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Risparmiare qualche euro e comprare un kit di sopravvivenza

9 Feb

Più di quattro anni di crisi economica continua, di speranze di ripresa che appassiscono, meno soldi in tasca, poche possibilità, timore del futuro, sentimenti di incertezza, inadeguatezza, insicurezza. Si vive più a lungo, ma la società è cambiata, il sol dell’avvenire che negli anni settanta sembrava dietro l’angolo chissà mai se sorgerà. Paure ancestrali del forestiero e dello straniero ormai radicati sulla tua terra. L’Italia che sembra affondare, il senso dello stato ormai inesistente, il concetto “la comunità prima di tutto” ormai sparito, tutti aggrappati al proprio pianerottolo. Il senso di giustizia, le pari opportunità, la dignità da garantire a tutti…concetti ormai svaniti. Dalla tua pianura guardi a sud e ti vien voglia di bestemmiare…sì, umanesimo ‘sto cazzo! Guardi a nord e ti vien voglia di vomitare…sì efficienza ‘sto cazzo!

Italia malmessa

Il malaffare come modus vivendi, il soldo come unico scopo. Intendiamoci, avere soldi e possibilità è un traguardo valido per tutti, ma il contesto deve essere diverso…onestà prima di tutto, poi fratellanza, uguaglianza, tolleranza. Volgi allora lo sguardo alla caput mundi, la città a cui senti appartenere, ma se sposti le tendine dai viali di pini marittimi in una bella domenica mattina di maggio, la vedi meglio la tua città e non puoi fare a meno di notare che sembra una cagna in mezzo ai maiali.

ROMA Viale delle Terme di Caracalla

UNA CAGNA IN MEZZO AI MAIALI

Ci si mettono poi gli anni che passano veloci, le mamme che imbiancano e poi spariscono, i padri che scivolano verso l’oblio, i sogni che crollano, gli amori che finiscono e i patti che il demonio non ha mantenuto. Aggiungi poi che dopo lo Special One il diluvio e sei a posto.

Cosa fa allora un uomo di blues perso nella Regium Mutina county?

Bluesman

Va su Amazon e spende quel po’ di euro risparmiati in un kit di sopravvivenza:

acquisti di febbraio - foto di TT

O là.

Ecco che con il kit la vita si fa meno faticosa. Al mattino lo infili, insieme ad una manciata di bootleg degli EMERSON LAKE & PALMER, nella borsa e ti senti meglio. Lo tieni lì sul seggiolino e sai che puoi provvedere alla bisogna in qualsiasi momento. Le nubi si fanno meno scure, il traffico meno intenso, il broncio meno pronunciato, le groupie ancor più gnocche. Ah che meraviglia.

Grazie alle deluxe edition in fondo la vita è bella.

Some people say I’m no good
laying in my bed all day
but when the night times comes I’m ready to rock
and roll my troubles away
I don’t care if the sun don’t shine
I know I’m gonna see it trough
I don’t care what nobody says
I’m tell you what I’m gonna do

I’m gonna live for the music
give it everything you got
live for the music you know you’re gonna find a lot
to ease your mind

now you may say I’m a mean mistreater
say I never treat you right
but sooner or later I’m gonna get to ya , baby
I don’t wanna fuss and fight
hey baby gimme good lovin
do it to me all night long
any old thing gonna make me happy
long as I can sing my song

I’m gonna live for the music
give it everything you got
live for the music you know you’re gonna find a lot
to ease your mind

Hey, give it everything, give it everything Give it everything you got Give it everything, give it everything Give it everything that you got


Get out on the floor 
Dance and dance some more Come on, come on, come on baby Come on, come on, come on baby Yeah, yeah

 

BAD COMPANY

BAD COMPANY

I ponti di Einstein-Rosen county

6 Feb

Oggi pomeriggio, in giro per Mutina per lavoro. Me ne stavo tranquillo nella blues mobile ascoltando GUGLIELMO IL GROSSO PIANDELBOSCO * quando d’improvviso ho iniziato ad essere sbalzato dentro e fuori  ad uno spazio temporale. A Mutina del 2013 si sovrapponeva la PINE BLUFF  dell’ARKANSAS di 80/100 anni prima.

La skyline di Viale Ciro Menotti si trasformava nella County Court House di PINE BLUFF …

Modena gennaio 2013 - foto di TT

La skyline di Viale Ciro Menotti –  gennaio 2013 – foto di TT

Jefferson County (Arkansas) nel 1921

Jefferson County (Arkansas) nel 1921

Va bene che il blues (quello vero) è potentissimo, ma non mi aspettavo un lavoro del genere. Un gran bagliore e ritorno a MUTINA. Mi butto sulla tangenziale e flash, ecco che mi infilo in un’altro cunicolo spazio-temporale: la tangenziale diventa una country road del tempo del blues…

Bretella Mutina-Stonecity - foto di TT

Bretella Mutina-Stonecity – foto di TT

Strada al tempo del blues

Strada al tempo del blues

Ma porca di quella puttana, che cazzo di potenza il blues di BIG BILL BROONZY!

Big Bill Broonzy

Big Bill Broonzy

Continuo ad andare con la mia blues mobile, guardo alla sinistra, alla destra, ci sono dentro fino al collo, nel blues. GUGLIELMO IL GROSSO continua a cantare, mi fermo, cerco di raccapezzarmi, guardo la cartina…

Il delta del blues

Il delta del blues

Ma cazzo! Tiro fuori il cellulare, cerco di telefonare ai miei confratelli di Mutina ma i nomi sulla rubrica sono cambiati…MODENA STEVEN PIKES…deve essere Picca,  PAUL PATRICK Guitar BETTS sarà Paolino Lisoni, ATHOS RY COOPER …uhm Marchino Bottazzi, JOHN PAUL CAPPI…Cristianino Cappi. ..tiro fuori la foto dal portafoglio che mi son fatto coi ragazzi, cambiata anche questa…

vvv

Da sx a dx:  in piedi Athos, Modena Steven,  Paulie Betts, a sedere Nonantola Slim, John Paul

Ho bisogno di bere; entro in un locale…

Pine Bluff Drugstore

Ma che succede? Esco, mi guardo in giro,ma dove sono capitato?

Dequeen Postcard1910

BIg BILL BROONZY continua a suonare…

Risalgo in macchina, chiudo gli occhi, li riapro, guardo fuori dal finestrino…

BLUES PINE BLUFF 1945

Poi il CD finisce, lo estraggo dal car stereo…flash…mi ritrovo sulla via Emilia in direzione Borgo Massenzio, sono le 19,30.

