OH JIMMY – The Jimmy Page Fanzine n.9 – October 1987

29 Ago

L’episodio 9 è intriso, ahimè, di retorica. Quella maledetta estate persi due miei amici, quelli che nel periodo in questione frequentavo e amavo di più. Fu uno shock che segnò per lungo tempo la mia vita, dunque anche i numeri di OH JIMMY. Ad ogni modo, il numero di ottobre tra le news ha quella della lavorazione di OUTRIDER, mentre la rubrica dedicata ai bootleg è affidata a una new entry: CLAUDIO MARSILIO. Claudio era (ed è) un fan romano. Nel rileggere i titoli dei bootleg di allora (spesso con date errate) mi sale una certa nostalgia. Il numero contiene anche il reportage sul tour del 1980 a cura di STEVE JONES, noto fan di Manchester. La foto di copertina e le tre a corredo dell’articolo sono roba sua. GIANLUCA BRACALI, fan toscano che frequentavo allora, traduce i testi di PRESENCE.

OH JIMMY 9 - 001

Tra le cose extra zeppelin, recensisco i tre blockbuster  del periodo: WHITESNAKE, BON JOVI e AEROSMITH.  Mi scappa da ridere nel rileggere quella di BJ, ma non cambio il succo della recensione: oggi la band è assai criticabile, ma SLIPPERY WHEN WET – seppur sopra le righe- rimane un gran disco di hard rock melodico americano. Ecco, le 4 stellette date al disco di MICHEL WHITE sono decisamente troppe. MW è un cantante americano che iniziò la sua carriera a LOS ANGELES negli anni settanta (nei THE BOYS, sembra anche che fosse nella prima formazione dei MOTLEY CRÜE), poco dopo fondò THE WHITE, in pratica la prima LZ tribute band, con cui fece tour in lungo e in largo in America. Nel 1987 fece uscire per l’Atlantic un album di pezzi fortemente ispirati da riff dei LZ. La copertina, d’altronde, non lasciava dubbi.

PDF :

(il file è più pesante del solito e impiega un po’ ad aprirsi)

OH JIMMY N9

 Michel White cd_front

 

L’angolo della posta: “SALENT NIGHT”

28 Ago
Scrive LORENZINO STEVENS: “Ciao Tim, visto che a Pievepelago la temperatura minima era scesa sui 10 gradi (cosa peraltro piacevolissima per il sottoscritto visto che ho sempre lo sbollo), abbiamo prenotato all’ultimo secondo una rapida vacanza nel tanto decantato Salento (mai stato in vita mia). L’unico posto che sono riuscito a trovare, ad un prezzo abbordabile, è stato a Torre Mozza, un microscopico paesino sul mare tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca (900 km da Modena, more of less), in un residence per famiglie inserito in una specie di quartierino residenziale stile striscia di Gaza che appena arrivato per poco non giravo la macchina e me ne andavo, tanto per rendere l’idea della reazione istintiva che mi ha ispirato.
Nei giorni successivi mi sono rilassato – al Sud l’approccio take it easy e take your time è fondamentale per vivere bene -, mi sono abituato al disordine, al rusco dilagante e non molto differenziato, ho visto che le bambine si stavano divertendo un mondo e tutto ha preso una piega positiva.
Ieri sera grande occasione mondana con la notte bianca di Torre Mozza: ho portato le bimbe nella piazzetta a giocare coi gonfiabili e gli elastici, poi è cominciato il concerto di hard-pizzica: beh, devo dire che sono rimasto favorevolmente impressionato. Il gruppo si chiamava Alla Bua (http://www.allabua.com/it/), band guidata da una sorta di ibrido tra Caparezza e l’attuale Plant (per via delle spalle un po’ ingobbite e di altri dettagli), con violino e fisarmonica funambolici più un paio di tamburelli talmente potenti che all’inizio pensavo usassero delle basi registrate di batteria.
La gente ballava come invasata, sudando copiosamente: vecchi (uno che avrà avuto tranquillamente 85 anni saltellava suonando le nacchere e coinvolgendo nelle danze le migliori gnocche che riusciva ad individuare nella folla), donne (tranquille madri di famiglia di giorno in spiaggia, trasformate in baccanti sexy alla sera) e bambini. Un grande senso di energia e di allegria, la pizzica è molto meglio di quanto pensassi (vedi video di “Pizzicarella” con leggiadro pippone salentino)

