NEWS: Led Zeppelin IV & Houses Of The Holy super deluxe editions

29 Lug

Led Zep IV superdeluxe edition

Il 28 ottobre usciranno le deluxe edition del IV e di HOUSES OF THE HOLY. la notizia è appena stata pubblicata da Rolling Stone.

http://www.rollingstone.com/music/news/led-zeppelin-continue-reissues-with-iv-and-houses-of-the-holy-20140729

Date un’occhiata ai bonus disc e ditemi se non vi viene voglia di tirare una madonna! Come per i tre dischi precedenti il materiale bonus è un presa in giro! Mi aspettavo davvero molto, molto, molto, molto di più. Ma cosa li tiene a fare quegli 11 inediti del periodo 1971/75? Va a finire che li pubblicherà quando saremo morti tutti.

Jimmy Page, ma vaffanculo va!

 

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Here are the track listings for the deluxe editions’ companion audio discs (the songs remain the same on the original LPs):

Led Zeppelin IV (Companion Audio)

1. “Black Dog,” Basic Track With Guitar Overdubs
2. “Rock and Roll,” Alternate Mix
3. “The Battle of Evermore,” Mandolin/Guitar Mix From Headley Grange
4. “Stairway to Heaven,” Sunset Sound Mix
5. “Misty Mountain Hop,” Alternate Mix
6. “Four Sticks,” Alternate Mix
7. “Going to California,” Mandolin/Guitar Mix
8. “When the Levee Breaks,” Alternate U.K. Mix

Houses of the Holy (Companion Audio)

1. “The Song Remains The Same,” Guitar Overdub Reference Mix
2. “The Rain Song,” Mix Minus Piano
3. “Over the Hills And Far Away,” Guitar Mix Backing Track
4. “The Crunge,” Rough Mix – Keys Up
5. “Dancing Days,” Rough Mix With Vocal
6. “No Quarter,” Rough Mix With JPJ Keyboard Overdubs – No Vocal
7. “The Ocean,” Working Mix

 

HEART with JASON BONHAM – Stairway to Heaven (Live at Kennedy Center Honors 2012) [FULL VERSION]

29 Lug

Mi accorgo solo ora che su youtube c’è il video completo dei STAIRWAY TO HEAVEN fatta dagli HEART con JASON BONHAM al Kennedy Center Honors nel 2012, in occasione del riconoscimento dato ai  LED ZEPPELIN per il loro contributo significativo alla cultura americana. Il 27/12/2012 pubblicammo il clip allora ufficiale che era pieno di edit (seppur fatti benissimo), ora ecco la versione completa, se possibile ancora più bella:

Anche stavolta un sentimento cosmico mi pervade, che magia il Rock, che lavoro i LED ZEPPELIN!

E a proposito, oggi è il 29 luglio … 41 anni fa l’ultima delle tre serate al MADISON SQUARE GARDEN, l’ultimo vero concerto dei LED ZEPPELIN. Come ho scritto su facebook quelle tre serate avrebbero riempito di stelle i nostri sogni grazie al film THE SONG REMAINS THE SAME, ah se solo esistesse una macchina del tempo…

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LED ZEPPELIN 29-7-73 NY MSG

 

 

IL BLOG DEL GATTO PALMIRO: servirsi degli umani (e ascoltare gli AIRRACE)

29 Lug

Vivere insieme con gli umani a volte è divertente, cominci a capirli e a comprendere come certi di loro siano completamente affascinati dai comportamenti di noi felini, a tal punto che noi gatti non possiamo non approfittarne. Gli fai un po’ di fusa, strusci il muso contro il loro, fai la pastella sul loro torace, metti una zampina con delicatezza sulla loro testa e loro non capiscono più niente; è tutto un fiorire di “mo’ sì amore” “mo’ patato”, “mo’ Palmir,  mia unica ragione di vita”, “mo’ vieni qui dal tuo papino”; allora perché non approfittarne? Certo, non nego che un po’ di bene glielo voglio, d’altra parte mi preparano pranzetti succulenti cercando di variare il più possibile, mi danno da bere acqua oligominerale, mi spazzolano il pelo, mi danno mille baci, mi fanno stare all’aperto per lunghe ore, fanno insomma quello che ogni umano dovrebbe fare con i gatti, d’altra parte siamo noi il centro dell’universo.

