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October est

30 Ott

Le giornate soleggiate di ottobre sono per me una meraviglia. Mi fermo ad osservare i riflessi del sole sulle foglie gialle e rosse che la campagna regala in questi giorni, persino il mio piccolo cactus assume una sfumatura poetica …

October at Domus Saurea - Photo TT

October at Domus Saurea – Photo TT

ma è un po’ tutto il giardino della Domus Saurea a sembrarmi idilliaco…

October at Domus Saurea - Photo TT

October at Domus Saurea – Photo TT

Ottobre lo attraverso sempre con piacere sebbene mi porti alla riflessione profonda, cosa di cui invece farei bene a dimenticarmi.

Rifletto quando vado a trovare Brian, quando lo vedo ben disposto benché imprigionato nel pantano dell’alzheimer. Martedì vado da lui in pausa pranzo, lo copro bene e lo porto fuori sulla veranda a prendere un po’ d’aria. Tra le tante difficoltà che trova nel relazionarsi col mondo, col tempo e con lo spazio, ha ancora sprazzi di lucidità. Ad un certo punto mi dice: “il mondo va avanti, caro Tim”. E’ una frasetta da niente, ma trovo in essa tanto sentimento, e tutta la filosofia di cui un vecchio che sta per essere inghiottito dalla demenza senile è capace. Lo stringo a me il vecchio Brian.

Brian - October 2015

Brian – October 2015

Sabato mi dice “Il tempo passa e la candela brucia”… e  mi sorprendo una volta di più di come tutto sommato Brian sia ancora con noi. Sono ormai quattro/cinque anni che soffre di quella terribile malattia, eppure non cede del tutto, si appiglia a tutto quel che può per tenersi a galla. Quando lo vedo un po’ girato è perché si trova spaesato, mi dice “An capès più gninto Tim” …non capisco più niente, Tim… ha ancora coscienza di sé ed è bello essere in grado di interloquire con lui. Gli stringo la mano, lo guardo nel profondo degli occhi, gli chiedo per la milionesima volta se mi vuole bene e lui “Sa t’in voi? Pfu!” …se te ne voglio? Pfu…come a dire te ne voglio tantissimo…

Osservo poi altri ospiti; c’è una signora in un angolo che ormai è completamente andata, parla ad alta voce, si lamenta in continuazione, prende tutti a male parole. Ne guardo un’altra, è lì con sua figlia… come spesso capita mi chiedo che ne sarà di me quando sarò vecchio e non avrò nessuno che si prenderà cura di me. E’ un pensiero razionale, freddo, che cerco di tenere lontano dalla retorica, ma è un pensiero che faccio, con cui devo venire a patti. Si fa presto a dire non pensarci ma è quasi impossibile a questa età, soprattutto se non hai una famiglia tradizionale e se frequenti una struttura per anziani. Riporto Brian nel salone, lo metto a sedere vicino ai suoi amici, gli sistemo la cintura che lo tiene legato alla sedia in modo che non possa alzarsi da solo e gli spiego che da lì a poco tornerò. E’ uno stratagemma che devo sempre mettere in scena, Brian vorrebbe venire via con me.“Brian adesso devo tornare a lavorare, tu mi aspetti qui, tra un paio d’ore torno da te. Non ti preoccupare che ho pensato a tutto io. E’ tutto organizzato”. Glielo devo ripetere almeno quattro volte prima che qualcosa rimanga nei 56k di Ram che ha. Finalmente si convince “Va bene, allora io ti aspetto qui. Ciao Piròn”. Mi da la mano, io gli do un bacio. Mi infilo i Ray ban.

Prima di uscire saluto alcuni altri ospiti che mi rispondono con il loro sorriso triste. Cerco di essere il più solare possibile, senza esagerare. Chissà come mi vedono, se il mio comportamento con loro è quello giusto oppure no…

Risalgo in macchina. Ripenso alla frase di Brian, faccio un respiro profondo, e mentre il mondo va avanti io mi ascolto WHOA MULE dei BLACK CROWES e mi sento al contempo perduto e ritrovato dentro questo pianeta…

Sometimes a road is rocky and hard
Full of dangers unrelenting
Just take great care to follow your stars
Let the good times come a plenty

spingo dolcemente sull’acceleratore, la blues mobile decolla, di nuovo seguo il volo ardito dei CORVI NERI…

And I’m out of my mind
And it ain’t no fun

Ritorno alla Domus Saurea. E’ sabato, mezzogiorno passato. Mi fermo di nuovo a contemplare la campagna d’ottobre… mi viene in mente quando alle elementari mettevo le foglie gialle tra le pagine di un libro o di un quaderno, mi avvolgo nel tabarro della malinconia, quanti anni sono passati? Talmente tanti che mi dico che non può essere vero. Con i pensieri procedo su viale delle rimembranze, rivedo i posti della mia infanzia e della mia adolescenza, li idealizzo, non credo siano così belli come me li immagino adesso, eppure sempre cara mi fu quell’erma torre, tanto cara che ogni volta il naufragar m’è dolce in questo mare di pianura.

NNT 1920 circa - photo courtesy of Alberto Quaglieri

NNT 1920 circa – photo courtesy of Alberto Quaglieri

Ritorno sulla terra, la James Leopards Blues Band ha smesso di suonare, prima di salire però mi rituffo un istante nel mood ottobrino:

October at Domus Saurea - Photo TT

October at Domus Saurea – Photo TT

October at Domus Saurea - Photo TT

October at Domus Saurea – Photo TT

October at Domus Saurea - Photo TT

October at Domus Saurea – Photo TT

October at Domus Saurea - Photo TT

October at Domus Saurea – Photo TT

In questi giorni ho fondato l’INTERISTA SOCIAL CLUB (su facebook), che è anche un gruppo di whatsapp con cui interagisco con i miei amici illuminati di fede interista. In sostanza io, Bessi, Pike e Mario. Ci ritroviamo alla Domus Saurea davanti a Sky per le partite più frizzanti, tipo il derby di Milano e il derby d’Italia. Ci facciamo un aperitivo, ci mangiamo una pizza, ci beviamo una birra, due dita di Rum e tiriamo delle madonne ogni volta che non vinciamo almeno 3 a 0, cioè sempre. Lavori da maschi insomma.