Ancora scosso metto la macchina in garage. Prendo il mano il CD di BIG BILL BROONZY, lo guardo… domattina provo ad inserire THREE DAYS AFTER… i Led al Los Angeles Forum nel giugno del 1973, hai visto mai…

LZ Three Days After

*Tradurre un cognome come BROONZY non è semplice, tra l’altro BIG BILL si faceva chiamare anche BROMZIE; ad ogni modo il suo cognome era BRADLEY dall’inglese antico BRAD (BROAD) e LEAH  ovvero “woodland clearing”, radura in un terreno bosco. Per rispettare una certa metrica e quindi per scorrevolezza fonetica, l’ho tradotto con PIAN DEL BOSCO.

Pensieri cupi in un bel mattino di sole:the sun is shining but it’s raining in my heart

4 Feb

Esco dal weekend con l’umore tutto rotto, i sabati e le domeniche con Brian ormai sono pesantissimi. Stanotte poi mi ha chiamato alle 4,05 “Ciao, Tim, volevo sapere come siamo messi per domani”. Povero Brian, ancora cosciente ma sull’orlo del baratro, spaventato e confuso. Dalle 4 alle 7 ho provato a riprendere il filo del sonno, ma  branchi di blues imbizzarriti imperversavano nelle praterie della mia worried mind, il rumore di quel galoppo nervoso mi ha tenuto nel dormiveglia. Nemmeno Palmiro, venuto a dormicchiare cheek to cheek con me nell’ultima mezzora, è riuscito a calmare quest’anima tormentata.

Scendo, c’è un bel sole, ma i pensieri rimangono cupi…

Domus saurea backyard - foti di TT

Domus saurea backyard – foti di TT

Salgo sul raccordo che porta alla tangenziale di Regium, gli Appennini davanti ma l’anima ancora indietro…

Freeway & hills - foto di TT

Freeway & hills – foto di TT

La deluxe edition di ON STAGE dei RAINBOW cerca di tenermi in carreggiata l’animo, ma c’è poca da fare, la blue soul stamattina scarta di lato, si alza sulle zampe posteriori, nitrisce, impossibile domarla…

Cerco di concentrarmi sul sole, dopo giorni di neve, nebbia e pioggia il suo brillare è quasi una novità. Sabato di prima mattina mentre andavo da Brian dipanavo la nebbia senza troppi problemi, poco dopo mentre lo portavo a Ninentyland sotto ad una pioggia battente canticchiavo addirittura qualcosa…

Foggy day in Gavassae - foto di TT

Foggy day in Gavassae – foto di TT

La Crocetta (Mutina) - foto di TT

Misty Crocetta  Hop (Mutina) – foto di TT

Ninetyland bound: two fools in the rain - foto di TT

Ninetyland bound: two fools in the rain – foto di TT

…oggi invece col sole sono down in hole, che paradosso. Magari c’entra anche l’Inter. Già perché perdere 3 a 1 con l’ultima in classifica non giova certo allo spirito. Che delusione la mia squadra di queste ultime settimane. A novembre eravamo la rivelazione del campionato, bastonavamo la J**e, il Milan, il Napoli, sembrava che i campioni fossero tornati, e invece guarda qua, una squadra rattrappita, in confusione, persa…un zattera in balia di piccole onde che si infrangono su di essa come fossero cavalloni alti 15 metri. C’è poi la faccenda Balotelli a rendere ancora più instabile tutto. Non fa certo piacere vedere il Milan che si sente più forte grazie a lui, ma sono contento sia tornato in Italia. SuperMario mi è sempre piaciuto, ho sempre preferito uno così piuttosto che un’anima candida. Lo guardavo ieri sera e mi prendeva un forte nostalgia. Curioso però che ora tutti dicano quanto sia forte e quanto sia bravo, quando giusto due anni fa era un “negro di merda” a cui augurare la morte. Ancora più curioso vedere quel guitto da baraccone del cavaliere nero puntare su di lui per risollevare le sue sorti anche politiche, quando pochi giorni fa gli dava della “mela marcia”. Mario, Mario, lo so che tieni il Milan, ma quanto mi manchi…

Super Mario Balotelli

Super Mario Balotelli

A tutto questo va aggiunta la situazione politica: sono allibito nel vedere che buona parte degli elettori di centro destra si stiano facendo irretire ancora un volta dal cavaliere nero. Non riesco a capire: fino ad un anno fa era lui a capo del peggior governo di tutti i tempi, era impelagato in squallide storie sessuali con minorenni e meretrici, ancora oggi è sotto processo per faccende di malaffare, e i sondaggi lo danno in constante ripresa. Sto veramente perdendo fiducia nell’Italia. Io che l’ho sempre difesa, comincio ad arrendermi, a rassegnarmi. L’intollerabile invadenza del vaticano, i rigurgiti del fascismo, Grillo che si dice possibilista verso casapound, Ingroia che diventa quello di cui lo ha sempre accusato il cavaliere nero e che accoglie nelle sue file quegli stronzi di Rifondazione Comunista (che, ricordiamo, per ben due volte fecero cadere il governo Prodi e per questo non vanno perdonati), Santoro che confeziona una puntata della sua trasmissione su misura per l’omino delle cene eleganti, Monti che da figura istituzionale, seppur grigia e borghese, si trasforma in uno dei tanti politici insopportabili…che sconforto.

Sono triste e sconsolato, oggi sarei dovuto rimanere a casa , in posizione fetale sul divano, dentro il ventre della musica rock e non uscirne più. Gli ELP con l’orchestra al Madison Square Garden nel 1977, i LED al Los Angeles Forum il tre giugno del 1973, i ROLLING a Bruxelles nel 1973, gli EDGAR WINTER’S WHITE TRASH del 1971, JOHNNY WINTER e gli ALLMAN al Fillmor East nel marzo del 1971, la BAD COMPANY, i BOC , e via via tutto il resto. Ah, che azzurri che ho stamattina…

…I woke up this morning, I had them Nonantola Blues,
I woke up this morning, I had them Nonantola Blues,
Well, I looked over in the corner, and Brian seemed to have them too…

Short tales from the blues forest

29 Gen

Lunedì, metà mattina, col mio socio Kerlo verso San Damaso per lavoro; abbiamo due macchine perché nella pausa pranzo mi fermo da Brian a Mutina. Nevica. In macchina mi sento gli HOT TUNA…

