Yardbirds “Yardbirds ’68” (2017 Jimmy Page.com) – TTTTT

10 Gen

ITALIAN / ENGLISH

Jimmy Page sta pubblicando attraverso il suo sito cosette davvero interessanti, niente di mainstream naturalmente, ma per chi segue il Dark Lord queste rarità e ristampe sono molto appetibili. L’ultimo arrivo è un doppio disco intitolato Yarbirds ’68, contenente un live album e alcune registrazioni in studio relativi agli ultimi mesi di vita della band.

Il concerto degli Yardbirds all’Anderson Theatre di NY del 30-3-1968 è una registrazione assai nota per chi segue i “Gallinacci” e i Led Zeppelin. Fu pubblicato per la prima volta dalla Epic nel 1971 (per godere del successo che stava ottenunto Page con i LZ) ma Page riuscì a bloccarne la distribuzione.

Fin da subito infatti gli Yardbirds non furono soddisfatti della qualità della registrazione, effettuata evidentemente con equipaggiamento e preparazione insufficienti. Quando la Epic lo pubblicò aggiunse degli applausi finti che resero il tutto più grottesco.

La registrazione fu comunque resa disponibile anche sul bootleg “Last Hurrah In the Big Apple”, titolo famigliare per molti fan.

Malgrado la qualità audio mediocre non fu difficile capire già allora che il Jimmy Page di quegli anni era davvero stupefacente e che gli Yardbirds in versione quartetto erano un gruppo tosto.

Già,la formazione 1967/68 con Jimmy Page alla chitarra fu davvero degna di nota e avrebbe potuto dire ancora parecchie cose interessanti se Dreja, McCarthy e Relf – disillusi e stanchi – avessero avuto la forza di continuare. La musica offerta dal gruppo in quel periodo fu una sorta di proto hard rock velato di psichedelia e sospinto da suggestioni beat e blues. Non bisogna essere ingenerosi e paragonare Dreja, McCarthy e Relf a Jones, Bonham e Plant, gli Yardbirds venivano da un era e da un mondo forse diversi ma avevano comunque un “senso” davvero niente male.

Si pensava che questi nastri fossero andati perduti e invece sono stati ritrovati e rimixati da Page e finalmente pubblicati ufficialmente. Insieme al concerto, anche le session fatte in uno studio di New York di quell’anno.

LIVE AT ANDERSON THEATER – NY 30/03/1968
Train Kept A Rollin’
Mr, You’re A Better Man Than I
Heart Full of Soul
Dazed And Confused
My Baby
Over Under Sideways Down
Drinking Muddy Water
Shapes of Things
White Summer
I’m A Man (contains Moanin’ And Sobbin’)

Il concerto si apre con Train Kept A-Rollin‘, cavallo di battaglia del gruppo sin dal 1965. Il pezzo fu scritto da Tiny Bradshaw e Lois Mann e registrato da Tiny Bradshawn insieme alla sua orchestra nel 1951. Nel 1956 Johnny Burnette And The Rock And Roll Trio ne fece una sua versione arrangiandolo per chitarra. Gli Yardbirds (con Jeff Beck) la ripresero e grazie a loro il brano divenne negli anni un classico della musica Rock. Train Kept A-Rollin fece parte anche del repertorio live dei Led Zeppelin (1968-1969 e 1980) e divenne inoltre uno dei marchi di fabbrica degli Aerosmith.

La versione degli Yardbirds con Page è ormai la definitiva. Il chitarrista trascina – con la sua Telecaster – il gruppo verso sentieri propri del rock e dell’hard rock. La qualità audio – rispetto alle edizioni disponibili fino ad ora – è un grande passo avanti, ed è davvero una gran cosa potersi finalmente gustare questa registrazione.

Gli interventi di chitarra di Mr. You’re A Better Man Than I sono già quelli che faranno parte dei primi LZ. Il sound della Telecaster di Page è portentoso. Relf, McCarthy e Dreja contribuiscono comunque a tradurre in musica il mood voluto.

Heart Full of Soul è uno dei pezzi storici degli Yardbirds e la versione ad una chitarra sola mi è sempre piaciuta molto.

Il gruppo sentì per la prima volta il riff di Dazed And Confused in America durante una esibizione di Jake Holmes. Page si appropriò del riff e intorno ad esso costruì una sinfonia elettrica che nel 1975 raggiunse i 40 minuti. Qui ci sono già tutti i LZ, la visione di Page era già chiarissima. Riff possente, archetto di violino e sfuriate sulla solista. Forse bisognerebbe iniziare a ridimensionare la storiella che vorrebbe i LZ plasmati ad immagine e somiglianza del Jeff Beck Group (il cui primo album lo ricordiamo uscì nell’agosto del 1968). E’ inoltre  sufficiente ascoltare questa Dazed And Confused per capire che siamo su livelli simili a quelli dei Cream e della Jimi Hendrix Experience, se non altro dal punto di vista chitarristico e di approccio.

Segue una discreta versione di My Baby. Il lavoro al wah wah mi ricorda i ricami chitarristici della futura Down By The Seaside dei LZ (da Physical Graffiti). Over Under Sidewas Down è sempre stato uno dei pezzi più eccitanti della band. Page padroneggia il riff con gran personalità. Ottima prova del gruppo. Drinking Muddy Water vede Page alla slide guitar e il gruppo alle prese con la propria anima blues. La armonica di Keith Relf risplende una volta di più in questo pezzo. La magnifica Shapes Of Things racchiude in due minuti e mezzo tutto il profilo degli Yardbirds. White Summer è il momento dedicato alla chitarra. Contenuto in Little Games del 1967, il brano si basa sulla melodia della ballata irlandese tradizionale She Moved Through The Fair (registrata nel 1963 da Davy Graham). Il lavoro di Page è assai bello, un intreccio di scale indiane e arabe assemblate alla sua maniera, qui accompagnato da Jim McCarthy.

Il concerto si chiude con i 10 minuti di I’m A Man, cover di un brano di Bo Diddley (brano che si rifaceva – come succedeva spessissimo all’epoca – ad uno o più canzoni blues precedenti). La sezione dedicata all’assolo di Page è notevole. Come riuscisse a tirare fuori quel sound da una Telecaster ad inizio 1968 è un mistero. Di nuovo l’archetto di violino, qui usato in maniera particolare, che stende la base per il cantato di Relf. Momenti potentemente suggestivi.

Ottimo documento dunque degli Yardbirds di quegli anni, il loro vero e proprio canto del cigno.

STUDIO SKETCHES
Avron Knows
Spanish Blood
Knowing That I’m Losing You (Tangerine)
Taking A Hold On Me
Drinking Muddy Water (Version Two)
My Baby
Avron’s Eyes
Spanish Blood (Instr.)

In quel periodo gli Yardbirds si ritrovarono anche in studio a New York e quello che combinarono è riproposto nel secondo cd di questo album. Avron Knows (TTTT) si apre con un gran riff che mi sarebbe piaciuto vedere sviluppato meglio con i LZ. E’ musica rock eccitante, gli Yardbirds avrebbero davvero potuto dire la loro anche negli anni successivi. Rock originale e fresco. Ottima prova di Jim McCarthy. Il sound di Page ti fa di nuovo brillare gli occhi.

Spanish Blood (TTTTT) è scritta da Page e McCarthy ed è uno strumentale (su cui si incastona un parlato suggestivo) che inizia con atmosfere spagnoleggianti e che poi prosegue con disegni compositivi che trovo eccelsi. L’impressione che gli Yadbirds con Page e con finalmente un manager come si deve (Peter Grant) sarebbero stati un magnifico gruppo è fortissima.

Knowing That I’m Losing You (TTTT) è la versione strumentale di quello che nel 1970 sarebbe diventata Tangerine dei LZ. Il quadretto che tanto amiamo nella sua prima versione. Taking A Hold On Me (TTTT) è un bel ritmo sostenuto con la melodia che segue il riff di chitarra. Circa a metà un’apertura psichedelica di buon effetto.

Drinking Muddy Water (Version Two) (TTT) nuovo approccio al pezzo apparso l’anno precedente sull’album Little Games.  Seguono My Baby(TTT) , Avron’s Eyes (TTT) alternate take di Avron Knows e Spanish Blood (Instr.) (TTT) in versione completamente strumentale.

Questo materiale da studio (soprattutto i primi 4 pezzi) è una versa sorpresa, se il gruppo fosse rimasto insieme sono sicuro che avrebbe pubblicato nel 1968 un gran album. Il materiale qui proposto è  alla pari ad esempio con quello contenuto nella parte in studio di Wheels Of Fire (1968) dei Cream.

Certo, non si fossero sciolti, non avremmo avuto i LZ, dunque meglio che sia andata come è andata, ma è giusto togliersi il cappello davanti agli Yardbirds.

Ottima la confezione, un mini cofanetto di due cd a cui è allegato un gran bel libretto.

◊◊◊

(broken) ENGLISH

Jimmy Page is publishing really interesting things through its website, nothing mainstream of course, but for those who follow the Dark Lord these rarities and reprints are very attractive. The last arrival is a double album entitled Yarbirds ’68, containing a live recording and some studio session related to the last months of the band’s life.

The Yardbirds concert at the Anderson Theater in NY on 30-3-1968 is a well known recording for those following the Yardbirds and Led Zeppelin. It was published for the first time by Epic in 1971 (to profit the success that Page was enjoying with LZ) but Page succeeded in blocking its distribution.

In fact the Yardbirds were not satisfied with the quality of the recording, evidently carried out with insufficient equipment and preparation. When Epic published it added fake applause that made it all the more grotesque.

The recording was also made available via the bootleg “Last Hurray In the Big Apple”, a familiar title for many fans.

