Le patatine di Valentino, la salsa di Carlos, le tazze di Jimmy Page e il veloce declino dell’umanità

23 Ago

Ieri, nel fare la spesa alla coop di Regium Lepidi, la groupie (che oltre essere la fan italiana n.1 di RICK WAKEMAN, lo è anche di VALENTINO ROSSI) adocchia le patatine 46:

La groupie e le patatine di Valentino Rossi

La groupie e le patatine di Valentino Rossi

scuoto la testa …  va bene la linea di abbigliamento VR46, ma anche le patatine? E’ proprio obbligatorio far soldi ad ogni costo, spogliando il proprio brand di ogni fascino e svendendolo al miglior offerente?

Il pensiero corre subito a CARLOS SANTANA, il Carlos Santana che si mette a produrre salse …

Carlos Santana salsa

 

Ne constatavo il triste declino un paio di settimane fa con DONATO ZOPPO: da CARAVANSERAI, a dischi di musicaccia leggera, ad album ridondanti dedicati ai grandi hit del Rock, alla produzione di salse; ma porcaccia la miseria, ma chi fa (o faceva) arte ad alto livello non dovrebbe mantenere una certa dignità? Non dovrebbe avere un animo che gli fa da sentinella, da quality control, da counselor? Una cosa tipo “A Carle’, è la tua animaccia che ti parla, ma che cazzo stai a fa’? Fermate che è mejo!”

E’ già abbastanza complicato tenere in piedi una carriera per tutti quei lustri e decenni (la vena creativa si sa dura 5 massimo 10 anni, ne parlavo proprio l’altra sera con Paolino Lisoni), oltre a dischi inutili, vuoti e sostanzialmente di merda, dovete anche mettervi a scrivere libri, fare film, disegnare quadri, produrre salse o biancheria intima per uomini (qualcuno ricorda i boxer griffati ROBERT PLANT tra gli anni ottanta e novanta?). Ma rimanete nel vostro ambito, non andate ad impantanarvi in avventure che non vi competono, perché tra l’altro poi portate via quelle poche chances che ha chi dà l’anima nel campo in cui voi, in preda ad un delirio di onnipotenza, andate a sconfinare.

E poi smettetela con tutte quelle tazze col manico, quelle “mug”, zio cagnetto anche IL SIGNORE DELLE TENEBRE, THE DARK LORD HIMSELF, si è messo a venderle dal proprio sito (tra l’altro a prezzi piuttosto alti)…

Jimmy Page mug

Fate dei dischi se proprio dovete, arricchite l’offerta con magliette (ma vi prego basta con la tipica t-shirt rock nera kitsch fino all’inverosimile), plettri, cosucce legate alla musica ma basta col resto. Il pianeta è già pieno d’immondizia, se vi ci mettete anche voi, che dovreste essere paladini dell’arte, quindi della consapevolezza ultima del termine “umanità”, è finita.

Ma tanto che lo scrivo a fare, da quando qualcuno ha “attaccato un adesivo dei GRATEFUL DEAD alla sua Cadillac”, il sogno (se mai c’è stato), è finito.

Nobody on the road, nobody on the beach
I feel it in the air, the summer’s out of reach
Empty lake, empty streets, the sun goes down alone
I’m driving by your house, though I know you’re not home

But I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
You got your hair combed back and your sunglasses on, baby
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

I never will forget those nights, I wonder if it was a dream
Remember how you made me crazy, remember how I made you scream
Now I don’t understand what happened to our love
But babe, I’m gonna get you back, I’m gonna show you what I’m made of

I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
I see you walkin’ real slow, and smilin’ at everyone
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

Out on the road today, I saw a Deadhead sticker on a Cadillac
A little voice inside my head said, “don’t look back, you can never look back”
I thought I knew what love was, what did I know?
Those days are gone forever, I should just let them go, but

I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
You got the top pulled down and the radio on, baby
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
You got that hair slicked back and those Wayfarers on, baby
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

 

FUMETTI D’AGOSTO

22 Ago

Segnalo alcuni fumetti molto buoni:

LE STORIE N.23 “Il Principe Di Persia” (Bonelli- €3,80) – TTTT

Davvero bella questa storia. Paola Barbato su livelli molto alti.

LE STORIE n.23 Il Principe di Persia

LE STORIE N.23 “Il Principe Di Persia”

Periodicità: Mensile

Uscita: 13/08/2014

Soggetto: Paola Barbato

Sceneggiatura: Paola Barbato

Disegni: Nicola Mari

Copertina: Aldo Di Gennaro

Inghilterra, fine Ottocento. Gli scavi per la realizzazione della metropolitana londinese svelano la dimora sotterranea di un misterioso essere, che, per anni, si è celato agli occhi del mondo… È un artista o un povero folle, un uomo o un mostro? Toccherà al rude ex-poliziotto Felder calarsi nella tenebra di queste domande per gettar luce su una lunga storia di solitudine, morte e… amore!

COLOR ZAGOR “IL RITORNO DI GUTHRUM” – (Bonelli- €5,50)  – TTT½

Zagor tutto a colori che canta IMMIGRANT SONG.

Color Zagor  Il Ritorno Di Guthrum

COLOR ZAGOR “IL RITORNO DI GUTHRUM” 

Periodicità: Annuale

Uscita: 01/08/2014

Soggetto: Jacopo Rauch

Sceneggiatura: Jacopo Rauch

Disegni: Gianni Sedioli

Copertina: Gallieno Ferri

Colori: GFB Comics

Re Guthrum, capo di una colonia di vikinghi insediatasi da secoli in Nord America, chiede l’aiuto dello Spirito con la Scure per risolvere il mistero di una spedizione scientifica scomparsa in Labrador, mentre esplorava antichi insediamenti scandinavi. Guthrum pensa di coinvolgere Zagor per la presenza di indiani ostili, ma c’è anche dell’altro… le profezie di un sacerdote vikingo dicono anche che sta per materializzarsi una terribile minaccia! I Nostri, accompagnati dal professor Trevor e da una decina di guerrieri scelti, partono su un Drakkar vikingo, ma sulla loro strada non solo troveranno una feroce tribù pellerossa, ma dovranno assistere al risveglio dei mitologici Draugar, creature sanguinarie che affondano le loro origini nelle leggende vikinghe!

MARTIN MYSTÈRE  334 “I PREDATORI DELLA FORESTA SACRA” – (Bonelli – €5,30)  – TTT½

Antropologia culturale, sciamani e il solito Mystère; niente male.

