way I know
I wanna leave the past, and live just for today

In alto i calici, brindiamo al Magister Piccaglianis…

Attestato esoterico Blues Picca

Terminati i riti esoterici, ci scambiamo un segno di pace e un augurio per la festa del Sol Invictus. Visto che tra poche ore sarà il mio compleanno Paolino Lisoni mi porge un gentile omaggio: un archetto di violino. No, tanto per far capire che cazzo di amici che ho.

Tim Tirelli with the violin bow in full flight at the Bocciofila Modenese - foto di Liso

Tim Tirelli with the violin bow in full flight at the Bocciofila Modenese – foto di Liso

Francesco mi passa il suo e da lì i confratelli iniziano a scambiarsi tangibili auspici per il nuovo anno. Magister Picca ha impacchettato i suoi col domopack, che arguzia!

Stephanus Piccaglanis - foto di TT

Magister Stephanus Piccaglanis – foto di TT

E’ circa l’una quando il sinodo si chiude. Un ultimo abbraccio e la decisione improvvisa, violenta, febbrile, irrevocabile, di trovarci il nove gennaio a festeggiare il 70esimo compleanno del DARK LORD. Arrivederci confratelli del blues, che il padre ateo dei quattro venti gonfi le vostre vele. Rimango un po’ con fratello Fabritius su Verdi Avenue, mi confessa a suoi blues. Gli metto una mano sulla testa, gli dico di recitare 12 TAKE A PEBBLE e lo benedico nel nome di Emerson, Lake e Palmer.

Sabato 21 lo inizio di prima mattina al supermercato a far la spesa per Brian, poi da lui per il solito lavaggio e badantaggio e giro a Ninentyland. Ho dormito solo 4 ore ma sono in forma. Ieri il sinodo, oggi il compleanno. Mi sento titanico dinnanzi al futuro, come diceva il povero Pop. Quando compio gli anni mi sembra che le sorti del mondo siano in mano mia. In tanti mi mandano sms e messaggi FB. Rifletto su questa cosa. Un mio amico sostiene che questa faccenda degli auguri su Facebook  sia offensiva, perché dice che tutti si ricordano dei compleanni altrui solo perché Facebook, appunto, lo rammenta loro…e allora? Io trovo invece che sia una cosa carina, perchè comunque uno deve prendersi la briga di scrivere qualcosa sulla tua bacheca. E’ per questo che rispondo personalemnte ad ognuno.

Ad ogni modo, gran bel mood in questo compleanno, incorniciato dai pacchetti sempre curatissimi della Simo…

I pacchetti della Simo - foto di TT

I pacchetti della Simo – foto di TT

da regali bellissimi, tra cui il cofanetto (prima edizione!) SKYDOG di DUANE ALLMAN courtesy of the groupie (notevole anche il biglietto cartonato a forma di Tim Tirelli della Kerlit).

TT

Tim Tirelli birthday party 2013

Mentre passo per Ninentyland mi fermo un momento davanti alla vecchia stazione dei treni, il posto dove sono nato un 21 dicembre di un imprecisato numero di anni fa…

vecchia stazione dei treni di Nonantola

La vecchia stazione dei treni di Nonantola

Nonostante l’essere quasi costantemente da Brian non mi dia respiro, riesco ad immergermi nell’atmosfera del periodo, malinconica certo, ma piena di quel sentimento struggente che per qualche momento avvolge l’umanità nel giorno in cui il buio della notte inizia a recedere e il sole a splendere con più continuità.

Il mio presepio laico, i pacchetti sotto l’albero (compresi due scatoloncini pieni di cd che mi sono regalato e che hanno tanto di biglietto “da Tim per Tim”, della serie riflessi ossessivi-compulsivi), il bene che sento e ricevo da chi è entrato per un motivo o per l’altro nell’orbita di Tim Tirelli.

Il presepe laico di Tim Tirelli 2013

Il presepe laico di Tim Tirelli 2013

Ci si mette anche il calcio a far girare tutto per il verso giusto…arrivo alla domus saurea alle 20,40 dopo un’estenuante domenica passata da e con Brian, SKY passa il derby INTER-MILAN. Durante tutta la partita ho il batticuore, oh nulla cosmico onnipotente, quanto amo la mia squadra…Derby acceso e vivo. Naturalmente non ci fischiano un rigore a favore limpido come gli occhi di John Miles, quel gran simpaticone di Muntari non viene espulso dopo aver cercato di spaccare la tibia a Jonathan, ma per fortuna che il più grande attaccante oggi in Italia a pochi minuti dalla fine segna – DI TACCO – il goal della vittoria…

I tuffi di Mario Balotelli, l’astio di Poli, la bestiale irruenza di Muntari non l’hanno avuta vinta. E’ l’amore che vince, è il male che perde.

Trionfo! Grazie, Rodrighino mio.

Inter-Mila 1-0 goal di Palacio

Eccoci dunque qui, con l’animo leggero, (black and) bluesy ed eccitato a contemplare il finire dell’anno e l’inizio di una nuova stagione che, seppur lunga e fredda, farà sì che il sole torni a battere sui nostri visi e le stelle a riempire di nuovo i nostri sogni.

Donne e uomini di blues, che queste feste possano rimarginare le ferite, riportare i sorrisi e far sì che ci si possa sentire meno soli nelle fredde profondità siderali in cui il nostro piccolo pianeta è conficcato. Vi abbraccio tutti, uno per uno, una per una, con fervore blues.

Che il Dark Lord ci benedica tutti…

Stare con una pazza per gli YES

18 Dic

La notte è buia e fredda, l’acqua scroscia a ritmo regolare…lì, sotto la doccia della domus saurea. E’ un tranquillo sabato sera, uno di quelli in cui non esci, uno di quelli in cui ti prendi il tuo tempo. La pioggia calda e leggera mi tonifica, indugio pur sapendo che sto sprecando una risorsa essenziale per la vita su questo pianeta, ma il piacere è tanto, quasi quanto ascoltare i video ASMR di Diana Dew. L’acqua lava via il peccato originale, il sale dalle ferite del blues, i pensieri cattivi e pesanti. Sento la testa leggera, sarei pronto per un nuovo battesimo, ateo naturalmente, ma non sono sul Mississippi, non ho una tunica e soprattutto non c’è il Dark Lord a pronunciare la formuletta magica: “Do what thou wilt shall be the whole of the law. Love is the law, love under will. There is no law beyond do what thou wilt.”

