News: BAD CO & STRAIGHT SHOOTER deluxe editions – U P D A T E

17 Feb

Il mio amico Fil mi aggiorna sul contenuto delle due deluxe edition dei primi due album della BAD COMPANY. Ad un primo esame mi pare una cosa fatta come si deve: qualche versione demo di alcuni pezzi, versioni alternative di altri, inediti, b side. Il tutto in una confezione da 2 CD. E’ così che si fa! Jimmy Page dovrebbe imparare. BAD COMPANY: Little Miss Fortune e Easy On My Soul (pezzo dei Free) sono due “inediti” che vennero pubblicati come side B dei primo singoli del gruppo. Superstar Woman è un altro “inedito”. Ho aggiunto le virgolette perché tutti e tre i pezzi sono apparsi nella antologia di 2 cd del 1999. Così a naso direi che il materiale del disco 2 è tutto quello che esiste in più del primo album. STRAIGHT SHOOTER: Whiskey Bottle era apparsa anch’essa sulla antologia del 1999. I See The Light e Can’t Slow Down non le ho mai sentite, immagino siano due inediti, e sono eccitatissimo. Sono molto interessato anche alle versioni alternative dei pezzi noti, soprattutto per quanto riguarda la slow version di Weep No More, la alternate take di Call On Me, e Good Lovin’ Gone Bad con alternate vocals & guitar. Lo so, sono uno sciocco, ma ho i brividi.

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DAL SITO

http://www.imwan.com

“Bad Company” Deluxe and “Straight Shooter” by Bad Company. The pre-order price are outrageous at the moment but we know these will drop as we approach release date.Both will have secondary discs. Very, very excited for these! .Product Description: Deluxe edition of “Bad Company” and “Straight Shooter” from Bad Company includes original tracks featuring the latest remastering. Disc 2 includes alternate versions/mixes based on original multi-track tape(s) found from 2013 through 2014. Comes with a description and lyrics.Bonus tracks from a Japanese web-site (subject to change)

For “Bad Company”

BAD CO WPCR-16387

DISC 2: Bonus Tracks (“New mix or another version / mix that is based on the original multi-track tape was discovered in 2013-14 years”)

“Unreleased 8 songs! (01-07,09: unreleased)”

Can’t Get Enough “(Take 1)” Little Miss Fortune “(demo reel 1)” The Way I Choose “(demo reel 1)” Bad Company “(session reel 2)” The Way I Choose “(version 1 ink F / S)” Easy On My Soul “(Long version)” Bad Company “(session reel 8)” Conversation In The Studio Superstar Woman “(Long version)” Can’t Get Enough “(Single Edit)” Little Miss Fortune “(B-side version)” Easy On My Soul “(B-side version)”

For “Straight Shooter”

WPCR-16389

“Unreleased 13 songs! (01-13: unreleased)”

Good Lovin’ (“Gone Bad” – ed.) “(Alternate Vocal & Guitar)” Feel Like Makin Love “(Take-before-master)” Weep No More “(Early Slow Version)” Shooting Star “(Alternate Take)” Deal With The Preacher “(Early version)” Anna “(Alternate Vocal)” Call On Me “(Alternate Take)” Easy On My Soul “(slow version)” Whiskey Bottle “(Early Slow Version)” I See The Light Can’t Slow Down Wild Fire Woman “(Alternate Vocal & Guitar)” Feel Like Makin Love “(Take-before-master) harmonica version)” Whiskey Bottle “(B-side version)”

Earth live a Roma, Init, 29 gennaio 2015 di Paolo Barone

17 Feb

Quando si tratta di musica a me piace rischiare. Una delle cose piu’ belle che si possano fare e’ comprare un disco solo perche’ attratti dalla copertina, andare a un concerto cosi, al buio, buttarsi e vedere cosa ne esce fuori. Si rischia qualche euro, niente di piu’, e male che vada ritentiamo la prossima volta. Ma alle volte capita il colpo di fortuna che vale mille, la scoperta che ti cambia (perlomeno) la giornata. Per me e’ sempre stato cosi, e in un certo qual modo continua ad esserlo anche oggi ai tempi di youtube e spotify che tutto si ascolta al volo senza muovere il culo da casa. All’inizio ci sono caduto pure io in questa cosa, ho dato uno sguardo alle band su internet prima di andare a vederle live e il risultato e’ stato che spesso sono rimasto a casa. E ho fatto male. Per fortuna l’ho capito abbastanza presto che questo sistema di valutazione preventiva in rete non fa per me, e sono tornato, solo o in compagnia, a vedere i concerti senza “preview”.

Con questo spirito qualche giorno fa sono andato insieme ad una amica rocker a vedere gli Earth, all’Init di Roma.