Martin Mystére I predatori della Foresta Sacra

MARTIN MYSTÈRE  334 “I PREDATORI DELLA FORESTA SACRA”

Periodicità: Bimestrale

Uscita: 12/08/2014

Soggetto: Paolo Morales

Sceneggiatura: Paolo Morales

Disegni: Giancarlo Alessandrini

Copertina: Giancarlo Alessandrini

New York è scossa da un brutale duplice omicidio: un uomo azzannato alla gola, forse da un animale selvaggio, e una donna il cui cuore sembra essere stato afferrato da un’invisibile mano e stretto fino a farlo scoppiare. Una modella è sconvolta dalla notizia: la giovane conosce infatti un uomo in grado di compiere un’operazione del genere, il suo bisnonno, un temuto e potente sciamano. La ragazza chiede aiuto a Martin Mystère, e il Detective dell’Impossibile si trova così ad affrontare un mistero che coinvolge un sodalizio di stimati personaggi, legati tra di loro da un antico patto.

COLOR TEX 5 “DELTA QUEEN” – (Bonelli – €5,50)  – TTTT

Tex tutto a colori che canta MISSISSIPPI QUEEN in una sfavillante avventura sul nostro fiume sacro.

Color Tex Delta Queen agosto 2014

COLOR TEX 5 “DELTA QUEEN”

Periodicità: Semestrale

Uscita: 06/08/2014

Soggetto: Mauro Boselli

Sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Fabio Civitelli

Copertina: Claudio Villa

Colori: GFB Comics

È una sala da gioco galleggiante, la più splendida che abbia mai navigato lungo il Mississippi, ma le mille luci della “Delta Queen” nascondono un cuore di tenebra. Per proseguire le indagini di un ranger assassinato, Tex e i suoi pards si imbarcano sotto falsa identità sulla regina del Mississippi… Ed è l’inizio di un viaggio denso di insidie e d’imprevisti per l’elegante steamboat e i suoi danarosi passeggeri, sinché, dal dedalo di canali che forma il delta del grande fiume, comparirà l’ultima, pericolosa minaccia.

 

Banda POPolare dell’Emilia Rossa “Rivoluzione Permanente – Musiche Per La Lotta Di Classe” (autoproduzione 2014) – TTT½

21 Ago

Banda POPolare dell’Emilia Rossa … beh, più chiari di così. Il gruppo è una freccia avvelenata contro quell’idea romantica di “Modello Emiliano”, quel fiotto di sentimenti progressisti e democratici in cui la mia tanto amata Emilia sembra oggi soffocare. Non condivido appieno le forti critiche provenienti dalla BPER, ma se non altro le capisco. Il gruppo modenese che fa politica attraverso la musica è ad ogni modo utile alle nostre coscienze forse un po’ appannate ed esauste.

Banda Popolare dell'Emilia Rossa cd

Le canzoni si inseriscono come costrutto nella tradizione delle canzoni di protesta italiana, non distanti da certe cose degli STORMY SIX;  poca melodia, testi pungenti, e qualche appesantimento di chitarra elettrica con distorsioni tout court. RIBELLI DELLA MONTAGNA per certi versi finisce per assomiliare ai METALLICA.

 

MAMMA BALELLA diventa interessante al minuto 3,10 quando parte per un breve viaggio dei territori battuti tanti, troppo anni fa dagli AREA. PER I MORTI DI REGGIO EMILIA ha ovviamente un forte valore simbolico per chi, come me, ha radici reggiane e certe idee. La strage di 54 anni fa ad opera della polizia ai danni di cinque operai, tutti iscritti al PCI, durante una manifestazione sindacale. Ancora oggi quando penso a quella tragedia ho un forte moto di rabbia. A dispetto degli 11 lustri ormai passati, la memoria è ancora viva qui in città.

 

BRIGANTI E PARTIGIANI è un altro pezzo dove viene riproposto un momento di musicalità più intensa che va a sciogliersi in un bel giro di piano. Il resto, legato a soluzioni vicine alla tradizione popolare, viene comunque interpretato con inaspettata ricchezza.

 

Ad uno che si definisce “guevarista” HASTA SIEMPRE COMANDANTE manda sempre un brivido lungo l’animo, ma devo dire che la versione del gruppo non mi pare riuscita. Ancora il piano di FEDERICO FERRARA per un momento quasi jazzy in O GORIZIA.

 

Molto, molto bella, la versione del traditional LA LEGA (SEBBEN CHE SIAMO DONNE). Delicato e malinconico il piano prima di finire in un ritmo sudamericano, e convinto il cantato di FRANCESCA PARLATI.

 

RISCOSSA OPERAIA ci dà di metallo in una sorta di crossover che ha qualche debito anche nei confronti di GABER.

 

BANDIERA ROSSA nella versione della BPER parte come bluesaccio con impeto rock alla DEDICATO di FOSSATI per poi trasformarsi in un ostinato enfatico più adatto alla natura del sentimento di cui è pervasa. Da rimarcare il cantato pieno di fede di  PAOLO BRINI.

  

Banda Popolare dell'Emilia Rossa indise

Disco niente male questo, soluzioni musicali colte si inseriscono su tessuti come detto tradizionali, contenuti profondi, voci forti provenienti dal basso. Per i prossimi lavori mi piacerebbe che il gruppo cercasse di arricchire – musicalmente parlando – anche le parti dedicate a strofe e ritornelli, senza rinnegare la tradizione popolare del movimento operaio, per renderle, non più accessibili, ma semplicemente più belle.

PS: anche il visual andrebbe rivisto; il logo funziona, ma possibile che non si sia trovata una foto migliore per la copertina del CD? Essere di sinistra non significa fregarsene della bellezza. Anche la grafica è arte e cultura, non va sottovalutata.

 La BPER è:
Francesca Parlati, studentessa precarissima (Tastiera e Voce)
Giuseppe Violante, Rsu Fiom Maserati (Batteria)
Matteo Parlati, Rsu Fiom Ferrari (Basso)
Marco Pastorelli, Rsu Fiom Crown (percussioni autoprodotte)
Manuel Carrabs, dipendente arci per forza, chitarrista per professione (Chitarra Solista)
Federico Ferrara, insegnante precarissimo (Tastiera)
Paolo Brini, Comitato Centrale Fiom (Voce)

ERIC CLAPTON & FRIENDS “The Breeze – An Appreciation Of JJ Cale”(2014 Surfdog Records/Polydor ) – TT½

20 Ago

ERIC CLAPTON ormai riesce a rendere inoffensiva qualsiasi cosa tocchi, ed è così anche per questo tributo al grande, grandissimo JJ CALE. E’ un album senza personalità, levigato, stirato ma che non sa di niente; i primi sei prezzi sono quasi fastidiosi, poi arriva MAGNOLIA e, malgrado JOHN MAYER, ti scioglie sempre un po’, ma è il pezzo ad essere di un altro pianeta, mica gli attori che stanno recitando.