Per gli interessati:https://www.facebook.com/groups/641284235974678/

La groupie fiuta i miei blues, così si mette a farmi dei regali nella speranza di mitigarne la ferocia: una paio di libri di GREG ILES ormai fuori catalogo che non riuscivo a trovare e un paio di biglietti per INTER-ROMA del 31/10/2015 a San Siro primo anello arancio. E’ brava la groupie.

La blues mobile in officina per il tagliando, giro con un’auto sostitutiva, una Panda nera. Stamattina, diretto in ufficio, all’altezza della rotonda di Saint Little Anthony incrocio lo sguardo con una donna. Sui quarant’anni,  seduta su una fiammante BMW, bel tipo, né snob né in d’affanno. Mi guarda con indifferenza ma con quell’indifferenza non indifferente, cioè non sembra una di quelle fighe che si sentono superiori solo perché sono figlie o mogli di qualcuno con dei soldi (e qui a Stonecity ce ne sono a migliaia) e che non gliene frega un cazzo di nessuno se non di se stesse, eppure mi vergogno un po’ di essere su di una Fiat Panda, chissà cosa pensa di me … forse che ho il pisello piccolo, che sono un chitarrista Jazz, che sono il responsabile di un gruppo di boy scout, che commercio in toner per stampanti, addirittura che ho fatto il Corni o agraria a Castelfranco… oddio, perché noi uomini abbiamo questo bisogno di misurare il nostro essere maschi con le dimensione della nostra macchina?

Rifaccio la rotonda, le corro dietro, abbasso il finestrino e le urlo: “No senta, questa è l’auto sostitutiva, io ho una blues mobile che ha 266.000 km ma è ancora una bella macchina”… niente, non si gira, insisto: “mi piace Johnny Winter … sono un seguace del Dark Lord…il mio disco preferito è CARAVANSERAI… tengo l’INTER… la mia banda suona Hard Rock… conosco Beppe Riva…”, niente, non mi sente o è tutta roba che non le interessa, va a perdersi nelle tante zone industriali di Stonecity.

Arrivo in ufficio, parcheggio la Panda, salgo le scale, mi siedo alla scrivania, accendo il computer, apro i miei fogli excel, mi metto a lavorare, telefono ai clienti… insomma faccio la fila per tre, rispondo sempre di sì e mi comporto da persona civile! Mi sa che la Panda è la macchina che mi merito.

Contro il proliferare di cofanetti ed edizioni speciali (another Tim & Picca Production)

2 Ott

Fino ad alcuni anni fa i cofanetti e le deluxe edition mi erano essenziali per continuare a vivere. In loro cercavo “il bello” assoluto, la versione definitiva di album che avevo amato. Certo, nell’atto dell’acquisto c’era anche la speranza inconscia di ritrovare le emozioni fortissime provate quando da giovinetto compravo e scoprivo gli album in questione, ma alla fin fine non era male l’idea di avere la registrazione ripulita e la confezione finale di dischi così importanti per me. Poi, si è iniziato a capire che i remaster non sempre erano meglio delle edizioni originali, che si stava cominciando a rimissare gli album (che come dice Picca è un po’ come pensare di sistemare la GIOCONDA con photoshop) e che le case discografiche ormai avevano in mente di ripubblicare tutto in versione deluxe sebbene di materiale aggiuntivo di valore ce ne fosse pochissimo.

Dopo un paio di anni di incertezza circa il da farsi (in cui comunque ho continuato ad acquistare cofanetti e edizioni di lusso) sono arrivato al punto di rottura, la cosa non è più sostenibile, il rigetto di cui sono vittima è fortissimo: non compro più box set, special-deluxe-legacy-il castamassodellcesira edition, non mi interessa più il materiale bonus (se non per quei 5 nomi di cui sono fan in senso strettissimo), quello che voglio è l’album originale senza fronzoli, senza zavorra, pulito, essenziale, nature.

Se mi soffermo a contemplare i miei scaffali contenenti cofanetti ed edizioni speciali non faccio altro che scuotere la testa; prendiamo LIVE AT LEEDS degli WHO.

Live At leeds

Esce nel 1970, primo album dal vivo di una delle più grandi Rock band mai esistite: 4 pezzi nel lato A, 2 pezzi nel lato B. 6 pezzi esplosivi, 40 minuti di cavalcate elettriche, testosteroniche, ancestrali, giovanili, selvagge, in parole povere di Rock, il Rock inteso come Rock. Nel 1995 esce la ristampa a cui vengono aggiunti altri 8 pezzi presi dal concerto, si arriva a 14 brani, compro l’edizione ma l’ascolto, seppur interessante, si fa già meno intrigante. 2001: esce la deluxe edition contenente il concerto completo…33 brani su due cd, il secondo dedicato alla riproposizione di TOMMY. Sì, bello, ma io non lo reggo… vuoi metter con i 40 minuti sensazionali della prima edizione?

CHEAP TRICK AT BUDOKAN, album uscito nel 1978 (in Giappone, e nel 1979 negli Usa) che comprai all’epoca e che amai moltissimo, LP d’importazione giapponese col booklet interno (già allora), una goduria. 10 irresistibili canzoni Rock orecchiabili, grezze, vere, a mio parere bellissime. Uno degli album dal vivo che più amo.

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Già nel 1994 uscì BUDOKAN II con il resto delle canzoni registrate in quei due giorni di fine aprile 1978 con l’aggiunta di tre pezzi presi dal tour del 1979, poi nel 1998 AT BUDOKAN The Complete Recording, 19 pezzi spalmati su due cd. Carino certo, un paio di pezzi sono addirittura all’altezza dei 10 scelti in origine, ma il resto non regge il confronto e se prima ti ascoltavi AT BUDOKAN tutto d’un fiato, adesso non riesci ad arrivare alla fine.

Veniamo poi a quello che considero il più grande live album di sempre, THE SONG REMAINS THE SAME dei LED ZEPPELIN. Pur nella sua imperfezione, la versione originale del 1976 è quella che ci ha svezzati, quella con cui siamo diventati gli uomini che siamo. L’album contiene alcune delle esecuzioni più ardite mai sentite in campo Rock. THE SONG REMAINS THE SAME (il brano), THE RAIN SONG, DAZED AND CONFUSED, NO QUARTER, STAIRWAY e la sezione BOOGIE MAMA di WHOLE LOTTA LOVE sono quanto di più adorabilmente intricato eppur fruibile mai sentito da un gruppo Rock. Evito di sperticarmi di complimenti per l’ennesima volta a proposito di questo gruppo e di questo album, ma senza dubbio le registrazioni di quei tre giorni di fine luglio del 1973 su cui si basa il disco furono l’apice del gruppo di Page e di certo Rock in generale.