Ci siamo spinti fuori di casa in una serata freddina e piena di pioggia sottile, abbiamo fatto mille giri di tutti i palazzi per cercare parcheggio, ma alla fine eravamo all’Init giusto in tempo. E qui due parole sul valore aggiunto di andare a vedere un concerto all’Init o al Circolo degli Artisti a Roma bisogna che le dico. Questi due club praticamente incollati, un po’ piu’ piccolo e underground il primo, piu’ famoso il secondo, si trovano sotto, ma dico proprio sotto, un grande acquedotto romano. Per cui, mentre sei li’ in fila per il biglietto oppure nello spazio all’aperto del club, alzi la testa e sei sormontato da duemila anni di storia architettonica. Ma ditemi voi se non a Roma dove?! Mah! Magie continue della mia citta’… Comunque, rapimento estetico-storico a parte, dopo un pochino di fila siamo entrati in un Init molto pieno. Prima sorpresa della serata, non me lo aspettavo, ormai mi sto abituando a Detroit dove per un concerto come questo se ci ritroviamo in quindici e’ una seratona. Sul palco suonano i Black Spiritual, jazz rock psichedelico un po’ prevedibile, e noi approfittiamo per guardarci in giro.

Il locale e’ veramente molto pieno, la scena Heavypsych romana e’ molto viva a quanto pare. Eta’ media sulla trentina con qualche picco molto piu’ in su e poco piu’ in giu’, moderatissimo consumo di alcolici, lunghe barbe quasi obbligatorie per i maschietti. Al banco di magliette e dischi splendono le copertine dei vinili degli Earth e i poster fatti da Malleus per la data del giorno prima a Milano. Prezzi ragionevoli, qualcuno compra anche prima del concerto, i membri della band girano in sala piuttosto divertiti. Finalmente i Black Spiritual si arrendono e noi ci sistemiamo in piedi su delle strategicissime panchine ai lati della sala, con una visione rialzata perfetta.

Earth

Pochi minuti e gli Earth sono sul palco. Basso, chitarra e batteria, niente microfoni per la voce. Il bassista chiede che non si usino falsh per fare le foto, e il concerto inizia. La musica parte, fa pochi passi, e si ferma in un eterno moto circolare. Tutto gira su se stesso, accordo dopo accordo sempre uguale, lento ed inesorabile. Passano i minuti, e nulla cambia, la musica degli Earth continua nella sua danza immobile e il pubblico resta incantato a seguirla. Io e la mia compagna di avventura musicale ci guardiamo un po’ perplessi, siamo figli di altri suoni e questa dimensione live ci coglie impreparati. Parte, dopo buoni 15 minuti, un secondo brano. Stessa cosa, una volta impostati gli accordi iniziali tutto diventa un mantra infinito. A questo punto inizio a guardarmi intorno, un po’ distratto dalla mia indole rock and roll…Niente, sono quasi tutti persi nella musica. Perlomeno la stragrande maggioranza del pubblico lo e’, con qualche fan che inizia ad andare in un suo mondo interiore accompagnato dal suono che esce dalle casse. E’ come essere in un concerto dei Black Sabbath senza Ozzy, e con tutti i musicisti imbottiti di tranquillanti.

Cerco di ragionarci, di capire un po’ meglio questa cosa….non mi sto “divertendo” ma sento che c’e’ qualcosa…sento molta comunicazione fra musicisti e pubblico…e’una proposta diversa e coraggiosa questa degli Earth, un modo molto personale e differente di essere nel mondo Hard & Heavy. Alla lunga pero’ non riesco ad entrare veramente nel concerto, ne resto fuori e anche piuttosto annoiato. La mia amica senza tante seghe mentali guarda speranzosa verso il bar e l’uscita…

L’Init ha anche questo di buono, puoi andare al bar rimanendo di fatto nella sala del concerto ma in maniera molto piu’ distante e distaccata. Ci passiamo qualche minuto in questa zona franca, e poi decidiamo di tornare a riveder le stelle e l’acquedotto maestoso nella notte di Roma.

Passano i giorni e il ricordo del concerto non mi lascia. Ci penso e ci ripenso, rivedo la batterista dare quei pochi colpi lenti e prcisi con un fare molto teatrale…Il chitarrista al centro del palco…alla fine mi decido per dare agli Earth un altra possibilita’, quella dell’ascolto casalingo sereno e rilassato. Ormai so cosa aspettarmi, e mi metto comodo cuffie in testa ad ascoltare un paio di loro dischi in streaming.

Bastano pochi minuti, e vengo beatamente intrappolato dalle spire dei loro suoni.

Lontani dalla dimensione live, in un ambito piu’ comodo e intimo, riesco anche io ad entrare nella loro musica ed e’ una bella scoperta. Sento ancora i Sabbath, ma non solo, anzi, sempre meno. In qualche strano modo mi fanno pensare alle colonne sonore di Morricone ma anche a Link Wray, ai suoi suoni di chitarra lenti e dilatati su ‘Rumble”…E in breve diventano una piacevole colonna sonora dei miei pensieri. Una bella scoperta alla fine gli Earth, diversissimi da tutto e tutti, credo che resteranno con me nei momenti giusti, accompagnandomi in qualche esplorazione interiore, con il lento incedere del loro infinito mantra elettrico.