A fine concerto è ovviamente scattato l’acquisto del cd degli Alla Bua live.
Adesso che l’estate entra nella sua parte finale, posso dire quale è stata la mia playlist, basata sui cd che mi sono tenuto in macchina nelle ultime settimane (mi piace ancora selezionare i cd uno ad uno ed ascoltarmeli per intero, senza saltabeccare da un brano all’altro con il lettore mp3, che peraltro non è collegabile all’impianto che ho in auto).
– Chris Robinson: Phosphorescent Harvest
– Rival Sons: Great Western Walkirie
– Led Zeppelin: ITTOD according to TT
– Lynyrd Skynyrd: pronounced ‘lĕh-‘nérd ‘skin-‘nérd
– Black Label Society: Catacombs of the Black Vatican
– Bad Company: Bad Company
– Neil Young: Live Rust
– Neil Young: After the Gold Rush
– Black Crowes: Warpaint live
– Whitesnake: Trouble
– Thin Lizzy: Thunder and Lightning
Ciao!

salento

salento

salento

salento

Risponde l’esperto: caro Lorenzino, un paio di volte ho battuto i sentieri del Salento, quelli che vanno da CASTRO a GALLIPOLI, e ho ricordi piuttosto buoni anche io. Realtà diverse dalle nostre, ma una volta calati nel Salento groove, lasciarsi trasportare è davvero piacevole. Non mi sorprenderei di vedere, per il suo prossimo progetto, ROBERT PLANT alle prese con l’hard-pizzica. Ottima la tua playlist, anzi superlativa.

news: EMPRESS VALLEY SOUNDBOARD REVOLUTION “LED ZEPPELIN TEXAS HURRICANE FORTH WORTH 22 MAY 1977”

27 Ago

Poco fa la notizia del nuovo capitolo della famigerata Soundboard Revolution della Empress Valley Supreme Discs: è prevista l’uscita imminente del versione soundboard (mai pubblicata prima) del concerto del 22 maggio 1977 al Tarrant County Convention Center, Forth Worth, Texas.

Inutile dire che per le teste di piombo questa è una notiziona, inoltre questa data ha un paio di plus davvero gustosi: l’ultimo bis è IT’LL BE ME con  MICK RALPHS ospite alla chitarra, e NO QUARTER contiene una(sgangherata ) versione di NUTROCKER (versione ELP).

(aggiornamento del 090/92014)

LED ZEPPELIN TEXAS HURRICANE FORTH WORTH 22-5-77

Non è ancora disponibile nessuna anteprima visiva, tutto quello che circola è questo:

Led Zeppelin – Texas Hurricane (5/22/77 Ft Worth, TX – Previously Unreleased SB) Empress Valley Label. The Soundboard Revolution Series proudly presents for the very First and Only time anywhere, the legendary Texas show when Bad Company’s’ Mick Ralphs jammed with Led Zeppelin – Complete including Battle of Evermore, and in Perfect Stereo Soundboard!!!
 
The following editions of this set will be released soon;
 
Extremely Ltd Ed Box Set – 100 Copies Only!! This 6 CD Deluxe Box with Obi includes the Ft Worth show in Complete and Perfect Stereo Soundboard and an added bonus of an excellent Audience source for this show!! Each CD set is housed in special digi packs inside an exquisite Ltd Ed box.  
 
Standard Edition: This set features only the newly released soundboard in a Ltd Ed 3 CD Digi Pack.   
Allego due foto dal concerto in oggetto, così tanto per farci venire l’acquolina in bocca e più sotto la scaletta del concerto.
Led Zep Fort Worth 1977 - JP & Mick Ralphs

Led Zep Fort Worth 1977 – JP & Mick Ralphs

Led Zep Fort Worth 1977

Led Zep Fort Worth 1977

 
Setlist: The Song Remains The Same, The Rover / Sick Again, Nobody’s Fault But Mine, In My Time Of Dying, Since I’ve Been Loving You, No Quarter, Ten Years Gone, Going To California, Black Country Woman, Bron-Y-Aur Stomp, White Summer / Black Mountain Side, Kashmir, Over The Top, Guitar Solo, Achilles Last Stand, Stairway To Heaven, Whole Lotta Love / Rock And Roll, It’ll Be Me (With MICK RALPHS)
 
 

GREGG ALLMAN “All My Friends – Celebrating The Songs & Voice Of G.A.” (Rounder Records/Universal 2014) – TTT½

27 Ago

Nell’ascoltare questo doppio album live a tratti si soffre della sindrome dell’ultimo ERIC CLAPTON (quel senso di vertigine dovuto all’inutilità e al vuoto di sentimento), ma in qualche modo ci si ritrova in pista poco dopo grazie all’approccio talvolta sanguigno di certi musicisti coinvolti. Forse aiuta il fatto che è un tributo autocelebrativo registrato da vivo, oppure sono certi pezzi degli ALLAMN BROTHERS o di GREGG a riportarci sul giusto sentiero, fatto sta che alla fine il risultato è abbastanza convincente. Attenzione, è tutto un su e giù, ma i su rinfrancano lo spirito.