E allora, beato, penso a JOHN MILES, ai MOTT THE HOOPLE, a EDGAR WINTER, ai FIRM.

D’un tratto aria sonora che arriva dallo studiolo, la groupie deve aver acceso lo stereo, il volume è alto, da una situazione soffusa e confortevole passo ad un mood elettrico e complicato. Cerco di non farmi coinvolgere. Esco dalla doccia, indosso l’accappatoio, mi asciugo i capelli. Mentre son lì che cerco di diventare un metrosexual spalmandomi con cura la Pashmina Patchouly, la crema corpo del Dr Taffi…

???????????????????

…all’improvviso vedo una figura che balza davanti alla porta e con precisione mima la figura di batteria che in quel momento sta fuoriuscendo dal pezzo CLOSE TO THE EDGE degli YES dal concerto live del 1996 contenuto in KEYS TO ASCENSION…rimango basito…nemmeno il tempo di riprendermi che esegue sull’air bass un difficile giro di basso di CHRIS SQUIRE sempre dal quel pezzo, che evidentemente conosce a memoria nei minimi particolari (e dire che dura oltre 19 minuti). Poi ridendo torna alle sue faccende…

Scuoto la testa, intontito e confuso mi chiedo dove cavolo sono finito e che groupie mi è toccata… per natale ho dovuto saccheggiare Amazon e scappare con ogni possibile items sul tema YES, RICK WAKEMAN riecheggia da mesi ormai tra i campi del posto in riva al mondo, tra poco anche le campane della chiesa di Borgo Massenzio si metteranno a suonare il tema de LE SEI MOGLI DI ENRICO VIII.

Mah. Palmiro entra in bagno, è confuso anche lui, per un gatto AOR non è che gli YES e RICK WAKEMAN siano il massimo. Ci guardiamo negli occhi, poi salta sul lavandino, vuole starmi vicino…la groupie è di là che canta a squarciagola gli YES … lo accarezzo e continuo a darmi la cremina.

La groupie plays air bass - foto di TT

La groupie plays air bass – foto di TT

L’unica volta che ho vinto (Pippo Civati Blues) … e in lontananza luci ad intermittenza …

11 Dic

Settimana scorsa: in giro per lavoro circumnavigo il distretto ceramico, lambisco Maranello e nel farlo decido di fermarmi all’edicola BONFATTI; Marchino non appena mi vede mi lancia un’occhiata complice, ci unisce una certa passione politica, passione per il calcio (ma lui è un “cugino”) e tutto sommato anche per la musica. Prendo il nuovo numero di PROG con in copertina CLOSE TO EDGE per la groupie, la passione che ha per gli YES oramai ha raggiunto livelli inimmaginabili…

CLASSIC-ROCK-PRESENTS-PROG_NO-403

…avendo deciso di fare la raccolta degli album di FRANCESCO GUCCINI che sta pubblicando il Corriere Della Sera, ritiro anche gli ultimi due cd usciti (sì, lo so, è tutta roba che già avevo, ma vuoi mettere le versioni digipack con annesso cofanetto?).

Francesco Guccino corriere della sera

Marchino infine mi passa, con fare carbonaro, anche un volantino di PIPPO CIVATI, le primarie del PD sono alle porte e mi vuole esortare a fare il mio dovere. Mi infiammo subito, sono un sostenitore convinto di PIPPO CIVATI, un volto e una testa nuova per una sinistra moderna.

PIPPO CIVATI VOLANTINO PRIMARIE 2013 005

Marchino ciangotta sottovoce “..tanto ormai siamo abituati a perdere”; non voglio avere un’aria rassegnata, ma so che probabilmente ha ragione e dunque aggiungo “Guarda, io l’unica volta che ho vinto è stato l’otto gennaio del ’59 quando FIDEL è entrato all’Havana”…

Fidel entra all'Havana, 8 gennaio 1959

Fidel entra all’Havana, 8 gennaio 1959

I rivoluzionari cubani entrano all'Havana 8-1-59

I rivoluzionari cubani entrano all’Havana 8-1-59

Certo, non ero ancora nato, ma la Rivoluzione Cubana è una faccenda che porto nel cuore ed è come se vi avessi partecipato anche io (sebbene mi sarebbe piaciuto vedermi nella Sierra Maestra dire “Senti Che, oggi non posso venire a fare la rivoluzione, ho la dispepsia funzionale che mi da da fare, me ne sto qui quieto nella capanna.”)

Fidel & Che - Sierra Maestra 8 ottobre 1957 (AFP)

Fidel & Che – Sierra Maestra 8 ottobre 1957 (AFP)

Esco dall’edicola col petto gonfio dichiarando “Civati o muerte!”. Civati o muerte…mah, povero Tim Tirelli.

I risultati delle primarie poi confermano la tendenza di questi ultimi anni, la sinistra che si scolora, e il fatto che moriremo democristiani.

In questo dicembre di prima mattina mi ritrovo spesso a Mutina, Brian ha iniziato un percorso che ha a che fare con le coagulopatie (ci mancava pure questa), e ad intervalli regolari devo portarlo a fare dei prelievi del sangue. Parto alle 6 dal posto in riva al mondo, verso le 6,45 sono da Brian, lo lavo, lo preparo e, insieme a mia sorella, alle 7 siamo già in macchina. Occorre essere in due per la gestione in esterna di Brian. Benché non sia il massimo fare certe levatacce, respirare il risveglio della città mi piace un sacco…

Early In The Morning in MODENA

Early In The Morning in MODENA

Sbrigata la faccenda prelievo, il trio Tirelli si ritrova a far colazione insieme al City Bar…Brian è in estasi, in giro con suoi due figli…non gli sembra vero.

Il resto delle mattine, prima di partire, mi fermo ad ammirare la tundra gelata intorno alla domus saurea…

La tundra gelata intorno alla domus saurea - foto di TT

La tundra gelata intorno alla domus saurea – foto di TT

E’ dicembre, il mese che più di ogni altro mi colpisce l’animo, così mi accorgo che sono più meditabondo del solito. Mentre la sera me ne torno verso Borgo Massenzio, scorro la Emily Road.