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Nel 2007 esce la versione expanded, 6 ulteriori pezzi aggiunti; letta la notizia tutti a festeggiare, i sei pezzi in più sono altrettanti classici non episodi minori magari un po’ invisi ai più, ma poi vai a sentire la nuova edizione rimasterizzata e qualcosa non torna. Alla chitarra di PAGE è stato aggiunto un effetto per renderla evidentemente più morbida, effetto però innaturale visto che nelle registrazioni del 1973 e dunque nella versione originale dell’album del 1976 non c’è, ed inoltre in alcuni dei brani presenti sulla versione precedente ci sono edit e e aggiunte di brevi pezzetti non presenti in origine. Per un fan nato e cresciuto col disco originale è una cosa inconcepibile. E’ poi saltato fuori che PAGE insieme all’ingegnere del suono KEVIN SHIRLEY ha dovuto chiudere in fretta e furia la lavorazione quando dalla WARNER è arrivato un aut aut: terminate il tutto, è finito il budget. E’ finito il budget per un album dei LED ZEPPELIN? Una delle cinque (se non tre) band che più hanno fatto e fanno guadagnare al mondo? Non avevate i soldi per far stare due persone in studio una settimana in più per chiudere il lavoro dignitosamente? Risultato: nel circoli degli appassionati di musica la versione del 2007 è considerata da evitare quasi come la peste. Così uno va da Mediaworld, o meglio, in uno dei pochi veri negozi di dischi ancora aperti, come ade sempio DISCHINPIAZZA A MODENA (piazza Mazzini), vuole un live dei LZ, vede la copertina nera di TSRTS, legge l’adesivo, “versione del 2007 rimasterizzata da Jimmy Page con sei pezzi in più”, lo compra pensando di avere la versione da vero intenditore e invece si becca la versione farlocca.

Mi si posa lo sguardo poi su SKYDOG, il cofanetto di DUANE ALLMAN. E’ un bell’oggetto, ma di difficile utilizzo, le varie epoche e le session sono spalmate in modo complicato, mi viene mal di testa, non me lo godo come avrei voluto.

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E MACHINE HEAD dei DEEP PURPLE versione 40th anniversary edition? 5 dischetti di cui 4 inutili. La fuffa ci sta inondando.

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CD1: Machine Head (2012 Remaster)

CD2: Machine Head (Roger Glover’s 1997 Mixes)

CD3: Machine Head (Quad SQ Stereo)

CD4: In Concert ’72 (buona parte del materiale preso – seppur rimixato – da IN CONCERT pubblicato nel 1980, e ripubblicato poi succesivamente in varie vesti).

DVD: Machine Head (Audio Only DVD) Original Album 2012 Remaster (96/24 LPCM Stereo) + Original Album Quad Mix (Quad to 4.1:DTS 96/24 & Dolby Digital) + Bonus 5.1 Mixes (5.1 DTS 96/24 & Dolby Digital)

Potrei fare qualche altra decina di esempi, ma di questo blues ne abbiamo trattato anche in passato, meglio fermarsi.

Certo, poi ci sono anche delle cose carine e ben fatte, come ad esempio la versione 3 cd di COOK/LIVE IN USA della PFM:

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in un pratico cofanetto il disco originale (basato sui due concerti di Toronto e NY del 1974) e il concerto intero di New York. Prezzo abbordabile, piccolo formato, materiale bonus di valore.

La tendenza però è quella di pubblicare tutto e di più in confezione speciale. Immagino che al cd puro e semplice ormai siano interessati in pochi e che si punti a prodotti di valore che ingolosiscano quella fetta di appassionati che hanno sempre comprato dischi e che sono in quella fascia d’età che va dai 35 ai 65 anni e oltre. Io però come ho detto non ce la faccio più, si sta scivolando nel feticismo estremo, nel vortice morboso e insano del comprare queste cose per riempire i vuoti della nostra esistenza, con l’illusione di rivivere la nostra gioventù.

Come definire altrimenti l’idea della Sony relativa alla pubblicazione di un cofanetto contenente ogni nota registrata in studio da Dylan tra il 1965 e il 1966, comprese le false partenze e ogni singolo paciugo? Nessuno discute il valore di DYLAN, ma non è un po’ troppo?

Di questo soggetto ne discuto di frequente con Picca, tramite il messenger di Facebook. Tra ironia e amara consapevolezza ciò che ne scaturisce a volte è divertente. Riporto qui sotto alcuni dei nostri scambi avvenuti negli ultimi tre mesi.