Hot Tuna

Prima il dovere e poi il (dis)piacere: finito l’incontro col cliente mi dirigo da Brian. Il vecchio sta finendo il pranzo preparatogli da AmicaDellaForza. E’ su di morale, non ama la neve, ma il tempo atmosferico si prende una bella fetta dei suoi pensieri, così oggi appare impegnatissimo. Lo lavo, lo metto in tuta e gli canto vecchi traditional reggiani tipo “l’è tri dè ca piov e ca neva e me marì l’en ancòra gnu a cà“. Nel momento in cui la nevicata diventa decisa  il vecchio Brian raggiunge il massimo della eccitazione “Mo’ dio bon sa nèva!”…

SAMSUNG

Snow thru' Brian's windows - foto di TT

Snow thru’ Brian’s windows – foto di TT

Sono quasi le 14, torno al lavoro, lo saluto e Brian mi fa “non smettere di cercare le cose che desideri”. Quando Brian è su di giri,  se ne esce con queste cose. E’ sempre stato un poeta, ma la cosa in questi ultimi tempi si fa più curiosa. E’ una cosa bellissima da dire ad un figlio. Non so se sia cosciente o meno, ma se anche fosse la malattia a spingerlo verso queste vette di retorica, me lo tengo stretto: Brian in certi momenti sta diventando il padre, l’adulto, che ho sempre cercato. Sono sorpreso da questa cosa. Se Julia non fosse in un altro continente, gliene parlerei volentieri, davanti ad una tazza calda di thè bianco, un sabato mattina presto, in un bar del centro di Mutina.

Il pomeriggio in ufficio lo passo a patir freddo. Sono così preso dalle faccenduole che sto facendo, che solo verso le 16,30 mi accorgo che c’è più freddo del solito. Scendo a controllare la caldaia (uno dei miei tanti lavori di concetto): il tecnico venuto stamattina per la pulizia annuale l’ ha lasciata a 5. A tal deg ca gh’è frèd! Se non teniamo la manopola sul 6 il nostro grande ufficio non si scalda. Guardo il termometro: 18,8.  Mi metto sulle spalle un panno a mo’ di tabarro e così, nei panni del passatòr cortese, finisco i miei lavori.

l passator cortese Stefano Pelloni

Il passator cortese Stefano Pelloni

In macchina. Esco da Stonecity, la sera è buia, la blues mobile inizia a scaldarsi quando lascio stradoni e tangenziali, quando entro nella campagna nera, nelle mie foreste blues, e proprio allora quasi per incanto dal car stereo esce SHORT TALES OF THE BLACK FOREST di AL DI MEOLA da LAND OF THE MIDNIGHT SUN del 1976…

Al di meola land of the midnight sun

La campagna e coperta da una sottile coltre di neve, neve che sugli alberi sembra un addobbo, non è tantissima ma è quel tanto che basta per rendere tutto suggestivo.  Entro alla domus saurea, ceno, guardo LAST RESORT sul canale 111 di SKY e ripenso alla frase di Brian. La ripeto a Pàlmir, la risposta è uno sguardo attonito…

Palmiro e lo sguardo attonito - foto di TT

Palmiro e lo sguardo attonito – foto di TT

Mattina, risalgo in macchina alla volta di Stonecity.  RADIO CAPITAL …rifletto per un momento sulle ultime uscite imperdonabili del cavaliere nero, sui disastri che il capitalismo selvaggio sta facendo, sul fatto che venderemo COUTINHO a 13 ml, che abbiamo venduto SNEIJDER a 7,5ml, che probabilmente non arriverà nessun nome rilevante e che l’altra squadra di Milano prenderà BALOTELLI. Arrivo a Stonecity, costeggio la parte alta, mi fermo ai piedi delle colline…

Foggy day in Stonecity - foto di TT

Foggy day in Stonecity – foto di TT

Alzo gli occhi verso il cielo, è plumbeo. Spengo la radio, ripenso alla frase di Brian, clicco sul pulsantino CD, lascio partire la musica…

Leggere BILLBOARD e scoprire di non essere più un conoscitore di musica

25 Gen

Billboard 26-01-2013Stamattina davo un’occhiata all’ultimo numero della rivista americana BILLBOARD (quello del 26/01/2013), sfogliavo pagine di articoli dedicate ad artisti a me sconosciuti e iniziavo a sentirmi spaesato. Mi concentravo poi sulla Top 200 americana ufficiale e mi accorgevo che delle prime 100 posizioni conoscevo (nel senso di aver sentito almeno qualche canzone) solo pochi nomi: PINK-ADELE-RIHANNA-ALICIA KEYS-LED ZEPPELIN (al 45° posto con CELEBRATION DAY)-KID ROCK-BLACK KEYS-C. AGUILERA-GREEN DAY-JOURNEY-MUSE-MICHAEL JACKSON-BOB SEGER-ROLLING STONES.

14 su 100.  Di questi, 3 mi piacciono molto (LZ-RS-SEGER), 2 li seguo da lontano con un po’ d’interesse (BLACK KEYS e MUSE), e altri 2 li ascolto occasionalmente quando alla domenica mattina faccio le pulizie di casa (PINK e i JOURNEY).

Ho capito quindi di non essere più un conoscitore di musica, l “esperto” che molti conoscenti pensano io sia. Sono dunque un uomo di una (in)certa età ripiegato sulla musica della sua giovinezza avulso dal contesto odierno.

Tesi confermata dal fatto che nelle seconda parte dell classifica (dal numero 101 al 200) gli unici nomi che hanno catturato la mia attenzione sono stati:

LZ “MOTHERSHIP” (145° posto – 2 milioni di copie vendute), JIMI HENDRIX “EXPERIENCE HENDRIX THE BEST OF” (165° – 2 milioni), AC/DC “BACK IN BLACK” (171° – 22 milioni), PINK FLOYD “THE DARK SIDE OF THE MOON” (188° – 15 milioni).

Tutto qua, semplici riflessioni di un malinconico venerdì di fine gennaio fatte mentre mi ascolto l’album degli EMERSON LAKE & POWELL.