In spite of the poor sound quality it was not difficult to understand even then that Jimmy Page in those years was really amazing and that the Yardbirds as a quartet were a tough group.

Yeah, the 1967/68 line up with Jimmy Page on guitar was really noteworthy and they had still a lot of interesting things to say if Dreja, McCarthy and Relf – disillusioned and tired – had the strength to go on. The music offered by the group at that time was a sort of proto hard rock veiled of psychedelia and driven by beat and blues suggestions. You do not have to be ungenerous and compare Dreja, McCarthy and Relf to Jones, Bonham and Plant, the Yardbirds came from an age and a different world but still had a “sense”not bad at all.

It was thought that these tapes had been lost and instead were found and remixed by Page and finally published officially. Along with the concert, also the sessions made in a New York studio that year.

LIVE AT ANDERSON THEATER – NY 30/03/1968
Train Kept A Rollin’
Mr, You’re A Better Man Than I
Heart Full of Soul
Dazed And Confused
My Baby
Over Under Sideways Down
Drinking Muddy Water
Shapes of Things
White Summer
I’m A Man (contains Moanin’ And Sobbin’)

The concert opens with Train Kept A-Rollin ‘, the group’s battlehorse since 1965. The piece was written by Tiny Bradshaw and Lois Mann and recorded by Tiny Bradshawn together with his orchestra in 1951. In 1956 Johnny Burnette And The Rock And Roll Trio made a version of it by arranging it for guitar. The Yardbirds (with Jeff Beck) picked it up and thanks to them the song became a classic of Rock music over the years. Train Kept A-Rollin was also part of the live repertoire of Led Zeppelin (1968-1969 and 1980) and became one of Aerosmith’s trademarks as well.

The version of the Yardbirds with Page is almost the definitive. The guitarist pushes- with his Telecaster – the group towards the paths typical of rock and hard rock. The audio quality – compared to the editions available until now – is a big step forward, and it’s really a great thing to finally be able to enjoy this recording.

The guitar passages of Mr. You’re A Better Man Than I are already those that will be part of the first LZ era. Page’s Telecaster sound is portentous. Relf, ​​McCarthy and Dreja, however, contribute to translate the desired mood into music.

Heart Full of Soul is one of the historical pieces of the Yardbirds and I have always liked very much the version with just one guitar.

The group heard for the first time the Dazed And Confused riff in America during a performance by Jake Holmes. Page appropriated the riff and built an electric symphony around it which in 1975 reached a 40 minutes lenght. Here the spirit of LZ is present and vivid, the vision of Page was already very clear. Mighty riff, violin bow and outbursts on lead guitar. Maybe we should start to downsize the story that would like the LZ shaped in the image and likeness of the Jeff Beck Group (whose first album came out in August 1968). You have just to listen to this Dazed And Confused to understand that we are on levels similar to those of Cream and Jimi Hendrix Experience, if only from the point of view of the guitar and the approach.

A good version of My Baby follows. The wah wah work reminds me of the guitar embroidery of what in the future will become Down By The Seaside by LZ (from Physical Graffiti). Over Under Sidewas Down has always been one of the most exciting pieces of the band. Page masters the riff with great personality. Excellent performance of the group. Drinking Muddy Water sees Page at the slide guitar and the group dealing with its own blues soul. Keith Relf’s harmonica shines once more in this piece. The magnificent Shapes of Things contains the whole profile of the Yardbirds in two and a half minutes. White Summer is the moment dedicated to the guitar. It was included on the album Little Games (1967); the piece is based on the melody of the traditional Irish ballad She Moved Through The Fair (recorded in 1963 by Davy Graham). Page’s work is very beautiful, an interweaving of Indian and Arabian scales assembled in his own way; here Page is accompanied by Jim McCarthy’s drums. Great version.

The concert ends with the 10 minutes of I’m A Man, a cover of a song by Bo Diddley (a song that referred – as happened very often at the time – to one or more previous blues tunes). The section dedicated to guitar solo is noteworthy. How Page managed to get that sound out of a Telecaster at the beginning of 1968 is a mystery. There is again the violin bow, used here in a special way, which lays the basis for the singing of Relf. Powerfully suggestive moments.

Excellent document then of the Yardbirds of those years, their real swan song.

STUDIO SKETCHES
Avron Knows
Spanish Blood
Knowing That I’m Losing You (Tangerine)
Taking A Hold On Me
Drinking Muddy Water (Version Two)
My Baby
Avron’s Eyes
Spanish Blood (Instr.)

At that time the Yardbirds also found themselves in the studio in New York and what they did is included in the second cd of this album. Avron Knows (TTTT) opens with a great riff that I would have liked to see developed better with LZ. It’s exciting rock music, the Yardbirds could actually have said so much in the following years. Original and fresh rock. Good work of Jim McCarthy on the drums. Page’s sound makes you eyes shine again.

Spanish Blood (TTTTT) is written by Page and McCarthy and is an instrumental (on which is embedded an evocative speech) that begins on Spanish atmospheres and then continues with compositional drawings that I find excelling. The impression that the Yadbirds with Page and finally a proper manager (Peter Grant) would have been a great group is very strong.

Knowing That I’m Losing You (TTTT) is the instrumental version of what was to become Tangerine by LZ in 1970. The lovely moment we like so much in its first version. Taking A Hold On Me (TTTT) is a nice fast track with a melody that follows the guitar riff. About halfway there is a good psychedelic break.

Drinking Muddy Water (Version Two) (TTT§): new approach to the piece appeared the previous year on the Little Games album. This is followed by My Baby (TTT), Avron’s Eyes (TTT), an alternate take of Avron Knows and Spanish Blood (Instr.) (TTT) in a fully instrumental version.

This studio material (especially the first 4 pieces) is a real surprise, I can’t help repeating myself: if the group had stayed together I’m sure it would have published a great album in 1968. The material proposed here is on a par with that contained for example on the studio part of Cream’s Wheels Of Fire Cream.

Of course, had they not split, we would not have had LZ, so better that it went as it went, but hats off to the Yardbirds.

The packaging is excellent, a mini box set of two cds with a great booklet.

 

 

 

Dark (serie TV) (Netflix 2017) – TTTTT

9 Gen

Lo scorso dicembre Netflix ha mandato in onda la prima stagione di Dark, una serie TV prodotta in Germania (la prima di Netflix ad essere girata in lingua tedesca). Il tutto si dipana in 10 episodi ad altissima tensione. Il presente (anno 2019) si interseca con il passato (1953 e 1986), tre epoche che entrano in contatto tramite un wormhole (un cunicolo spazio-temporale insomma). Non voglio svelare nulla di più (in caso, qui sotto c’è una specie di sinossi), chi non la ha ancora vista deve accostarsi ad essa senza troppe anticipazioni.

Quello che mi preme dire è che è una serie TV davvero affascinante (e finalmente né prodotta né girata negli Usa) e fatta molto, molto bene. Il villaggio di Winden (Renania) è incastonato tra foreste, grotte e centrali nucleari; la pioggia e le tenebre avvolgono questo piccolo borgo dove accadono fatti sconvolgenti. Thriller e scienza si mischiano insieme alla nebbiosa cupezza che avvolge tutte le puntate e il risultato è vincente. Un paragone può forse essere fatto con Lost, la leggendaria serie TV americana andata in onda dal 2004 al 2010 anch’essa basata su paradossi temporali.

Tornando a Dark è d’obbligo infine sottolineare come personaggi, sceneggiatura, fotografia e regia siano di ottimo livello, la cura dei dettagli poi è sublime. Colonna sonora efficace.

Serie da vedere.

2019, Winden. Dark, serie tv tedesca prodotta da Netflix, ci trascina nell’atmosfera bigia di una piovosa cittadina della Renania, in cui apparentemente “non succede mai niente”, finché non iniziano a sparire dei ragazzi: prima un liceale, Erik, poi dei bambini. L’indagine della polizia mette subito in luce un dato inquietante: non è la prima volta che a Winden si verificano degli strani casi di persone scomparse, esattamente 33 anni prima qualcun altro è svanito nel nulla.

NEWS: THE EQUINOX dal vivo alla BOTTEGA DEI BRIGANTI – MONTECAVOLO (RE) mercoledì 24 gennaio 2018

8 Gen

Col nuovo anno si torna in pista.

THE EQUINOX dal vivo alla BOTTEGA DEI BRIGANTI
via Salvador Allende 1/A  – MONTECAVOLO (RE)
24 gennaio 2018 –  ore 22

 

Daniel Defoe “Robinson Crusoe” (1719 – 2017 Feltrinelli) TTTTT

4 Gen

La fustinella per le edizioni della Universale Economica Feltrinelli continua, adesso è la volta di Robison Crusoe. Defoe nacque nel 1660,  “The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe of York, Mariner”-  il suo libro più famoso – fu pubblicato nel 1719. Ovviamente occorre calarsi nel contesto storico per godere del romanzo.

Ci sono 23 pagine di considerazioni di Alberto Cavallari (che è anche il traduttore), tutte molto profonde e stuzzicanti, l’analisi si legge con piacere, tuttavia dopo averci riflettuto sopra, ho deciso di avere un approccio meno intellettuale al libro e godermelo nella sua vesta di romanzo di avventura o come dice Cavallari di “capolavoro della letteratura di viaggio, nei due sensi: viaggio reale e viaggio immaginario”. La storia e arcinota un po’ a tutti, ma assimilarla in modo completo e in una traduzione fedele ed efficace è una gran esperienza.

Alla fine altre 12 pagine dedicate alla cronologia.