♠ ♠ ♠

PICCA: “Tim, allora cosa facciamo…? Lo compriamo o no l’imminente OTTANTUPLO dei Grateful Dead?
Adesso chiamo Robby di dischinpiazza e me ne faccio mettere via un paio…”
PICCA: “Lo prendiamo il nuovo box set con 33 singoli delle Bananarama?
TIM: “Pike questo è per feticisti…ma io mi chiedo, c’è gente che compra certe deluxe edition o i cofanetti della Bananarama? Quanti ne venderanno? Sono arrivato al punto di pensare che ci sia gente che compra queste cose a prescindere di chi sia l’arista…sono i cofanett buyers…”
PICCA: Il cofano delle Banana è un mistero. Scusa, dimenticavo… box con 28 cd singoli di Belinda Carlisle”
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TIM: “Domani sera dobbiamo parlarne…qui va tutto in malora…”
PICCA: “Probabilmente fare un box costa tipo 9 euro”
TIM: “Mah, io so che la cartotecnica costa…cofanetto + 28 custodie in cartoncino per i cd il tutto stampato a colori + più la masterizzazione dei diversi cd… immagino che oggi i prezzi siano più abbordabili, ma un minimo di copie dovranno pur venderle per rientrare nei costi…e chi compra un cofanetto con 28 singoli della Carlise a 150 euro?”
PICCA: “Meno male che hanno ristampato con i bonus i primi 4 album dei Bucks Fizz…
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 TIM “diocanta era ora, solo la cover vale il prezzo. Che ne dici del disco solista di KEITH?
PICCA: “Il disco di Richards lo compro e non lo ascolto, anche perché ha detto che è entrato in studio senza lo straccio di una canzone…mah…”
TIM “Ciao Pike, avevo letto ieri. Sono basito. Se da un punto di vista è un buon segnale (il vagliare materiale d’archivio post LZ per possibili nuove pubblicazioni) dall’altra è quantomeno discutibile (avrà altre scuse per non suonare proprio più la chitarra proprio più, e non mi pare si tratti di materiale degno di essere pubblicato…a meno che con i nastri multitrack non si riesca ad assemblare un prodotto soddisfacente…magari ci sono altre cose oltre i 4 pezzi che circolano da decenni…ma sentiti su bootleg non è certo materiale memorabile). Ci sentiamo per domenica sera. Do what thou wilt shall be the whole of the Law. Love is the law, love under will”
TIM: “Comunque ONCE UPON A TIME dei Simple Minds esce in versione 6 disc, non 4 come dicevamo!”
PICCA: “Meno male. Aspetto la super deluxe edition di Right BY You” (discaccio di S.Stills del 1984 a cui partecipò anche Page. ndTim)
PICCA: “In realtà il box da comprare è questo degli Showaddywaddy (????) di 33 cd!”
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TIM: “Stiamo diventando tutti matti”
 – break dedicato al nuoto sincronizzato –

 PICCA: “Però, carino. Gli Zep rendono bello anche il nuoto sincronizzato:

 – fine del break dedicato al nuoto sincronizzato –

 ♠

 TIM: “Non c’è niente da fare, Il Dark lord sapeva il fatto suo. Oggi ripensavo a LZIV, ma esiste un disco più Rock di quello? PS: comunque sono ormai giorni che sono nel buraccione Bob Dylan…”
PICCA: “Allora adesso ti devi comprare il diciottuplo con le false start”
TIM: “No, basta. Vorrei avere la forza di vendere tutti i miei cofanetti… Vorrei tenere i miei 500 dischi favoriti in edizione normale, senza bonus e reference mix del cazzo. Back to basics. E gettare tutto il resto. Sono in una fase terribile. Amo il Rock e contemporaneamente non sopporto più nulla di musicale. Help me if you can I’m feeling down…”
– break calcistico: dopo i quattro goal presi dall’INTER dalla FIORENTINA –
 TIM: “Basito”
PICCA: “Ritorno sulla terra”
TIM: “Ma zio Cagnone… però Handanovic…”
PICCA: “Disastrovic
TIM: “Sono un straccio gettato sul divano”
PICCA: “Metti su il Prelude e afflosciati del tutto.”
TIM: “No, ho indossato la maglietta dell’Inter…”
PICCA: “E’ come avere la maglia dei Led Zeppelin all’A.R.M.S. concert”
TIM: “È come vedere i LZ a Zurigo 80 pensando di vedere quelli di TSRTS”
PICCA Tipo Live Aid”
TIM: “O Atlantic 88″
– fine del break calcistico –
 PICCA: “Sei pronto? Esce un box di 22 cd di Steve Hillage”
TIM: “22 cd quando forse sarebbe bastata una 2/3 cd compilation. Poi ripenso alla Sony che fa uscire ogni nota registrata di Dylan tra il 1965 e 66… siamo al feticismo, non è più amore per la musica… è spaventoso. Ogni volta che guardo SKYDOG il cofanetto di Duane mi viene voglia di buttarlo di sotto, non posso perché è un regalo della groupie… Picca voglio tornare nel 1978… aiuto!”
PICCA: Ti capisco. Siamo vittime della special edition.”
TIM: “Sì ma invece di fregarmene e passare oltre io ci sto male…sono alla frutta”
PICCA “Skydog è inascoltabile, ingestibile, inutile. Ogni bonus track uscita negli ultimi 25 anni ha inquinato la purezza dei dischi ai quali siamo affezionati. Dobbiamo farci largo in una foresta intricata di cazzate e ritrovare l’essenza. Forse è questo il perché del successo del vinile (che comunque è una mania nevrotica anche quella).
Oggi sentivo dei brani dal nuovo Paris dei Supertramp (Deluxe edition). Mi pare ci siano delle microdifferenze fastidiosissime, delle stonature del cazzo che in Paris 1979 non c’erano, delle sporcizie mai udite prima. Mi è venuto il nervoso. Adesso devo fare una comparazione. Il dubbio è: hanno messo brani registrati ‘nature’ mentre nel vecchio doppio live li avevano aggiustati in studio o sono io che essendo alle prese con una ‘special edition’ sento delle cose che non avevo mai sentito?’.
Stessa cosa con la nuova versione di Rock Of Ages della Band (Academy Of Music). Quel pazzo di Robbie Robertson ha rimixato tutto abbassando i fiati. Meno male che me lo regalò Riff e non ho speso un cazzo. Quando l’ho ascoltato ho detto ‘ma dove cazzo sono i fiati???  Adesso si trova in solaio a raccattare polvere.
Fiati arrangiati da Allen Toussaint, tra l’altro…”

September blues (a volte basta Keith Richards)

26 Set

Leggo su FP un post di una mia amica:

“La campagna in piena estate è bellissima. D’autunno è la cosa più triste del mondo. I tramonti precoci e umidi di settembre sono intrisi di malinconia. Diteglielo per favore a quelli che mi vogliono portare nelle cascine fuori Milano a passare le domeniche di settembre, che una cosa più desolante non riesco a immaginarla. Sarà bellissima ma non fa per me. L’autunno non fa per me. Le giornate brevi non fanno per me. Io amo le metropoli, poi.”

Non me ne stupisco, ormai LaRoby un po’ la conosco. La nostra è una amicizia vivace, turbolenta, a tratti sopra le righe. Per certe cose, siamo affacciati su terrazzi che ci danno visuali diverse, su cui a volte ci confrontiamo senza timore. Sorrido mentre ripenso alla sua considerazione, perché io sono l’opposto, io mi trovo a mio agio nella dolce malinconia settembrina, nei freschi umori pre autunnali della campagna, nell’essenza della provincia. I’m a cross counrtry boy dopotutto.