Nel car stereo improbabili ballate degli UFO con Vinnie Moore…

…romanticume da suo soldi di ROD STEWART…

Attraverso Herberia, mi guardo in giro…le grandi e brutte vetrata di bazar cinesi dove si vende tutto quello che è inutile, l’anziano che attraversa la strada chiuso in un lungo paletò e in un cappello con i lembi paraorecchie, il negozio di abbigliamento aperto da poco in cui – tutte le volte che ci passo davanti – non c’è mai nessuno, il distributore di benzina con a fianco un’ampia area buia che da l’effetto Sarajevo durante la guerra, gli sghembi addobbi natalizi fatti da gente senza il minimo gusto estetico. Quando la Via Emilia si versa sulla tangenziale, perdo la cognizione del tempo, i fari delle macchine che incontro diventano una sorta di tunnel temporale che mi trasporta in altre dimensioni ed è allora che è il momento dei PINK FLOYD…

Soliti sabati e solite domeniche a far da badante a Brian. Si aggrappa a me, mi tiene la mano, non vuole scivolare via; lo stadio “demenza grave” gli fa un baffo…non sa quanto resisterà prima di cadere nell’oblio, ma per il momento si regge con una tenacia insperata a quei due o tre appigli che lo tengono ancora appeso all’albero della vita. Quanta tenerezza mi fa il vecchio Brian.

Arrivo all’appuntamento con la spesa alla coop del sabato trafelato, in ritardo, cotto. Nonostante questo mi perdo come un fanciullo nell’iconografia natalizia…sospiro ammirando una sorta di mock up di fantasie legate alle festività a cui stiamo andando incontro…

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Winterwonderland fantasy – foto di TT

…come un cinno di dieci anni mi faccio sorprendere dalla groupie mentre valuto l’acquisto di dolciumi disneyani…

Tim e il dolciumi disneyani - foto di Saura T.

Tim e il dolciumi disneyani – foto di Saura T.

…la groupie mi scatta una foto, la voglio vedere…sembro uno stuchino…che razza di uomo di blues che sono, perso nelle mie paturnie natalizie a far la spesa alla Coop…mo zio can an s’è mai vest ROBERT PLANT andèr a fer la spesa al supermerchèe…ops…

Robert Plant fa la spesa al supermercato come un Tim Tirelli qualsiasi...

Robert Plant fa la spesa al supermercato come un Tim Tirelli qualsiasi…

Scuoto la testa, sopraffatto dai miei blues perenni ed instancabili, sono senza forze…ore 15,30 e devo ancora pranzare…per fortuna che la groupie come sempre è in forma e ready to rock…

La groupie alla Coop Ariosto di Regium Lepidi - foto di TT

La groupie alla Coop Ariosto di Regium Lepidi – foto di TT

Cerco di ripararmi dal freddo intenso di questi giorni ascoltando i TEN YEARS AFTER. La nebbia che da giorni ingoia la pianura fa sì che la percezione del freddo sia maggiore rispetto alla reale temperatura che scende appena sotto lo zero. Il blues rock del gruppo riesce nell’intento…

Periodo denso di prove da superare; le percentuali che alcune di essere possano risolversi in maniera positiva sono esigue, tipo 4/5%, eppure sebbene sia razionale, realista e non mi aspetti nulla, devo fare i conti col fatto che nell’essere umano la speranza prende sempre il sopravvento. Puoi essere pessimista, rassegnato al peggio, freddo e distaccato, ma in fondo confidi sempre che il nulla cosmico onnipotente te la mandi buona. E quando ti accorgi che non è così, aggiungi un altro fardello al peso che già devi portare in giro.

Così mi infilo nelle nebbie e medito sul da farsi…

SAMSUNG

Sulla blues mobile infilarsi nella nebbia a Magpie Place (alla Gazzata, insomma) – foto di TT

Un cambiamento mi farebbe bene, lo dice anche ETTA JAMES…

…cambiare vita, lavoro, città, chitarra, orizzonti…ma è difficile quando senti che ti hanno riempito il serbatoio di musica leggera e non di blues nero e feroce…la blues mobile del tuo animo sbuffa, borbotta, viaggia a rilento, con le 4 frecce accese, certo è ancora in moto ma dovrai fermarti in officina. Non mi do per vinto, sono tenace.. esile come un giunco ma forte come una quercia…è così che mi descrisse qualcuno in una delle più belle estati della mia vita, quella del 1981, a Brez, dopo la maturità, insieme a Biccio, Pigi, Gheri e tutti gli altri…raccolgo i pezzi, mi fermo in stazione e acquisto un altro biglietto…dopotutto l’importante è viaggiare e non restare fermo…

Why can’t it stay like this forever?
Why does it always have to change?

Everytime you think you’ve paid the price,
Seems you’ve always got to pay it twice.
Everytime you think you’re near the end,
You turn around and find another ticket.

Oh my love, time is running out.
Oh my love, time is running out.

Why must we wait until tomorrow,
When we already know the score?

Everytime you think you’ve paid the price,
Seems you’ve always got to pay it twice.
Everytime you think you’ve got it made,
Seems you’re only lying in the shade.

Everytime you think you’ve run the course,
Seems you’ve got to ride another horse.
Everytime you think you’re near the end,
You turn around and find another ticket.

Sinodi, kartodromi e i cieli grigi dei novembre emiliani

18 Nov

Tra i sinodi che si tengono al calar di solstizi ed equinozi, ci sono sinodi minori , quelli in cui io e gli illuminati del blues possiamo presentarci con l’animo in tuta da ginnastica, sinodi informali, leggeri, frizzanti, schietti e sinceri come il lambrusco. E’ in questa dimensione che ci troviamo in questo sabato sera intorno al tavolo del ristorante del centro sportivo di Quariêg, lì, nelle terre reggiane profonde, dove l’oscurità, il blues e l’idea della socialdemocrazia si fondono…lì in mezzo alle gambe di quel bel pezzo dell’Emilia, tra casolari, fabbriche, tortelloni, parmigiano-reggiano, gnocco fritto, lardo e lambrusco appunto. Stasera con noi c’è anche MARIO, e con lui TIMMY BOY (che poi sarei io), PICCA, RIFF, JAYPEE, SUTUS, LORENZO STEVENS e udite udite il MAHATMA MARCI (March insomma) il quale mancava da tempo immemorabile.

Il primo brindisi è per ERICK THOHIR, non che ne abbia bisogno, ma probabilmente ne abbiamo bisogno noi cuori nerazzurri, ancora intimoriti, incerti ed impauriti dinnanzi ad un cambiamento così epocale per la nostra cara, amata, dolce, bella, sexy, pazza INTER.