Gregg Allman all my ftiends

COME AND GO BLUES apre il disco in maniera piuttosto convincente …

FILE AUDIO:

..  ma poi WARREN HAYNES, SUSAN TEDESCHI e DERECK TRUCKS ci annoiano un bel po’ con END OF LINE e STAND BACK, con quelle loro performance di  rock bluesato americano tutte perfettino e fine a se stesso. Con una zampata il vecchio leone SAM MOORE riporta il tutto a livelli accettabili con PLEASE CALL HOME. Niente da fare per KEB’ MO’ e BRANTLEY GILBERT, bluesetto annacquato; tutt’altra cosa DR JOHN con LET THIS BE A LESSON TO YA, nel suo cantato senti che c’è qualcosa di pericoloso.

Gregg Allman all my ftiends

QUEEN OF HEART (il pezzo a cui il GARY MOORE di STILL GOT THE BLUES deve molto) è preso da LAID BACK, album del 1973 che amo molto (e che Riff non riesce ad ascoltare senza piangere), sarà per questo che anche stavolta mi emoziona…

FILE AUDIO:

Gregg Allman all my ftiends

Buono JOHN HIATT su ONE WAY OUT e commovente TAJ MAHAL in STATESBORO BLUES; fu grazie a lui che DUANE ALLMAN si diede alla slide e che SB diventò “IL” pezzo degli ALLMAN BROTHERS …

FILE AUDIO:

La band degli WIDESPREAD PANIC non mi ha mai dato niente di particolare, ma qui, in JUST AIN’T EASY, sono superlativi;  brividi (anche grazie alla slide di DERECK TRUCKS) …

FILE AUDIO:

Gregg Allman all my ftiends

Niente da segnalare per TRACE ADKINS, mentre VINCE NILLS in MULTI-COLORED LADY fa la sua figura:

FILE AUDIO:

Gregg Allman all my ftiends

Per altre quattro canzoni non succede nulla, solito rocketto americano dall’epica ormai sfibrata, ma poi arriva JACKSON BROWN per THESE DAYS e per MELISSA. Quest’ultima è una delle canzoni americane più belle di sempre e GREGG e JACKSON la cantano ancora con passione, tanto che mentre sto scrivendo, in questo martedì di fine agosto, guardo la campagna al di là della finestra e mi commuovo …

Gregg Allman all my ftiends

Finalone con MIDNIGHT RIDER, DREAMS, WHIPPING POST e con l’intero cast che si getta nel gospel di WILL THE CIRCLE BE UNBROKEN.

Gregg Allman all my ftiends

Tutto sommato un disco che vale la pena avere, il vecchio GREGG ALLMAN riesce ad essere convincente anche dopo tutto questi anni, e alcuni dei suoi amici non gli sono da meno.

Gregg Allman all my ftiends

Nella all star band segnalo la presenza del  grande CHUCK LEAVELL; una curiosità: tra gli ospiti viene segnalato JESS FRANKLIN, ma non sono riuscito a capire se è quello dei miei amati TISHAMINGO oppure no.

Gregg Allman all my ftiends

Zeppelin a Spoleto

26 Ago

Beppe Riva mi manda una foto che ha fatto in questi giorni a SPOLETO, in UMBRIA. Trattasi di fast food/pizzeria. Thank you, Mr Riva.

Zeppelina  Spoleto

Magari un giorno finiremo per mangiarci un pizza ad uno dei suoi tavoli …

Tim’s songs: “NELLA SERA” (Monti – Tirelli – 1995)