Il libro costa 9 euro, lo sconto applicato è il 15% dunque scende a 7,65 euro, per una cifra del genere è obbligatorio avere in casa una edizione così.

https://www.lafeltrinelli.it/libri/daniel-defoe/robinson-crusoe/9788807900181

Doponatale blues (happy new year baby)

31 Dic

25 dicembre 2017 ore 20: sono alla Crocetta di Mutina, dove abita mia sorella. Torno verso la Domus Saurea. L’indolenza della fine del giorno di natale mi attanaglia, come ogni anno. Se dal 3 al 23 dicembre – pur avviluppato dalla malinconia (felice) del periodo – zampetto tra le lucette ad intermittenza con un certo vigore, dal primo pomeriggio del 25 perdo quasi completamente interesse per i saturnali e per l’inverno. Mi chiedo se i regali che ho ricevuto e che mi son fatto hanno riempito i vuoti esistenziali, se le good vibrations che ho provato nelle ultime tre settimane riusciranno a tenermi in piedi per i mesi a venire. Mi domando anche perché abbia fatto un regalo a chi recentemente mi ha piantato una coltellata nella schiena. Non so darmi una risposta precisa, probabilmente perché sono un sentimentale (o un coglione). Rimangono nei miei pensieri i fermoimmagine delle confezioni dei pacchetti che erano sotto l’albero, cartoni, carte colorate, fiocchi, nastri pronti per il macero. Noi qui al calduccio delle stufe a scartare regali e disperati a dormire su un cartone in qualche angolo buio sperando che qualcosa possa cambiare prima o poi nel loro futuro.

Tra tutta questa mestizia che mi irretisce i neuroni riesce a divincolarsi il messaggio di auguri che uno degli amici manda nella chat blues: “Ciao nase, auguri”. Rido quasi sino a pisciarmi addosso. Ricordo ai lettori né reggiani né modenesi ciò già riportato più volte sul blog:

“Nuffia” e “Nasa” sono due termini della lingua mutinense, quella della nostra città. Secondo il nuovo dizionario PICCAGLIANI, dicesi nuffia uomo con atteggiamenti e modi di fare femminili, che veste o sceglie oggetti (o bevande tanto per capirci) dal taglio non precisamente maschile, uomo insomma che ti fa chiedere “ci è o ci fa”? Citando il dizionario di cui sopra “a differenza della nasa che è omosessuale conclamato, la nuffia ha atteggiamento nuffiesco ma può anche non essere integralmente omosessuale. Molte nuffie hanno moglie e figli” .

Doponatale blues alla Domus Saurea – foto TT

COOP TALES

Alla Coop di Regium Lepidi, mentre sono intento a fare la spesa settimanale mi capita di osservare quasi per caso scenette e personaggi che spesso tentano di sconfinare nel surreale. Due giorni prima di natale vedo un un uomo di circa trent’anni, un giovane insomma, aggirarsi con fare obnubilato nel reparto ortofrutta con due festoni rossi in mano. A testa bassa si dirige poi alle casse. Venire alla Coop il 23 dicembre per due festoni rossi da albero di natale.

Coppia di ultrasessantenni al reparto gastronomia, un unico biglietto col numerino, lei davanti ad un banco lui ad un altro, confondono i commessi perché uno deve prendere una cosa da una parte e l’altra in un secondo bancone. Comprano due cose, cibo per il pranzo di natale. La signora chiede lumi circa il posizionamento delle carni “vanno tenute frigo o nel congelatore”. E’ il 23 dicembre, la coda davanti al banco è lunga e loro impegnano una delle commesse più del dovuto. La signora sembra che sia caduta sulla terra da poco e che non abbia idea di come preparare o conservare il cibo. Mi chiedo come sia possibile che una donna verso i settanta non abbia esperienza.

Giovane uomo spinge passeggino, ha la figlia piccola in braccio, segue moglie tra gli scaffali. Ha i pantaloni della tuta da ginnastica, scarpe da tennis, pettinatura da bravo ragazzo con riga da una parte e capelli (che sta perdendo vistosamente) cotonati. Non c’è un briciolo di amore nel suo sguardo, solo una indifferente rassegnazione che emana un cattivo odore. Diffido sempre di chi va a far la spesa con i bragoni della tuta.

Altra coppia ultrasessantenne con due carrelli mezzi vuoti che il 29 dicembre compra un alberello di natale. Pagano alle casse automatiche, ma qualcosa “suona”, la commessa deputata al controllo scruta i carrelli, fa domande, poi per non disfare le 4 borse li fa passare. Appena fuori lui dice a lei, in dialetto: “Fèrmet un atim, dio (segue nome di animale da allevamento di color rosa)” … fermati un attimo, dio etc etc. Buongiorno amore!

Ma poi, alla fin fine che ne so, magari le mie sono solo impressioni, come canta Vasco “ognuno in fondo perso per i fatti suoi”, però le storie di ordinaria infelicità mi colpiscono. Per fortuna che molto spesso quando sono alla Coop con la pollastrella io faccio il cretinetto tanto che le dico spesso che se qualcuno mi sente mentre cretineggio non può che fare a sua volta commenti del tipo “Eh mo’ veh, poveretta quella signora suo marito non deve essere “micca” del tutto normale”

THE BOYS ARE BACK IN TOWN

Più che il sinodo, la cena del solstizio d’inverno di quest’anno è la reunion della Cattiva Compagnia del tempo che fu. Gli intervenuti infatti sono il sottoscritto (guitar), John Paul Cappi (bass), Mixi (drums), Riff (road manager) e Pike che specialguestò nel nostro primo (e unico) album. A cena siamo in una trattoria a due chilometri da dove abitava mio nonno, nelle campagne di Bath intorno a Regium Lepidi. Questa trattoria decenni fa era anche una drogheria, venivo con mia nonna e mia madre a comprare coppe (di maiale) fatte in casa. Sono nel bel mezzo della Tirelli legacy, sarà anche per queste vibrazioni positive che la serata è magnifica, il mood (l’atmosfera, insomma) che c’è tra noi cinque è spettacolare, parliamo, ridiamo e blueseggiamo con gran vigore. La cameriera che ci serve al tavolo è una ragazza alta, sembra in gamba. Verso la fine della cena Riff, il solito guascone, le chiede se conosce i Led Zeppelin. Long Tall Sally ci guarda incuriosita e ci risponde: “Sì, che li conosco, sono quelli di Kashmir e di Whole Lotta Love”. In una frazione di secondo ci innamoriamo tutti di lei. Qui nel profondo sud della Valpadana, tra pioppi spogli, fossi gelati e lune di metallo ci sono fighe – non proprio rockettare –  che conoscono i LZ e che citano Kashmir come prima opzione. Emilia, amore mio, non smetti mai di stupirmi. Con i ragazzi poi ci scambiamo le strenne benaugurali, gli abbracci e i soliti auguri pomposi (che le stelle riempiano i vostri sogni, che il sole batta sul vostro viso, che il padre dei quattro venti gonfi le vostre vele). Mi sento fortunato ad avere amici del genere.

da sx a dx: Jaypee, Riff, Tim, Picca, Mixi. – foto Trattoria Toschi

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

LA SLITTA CON LE STRENNE

Ripenso ai tanti regali che groupie, amici e sorelle mi hanno fatto. Rido di un libro arrivato dall’amico Jaypee “C’era una volta la DDR”. Ne parlo così spesso citandola ad esempio quale modello tout court di società del futuro che era inevitabile che qualche amico blues arrivasse a tanto, però… che sorpresa.

Regali alla Domus – foto TT

Essendo un metrosexual godo molto anche quando mi regalano abbigliamento intimo e non (di un certo tipo of course) o prodotti da nuffia, lo sapessero i miei amici mi ripudierebbero, ma il pensiero quest’anno va ai biglietti di una prossima partita dell’Inter a San Siro e agli ellepì che mi hanno e che mi sono regalato. Non sono mai stato un maniaco del vinile, ho smesso di comprarli nel 1988, da lì in poi solo cd, ma da quest’anno ho ricominciato ad acquistarli con continuità. Non è una questione di qualità audio,  lo abbiamo dibattuto sul blog parecchie volte. A fronte della medesima fonte (nastri master originali) e della stessa buona masterizzazione si sente meglio sul cd, niente storie, il suono che proviene dal giradischi è pieno di suggestioni che difficilmente hanno a che fare con la qualità audio, ma anche io adesso ascolto musica in casa quasi esclusivamente su LP,  è un fattore psicologico, è il conforto che l’ellepì riesce a trasmettere. Poi certo, oggi i vinili sono stampati meglio della media del periodo d’oro, il vinile utilizzato è migliore, le confezioni assemblate meglio, ma è la cura e l’autodisciplina che devi mettere in atto a rendere l’esperienza gratificante. Tu nel tuo studiolo, luci indirette, un goccetto di assenzio, il disco che gira, la sensazione tattile che provi nel tenere in mano la copertina e il ricordo del modo in cui ascoltavi musica di quando eri ragazzo.

Regali alla Domus – foto TT

Regali alla Domus – foto TT

Peccato scoprire che CARAVANSERAI, uno degli album patrimonio dell’umanità, sia fallato – vistosi segni sul vinile –  e ti tocchi rispedirlo indietro, ma che volete farci, un po’ di blues nella vita c’è sempre, forse è grazie a questo che quelle poche volte che tutto gira perfettamente il godimento è massimo.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Assenzio blues alla Domus – foto TT

CAT TALES

I gatti se la sono spassata, palline catturate dall’albero di natale sparse per casa, rametti caduti a terra, festoni a sbrindelloni. Nonostante questo hanno ricevuto regali anche loro.

Regali alla Domus – foto TT

Palmiro sembra aver accettato Strichetto, la gattina di un vicino che si è accasata qui da noi. La tollera con la superiorità e la pazienza del gatto adulto che alza gli occhi al cielo davanti all’ennesima marachella della giovinetta iperattiva.