Brindisi a Thohir

Per un momento, quando son lì col calice alzato, mi viene in mente la recente notizia che vuole MOURINHO poco prima delle partite leggere la bibbia per qualche minuto…ma è solo un istante, scuoto la testa e scaccio il pensiero…

Mentre facciamo il brindisi, qualcuno accende il grande schermo che c’è nella sala, Radio Capital Tivù proprio in quel momento trasmette STAIRWAY TO HEAVEN da Earls Court 1975, ah…questi segni del blues!

Quando parlo di musica rock con gli illuminati non mi accorgo del tempo che passa, d’un tratto mi accorgo che il locale è vuoto, che siamo ben oltre la mezzanotte e che è ora di andare. Prima dei saluti, lì nel parcheggio in mezzo al nulla, accendo lo stereo della blues mobile e faccio partire ROCKET MAN di ELTON JOHN, ci stringiamo intorno alle struggenti note di Reginaldo…che brividi…

Le domeniche senza calcio sono insopportabili, non sono un fan delle pause per la nazionale…ridatemi la mia INTER.

Senza football mi sottometto alle richieste della groupie. Andare a comprare un paio di scarpe? No. A fare shopping? No. A chiedere gli opuscoli turistici della mia città e passare il giorno a visitar musei monumenti e chiese parlando inglese? No. Con la groupie si va al kartodromo di Mantova dove la si guarda sfrecciare e superare i poveri tapini che le si parano davanti.

Autobrennero quindi, JOE WALSH nel car stereo. Poi ROLLING L.A.FORUM 1975 e infine QUARTERMASS.

Non facciamo nemmeno in tempo ad entrare al GO PARK che la ragazza alla reception, tal Laura, urla “Sauraaaaaa!!!” Devo controllare meglio i movimenti della groupie, non è che quando mi dice che esce con le amiche viene a Mantova a correre eh?! Dopo un quarto d’ora è già in pista. Io mi accomodo nella terrazza panoramica, unico maschio in mezzo ad almeno venti/trenta fighe che fanno i filmatini ai loro ragazzi sui kart. Le sento parlare: “Oh ma hai visto con chi si è messa la Momi?” “E la Fufi? Mio dio ma come fa a stare con quello?” “Frenci, ma dove hai comprato quelle scarpine?” “Debbi, anche tu a volte hai un prurito lì nelle parti intime?”…Io son lì che cerco di leggere il libro sui KING CRIMSON di DONATO ZOPPO…

Tim Tirelli legge il libro sui King Crimson di Donato Zoppo - Foto della Momi.

Tim Tirelli legge il libro sui King Crimson di Donato Zoppo – Foto della Momi.

…ma ci rinuncio, mi metto a fare un filmatino anch’io e a scattare qualche foto…becco la speed queen che sta per acciuffare un poveretto che osa cercare di starle davanti…

La groupie sta per sorpassare l'ennesimo malcapitato - foto di TT

La groupie sta per sorpassare l’ennesimo malcapitato – foto di TT

Guardo il tabellone, il nome “saurafumi” è primo, giro più veloce…non ce n’è per nessuno…

Tabellone: saurafumi  kart n.22 prima posizione- foto di TT

Tabellone: saurafumi kart n.22 prima posizione- foto di TT

Finita la prima corsa viene da me, è carichissima, beve un integratore, è spettinata, sudata, ma il mood è alle stelle…

La Groupie - The Go Kart Killer Queen - Foto di TT

La Groupie – The Go Kart Killer Queen – Foto di TT

La seconda gara la fa sui BLACK EAGLE, kart speciali che possono essere guidati soltanto da chi scende al di sotto di un certo tempo. Roba per professionisti. Per i primi giri c’è uno che le sta incollato, ma una volta prese le misure la Killer Speed Queen prende il volo e ti saluto mingone. Prima di andarcene dobbiamo rifermarci alla reception, Laura mi vuole assolutamente conoscere “ Ah, finalmente, eccolo qui l’artista, il musicista”. Le stringo la mano e le sorrido cordialmente mentre sussurro alla groupie “Ma cosa le sei andata a dire? L’artista? Il musicista?” La groupie ancora mi guarda con gli occhi foderati di prosciutto. Mah.

Lunedì, nel venire a Stone City mi ascolto THE WINERY DOGS, cd che mi è arrivato grazie alla gentilezza di LORENZINO STEVENS…

Diversi i riferimenti ai LED ZEPPELIN, seppur rinchiusi in una gamma espressiva modernista. Il progetto di KOTZEN/SHEEHAN/PORTNOY mi ricorda quello di 25 anni fa di SYKES/FRANKLIN/APPICE, i BLUE MURDER…

In pausa pranzo faccio un salto da Brian, lo porto fuori per un crodino. Se lo gode Brian il suo quarto d’ora d’aria, quando poi nel bar di Chen il cinese arriva anche mia sorella il viso di Brian s’illumina. Poco dopo parlando di me usa la parola “fiulèn“, figliolino…dall’alto della sua età mi vede ancora giovanissimo. “Fiulèn”… ah, caro vecchio Brian.

Mentre torno a Stonecity il cielo si fa metallico, pioviggina, foschia sulle colline…è tempo di FAIR WARNING, VAN HALEN…

La pioggerellina autunnale, i tergicristalli che lasciano il rigo sul parabrezza e il pensare ai MOTT THE HOOPLE

15 Nov

Una di quelle pioggerelline leggere, insistenti, che però non riescono a bagnare a sufficienza il parabrezza affinché i tergicristalli scivolino a dovere; tu sei lì che ascolti i MOTLEY CRUE e ogni cinque secondi senti il rumore dello strisciare sordo della gomma degli windshield-wiper sul vetro…trrcrum…trrcrum…trrcrum, certo potrebbe essere una diavoleria insita nella musica del VARIEGATO GRUPPO DI PERSONE (o se preferite BANDA VARIOPINTA)…

L’autunno avanza, e con lui i blues…blues fastidiosi, ostinati, sin agguato dietro l’angolo. Sei così blues che finisci per infilare nel cassetto il primo dei BON JOVI e ti chiedi cosa potrebbe pensare POLBI se ti vedesse farlo…

L’anno sta finendo, inizi a fare qualche considerazione, a vedere se il bilancio del tuo animo si chiuderà in attivo, in pareggio o in perdita. Chissà se dovrai tornare dal tuo commercialista spirituale per sistemare i conti.  Chissà se prima dell’ultimo dell’anno ci sarà un raggio di sole che sbucherà dal cielo nero, che possa in qualche modo riscaldare l’essserino che sei sperduto su questo cavolo di pianeta, su questo cavolo di pianura. Intanto pioviggina…spiuvsèina come dice Brian, il tuo meteorologo di fiducia che non manca di aggiornarti in tempo reale ad ogni cambio di direzione del vento (“Tim, adèss al tira al vent“, “Tim, a piòv, mo dio bon che lavòr“, “Tim” ridendo, “adèss l’è gnu fora al sol”).