25 Ago

1995, la original CATTIVA COMPAGNIA è ormai un ricordo; nel 1993 Tommy va per la sua strada, io per la mia. Cerco di rimettere in piedi una gruppo. Rimango in contatto con Mixi Croci, il batterista, che vuole continuare a suonare con me. Cerco un bassista, trovo Carlo Testoni, ex Bambini In Bikini; ora manca un cantante, il tassello più difficile da trovare. Mi imbatto in Stefano Rebecchi. Insieme scriviamo alcune canzoni, facciamo un paio di demo, suoniamo al Vox di Nonantola; i rapporti personali però non vanno, mettiamo fine alla cosa in malo modo. Nella primavera del 1994 ricevo una telefonata da un cantante che ha avuto il mio numero da Mel Previte, è Marcello Monti, quello che diventerà March, un carissimo amico, un fratello. Organizziamo qualche prova al Seltz di Reggio Emilia. Verso la fine dell’anno esce Testoni ed entra Cristiano Cappi al basso, che poco dopo ribattezzo John Paul, quello che diventerà l’amico Jaypee, una colonna portante della mia vita. Mettiamo sotto qualche cover, qualche pezzo che io e March abbiamo iniziato a scrivere e una selezione dei pezzi miei e di Tommy. Erano gli anni in cui si poteva andare in giro con materiale proprio senza essere costretti a mettere in piedi una tribute band o una cover band generica. Ricordo quel periodo con affetto, parecchi concerti, alcuni nell’alto Veneto che per le nostre vite sono diventati leggendari. Una sera del 1995 vado da March, allora abitava nella zona sud ovest  Modena in un ala della casa che fece, ad inizio del secolo scorso, suo nonno; una casa esoterica, molto particolare e bellissima. Ricordo antichi scranni in legno scuro con su incisa  la testa del diavolo. Ci trovavamo nella sua stanzetta nello scantinato, una tastiera, dischi in vinile, piccolo impianto voce, a scrivere canzoni e a provare pezzi. Bevevamo succhi di frutta. Quella sera arrivo con un pezzo strumentale suonato nell’accordatura aperta di MI. Glielo faccio sentire, a March piace, lo vedo che sta per arrivargli l’ispirazione, guardo fuori dal finestrino, la sera che scende decisa e che tra non molto diventerà notte. “Chiamiamola NELLA SERA” gli faccio, March parte d’improvviso con la melodia, il testo sembra sgorgargli con facilità, io scrivo le due frasi del ritornello e poco altro. Verso mezzanotte quando ripercorro Strada Contrada per tornare a casa a Nonantola, guardo il cielo, la luna … mi sento pieno di emozioni, scrivere canzoni insieme a qualcuno è quello che più mi piace fare nella vita. Con March suoniamo insieme fino al 1999 poi ci lasciamo. Torniamo insieme dopo un paio di anni fino al 2006 in una tribute band dei LZ.

Anyway, questa è la versione di NELLA ERA della CATTIVA COMPAGNIA del 1999, registrata in presa diretta in due take in una serata fredda e umida alla Studio Vida nell’autunno di quell’anno. Io e Faust nella sala grande dello studio, io alla chitarra acustica (una Gibson simile a quella di Robert Johnson di proprietà di Fabio Ferraboschi, l’ingegnere del suono e proprietario del Vida) e lui davanti ad un microfono.

Mel decise di lasciare nell’introduzione la prova microfono che feci, una sciocchezza atta a recitare il siparietto prima di BLACK COUNTRY WOMAN dei LZ su PHYSICAL GRAFFITI.

Riascoltando la coda finale dove chiedo “okay Faust?” e lui “okay Tim” mi sono commosso, ricordo esattamente il momento: io e Fausto ancora in preda al turbamento, con quella vibe un po’ malinconica e  tenebrosa che la canzone porta dentro di sè … una sciocchezza certo, ma per noi – allora –  importante. Sicuro, un pezzo da tre minuti e 45 secondi con solo chitarra acustica e voce è un po’ pretenzioso, ma tant’è …

NELLA SERA

(words&music Marcello Monti-Stefano Tirellii – Siae 1995)

performed by CATTIVA COMPAGNIA

Tim Tirelli – acoustic guitar ◊ Fausto Sacchi – vocals

produced by Mel Previte

 recorded at Centro Musica Studio (Modena ) by Davide Viviani & Studio Vida by Fabio Ferraboschi

  Mixed at Studio Vida (Rubiera RE) by Fabio Ferraboschi & Mel Previte

mastering  Studio Esagono (Rubiera RE) by Fabio Ferraboschi

NELLA  SERA (Monti-Tirelli) 

E stasera, ci sono ombre sopra ai muri, vedo tanti fiori,

e stasera,giro la mia chiave, vedo cosa manca,

sempre un po’ distratto rotolo nel letto.

 

E di sera, brutta compagnia qui nel sottoscala,

e la sera, magico richiamo, solo sul divano,

opera incompleta, anima d’asceta.

 

Ma quando sorge il sole,

     inizia quel rumore,

     mi batte forte, mi batte forte il cuore.

 

Fu la sera,candide lenzuola, vado bene a scuola,

era sera, mia madre che mi chiama, legato alla sottana,

sai che ore sono, no che non mi smuovo.

 

Ma quando sorge…

 

Nella sera, senza i tuoi occhi, davvero più non vedo,

senza i tuoi occhi, mi sento meno vero…nella sera.