Poi subito dopo tutto torna alla noiosa normalità. Gli assoli di ERIC CLAPTON ormai sono diventati una cosa da evitare.Pensa un po’ cosa mi tocca scrivere. La voce di WILLIE NELSON riporta un po’ di onestà sentimentale.

Eric Clapton & Friends - The Breeze An Appreciation Of JJ Cale - Front (2-2)

Anche TOM PETTY non è male in  THE OLD MAN AND ME, ma è l’ultima scintilla.

Eric Clapton & Friends - The Breeze An Appreciation Of JJ Cale - Back

Magari ad alcuni questo album piacerà, saranno quelli che girano in BMW, quelli che hanno comprato in tutto quattro cd e li tengono in macchina, cd tipo BROTHERS IN ARMS dei DIRE STRAITS e appunto l’UNPLUGGED di CLAPTON e cosi pensano di amare il blues.

SLEEVE - Copia

 

Comprate gli album di JJ CALE, non questo.

Questo è JJ CALE…

When you and I are ready, no longer earthly-bound
We’ll travel through the crystal night, starbound
Heaven holds a mystery, wrapped inside a sound
Through the eyes of time, starbound, you and I
A floating star is what we are
Suspended in space
Outward-bound it’s the only home we’ve found
To save the human race
Speed is now their captain, kings that lost their crown
Motion is our master, starbound
Starbound
Starbound

 

Questo è il blues, cazzo….

I cover the waterfront, watchin’ the ship go by
I could see, everybody’s baby, but I couldn’t see mine
I could see, the ships pullin’ in, to the harbor
I could see the people, meetin’ their loved one
Shakin’ hand, I sat there,
So all alone, coverin’ the waterfront

And after a while, all the people,
Left the harbor, and headed for their destination
All the ships, left the harbor,
And headed for their next destination
I sat there, coverin’ the waterfront

And after a while, I looked down the ocean,
As far as I could see, in the fog, I saw a ship
It headed, this way, comin’ out the foam
It must be my baby, comin’ down
And after a while, the ship pulled into the harbor,
Rollin’ slow, so cripple
And my baby, stepped off board
I was still, coverin’ the waterfront

Said “Johnny, our ship had trouble, with the fog
And that’s why we’re so late, so late
Comin’ home, comin’ down’

STEFANO BRESSANI – Sculture Vestite – Torino 6 settembre 5 ottobre 2014

19 Ago

Conosco Stefano Bressani già da un po’, è un artista straordinario che si esprime con le stoffe, ciò che fa mi piace davvero molto. Tra poco le sue opere saranno esposte per un mese al MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE a Torino. Se siete in zona non perdetevelo.

Stefano Bressani mostra Stefano Bressani Pink Floyd Stefano Bressani yellow submarine stefano bressani

Biancoscuro  - stefano Bressani

 

EDGAR WINTER (featuring Carmine Appice) Philadelphia, Chestnut Cabaret, 18/12/1992 (bootleg) – TTTT

19 Ago

Registrazione live di una delle poche date che EDGAR WINTER fece coL grande CARMINE APPICE alla batteria nel 1992. Bootleg trovato di recente.

Edgar Winter Philadelphia 1992

TITLE: Edgar Winter, Philadelphia, Chestnut Cabaret, Philadelphia, PA, USA, December 18 1992

LABEL: no label

TYPE: audience (G2 master audience recording/Goody-Bomb-Tomp remaster)

SOUND QUALITY: TTTT++

PERFORMANCE: TTTT

ARTWORK: (by yours truly…very simple)

BAND MOOD: TTT

COLLECTION: TTTT

Il concerto non è completo, il taper si è perso le prime canzoni. WE ALL HAD A REAL GOOD TIME è cantata dall’ospite JEFF GANZ, dopo di che si torna alla formazione ufficiale di quel tour. TOBACCO ROAD è cantata da EDGAR con la solita maestria, il tutto (ma vale per l’intero concerto) è impreziosito dalla presenza di CARMINE APPICE. Questi sarà per certi versi un personaggio inquietante (voglio dire, è spesso sopra le righe e tamarro) ma come cazzo suona la batteria!!! Giusto il tempo della presettazione della band e poi si chiude con due classici: FREE RIDE

FILE AUDIO: Edgar Winter, Philadelphia 18/10/1992 ” FREE RIDE”

e FRANKESTEIN. Questo è un pezzo strumentale, tra il 1972 e il 1973 uscì come lato B del singolo WE ALL HAD A REAL GOOD TIME, ma i dj dell’epoca iniziarono a farlo sentire in radio e ben preso diventò un successone. La casa discografica in fretta e furia ripubblicò il singolo con FRANKENSTEIN come pezzo di punta e il singolo arrivò dritto al primo posto dei 45 giri più venduti in USA (l’album volò alla posizione n.3).

FILE AUDIO: Edgar Winter, Philadelphia 18/10/1992 ” FRANKENSTEIN”

Dal 1971 al 1974 EDGAR WINTER pubblicò quattro album magnifici:

EDGAR WINTER’S WHITE TRASH (1971 Epic) -TTTTT+

edgar wintee theyonlycomeoutatnight

 EDGAR WINTER’S WHITE TRASH “ROADWORK” (1972 Epic) – TTTTT+

Edgar+Winter+-+Roadwork+-+

 THE EDGAR WINTER GROUP “THEY ONLY COME OUT AT NIGHT” (1972 Epic) – TTTTT+

edgar wintee theyonlycomeoutatnight

THE EDGAR WINTER GROUP “SHOCK TREATMENT” (1974 Epic) – TTTT

Mattinate sospese, gli STRAWBS, e i faretti del Madison Square Garden

18 Ago

Settimane di ferie un po’ particolari queste, ogni giorno un salto a Newcastle In The Mounts (Castelnovo Ne’ Monti insomma) a trovare Dante, e ogni giorno nell’arrivare contemplo la BISMANTOVA’S STONE (la Pietra di Bismantova insomma) che con i suoi 1041 metri fa da sentinella a quella parte dell’appenino reggiano…

La Pietra di Bismantova

… poi appuntamenti con l’assistente sociale che segue Brian per vedere a che cavolo di punto siamo con le graduatoria comunali.