…but I feel I’m growing older
and the songs that I have sung
echo in the distance
like the sound
of a windmill goin’ ‘round
I guess I’ll always be…
a soldier of fortune

Nebbia, neve, la Fiera Del Disco di Modena e il triste rondò alla turca

21 Gen

Domenica mattina ore 6:30: Palmir gira per il letto. Sfrega il muso contro il mio, si quieta cinque minuti, poi torna a saltellare sul cuscino, sulla testiera del letto, sul comodino. La groupie si alza, io provo a riaddormentarmi. Non riesco, ho perso il sonno e in più in testa mi girano continuamente riff, melodie, frasi degli EMERSON LAKE AND PALMER…sì, sempre loro. Mi alzo, preparo la colazione, poi mi metto alla finestra sul mondo (internet insomma).

Dalla finestra (quella vera) do un’occhiata alla campagna che sonnecchia, coperta da neve, nebbia e da quell’atmosfera invernale che mi da pace interiore.

View From The Window - Borgo Massenzio - foto di TT

View From The Window – Borgo Massenzio – foto di TT

…venerdì hanno rubato il cellulino alla groupie, oggi sono di turno da Brian, purtroppo ieri sera la J**e ha vinto… nonostante tutto questo sono di buon umore, aiutato anche dal pensiero che più tardi mi ritaglierò un paio di ore per fare un salto alla FIERA DEL DISCO di Modena.

Passo quindi alla selezione musicale per questa mattina al contempo calma e frizzantina, parto con PRELUDIO E FUGA di FRIEDRICH GULDA…

…continuo con JOE SULLIVAN  e la sua LITTLE ROCK GETAWAY del 1935…

…finisco con BLUE RONDO A LA TURK  di DAVE BRUBECK …

…che meraviglia, anche Pàlmir sembra interessato al rondò e viene a sistemarsi sulla scrivania ad ascoltare quella bella aria sonora:

Palmir ascolta il Rondò - foto di TT

Palmir ascolta il Rondò – foto di TT

Niente male la mattina, assonato ma pronto e in forma per affrontare la giornata col vecchio Brian. Il tempo di arrivare, di preparargli uno dei miei discutibili pranzetti (riso ai gamberetti, cotoletta di soia con salsa, frutta, moncheri) ed è già ora per la Fiera del Disco, che è inserita, insieme a quella dei fumetti, dei gadget, del modellismo, all’interno di quella dell’elettronica. Il rendez vous è con Jaypee, Labetty, Lalalli e Lasàurit). Do un occhiata in giro, circumnavigo tutto lo spazio dedicato ai vinili e ai cd. Ogni tanto incontro quei “micca normali” – come li chiama la groupie – che se ne vanno in giro conciati come i loro eroi (di fumetti-di cartoni-diserietv-difilm) preferiti. C’è un Jack Sparrow pressoché perfetto e decine di altri di cui non ho idea da cosa siano vestiti.

I "micca normali" - foto di TT

I “micca normali” – foto di TT

Faccio il giro completo degli stand musicali almeno tre volte…sono sempre restio a criticare questo tipo di manifestazioni (o anche feste paesane, festival dell’Unità, festival culturali e cose simili) perché tutti tendono a cadere nella solita frase “quest’anno non c’è nulla, gli altri anni era molto meglio”,  però in effetti mi sembra ci siano meno stand e la merce esposta (i CD insomma) sia tenuta meno bene oltre ad essere – in massima parte – del tipo generico. Lo stand del toscano che vende ristampe di progressive europeo di prima-seconda-e-terza fascia, di folk inglese fine sessanta, di blues (quest’anno cerca di appioppiarmi un disco di una band olandese di blues revival inizio settanta: “questo è uno dei più bei dischi di blues di quel periodo” mi dice, sarà, ma mi sposto come se nulla fosse), lo stand specializzato in bootleg della GODFATHER (etichetta dedita alle ristampe a basso costo dei bootleg prodotti dalle ben più rinomate TARANTURA e EMPRESS VALLEY), quello dedicato alle varie forme di metal. Il resto sono stand dove trovi un po’ di tutto e dove i CD sono tenuti piuttosto male. La groupie, già con lo zainetto pieno di fumetti mancanti (soprattutto DEMIAN), mi coglie sul fatto mentre con Jaypee valuto se prendere o no un bootleg dei FREE  – in versione digipack – che già ho…

Tim, Jaypee e i Free - foto di LST

Tim, Jaypee e i Free – foto di LST

Alla fine riesco a spendere 80 euro. Avrei potuto prendere anche qualcosa d’altro, ma non ho trovato nulla che mi solleticasse più di tanto…

Acquisti - foto di TT

Acquisti – foto di TT

Va beh, vedrò di rifarmi con AMAZON.

Torno da Brian, passo con lui un pomeriggio e una serata piacevoli, ma mi si stringe il cuore ogni volta che lo vedo annaspare con la memoria e cercare di ricordare a che oggetti sono abbinati certi nomi. Gli preparo una cena (minestrone della Coop, pizzetta, dolcetto, Ferrero Rocher). Per ottimizzare il tempo faccio la doccia da lui, quindi cerco di coinvolgerlo e di tenerlo attivo facendogli asciugare i miei capelli. Si sente importante, ma è chiaro che non sa più maneggiare tanto bene la cosa, ma mentre procede attentissimo a non sbagliare, mi tocca la testa con una dolcezza infinita. Sento che dopo tutto, sto risolvendo il rapporto con mio padre, dopo tanti tanti anni di difficoltà. Lo metto a letto, gli do un bacio e mi saluta con un “Grazie, grazie, grazie,Tim”. Esco, chiudo la porta a chiave, prendo l’ascensore e me ne vado. Mi sento un po’ triste per lui. In macchina infilo nel carstereo uno dei nuovi acquisti: DAVE BRUBECK. Non sono un gran appasionato di Jazz, ma il piano è uno strumento che amo moltissimo, almeno – e sottolineo almeno – quanto la chitarra. Di nuovo BLUE RONDO A LA TURK e poi quel pianino bluesy che in questa serata nera mi accompagna verso la domus saurea, verso Sky e ROMA-INTER

La partita non è malaccio, ma è un 1 a 1 che non serve a nessuna delle due squadre, entrambe a distanze ormai siderali dalla capolista. Mi godo comunque il bel calcio di quel gran giocatore che  è FREDY GUARIN, ascolto il commento finale di Mister Stramaccioni e torno qui a finire la serata. In sottofondo ancora il pianino di BRUBECK. Domani affronteremo un’altra settimana. E’ ora di andare a letto, ho il libro di Garry Freeman (Do You Wanna Play Some Magic?) che mi aspetta. New York, goodnight.