Allora cari (a)mici, vi insegno qualche trucco; siete fuori già da qualche ora e siete cotti? Non perdete energie nel trascinarvi verso casa, ci pensa l’umano. Dovunque vi troviate cercate un punto da essere più o meno visibili, mettetevi sdraiati e guardate dalla parte dei vostri umani, non appena uno di loro si accorgerà della cosa verrà verso di voi, tiratevi su, fate quei tre metri per fargli capire che gli state andando incontro, strusciateveli e in meno di un secondo vi prenderanno in braccio e vi porteranno fino su in casa …

… e visto che loro vi chiamano “lo sterminatore di talpe” e che sono un po’ fissati con l’igiene vi faranno la toletta con delicate salviette umidificate per animaletti. Vi consiglio di fare qualche bizza mentre vi puliscono così pensano non vi faccia troppo piacere, in realtà è piacevolissimo e ci risparmiano un sacco di fatica (soprattutto se l’estate è un po’ bizzarra come questa tanto da ritrovarvi “spolti” da capo a piedi …

Un volta finita, una buona cenetta, un goccia di SOUTHERN COMFORT e, se Tyrrell è in sala imbambito davanti a SkySport24 Speciale Calcio Mercato, eccomi sdraiato sul divanetto dello studiolo ad ascoltarmi dell’ottimo AOR … mica male la vita …

 

 

PROPHEXY “Improvviso” (Musea Records – 2013) – TTT½

27 Lug

I PropheXy (scritto con la ics maiuscola) sono di Bologna e sono una band di Rock progressivo, quello attuale, contemporaneo, che di solito snobbo un po’. Snobbare un po’ per me però non significa girare la testa da un’altra parte, così mi sfido nello cimentarmi all’ascolto del loro album IMPROVVISO dell’anno scorso. Cerco qualche notizia su di loro e scopro che hanno partecipato alla realizzazione dell’album tributo ai KING CRIMSON qui in Italia (“The letters: an Italian unconventional guide to King Crimson”), a diversi festival prog e che collaborano con Richard Sinclair bassista e cantante dei CARAVAN (e CAMEL).  Non so se davvero io sia un fan del Rock progressive, certo sbarello per gli ELP, adoro GENESIS, YES e PFM, amo gli AREA, ma i complicati passaggi strumentali con poca melodia non fanno esattamente per me. Lo sapete, TARKUS è il disco dei miei amati ELP che meno ascolto. Questo atteggiamento incline alla melodia (soprattutto quella malinconica) fa sì che ad esempio del primo pezzo TRITONE io apprezzi soprattutto il bel break con chitarra e flauto. Con BABBA faccio già più fatica, resto a galla grazie al cantato di FATTORI che ricorda quello di STRATOS.

 

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Intendiamoci, non è una mancanza del gruppo, ma mia. Annoto comunque l’azzardo del gruppo, registrare dal vivo un album così occorre davvero coraggio e forza d’animo. Apprezzo poi molto il cantato in italiano. LA ROTONDA DELLA MEMORIA è un brano se non astruso molto complicato, a tratti sperimentale, e mi diverte sentire la mia anima malinconica di uomo di blues segnare un po’ il passo. STRALCI DI QUOTIDIANO mi rinfranca un po’, tracce di jazz rock anni settanta, quello che mi piace parecchio e aperture melodiche davvero carine con la chitarra di MARTELLI in evidenza…

STRALCI DI QUOTIDIANO file audio:

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PARADIGMI MENTALI inizia dura e cattiva ma come da formula del gruppo si scioglie in un delta di atmosfere affascinanti, in qualche modo collegate a certa delicatezza dei GENESIS, FATTORI Stratosoreggia un po’ arrivando a risultati che colpiscono. TRICKSTER segue la stessa linea, dopo 90 secondi di suoni duri il bel flauto di ALESSANDRO VALLE prende il comando e ci spinge su territori meno contorti, seppur tenebrosi. C’E’ VITE SULLA LUNA ha un titolo davvero suggestivo. Gli ultimi due pezzi sono suonati con l’aiuto di RICHARD SINCLAIR. DISASSOCIATION (dei Caravan 1971) è sempre stata un gioiellino, e lo è anche qui: la voce di SINCLAIR accompagnata dalla chitarra di GABRIELE MARTELLI e dal flauto…

DISASSOCIATION file audio:

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Riuscita anche GOLF GIRL (sempre dei Caravan).

Un album dunque coraggioso e pieno di musica intensa, musicisti preparati, contenuti interessanti. L’artwork invece lo trovo insufficiente, magari il concept non è nemmeno male ma la realizzazione non è altezza di un gruppo di questo livello.