I primi addobbi natalizi sfoggiano le lucine ad intermittenza, come un pavone che fa la ruota con la coda cercano di far colpo tra il grigiume di questa pioggia di polvere e foglie, di attirare a sè gli animi malinconici degli uomini di blues. Hai già iniziato a parlare con la groupie a proposito dell’albero di natale. Troverai la voglia e la energia per farlo? E il presepio? Riuscirà il misero architetto che c’è in te a crearne uno con la capanna dei due genitori adottivi e del loro figliuolo, con la grotta dei pastori, il lago fatto con la carta stagnola, e lì in alto sulle montagne l’ Abbazia di Thelema con il CHE e FIDEL a far da guardia?

La mente slitta, e la slitta mente perché probabilmente anche quest’anno Babbo Natale non riuscirà a portarti ciò che vorresti, rimetti i pensieri in carreggiata, le renne che tirano il tuo meditare si mettono a trottare con metodo, dunque sei di nuovo libero di pensare liberamente ai MOTT THE HOOPLE… hanno iniziato il tour inglese e ROSS HALFIN ha preso a postare sul suo diario le foto relative:

MOTT THE HOOPLE Birmingham 11-11-2013 - photo by ROSS HALFIN

MOTT THE HOOPLE Birmingham 11-11-2013 – photo by ROSS HALFIN

Guardi le loro facce da eccentrici inglesi ultrasessantenni (RALPHS ne ha 69, HUNTER addirittura 74), ti piacerebbe davvero diventare come loro: ancora un po’ sopra le righe, ma con dignità e ancora intenti a fare rock and roll, meglio loro di quei gruppi di vecchie rockstar che si danno alle proposte patinate, o a quelle più acustiche e mature (?), per non parlare di quelle stelle del rock piene di soldi che non fanno altro che crogiolarsi nell’accidia (Sì, sto parlando ti te, Jimmy Page)!

Vorresti essere anche tu sulla strada per BIRMINGHAM e andarli a vedere…

..ma sei qui, come uno stupido sotto alla pioggia, a fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarti da persona civile.

A Blues man in the rain

E con il freddo entro in modalità ELP (mentre monta il space-saving-cd-sleeve blues)

12 Nov

Sera d’autunno, sono di fronte ai miei scaffali di CD, estraggo quelli che, prima che scoprissi le SPACE-SAVING-CD SLEEVE, misi dentro a semplici buste di nylon trasparenti. I CD sono quelli non originali, quasi tutti bootleg. Arriva la groupie e mi fa: “cosa fai?” e io, “sto togliendo dagli scaffali tutti i cd nelle buste di nylon normali, ora che ho scoperto le SLEEVE non le sopporto più, devo sostituirle tutte adattando le copertine alla misura (più grande) delle SLEEVE, appunto”. Mi guarda divertita, stupita, preoccupata. ” Spinta ossessiva compulsiva?” mi fa…per risposta appoggio la testa alla sua spalla e sospiro.

Mi porto i CD, le cui copertine sono da rifare, in ufficio…è così che passo le mie pause pranzo quando non sono da Brian…invece di rilassarmi tra una riunione e l’altra, sistemo le dimensioni degli artwork, li stampo, li ritaglio e li inserisco nelle sleeve…la versione fatta in casa dei digipack.

Space Saving CD Sleeve blues - by Tim Tirelli

Space Saving CD Sleeve blues – by Tim Tirelli

SAMSUNG

A sx le normali buste di nylon, a destra le sleeve

Mentre sono alle prese con questo riflesso ossessivo-compulsivo mi capita in mano il bootleg degli ELP registrato dal grande DAN LAMPINSKI il 4 febbraio del 1978…uhm, è un po’ che sono lontano da loro, ma il tempo di un nuovo ritorno di fiamma sta arrivando, si sa, con l’inverno, con il sopraggiungere dell’atmosfera festiva del solstizio d’invermo, l’uomo di blues Tim Tirelli entra in modalità ELP.

ELP Boston garden 4th feb 1978

Magari è ancora prestino ma non appena inserisco il CD nel lettore del car stereo, metto un piede in quel magico mondo in cui piombo ogni anno verso dicembre…il solstizio d’inverno, la neve, le luci ad intermittenza e gli ELP periodo 1977-78. Il bootleg me lo sento tutto d’un fiato, oh nulla cosmico onnipotente, che meraviglia gli EMERSON LAKE and PALMER nel 1978…

Verso mezzogiorno esce un bel sole, l’aria si scalda, la luce s’ infila tra le fronde autunnali degli aceri che abbiamo dietro all’ufficio…vado a gustarmi questi ultimi spicchi dell’estate di San Martino, il cambio di stagione sta arrivando, un altro anno sta finendo ed io sono qui sul terrazzo a pensare ai MOTT THE HOOPLE e agli EMERSON LAKE AND PALMER. Mah.

Tim Tirelli osserva gli aceri mentre pensa ai MOTT THE HOOPLE e agli ELP - Foto di Cassy

Tim Tirelli osserva gli aceri mentre pensa ai MOTT THE HOOPLE e agli ELP – Foto di Cassy

IMMIGRANT SONG & il MOTT THE HOOPLE blues

10 Nov

Mutina, via Poletti… ci capito almeno una volta al mese quando vado dal commercialista; ogni volta mi fermo qualche secondo davanti alla lapide del partigiano ABELE MISELLI, ucciso dalle bande nere nel settembre del 1944. Osservo alla base della lapide le due bandiere tricolore con  in mezzo una bandiera rossa. CVL… corpo volontari della libertà. Mi chiedo se oggi ci sia qualcuno che ogni tanto si fermi davanti a questo tipo di lapidi, se a qualcuno interessi ancora l’epopea dei partigiani (al di là degli sporchi revisionisti tipo GIAMPAOLO PANSA, principe della prostituzione intellettuale e dei blog dei neofascisti che col solito tanfo non mancano di sottolineare le distorsioni della guerra civile avvenuta qui dalle nostre parti). Mah. Un ultimo istante di raccoglimento e saluto ABELE.