Nei ritagli che mi rimangono mi godo le (poche) mattine assolate qui nella Domus Saurea, raccolgo i fichi…

La terra dei fichi - Domus Saurea luglio 2014(foto di TT)

La terra dei fichi – Domus Saurea luglio 2014(foto di TT)

… assorto osservo Palmiro che entra ed esce dai campi di erba spagna, la groupie che all’ombra di un acero legge un libro …

groupie under a maple tree reading a book (photo Tim Tirelli)

groupie under a maple tree reading a book (photo Tim Tirelli)

… e la piscinetta in cui prima o poi forse inaugureremo la stagione natatoria (due bracciate al massimo) …

La Piscinetta (foto TT)

La Piscinetta (foto TT)

Martedì ore 22: sono a Gavassae, faccio per ripartire, giro la chiave, un ciocco e la macchina è morta: batteria fulminata. Va bene che la blues mobile è una sterminatrice di batterie, ma la avevo cambiata 9 mesi fa! Il fatto è che con queste macchine con le centraline elettroniche e il cambio automatico non riesci a far nulla, nemmeno a spostare la macchina di qualche metro. Mah. Mercoledì13/08 ore 9: dopo aver girato per mezz’ora alla ricerca di qualcuno e fatto almeno 15 telefonate troviamo un’officina aperta a Bagnolo, il titolare si presta a venirci in soccorso. Bianchi Gustavo, il nome mi tranquillizza ma subito dopo mi meraviglio del pensiero prigioniero del localismo spinto. Gustavo arriva, ha con sé una batteria nuova, la cambia e …torna la felicità. Dato che sono uno che cerca l’alba dentro l’imbrunire mi dico che sarebbe stato ben peggio se la blues mobile ci avesse lasciato a piedi a Castelnovo Monti o a Highbank (Rivalta insomma) dove nel viaggio di ritorno mi ero fermato con la groupie a mangiare una pizza. Certo che rimanere a piedi il 13/8 ci vuole una certa dose di sfortuna, soprattutto se sei uno come me che tiene sempre in ordine la macchina( tagliando fatto due settimane fa). Si vede che sono proprio figlio del blues, visto che trouble always coming my way, trouble always coming…, adesso mi aspetto di bucare una gomma e di vedere le chiavi sfuggirmi di mano e cadere in un tombino entro la fine del mese …

Arrivo dunque un po’ in ritardo all’appuntamento con l’assistente sociale, altra documentazione da presentare, altri giri da fare. Rimango da Brian fino alle 15,30, corro al Policlinico per prenotare il prossimo prelievo a domicilio per lui,  lascio il vecchio in balia della signora che ci dà una mano. Mi fermo al distributore della crocetta, nuova gestione di sudamericani. Faccio due chiacchiere comprensive di complimenti ai ragazzi, spronandoli per la nuova avventura. Ci salutiamo molto cordialmente. Mi rallegro del mio comportamento, evidentemente sono tornato in me.

Sono mattine sospese queste, in attesa che i vari impegni ti ricaccino sulle blue highway, mattine dunque adatte a lavori tipo JOHN McLAUGHLIN da ELECTRIC DREAMS:

CARL PALMER'S PM

oppure alle CAMPANE TUBOLARI di MICHELE CAMPOVECCHIO.

Con la groupie riusciamo a tornare alla festa dell’unità di Mandrio, lo facciamo per vedere un tributo agli ABBA chiamato AKKA. Io e la groupie siamo fan degli ABBA SHOW, una tribute band spettacolare del gruppo svedese, così siamo incuriositi da questa nuova (almeno per noi) band. Lasciamo la festa dopo mezz’ora di sofferenza. Il gruppo non ha nulla da dire e da dare. Cantanti mediocri, musicisti mediocri, e un sacco di basi. Le ragazze sono così spudorate che cercando di far cantare il pubblico puntando il microfono verso le prime file senza preoccuparsi delle loro voci pre-registrate che continuano ad uscire dall’impianto. I suoni delle tastiere poi sono di un lofi mai sentito. Ora, non è che devono salire sul palco (o fare dischi) solo i musicisti talentuosi, deve farlo chiunque sente dentro di sé il richiamo dello stage, chiunque abbia qualcosa da dire e da dare appunto. Ma così no … musicisti spenti e senza ardore, geometri della musica, dattilografi delle melodie. Mamma mia che tristezza. Giungo alla conclusione che al nome manca una K, all’inizio …

Tornando, per riprenderci,  ascoltiamo DON HENLEY live a Boston nel 1993 …

Don henley boston 1993

Ferragosto da Brian, il giorno dopo pure; ascolto Radio Capital, c’è uno di quegli speaker da periodo estivo, uno piuttosto lofi con la voce impostata. È l’anniversario di morte di ELVIS PRESLEY e naturalmente il programma prevede una telefonata al critico musicale di LA REPUBBLICA. Ernesto Assante snocciola qualche banalità e fa associazioni demenziali. Conclude dicendo che se non ci fosse stato Elvis non ci sarebbe una parte della musica che ascoltiamo oggi bla bla bla … mi chiedo come si faccia ancora oggi a dire una assurdità del genere. Poco dopo, sempre su quella che dovrebbe essere il mio network commerciale preferito, sento una che racconta aneddoti legati alle storie d’amore del Rock. Anche qui sempre le stesse cose.
Sfinito dalla mediocrità che sento per radio infilo nel car stereo un bootleg del JEFF BECK GROUP, uno di quelli dell’agosto 1972, uno di quelli con JB,  CARMINE APPICE, TIM BOGERT, MAX MIDDLETON e BOB TENCH. La sound quality è scadente ma godo troppo nell’ascoltare quell’idea di gruppo stellare durata purtroppo solo due settimane. Altro che BECK BOGERT & APPICE! Il mio holy grail sarebbe trovare una buona registrazione soundboard  di quel Jeff Beck Group (e dei LZ al LA Forum il 3/6/73).

Torno alla domus saurea e trovo la groupie davanti alla stereo col Fender Jazz in braccio intenta a tirar giù STARSHIP TROOPER degli YES. Che razza di bassista che è la groupie.