Palmir & Stricchi – foto TT

Abbiamo però dovuto fare un bagno alla Stricchi, ormai vive stabilmente con noi e non potevamo più rimandare. Essendo una gattina che ha passato i primi mesi in una famiglia che se ne sbatte dei gatti e a cui le figlie bambine ne facevano di ogni, non è una gattina gestibile facilmente. E’ molto dolce e a suo modo carina e piena di fiducia verso gli esseri umani, adesso poi sta imparando ad avere comportamenti meno isterici, ma farle il bagno è stata un’impresa. Ad un certo punto mi ha piantato i denti nella mano destra tra l’indice e il pollice con tutta la forza possibile, il sangue è uscito ininterrottamente per almeno 15 minuti, sa difendersi la piccola Stricchi. Dopo averla accuratamente asciugata con il phon si è messa a cuccia sullo sgabellino. Pulita, profumata, vaporosa, adesso è ancora più irresistibile di prima, una ciambellina di pelo che vaga per casa (e sì, naturalmente è così… an s’è mai vest Johnny Winter fer chi lavòr chè… non si è mai visto JW fare di quei lavori qui).

Stricchi – Domus Saurea- foto TT

Strichetto – una ciambella di pelo – foto TT

Per un momento alla Coop valuto se acquistare la copia gigante di Palmiro, un peluche di una pantera nera che costa 199 euro scontati a 159. Poi rinsavisco e mi dico che devo essere pazzo, va bene amare i gatti (e gli animali) ma…

Palmir puppet at the Coop – photo TT

Con l’inverno Palmir diventa più sentimentale ed ubbidiente, quando è in casa ci è spesso addosso, quando è fuori basta chiamarlo per farlo arrivare. E’ un gatto speciale e sono felice che faccia parte della famiglia.

BOOGIE MAMA

Di ritorno dalla coop, in macchina con la pollastrella, nella riproduzione random parte il medley di Whole Lotta Love da un bootleg dei LZ. Il riff di Page attecchisce nella maruga  (nella testa insomma) di Saura, non riesce a smettere di cantarla, arrivati alla Domus invece di scaricare le sporte con la spesa si mette a imitare Jimmy Poige, che donna ragazzi…

Boogie Mama al minuto 7:15

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

FOOTBALL BLUES – Hoochie a San Siro

Fino a due settimane fa Inter capolista, poi la flessione natalizia, ahimè, classico trend nerazzurro… Perso in casa con l’Udinese dopo un primo tempo molto buono e perso col Sassuolo. Il 23 dicembre sono allo stadio Città del Tricolore con Mario e l’Inter gioca una gara indolente. Il fastidio è enorme. Il Sassuolo va i rete con facilità e noi non riusciamo a venirne a capo.

SASSUOLO – INTER – Stadio Città Del Tricolore 23-12-2017 – fotoTT

Maurito sbaglia anche un rigore, la scena va in onda proprio davanti al nostro settore…

Delusione cocente.

Il 27 dicembre derby per i quarti di Coppa Italia. Scontro tra due squadre disperate. Il Milan, che è messo peggio di noi, riesce a vincere e io cado preda di un blues feroce che mi spinge verso le tenebre.

Uno dei regali di Saura per il natale sono stati i biglietti per la partita Inter-Lazio di ieri. Quando ho aperto il pacchetto ho sentito tremori in tutto il corpo. L’Inter ha su di me un effetto totalizzante.

Biglietti Inter Lazio

Partiamo alle 14,20, lasciamo la Domus, attraversiamo i ponti di Calatrava ed entriamo in autostrada.

I ponti di Calatrava – foto Saura T.

I ponti di Calatrava – foto Saura T.

170 km dopo, verso le 16,10 siamo a San Siro.

San Siro 27-12-2017 Inter Lazio- foto TT

Un veloce saluto a Beppe Riva, un pensiero a Ferdi – amico e lettore di questo blog e membro del mio gruppo facebook su Facebook INTERISTA SOCIAL CLUB – che doveva essere con lui ed invece è a casa febbricitante e ci lasciamo ingoiare dalla pancia di San Siro. Entrare in quello che la classifica degli stadi del football vede come l’ottavo migliore al mondo (l’unico ad Italia ad essere nella top ten) è sempre una grossa emozione. Anche quest’anno tribunetta arancio, a due passi dal campo. 75 euro. Ne ho spesi di più per procurarmi il biglietto per Sassuolo-Inter per un posto più o meno simile (ma ben più lofi) in uno stadio di certo meno imponente.

Tim & Saura – San Siro 27-12-2017 Inter Lazio- foto TT

Hoochie Coochie Man a San Siro – 27-12-2017 Inter Lazio- foto TT

Parte il gospel di C’E’ SOLO L’INTER, alla voce il nostro conterraneo Grazianone Romani, rimango incantato come sempre, vorrei cantare anche io ma mi commuovo ogni volta…

“C’è solo l‘Inter”

(S. Belisari – G. Romani – S. Belisari)
Edizioni Musicali: Hukapan Srl

E’ vero ci sono cose più importanti
Di calciatori e di cantanti
Ma dimmi cosa c’è di meglio
Di una continua sofferenza
Per arrivare alla vittoria
E poi non rompermi i coglioni
per me c’è solo l’Inter

A me che sono innamorato
Non venite a raccontare
Quel che l’Inter deve fare
Per noi niente è mai normale
Né sconfitta né vittoria
Che tanto è sempre la stessa storia
Un’ora e mezza senza fiato
Perché c’è solo l’Inter

C’è solo l’Inter per me
Solo l’Inter
c’è solo l’Inter per me

No, non puoi cambiare la bandiera
E la maglia nerazzurra
Dei campioni del passato
Che poi è la stessa
Di quelli del presente
Io da loro voglio orgoglio
Per la squadra di Milano
Perché c’è solo l’Inter

E mi torna ancora in mente l’Avvocato Prisco
Lui diceva che la serie A è nel nostro DNA
Io non rubo il campionato
Ed in serie B non son mai stato

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

La partita non è spettacolare, uno 0 a 0 che a noi interisti non piace ma che almeno interrompe la serie recente di sconfitte; alla fin fine sono ugualmente contento, 8 ore passate on the road again, 3 delle quali in compagnia di altri 61800 nella culla dell’umanità calcistica. Per me, davvero, c’è solo l’Inter.

San Siro 27-12-2017 Inter Lazio- foto TT

FILM: LION – LA STRADA VERSO CASA (Lion, 2016 – Aus/Usa/UK) – TTT½

Film visto su Sky, perfetto per il periodo di fine anno. Tratto da una storia vera. Un bambino indiano si perde, non riesce a ritrovare la strada di casa, attraverso varie peripezie si ritrova a Calcutta, finisce in un orfanotrofio e viene adottato da una famiglia australiana. La prima parte girata in India è davvero meravigliosa e ti spinge a pensare agli 80.000 bambini che ogni anno in India si perdono e spariscono. La seconda parte è meno convincente, soprattutto quella che riguarda il viaggio a ritroso, forzature e semplificazioni eccessive, sembra quasi si voglia chiudere il film in fretta. Ad ogni modo buon film, da vedere.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

GIRADISCHI BLUES

Il doponatale di sviluppa tra piogge e giornate di sole. Col grigiore la colonna sonora si adegua…

The Man Machine sullo stereo della Domus Saurea – foto TT

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Classica alienazione sullo stereo della Domus Saurea – foto TT

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

 

Arriva il sole, scruto la campagna dalla finestra dello studiolo…

View from Domus Saura’s studiolo in a december morning. – photo TT

… è tempo di rockeggiare come si deve e di scivolare in pace verso il nuovo anno…

Classic Company sullo stereo della Domus Saurea – foto TT

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Live At Leeds sullo stereo della Domus Saurea – foto TT

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Oggi è l’ultimo spicchio di tempo che intercorre tra due culminazioni consecutive del sole su di un determinato meridiano, l’ultimo di 365 che noi umani abbiamo racchiuso dentro il concetto di anno. La terra ha concluso un’altra orbita intorno al sole, domani sarà il 2018, sicuramente un anno con i suoi alti e bassi, come del resto tutti precedenti, ma vale la pena una volta di più affrontarlo tenendo alto il nostro sorriso. Allacciamoci le cinture e partiamo per l’ennesimo viaggio. Donne e uomini di blues che vi siete raccolti intorno a questo blog, giungano a voi i migliori auguri per un felice anno nuovo. Che il Dark Lord ci benedica tutti.

The Dark Lord NY July 1973

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

 

 

Solstitium hibernum blues

21 Dic

Eccoci di nuovo qui alle prese col solstizio invernale, quel periodo dell’anno a cui questo blog è tanto legato. Oltre alle ragioni personali (lo sapete, sono nato il 21 dicembre), sento tutto il legame che il pianeta e la specie a cui appartengo hanno da alcuni millenni con questa fase. Già gli antichi romani avevano i saturnali, le feste che per qualche giorno precedevano e seguivano il giorno (attuale) del solstizio, feste in cui ci si scambiava oltre agli auguri anche le strenne, piccoli regali ben augurali in vista dell’arrivo del Sol Invictus, ovvero della nuova stagione dove le giornate tornano ad allungarsi.