Abele Miselli lapide

Tra i vari impegni di questo giovedì riesco ad incastrare una visita da SAL e dunque a portare BRIAN al solito haircut trimestrale. Per Brian è un’avventura che gli risolve la giornata…

Haircut time - Brian da Sal - Foto di TT

Haircut time – Brian da Sal – Foto di TT

Poco dopo ho appuntamento con l’ assistente sociale da BRIAN. Rossella arriva e con il giusto mix di tenerezza e professionalità, interagisce alla perfezione col vecchio TIRELLI; raccoglie poi i documenti per quello che sarà il prossimo step a cui BRIAN – purtroppo –  sarà destinato. Io e mia sorella ormai abbiamo elaborato la cosa, la decisione è stata presa, non ci sono soluzioni alternative, e sappiamo che il malessere spirituale che ci investe è solo una prima avvisaglia di quello che sarà nel prossimo futuro. La notte, a letto, non riesco a prendere sonno. Al mattino non riesco ad andare in ufficio. Vi arrivo verso le 14, ricurvo e sdrucito come un girasole in ottobre. Una delle ennesime riunioni di questo periodo, della durata di tre ore, mi dà il colpo di grazia.

La sera avrei voglia di versarmi sul divano, ma ho promesso alla groupie che avrei partecipato alla cena che ha organizzato insieme ai suoi amici. La serata si rivela ottima, buona compagnia e buon groove. Siamo al ristorante ORCHIDEA di OLINDO di Regium Lepidi, un locale enorme (e  non certo arredato con gusto) ma rimango di stucco quando mi accorgo, verso le 21,30, che è pieno imballato. Di questi tempi vedere locali così pieni è quasi impossibile. Parlo con gli amici: ridacchio della nuova passione sportiva della Ceci (ragazzi, il Ghiri Sport è un lavoro da mica normali), scambio battute con la Sonia circa le sfumature “sgrause” della groupie, cerco di risollevate il morale ad Andrea cuore rossonero, parlo di musica con la Stefi e approfondisco la conoscenza con M e A. Rimango sbigottito davanti ai loro blues lavorativi. Entrambi dipendenti a tempo determinato, contratto in scadenza, qualifica mortificante (e ripeto: m o r t i f i c a n t e),  retribuzione che vi lascio immaginare. Uno di 44 anni, architetto, l’altro 24 anni pieno di vita ma senza speranze per il futuro. Entriamo nei dettagli – anche delle loro esperienze precedenti – e rabbrividisco.  Mi chiedo cosa abbiamo fatto per ridurci così, e non in una città o in una regione  del sud, no… qui, nell’ Emilia profonda, quella descritta da wikipedia in inglese in questo modo:

477px-Emilia-Romagna_in_Italy.svg

Emilia-Romagna today is considered one of the richest European regions and the third Italian region by GDP per capita.[3] These results have been achieved by developing a very well balanced economy that comprises Italy’s biggest agricultural sector as well as a long-standing tradition in automobile, motor and mechanics manufacturing.

Emilia-Romagna, except for the province of Piacenza, was historically a stronghold of the Italian Communist Party, and now is a stronghold of center-left coalitions, forming with TuscanyUmbria and Marche the famous Italian political “Red Quadrilateral”.

La mia Emilia, quella piena di vita, di operosità, di bon vivre, di (almeno in parte) giustizia sociale… la mia Reggio Emilia, città di tutta la mia stirpe, dove ci sono gli asili migliori al mondo, dove le strade si chiamano VIA CHE GUEVARA, VIA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE, VIA DEL PARTIGIANO… come abbiamo potuto arrivare a certi livelli? Togliere la speranza ai ventenni, minare ogni sicurezza ai quarantenni, far precipitare nella disperazione i cinquantenni che hanno la sfortuna di mettere un piede in fallo,  fuori del cerchio del lavoro?

E’ con questi pensieri che in questo sabato mattina, alle 7,30 metto in moto la blues mobile e mi avvio per andare da Brian. Il mondo appare grigio, io sono in modalità neutra, così, visto che da alcune settimane (ve ne sarete accorti) sono in un MICK RALPHS kick, spingo nel lettore cd MOTT dei MOTT THE HOOPLE…

mott 1973

e il mondo appare di nuovo in quadricromia. Quel misto di DYLAN, ROLLING STONES e  BOWIE periodo glam messo sapientemente a fuoco dai semplici e pratici talenti di HUNTER e RALPHS , è quello che ci vuole in questa mattina sbiadita…

Arrivo a Mutina alle 08,30, mi fiondo al Conad del Newtower, da questo sabato ho deciso di fare la spesa per Brian prima di andare da lui. Non cago nessuno,  me la sbrigo in 15 minuti, le uniche parole alla cassa… “buongiorno“… “pago col bancomat”… “arrivederci“.

Brian è di buon umore, sempre più perso nelle nebbie e nei pantani di questo cazzo di alzheimer, ma proprio per questo il suo essere è scevro dalle paturnie del passato. Animo leggero, voglia di uscire e di stare con la gente benché non riconoscendo quasi più nessuno, tutti debbano sembrargli degli sconosciuti. Lo lavo, lo vesto, facciamo i nessi, gli faccio la cresta come quei baggiani dei giocatori di calcio del giorno d’oggi… Brian ride di gusto, e io con lui…

El Brianawy- foto di TT

El Brianawy- foto di TT

Arriviamo a Ninetyland, mi cade l’occhio sul vecchio font del cinema del prete che ancora resiste su di una vecchia bacheca su cui si affiggevano le locandine dei film…

Cinema Teatro Arena di Nonantola - foto di Tim Tirelli

Cinema Teatro Arena di Nonantola – foto di Tim Tirelli

Al K2 il caffè stamattina è davvero cattivo. Ci vengo ancora solo perchè Brian possa incontrare i suoi vecchi amici. La nuova gestione cinese non mi soddisfa… il caffè è acquoso, le paste sembrano meno buone che in passato, diverse luci sono spente. Dietro alla grande TV c’è un paravento, dietro il quale vanno ad imboscarsi gli schiavi delle slot machine e dei video poker. Scorgo una donna sui sessantanni incollata ad una di quelle macchinette infernali. Poco dopo arriva un uomo, meridionale, vestito da pseudo giovane ma in modo sfigato, entra nel bar, non saluta nessuno, furtivo si eclissa dietro il paravento. Quante storie di vite misere che devono esserci al di là di quel paravento maledetto.  Anche oggi constato che sono l’unico nonantolano, nei tavoli lì intorno solo nord africani. Due passi in centro, incontriamo (quelli che crediamo essere), pakistani, nigeriani, asiatici, meridionali. Per fortuna ci viene incontro PETER, l’amico di Brian, 83 portati alla grande, vispo, pronto, tonico, pieno di emilianità nei gesti e nell’accento. Siamo entrambi progressisti, posso permettermi rilievi che ad altri potrebbero sembrare di stampo razzista: “Pirèn” gli dico “mo dio canta a gh’è sol di stranièr, an cat menga un nunantlàn, cuschè ormai l’è un paès multirazziale”. Mi risponde “Mo’ zio pèder, che multirazziale, ormai la nostra l’angh’è piò”.