 

 

METAL SHOCK n.44 aprile 1989 (JIMI HENDRIX)

16 Feb

Aprile 1989, su Metal Shock 43 il mio articolo su Jimi Hendrix. Mi basta rileggere la introduzione all’articolo per andare a vergognarmi dietro alla porta: “Jimi era un angelo nero sceso in terra per donarci il Rock…”. Mamma mia, che demagogia ridondante. Banale anche il pensiero “cosa avrebbe potuto fare Jimi una sezione ritmica come si deve, tipo quella dei LZ o dei Cream”. Oggi è insostenibile leggere una cosa del genere, 25 anni fa forse la cosa era meno grave, ma resta una magra consolazione. Va beh, ad ogni modo questo è il mio articolo sul nero di Seattle.

FILE PDF:

METAL SHOCK N 44

METAL SHOCK N 44

JE SUIS OUTSIDER – campagna di crowdfunding per Outsider magazine

13 Feb
OUTSIDER e questo blog camminano spesso sugli stessi sentieri, non sempre ci fermiamo ad ammirare gli stessi paesaggi, ma affinità elettive ci regalano sinergie spirituali e graffiti fisici comuni. Giancarlo Trombetti è una special guest fissa qui da noi, nonché uno dei miei maestri (football a parte) e caro amico. Max Stèfani lo conosciamo tutti, per decenni ha guidato il MUCCHIO SELVAGGIO e da un paio anni, con coraggio, guida OUTSIDER appunto. Ricorderete che in occasione delle uscite delle prime deluxe edition dei LZ Max mi ha spedito alla Warner Italia ad ascoltare in anteprima il materiale bonus. La rivista sta passando un momento particolare e per questo, nel nostro piccolo, cerchiamo di contribuire nel rendere visibile questa campagna di raccolti fondi. Se vi va, partecipate. Qui sotto sotto i dettagli e il link con cui accedere al crowdfunding. 
JE SUIS OUTSIDER
Informiamo tutti gli abbonati e i lettori della nostra rivista che è partita una campagna di crowdfunding che durerà due mesi. L’intento è quello di far rinascere dalle ceneri questo giornale che, nato nel maggio 2013, è stata costretto a interrompere le pubblicazioni a novembre 2014. OUTSIDER ci manca, a noi che lo facciamo ed a quelle 3mila persone che nel tempo hanno imparato ad apprezzarlo e ad amarlo. Non c’è mai stata in Italia una rivista di musica rock di così alto livello e così originale. Non tanto merito nostro, che ci limitiamo solo a scegliere cosa pubblicare, ma merito delle migliori firme del giornalismo mondiale, contemporanee e non. Aiutateci a diffondere questo messaggio e sostenete la nostra campagna. Grazie!
I vostri Max Stèfani (Elwood) e Giancarlo Trombetti (Jake)

Outsider

Aiutaci a far rinascere Outsider!

OUTSIDER – il meglio della stampa rock internazionale.

Outsider è un magazine che raccoglie, analizza e traduce il meglio della stampa rock internazionale, sotto la guida di max Stefani e di Giancarlo Trombetti.

Il suo intento è dare spazio alla musica rock senza essere condizionato dalla stretta attualità, proponendo quindi lunghe interviste, monografie, articoli di approfondimento. Una sorta di enciclopedia del rock in fascicoli mensili, da leggere e gustare, e ovviamente da collezionare.

Max Stefani ne parla così:

Il progetto “Je suis Outsider” intende far rinascere il mensile di musica Outsider Rock. Da quando è nato a metà 2013 Outsider ha colmato un vuoto e ha permesso di accedere alla riscoperta e alla rilettura di un periodo storico-musicale di cui non si avevano più i codici di accesso. Lasciando un po’ da parte le novità, ha iniziato a ripescare artisti, musicisti e dischi del passato, rimettendoli sotto i riflettori e illuminandoli da altre angolazioni e latitudini, raccontandoli anche con le parole di chi nel tempo “c’è stato”.

Un giornale dunque ‘diverso’, e forse unico nel saper affrontare a viso aperto il ‘mostro’ internet che tutto divora, offrendo un prodotto non trovabile in rete.

Dopo più di 40 anni di controcultura e formazione musicale mi piace l’idea di non dover dimostrare niente a nessuno. SUONO negli anni settanta, Popster, MUCCHIO SELVAGGIO che ho fondato nel 1977 e diretto fino ad aprile 2011, passando per avventure editoriali come Rumore, Duel, Chitarre, Rockol, il breve ritorno con SUONO, fino ad oggi sono il mio passato. Qualcuno ha scritto che la mia passione, l’iniziativa, la sfrontatezza e l’incosciente voglia (o capacità) di camminare sempre sul filo, hanno liberato generazioni di appassionati di musica dai paraocchi dell’informazione tradizionale. Spero che sia vero.

Oggi mi basta, insieme all’amico Giancarlo Trombetti, ascoltare buona musica e scriverne. Credo che Outsider sia un posto magnifico dove stare insieme a sognare perchè la passione per la musica è quella che spinge tutti a unirsi per fare “proprio” un progetto.