Dopo pranzo mi guardo su SKY il film IL GRANDE GATSBY, il romanzo di Fitzgerald è stato uno dei miei libri formativi. Lo guarda con l’audio originale … m’interrogo sulla possibile traduzione della catchphrase “old sport“, nel film e nella prima traduzione del libro risolta con “vecchio mio”, nella nuova traduzione letteraria con  “vecchia lenza“, frase colloquiale che indica uno che la sa lunga, un furbacchione. “Old sport“, interessante modo di dire.
Finisce il film ed è già ora di tornare a Castelnovo ne’ Monti a trovare Dante. Per una piacevole coincidenza quest’anno il concerto della Pietra (di Bismantova) vede la partecipazione degli STRAWBS, gruppo inglese di folk rock che per un paio d’anni vide in formazione anche RICK WAKEMAN. Poteva  la cosa sfuggire alla groupie?  Una volta salutato Dante prendiamo la navetta che ci porta alla Pietra. La location è suggestiva. Non presto attenzione al noioso gruppo spalla, mangio gnoccofritto e prosciutto accompagnato da una Lemonsoda; le magliette degli YES e degli ELP che indossiamo finiscono nascoste  dalle felpe e dai giubbotti invernali, fa freschino a certe altitudini; arrivano gli STRAWBS … non sono naturalmente my cup of tea, sono in tre e suonano in acustico, ma fanno la loro porca figura. Portano in giro con estrema dignità la loro età e le relative debolezze, ma cantano e suonano con convinzione e vigore, conquistando un pubblico numeroso e sempre più coinvolto. Giù il cappello per gli STRAWBS. ….

STRAWBS - Castelnovo Monti 16/8/2014 -  foto TT

STRAWBS – Castelnovo Monti 16/8/2014 – foto TT

STRAWBS - Castelnovo Monti 16/8/2014  - foto TT

STRAWBS – Castelnovo Monti 16/8/2014 – foto TT

Domenica 17, da Brian per il terzo giorno di fila, 11 ore di badantaggio, son così cotto che non so nemmeno più se a soffrire di alzheimer è Brian o suo figlio. Eppure non scatto, non mi innervosisco, lo porto fuori a bere il caffè, gli preparo il pranzo, la cena, la merenda, lo faccio disegnare e con uno stratagemma, mentre io scarabocchio questi pensieri sul tablet, lo faccio restare in allenamento facendogli leggere tutti i titoli di Repubblica di oggi. La cosa sembra divertire il vecchio Brian, e io mi sorprendo ancora della sua lucidità tenuto conto della fase (grave) della malattia in cui è. Un titolo riporta la sigla UE e lui legge (correttamente) Unione Europea. Insieme guardiamo su Cielo la Moto GP (“mo dio bon, Tim, si van fort!“). Mi chiede più volte se sono sposato, io gli rispondo ” ho una groupie, Brian…“, e lui “chi?”. Sono anni che aspetto con ansia il momento in cui verrà ricoverato in una struttura, per potermi riprendere la mia vita, ma quando succederà mi sentirò perso, in colpa, inadeguato. Lo guardo il mio vecchio, l’alzheimer lo ha reso più dolce, mansueto, ma non arrendevole. Ridendo gli accarezzo la testa e gli dico in reggiano stretto “Mo’ sa gh’é che dènter, gninto?” (mo’ cosa c’è qui dentro, niente?) e lui, “sè, che denter a gh’è fin trop ” (sè, qui dentro c’è fin troppo).

Esco verso le 21. In macchina mi sento RICK DERRINGER …

Mi fermo a Gavassae, la groupie è dalla Lucy; Dante domani esce da terapia intensiva e va in reparto. La felicità è palpabile. La Lucy mi dà un po’ di torta che ha fatto per la colazione di domattina.

Arrivo alla domus saurea, in chat con Amduscia a parlare di bootleg dei LZ e poi crollo sul letto. Palmir viene  stendersi vicino a me. Son lì che sogno il Madison Square Garden, mi sembra persino di sentirne un faretto puntato sulla faccia …ah no, è la groupie che mi fa una foto col flash …

Tim & Palmiro sleeping tight - foto della groupie.

Tim & Palmiro sleeping tight – foto della groupie.

LED ZEPPELIN San Francisco Kezar Stadium 2 june 1973 (dadgad edition 2010) – TTTTT

15 Ago

Mi sono procurato solo ora quella che probabilmente è la miglior versione della porzione soundboard del celebre concerto che i LZ tennero al KEZAR STADIUM di SAN FRANCISCO il 2 giugno del 1973, quella che sarebbe dovuta essere l’ultima data della first leg dell’american tour del 1973 se il gruppo non avesse dovuto annullare la data del 30/05/1973 al LOS ANGELES FORUM e spostarla al 03/06/1973. Page ebbe grossi problemi ai legamenti di un dito della mano sinistra, e fu costretto a passare il 30 maggio di quell’anno con il dito immerso in un secchio di ghiaccio. DADGAD, oltre essere una delle famose accordature di PAGE (quella di Kashmir ad esempio, dalla sesta alla prima corda RE LA RE SOL LA RE), è il nickname di un fan italiano noto sul pianeta Zeppelin soprattutto per i suoi ottimi “remaster” di registrazioni dei nostri. A dire il vero questo del 2 giugno 73 non è un remaster, Dadgad si è limitato a correggere la velocità, il suono è inalterato, ma penso che sia la versione da avere. Innanzitutto questa edition sembra provenire da fonte diversa dalle due classiche che sono in circolazione  (ricordo che il master dovrebbe essere una delle cassette soundboard che negli anni ottanta furono rubate a casa PAGE),  alla fine del nastro l’intervento di BILL GRAHAM è  un po’ più lungo ma soprattutto la qualità sembra un pelo migliore.

LZ - San F 02-06-1973 sbd DADGAD

 

TITLE: Led Zeppelin San Francisco Kezar Stadium 2 june 1973

LABEL: no label (dadgda edition 2010)

TYPE: soundboard

SOUND QUALITY: TTTT½

PERFORMANCE: TTTT½

ARTWORK:

BAND MOOD: TTTT½

COLLECTION: TTTTT

La data del Kezar fa da cuscinetto a due concerti (e bootleg) leggendari entrambi tenuti appunto all’altrettanto leggendario LOS ANGELES FORUM: 31/05/1973 BONZO’S BIRTHDAY PARTY (di cui circola una source soundboard mono e una audience) e THREE DAYS AFTER (di cui circola una discreta source audience), e per quanto RP dica alla fine dello spettacolo che le vibrazioni ricevute dalla band sono le migliori dai tempi del Fillmore West, questo del 2 giugno è un filo sotto agli show citati. Il concerto si tenne se non rammento male alle 16 del pomeriggio, il gruppo si era svegliato da appena due ore, dunque le menti dei nostri non giravano ancora a pieno regime, c’è una leggera foschia che ammanta le performance, ma sia chiaro sono i LED fucking ZEPPELIN del 1973, dove tutto quello che luccica è oro.