Quando ti rubano il GALAXY blues

19 Gen

Venerdì, primissimo pomeriggio. La groupie si alza, va in bagno che è a tre metri dalla sua scrivania. Su di essa troneggia il cartello SPORTELLO CHIUSO. La groupie  deve sbrigare altro lavoro oggi, al pubblico pensano i suoi due colleghi. Il suo è un ufficio un po’ defilato, la gente ci va per sbrigare  quelle pratiche che non vengono gestite dagli sportelli veri e propri. Nonostante il cartello, quando la groupie torna, trova un tipo seduto davanti a lei. Il tipo biascica qualcosa,non sembra a posto,  chiede una informazione e se ne va.

Poco dopo la groupie s’ accorge che sulla scrivania il cellulare è sparito. Non può che essere stato lo spostato di prima. Corre fuori, il tipo non si vede, mi telefona. Mentre m’informa dentro di me tiro una madonna…un Samsung Galaxy SIII da 700 euro  comprato da poco ne vale anche due di madonne. Tiro anche l’altra.

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Poi invito la groupie ad andare dai carabinieri lì vicino. Mentre lei segue il mio consiglio io faccio il numero del suo cellulare. Squilla. Nessuno risponde. Provo una seconda volta. Mi risponde un tipo che biascica le parole, non sembra a posto “Pronto , questura“, uhm ho i miei dubbi che sia la questura ma sto al gioco, spiego la faccenda e il tipo mi dice “Venga alla questura in via Roma e chieda del Maresciallo Lo Cascio, ci hanno portato questo cellulare che qualcuno ha perso”. Chiamo l’ufficio della groupie, spiego la cosa, la sua collega va gentilmente a riferirle tutto. Dopo un po’ mi chiama la groupie, naturalmente in questura nessuno sa chi sia il Maresciallo Lo Cascio…eh, certo i Marescialli sono carabinieri non poliziotti. Do il codice IMEI alla groupie e con quello torna a far la denuncia nella caserma dei carabinieri.

La groupie è affranta, era un cellulare nuovo, aveva dentro tutte le sue cose, lo avevamo comprato insieme. Faccio l’uomo di blues illuminato, le dico che queste cose nella vita bisogna metterle in conto, che purtroppo possono capitare, che nella vita c’è ben di peggio, che il 50% dell’umanità fa schifo, bisogna conviverci, non arrendersi, ma conviverci e che passata l’incazzatura momentanea bisogna elaborare il tutto e non farsi rovinare la vita. La groupie sospira, sembra una bambina, capisce e mi saluta mesta mesta. Metto giù il telefono. Mi rimetto a lavorare, ma l’accaduto si trasforma in un fastidio costante e noioso. Tento di concentrami sul lavoro, ma faccio fatica… apro VLC Media Player, seleziono la cartella del bootleg  DAVID BOWIE LOS ANGELES UNIVERSAL AMPHITEATRE 5 SETTEMBRE 1974 e faccio partire la musica…

Bowie L.A. 1974

Dopo un po’ scelgo qualcos’altro: LOU REED a NEW YORK nel gennaio del 1973…

Lou Reed NYC 1973

Evidentemente ho voglia di qualcosa dagli accenti tenebrosi, metropolitani, spigolosi. Poco dopo le 18 stacco, non riesco a stare concentrato. Entro in macchina e mi dirigo verso casa. Chiamo la groupie per sentire come va. E’ stata alla TIM, ha bloccato il telefono, la sim e se n’è fatta fare un duplicato. E’ sempre un po’ triste, cerco di rinfrancarla. Poi rimango tra me e me. Penso che faccio tanto quello che la prende con filosofia, il progressista, il liberal, il “compagno” ma dentro ho solo una gran voglia di prendere un tubo di metallo e di picchiare il ladro sulla schiena, e non m’importa se è un disadattato, uno spostato, un drogato. Penso a Polbi: quando gli sono andati in casa e gli hanno fregato il mac portatile, l’ha presa con filosofia sin da subito, arrivando a dire “magari erano dei disperati e ne avevano più bisogno loro di me”. Polbi è un grand’uomo lo so, ma io sono diverso. Adesso sono IN FOR THE KILL, meglio che non abbia per le mani lo stronzo. Mi spavento un po’ per tutti i rigurgiti di violenza che mi vengono su, quando il diavolo prende possesso del mio corpo mi faccio paura e mi devo tenere a bada.

Tiro giù il finestrino, prendo una boccata d’aria, i pensieri tornano a farsi ordinati, spingo il tastino CD del car stereo, parte THE ENVOY di WARREN ZEVON e il mondo torna ad essere vivibile…

Warren Zevon The Envoy

I’ve felt your pain
And I know your sorrow
You could try to let the past slip away
Live for today
Don’t stop believing in tomorrow

PS: Torno a casa, da facebook vengo a conoscenza che oggi hanno rubato il cellulare anche a Fausto, un mio amico (ed ex mio cantante). Ah, va bene Warren Zevon, ma zio can c’av vegna n’azidènt a tòt.

Out on the tiles with Picca e il potere della musica Rock

13 Gen

Domenica mattina, foschia sulle campagne umide, non sono di turno da Brian ergo posso alzarmi con più calma. Esco dal letto, la stufa accesa, la groupie legge un libro, Palmir le sonnecchia vicino. Metto su un cd e preparo la colazione. Son lì che taglio le arance per la spremuta e parte ELDORADO OVERTURE della ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA. Respiro a pieni polmoni quella introduzione strumentale mentre nel mio animo si installa un sentimento di invincibilità, di determinazione, d’indomabile fiducia nel futuro; quando negli ultimi trenta secondi partono gli archi in una sorta di disegno frenetico e giocoso mi sembra che tutto possa accadere, che tutto sia possibile….

Rifletto sul potere che la musica Rock ha su di noi, sulla nostra possibilità di gestire le fasi calanti della nostra vita grazie ad essa, sugli accenti che riesce a mettere sui nostri momenti buoni e comunque sulla capacità che ha di farci vedere la vita attraverso un caleidoscopio, di regalarci infinite strutture simmetriche.