A destra troverete alcune ricompense, che saranno disponibili solo qui e solo per 60 giorni. Si tratta di pre-ordini, ragion per cui se non ragiungeremo l’obiettivo dei 120.000 euro, i soldi vi saranno restituiti. Se tutto andrà per il meglio invece, ripartiremo da giugno 2015.

Un grazie sincero a tutti coloro che ci sosterranno. In rock we trust!

LIGHTS OUT (The snow falls hard and don’t you know the winds of Thor are blowin’ cold)

12 Feb

Febbricitante, domenica primo febbraio, mi reco allo Stadio Città Del Tricolore di Regium Lepidi a vedere SASSUOLO – INTER. E’ il match di mezzogiorno, c’è un bel sole, ma fa freddo. Prima di entrare compro una sciarpa del Sassuolo alla groupie. Io naturalmente indosso la mia, regalo di DOC di almeno 3/4 lustri fa. Siamo nella tribuna centrale superiore grazie a due omaggi di un mio cliente (thank you Ricky, thank you Philip), la visuale è eccellente.

Lo stadio si riempie, nel settore in cui sono poche le sciarpe Black And Blue. Nelle ultime due partite contro la squadra di Di Francesco l’INTER ha segnato 14 reti. Non mi aspetto un risultato altrettanto rotondo, ma spero in una bella vittoria che faccia finalmente ripartire la beneamata. Vedere MANCIO, SHAQ ATTACK, POLDI e i ragazzi è un’emozione. Il tutto dura poco. Due bei tiri da fuori aerea e il Sassuolo è già sul 2 a 0. La groupie esulta e con lei quasi tutta la tribuna. Divento nervoso. Ogni fallo che l’arbitro fischia contro i neroverdi diventa un pretesto per lamentazioni assurde da parte dei tifosi con in aggiunta offese contro la mia squadra. Fino a quel momento la mia simpatia per il Sassuolo era indiscussa, ma basta quella mezz’ora per trasformare la squadretta della cittadina in cui lavoro in un avversario a tutto tondo. Giochiamo male, lo vedo, ma nel secondo tempo entra MAURITO ICARDI e poco dopo siamo sul 2 a 1. Goal di rapina quella di MAURITO, gol che mi fa scattare in piedi e urlare di tutto “E’ andiamo! Facciamo il culo a quella squadretta. Serie B, Serie B!”

Ritorno in me, sono uno dei pochi ad esultare, tutti mi guardano. Mi rimetto a sedere. Inizio a pregustare il 2 a 2 quando l’arbitro fischia un rigore (generoso) al Sassuolo. 3 a 1 per loro. Finisce la partita. Pieno di malumore esco dallo stadio con due certezze: non andrò più allo stadio con la groupie a vedere l’INTER contro la sua squadretta (epiteto calzante per entrambe le squadre del cuore della groupie, Milan compreso) e non avrò più in simpatia il Sassuolo calcio appunto. Sassuolo Sassuolo vaffanculo!

Sassuolo - Inter - stadio Città Del Tricolore  - Regium Lepidi

Sassuolo – Inter – stadio Città Del Tricolore – Regium Lepidi

La settimana parte male, il football mi condiziona, poi d’improvviso leggo su IL METEO.IT che sta per arrivare il BIG SNOW (e scrivete LA GRANDE NEVICATA, per dio!). La mia attenzione si sposta, il candore della neve è un’altra delle cose che mi sistemano la vita. Giovedì mattina parto dalla Domus Saurea che piove a dirotto, arrivo a Stonecity che nevica alla grande. Nonostante questo, alla sera torno a Borgo Massenzio che per terra ci sono pochi cm di neve. Vado a letto che non nevica più. “E il Big Snow?”, mi chiedo. Alle 6,30 mi sveglia la groupie: “Tyrrell siamo senza luce, siamo senza riscaldamento, io vado a lavorare” “Ma nevica?” “Non lo so, fuori non si vede nulla”.

Mi alzo, guardo meglio alla luce di una alba timida e grigia “Ma groupie, in du vot andèr, a gh’è zinquànta centimetèr ed neva!”. 

SNOWBOUND in Borgo Massenzio -  Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio - foto di TT

SNOWBOUND in Borgo Massenzio –
Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio – foto di TT

Rimango come sempre incantato dalla bellezza del paesaggio innevato. Facciamo colazione al freddo, ci copriamo bene, ci infiliamo i moonboot e poi scendiamo. Sì, sono quasi 50 i cm caduti, tutti in una notte, e del tipo pesante. Sprofondo nella neve e a fatica cerco di liberare i rami degli alberi dalla coltre pesante che li schiaccia verso il basso. Faccio la rotta, o meglio scavo un sentierino che colleghi casa e garage.

SNOWBOUND in Borgo Massenzio -  Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio - foto di TT

SNOWBOUND in Borgo Massenzio –
Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio – foto di TT

Do un’occhiata intorno alla Domus Saurea, tutto tace, tutto riposa, la neve continua a cadere.