 

L’ANGOLO DELLA POSTA “David Briggs said…”

26 Lug

BODHRAN scrive: “Buondì, prima di infilarmi in una riunione (una delle peggiori invenzioni della civiltà) ti passo due righe lette stamattina in pullman.
Sto leggendo la biografia di Neil Young “waging heavy peace”, ti riporto le parole di David Briggs (produttore che ha lavorato con Nello il Giovane). Ci son dei passaggi, che ti evidenzio, che mi sembrano tanto belli, e combaciano tanto con la mia “idea platonica di r’n’r” :

“il grande sound è alla sorgente. Metti il microfono giusto davanti alla sorgente, catturalo su un nastro facendo meno strada possibile e così tiri fuori un grande suono. Si fa così. Tutti gli altri modi sono artefatti. Il momento più grande della mia vita – quello che davvero non ho mai dimenticato – è stato nel 1961, quando per la prima volta arrivai a Los Angeles. Fui invitato al Radio Recorders per vedere Ray Charles e, una volta in studio, lì c’era Ray. Con la mano sinistra suonava tutte le parti di piano e con la destra leggeva uno spartito in Braille cantando dal vivo con un’orchestra completa ad accompagnarlo. Mi sedetti lì a guardare e pensai:I dischi si fanno così . Metti tutti in una cazzo di stanza e via ”. A quei tempi tutti sapevano che dovevano mettersi lì, farsi venire l’uccello duro nello stesso momento e dare il massimo. E tre ore dopo uscivano da quella cazzo di porta con un disco in tasca.

Ovviamente, a quei tempi non avevano registratori a otto, sedici, ventiquattro, quarantotto, sessantaquattro piste, fino alla nausea, per fottere la gente, ed è questo che oggi ha fottuto il mondo della musica registrata e i musicisti: a mio parere li ha fottuti tutti al punto che non saranno mai più gli stessi. Le persone si sono rese conto che potevano fare le proprie parti… dopo. Suonare la loro parte e sistemarla dopo. E nel rock and roll, più pensi più puzzi .

È molto facile per la gente dimenticare cos’è veramente il rock and roll. Guarda, io ho quarantasette anni , sono cresciuto nel Wyoming , ho rubato un’auto e guidato per otto-cento chilometri per vedere Little Richard, e voglio raccon-tarti una cosa: quando ho visto questo negro venire fuori con il vestito dorato con quei cazzo di capelli al vento, saltare sul palco e picchiare sul pianoforte e andare completamente fuori di testa a Salt Lake City , ho pensato: “Ehi, voglio essere come lui . Questo è ciò che voglio”. È uno che anche oggi fa paura. È autentico. Il rock and roll non è posato, non è innocuo e non ha davvero nulla a che fare con i soldi o altre cose. È come il vento, la pioggia, il fuoco: è un elemento primordiale. I quattordicenni non pensano, sentono. Il rock and roll è fuoco, fuoco. È carattere. È fare marameo al mondo.

È un fardello. È un fardello tale che in pochi anni brucia completamente la gente. Perfino i migliori si bruciano. La gente invecchia, dimentica cosa vuol dire essere ragazzi, diventa responsabile e poi questo e quello… Non si può essere le due cose insieme. O sei rock and roll o non lo sei.”

neil young & david briggs

neil young & david briggs

L’ESPERTO risponde: ” Difficile non condividere alla lettera.”

L’angolo della posta: uno Zeppelin a Roma (1933)

25 Lug

Ci scrive Bodhran:

“…è un sito che vado a guardare ogni tanto, con quel velo di nostalgia per “mamma Roma”, guarda cosa hanno pubblicato in questi giorni: “

http://www.romasparita.eu/foto-roma-sparita/81347/aeroporto-ciampino-dirigibile-zeppelin
http://www.romasparita.eu/foto-roma-sparita/81350/aeroporto-ciampino-dirigibile-zeppelin-2
http://www.romasparita.eu/foto-roma-sparita/81353/aeroporto-ciampino-dirigibile-zeppelin-3

Approfondendo ho trovato un articolo su IL POST.IT:

http://www.ilpost.it/2013/05/29/il-primo-viaggio-dello-zeppelin-in-italia/

Crociera Zeppelin francobollo 20 lire Crociera Zeppelin francobollo

zeppelin-a-roma-arrivo-a-ciampino (dal www.ilpost.it)

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CSNY “CSNY 1974” (Rhino 2014)

24 Lug

Questo cofanetto me lo sono ascoltato tutto d’un fiato, un cd via l’altro, godendo di questa musica sopraffina e beandomi nell’ascoltare il magico salmodiare, al contempo tenebroso e solare,  dei CSNY e del loro Rock contenutistico. Essendo un casual fan ho chiesto a Picca, gran fan e conoscitore del gruppo, di scrivere una considerazione su questo nuovo box set. Venti minuti dopo il Pike boy mi manda le sue impressioni che riporto qui sotto. Un Piccagliani lucido, dritto al punto, a tratti cinico, ma come spesso capita, irresistibile.