 

 Il segmento soundboard è relativo all’ultima porzione del concerto, si parte con una MOBY DICK di circa di trenta minuti,

 LZ San Francisco Kezar Stadium 02/06/1973 (photo James Fortune)

LZ San Francisco Kezar Stadium 02/06/1973 (photo James Fortune)

si procede poi con HEARTBREAKER che come voleva la regola dei tempi partiva con una gran intro di JOHN BONHAM. PAGE, come spesso capitava, non è precisissimo nella parte in cui sollevava la chitarra e suonava quella specie di hammer-on solo con la sinistra, ma nel 1973 era un chitarrista Rock in completo controllo dello strumento e delle emozioni che ne scaturivano, ascoltarlo, tra una imprecisione, è sempre un’emozione ….

LZ San Francisco Kezar Stadium 02/06/1973

LZ San Francisco Kezar Stadium 02/06/1973

… alla fine del secondo assolo di chitarra un buon lavoro di JOHN BONHAM portava HEARTBREAKER a fondersi con WHOLE LOTTA LOVE; la sezione di BOOGIE MAMA non è a fuoco come quella celeberrima presente nel film e nell’album THE SOING REMAINS THE SAME.

 

LZ Kezar Stadium 02-06-1973

LZ Kezar Stadium 02-06-1973

In COMMUNICATION BREAKDOWN PAGE si scorda di passare al ritornello dopo l’assolo; segue e chiude THE OCEAN, uno dei migliori esempi di piombo Zeppelin.

  

Per il concerto furono venduti 44000 biglietti, il doppio di quelli staccati per i GRATEFUL DEAD (la band di casa a San Francisco) la settimana prima. Nel 1973 arrivare a certe cifre erano capaci solo in due un due o tre nomi. Nella prima data del tour, il 5 maggio 1973 a TAMPA in FLORIDA, fu raggiunto  e superato il record di presenze che fino ad allora detenevano i BEATLES. I LZ arrivarono 56,500. Altri tempi, altra musica, altre vibrazioni.

 Kezar Stadium Poster 1973 grateful dead led zeppelin

Kezar Stadium San Francisco

Kezar Stadium San Francisco

 

Lo show del KEZAR STADIUM rimane nell’immaginario collettivo anche grazie ad un famosissimo poster di ROBERT PLANT, quello con la colomba, quello che per un certo verso collegò il gruppo all’epica hippie.

Robert Plant - LZ San Francisco Kezar Stadium 02/06/1973

Robert Plant – LZ San Francisco Kezar Stadium 02/06/1973 (photo James Fortune)

Piccola curiosità: JOHN PAUL JONES usò in quell’occasione anche  un basso a 5 corde.

 LZ San Francisco Kezar Stadium 02/06/1973 (photo Dan Cuny)

LZ San Francisco Kezar Stadium 02/06/1973 (photo Dan Cuny)

 

INTERVALLO: Stephen Stills “Singin’ Call” (1971)

12 Ago

Stephen Stills - Stephen Stills 2 - Booklet (1-6)

From STEPHEN STILLS “2” (Atlantic 1971)

STEPHEN STILLS
“Singin’ Call”
  

Listen to the sound of the night bird singin’
I wonder who he calls
My fingers hurt so bad, it’s got me grinnin’
And I wonder can I do it all

Hit a stretch of rapids in the rushing ragin’ river
Looking out for boulders and falls
A woman she watches from the top of the canyon
Hopin’ we don’t drown us all

Help me now, I got to slow down
Hear my singin’ call

Hurt myself bad on a run through the desert
Threw a shoe and took a bad fall
Long for the peace that the ancients bring me
Murmur of the lowlands shut my jaw

Help me now, I got to slow down
Hear my singin’ call

Everyone knows there’s a price for the askin’
Some people buy themselves a doll
Help me, sweet Jesus, I’m weary from the journey
I need to tell my brothers what I saw

Help me now, I got to slow down
Hear my singin’ call

Protecting Brian, Dante’s Inferno, la nascita de I GIUSTIZIERI DELLA NOTTE e la reunion del famoso duo MEL&TIM

11 Ago

Venerdì mattina, Dante si sveglia alle 06,30, si sente strano, fatica a respirare, condivide le sue paure con sua moglie Lucy, questa, donna emiliana concreta e risoluta, chiama immediatamente l’autoambulanza. Io e Saura ci precipitiamo da loro, ci dividono due km, ma arriviamo che l’ambulanza è già lì. Di corsa al pronto soccorso. Sono le 08,30, sono lì con Saura (Dante è suo padre), la Lucy e la Patty. Il display lampeggia “emergenza in corso”; speriamo sia una cosa che non riguardi noi. Invece ci riguarda. Passa un’ora, esce una dottoressa insieme a due collaboratrici. Arresto cardiaco, 20 minuti per rianimarlo, la situazione è molto grave. Dante ora è in un reparto specializzato al piano interrato, reparto da cui – ci viene detto poi – difficilmente si esce. Nessuno perde la testa, la Lucy ha il viso tra le mani, Saura cerca di restare in controllo, la Patty pure. Mi preoccupo di portare da bere un thé ad ognuna di loro, con qualche biscotto. Un’altra ora e ci viene detto che adesso è in rianimazione, che non è stato né un infarto né un ictus, semplicemente il cuore – evidentemente affaticato già da un po’ senza che Dante se ne accorgesse – si è fermato.

La Rianimazione dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Regium Lepidi è uno di quei reparti all’avanguardia, la sala dei dottori con grandi monitor che rimandano le immagini di ogni paziente e sembra un po’ una cosa tipo Cape Canaveral. Dante è in una stanza da solo, in coma farmacologico, anche qui, tra monitor di tutti i tipi e apparecchiature mediche speciali sembra di essere sulla mothership di ALIEN. Vederlo in quelle condizioni, intubato, con la respirazione ventilata in modalità on ti dà da pensare. Come ti dà da pensare tutto il mondo che circonda quel reparto. Lo puoi vedere un’ora alle 13 e un’ora alla sera. Spesso accompagno Saura. Attendo che sia il nostro turno in quei luoghi non luoghi che sono le sale d’aspetto, tutto sembra irreale, sospeso.