SNOWBOUND in Borgo Massenzio -  Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio - foto di TT

SNOWBOUND in Borgo Massenzio –
Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio – foto di TT

SNOWBOUND in Borgo Massenzio -  Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio - foto di TT

SNOWBOUND in Borgo Massenzio –
Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio – foto di TT

Controllo la stradina lunga e tortuosa: impraticabile. Qui gli spazzaneve del comune non passano, si arrangiano i contadini che abbiamo come vicini, soprattutto quelli della grande stalla che devono permettere al camion del latte di venire a ritirare quanto munto. Devono essere già passati nella notte, ma la neve continua a cadere copiosa e si rimettono in strada con un grosso trattore per una seconda passata. Il problema e che ce ne è troppa ed è pesantissima, lo spazzaneve si blocca nella curva prima del posto in riva al mondo. E’ un trattore potente ed enorme, ma arranca e si arrende.

SNOWBOUND in Borgo Massenzio -  Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio - foto di TT

SNOWBOUND in Borgo Massenzio –
Domus Saura: la nevicata del 6 febbraio – foto di TT

Più tardi la situazione migliora (o peggiora a seconda dei punti di vista), smette di nevicare, il trattore esce dall’impasse e with the grace of the Dark Lord above libera anche il cortile della Domus Saurea. Risaliamo in casa, stremati e spolti. Lavarsi al freddo non è il massimo, ci buttiamo sul divano sotto ad un panno pesante. Siamo imbacuccati come due nessi, la groupie dice che sembriamo i due protagonisti de Il Cinema Polacco Kripstak e Petrektek

Il Cinema Polacco

Il Cinema Polacco

Tim & la groupie: Lights Out alla Domus Aurea

Tim & la groupie: Lights Out alla Domus Aurea

Avrei voglia di ascoltarmi LIGHTS OUT degli UFO:

La corrente elettrica torna nel pomeriggio, ma alcuni quartieri di Borgo Massenzio rimarranno senza per qualche giorno.

Il sabato mattina vado da Brian. A Mutina la situazione sembra più tranquilla, ne deve essere caduta un po’ meno. Lungo la via osservo l’ecatombe di alberi e di rami caduti. Torna a cadere una neve leggera, ma non dura a lungo. Sabato sera andiamo a cena dalla Genny e da LaCocca, torniamo verso le 2, facciamo un giro per Borgo Massenzio… molti gli isolati al buio. La domenica splende il sole. Groupie’s parents sono ancora senza luce e vengono a pranzo da noi se non altro per usufruire dell’acqua calda. Il sole risplende sulla neve, la campagna sonnecchia sotto di essa, mi fermo a rimirarla.

Borgo Massenzio Snowy Skyline - foto TT

Borgo Massenzio Snowy Skyline – foto TT

Borgo Massenzio Snowy Skyline - foto TT

Borgo Massenzio Snowy Skyline – foto TT

Lunedì mattina parto per Stonecity, la via Emilia è bloccata. Me ne sto in coda ad ascolotare gli HANOI ROCKS

Crosstown traffic - Via Emilia (foto TT)

Crosstown traffic – Via Emilia (foto TT)

E mentre ascolto quel gran figo di Mike Monroe penso a Borgo Massenzio che finisce sui TG nazionali. Intervistano alcuni abitanti, una di essi ha un accento diverso dal nostro e si lamenta del tardivo arrivo degli spazzaneve, della mancanza della luce, dello schifo generale. “Ma perché non te ne torni dal paese di merda da cui sei venuta?” penso e rifletto una volta di più sull’isteria che ormai domina sull’intera popolazione. Tutti ripiegati su sé stessi, tutti interessati esclusivamente al proprio pianerottolo. Quasi nessuno riesce più a riflettere sul fatto che siamo esseri viventi finiti chissà come su un pianeta, un pianeta su cui capitano intemperie e disastri naturali, un pianeta che noi per primi stiamo portando alla rovina. Dobbiamo ritenerci fortunati a non avere urgenze tipo dover correre all’ospedale durante  grosse nevicate come queste ad esempio, dobbiamo essere pronti a poter rallentare e starcene a casa. Il lavoro, la scuola, la spesa, il castamasso della Cesira, aspetteranno. Cadono 50cm di neve pesante in una notte, cadono alberi sui cavi della luce e del telefono non possiamo pretendere che tutto si risolva in mezz’ora. I trattoristi di Regium  addetti alla pulizia delle strade sono stati presi a badilate dalla gente inferocita. Non me ne capacito. Dalla Gazzetta Di Reggio:

Articolo Gazzetta di Reggio 10-02-2015

Ma cosa pretende la gente? Di non avere più il benché minimo inconveniente? Che l’amministrazione comunale di un comune abbia sempre a disposizione decine e decine di spazzaneve? Dopotutto al venerdì pomeriggio le strade principali erano già completamente libere… Con i problemi economici che ogni amministrazione comunale deve affrontare e lo stato in cui versa la società è già incredibile che i servizi essenziali siano più o meno garantiti. Certo, la società dovrebbe e potrebbe essere migliore, ma la società siamo noi, e noi – sia chiaro – siamo i responsabili di questo degrado civile e organizzativo.

