Con il 2015 è arrivato forte, potente, il “record collection blues”. Ho esitato a parlarne sino ad oggi, ma il trend è ormai costante, la linea tracciata: udite, udite, Tim Tirelli sta smantellando la sua collezione di dischi (e non solo). Che poi non è esatto perché non sono mai stato un collezionista. Non ho mai speso cifre folli per 45 girio rari, non ho mai avuto (in LP) tutte le sei copertine di ITTOD, non ho mai comprato t-shirt della mia band preferita per poi riporle imbustate nei cassetti, no, io ho sempre “vissuto” quello che compravo, certo, non sono nemmeno il casual fan, ho sempre ricercato la versione definitiva dei dischi che mi hanno formato ( Julia diceva che io ricerco sempre “il bello, la perfezione”), in alcuni momenti della mia vita le deluxe edition e i cofanetti di CD hanno avuto la priorità su quasi tutto, ma ora no. Oh, li compro ancora, ho ancora tanti vuoti della mia esistenza da colmare, ma sono molto più selettivo.
Ho iniziato con la cosa più facile: i bootleg dei LZ. Quasi tutti non sono originali, ma copie in cdr, scaricati in qualità lossless da internet, con tanto di copertina e stampa sul dischetto. Che me ne faccio di più versioni dello stesso concerto? Prima uscita soundboard, remaster a cura di soiamè, matrix (ovvero soundboard miscelato con la fonte audience), secondo remaster a cura di un altro soiamè…ne tengo una e sono a posto. Quindi ho tagliato i bootleg audience di qualità audio mediocre, tanto non li avrei mai più ascoltati. Certo, non è stato facile, a volte cadi ancora nel giochetto di “ma se poi devo scrivere il libro definitivo dei LZ, mi servono quanti più riferimenti possibili, non posso darli via”, ma poi rinsavisci e ti dici “ma quando mai qualcuno ti commissionerà il libro definitivo sui LZ?”. Ed è così che ho iniziato il primo passo. decine e decine di bootleg dei LZ regalati ad un amico.
Secondo step: bootleg (sempre non originali) di altri artisti. Ho tenuto solo quelli di qualità molto buona di gruppi a me cari, dunque ELP, BAD CO, FREE, JOHNNY WINTER, EDGAR WINTER e poi JEFF BECK, EAGLES , GENESIS, PFM, FRANK MARINO, PINK FLOYD e così via.
Terzo step: cd originali jewel case. Ma sì, due cd dei PENTAGLE che non ascolterà mai, CONCERT FOR GROUP & ORCHESTA dei DEEP PURPLE che mi ha sempre annoiato, tutti i dischi post 1979 dei FLEETWOOD MAC, i bootleg ufficiali dei LYNYRD SKYNYRD, dei MARILLION me ne basta uno, FUGAZI lo regalo a Biccio, FOREVER e MADE IN HEAVEN dei QUEEN, dischi inutilI che non infilerò mai nel lettore, album di oscuri bluesman neri anni 20/30/40…meglio darli a Riff, GOOD TO BE BAD e FOREVERMORE degli Whitesnake sono così brutti che è meglio gettarli nel cestino direttamente.
Arrivato a quel punto, sei quasi preda di una furia iconoclasta. Inizi a pensare alla tua età, alla percezione del limite, al fatto che non hai figli a cui affidare la tua legacy, ma poi, se anche li avessi, conterebbe qualcosa? Confrontandomi con amici, italiani ed americani, che hanno figli, ho scoperto che pure loro fanno di questi pensieri, che i loro figli in massima parte non sono interessati alla cosa, amici che immaginano che un giorno che non ci saranno più tutto verrà impacchettato e venduto, regalato, gettato (d’altra parte io non ho appena fatto lo stesso con le cose di mio padre e di mia madre?).
E allora, in quel momento di debolezza e incazzatura, posi lo sguardo addirittura sullo scaffale delle DELUXE EDITION e delle confezioni DIGIPACK e inizi a tirar fuori la zavorra:
il LIVE con l’orchestra del 1972 versione giapponese K2-HD dei PROCOL HARUM (noioso), il bootleg ufficiale degli ELF, il disco deglli AFFINITY con JOHN PAUL JONES (preso durante una fiera del disco di Modena nello stand del toscano specializzato in prog di seconda fascia, folk inglese inzio settanta e blues psichedelico, ascoltato una volta e riposto nel mobile) i dischi di BONAMASSA che mi annoia a morte, SF SORROW dei PRETTY THING che per me è un disco lofi, LIVE IN THE SHADOW OF THE BLUES e LIVE AT DONINGTON 1990 degli WHITESNAKE che sono due live inutili e dannosi.
Ho dato agli amici sporte di roba, ma il numero di Cd è ancora ad un livello intollerabile: 2700. Devo farmi forza e arrivare a 1000. Ce la farò? Chissà.
Intanto ho già iniziato a guardar male alcuni cofanetti, presto voleranno dalla finestra. Ittod* sta prendendo il sopravvento su Stefano*e Tim* ormai non reagisce nemmeno più.
Se non altro sono riuscito a compattare quasi tutto in quattro scaffali e mezzo (tranne quei maledetti box set grossi come un baule, tipe le prime tre maledette superdeluxe edition dei LZ che non stanno da nessuna parte, il cofanetto di RAM di Macca, La radiona dei CLASH, e gli scatoloni di BURT BACHARACH, AEROMISTH, JEFF BECK, ROBERT JOHNSON, DARK SIDE OF THE MOON e qualcos’altro)…
Ho fatto lo stesso con i dvd musicali, e l’altra settimana ho iniziato con i libri sui LZ. Per il momento sono riuscito a toglierne una decina, spero di avere la forza di continuare.
Il problema ora è, che farne? Dovrei metterli su ebay, ma chi ha voglia di star dietro alla cosa e poi di andare in posta a spedirli una volta venduti?
Va mo là che diventare un uomo di blues di una incerta età è un bel problema.
◊
◊
* https://timtirelli.com/2014/11/13/limpulso-irrefrenabile-di-disfarsi-di-certi-cd/
























Commenti recenti