Questo avveniva anche nel nord Europa con le festività dette Yule, sempre nel periodo precristiano. Il cristianesimo poi inglobò tutto, fece coincidere la data di nascita di un bambinello dalla pelle scura con le festività esistenti e raccontò in giro che era il figlio di un dio. Come diciamo tutti gli anni questo è anche il periodo dove le malinconie si fanno feroci, appena mitigate da un velo di gioia e candore. Già, nel nostro animo si insegue il mito della famiglia felice, della situazione ideale, tutte condizioni impossibili da realizzare appieno, oltre a ciò il fatto di essere a fine anno spinge a fare bilanci e a constatare una volta di più come il tempo passi veloce. Quest’anno ne parlano anche su un supplemento di Repubblica, e il titolo che hanno scelto (Christmas Blues) mi fa parecchio ridere.

http://d.repubblica.it/life/2017/12/07/news/come_affrontare_tristezza_durante_le_feste-3759973/?ref=RHPPBT-VP-I0-C4-P13-S1.4-T1

Anche Palmiro soffre un po’ del blues del 21 dicembre, dopo la sua sgambata pomeridiana si rifugia davanti alla stufa o sopra il frigo a stemperare i suoi blues felini…

Palmiro: december blues – foto TT

per fortuna io ho trovato una nuova droga che mi aiuta a passare indenne le tormente di blues che ogni tanto imperversano qui nella piana del Bondeno, le Golia Liqui Soft Fruit, delle gommose che mi fanno impazzire.

A new drug called “Golia Liqui Fruit Soft” foto TT

Come ogni hanno soppeso il cielo nella speranza di vedere arrivare la neve, ma anche stavolta sembra che a cavallo del solstizio non ne cadrà. Ne abbiamo avuto un preludio in novembre, per un paio d’ore ne ho goduto davvero…

November snow – Stonecity 13-11-2017 – Foto TT

e una brevissima spolverata qualche giorno fa, ma a parte qualche piccolo fiocchetto tondo sul pelo di Palmiro nulla da segnalare.

Palmir e i fiocchi di neve – foto TT

Certo è che correnti artiche arrivano sulla Valpadana e dunque anche la Domus Saurea si ritrova ogni mattina sotto zero, così anche quest’anno l’effetto tundra è garantito…

Dicembre 2017: tundra alla Domus Saurea – foto TT

Dicembre 2017: tundra alla Domus Saurea – foto TT

Dicembre 2017: tundra alla Domus Saurea – foto TT

Cerco di passare indenne e anzi di godermi questo periodo dell’anno (che in fondo è il mio preferito) blueseggiando alla mia maniera, comprando qualche strenna per gli umani che mi stanno intorno e anche per me stesso. Rido quando vedo sotto l’albero pacchetti con su scritto “da Tim per Tim”, naturalmente si tratta di vinili, cd, libri (Feltrinelli edition) e qualche fumetto. Nei momenti liberi Sky ha il suo spazio, qualche buon film, le partite del grande amore della mia vita (l’Inter insomma), le serie TV, i documentari. Ci sono  alcuni film e alcuni telefilm che ti risolvono le giornate.

Film: TRUMAN – UN VERO AMICO E’ PER SEMPRE (Truman. – Spagna, Argentina 2015) – TTTT

Ancora un film argentino che mi ha appassionato parecchio, visto su Sky. Due amici di Buenos Aires si ritrovano a Madrid, uno vive lì, è malato e con poco tempo da vivere, l’altro arriva dal Canada per rivederlo, entrambi cercano di vivere quei pochi giorno insieme senza affogare nel dolore e nella retorica dell’addio. Il regista Cesc Gay è molto bravo nell’evitare la trappola del pietismo, narra le ultime settimane di un uomo con molta franchezza, autenticità e onestà. Gli attori Ricardo Darìn e Javier Camara arrivano a regalarci una volta di più una prova straordinaria. Il film, oltre a essere divertente è naturalmente anche commovente, ma il sentimento è scevro dalla melassa. Bella colonna sonora. Da vedere.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

 Film: LETTERE DA UNO SCONOSCIUTO (Coming Home – Cina 2014) – TTT½

Un oppositore del sistema deve nascondersi, viene tradito dalla figlia – sostenitrice del governo – e quindi incarcerato. Molto anni dopo fa ritorno a casa, la moglie lo aspetta da sempre ma a causa di un trauma subito non lo riconosce, il marito dovrà trovare un modo per rapportarsi con lei. L’idea è davvero notevole, lo sviluppo del film forse un po’ meno, nel senso che è tutto molto pacato, lineare, senza sussulti particolari, ma al contempo la tensione creata da questo blues sentimentale (e politico) riesce a mantenere in piedi tutto il castello. A me è piaciuto e lo segnalo con piacere. Visto su Sky.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Film: STAR WARS: GLI ULTIMI JEDI (The Last Jedi – Usa 2017) – TTTT

Sebbene il primo film della serie uscì nel bel mezzo della mia adolescenza, non sono un fan in senso stretto, un maniaco di Star Wars, questo sebbene i film di fantascienza siano tra i miei preferiti. Il tema musicale principale però fa parte del mio DNA, ogni volta che lo sento vengo catapultato nella seconda metà degli anni settanta, così come il lettering di Star Wars mi riporta anch’esso al tempo della mia spensierata prima giovinezza.

Il fatto è che da qualche anno sto con una pollastrella che è una fanatica di Guerre Stellari, quando esce un nuovo episodio lo va a vedere al cinema due o tre volte dietro fila, poi compra il bluray e quando Sky lo passa lo riguarda una, dieci, cento volte. E’ solita ogni tanto lasciarmi dei bigliettini del genere sul tavolo prima di uscire al mattino:

Saura’s note

E’ con lei che ho iniziato ad immergermi nel mondo di George Lucas, anche se pur con tutta la buona volontà non ho chiarissimi gli eventi, la cronologia, le sinergie della storia.

L’altra sera siamo andati a vedere l’episodio VIII nella sala più grande del multisala Emiro a Herberia. Proiezione delle 18,40, sala piena, circa 450 persone, però! Saura era andata anche il 13, giorno d’uscita del film, ma doveva “assolutamente” rivederlo per capire meglio. Ora, io di Star Wars so poco, non ho nemmeno colto tutti cambiamenti che dicono questo episodio porti con sé, la “rottamazione” in atto insomma, ma ho apprezzato il film. Sì, vedo che il legame col passato ormai è ridottissimo, ma da casual fan quale sono mi sta bene anche così. Come sempre mi accade gli aspetti più frivoli mi sono indifferenti, ma il maestoso respiro della fantascienza riesce ad irretirmi ogni volta. Quando sullo schermo sono apparsi i bombardieri dell’Alleanza ho avuto un sobbalzo, il villaggio dove Luke Skywalker si è ritirato è stupendo, gli scenari dello spazio profondo, l’ambientazione creata a Dubrovnik …tutto suggestivo, e il primo quarto d’ora mi ha tenuto incollato alla poltroncina in preda ad un tensione inaspettata. Quando poi sui titoli di coda è apparsa la scritta “In Loving Memory Of Our Princess” (Carry Fisher, la principessa Leila, morta lo scorso anno) mi sono pure commosso. Sta a vedere che adesso cado dentro al buraccione Star Wars…

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

GOMORRA– serie TV (terza stagione)

La nuova stagione di Gomorra è uno spettacolo. Il momento magico di attori, autori, registri e produttori continua. La puntata n.3 (quello dove Ciro Di Marzio è in Bulgaria e in Albania) mi ha lasciato esterrefatto, uno dei migliori episodi di sempre nel campo delle serie TV. Sono felice che Gomorra sia una produzione italiana.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

ALEIDA

A Locus Nonantolae, il mio amato paesello natale, arriva per una veloce conferenza, allo spazio giovani,  Aleida Guevara. Io e Saura non potevamo proprio mancare. E’ un sabato pomeriggio, la sala è piena, tra gli organizzatori anche il mio amico Paolino Rizzo. Tra il pubblico anche LesiRob, amico e compagno dai tempi di Colombo (comunità web del tempo che fu) e Adelmo Cervi, figlio di uno dei sette fratelli.

Ha una traduttrice accanto , ma lo spagnolo, o meglio il cubano di Aleida non è difficile da capire. Dopo un avvio un po’ in sordina dove parla essenzialmente del padre, si scalda e si infervora parlando di giustizia sociale, la traduttrice tace, Aleida è un fiume in piena e noi non possiamo che applaudire il lignaggio morale di questa donna. Ogni volta che la guardo in faccia ho un tuffo al cuore, i lineamenti sono quelli a me tanto, tanto cari. Esperienza notevole.

Aleida Guevara – Nonantola 9 dicembre 2017 – foto TT

(in)CANTO DI NATALE

Avendo un carattere saturnino, essendo dunque portato alla malinconia e alla nostalgia, non posso che rendere omaggio ai saturnali. Nel TG Zero di Radio Capital sento che il giornalista Edoardo Buffoni (sodale del direttore Vittorio Zucconi) snobba queste cose spiegando che, essendo figlio di due sessantottini che ritenevano l’albero di natale un elemento borghese, non è stato educato nel festeggiare il natale in questa maniera. Una sera il mio amico del cuore nerazzurro, Mario, viene a vedere l’Inter. Mentre aspettiamo la pizza si ferma a rimirare il mio presepio laico. Nella sua filosofia spicciola da uomo dalla grande concretezza mi dice “Essendo cose che non servono a niente a me non verrebbe mai in mente di fare una cosa del genere, però ti faccio i complimenti”

Pur condividendo certe posizioni e non amando di certo l’aspetto melenso di decorazioni, atteggiamenti e musiche, sono indissolubilmente legato alle lucine ad intermittenza, una sineddoche personale che sta ad indicare tutto quanto è decorativamente legato al periodo. Saura si occupa dell’albero, io del presepe. Quest’anno ho optato per una rappresentazione dickensiana, d’altra parte sono ateo e non avrebbe senso riproporre il presepe più o meno tradizionale (seppur con la statuina di Jimmy Page al posto del bambinello e Fidel e il Che sulle montagne al posto dei pastori, come fatto in passato). Sono contento del risultato, ogni volta che lo rimiro sento le luci ad intermittenza anche nello stomaco.