Evidentemente quei giorni di settembre passati ogni anno a vendemmiare dai nonni mi hanno segnato in maniera profonda. E così anche quest’anno le impressioni di settembre mi coinvolgono, mi segnano, mi tracciano il cammino.

Prendi ad esempio oggi, mi sveglio presto, annuso l’aria e prima di andare al lavoro decido di fare un giro tra le stradine campagnole. La blues mobile rolla placida sulle blue highway della Reggio Emilia county; a Saint Martin On the River decido di portare due fiori a mia madre. Certi cimiteri rurali mi danno pace, mi infondono una sorta di instabile tranquillità. Di prima mattina poi…

Saint Martin On The River graveyard (photo TT)

Saint Martin On The River graveyard (photo TT)

Saint Martin On The River graveyard (photo TT)

Saint Martin On The River graveyard (photo TT)

Un saluto a Mother Mary, agli zii, una veloce ponderazione sull’effimera durata della vita e poi di nuovo in macchina. Contemplo le campagne, le vigne con le viti appena munte che sembrano godersi il meritato riposo post vendemmia. Mi sento un tutt’uno con questa terra, se fossi pianta sarei senza dubbio una vite o un olmo. Attraverso Saint Little Faust of Herberia…

Countryside near Saint Little Faust of Herberia (Regium Lepidi)

Countryside near Saint Little Faust of Herberia (Regium Lepidi)

…il gioco di luce del sole tra le querce quieta il mio animo …

Countryside near Saint Little Faust of Herberia (Regium Lepidi)

Countryside near Saint Little Faust of Herberia (Regium Lepidi)

Sono alcuni giorni che in macchina ascolto BOB DYLAN: SLOW TRAIN COMING, AT BUDOKAN, DESIRE…

A inizio mese il sinodo degli Illuminati del Blues in quel di Regium Lepidi, alla Festa Provinciale dell’Unità; discreta cena al ristorante Ventasso e poi bluseggiamenti vari con i ragazzi (Picca, Jaypee, Mixi, Liso).

La settimana dopo, con la groupie in Britannia, “cena elegante” alla Domus Saurea con Picca e Biccio in occasione del derby INTER-MILAN. Dopo la vittoria della beneata, trenini, escort nude, prosecco a fiumi… questo nella mia testa, in realtà loro due fuori sul balcone a fumare, io dentro a bermi un Rum e a guardarmi dei filmati dei FIRM.

il Mancio, Biccio & Tim dopo il derby INTER-MILAN 1-0 (photo Picca)

il Mancio, Biccio & Tim dopo il derby INTER-MILAN 1-0 (photo Picca)

La groupie passa quattro giorni tra Chesterfiled e Londra in occasione del concerto di RICK WAKEMAN & The English Rock Ensemble. Mi devo così adattare, per un breve periodo, alla vita da putto. Me la cavo: a cena mi preparo gli spaghetti alle vongole, faccio andare la lavastoviglie, cerco di tenere la casa pulita, vado al pronto soccorso a causa di una reazione allergica al viso, accudisco Palmiro, gli altri quattro gatti che abbiamo giù, tolgo le ragnatele dal soffitto, pulisco il bagno…insomma, faccio il bravo ometto di casa nella speranza che la groupie torni e non scappi con RICK WAKEMAN…

Saura & Rick Wakeman - Barrow Hill - september 2015

Saura & Rick Wakeman – Barrow Hill – september 2015

Come sempre vado poi a trovare Brian, in pausa pranzo e al sabato mattina. Il vecchio sta benino, l’alzheimer avanza e lo irretisce sempre più, ma tutto considerato si procede a velocità di crociera. Quando arrivo e lo trovo nel salone insieme agli altri ospiti in lui scatta subito un “Tim!”, ma poi se gli chiedo chi sono non sempre riesce a dare la risposta giusta. A volte alla domanda “Brian, chi sono io?” risponde con sostantivi spassosi ma sintomatici: “sei il sindaco”, oppure “il capo”, “il generale“, “il dirigente“, “quello che mi protegge”, “il migliore”… sintomatici perché comunque Brian mi vede come una sorta di punto di riferimento, ed è bello per un figlio che non sempre è andato d’accordo con il padre, arrivare al risolvere il problema con il proprio genitore e spendere l’ultima fase della vita inseme in tranquillità. Poi Brian ritorna, gli dico “Set cus’et te Brian? T’è un suchèt damànt to fiòl!” (Lo sai cosa sei Brian, sei uno zucchetto come tuo figlio) e poi aggiungo “Set te chi è to fiòl?”(sai te chi è tuo figlio?), e lui prontamente “Te!” e ridiamo di gusto.

Brian - settembre 2015 (photo TT)

Brian – settembre 2015 (photo TT)

Sabato, mentre vado da lui, fuori Campogallo vedo un tipo che fa footing, è uno di quegli uomini bene in carne, a forma d’uovo, col culo basso, ha le cuffiette e sul retro della felpa scritto a grandi caratteri BOIA CHI MOLLA. La prima reazione è quella di fermarmi e di dargli delle bastonate sulla schiena. Naturalmente proseguo e nel farlo mi soffermo a pensare al mio primo istinto, al mio antifascismo assoluto, senza quartiere; a volte mi sorprendo della mia furia spirituale.

Torna LIGABUE al Campovolo di Regium Lepidi per l’ennesima serata trionfante (150.000 persone). Qualche disagio per i reggiani e soprattutto per chi abita nel giro di qualche km dal sito in questione, come il sottoscritto e la groupie. Non mi lamento, gli esseri umani devono pur fare qualcosa per distrarsi dall’inspiegabile mistero della vita, ma non sarebbe male che in un grande spazio come quello suonassero anche altre artisti e non solo il Mr Bullock from Correggio. Sono comunque felice per il mio amico MEL PREVITE, che insieme a LA BANDA ha rifatto col LIGA tutto BUON COMPLEANNO ELVIS, l’album del 1995. Suonare davanti a tutte quelle persone deve essere una emozione fortissima.

Campovolo 2015: Poggipollini, Ligabue, Mel Previte, Righetti

Campovolo 2015: Poggipollini, Ligabue, Mel Previte, Righetti

La groupie è una dei volontari di ECO FAN, più o meno trenta persone, collegate alla multiutility reggiana, che cercano di sensibilizzare i 150.000 fan di Liga circa la raccolta differenziata.