Passare nel breve volgere di una domenica mattina dal nuovo singolo degli SNAKECHARMER, vecchie volpi inglesi con alla voce il mio cantante AOR preferito  CHRIS OUSLEY (ex VIRGINIA WOLF)…

…al jazz rock trascendentale di FLAME SKY dei SANTANA con JOHN MCLAUGLIN. L’inizio è un gentile invito a bagnarsi nelle tiepide acque della meditazione, una sorta di nuovo battesimo per definire una volta per tutte la spiritualità laica; l’evolversi del pezzo poi è un imperativo: il comando perentorio a scendere nelle profondità della terra, schivare mestruazioni di lava incandescente, incanalarsi in sentieri in cui nessuno è stato, scoprire l’ebrezza del perdersi nel nulla solido, e risalire rinfrancati dalla consapevolezza che, di fronte all’inspiegabile ordine caotico dell’universo, l’essere umano è come una sola nota dell’assolo di DAZED AND CONFUSED versione live 1973…

Ripartire poi dalla salutare concretezza dei DAMNED di LOVE SONG (da quel magnifico album che è MACHINE GUN ETIQUETTE)…

per arrivare alla maestria musicale degli dei stessi, gli EMERSON LAKE AND PALMER…

Che varietà di alimentazione spirituale, che sapori, che prelibatezze. Manca solo un tocco di HENDRIX e il pranzo è servito…

Jimi lecca la figa della sua Stratocaster

Jimi lecca la figa della sua Stratocaster

Tutto questo mentre Palmir è qui a fianco, appollaiato su una delle torre più alte del suo castello, stordito e confuso anche lui dall’ampia gamma di aria sonora che fuoriesce dallo stereo…

Tim & Palmiro dazed & confused - foto di LST

Tim & Palmiro dazed & confused – foto di LST

E’ bello sentirsi a posto ogni tanto, merito di tutta questa meravigliosa musica Rock e forse anche dell’INTER che ieri sera ha battuto il Pescara 2 a 0. Non che gli avversari fossero uno squadrone, ma visto che nell’ultimo periodo l’INTER è apparsa in confusione e che domenica scorsa il Pescara ha battuto la Fiorentina, non è che il risultato fosse scontato. Molto positivo poi il fatto che imbottita di riserve causa i molto infortuni, abbia messo in campo idee di gioco e  compattezza. La partita ha visto anche il debutto in Serie A per MARCO BENASSI, classe 1994, nato a Modena, centrocampista di belle, bellissime, speranze.

Aggiungo che il merito va anche a Brian: ieri mattina siamo andati d’amore e d’accordo. Non l’avrei detto: venerdì sera sono andato a letto alle 3, la sveglia di ieri mattina è stata traumatica, eppure col mio vecchio tutto è girato per il verso giusto. Il bagno, la vestizione, il giro a Ninetyland…tutto è filato liscio.  Mentre lasciavo casa sua, in ascensore, mi guardavo allo specchio e mi dicevo “Bravo Tim“.

Tim da solo in ascensore: BLUES IN A ELEVATOR - (autoscatto)

Tim da solo in ascensore: BLUES IN A ELEVATOR –
(autoscatto)

Riflettendoci può darsi che le good vibrations abbiano origine dalla serata di venerdì passata con Picca. Mi ero preso la giornata di ferie, dovevo e volevo smaltire i postumi di una simil-influenza che mi portavo dietro da giorni, ma nel breve giro di un paio di sms io e Stefanino Piccagliani siamo riusciti ad organizzare un cine-giappo serale e a seguire seminario di rock con visione di divudi alla domus saurea.

Uscire con Picca è sempre un balsamo per l’animo, le affinità elettive e musicali sono così rotonde, ben delineate e potenti da farmi sentire meno solo in questo buio universo. Le sue ormai leggendarie teorie, i suoi punti di vista, l’eloquio fluente, l’inarrestabile verve creativa, il suo intercalare usato per rivolgersi a te (“Capisci, vecchio“)…confrontarmi con Picca è uno degli apogei della mia vita.

Tim (a destra) e Picca (a sinistra) parlano di musica rock

Picca (a sinistra) e Tim (a destra) parlano di musica rock

Tra i divudi visti ELP al KORAKUEN STADIUM di TOKYO il 22 luglio del 1972…

…gli EAGLES live al SUMMIT di HOUSTON il 6 novembre 1976…

…ETTA JAMES dal vivo al MONTREUX JAZZ FESTIVAL nel 1975 (con JOHN PAUL JONES al basso) e nel 1977 (con RICK WAKEMAN alle tastiere).

Primo pomeriggio di domenica, guardo fuori dalla finestra mentre mi bevo un caffè corretto sambuca, le previsioni danno neve per stanotte, mi godo il calduccio della stufa e torno alla mia musica…

Lou Reed original album classics

HARD ROCK FOR HARD DAYS: una dura domenica tra Brian, Udinese-Inter, l’Arcobaleno di Riccardino Lagonero e Davidino Diamante

7 Gen

Domenica sera: finalmente metto a letto Brian ed esco da casa sua, non ne potevo più. Esco dal periodo di festa malissimo, sono stanchissimo e tesissimo, la gestione di un vecchio è davvero dura. Se non ci sono grosse possibilità economiche e se il tuo vecchio non ha una casa sua, per i figli tutto si fa maledettamente complicato. La mattina era cominciata benino, avevo deciso di portare Brian a Borgo Massenzio per non perdere la partita dell’Inter alle 12,30, un rito padre-figlio da consumare in santa pace. La Speedqueen non c’è, è a correre in minimoto da qualche parte. Faccio tutto di corsa, lo vado a prendere, lo porto alla domus saurea, preparo un pranzetto per noi due, uno di quei pranzetti blues che mi riduco a preparare: 4 svizzere coi fagioli (fagioli?), lambrusco Campanone, frutta e sughi d’uva. Alle 12,25 siamo sul divano davanti a SKY. Prima che inizi la partita mi vengono in mente un paio di uscite che mio padre ha fatto ieri.

Dopo che si era messo i jeans: “Tim, devo metterli i rovescini qui?” intendendo i risvolti a fondo gamba quando il jeans è troppo lungo…

Guardandomi con ammirazione “Te t’è sèmper piò bel” e io “Eh magari…” e lui “No, no, te t’en sbàli mia, t’è un Tirelli” (“Sei sempre più bello” “No, non puoi sbagliare sei un Tirelli”).