Ad oggi (giovedì 12 febbraio) a Borgo Massenzio siamo ancora senza telefono e senza internet, abbiamo chiamato Telecom, ci hanno risposto con gentilezza e cortesia scusandosi per il disservizio ma i pali caduti sono tantissimi e i tecnici sono al lavoro ininterrotto da parecchi giorni. Basta guardarsi intono: a Gavassae e sulla strada che dalla Via Emilia va a Scandianum i cavi caduti terra sono davvero molti. Dovrebbero ripristinare il tutto entro il giorno 15.

Lunedì accompagno Brian alla visita controllo pace maker. Il vecchio sembra uscito dalla fase influenzale e sembra più vispo rispetto alle ultime settimane.

Il vecchio Brian - febbraio 2015

Il vecchio Brian – febbraio 2015

Su una di quelle ambulanze private per il trasporto di disabili e malati Brian, sulla sedia a rotelle, osserva il paesaggio. “Mo dio bon Tim, quanta neva!”. La visita va bene, ed è un’occasione per Brian per vivere una piccola avventura, per lasciare l’orizzonte in bianco e nero della struttura in cui vive.

Il vecchio Brian imbacuccato - febbraio 2015

Il vecchio Brian imbacuccato – febbraio 2015

Lo lascio sorridente, mi manda una bacio con la mano “Ciao Piròn, viva la neve!”. Lui la neve non la ha mai sopportata, era un autista di corriere, ma in quello che rimane dei suoi pensieri deve essere radicato un frammento di ricordo, un collegamento al fatto che io invece la neve la amo. Così interpreto il tutto come un pensiero gentile verso di me. Torno verso di lui. Lo abbraccio e mi commuovo. Brian se ne accorge e in tedesco mi dice “Alles gut! Awfiedersen”. Brian 1 Alzheimer o.

Awfiedersen vecchio Brian.

METAL SHOCK n.43 aprile 1989 (JOE SATRIANI)

10 Feb

Aprile 1989, su Metal Shock 43 il mio articolo su Joe Satriani

FILE PDF:

METAL SHOCK N 43

METAL SHOCK N 43

 

News: BAD CO & STRAIGHT SHOOTER deluxe editions

5 Feb

Son qui in ufficio a Stonecity, non faccio altro che guardar fuori dalla finestra, sta nevicando forte e le strade, qui ai piedi delle colline, sono ormai impraticabili. Sospiro, la neve ha sempre un forte impatto sul mio animo. Sono al telefono con Polbi. E’ a Roma il Michigan Boy ma tra poche ore ripartirà per Detroit Blues City. Mentre ho l’S5 all’orecchio sento il rumorino di un paio di notifiche. Saluto Polbi e verifico: è il Pike boy che mi manda via facebook due link. Ci clicco sopra, mi si aprono due pagine di CD JAPAN dove si dice che verranno pubblicate le deluxe edition di BAD CO e STRAIGHT SHOOTER.

BAD CO WPCR-16387 WPCR-16389

Barcollo prigioniero di incredulità, euforia, gioia cosmica. Leggo meglio:

Bad Company Deluxe Edition

Bad Company

4200yen (4536yen Tax incl. in Japan) US$ 35.85
Points You Earn 3% (126p)
Release Date April 08, 2015
Availability Usually ships by t

Product Details

Catalog No. WPCR-16387
JAN/ISBN 4943674206704
Product Type CD
Number of Discs 2
Label/Distributor Warner Music Japan

 

Straight Shooter Deluxe Edition

Bad Company

4200yen (4536yen Tax incl. in Japan) US$ 35.85
Points You Earn 3% (126p)
Release Date April 08, 2015
Availability Usually ships by the release date

Product Details

Catalog No. WPCR-16389
JAN/ISBN 4943674206889
Product Type CD
Number of Discs 2
Label/Distributor Warner Music Japan

La descrizione per entrambe recita:

Deluxe edition of “Bad Company” from Bad Company includes original tracks featuring the latest remastering. Disc 2 includes alternate versions/mixes based on original multi-track tape(s) found from 2013 through 2014. Comes with a description and lyrics.
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 In un secondo l’ennesimo football blues (NAPOLI – INTER Coppa Italia, bella partita della mia squadra che tiene testa al Napoli ma che al 92,40 minuto, a soli venti secondi dai tempi supplementari, si fa uccellare grazie ad un improvvido e maldestro Ranocchia) sparisce.
Il fatto che ieri Brian fosse in forma, la neve, le deluxe edition della Orginal BAD COMPANY … a volte la vita è bella.

Ian Christie “VAN HALEN – Tutta La Storia” (Tsunami edizioni 2014) – TT½

4 Feb

Dare una occhiate alla recensioni che si trovano in internet di questo libro mi ha lasciato molto perplesso. Mi sembra che in tanti ormai abbiano perso la bussola.