Ligabue pass campovolo 2015 006

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Otto ore al venerdì, dodici ore al sabato: la groupie ha un sacco di energia, non so come faccia.

Lorenz è a Londra, tramite whatsapp mi tiene aggiornato, passa le serate nei locali tipo il RONNIE SCOTT, e lo invidio molto. In Denmark street finisce per vedere il grandissimo ALBER LEE e per comprare una TELECASTER col bigsby. Io e lui siamo gibsoniani fino al midollo, ma una TELECASTER ha il suo fascino.

ALBERT LEE - photo Lorenz

ALBERT LEE – photo Lorenz

ALBERT LEE & LORENZ in Denmark Street

ALBERT LEE & LORENZ in Denmark Street

LORENZ in Denmark street

LORENZ in Denmark street con la Telecaster col bigsby

25 settembre: sono già passati 35 anni da quando John Bonham se ne è andato. Miglior batterista Rock di sempre? Sì. Grande perdita per la musica Rock. Ricordo in modo chiaro il 26/09/1980 quando il TG3 ne diede notizia all’ora di pranzo. Già 35 anni. Mah.

John Bonham

John Bonham

John Bonham

John Bonham

John Bonham fotograto pochi giorni prima di morire - photo courtesy of Jason Bonham

John Bonham fotografato pochi giorni prima di morire – photo courtesy of Jason Bonham

Mi sento spesso con POLBI, il reggino dagli occhi di ghiaccio sta passando un periodo particolare, a fatica cerca di districarsi tra il bayou paludoso in cui è finito, ma è sufficiente che veda per caso un foto di KEITH RICHARDS del 1971 per ritrovare energie insperate. Ieri infatti mi telefona, mi dice che si è preso un minuto per sé, entra in un locale a bere una coca cola mentre nubi nerissime lo sorvolano, quando gli capita di vedere un foto di KEITH, quanto basta per tirarsi su e riaffrontare la vita con il giusto piglio. Ah, come lo capisco, d’altra parte noi non ci rivolgiamo all’immagine di un ebreo di razza etiope di pelle scura, capelli scuri, occhi scuri raffigurato però con pelle chiara, capelli biondi, occhi azzurri; noi per trovare l’ispirazione ancestrale ricorriamo a questi trucchetti, il JOHNNY WINTER di SECOND WINTER, la cover di STRAIGHT SHOOTER, il KEITH RICHARDS del 1971.

Keith Richards, the man himself!

Keith Richards, the man himself!

Così anche settembre volge al termine, e con esso pure il periodo intenso al lavoro, il Cersaie è alle porte, il più (per noi) è fatto.

Vedremo un po’ cosa ci porta l’autunno …  Mare calmo? Moto ondoso in aumento? Ordini su Amazon? Cd e cofanetti buttati dalla finestra? Chissà.

Intanto cerco di tenermi vivo… in ottobre i concerti di CSN e TOM KEIFER, in novembre quello degli UFO, le partite dell’INTER, i sughi d’uva della Lucia, i romanzi di GREG ILES e le passeggiate all’alba nelle campagne …

… intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà …

Metrosexual blues

10 Set

Uno alla sera prima di andare a letto decide di darsi un po’ di crema sul viso, non una crema commerciale, no, una di marca, una di quelle che dovrebbero fare molto bene, mantenere la pelle morbida, creare l’effetto anti età. Uno fischietta un motivetto dei FIRM mentre se la spalma con cura. Uno si sente bene quando si prende cura di sé.

Foto internet

Foto internet

Uno poi va a letto e apre ancora con diffidenza il sequel della trilogia di Millenium. Stig Larsson se ne è andato ormai da 11 anni, il prosieguo dei suoi tre fortunatissimi libri è a cura di uno di cui uno non ricorda nemmeno il nome, ma il desiderio di rivivere le peripezie di Mikael Blomkvis ha il sopravvento. Uno poi chiude il libro, si sistema nel letto cercando di non disturbare il gatto Palmiro che dorme spaparanzato.

La notte uno si sveglia più volte, gli fa un po’ male la gola, sembra ingrossata, uno pensa ad un colpo di freddo. Alle 7 uno si sveglia definitivamente, si sente strano, la pelle del viso è calda, gli tira, come se avesse preso troppo sole. Uno muove i muscoli della bocca, uno capisce che c’è qualcosa che non va. Allora uno va allo specchio e si vede rosso e gonfio.

La groupie sta per partire per la Britannia, domani sera a Chesterfield ultimo concerto dell’anno di RICK WAKEMAN, non ha tempo di stare dietro ad un uomo di blues con una irritazione da crema da viso.

Uno si sciacqua la faccia più volte con l’acqua fresca. Uno va al lavoro. Uno ha 4 colleghe donne. La Virago intima di prendere del cortisone, la Sarwooda pure, la Dorwooda disapprova, la Vanwooda non si espone. La Sarwooda ribadisce il concetto, a volte s’ingrossa la gola e si fa fatica a respirare dice. Uno, che è un uomo di blues, inizia a sentire che la gola si chiude, inizia a vedersi trasportato d’urgenza al pronto soccorso, sente arrivare una crisi d’ansia. Uno va sul balcone del proprio ufficio, ispira ed espira lentamente, pensa all’inedito di PRESENCE e pian piano si tranquillizza. Uno va allo specchio e si guarda la faccia; uno dice tra sé e sé “mo’ dio canta ag manchèva sol càl lavòr chè. A sun propria un nessi… an s’è mai vest Johnny Winter dvintèr un metrosexual!” (Ma dio canta ci mancava solo quel lavoro qua, son proprio uno che non capisce niente…non si è mai visto Johnny Winter diventare un metrosexual)

faccia da blues - photo Sarwooda

TT – cream on – photo Sarwooda

 

 

Down by the seaside blues

27 Ago

Dopo le due settimane a Cuba di aprile, qualche giorno in Romagna, in una location rigorosamente vicino al kartodromo più grande d’Italia per dar modo alla groupie di sfogare le sue voglie. Tutto sommato non mi dispiace, dalle 12 alle 15,30 quando la spiaggia si svuota e guardo le vele bianche all’orizzonte sento le tossine lasciare il mio corpo, mi sento leggero, a posto con me st(r)esso. Se poi ho in mano una Corona gelata e in cuffia DOWN BY THE SEASIDE dei LZ, mi sento prossimo a raggiungere l’estasi…

Leggo, osservo, medito in modalità take it easy. Inizio a pensare che il mensile LINUS sia la rivista italiana di maggior spessore, o perlomeno quella che leggo con più fervore…

Linus agosto 2015

Le strisce di DILBERT e PERLE AI PORCI sono diventate essenziali per me, i PEANUTS mi riportano ai miei happy days e certi articoli mi fanno ridere l’animo: UN CASINO IMMENSO (mappa del dibattito in rete) / UN TEMPO GLI INTELLETTUALI ERANO INCISIVI. OGGI? BOH, FORSE, CHISSÀ. / ERAVAMO A RAGIONERIA INSIEME / E TU DI CHE PIDDÌ SEI?