Mi accorgo poi che  sulla foto di mi madre che ha in casa ha messo un post it con su scritto il suo nome, Mara, per paura di non ricordarselo…tra candore senile e confusione mentale Brian riesce sempre a commuovermi…

Inizia la partita, io, Brian e Palmiro seguiamo con attenzione ogni azione. La prima ora di gioco non è malaccio, creiamo tre ghiottissime occasioni da goal che sprechiamo in modo  i n c r e d i b i l e! Mi chiedo come si possano sbagliare dei goal così, e mentre son lì che ancora maledico Jonathan, Di Natale segna per loro. Ecco, dovevamo essere 3 a 0 per noi e invece siamo 1 a 0 per loro. Juan Jesus poi si fa espellere e loro ne fanno altri due. Bon, UDINESE-INTER 3 – 0, a post! Spengo la TV, non voglio saper niente. Il football fa schifo. Brian è incredulo ma sorride, la prende con filosofia. Io invece annego nella più cupa disperazione….do un’occhiata alla foto di Josè e sospiro.Risaliamo in macchina e lo riporto a Mutina, ed è a casa sua che dentro di me inizio a perdere la pazienza in continuazione, cerco di non darlo a vedere ma è difficile. Rispondere per la ventesima volta alla stessa domanda, toccare sempre quei miseri tre argomenti che gli sono rimasti in testa, sentire declamare l’inizio della DIVINA COMMEDIA per la 17esima volta mi rende teso come una corda della Gibson Les Paul Standard accordata due toni più su. Povero Brian, la malattia di cui soffre è un brutta bestia, non è colpa sua…ma resta il fatto che la sua gestione  rimane complicata. Brian si rende conto del mio nervosismo ed è dispiaciutissimo, così con uno sforzo immane cerco di far tornare il sereno cantando il suo nome sull’aria di Rollin’ rollin’ rollin’ ….Rollin’ rollin’ rollin’…  Rollin’ rollin’ rollin’ rawhide…” Braian Braian Braian…Braian Braian Braian…Braian Braian Braian…Bra-iàn”! questo motivetto sembra divertirlo un sacco…

Gli do il bacio della buonanotte e me ne vado. Sono incazzato e infastidito da sentimenti poco nobili. Inserisco nel lettore LONG LIVE ROCK AND ROLL (1978) dei RAINBOW. E’ stato il primo album del gruppo che comprai, sul finire dei settanta direi. L’hard rock di stampo epico e lirico non è esattamente my cup of tea, ma i RAINBOW con COZY POWELL e RONNIE JAMES DIO erano spettacolari. Con l’hard rock sopraffino di RITCHIE BLACKMORE il mio umore nero trova pane per i suoi denti. Arriva poi RAINBOW ‘S EYES e inizio a quietarmi. Mentre la sento penso al fatto che nei due lenti dei primi Rainbow BLACKMORE ci ha infilato JIMI HENDRIX: l’inizio di HEY JOE qui e il giro di LITTLE WING in Catch The Rainbow. A tratti trovo la cosa imbarazzante e mi chiedo a cosa pensasse il grande Ritchie in quel momento, che enssuno se ne accorgesse? Il mio amico Menny, Blackmoriano di ferro, dice che Ronnie James non canta beneRAINBOW’S EYES, cosa che invece ha fatto in CATCH THE RAINBOW. Non sono D’accordo, in RAINBOW’S EYE quello di Dio è un delicato canto melodioso e medioevale che si sposa in modo perfetto con il mood del pezzo. Infilarsi nella nebbia e nella campagna nera mentre passano queste melodie è una cosa di grande effetto…

Passo poi a DIAMOND DAVE di DAVID LEE ROTH, dall’epic hard rock passo a quello bluesy, swingato e stradaiolo e l’animo inizia a trovare le giuste coordinate…

diamonddave_

Sono ormai a casa, sul cavalcavia che collega la tangenzialina campagnola alla tangenziale vera e propria di Regium Lepidi noto che l’amministrazione comunale ha deciso di spegnere i lampioni, i soldi non ci sono e da qualche parte bisogna tagliare. La notte nera prende il sopravvento su quella zona e sembra di stare nel cupo buco del culo del mondo, stacco il car stereo per un momento e – parafrasando gli UFO – mi metto a cantare “Lights Out, Lights Out Gavassa…”.

Arrivo, apro il garage e sul tavolo da lavoro trovo la minimoto della Speedqueen reduce dalle gare odierne…scuoto la testa e mi dico …“ma che cazzo di groupie mi son trovato…”

La minimoto della Speedqueen - foto di TT

La minimoto della Speedqueen – foto di TT

I RAINBOW e DAVID LEE ROTH hanno comunque sortito l’effetto desiderato, sono più calmo e i pensieri foschi stanno svanendo. Mi chiedo però se non avessi il Rock come cavolo farei ad andare avanti….meglio non darsi risposte, il rock intanto ce l’ho e me lo tengo stretto.

FINE D’ANNO HOEDOWN

1 Gen

31 dicembre 2012 ore 20,30: scendo da Brian e mi metto in macchina, direzione Borgo Massenzio. Nel car stereo DOUBLE SHOOT, è uno dei due nuovi soundboard dei LED ZEPPELIN appena usciti, in rete non si trova ancora la versione Flac o comunque lossless e mi devo accontentare di quella disponibile: una fottutissima versione lossy…mp3 insomma. Quando maneggio gli mp3 lo faccio sempre con estrema cura, sono pericolosissimi, possono attaccare bruttissime malattie tipo la sifilide delle orecchie , una malattia infettiva che si trasmette se ti sfreghi i padiglioni auricolari con materiale lossy. Per i LZ però non so resistere e rischio. Come sappiamo i LZ post ’73 non è che live siano un granché, ma questo del 30 maggio dovrebbe essere uno dei concerti meglio riusciti del tour del 1977, Jimmy Page wise, quindi procedo.

Un po’ per la qualità lossy, appunto, un po’ perché i soundboard del 1977 non sono di qualità audio stellare come quelli del ’75 (sono infatti un po’ troppo secchi), un po’ perché Jimmy Page non era più il vero Jimmy Page (vedere il post del15 maggio scorso), un po’ perché ho due profilattici (marca “Blues”, modello ritardante) infilati nelle orecchie, non è che mi esalti particolarmente…ma poi penso che è facile ascoltare un bootleg a 35 anni di distanza e criticare, magari fossi stato al concerto lo avrei vissuto come una cosa favolosa…va beh, aspetterò che sia disponibile la versione lossless e che qualcuno poi la misceli con la source audience, un buon matrix dovrebbe essere godibile…

Led Zep Double Shot

Led Zep Double Shot retro

 -Il filmato bootleg del concerto inizia al minuto 1,34 –

Con lo sferragliare del bellissimo basso otto corde ALEMBIC di JOHN PAUL JONES in ACHILLES LAST STAND lascio Mutina e mi immergo nei territori di mezzo…

L'Alembic 8 corde di Jonesy

L’Alembic 8 corde di Jonesy

Brian oggi, in macchina con me, guardava fuori dal finestrino mentre il bootleg procedeva…gli dicevo “Brian sono i LED ZEPPELIN”, lui sorrideva…e in un paio di occasioni , dopo che ROBERT PLANT se ne era uscito con qualche frase ad effetto (dopo GOING TO CA “Sometimes it’s terribly hard” / dopo OVER THE TOP (alias OUT ON THE TILES-MOBY DICK) “John Bonha’!”) mi dice “Beh, al pèerla in dialèt?” (Beh, parla in dialetto?). Brian, ah!