Mi chiedo dove finiremo, e cosa comporterà la fine della identità culturale di comunità tipo questa. In più il problema è che tutti questi migranti che arrivano sono tutti religiosissimi, molti fondamentalisti, e questa cosa proprio non mi piace nemmeno un po’.

Torno verso Regium Lepidi, ancora i MOTT sullo stereo, mi perdo ascoltando I’M A CADILLAC cantata da MICK RALPHS… penso ad un recente scambio di battute che ho avuto con Picca…

Gli scrivo, ironicamente: “… un anziano che sa due-fraseggi-due prova una chitarra da Notari…” riferendomi al link che vede il MICK RALPHS dei giorni nostri provare una Les Paul in un negozio (Notari è un famoso guitar shop di Modena)…

Mi risponde: “bastava nascere a Londra negli anni giusti, imparare otto accordi, due riff, due licks, due fills, essere amico di Ian Hunter o Paul Rodgers e ti facevi 45 anni di rock… e invece… Nonantola…”

Già, perché se sei JIMMY PAGE, KEITH EMERSON o CHRIS SQUIRE niente da dire, ma a Londra in quegli anni farcela non era poi difficile nemmeno per musicisti ordinari…

Mentre ascolto I’M A CADILLAC cantata dal grande MICK RALPHS  ancora una volta mi sorprendo di quanto mi riconosca in questo musicista, quando poi parte la coda EL CAMINO DOLOROSO entro in modalità meditabondo e mi getto in una foschia che vedo e che vivo solo io… mi dissolvo in cometa… mi ricompongo… mi dissolvo di nuovo…

Il cd è il remaster del 2006, ha delle bonus tracks, la prima è ROSE, che apparve come lato B del singolo HONALOOCHIE BOOGIE… struggente, malinconica, adattissima per l’uomo di blues che è in me. Sono cosi dentro al mood hoopleiano  che arrivo al parcheggio della COOP di REGIUM LEPIDI con l’intento di mettere in piedi un nuovo gruppo,  la versione italiana dei MOTT THE HOOPLE appunto, ma è solo un attimo di sbandamento, mi riprendo quasi subito, metto l’euro nel carrello, lo estraggo dalla tettoia sotto cui è riposto e mesto mi avvio verso la Coop… tanto il mio IAN HUNTER non lo troverò mai.

Album dei ricordi: BAD COMPANY “Straight Shooter” (Swan Song 1975) – TTTTT+

4 Nov

Qualche sera fa, in casa, entro nello studiolo e mi accorgo che PALMIRO è dietro allo scaffale degli LP, fa il matto, io sto al gioco, lui inizia a strampellare con i miei dischi, temendo ne rovini qualcuno lo faccio uscire, lui mi ubbidisce ma non prima di aver dato una zampata a caso…dandola fa uscire dallo scaffale un disco della BAD COMPANY, STRAIGHT SHOOTER…uhm…guarda caso indosso la mia t-shirt preferita (della BAD COMPANY appunto)…ed è la stessa sera in cui mi arriva l’email dove mi si dice che MICK RALPHS ha iniziato a seguirmi su twitter…io sono razionale, non sono superstizioso nè scaramantico, ma adoro questo tipo di coincidenze, questi segni del blues. E allora tiro fuori l’album in questione, lo inserisco nello stereo, mi adagio sul cuscino e lascio partire i ricordi…

TT assorto nelle note di copertina di STRAIGHT SHOOTER - foto della groupie

TT assorto nelle note di copertina di STRAIGHT SHOOTER – foto della groupie

Ultimi sospiri degli anni settanta, sono un adolescente, ho già scoperto i LED ZEPPELIN, i FREE, gli ELP, JOHNNY WINTER, SANTANA e alcuni altri gruppi rock che mi fanno girare la testa. Non c’è internet, non c’è youtube, non c’è un cazzo, solo CIAO 2001 e poco altro. Ma sono un fan on the prowl, determinato e cocciuto, adesso che l’ho scoperto, il ROCK è tutto quello di cui m’importa; scovo notizie, ritagli di giornali, foto, qualche libro… FREE, LED ZEPPELIN, SWAN SONG, dunque BAD COMPANY. E’ settembre, uno di quei settembre emiliani, tiepidi, dolci, a misura d’uomo di blues. Il futuro sembra pieno di luce, le possibilità infinite, la vita gravida di sorprese. Sabato, mi fiondo al PEECKER SOUND di FORMIGINE, di fianco alla leggendaria discoteca PICCHIO ROSSO. Il PEECKER è probabilmente il negozio di dischi per eccellenza del modenese, grande, pieno di scaffali, self service, nessun commesso che ti disturbi con la frase “posso aiutarti?”. Lì dentro ci si passa pomeriggi interi. Lettera B: BAD COMPANY. La copertina con i dadi è quella che mi attira subito, …printed in USA…cazzo, l’etichetta è quella della SWAN SONG, special thanks to PETER GRANT, sleeve by HIPGNOSIS…STRAIT SCIUTER sei mio.

Bad Company Straight Shooter

Arrivo a NONANTOLA, salgo in casa, sono tutti fuori, metto il disco sul piatto…primo pezzo GOOD LOVING GONE BAD. Bam, una sorta di imprinting immediato, una scossa di testosterone, un marchio indelebile che mi si stampa sull’animo. Il pezzo è di un certo MICK RALPHS, ah è il chitarrista.