Domus Saura: presepe laico Dickens style – foto TT

Domus Saura: – The Yule Tree – foto TT

Tra l’altro ammiro una volta di più la manualità di Saura, degna nipote di suo nonno Inigo (uno di quelli che sapevan fare tutto), che con il saldatore tenta di riparare il lampioncino…

Saura all’opera: modalità saldatrice- foto TT

MUSIC WAS MY FIRST LOVE

Oltre a qualche canto natalizio (ma solo ad alta qualità musicale tipo Etta James, Mahalia Jackson, Tony Bennett, Ray Charles, Brian Setzer Orchestra, Elvis, etc etc) la musica che mi accompagna in questo mese sarà anche sempre la solita ma mi fa sentire proprio bene…

Foxtrot sul piatto – foto TT

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

I Blasters sul piatto – foto TT

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

John Miles sul piatto – foto TT

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Un piatto di rock and roll – foto TT

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Sunny sunday alternate blues – foto TT

In macchina, come tutti i mesi di dicembre, non manca il Piano Concerto di Keith Emerson e i suoi virtuosismi rag time (Honk Tonk Train Blues, Maple Leaf Rag e Barrelhouse Shakedown) e il winter album che anche quest’anno ho assemblato…

Tim Tirelli The Winter Album

Su facebook trovo la classifica degli album più venduti  nel dicembre del 1976 negli Stati Uniti, sospiro leggendo i titoli in classifica … TSRTS, A New World Record, Dreamboat Annie, Year Of The Cat, Long May You Run, Agents Of Fortune.

USA Albums Chart december 1976.
(photo courtesy of Dave Lewis)

FRIENDS WILL BE FRIENDS

Altro appuntamento ormai fisso è la cena prenatalizia che organizzo col mio amico Joe, Lord Simon, Bessi…Biccio insomma. Pure stavolta ci troviamo sotto la torre dell’orologio del nostro paese natale sempre al Bistrot Premiere. Mentre lo aspetto faccio un giretto per via Maestra del Castello respirando dal passato ombre sfuggevoli di me stesso.

Nonantola by night in a cold december evening – photo TT

Nonantola by night in a cold december evening – photo TT

Passatelli in brodo di cappone per me, tortellini in brodo di cappone per lui, due bei filetti come secondo, patate, pera cotta al cioccolato e due caffè. Riannodiamo fili che non si sono spezzati mai, quasi 10 lustri di amicizia, ora che non ci sono più i miei genitori, i vecchi zii e il dottore che mi ha fatto nascere, a parte mia sorella è uno di quelli che mi conosce da più tempo e il Dark Lord solo sa quanto sia importante restare in contatto con le persone con cui sei cresciuto.

Un ultimo giro per le strade dal centro, c’è una nebbia gelata che ci accompagna, riviviamo per l’ennesima volta le suggestione che ci portiamo dentro, ridiamo e sospiriamo, siamo ancora i due sedicenni di allora.

Tim & Biccio –
bluesmen in Nonantola – photo TT

PIU’ TI AMO PIU’ VIVO

Mi preparo alla partita dell’Inter allo Stadio Tricolore di Reggio Emilia; la vendita biglietti nei centri autorizzati dal Sassuolo mi fa sempre incazzare. Quelle poche volte che vado a San Siro compro i biglietti direttamente sul sito dell’Inter, li stampo e ai cancelli mi presento con la carta di identità. Qui invece devo andare a comprarli, se costano 70 euro devo aggiungerne altri 7 per la prevendita, altri 3 non si sa perché e sborsare ulteriori 1,70 euro per pagamento bancomat. Non posso però saltare l’appuntamento, non posso perdermi i ragazzi che giocano a pochi km da casa, non posso lasciare quella splendida superfiga nerazzurra  (l’Inter insomma) da sola, ogni volta che penso a lei mi batte forte il cuore.

Biglietti Sassuolo Inter 2017

STRICHETTO STRIKES AGAIN

La gattina che si è accasata da noi (vedi post del 9 novembre) è ancora lì che scorrazza per la Domus Saurea. Dalla mia scrivania cattura pennarelli, stick di burro cacao, gomme da cancellare e se li porta in giro. Ormai dorme in casa e combina disastri di ogni tipo, ma come si fa a lasciarla fuori, a non prendersi cura di lei dato che chi la dovrebbe accudire – dei nostri vicini –  se ne infischia altamente? Inutile dire che dall’albero di natale ha già fatto cadere diverse palle, palle che poi rincorre, palleggiando con la stessa bravura di un Borja Valero o di un Antonio Candreva. Questo fino a che non interviene l’arbitro, io, che le mostra il cartellino rosso e la spedisce mesta mesta negli spogliatoi.

Strichetto’s den – photo TT

The GANASSI Legacy – cappelletti makers since 1940

30 uova di cappelletti, ecco quanto Lucia e le sue due figlie – Patrizia (The Peita) e Saura – fanno in un pomeriggio. Un tripudio di emilianità in vista delle feste. Se non è un canto di natale questo…

I cappelletti della Lucy – foto Saura T

HAVE YORSELF A LITTLE MERRY CHRISTMAS

E ora, donne e uomini di blues, permettetemi l’ennesimo momento sentimentale e augurarvi il meglio per la nuova stagione e ringraziarvi per essere – dopo tutti questi anni – ancora qui a formare questa piccola comunità di esseri umani che con malinconica allegria contempla le profondità del cosmo e della metafisica, i blues della vita insomma. Insieme a Palmiro e alla pollastrella auguro a tutti voi sogni pieni di stelle e vele piene di vento. Che il Dark Lord vegli su di noi. Happy holidays fellas.

Tim & Palmir best friends since 2012 – foto Pollastrella

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

The Dark Lord (photo Carl Dunn)

 

 

Notti insonni sul divano

13 Dic

Sono un uomo di una (in)certa età e arrivato a questa quota annoto che essa porta con sé anche il sleepless nights blues. Il ritmo circadiano inizia a perdere qualche colpo, l’interruttore interno che regola la veglia e il sonno comincia a non funzionare più a dovere. Con nostalgia ripenso al passato quando il dormire sette/otto ore era la regola. I problemi iniziano quando davanti all’età compare il big five e quelli che sto affrontando in questi ultimi mesi sono diversi da quelli di cui ho già parlato qui sul blog, quando scrivevo del demone delle notti senza sonno lo facevo mentre affrontavo cambiamenti strutturali della mia vita, mentre ora la maledizione di dormire solo poche ore per notte è una costante che attraversa qualunque stato del mio animo, un valore fisso che non si cura della mia condizione altalenante, una grandezza adimensionale ormai insita in me.

E’ una faccenda abbastanza comune, nei sinodi che organizzo con gli amici si parla anche di questo, non sono il solo e anche una mia amica d’infanzia ora farmacista me lo conferma. Cerco di riaggiustare il ritmo con pastiglie di Circadin (un non-proprio farmaco a base di melatonina ordinatomi dal medico di base) o con quella sorta di integratori dal nome tipo “sonno relax” della Bio&Vegan (su suggerimento della pollastrella con cui vivo).

Svolgimento standard delle mie notti insonni sul divano:

stanco e con gli occhi che mi si chiudono verso le 22,30/23 mi infilo sotto le coperte. Qualche pagina di Robinson Crusoe (naturalmente nella nuova edizione della Universale Economica Feltrinelli) e poi cado in un sonno quasi mai sereno. Sogno Mick Ralphs (e non sto facendo del cinema, ahimè è tutto vero); il contesto non è chiaro, sono backstage, insieme a me c’è la mia groupie, siamo a metà via tra la Bad Company degli anni d’oro e e quella dell’ultimo periodo. Ralphs e Rodgers entrano ed escono da delle porte, noi siamo lì, a meno di un metro ma in un modo o nell’altro non riusciamo mai a parlare con loro. Ad un certo punto mi accorgo di avere le scarpe che sia Mick che Paul indossavano dal vivo con la Bad Company negli anni settanta.

Paul Rodgers & Mick Ralphs (Getty Images)

In preda alla solita ansia da sogno quando le mie avventure oniriche hanno a che fare con delle rockstar (con le quali in un modo o nell’altro non riesco mai ad entrare in contatto sebbene io sia lì con loro ) mi sveglio di colpo. Apro gli occhi nel buio, la stufa non è ancora partita, dunque non sono nemmeno le 6 del mattino, prego il Dark Lord che siano almeno le 5, cerco di riaddormentarmi, non riesco. Mi alzo, vado in cucina: sono le 2,40. E adesso? Dove cazzo vai alle 2,40 della notte? Mi metto la tuta, prendo la sveglia, gli occhiali, il cellulino, il libro che sto leggendo, l’ultimo numero di Linus e mi sposto in sala. Fa un freddo becco, la temperatura della stanza è di nemmeno 15 gradi (abitiamo in campagna, il gas di città qui non arriva, ci adattiamo con una stufa a pellet per non spendere tutte le nostre risorse in gpl), mi preparo una cuccia con tre panni, accendo la lucina e mi metto a leggere.

Passano pochi minuti e Palmiro arriva a sistemarsi sul mio petto. Fa la pastella, mette in moto le fusa, mi fissa.

“Sì, Palmir anche io ti voglio bene, grazie pandorino, ma non mi dispiacerebbe leggere un po’ “

Con una piccola pantera addosso non è semplice concentrarsi sulla lettura, così rinuncio e provo a riaddormentarmi.