CSNY 1974

Non posso competere con lui in quanto a conoscenza di CSNY, ma un commento posso azzardarlo anche io. A me il cofanetto piace, parecchio; al di là dello splendido booklet mi piace il concept in sè: i CSNY ripresi con onestà nel 1974 in piena fase orizzonti perduti. Esecuzioni un po’ sghembe, sbavature, l’innaturale mood dei concerti da stadio, ma anche personaggi di altissima levatura , canzoni di una bellezza commovente, echi di una contro cultura che seppur svanita, rimane uno dei momenti più alti dell’umanità. Con o senza Y, il gruppo pubblicò tre album fondamentali (il primo, Deja Vu e quello del ’77) e i membri di questa strana compagnia come solisti regalarono al mondo altri dischi di valore assoluto: i dieci da studio di Neil Young del periodo 1969/79, quello della YOUNG/STILLS BAND, quelli dei MANASSAS, un paio di STEPHEN STILLS e quello del 1971 di CROSBY. Cofanetto imperdibile anche per il casual fan.Non aggiungo altro, lascio la parola al Pike boy.

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CSNY 1974 di Picca

I dischi dal vivo non dovrebbero, a parer mio, mai derivare da concerti negli stadi. Problemi di monitors, distanza emotiva dal pubblico, necessità di favorire l’aspetto scenico a sfavore della qualità e della precisione: queste le controindicazioni. Figuriamoci quando in ballo ci sono i 4 cavalieri dell’apocalisse californiana, della cosiddetta ‘avocado mafia’ losangelena, i quattro evangelisti del sound di Laurel Canyon tutto intimità acustica, jam fricchettona, armonia vocale e accordatura aperta…
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I motivi del tour? ? La grana’, rispose Stills all’ epoca. I motivi del cofanetto CSN&Y live 1974? Beh, come si sa tutto quello che invecchia acquista valore, almeno nel mondo dell’ affamato appassionato di rock ‘vintagerrimo’ il quale è ben disposto a perdonare imprecisioni e svacco strumentale e vocale per godersi un live dei 4 dell’ Ave Maria dell’ hippie dream di un eone fa. Del resto avevamo riempito per anni gli scaffali delle nostre camerette con bootlegs carissimi e orripilanti che hanno fatto la fortuna di Caru’ & company e adesso abbiamo un cofanettone (3CD! + 1 DVD! Con un booklet meraviglioso!) nel quale produrci in un’ immersion di ciò che fu 40 anni fa. Nell’estate del ’74 i raga non avevano un disco in società da promuovere e le rispettive carriere soliste cominciavano a mostrare segni di notevole cedimento. Stills aveva sciolto i fantastici Manassas (pare a seguito di una cospirazione ordita da Geffen/Ertegun per riportarlo in CSN&Y), Crosby & Nash vivacchiavano di rendita e Neil Young era nel bel mezzo di una delle sue tipiche destrutturazioni (o ristrutturazioni, secondo diverso parere) della sua carriera che lo aveva portato dal rassicurante successo di Harvest al precipizio commerciale del live Time Fades Away.
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Eppure il tour fu un successo micidiale, forse perchè si trattò del primo ‘revival tour’ della Woodstock Generation che già nei primi edonistici seventies aveva abbandonato il sogno peace&love ma non aveva ancora esaurito la scorta di maria. Il disco è quello che è, pieno di alti e (numerosi) bassi, con Stills, all’epoca vero e proprio aspirapolvere umano di peruviana, che strasuona e stracanta con l’ evidente preoccupazione di intrattenere folle distanti, Crosby già un po’ intontito dagli stravizi, Nash che come sempre gioca la carta dell’ unico con la testa a posto anche un po’ per controbilanciare il minor talento compositivo e Neil Young che se ne sbatte di tutto il baraccone, propone quasi soltanto canzoni (all’epoca) nuove o inedite, non muta il suo atteggiamento di performer pur trovandosi in enormi arene e ne esce come l’unico che valga davvero la pena di ascoltare. Preciso, lucido, intonato.
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I musicisti di accompagnamento testimoniano che la spontaneità dei primi tempi si era già trasformata in cinica gestione politica dell’affare, con Russ Kunkel (bravissimo ma inadatto) batterista voluto da C&N, Joe Lala (inutile) percussionista imposto da Stills e Tim Drummond al basso indicato da Neil (pare) soltanto per rompere i coglioni a SS così riequilibrando l’assetto delle alleanze in campo. Il tour incassò bilioni ma alla fine i 4 portarono a casa solo briciole, tutto scialacquato in manie da rock stars e indicibili sprechi. Indicare le canzoni migliori del cofano è facile: sono quelle di Neil Young. Nelle altre tracce ci sono ups & downs di cui sopra, Stills che massacra Love The One You’re With ma sublima Word Game, Crosby che senza la giusta confezione sonora vaga alla cieca in Carry Me e Long Time Gone e Nash che prende sempre 6 meno con le sue marcette country/british invasion ma che ha il merito di ‘staccare’ ogni tanto dalla confusa intensità generale  inducendo l’ascoltatore a fischiettare un fatuo ma grazioso motivetto.
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Per gli amanti della soap-opera CSN&Y un documento comunque imperdibile. Per tutti gli altri: fatevi fare la bobina da un amico che ce l’ha.
(Stefano Piccagliani © 2014)