La casa del nonno di March

La casa del nonno di March

Tim & March - photosession1994

Tim & March – photosession1994

CC  Studio Vida San Faustino Di Rubiera (MO)1999 -Tim alle prese con NELLA SERA

CC Studio Vida San Faustino Di Rubiera (MO)1999 -Tim alle prese con NELLA SERA

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CC  photosession 1998 - outtake

CC photosession 1998 – outtake

modena centro nella sera

modena centro nella sera

Modena nella sera

Modena nella sera

Aperisfizio blues

24 Ago

L’estate mi sta scivolando tra le mani, finite le due settimane di ferie-non-ferie mi ritrovo qui alle nove di una domenica mattina agostana ad ascoltarmi i PINK FLOYD a Montreux il 21/11/1970. L’ho scaricato per POLBI e glielo ho spedito con wetransfer, chissà se il Michigan Boy riuscirà a scaricarsi tutto …

Ripenso a questi ultimi giorni: giovedì sera mi son trovato con  PAOLINO LISONI a cena. Ci siamo dati appuntamento davanti al BUONTEMPONE ma era chiuso, così mestamente abbiamo ripieghiato sul solito cine-giappo di SAN MAURIZIO. Parlare con Liso mi gratifica: calcio, musica Rock, musica obliqua, massimi sistemi, FLAME SKY di SANTANA-McLAUGHLIN, AL DI MEOLA… finiamo la serata alla domus saurea. Entriamo e la groupie è nello studiolo intenta a tirare giù col basso LONG DISTANCE RUNAROUND degli YES, … mi torna in mente che alcuni mesi fa feci la stessa cosa con PICCA, entrammo in casa e lei era alle prese con TRAIN KEPT A-ROLLIN’ … chissa cosa pensano i miei amici della groupie …

Venerdì sera porto la groupie e la Lucy a mangiare il pesce alla FESTA DELL’UNITA PROVINCIALE di REGGIO EMILIA. Registro la musica dei TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI che proviene dalla Arena Spettacoli, quello che sento mi piace assai poco. Mi fermo davanti allo spazio liscio. C’è RENATO TABARRONI e il suo gruppo. Suonano con le basi. Bassista, batterista e tastierista che fan finta di suonare mentre una truppa di gente di varia età balla la quadriglia guardando le mosse che Maruska fa sul palco. Anche nel liscio e nella musica da ballo ormai è tutto un fake. Rifletto su TABARRONI: nasce col beat, diventa cantautore impegnato e poi sprofonda sempre più giù nella musica da ballo di bassa qualità.

il gruppo CLUB 72 di Renato Tabarroni con Ricky Portera alla chitarra

il gruppo CLUB 72 di Renato Tabarroni con Ricky Portera alla chitarra

 Renato Tabarroni detto Kocis

L'ultimo cd di Renato Tabarroni

L’ultimo cd di Renato Tabarroni

Il sabato mattina come ormai da tempo immemorabile da Brian. Torno alla domus saurea alle 14, la groupie è a Castelnovo Monti a trovare suo padre, sono fiacco, ho dormito poco, non ho voglia di prepararmi una pasta o una bistecca, così getto sul piatto un paio di formaggini, qualche cipollina della Coop e gli aperisfizi OLIVIA&MARINO. Mi apro una birra Moretti al limone e tengo a portata di mano la frutta. Inizio a mangiare ed improvvisamente elaboro che è proprio un piatto da uomo di blues ormai cotto … mentre mangio guardo un vecchio film su LA7, quello dove JACK LEMMON è un povero diavolo che presta il suo appartamento ai suoi superiori per le loro scappatelle …

Pranzare con gli aperisfizi - foto TT

Pranzare con gli aperisfizi – foto TT

Mi trastullo poi con l’idea di trovare prima o poi un pupazzo (nerazzurro) di ALIEN che ho visto su facebook …

Alien. Pupazzo.

Stranissima estate, al venti e passa di agosto mi sorprendo a suonare la chitarra con indosso una felpa e con la finestra chiusa…

August 2014: Tim plays Doublene - foto della groupie

August 2014: Tim plays Doublene – foto della groupie

In macchina ascolto molto RICK DERRINGER. Rimango dell’idea che RICK fosse una spalla eccellente e un bravo produttore, ma da solista non ha la sburla e i pezzi necessari (o perlomeno non ne ha a sufficienza); ma gli sono molto legato e poi rimane un chitarrista molto, molto, molto bravo.