 

Arcispedale Santa Maria Nuova - Regium Lepidi - sala d'attesa (foto di TT)

Arcispedale Santa Maria Nuova – Regium Lepidi – sala d’attesa (foto di TT)

Un’ala della sala d’aspetto ha comodi divanetti, capirò più in là che sono essenziali per i familiari che d’improvviso si trovano a bivaccare in quella bolla sospesa tra la vita e la morte. Si fa conoscenza con i famigliari degli altri pazienti, ognuno ha una storia da raccontare.  Una domenica accompagno Saura e la Lucy. La zona divani è presieduta da parecchie persone, molte con gli occhi lucidi. Accento laziale, incredulità nei loro occhi. Un ragazzo di 22 anni era al Campo Volo di Regium Lepidi per una serie di lanci col paracadute, lo accompagnavano la sua famiglia e alcuni amici del suo gruppo sportivo. Esegue il lancio, atterra bene. Poco dopo, mal di testa e svenimento. Ambulanza, pronto soccorso, rianimazione. Ischemia cerebrale. Incontro i famigliari ogni volta che vado a trovare Dante. Dopo qualche giorno non li trovo più. Il ragazzo è morto; i genitori danno il consenso alla donazione degli organi.

Dopo una settimana Dante si sveglia, dopo altri sei giorni viene trasferito al reparto rianimazione di Castelnovo ne’ Monti, sulle colline reggiane, proprio sotto la Pietra di Bismantova. La gestione diventa ancora più dura: la Lucy che ogni mattina va su in corriera e la Saura che ci va ogni sera in macchina. Cerco di accompagnarla il più spesso possibile, affinché si riposi un po’ almeno durante il tragitto. Oggi, dopo ventotto giorni, Dante è uscito dalla rianimazione. Ora è in terapia intensiva. Un piccolo passo e una speranza in più. Si può entrare nella stanza in cui è solo una alla volta, quando tocca a me cerco di non raccontargli balle pur facendo di tutto per rassicurarlo. “Dante, lo sa anche lei vero? Queste cose agli esseri umani possono succedere. Fino a che capitano agli altri sembra quasi che non ci riguardino, ma poi quando toccano a noi non ci sembrano vere… l’importante è arrivare in tempo, uscire dal momento di crisi, e avere molta pazienza. Mi creda, andiamo bene, certo, compatibilmente con quello che è successo, ma ci stiamo saltando fuori. Mi creda.” Dante si aggrappa alle mie parole, mi guarda con quei suoi occhi azzurri da settantaseienne preoccupato, ma poi annuisce, mi sorride. Gli parlo dell’Inter (anche lui è un nerazzurro, ma lo riprendo spesso per il fatto che ha due figlie milaniste), lui sorride più deciso. Non può parlare a causa della tracheotomia, ma quando capisce che ho il tablet mi scrive su di un foglio di collegarmi al sito del GRUPPO COLOMBOFILO PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA, di trovare una classifica delle gare recenti e di farla vedere alla dottoressa che è li con noi. La dottoressa sta al gioco, si complimenta con Dante, e lui che con lo sguardo e i gesti dice “Et vest chi sun?” (Hai visto chi sono?). Un bel segnale.

Classifica Gruppo Colombofilo Provinciale Reggio Emilia

Domeniche; la bassa pressione che ho nell’animo mi rende incline all’accidia, non avrei voglia di far niente ma Brian mi aspetta, devo andare, fare il badante from seven to eleven non è facile, ma mi tocca quindi vado. Ogni tanto con Brian mi dà una mano Lasimo, un po’ di sollievo da una mano amica, sempre orgoglioso di vedere che il nostro rapporto anche dopo la separazione sia saldo.

Brian colora, a tratti senza sosta: FIDEL CASTRO, HILARY CLINTON, WHOOPIE GOLDBERG…

Brian colora il faccione di Fidel

Brian colora il faccione di Fidel

E’ poi il momento del BRIAN NEL PAESE DELL’ALZHEIMER quiz:

“Brian, chi sono io… io sono tuo?

“Tu sei Tim”

“Sì, va bene, ma cosa sono per te?”

“Sei mio amico”

“Ok, ma cosa sono per te? Io sono tuo?

“Sei il migliore.”

“Grazie Brian, ma pensaci bene io sono tuo?”

“Sei quello che mi proteggi”

Mi asciugo gli occhi e termino il quiz.

Il pomeriggio della domenica lo dedichiamo al riposo, io e lui mano nella mano sul divano a guardarci su Rai Movie un “poliziottesco” (come li chiama la nostra amica Barbara Baraldi) …

Milano Trema la Polizia Vuole Giustizia

… facciamo dei brindisi con della aranciata San Pellegrino:

“All tua Brian!”

“Alla tua pirìn!”

Alla domenica sera, prima di andare a letto, la mezzoretta dedicata alla musica classica su Rai5 ormai è un must, questa volta è il turno di una orchestra alle prese con SCHUBERT. Brian ascolta in modo appassionato, tutta la sua attenzione è rivolta alla musica. Che bella novità questa.

Mentre torno alla domus saurea, sotto un cielo pesante e gonfio di nuvole, mi ascolto AMERCAN STARS ‘N BARS, album meraviglioso…

 Quest’anno abbiamo il luglio più strano che io abbia mai visto, un nubifragio dietro l’altro (e per favore smettiamola di chiamarli “bombe d’acqua”, ma non c’è più nessuno che sa fare il giornalista in questo paese?). A volte lasciare la Domus Saurea diventa problematico …

July 2014: here comes the flood - Domus Saurea's long and winding road (photo TT)

July 2014: here comes the flood – Domus Saurea’s long and winding road (photo TT)

Questo luglio maledetto ci porta via anche Johnny Winter. Non che le sue ultime cose fossero indimenticabili, ma come ho già scritto più volte, è stato una figura basilare per me, da sempre nei miei big five (insieme a Bad Co, Free, Elp e … va beh, l’altro nome lo sapete). Mi sento con Dan, anche lui gran fan di JOHNNY e soprattutto con LORENZ, anche lui dal 16 luglio orfano. Continuiamo la nostra vita ovviamente, ma c’è un dolore in più.