Hard rock di fattura pregevolissima, suoni efficacissimi,  batteria meravigliosa, voce che senti vibrare nello stomaco, e MICK RALPHS giustappunto alla chitarra. Un zabaione di iperbole per la mia giovane anima, per me che sono esile come un giunco ma che mi senti forte come una quercia. STRAIGHT SHOOTER significa  “persona schietta e sincera” ma c’è il gioco di parole dato dall’immagine dei dadi in copertina:  to shoot craps significa difatti  tirare i dadi, gettare i dadi. Ad ogni modo, mi accorgo che MICK RALPHS non è JIMMY PAGE, ma il suo chitarrismo  è appunto così schietto e sincero da essere, per me, irresistibile.  Riff granitico in LA e in RE, poi stacco lento dove RODGERS canta

I got my pride 
Don’t need no woman to hurt me inside
I need love 
Like any other
So go on and leave me
Leave me for another

Il ritmo poi riprende e sullo stacco PAUL che canta Cuz’ Baby I’m a bad Man, oh santo demonio quanta forza mi ha dato quella sciocca frasetta…

Good! Lovin’ gone bad
Good! Lovin’ gone bad
Good lovin gone bad
I’m a sad man
Get outta my way 
Cuz’ Baby I’m a bad Man
Now Now!

Io sono conosciuto per essere soprattutto un fan dei LED ZEPPELIN, e dei FREE e degli ELP se vogliamo, ma in definitiva forse il gruppo che più amo è la BAD COMPANY, e grazie a questo primo pezzo, STRAIGHT SHOOTER è probabilmente l’album che preferisco in assoluto. Intendiamoci, capisco benissimo che la BAD CO non è certo uno dei gruppi più importanti per la storia del rock, so che detta in modo un po’ maldestro il gruppo non è altro che la versione da stadio dei FREE, ma quell’hard rock genuino, semplice, diretto mi arriva al cuore con una facilità disarmante. Non è un caso che la mia band si chiami CATTIVA COMPAGNIA, se le canzoni che scrivo sono in qualche modo messe giù con un metodo simile, se mi sento e sono un chitarrista  alla MICK RALPHS più che alla JIMMY PAGE, se i il partner musicale che ho sempre cercato (invano) è una sorta di PAUL RODGERS emiliano… Oggettivamente credo che STR SHT sia un buon album hard rock, ma essendo diventato un capitolo così importante della mia vita, per me che sono lo smilzo di Nonantola, è the best hard rock album ever.

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FEEL LIKE MAKIN’ LOVE fu il secondo singolo tratto dal disco, arrivò nella top ten americana. Oggi non riesco più ad ascoltarlo, ma allora lo trovavo davvero carino. Ballatona acustica col ritornello pieno di chittarre distorte, testo al limite della sostenibilità…troppo mieloso. WEEP NO MORE è una delle pochissime canzoni scritte da SIMON KIRKE ad apparie sui dischi della BAD COMPANY originale. Intro d’archi e un incedere bluesy a seguire. Tutto molto godinile. SHOOTING STAR è uno degli altri hit del disco, stessa formula di FEEL LIKE MAKIN’ LOVE. Riflessione gradevole seppur un po’ retorica sulla tragica fine di giovani rockstar.

Riguardando le foto della copertina interne rammento quanto mi immedesimai in esse, quanto machismo involontario mi profusero, quanto mi fecero sentire un vero uomo…

Bad Comany Straight Shooter inside

Mi immaginavo di essere parte di loro, o di una band come la loro, in tour nel midwest americano nella metà degli anni settanta…

Bad Comapny Straight Shooter inside back

Immagini che si sposano a meraviglia con DEAL WITH THE PREACHER e WILD FIRE WOMAN, due ottimi esempi di hard rock inglese che racconta storie di vissuto nell’on the road americano. I cantati superbi di RODGERS, il chitarrismo lineare e ispirato di RALPHS, il basso preciso e mai sopra le righe di BOZ BURREL, la batteria elegantemente rock di SIMON KIRKE, che band ragazzi! La slide guitar di WILD FIRE WOMAN sa di sud degli Stati Uniti, di viaggi intrapresi per incontrare una bellezza di donna al di là del confine col Messico. Trovavo e trovo ancora irresistibile il finale quando PAUL RODGERS canta

I start to shiver and shake
I just can’t wait, I start to shiver and shake
I just can’t wait, I start to shiver and shake
I, Lordy, I just can’t wait
Driving down the highway, yeah
Wow
Oh baby, take a good loving to keep me driving all night
I’m a-driving all night, oh yeah

Quando poi al minuto 4:18 MICK RALPHS ci da di slide partivo e parto anche io per le highway americane in cerca di chissà chi …

Straight on down the highway
Straight on down the highway
Wow, straight on down the highway, yeah

Bad Co Straight Shooter ad

ANNA, di Simon Kirke, proviene dall’album KOSSOFF KIRKE TESTU AND RABBIT del 1972, registrato all’indomani del primo scioglimento dei FREE. Delicata, lenta, cantata con pathos da RODGERS, ANNA si accasa senza problemi  in STRAIGHT SHOOTER. Preso dalla mia mania per la BAD COMPANY, iniziai a contagiare gli amici, in particolare TOMMY TOGNI, cantante con cui mi misi  a suonare poco dopo. A quel tempo TOM stava con una che si chiamava Anna, e ogni volta che lui veniva a casa mia dovevo fargli ascoltate il pezzo a più riprese. L’album si chiude con CALL ON ME, tempo medio che in alcune sue parti si rifà all’epica rodgersiana di cui spesso parlo, con quella coda finale che ti porta nei campi di foschia e bruma che hai dentro di te, dove socchiudendo gli occhi vai incontro al tuo destino, al sole che sorge, ad un nuovo giorno che nasce.

Don’t worry about the rain, baby
I’ll keep you dry
I’ll keep you warm inside
And satisfied

Don’t worry about the rain
I’ll keep you dry, I’ll keep you dry
Call on me, baby, call on me, baby

Bad Company - Straight Shooter - Booklet (2-2)

Registrato nel settembre del 1974 e pubblicato nell’aprile del 1975, STRAIGHT SHOOTER arrivò al numero 3 della classica americana, vendendo 3 milioni di copie. Album dunque fondamentale per il sottoscritto…dopo tutto ho preso forma grazie ad esso, sono diventato l’uomo che sono nel bene o nel male anche grazie a questo Rock, totale, puro, schietto e frizzante come il lambrusco. Oh, nulla cosmico onnipotente , che cazzo di album che mi hai fatto trovare lungo la via…e ora tutti nell’abbazia di Thelema a osannare il chitarrista, perchè IN MICK RALPHS WE TRUST.

Bad Co vintage straight shooter t shirt