 

 

 

 

Intervista con RUDY ROTTA, blues guitarist & recensione di “Beatles Vs Rolling Stones” suo ultimo album

21 Lug

Rudy Rotta è uno degli artisti blues italiani più famosi, all’estero soprattutto, basta dare un’occhiata al video qui sotto per farsi un’idea…

 

… questo blog tuttavia non dà troppa importanza alle collaborazioni di artisti italiani con nomi illustri del blues rock internazionale, non snoccioleremo quindi la lunga lista di stelle della musica che amiamo con cui Rudy ha avuto a che fare, però non siamo insensibili… e i soli nomi di GREG ALLMAN e  ETTA JAMES ci fanno giurare la testa. Per uno di quei segni blues che ci piacciono tanto, uno del suo entourage è inciampato nel nostro blog e da lì è nata questa intervista con recensione allegata. Spero sia di vostro gradimento. Ah, prima che mi dimentichi: Frank Lavorino… thank you!

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INTERVISTA A RUDY ROTTA –  Luglio 2014

Rudy, sei piemontese, svizzero d’adozione, ma quando a 18anni hai iniziato a suonare per davvero lo hai fatto partendo dal Veneto, ma che cosa ha quella regione che la tiene così legata al blues?

Sono nato in Piemonte, ho trascorso alcuni anni della mia infanzia in Romagna poi a 12 anni sono andato in Svizzera, dove i miei genitori erano emigrati, e ci sono rimasto fino a 18 anni. Lì ho incominciato a suonare verso i 13 anni, ovviamente tutto ad orecchio senza maestri o lezioni di musica, semplicemente consumando i dischi…… Sono arrivato a Verona a 18 anni e quasi subito sono entrato a fare parte dei Condors,  un gruppo locale che aveva già raggiunto degli obiettivi prestigiosi. Effettivamente nel Veneto c’è stato un movimento importante legato al blues,  il perché non lo so, probabilmente perché chi ha iniziato a divulgare questa musica ha trovato subito un notevole  seguito.

A 40anni hai lasciato la tua professione per dedicarti unicamente alla musica, scelta difficilissima da fare qui in Italia. E’ stata fattibile grazie a quella che io chiamo “l’incoscienza dei 40anni”, o è stato un processo lento e doloroso?

È stata esattamente l’incoscienza dei 40 anni! Nessun processo lento né doloroso, semplicemente la naturale conseguenza del desiderio di fare ciò che avrei voluto fare a 20 anni.

Lo so, è una domanda che ti avranno già fatto in tanti, ma tra tutte le star del blues con cui hai avuto a che fare ce ne è stata qualcuna che, guardandola negli occhi, ti sei detto “qui dietro c’è una gran persona”? Hai qualche storiella gustosa che ti va di raccontare?

Ogni persona con la quale ho collaborato mi ha lasciato un ricordo indelebile,  sia dal punto di vista musicale che da quello umano. Ricordo l’incontro con Gregg Allman alla House of Blues di New Orleans in occasione del tour per il suo 50esimo compleanno. Dopo essere stato suo ospite sul palco mi disse che voleva venire a suonare con me in Italia, che non voleva soldi ma semplicemente una Ferrari da guidare, cibo e vino…… Oppure con B.B. King al festival di Montreux: mi trovavo nella sala VIP con B.B. e il direttore artistico a sorseggiare dello champagne e mi accorsi che Van Morrison, che doveva aprire il concerto di B.B., mi guardava con aria sospetta cercando di capire chi potessi essere. Dopo la mia performance con B.B., tornando verso il backstage, me lo trovai di fronte e con aria scherzosa gli dissi: “Now you know who i am…….” Grande risata!

Dal punto di vista della esperienza,  ci dai un commento sullo stato del blues in Italia, e sulla musica in generale?

Il blues in Italia è cresciuto molto in questi ultimi 20 anni. Ci sono numerosi musicisti preparati, forse mancano dei progetti musicali originali di un certo spessore. Ritengo la musica molto più importante della bravura  e della tecnica dei musicisti. Per quanto riguarda invece la situazione della musica in generale direi molto male, molto business, molta musica falsa e tante, troppe tribute bands.

Sei un chitarrista da FENDER STRATOCASTER, giusto? Mai usato una Les Paul? Che altre chitarre ti attirano?Che corde e che amplificatore usi? 