Brian a Borgo Massenzio 31-12-12 - foto di TT

Brian a Borgo Massenzio 31-12-12 – foto di TT

E’ l’ultimo dell’anno e, reduce da una giornata con il mio vecchio, sono qui in macchina che torno nel posto in riva al mondo…ah…ma non mi lamento più di tanto, per uno che la vigilia di natale di quattro anni fa alle 23,30 stava attraversando quel territorio liquido e nero che divideva la sua precedente vita con l’ipotesi della nuova che andava formandosi, ascoltandosi paurose versioni sinfoniche di di pezzi tenebrosi dei PINK FLOYD, questa è una quisquilia.

Mi metto a pensare al blog, ciò che non voglio è ripercorrere l’anno, ripresentando gli highlights, come tutti sembrano fare oggi, dai Tg agli amici di facebook, ai bloggers…che noia ragazzi; però rifletto su due o tre cifre interessanti: oramai siamo mediamente ben al di sopra delle 400 visite al giorno, la media di ottobre è 446, quella di novembre 485, quella di dicembre 522. Oh, mica male davvero. Il giorno con più visite è stato il 28/12/2012: visitatori 737. Sono orgoglioso del blog, del nostro blog, della comunità sorta attorno ad esso, degli amici che contribuiscono, del livello di discussione.

Rifletto poi sulle piccole novità di questi ultimi giorni del 2012 tipo il “castello” che la groupie ha comprato per il gatto Palmiro. Già lo spazio non è tanto, già abbiamo passioni ingombranti (pianoforte elettrico, pedaliera basso, bassi, chitarre, amplificatori, migliaia di fumetti, libri, cd, divudi e bluray)…ci mancava il castello di Palmiro…

Il castello di Palmiro

Il castello di Palmiro – foto di TT

Oltre ad essere un oggetto di design assai discutibile, è posizionato nello studiolo accanto alla scrivania dove tengo il computer…c’è quindi spesso una inquietante macchia nera sulla mia testa quando scrivo per il blog. Spesso questa macchia nera appare disinteressata, ma a volte quando vuole attenzione sibila come un theremin e minaccia di buttarsi “a pietto” (come dice la groupie, nel suo eloquio vernacolare reggiano) su di me…

Il Gatto Palmiro: sleeping tight

Il Gatto Palmiro: sleeping tight – foto di TT

Il gatto Palmiro: heads up.

Il gatto Palmiro: heads up – foto di TT

Già, Pàlmir, questo pipistrellino nero che ormai da diversi mesi vive con noi, capitato per uno di quei disegni blues inequivocabili, uno di quelli che ti fa sentire meno figlio del caso in questo universo…un gatto che ama la ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA, gli WINGS e la BAD COMPANY, non è mica da tutti.

Pàlmir, il pipistrellino nero

Pàlmir, il pipistrellino nero – foto di TT

Ripenso alla musica che ascolto in questi giorni, come ad esempio LOTUS di SANTANA. Cos’è che scrisse DONATO ZOPPO quando lo intervistai?  Ah, sì: “Lotus dei Santana: un triplo live che è come un salto nell’alto dei cieli e un tuffo nel magma della materia”. Cazzo se ha ragione, non c’è da aggiungere altro! Che band che erano i SANTANA tra il 72 e 74…

Altri titoli: THE BLUES ROOTS OF ELVIS PRESLEY, NO ANSWER della ELO e ancora tanto KEITH EMERSON: THE THREE FATES e LIVE IN MOSCOW. La Elpmania non mi ha ancora lasciato…

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ELO The Classic Albums Collection

ELO The Classic Albums Collection

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In queste ultime ore del 2012 ci ha lasciato RITA LEVI MONTALCINI, è un gran peccato naturalmente ma vale la pena brindare a lei, alla sua grandezza e alla sua vita…se ne è andata a 103, lucida fino all’ultimo, che spettacolo.

Mi vengono in mente i film che ho visto recentemente, Batman non mi ha mai interessato, ma l’ultima trilogia è da vedere: ieri mi son gustato il bluray de IL CAVALIERE OSCURO –  IL RITORNO che mi ha regalato Jaypee, è l’ultimo episodio e devo dire che è proprio un buon film. Su Sky invece ho visto MELANCHOLIA e IN TIME, anche questi piuttosto buoni…

In queste pseudo feste natalizie mi manca il calcio e trovo sia un controsenso che non si giochino le partite quando la gente è a casa per due settimane. Invido la Premier league.

Giusto il tempo di sentire i LED ZEPPELIN sbagliare il finale di ROCK AND ROLL, ultimo pezzo, e arrivo. Entro alla domus saurea. Nessun hoedown particolare questa sera, la groupie è comprensiva, ma l’atmosfera accogliente della house of blues ci è sufficiente. Per errore compro un film su PRIMA FILA di SKY (THE RUM DIARY con Johnny Depp), mi tocca guardare la proiezione delle 23, ed è così che attraversiamo la mezzanotte, mangiando uva bianca come mi diceva di fare mia madre e brindando con Lemonsoda (la groupie) e acqua Lete con un fetta di limone (io). Mica tanto una rock and roll nite, ma se non altro ho passato il 31 col vecchio Brian, l’ho visto contento, e sono felice anche io.

2013 dunque, nessun pensiero particolare, non sono uno di quelli che “Finirà bene quest’anno di merda…” sempre convinti che gli anni migliori debbono ancora venire come cantava VASCO nel 1978, prendo ciò che arriva, nel limite del possibile cercherò di essere fautore del mio destino, o meglio cercherò di affrontare questo tempo che noi essere umani chiamiamo nuovo anno, tenendo alto il mio sorriso… che altro può fare un minuscolo essere umano al cospetto dell’universo? Beh, sì una cosa c’è: ascoltare musica della madonna, e quello lo farò di sicuro…