Linus - che pddino sei?

Linus – che pddino sei?

Mi lascio trasportare poi dall’ultimo libro edito in Italia di GREG ILES, di cui da alcuni anni sono un fan con la stessa intensità di cui lo sono (ero?) dei LED ZEPPELIN…

Tim - reading The Natchez Burning

Tim – reading The Natchez Burning

Un paio di giorni di maltempo servono a far respirare l’estate, ossigenare il mare, rifarmi vivere il malinconico mood della Riviera al tempo della pioggia. Mi rifugio in un ristorante di buon livello, pietanza a base di pesce e per finire carpaccio di ananas. Mica male …

Da Giorgio - Carpaccio di Ananas - foto TT

Da Giorgio – Carpaccio di Ananas – foto TT

La musica, o meglio il rumore sonoro che si sente in giro, è quasi sempre spazzatura. La techno-caraibica commerciale insopportabile, il nuovo “piano bar” che consiste in un cellulare o in un tablet collegato ad un minuscolo mixer e ad un paio di casse che diffondono basi su cui uno sprovveduto canta (male) canzoni con arrangiamento techno. I bambini ballano al ritmo di questa melma, e mi chiedo che generazione diventerà la loro se cresce ascoltando questa sbobba sonora.

Torno indietro di alcuni decenni, cerco di ricordare cosa ascoltavo “involontariamente” io. La sigla della TV dei ragazzi consisteva in A SALTY DOG dei PROCOL HARUM e SHE CAME IN THROUGH MY BATHROOM WINDOW versione JOE COCKER. Quando mio padre, il vecchio Brian, o mia madre compravano un 45 giri per me o mi sorella prendevano cose tipo VENUS degli SHOCKING BLUE, BELLA BELINDA di GIANNI MORANDI, MINUETTO di MIA MARTINI o qualcosa dei CANNED HEAT da BANDIERA GIALLA. Ora, non è che BELLA BELINDA fosse un pezzo profondissimo, era ed è piuttosto sciocchino, trattasi di una cover di PRETTY BELINDA (1969) di CHRIS ANDREWS, una sorta di swing allungato con beat e rhythm and blues bianco inglese… però a me sembra un pezzo di musica leggera, non un pezzo di musica stupida… mah, chissà, forse sono io che come al solito guardo troppo lo specchietto retrovisore.

Parlo con la titolare del bagno dove ci siamo appoggiati, ci dice che quest’anno al pomeriggio, per l’aperitivo, ha chiamato uno che fa “Jash” (Jazz insomma). Alle 16 vado a vedere di che si tratta. C’è la sagoma di un pianoforte a coda di compensato bianco. Un uomo sui quarant’anni vi ha appoggiato sopra una tastiera, un mixerino, due casse, lì vicino un sax. Partono le basi, lui inizia a suonare la tastiera che ha gli stessi suoni delle tastiere Bontempi per bambini, mi stupisco della misera qualità. Poco dopo il Duke Ellington della Romagna prende in mano il sax con cui soffia fuori qualche nota senza nessuna particolarità. Il genere è una sorta di new age neutra. Il microfono tende a scivolare dal supporto ogni minuto, scena fantozziana. La sera passo vicino al bagno in questione, c’è ancora lui, stavolta fa piano bar, canta canzoni “d’autore”… ma è un cantante mediocre, ha una voce non adatta, non tiene bene l’intonazione. Mi faccio sempre la stessa domanda, sono io che sono diventato un vecchio brontolone o è un salutare modo di ribellarsi all’assuefazione di mediocrità che c’è nel mondo oggi? Se ti proponi come musicista da intrattenimento in situazioni del genere e, badate bene, sei pagato adeguatamente per farlo, occorre che tu ci sappia perlomeno un po’ fare, altrimenti sfoghi le tue voglie nella tavernetta di casa tua quando vengono gli amici a mangiare una pizza al salame piccante. Non devi essere FREDDIE MERCURY, ma devi essere almeno bravino.

Qualche sera dopo nella piazzetta della ridente cittadina c’è un gruppo all’apparenza professionale: palco grande, impianto luci notevole, vestiti da scena, pubblico numerosissimo. Il cantante è vestito come uno dei CLASSIC NOVEAUX …

Uno dei CLASSIC NOVEAUX

Uno dei CLASSIC NOVEAUX

Il genere proposto è una mistura senza costrutto: TALK TALK, SPANDAU BALLET, BOB MARLEY, KIM CARNES, persino gli YES (anni ottanta). Sono in sei sul palco, più un dj (un dj?) vestito come un rapper nero con cappello e medaglioni. Fanno uso di basi, non si capisce chi suona e chi fa finta, mah! Tutti i pezzi hanno lo stesso arrangiamento, lo stesso tempo. Il cantante non è dotato, ma la gente applaude, salta, balla al ritmo di “Su le maniiiii!!!” Ma la voglia di Rock è tanta che quando esplode OWNER OF A LONELY HEART la groupie scatta. Mi allontano da lei, mi nascondo in un aiuola, e mi metto a riprenderla con cellulino. Suona la airguitar, gli airdrums… chissà cosa pensa la gente di questa esagitata. Ad un certo punto si chiede dove io sia finito, si guarda intorno, mi vede, alza le mani in preda all’esaltazione mistica… e tutto questo per una canzonetta come POSSESSORE DI UN CUORE SOLITARIO, si trattasse di STARSHIP TROOPER capirei, ma così … come se io facessi lo stesso per, che so, ALL MY LOVE.