Su GIORNALE METAL Salvatore Mazzarella scrive: “Giornalista per Reuters, Spin, Guitar World, Wired, editore di Bazillion Point (praticamente una Tsunami statunitense) e conduttore radio, una volta trovata la sua pace avendo imparato a suonare Eruption (leggasi l‘introduzione…), Ian Christie ha scritto questo libro con stile arguto, brillante e ironico. Il testo è corredato dalle foto di Kevin Estrada (autore di scatti per molte tra le più famose band) e si fa leggere con vero piacere. Irrinunciabile per gli ammiratori della band, interessante per chiunque ami leggere l’epopea dei più famosi gruppi rock. Voto: 9/10

Su GQ.com Davide Palombi aggiunge: La Tsunami Edizioni pubblica questo bel libro scritto da Ian Christe, corposo, di ben 286 pagine che snocciola la storia di una delle più rappresentative bands del rock: i Van Halen. Quella che a primo impatto potrebbe sembrare la solita biografia è, invece, una vera e propria ricerca che punta a fornire al lettore quanti più dettagli (alcuni molto interessanti) possibili sulle personalità dei membri del gruppo. Il volume ha due punti di forza, due veri e propri cardini: il primo rappresentato dalla già citata dovizia di particolari documentati tralasciando l’aneddotica da gossip e sensazionalistica e preferendo invece, le notizie certe.

Il secondo punto forte del libro è: cercare di stabilire chi sia stato il miglior frontman per la band: Roth, Hagar o Cherone? Il volume scorre velocissimo ed io, personalmente, ho stabilito il mio singer preferito, non vi dirò le mie preferenza, ma vi invito a procurarvi una copia di questo bel libro edito dalla “sempre infallibile” Tsunami Edizioni.Una trattazione completa consigliata a tutti: addetti ai lavori, fans e curiosi.

 

ian Christie VAN HALEN tutta la storia

Io invece ho trovato il libro superficiale, senza approfondimenti di valore, sopra le righe. Stile arguto, brillante e ironico? Mi pare l’opposto, questa è prosa appena sufficiente di stampo americano, approccio da fast food o centro commerciale. Pochi i dettagli di valore, iperaggettivazione libera, costrutto pacchiano.

Il punto è, bisogna comunque essere contenti perché una coraggiosa casa editrice si butta nella difficile sfida di continuare a pubblicare libri musicali (lo stesso discorso vale per le riviste) oppure occorre essere ad ogni modo sinceri e sottolineare il mediocre livello di certi libri, di certi magazine, di certi articoli?

Io non conosco i VH come conosco altre band a me care, ma li ho amati da morire. Sono cresciuto con loro, in diretta; nel 1978 comprare il primo album è stato uno sballo, ascoltare ERUPTION da ragazzino, negli anni settanta, ti cambiava la prospettiva del mondo. Sapere che ogni anno sarebbe uscito un album dei VAN HALEN ti faceva sentire titanico dinnanzi al futuro. La foto di DLR nel retro copertina di VHI°, le foto di EDDIE, brandelli di iconografia hard rock che ancora hai segnato nell’animo.

1978VanHalenBack

Van Halen 2 retro cover

1979: VHII° infiamma l’estate che forse ricordo con più piacere, i miei diciotto anni e altri album per me basilari: BREAKFAST IN AMERICA, AT BUDOKAN dei CHEAP TRICK, IN THROUGH THE OUT DOOR, THE LONG RUN, AGNESE DOLCE AGNESE, LA MIA BANDA SUONA IL ROCK, LUCIO DALLA, DESOLATION ANGELS, COMMUNIQUE’, NIGHT IN THE RUTS, MORE MILES PER HOUR, IN CONCERT degli ELP e alcuni altri. 1980: esce WOMAN AND CHILDREN FIRST col poster di DAVID incatenato. Album mediocre con due perle (IN A SIMPLE RHYME e COULD THIS BE MAGIC). 1981: il sublime MEAN STREET. 1982: DIVER DOWN esce che sono a Torino a fare il militare. 31/12/1983 esce 1984 e a seguire due buoni album con il nuovo cantante SAMMY HAGAR.

van halen albums by  dheadkt-d4n73lk

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Insomma, pur non essendo uno che sa tutto sul gruppo, sono uno che una paio di cosette le sa, sì, sono anche un cagacazzo, lo so, ma non mi accontento, pretendo sempre una certa cura, dei contenuti, qualcosa di rilevante, e non è il caso di questo libro. La traduzione è di STEFANIA RENZETTI ed è piuttosto lofi. Errori e sbavature sono comprensibili, anche da parte dell’autore, ma troppo spesso ci sono frasi sconclusionate e di difficile comprensione. Temo che non sia colpa della RENZETTI, so come vanno le cose di questi tempi, probabilmente ha avuto poco tempo e poche risorse a disposizioni per dedicarcisi con attenzione, ma resta il fatto che il tutto funziona a fatica.