Notti insonni sul divano – autoscatto TT

Passano venti minuti ma non c’è nulla da fare. Mi alzo, vado a prendere uno sciarpone in cui avvolgermi il collo. Torno sul divano, prendo in mano Linus, leggo un articolo, qualche striscia ed ecco che lo Stricchetto (l’altra gattina che ormai si è accasata da noi – vedi il paragrafo relativo nel post del 9 novembre: https://timtirelli.com/2017/11/09/leaves-are-falling-all-around-the-autumn-moon-lights-my-way-blues/) si sveglia e viene a gettarsi sulle mie gambe. Palmir dall’entrata osserva tutto, certo non deve fargli piacere che la gattina rompiscatole entrata improvvisamente nella sua vita s’impossessi del suo umano, così vince l’incazzatura e viene a reclamare il suo posto. Mi torna sul petto, fa di nuovo la pastella, le fusa ormai rischiano di svegliare Saura che dorme in camera e poi si accovaccia, muso contro muso. Come si fa a leggere Linus in quelle condizioni?

Notti insonni sul divano – autoscatto TT

Vi rinuncio anche perché Palmir è scivolato nel sentimental mood, ora mi abbraccia, infila il suo muso sotto al mio mento, vuole dimostrarmi tutto il suo affetto. E’ uno di quei momenti speciali in cui due mammiferi di specie diverse cercano,  l’uno nell’altro, riparo dalla metafisica.

Notti insonni sul divano – autoscatto TT

Ripongo Linus, cerco di riaddormentarmi, ho il corpo a zig zag, cerco lo spazio tra la Stricchi e Palmir. Il sonno però non arriva, non riesco  smettere di pensare, mi vengono in mente le cose più disparate:

ZAVORRA MENTALE 1:

Ripenso alla mia amica facebook Manu Iaquinta (con cui condivido tra l’altro l’amore per John  Miles) che mi chiese lumi circa un aggettivo da me usato in un commento ad un suo aggiornamento dove, con la mia solita sobria, formale eleganza emiliana le scrivevo “dio bo’ Manu se sei scomoda”. Scomodo è un aggettivo che ha un significato ben definito, qui da noi, nell’Emilia profonda, prende sfumature tutte sue.

Dal Nuovo Dizionario Piccagliani:

Scòmed : scomodo, ovvero performante, capace di grandi prestazioni, eminente, sublime, eccellente (…) Scomodo, quindi, non tanto in quanto aggettivo applicabile ad un divano o a un bidè, ma piuttosto un attributo di esaltazione di particolari qualità con le quali non è agevole, ovvero comodo, per nessuno venire a patti (…) dare dello ‘scòmed’ manifesta quindi un’ elargizione di ammirazione notevolissima, si rivela l’iper-complimento per chi nel proprio campo cammina almeno a due spanne da terra e mangia la minestra in testa agli altri.

ZAVORRA MENTALE 2:

Mi fluttua poi tra le onde cerebrali una spazzatura di pensiero di almeno 17 anni fa, quando ascoltai un conversazione tra due mie colleghe, dove una chiedeva all’altra:

“Allora, ho saputo che hai preso casa a Modena, in che zona ?”

“Centro storico”, rispondeva l’altra con insopportabile sicumera.

Io rimasi basito, visto che in realtà l’appartamento era almeno un chilometro fuori da porta Bologna, dunque ben distante dall‘heart of the city.

ZAVORRA MENTALE 3:

Cambio posizione, i due gatti scendono dal divano. Mi concentro sulla musica, spero che la mia musa preferita mi concili il sonno, non so perché ma mi viene in mente “New York Blues” degli Yardbirds”, con con le 5 note di chitarra prese in prestito da Page per l’intro di SIBLY:

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

la speranza che la chitarra di Geoffrey Arnold  Beck mi accompagni lungo i sentieri del sonno è vana, un altro sacchetto d’immondizia di pensieri mi casca addosso…

mi salgono alla mente piccole figure di merda che feci in passato, atteggiamenti discutibili che tenni con amici e conoscenti, il blues di non essere riuscito l’anno scorso ad avvicinarmi al palco dove suonava la Bad Company a Glasgow e così a vedere Mick Ralphs più da vicino il tutto per colpa di una zelante stewart, gli istanti imbarazzanti prima di trovare il giusto timing per la foto di rito con Jon Anderson nel post gig party dell’Hammersmith Odeon lo scorso marzo, le poche righe per Jimmy Page che vergai sulla biografia italiana che scrissi su di lui e che Robert Plant si offrì di consegnare (esordii con un “Hey Jimbo…” … ma dio bonino si può arrivare a chiamare – per iscritto – Jimbo una rockstar “scomoda” come Jimmy Poige?).

E’ chiaro che sto impazzendo, così mi alzo, mangio uno dei miei gelatini all’amarena della Coop e mi ributto sotto lo strato di panni, sperando di riuscire finalmente a sbarazzarmi di me stesso.

Non riesco. Sono quasi le 6. Sfinito e sconfitto mi alzo, accendo la stufa e preparo la colazione per la pollastrella. Alle 6,20 suona la sveglia, lei si alza, si affaccia in cucina e si scioglie in un sorriso nel vedere thè, biscotti e spremuta pronti.

“Grazie Tyrrell, va tutto bene?”.

“Va tutto benissimo groupie, mi sono solo svegliato un po’ prima per prepararti la colazione”.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Brevi momenti di rock anni settanta

3 Dic

Su questo blog di rock degli anni settanta si parla spesso, fa parte del nostro DNA, lo abbiamo nel sangue, nell’animo, nell’apparato vestibolare, nella maruga (nella testa insomma), nelle mani, nei piedi, per farla breve dappertutto. Arrivati ad un (in)certa età, capita a volte che di rock non se ne possa più, lo abbiamo scritto più volte, essendo una musica che ha quasi esaurito il suo corso, i grandi dischi e i grandi artisti rock sono sempre quelli. Ci sono giorni dunque che non si sa cosa ascoltare, sebbene si tenda a fare pulizia ad ogni cambio di luna e a sbarazzarsi della zavorra, si hanno centinaia di LP, migliaia di cd, decine di musicassette, chilogrammi di musica liquida (file flac sugli hard disk, gli odiosi mp3 nelle chiavette in macchina) e nonostante tutto non si sa dove andare a sbattere l’udito. Sono quei momenti in cui sembra di impazzire: si ha l’arte da cui si è ossessionati – quella creata in quel decennio stupefacente- a portata di orecchio e non si è più capaci di usufruirne. Si è convinti di non riuscire più a trovare pace, di naufragare nel disinteresse verso questo grande amore, quand’ecco che in successione arrivano quasi per caso momenti intensi di rock anni settanta fino al midollo.

Compagnia cantante

Un giovedì sera qualunque. La notte precedente l’ hai passata insonne, torni a casa dal lavoro, ti fai una doccia, ceni e ti butti sul divano. Cerchi di guardare la prima puntata di una serie TV che potrebbe interessarti ma dopo un quarto d’ora ti addormenti. Alle 22 ti svegli, sei rimbambito come un tocco (dal dialetto emiliano, Toc, tacchino), hai i calzettoni abbassati, i pantaloni della tuta tutti sbigolati, lo stesso sguardo espressivo di un branzino al forno, ma sai che se vai a letto non riuscirai a prendere sonno, non subito almeno, e allora cerchi qualcosa da fare. Vai nello studiolo, ti rendi conto che devi ancora sentire l’ultima versione bootleg che hai scaricato da dimeadozen di un concerto di uno dei tuoi gruppi super preferiti, un concerto registrato da un fan nel febbraio del 1976 a Goteborg e allora, visto che la pollastrella che vive con te è ancora sveglia ed è una appassionata di rock (quasi) come te, lo infili nel lettore e lo confronti con la vecchia versione in tuo possesso. Ascoltare un bootleg in qualità audience (diciamo 3/4 su 5) quando sei in quelle condizioni non è il massimo, senti l’inizio di un paio di pezzi e poi riponi i dischetti nelle loro custodie, ma intanto qualcosa è scattato dentro di te, una insospettata voglia rock inizia a farsi spazio tra i circa 100.000 miliardi di cellule che formano il tuo corpo. Dagli scaffali prendi il live ufficiale degli anni settanta del gruppo in questione, selezioni due pezzi lenti, che in apparenza possono anche sembrare simili, e ti ritrovi di colpo immerso in un godimento immenso.

In una manciata di minuti inaspettatamente riprendi a vibrare, ti sorprendi di quanto sia fantastico quello che stai ascoltando (anche se le versioni non sono impeccabili), di che rock imputanito esca dal tuo impianto e di come sia meraviglioso.

Bad Company live 1977 – The Summit Houston

Non c’è niente di più anni settanta di un gruppo di quattro ragazzotti inglesi tra i 27 e i 33 anni pieni di testosterone ripresi in un grande palasport del Texas, alle prese con pezzi lenti che parlano in modo semplice di amore, sesso, vita e del fatto di essere uomini semplici. Sono concetti espressi in maniera così lineare che paradossalmente si trasformano in poetica, magari tout court, ma comunque poetica. Il cantato passionale di chi trova pietre sul sentiero che sta percorrendo e brama il far l’amore per sottrarsi ai blues della vita, l’assolo ispirato e misurato in la minore, il bell’incedere di basso e batteria.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Preludi chitarristici che formano malinconiche foschie musicali, il tema principale che verte sulle aspirazioni più essenziali dell’essere un uomo, comprensibili formule musicali che sotto la volta di un palasport texano e suonate davanti a 15000 persone diventano suggestioni che amplificano il valore stesso della canzone. Facile immaginare la scena, faretti colorati, vestiti da scena, luci e ombre che si rincorrono sopra le teste dei partecipanti e che fluttuano sul ritmo della musica.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Ecco, vai a letto con una energia nuova, con un senso di beatitudine che riesce a spazzar via – almeno in parte – le fatiche psichiche e i blues della vita moderna. Dark Lord, thank you for the (Bad) Company.