Non solo Strato. Uso anche Telecaster, Gibson 345, Les Paul Junior, SG e raramente anche un Les Paul ma è troppo pesante….. Sono endorser della Ernie Ball, uso le 010 mentre per la chitarra slide 011. Sul palco porto sempre dei vecchi Fender Super Reverb abbinati a Vibrolux, Deluxe, Blues Junior che ricevetti dalla Fender Europe inglese in occasione del mio primo tour in Inghilterra.

RUDY ROTTA (foto di Chicca Coltri)

RUDY ROTTA (foto di Chicca Coltri)

Del tuo nuovo disco ne parlerò io dopo l’intervista, ma mi dici gli episodi che ti sono più cari, o quelli che ritieni più riusciti?

Sinceramente,  credo di aver fatto un lavoro molto equilibrato e non saprei scegliere un brano piuttosto che un altro. Ci sono fondamentalmente 3 diverse sonorità all’interno del CD: quella elettrica, quella acustica e i 4 brani con Quintorigo e Gnu Quartet; una particolarità di questo CD è che tutte le parti vocali che ho registrato hanno varie sovraincisioni.

John Mayall’s bluesbreaker: con Clapton, con Peter Green o con Mick Taylor?

Senz’altro Peter Green, anche se devo dire che in quel periodo pure Mr. Clapton andava alla grande.

Dio esiste?

Spero …

Film: i tuoi preferiti.  Un Uomo Da Marciapiede, Goldfinger, Il Colore Viola, tutti i film di Fellini e le pellicole con Sordi in generale.

Musica: 5 album senza i quali non potresti vivere.

White Album, Revolver, Sgt. Peppers, Abbey Road, Rubber Soul.

Per Rudy Rotta chi sono i Led Zeppelin?

La migliore rock band di tutti i tempi.

Blues del Delta e blues di Chicago: immagino che come noi anche tu ti sentirai figlio di ROBERT JOHNSON e MUDDY WATERS; quali altri nomi di blues nero ti hanno segnato l’anima?

Ce ne sono molti..Su tutti direi sicuramente Freddy King,  Albert Collins,  B.B. King,  Albert King,  O.W. Wright, J.L. Hooker…

Nel nome del blues escono album che secondo me di blues hanno ben poco, se non la forma; il blues per avere un senso e per non annoiare a morte deve farti sentire in pericolo oppure deve farti toccare con mano l’abisso su cui si affaccia la malinconia, sei d’accordo?

Troppo spesso si usa il nome blues o bluesman a sproposito. Sono d’accordo con la tua visione però c’è anche il rovescio della medaglia, ossia la gioia  che ti porta a comporre in modo diverso dunque non necessariamente malinconia o pericolo. Un esempio? I Just Wanna Make Love To You (Muddy Waters) oppure Boom Boom (J.L. Hooker).

Un libro che hai divorato?

Germanie” di E. Biagi

Qualche pulsione per il calcio?

Amo il calcio ma quello di una volta, quello dei Riva, dei Mazzola, dei Rivera, dei Baggio, dei Pelè, e dei Maradona senza andare troppo indietro;  il calcio fatto da uomini veri che non fingevano cadute o quant’altro. II tatticismo eccessivo portato dagli olandesi ha purtroppo cambiato tutto, così come Borg nel tennis. Io sono per il talento vero.

Tu hai vissuto gli anni sessanta e settanta, avresti mai pensato che la società sarebbe arrivata a questi bassi livelli  e che sarebbe precipitata in questa fogna dove etica, senso civico, fratellanza sono concetti ormai spariti?

No, non lo avrei mai immaginato anche se con il passare del tempo mi sono sempre accorto che stavamo andando nella direzione sbagliata; credo che ormai sia troppo tardi ma, come si suol dire, la speranza è sempre l’ultima a morire,  quindi speriamo…..

Conoscevi per caso ADRIANO VETTORE, altro grande chitarrista blues italiano? Un ricordo legato a lui?

Molto bene anche se negli ultimi anni non abbiamo avuto occasione di vederci.  L’ho chiamato più di una volta durante il periodo della sua malattia,  brutta storia. Mi diceva che lo avevano lasciato da solo. Uno dei primi ad iniziare con il blues in Italia, una persona di grande umanità e dignità.

Rudy Rotta band

Cosa fai adesso? Hai qualche progetto per il futuro?

Sì, prima di fine anno uscirà “Volo Sul Mondo”,  un progetto legato alla solitudine ed ai disagi dei bambini. Il brano “Volo Sul Mondo” l’ho dedicato ai miei nipotini in primis, ma ovviamente va a tutti i bambini del mondo.  Che possano ritrovare spensieratezza, gioia, voglia di giocare nel cortile o anche in strada e non davanti ad un computer ad un cellulare oppure ai videogiochi.