Quando ho bisogno di dintossicarmi dall’ Hard Rock Blues viro su cose a prima vista improbabili ma piuttosto interessanti. Gli YLIUM di INTERSTELLAR COLLAPSE ad esempio ….

 L’INTER ha vinto facile sugli islandesi per l’andata del preliminare dell’Europa League, ora attendo il ritorno e l’inizio del campionato. Mazzarri non mi esalta, il mondo del calcio nemmeno, Tavecchio penso sia una tragedia per il calcio italiano, saprà l’INDONESIANA INTER perpetuare i sentimenti dell’AMBROSIANA INTER ? Mah, quel che so è che quando guardo giocare la mia squadra mi si infiamma l’animo, mi si drizza il pistolino, raggiungo (ogni tanto) l’estasi. Più la amo, più vivo.

Inter Più Vivo Più Ti Amo

L’Inter, ah!

(Getty Images)

(Getty Images)

Inter Milan's forward Alvaro Recoba of U

 

Le patatine di Valentino, la salsa di Carlos, le tazze di Jimmy Page e il veloce declino dell’umanità

23 Ago

Ieri, nel fare la spesa alla coop di Regium Lepidi, la groupie (che oltre essere la fan italiana n.1 di RICK WAKEMAN, lo è anche di VALENTINO ROSSI) adocchia le patatine 46:

La groupie e le patatine di Valentino Rossi

La groupie e le patatine di Valentino Rossi

scuoto la testa …  va bene la linea di abbigliamento VR46, ma anche le patatine? E’ proprio obbligatorio far soldi ad ogni costo, spogliando il proprio brand di ogni fascino e svendendolo al miglior offerente?

Il pensiero corre subito a CARLOS SANTANA, il Carlos Santana che si mette a produrre salse …

Carlos Santana salsa

 

Ne constatavo il triste declino un paio di settimane fa con DONATO ZOPPO: da CARAVANSERAI, a dischi di musicaccia leggera, ad album ridondanti dedicati ai grandi hit del Rock, alla produzione di salse; ma porcaccia la miseria, ma chi fa (o faceva) arte ad alto livello non dovrebbe mantenere una certa dignità? Non dovrebbe avere un animo che gli fa da sentinella, da quality control, da counselor? Una cosa tipo “A Carle’, è la tua animaccia che ti parla, ma che cazzo stai a fa’? Fermate che è mejo!”

E’ già abbastanza complicato tenere in piedi una carriera per tutti quei lustri e decenni (la vena creativa si sa dura 5 massimo 10 anni, ne parlavo proprio l’altra sera con Paolino Lisoni), oltre a dischi inutili, vuoti e sostanzialmente di merda, dovete anche mettervi a scrivere libri, fare film, disegnare quadri, produrre salse o biancheria intima per uomini (qualcuno ricorda i boxer griffati ROBERT PLANT tra gli anni ottanta e novanta?). Ma rimanete nel vostro ambito, non andate ad impantanarvi in avventure che non vi competono, perché tra l’altro poi portate via quelle poche chances che ha chi dà l’anima nel campo in cui voi, in preda ad un delirio di onnipotenza, andate a sconfinare.

E poi smettetela con tutte quelle tazze col manico, quelle “mug”, zio cagnetto anche IL SIGNORE DELLE TENEBRE, THE DARK LORD HIMSELF, si è messo a venderle dal proprio sito (tra l’altro a prezzi piuttosto alti)…

Jimmy Page mug

Fate dei dischi se proprio dovete, arricchite l’offerta con magliette (ma vi prego basta con la tipica t-shirt rock nera kitsch fino all’inverosimile), plettri, cosucce legate alla musica ma basta col resto. Il pianeta è già pieno d’immondizia, se vi ci mettete anche voi, che dovreste essere paladini dell’arte, quindi della consapevolezza ultima del termine “umanità”, è finita.

Ma tanto che lo scrivo a fare, da quando qualcuno ha “attaccato un adesivo dei GRATEFUL DEAD alla sua Cadillac”, il sogno (se mai c’è stato), è finito.

Nobody on the road, nobody on the beach
I feel it in the air, the summer’s out of reach
Empty lake, empty streets, the sun goes down alone
I’m driving by your house, though I know you’re not home

But I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
You got your hair combed back and your sunglasses on, baby
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

I never will forget those nights, I wonder if it was a dream
Remember how you made me crazy, remember how I made you scream
Now I don’t understand what happened to our love
But babe, I’m gonna get you back, I’m gonna show you what I’m made of

I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
I see you walkin’ real slow, and smilin’ at everyone
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

Out on the road today, I saw a Deadhead sticker on a Cadillac
A little voice inside my head said, “don’t look back, you can never look back”
I thought I knew what love was, what did I know?
Those days are gone forever, I should just let them go, but

I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
You got the top pulled down and the radio on, baby
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
You got that hair slicked back and those Wayfarers on, baby
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

 

FUMETTI D’AGOSTO

22 Ago

Segnalo alcuni fumetti molto buoni:

LE STORIE N.23 “Il Principe Di Persia” (Bonelli- €3,80) – TTTT

Davvero bella questa storia. Paola Barbato su livelli molto alti.