Mentre attraverso questa misera estate su e giù per i monti, in lungo e in largo per la pianura la musica è la mia infedele compagna. Oltre ai dischi di JOHNNY WINTER periodo 1970/75 ascolto una delle date dell’ultimo vero sussulto di Page (il tour di OUTRIDER):

Jimmy Page Chicago 17 oct 1988 artwork

i BLACK CROWES di WARPAINT:

 

e un sacco di CSNY and related:

 

Io e Picca  leggiamo su facebook alcune cose che ci lasciano basiti: giornalisti musicali molto stimati e quotati che pubblicano libri che contengono cose tipo “10 GRANDI RIFF PER CHITARRA” e ne indicano uno (LOUIE LOUIE dei KINGSMEN) il cui riff è fatto col piano. Ora, scrivere elenchi del genere andava forse bene (e nemmeno troppo) decenni fa, farlo ora è davvero anacronistico, e farlo toppando è davvero incredibile.

Blue Bottazzi 10 grandi riff per chitarra

Altri interventi di giornalisti della stampa specializzata ci lasciano ulteriormente di stucco, il filosofeggiare sul Rock basandosi sul sentito dire non riusciamo proprio a digerirlo. Intendiamoci, sono faccenduole, ma è un po’ sorprendente che giornalisti musicali così “dentro” al Rock finiscano per la fare la fine di quelli che loro hanno sempre criticato, snobbato, dileggiato. Allora ha ragione Picca, ridateci CIAO 2001, in fondo era più onesto.

Picca dice che siamo diventati i GIUSTIZIERI DELLA NOTTE, che arguto che è il mio amico. Tra l’altro sarebbe un gran nome per una delle band di Tim Tirelli…

courtesy of Alberto Lo Giudice

courtesy of Alberto Lo Giudice

Tra Brian e Dante, la vita mia e della groupie si svolge unicamente tra il lavoro e l’andare dai nostri vecchi. Per non impazzire ci imponiamo di uscire, in questo venerdì di mezza estate appuntamento dunque alle 22 a Gavassae e poi via verso Mandrio a vedere l’ELP TRIBUTE PROJECT. Mandrio è una frazione di CORRIGIUM. Per arrivarci prendiamo una delle nostre blue highway, una strada obliqua, forse troppo visto dopo poco ci troviamo a HAZLEHURST … buio pesto, campagna nera, nessuno in giro, fantasmi di chitarristi neri sulle rive di fossi e occhi rossi tra le frasche degli alberi minacciosi. Sentiamo le pietre sul nostro sentiero, blues che cadono come grandine, l’abbaiare dei cani dell’inferno che abbiamo alla calcagna… per fortuna la blues mobile ha un scarto improvviso e come d’incanto ci ritroviamo sulla provinciale che da CORRIGIUM va a MANDRIO. La location della festa del PD è molto carina, lo stesso dicasi per il programma musicale di questi 10 giorni a cavallo del ferragosto. Troviamo POL MORIGI, il Brad Delp di Correggio, l’uomo che non sarà mai, con lui PACO & FRIENDS.

Il tributo agli ELP è soddisfacente; prima di tutto gran scaletta:  KNIFE EDGE, TAKE A PEBBLE, TARKUS, PICTURES AT AN EXHIBITION, STILL YOU TURN ME ON, LUCKY MAN (con assolo di moog), C’EST LA VIE, FANFARE FOR THE COMMON MAN, HONKY TONK TRAIN BLUES. Buona la band con una menzione particolare per il tastierista.

ELP TRIBUTE PROJECT Italy- live in Mandrio di Correggio (RE) - foto di Saura Terenziani

ELP TRIBUTE PROJECT Italy- live in Mandrio di Correggio (RE)- foto di Saura Terenziani)

 

Al concerto anche MEL PREVITE che ad un certo punto mi viene a cercare. Ci baciamo, ci abbracciamo, incrociamo le Gibson Les Paul immaginarie e per almeno un’ora e mezza parliamo fitto fitto, di Rock naturalmente. Erano anni che non ci vedevamo, da quando MEL produsse il cd della CATTIVA COMPAGNIA, facendo un po’ i conti sono 15 anni. Mamma mia. Lo aggiorno sulla mia nuova vita che ormai è vecchia di sei anni, lui lo fa della sua. Parliamo persino dell’effetto “Dedalo”, da lui  inventato in studio per il pezzo DEDALO appunto (ad esempio al minuto 1:07 del clip qui sotto… Tim chitarra ritmica Gibson doppiomanico, Mel Gibson chitarra solista Gibson Les Paul), che bei ricordi Mel!

Tim Tirelli & Mel Previte Mandrio 8/7/2014 (foto di saura Terenziani)

Tim Tirelli & Mel Previte Mandrio 8/7/2014 (foto di saura Terenziani)

Sabato sera si replica: appuntamento con la groupie a Gavassae alle 22 e rendez vous con JAYPEE e la BETTY sempre a Mandrio, c’è la tribute band degli EAGLES.

Piuttosto buoni come impatto, ottime voci, in 9 sul palco, vengono da Cesena. Però, però, però troppo cazzoni tra un pezzo e l’altro, parlano tutti, troppa confusione, poca professionalità, il finale di DESPERADO è demente, vogliono fare i simpatici ma risultano tragicomici, con quel siparietto da avanspettacolo rovinano il pathos del pezzo e del concerto. Ad ogni modo il cantante, quello che fa DON HENLEY, mi piace molto. Bravo anche il cantante/chitarrista che fa GLENN FREY ma troppo gigione e piacione per i miei gusti. Ottimo il bassista. Ad ogni modo ribadisco: la location è molto bella per essere una frazione di Correggio.

TEQUILA SUNRISE - Eagles Tribute - Mandrio (RE) 09/08/2014 (foto TT)

TEQUILA SUNRISE – Eagles Tribute – Mandrio (RE) 09/08/2014 (foto TT)

La location della festa PD di Mandrio (Correggio) -foto TT

La location della festa PD di Mandrio (Correggio) -foto TT

Tim & Jaypee - Mandrio di Correggio 09-08-2014 - foto di Betty Iotti

Tim & Jaypee – Mandrio di Correggio 09-08-2014 – foto di Betty Iotti

Le ultime chiacchiere verso l’una di notte nel parcheggio davanti alla chiesetta illuminata, abbraccio JAYPEE, lo benedico nel nome di EMERSON, LAKE AND PALMER e via di ritorno al posto in riva al mondo.

La chiesetta di Mandrio - Foto TT

La chiesetta di Mandrio – Foto TT

Ci aspettano due settimane di ferie poco rilassanti, ma va bene così, andiamo avanti giorno per giorno, tanto se non altro alla sera, prima di prendere sonno, ci sono sempre i sogni di rock and roll ad aspettarti… New York, goodnight.

Robert Plant NY MSG 1973