Hai girato parecchio, c’è un posto oltre l’Italia o la Svizzera che potresti chiamare casa? Un posto che ti ha fatto sentire vibrazioni particolari?

Mi sono sempre trovato bene ovunque io sia stato, chiaro che il Nord Europa mi ha regalato grandi emozioni durante i miei concerti o tour, devo però dirti che con il mio paese ho un rapporto di amore-odio. Adoro l’Italia e tanto mi piacciono gli italiani veri e semplici, odio invece tutte quelle persone che si atteggiano a voler essere ciò che non sono, quelli che per i propri comodi non esitano a distruggere le vite altrui, la politica insegna……

Hai fatto un disco dedicato a BEATLES e ROLLING STONES, immagino che oltre al blues  ti piaccia anche il Rock, quale è dunque la cosa che ti manca di più dell’epopea classica della musica rock (seconda metà sessanta/seconda metà settanta)?

Seconda metà anni 60 prima metà anni 70.

Quando si tratta di concerti rock o  blues vissuti in prima persona, quali sono i ricordi a cui sei più legato?

Tanti, veramente tanti. Stevie Wonder, Paul McCartney, SRV, Allman Brothers, Brian Setzer, Al Green, Taj Mahal, B.B. King, Steve Winwood, solo per citarne alcuni…

Un amante della musica della nostra generazione non può che essere affezionato al vinile, tu riesci ancora a sentire il fascino per i 33 giri? Riesci a provare qualcosa di simile anche per i CD, magari quelli in deluxe edition?

No, in sincerità preferisco decisamente il vinile.

Ti senti più vicino alla scuola inglese o a quella americana, parlando naturalmente di musica blues / rock?

Quella americana anche se quella inglese mi ha introdotto a quella americana; non sono un grande amante del blues inglese nonostante,  ripeto, mi abbia fatto da tramite per giungere poi al grande blues americano.

Ci sono giornalisti musicali italiani che ammiri e stimi?

Beh, sì tanti anche se per una volta non vorrei fare dei nomi per non far torto ad altri. Proprio in questi giorni di interviste noto la grande preparazione e il grande amore di molti giornalisti che mi fanno delle domande molto intelligenti che sto apprezzando moltissimo.

Nel congedarci da te vorremmo un tuo pensiero o una citazione che ti sta a cuore.

LA VITA E’ BLUES, IL BLUES E’ VITA questo è un mio pensiero con il quale spesso firmavo o firmo Cd, manifesti ecc……

 ♠

RECENSIONE:  RUDY ROTTA “Beatles Vs Rolling Stones” (Slang Records 2014) – TTTT

L’intervista è stata fatta soprattutto perché il disco mi piace, molto. Rudy ha preso alcune canzoni dei ROLLING e dei BEATLES e le ha accoppiate, facendo sciogliere le une nelle altre, in un gioco melodico e ritmico riuscito. Quello poi che trovo convincente è la grinta di Rudy e della band, l’atteggiamento con cui vengono affrontate, senza tralasciare poi l’originalità dell’approccio all’arrangiamento. SYMPATHY/COME TOGETHER e GET OFF OF MY CLOUD/TICKET TO RIGH sono efficaci e fin da subito ti fan capire di che pasta sia fatto il disco.

Rudy Rotta Beatles Vs Rolling Stones fronte

RUBY TUESDAY/STRAWBERRY FIELDS FOREVER è fatta con l’aiuto del GNU QUARTET è coglie bene lo spirito del modello d’epoca. UNDER MY TUMB/THINGS WE SAID TODAY ci riporta sui binari più consoni del Rock …

FILE AUDIO: UNDER MY THUB / THINGS WE SAID TODAY

… bella poi la scelta di TELL ME. Buono il lavoro sull’acustica per AS TEARS GONE BY arricchito dal violino di LAURA MASOTTO, il tutto va a confluire in HERE, THERE AND EVERYWHERE che Rudy canta in modo ispirato, mi sono venuti i brividi…

FILE AUDIO: AS TEARS GONE BY/HERE, THERE AND EVERYWHERE

MISS YOU non è troppo distante dall’originale, mentre SATISFACTION e OB-LA-DI OB-LA-DA diventano due bluesacci divertenti (e la Sweet Home di Obladì diventa naturalmente quella di Chicago); chitarra acustica per YOU CANT GET e LET IT BE, approccio funk per DAY TRIPPER. LADY JANE e JULIA sono suonate insieme ai QUINTORIGO, il risultato è quello che ti aspetti forse ma sarà anche per la bellezza dei due pezzi che te le ascolti commosso fino alla fine. Molto carina la bonus track che incornicia la fine del disco. Di nuovo eccellente il lavoro sull’acustica.