(Il live della Bad Company sul blog: https://timtirelli.com/2016/05/11/bad-company-live-1977-1979-swan-song-rhino-2016-ttttt/)

Ali al vento

Pochi giorni dopo sei per strada per lavoro. Stonecity brulica di camion, di furgoncini, di suv. Ti fermi da un cliente, rientri in macchina e torni verso l’ufficio. Il lettore d’improvviso passa un altro momento anni settanta, anzi forse IL momento anni settanta:

Sitting In The Stand Of The Sports Arena
Waiting For The Show To Begin
Red Lights, Green Lights, Strawberry Wine,
A Good Friend Of Mine, Follows The Stars,
Venus And Mars
Are Alright Tonight.

Devi accostare, chiudi gli occhi e rivedi la scena: il ritorno in tour di un gigante del rock, il ghiaccio secco, i pianeti che si allineano in una delle più belle introduzioni di sempre, strumenti elettrici a due manici, il buio rischiarato dai faretti, bolle di sapone che riflettono le buone vibrazioni, il rock che canta se stesso, la meraviglia, l’enfasi, la decadenza e la ingenuità degli anni settanta assemblate in un unico contesto. Commosso, con le lacrime agli occhi ringrazi (e maledici) ancora una volta il Dark Lord che in qualche modo ti ha salvato (e rovinato) la vita (al tempo stesso).

The Lights Go Down – They’re Back In Town O.K.
Behind The Stacks You Glimpse An Axe
The Tension Mounts You Score An Ounce Ole!
Temperatures Rise As You See The White Of Their Eyes

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Sant’Anna

Venerdì, giorno di ferie. Hai qualche impiccio personale da sbrigare. Torni a casa, la pollastrella è ancora al lavoro. Avresti voglia di ascoltare qualcosa ma non ti va di certo di passare un’eternità davanti agli scaffali per decidere cosa mettere sul piatto. Lasci scivolare così nel lettore video dell’impianto TV un vecchio DVD che il tuo amico Paolino Lisoni ti aveva fatto tempo addietro. Non ti aspetti nulla, eppure non appena il primo chitarrista per cui perdesti la testa sale sul palco dell’Hammersmith Odeon inizi a sentirti vibrare. Il dolce vita bianco, il baffo prominente, la Yamaha scintillante, la camicia aperta di Tom Coster alle tastiere, l’esuberanza fisica del cantante Luther Rabb, le trame percussive che scatenano in te impulsi primordiali.

Basta un minuto di Carnaval per farti catturare totalmente. Sono gli ultimi giorni del 1976, L’album Festival è previsto in uscita con l’anno nuovo, il gruppo non ha più i membri leggendari del primo periodo (tipo Michael Shrieve ), ma la formazione è ugualmente straordinaria, la musica che il gruppo produce è di una bellezza e di una carica senza uguali. Ti senti quasi fortunato di non aver avuto l’occasione di assistere ad un concerto del genere allora, eri poco più di un imberbe ragazzino e l’esperienza ti avrebbe travolto. L’assolo di Dance Sister Dance che dal minuto 3:15 ti spinge verso pulsazioni universali, quel (jazz) rock in bilico tra nord e sud America ti riporta di botto tra le braccia di quella incredibile esperienza musicale che furono gli anni settanta.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Revelations è uno dei tuoi pezzi preferiti, tocca le tue corde come poca altra aria sonora, lo stesso dicasi per Europa, uno dei gioielli e uno dei inni degli anni settanta qui forse nella sua versione definitiva.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

E allora così sia, giunti a questa età, con tutte le tribolazioni legate persino alla fruizione della stessa musica che ci ha creato, bastano questi brevi momenti per farci di nuovo andare tempo con il respiro universale. W il rock degli anni settanta, W quegli anni formidabili e irripetibili.

 

NEWS: ‘Hier und Heute’ vom 14. Oktober 1969 | Rockpalast WDR TV – breve raro filmato con NICE, FREE, YES e PETER GREEN’S FLEETWOOD MAC.

24 Nov

Tra gli archivi della TV tedesca WDR, ci sono vecchi filmati dell’ESSEN POP & BLUES FESTIVAL dell’ottobre 1969, in uno di questi (il secondo, la cui didascalia è ‘Hier und Heute’ vom 14. Oktober 1969 | Rockpalast | 28.03.2016 | 09:52 Min. | WDR) vi sono alcuni secondi dedicati ai NICE, ai FREE, YES e ai PETER GREEN’S FLEETWOOD MAC.

Sono soprattutto i 20 secondi dedicati ai FREE a sorprenderci, visto il poco materiale video disponibile del gruppo. I quattro campioni del blues rock britannico sono alle prese con THE HUNTER. Notare che nella foga Andy Fraser rompe una corda del basso.

FREE Essen october 1969

Naturalmente è un colpo al cuore anche vedere Keith Emerson al piano, così come gli YES con ancora Peter Banks alla chitarra e i PG’s FM alle prese con Alabatros.

Sarebbe bello se esistessero le registrazioni complete, o perlomeno di qualche brano.

https://www1.wdr.de/fernsehen/rockpalast/sendung/from-the-archives-essener-pop-and-blues-festival-100.html

 

“Per favore, non pensare male a me” (Ragazze calde dell’est blues)

23 Nov

D’improvviso un’email:

Ciao.
È una sorpresa per te vedere questa lettera? Sono sicuro che sì.
Ma iniziamo tutto in ordine. Mi chiamo Rossella. Al momento ho 38 anni.
Spero che la mia età non ti spaventi. Ma voglio dirti con sicurezza che sono ancora una donna giovane e sexy che vuole fare sesso.
Sicuramente dirai qual è il problema sei una bella donna.
Il problema è che ho un marito e due figli. Per questo motivo, non posso scendere così facilmente per la strada e urlare, quale degli uomini vuole fare sesso?
Mille grazie alla persona che ha inventato Internet. Ha dato una possibilità a tutte le donne in cerca di uomini in tutto il mondo.
Non pensare male a me, amo mio marito e i miei figli.
Ma il sesso per me è una parte importante della vita.
Purtroppo mio marito non ha più l’opportunità di compiacermi con il sesso e per questo devo accontentarmi di vari giocattoli sessuali.
Per me non è stato facile prendere una decisione del genere, ma dopo una lunga esitazione, mi sono reso conto che non ho via d’uscita e ho bisogno di trovare un uomo per una vita intima.
Capisco che suoni sciocco. Siamo in paesi diversi con voi. Ma non penso che questo sarà un problema.
Mezzi finanziari mi permettono, sono una donna completamente protetta. Posso visitare il tuo paese ogni settimana.
Mi sono completamente dimenticato di dirlo. Ho i miei affari che ho ereditato. Ma non stiamo parlando di questo ora.
Cosa ne pensi, possiamo diventare amici sessuali con te?
Per cominciare, potremmo scambiare foto pazze sexy. Parla e cerca di trovare interessi comuni.
E poi incontrare e fare cose per le quali tutto è iniziato. Ora sto parlando di sesso.
Spero che una simile offerta per te non sia un insulto.
Ma allo stesso tempo non voglio che tu pensi a me che sono una prostituta.
Ora sono molto a disagio, ma ti chiedo di non rispondermi a questa email.
Se mio marito scopre che sto cercando un uomo per una vita intima, mi ucciderà.
Dirà a tutti i miei figli. Ti prego di non rompere la mia famiglia.
Ho pensato fino ai piccoli dettagli.
Mi sono registrato sul sito click  e ti chiedo di fare lo stesso.
Dopo averlo fatto, trovami lì.
Il mio soprannome Scarlett-wow
Lì saremo in grado di continuare la nostra comunicazione con voi.
Ti mando come scusa per le difficoltà della tua foto intima.
Spero che il tuo cazzo si sia eccitato.
In generale, se sei interessato alla mia proposta, scrivimi sul sito.
Sto aspettando La tua ragazza sexy, Scarlett

Cara Scarlett Rossella, ho ricevuto la tua email, la tua età mi spaventa, ma non per quello che pensi tu, tu milf giovane e sexy e io uomo di blues miserello di una (in)certa età. Spiace a me tu abbia un marito che non ti soddisfa più, ma perché pensi io possa soddisfare te? Non è meglio per te scendere in strada a urlare? Uomini capisce tu vuoi fare sesso, vedrai tu risolvi tuo problema. Ho capito che sei una donna con possibilità economiche, beata te, anche a me piacerebbe essere completamente protetto e avere mezzi finanziari che mi permettono, sono contento che hai i tuoi affari che hai ereditato, siete molto fortunati nel paese in cui tu sei. Possiamo diventare amici sessuali e scambiarci foto pazze sexy? Tipo io in pigiama davanti a mio giradischi mentre ascolto long playing e piango? Io parla, certo, ma sicura noi trovare interessi comuni? Davvero a te può interessare storia di DDR, di Alvaro Recoba, Mick Ralphs o John Miles?

Io non pensa a te come prostituta, io pensa a te come brava giovane donna sexy che cerca sesso perché povere marito non unge più lo sprocco, non essere tu a disagio, e non preoccuparti io non risponde a tua email, non voglio che tuo povero marito con pistolino barzotto poi uccide te e dirà a tutti i tuoi figli (a proposito, io curioso, quanti figli tu hai?) e non voglio rompere la tua famiglia.

Non so se cliccare sul link che mi hai inviato, magari se io registro sul sito che tu parli poi arrivano virus sul mio computer oppure vengono i carabinieri a mettermi le manette, non guardo nemmeno la foto sexy che tu inviato perché poi dovrei inviarti la mia e dovrei lavorare molto di photoshop, io non avere tempo. Scusa Rossella uau.

Mio pistolino molto eccitato quando vedo Maurito Icardi mettere palla in rete, io forse gay, mi spiace mia ragazza sexy ma devo risponderti alla maniera di mio amico Fonta: “ma va’tla a tor in tal chiul!”.