LE STORIE n.23 Il Principe di Persia

LE STORIE N.23 “Il Principe Di Persia”

Periodicità: Mensile

Uscita: 13/08/2014

Soggetto: Paola Barbato

Sceneggiatura: Paola Barbato

Disegni: Nicola Mari

Copertina: Aldo Di Gennaro

Inghilterra, fine Ottocento. Gli scavi per la realizzazione della metropolitana londinese svelano la dimora sotterranea di un misterioso essere, che, per anni, si è celato agli occhi del mondo… È un artista o un povero folle, un uomo o un mostro? Toccherà al rude ex-poliziotto Felder calarsi nella tenebra di queste domande per gettar luce su una lunga storia di solitudine, morte e… amore!

COLOR ZAGOR “IL RITORNO DI GUTHRUM” – (Bonelli- €5,50)  – TTT½

Zagor tutto a colori che canta IMMIGRANT SONG.

Color Zagor  Il Ritorno Di Guthrum

COLOR ZAGOR “IL RITORNO DI GUTHRUM” 

Periodicità: Annuale

Uscita: 01/08/2014

Soggetto: Jacopo Rauch

Sceneggiatura: Jacopo Rauch

Disegni: Gianni Sedioli

Copertina: Gallieno Ferri

Colori: GFB Comics

Re Guthrum, capo di una colonia di vikinghi insediatasi da secoli in Nord America, chiede l’aiuto dello Spirito con la Scure per risolvere il mistero di una spedizione scientifica scomparsa in Labrador, mentre esplorava antichi insediamenti scandinavi. Guthrum pensa di coinvolgere Zagor per la presenza di indiani ostili, ma c’è anche dell’altro… le profezie di un sacerdote vikingo dicono anche che sta per materializzarsi una terribile minaccia! I Nostri, accompagnati dal professor Trevor e da una decina di guerrieri scelti, partono su un Drakkar vikingo, ma sulla loro strada non solo troveranno una feroce tribù pellerossa, ma dovranno assistere al risveglio dei mitologici Draugar, creature sanguinarie che affondano le loro origini nelle leggende vikinghe!

MARTIN MYSTÈRE  334 “I PREDATORI DELLA FORESTA SACRA” – (Bonelli – €5,30)  – TTT½

Antropologia culturale, sciamani e il solito Mystère; niente male.

Martin Mystére I predatori della Foresta Sacra

MARTIN MYSTÈRE  334 “I PREDATORI DELLA FORESTA SACRA”

Periodicità: Bimestrale

Uscita: 12/08/2014

Soggetto: Paolo Morales

Sceneggiatura: Paolo Morales

Disegni: Giancarlo Alessandrini

Copertina: Giancarlo Alessandrini

New York è scossa da un brutale duplice omicidio: un uomo azzannato alla gola, forse da un animale selvaggio, e una donna il cui cuore sembra essere stato afferrato da un’invisibile mano e stretto fino a farlo scoppiare. Una modella è sconvolta dalla notizia: la giovane conosce infatti un uomo in grado di compiere un’operazione del genere, il suo bisnonno, un temuto e potente sciamano. La ragazza chiede aiuto a Martin Mystère, e il Detective dell’Impossibile si trova così ad affrontare un mistero che coinvolge un sodalizio di stimati personaggi, legati tra di loro da un antico patto.

COLOR TEX 5 “DELTA QUEEN” – (Bonelli – €5,50)  – TTTT

Tex tutto a colori che canta MISSISSIPPI QUEEN in una sfavillante avventura sul nostro fiume sacro.

Color Tex Delta Queen agosto 2014

COLOR TEX 5 “DELTA QUEEN”

Periodicità: Semestrale

Uscita: 06/08/2014

Soggetto: Mauro Boselli

Sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Fabio Civitelli

Copertina: Claudio Villa

Colori: GFB Comics

È una sala da gioco galleggiante, la più splendida che abbia mai navigato lungo il Mississippi, ma le mille luci della “Delta Queen” nascondono un cuore di tenebra. Per proseguire le indagini di un ranger assassinato, Tex e i suoi pards si imbarcano sotto falsa identità sulla regina del Mississippi… Ed è l’inizio di un viaggio denso di insidie e d’imprevisti per l’elegante steamboat e i suoi danarosi passeggeri, sinché, dal dedalo di canali che forma il delta del grande fiume, comparirà l’ultima, pericolosa minaccia.