Naturalmente avere un libro su VH (in italiano) tra le mani è interessante, ma se la qualità è piuttosto scadente poi alla fine ti rimane quel mezzo fastidio nell’animo che hai, ad esempio, dopo una scopata venuta male.

 

“LED ZEP IN L.A.” Charles Shaar Murray NME, 16 June 1973

1 Feb

SABATO 31 gennaio, interno sera: due giorni chiuso in caso con l’influenza, febbre e tosse. Dopo aver guardato per due giorni su Fox Animation almeno 12 episodi di THE CLEVELAND SHOW, i GRIFFIN e AMERICAN DAD, quattro film, 10 documentari, 20 edizioni di SKYSPORT24, con la schiena e le ossa rotte mi alzo e mi metto davanti al PC. La groupie è al Corallo, io qui che vago per i soliti siti che frequento, guardando le due tessere (gentile omaggio di un mio cliente) che ho qui sulla scrivania relative a due posti in “tribuna centrale super” allo Stadio Giglio per domani in occasione di SASSUOLO-INTER. Riuscirò ad andare? Speriamo che la Tachpirina, il Bisolvon, l’Apropos e il Southern Comfort sortiscano l’effetto desiderato.

Son qui, dicevo, che cazzeggio in internet, quando incappo sul link di una sito che ripubblica vecchi articoli musicali. Oggi ripropone un articolo del giornalista inglese CHARLES SHAAR MURRAY pubblicato sul NEW MUSICAL EXPRESS il 16 giugno del 1973 e dedicato ai due concerti dei LED ZEPPELIN al LA Forum del 31/05/1973 e al Kezar Stadium di SAN FRANCISCO il 02/06/1973.

Lo leggo con interesse; oltre al godimento nel leggere di una band in formissima e di atmosfere piene di buone vibrazioni, ci sono un paio di sfumature di contorno che mi hanno molto divertito:

(dopo lo show del 31/5/1973)

Il party è in una casa di lusso Laurel Canyon di un signore che gestisce una stazione radio, e per dimostrare la sua importanza, mostra con discrezione fotografie di se stesso con tali notabili disparati come Sly Stone e Richard (l’uomo dal WATERGATE)  Nixon. In un videoregistratore gira continuamente il film Deep Throat (Gola profonda) mentre lo stereo riempie la casa con Johnny Winter, gli Stones, Humble Pie e Manassas. 

(prima dello show del 02/06/1973)

Dietro le quinte BILL GRAHAM si aggira controllando i pass. BONHAM borbotta circa le difficoltà che incontrerà a suonare col caldo che fa, per fortuna più tardi si rinfrescherà un poco. Tra la folla, un poliziotto nero indossa un spilla che dice “Incriminate Nixon”. San Francisco ha ancora un sacco di anima.

 QUESTO IL LINK:

http://www.teachrock.org/resources/article/led-zep-in-la/

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L’angolo della posta: il costo degli LP

31 Gen

Scrive Lorenzo Stevens: “Ciao Tim, piccola riflessione sui costi della musica (non piratata): sto ascoltando il cd di GET YOUR WINGS degli AERO, preso da Dischinpiazza per 6,50 euro. Oggi ho dato un’occhiata ai vinili solo perché sono oggettivamente belli, ma non ne compro uno da 20 anni: c’erano i TEMPLE OF THE DOGS – disco super, OK – a 36 euro: mi è sembrata una presa in giro, questi prezzi non sono sostenibili e mi sembra impossibile che la moda dei vinili possa durare ancora a lungo. P.S.1: S.O.S. (TOO BAD) mi ricorda un sacco i MÖTLEY CRÜE, in meglio. P.S. 2: ho preso anche il primo dei TASTE a meno di 8 euro.Ciao.Viva San Zemiàn*

Risponde l’esperto: “Caro Lorenzo, è una cosa su cui ogni tanto mi soffermo a riflettere anche io. Magari quella che hai visto era una edizione in qualche modo speciale (vinile 180gr, copertina apribile, made in Usa, etc etc), ma in generale i prezzi degli LP nuovi mi paiono davvero troppo alti. Certo che stamparli e confezionarli costa di più rispetto ai cd, benché stiano vivendo una seconda giovinezza se ne vendono ben meno che in passato, ma 36 euro sono tanti. Dovrebbero costare la metà, almeno quelli relativi a dischi usciti in passato ed oggi solo ristampati. I dischi da catalogo in cd invece costano sempre meno, e mi chiedo fino a quando continueranno a pubblicarli in modalità retail. Presto inizieranno a pubblicare solo le versioni costose per gente come noi. GET YOU WINGS ad ogni modo è un grande album, LORD OF THE THIGHTS, SPACED, e le meravigliose WOMAN OF THE WORLD e SEASON OF WITHER. Avrei dovuto nascere nel New England qualche anno prima. “
*riferimento a SAN GEMINIANO patrono di MODENA, celebrato il 31 gennaio, appunto.

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