Per chi come me fatica molto a trovare dischi decenti di recente pubblicazione, questo album di Rudy Rotta è un sollievo. Certo, sono cover, ma il concept è allettante e il risultato è senza alcun dubbio positivo.

 

Rudy Rotta Beatles versus Rolling Stones retro

CREDITS:

Rudy Rotta vocals & guitars
Pippo Guarnera keyboards
Enrico Cecconi drums
Renato Marciano bass
Special Guests:
Gnu Quartet on Ruby Tuesday & Strawberry Fields Forever
Quintorigo on Lady Jane & Julia
Ernesttico percussions
Laura Masotto violine on As Tears Go By & Rocky Raccoon
Nicola Cipriani Lead guitar on As Tears Go By & Here, There And Everywhere
Luca Degani accordeon on Here, There And Everywhere
Produced by: Rudy Rotta
Recorded and mixed at: Sotto Il Mare recording studio by Luca Tacconi

 

 

CATTIVA COMPAGNIA “Heartbreaker’” Live at STONES CAFE’, Vignola (Modena – Italy – 17/01/2014)

20 Lug

La nostra versione … CATTIVA COMPAGNIA live at Stones Cafè, Vignola (MO), Italy 17-01-2014 Tim Tirelli – guitar Lorenz Mocali – guitar Pol Morigi – vocals Saura Terenziani – bass Lele Morselli – drums

CATTIVA COMPAGNIA - Stones Cafè - Vignola (MO) 17-01-2014 (Foto Simon Neganti)

CATTIVA COMPAGNIA – Stones Cafè – Vignola (MO) 17-01-2014 (Foto Simon Neganti)

CATTIVA COMPAGNIA Stones Cafè 17-01-2014 - Pol (foto Simone Neganti)

CATTIVA COMPAGNIA Stones Cafè 17-01-2014 – Pol (foto Simone Neganti)

CATTIVA COMPAGNIA live at Stones Cafè 17-01-2014 - Tim Tirelli (Foto Simone Neganti)

CATTIVA COMPAGNIA live at Stones Cafè 17-01-2014 – Tim Tirelli (Foto Simone Neganti)

Too many cofanetts for one blues man

18 Lug

Negli scambi di email con Picca, spesso tocchiamo l’argomento nuove uscite di box set e deluxe edition, lo facciamo ormai con tono rassegnato, sarcastico, depresso; alla notizia di una nuovo ennesimo box set in uscita ci chiediamo l’un l’altro “ma dobbiamo prenderlo?”.

Picca se ne esce con la battuta “too many cofanetts for one blues man” e devo dire che con splendida ironia questa frasetta riassume perfettamente il nostro mood spirituale (ed economico). Credo di star uscendo dal tunnel, i miei occhi e il mio cervellino registrano le uscite, ma il mio carrello amazon rimane vuoto. D’altra parte, anche restringendo il campo ai nomi che ci interessano davvero, il numero di nuove uscite previste o già sul mercato di questi tempi è inaffrontabile, tenendo anche presente che non si è mai sicuri del contenuto.

Sì perché quei box set che vanno di moda adesso, quelli con tutta la discografica o parte di essa di un gruppo non è detto che contengano gli album rimasterizzati, alcuni lo sono, altri no (LITTLE FEAT) …nessuno che controlli che tutto sia fatto secondo logica. In passato abbiamo scritto su questo blog che addirittura diversi cofanetti/deluxe edition escono con errori grossolani e con digital noise insopportabili (ROGER TAYLOR), o – incredibile – con cd contenenti file mp3 (ROBERT PLAMER), o con registrazioni live tratte da concerti che non sono quelli indicati in copertina (RAINBOW). Insomma, it’s a mess.

Mi basta però vedere le foto di alcuni di essi, come quelli qui sotto, per diventare nervoso … li bramo, ma dovrò resistere. Vita blues.

QUEEN – Live at the Rainbow ’74 (2CD+DVD+Blu-ray+memorabilia)

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The Allman Brothers Band – The 1971 Fillmore East Recordings (6 cd o 3 bluray o 4 vinili)

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ABBA – Live at Wembley Arena – London  10 November 1979 (2cd)

ABBA - wEMBLEY aRENA 1979

DEEP PURPLE –  Hard Road: The Mark 1 Studio Recordings 1968-69 (5 cd)

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ABBA – Gold – metal box 4oth anniversary edition (3cd)

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Crosby, Stills, Nash & Young CSNY 1974 live set (3cd+dvd o bluray+dvd)

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BEATLES – Meet The Beatles japan box set (5 cd)

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Pink Floyd – The Division Bell (7 disc box set)

Pink Floyd Division bell

Deep Purple‘s 1972 album Made In Japan (4 cd + dvd)

Deep Purple Made In Japan Box Set