 

Banda POPolare dell’Emilia Rossa “Rivoluzione Permanente – Musiche Per La Lotta Di Classe” (autoproduzione 2014) – TTT½

21 Ago

Banda POPolare dell’Emilia Rossa … beh, più chiari di così. Il gruppo è una freccia avvelenata contro quell’idea romantica di “Modello Emiliano”, quel fiotto di sentimenti progressisti e democratici in cui la mia tanto amata Emilia sembra oggi soffocare. Non condivido appieno le forti critiche provenienti dalla BPER, ma se non altro le capisco. Il gruppo modenese che fa politica attraverso la musica è ad ogni modo utile alle nostre coscienze forse un po’ appannate ed esauste.

Banda Popolare dell'Emilia Rossa cd

Le canzoni si inseriscono come costrutto nella tradizione delle canzoni di protesta italiana, non distanti da certe cose degli STORMY SIX;  poca melodia, testi pungenti, e qualche appesantimento di chitarra elettrica con distorsioni tout court. RIBELLI DELLA MONTAGNA per certi versi finisce per assomiliare ai METALLICA.

 

MAMMA BALELLA diventa interessante al minuto 3,10 quando parte per un breve viaggio dei territori battuti tanti, troppo anni fa dagli AREA. PER I MORTI DI REGGIO EMILIA ha ovviamente un forte valore simbolico per chi, come me, ha radici reggiane e certe idee. La strage di 54 anni fa ad opera della polizia ai danni di cinque operai, tutti iscritti al PCI, durante una manifestazione sindacale. Ancora oggi quando penso a quella tragedia ho un forte moto di rabbia. A dispetto degli 11 lustri ormai passati, la memoria è ancora viva qui in città.

 

BRIGANTI E PARTIGIANI è un altro pezzo dove viene riproposto un momento di musicalità più intensa che va a sciogliersi in un bel giro di piano. Il resto, legato a soluzioni vicine alla tradizione popolare, viene comunque interpretato con inaspettata ricchezza.

 

Ad uno che si definisce “guevarista” HASTA SIEMPRE COMANDANTE manda sempre un brivido lungo l’animo, ma devo dire che la versione del gruppo non mi pare riuscita. Ancora il piano di FEDERICO FERRARA per un momento quasi jazzy in O GORIZIA.

 

Molto, molto bella, la versione del traditional LA LEGA (SEBBEN CHE SIAMO DONNE). Delicato e malinconico il piano prima di finire in un ritmo sudamericano, e convinto il cantato di FRANCESCA PARLATI.

 

RISCOSSA OPERAIA ci dà di metallo in una sorta di crossover che ha qualche debito anche nei confronti di GABER.

 

BANDIERA ROSSA nella versione della BPER parte come bluesaccio con impeto rock alla DEDICATO di FOSSATI per poi trasformarsi in un ostinato enfatico più adatto alla natura del sentimento di cui è pervasa. Da rimarcare il cantato pieno di fede di  PAOLO BRINI.

  

Banda Popolare dell'Emilia Rossa indise

Disco niente male questo, soluzioni musicali colte si inseriscono su tessuti come detto tradizionali, contenuti profondi, voci forti provenienti dal basso. Per i prossimi lavori mi piacerebbe che il gruppo cercasse di arricchire – musicalmente parlando – anche le parti dedicate a strofe e ritornelli, senza rinnegare la tradizione popolare del movimento operaio, per renderle, non più accessibili, ma semplicemente più belle.

PS: anche il visual andrebbe rivisto; il logo funziona, ma possibile che non si sia trovata una foto migliore per la copertina del CD? Essere di sinistra non significa fregarsene della bellezza. Anche la grafica è arte e cultura, non va sottovalutata.

 La BPER è:
Francesca Parlati, studentessa precarissima (Tastiera e Voce)
Giuseppe Violante, Rsu Fiom Maserati (Batteria)
Matteo Parlati, Rsu Fiom Ferrari (Basso)
Marco Pastorelli, Rsu Fiom Crown (percussioni autoprodotte)
Manuel Carrabs, dipendente arci per forza, chitarrista per professione (Chitarra Solista)
Federico Ferrara, insegnante precarissimo (Tastiera)
Paolo Brini, Comitato Centrale Fiom (Voce)