Ad ogni modo, unica eccezione alla monotonia musicale un gruppetto di ragazzi con una ragazza alla voce che propone del Rock in cui mi imbatto una sera. VAN HALE, RAY CHARLES, CHUCK BERRY, LED ZEPPELIN, ROBERT PALMER/TINA TURNER, JOAN JETT… roba buona. E’ divertente notare come un gruppo senza tante pretese sia comunque credibile grazie alla verve del chitarrista solista. I brani dei LZ non sono eseguiti benissimo, ma il resto è dignitoso, e poi … vedere una band di giovanetti suonare RAY CHARLES (Hallelujah I Love Her So del 1955) e CHUCK BERRY (Roll Over Beethoven del 1956) è una gran cosa, seppur si presentino sul palco in braghe corte …

Gruppetto Rock a Cesenatico - agosto 2015

Gruppetto Rock a Cesenatico – agosto 2015

Una sera in un hotel noto un duo bislacco: lui alle tastiere e al canto, lei alla batteria e ai cori. Suonano con l’aiuto di basi naturalmente; mi fermo a guardare la signora che tiene il tempo con la batteria; sto per andarmene quando vedo lui che si avvicina ad una buffa steel guitar… rimango basito, è chiaro che il tipo è uno della vecchia guardia, un musicista vero dei bei tempi andati. Mi rattristo nel constatare a cosa si è dovuto adeguare per vivere di musica, ma poi applaudo convinto la sua performance. Vaja con dios, hombre.

steel guitar man - foto TT

steel guitar man – foto TT

Davanti ad una libreria sento due signore parlare con accento meridionale: “Ah, qui c’è la libreria” dice una, e l’altra “Ah no, basta, io ho già due libri a casa, non ho bisogno d’altro. Sono quelli per il significato dei sogni”. Sbigottito mi giro a guardarla, è una di quelle 40/50enni tarchiate, troppo in carne, vestita come se avesse 20 e un corpo mozzafiato. E’ uno di quei momenti in cui il suffragio universale mi sembra una “cagata pazzesca”. Non è che io mi senta chissà chi, ma perlomeno, da uomo miserello quale sono, leggo libri, quotidiani, settimanali, in qualche occasione partecipo come spettatore a dibattiti politici e riunioni politiche, prima di andare a votare mi interrogo su certe questioni, valuto i candidati, bestemmio perché poi nessuno mi convince, ma se non altro cerco di mettere un po’ di me stesso  nell‘arte di governare le società (la politica insomma); ecco, che il mio voto valga come quello della australopiteca che ho davanti non mi va più bene. E ‘fanculo la democrazia.

Per calmarmi e cercare di dimenticare passo al mio hobby preferito: camminare per le strade di seconda fascia e osservare gli alberghi, carpirne gli aspetti più blues. Ne trovo uno che più blues non si può: l’Hotel Riposo. Ah.

gli hotel del Blues ... - foto TT

gli hotel del Blues … – foto TT

gli hotel del Blues ... - foto TT

gli hotel del Blues … – foto TT

Mi diverto anche ad esaminare i condomini di appartamenti da affittare o acquistare, in uno scovo una cassetta della posta assai curiosa…

Cassette della posta Blues - foto TT

Cassette della posta Blues – foto TT

In spiaggia, assorto nella lettura, sento genitori italiani chiamare i figli, scuoto la testa: i nomi dei bambini sono pretenziosi … è tutto un fiorire di Sebàstian, Samuel, Maicol, Manuel … una bambina si chiama Mària, con l’accento sulla prima a… sbotto tra me e me:  “an s’pol menga, ma fat dèr in dal cul te e Mària!”. La prossima volta cercherò un hotel e un bagno childfree in modo da non dover più essere costretto a sentire certi nomi.

Il mare è comunque una scusa, siamo qui affinché la groupie possa correre in go-kart. Per tre sere l’ accompagno in questo bel circuito che non frequenta da due anni, in tutto 8 gare: sette volte prima e una volta seconda; “il secondo posto è un cruccio” mi dice, “il kart che mi hanno dato non andava”. Inoltre ha centrato il 5° miglior tempo del circuito dell’anno in corso. Certo, sono “gare” fatte da appassionati che si ritrovano al momento, non sono gare ufficiali di campionato, ma vederla nella tuta gialla (colore riservato alle donne), sfrecciare tra le tute rosse (riservate agli uomini), e vedere il numero del suo kart continuamente nella prima posizione del tabellone luminoso mi riempie come sempre di meraviglia. In pista più o meno 20 concorrenti alla volta, lei li supera tutti, se non si spostano li sbatte fuori, alcuni li doppia. Ormai la conosco la mia groupie, ma mi sorprendo ogni volta… una che abbia un talento del genere in due discipline così distinte tra loro (la velocità e la musica) non è cosa comune.

Motor head woman - foto TT

Motor head woman – foto TT

Motor head woman - foto TT

Motor head woman – foto TT

In spiaggia scambio messaggi con JAYPEE. Anche lui e al mare, non troppo distante da me. Mi invia foto di certi “elegantoni” (cit. di Terence Hill) in giro la sera  in ciabatte, braghe corte e canottiera e di BEPPE MANIGLIA che è “in concerto” in una delle piazze del paese in cui si trova il mio amico.

Ogni mattina compro REPUBBLICA e LA GAZZA, il calciomercato è al suo culmine così, avido di notizie, sfoglio le pagine sperando in un colpo sensazionale della mia squadra. A tal proposito scambio messaggi con BEPPE RIVA. Il maestro è in Portogallo, mi manda una foto dove sfoggia il suo ultimo acquisto: una t-shirt dei BS. Parliamo della nostra INTER, tra speranze e paure. L’ultimo lustro ci ha fiaccato, chissà se quest’anno finalmente ci riprenderemo le posizioni che ci competono…

Beppe Riva in Portogallo

Beppe Riva in Portogallo

Lasciare i posti e la gente è per me sempre difficile. Julia me lo faceva notare sempre. Anche stavolta saluto l’Adriatico con l’animo in pena. Riattraverso la Romagna, rientro in EMILIA e quindi a BORGO MASSENZIO. Nemmeno il tempo di arrivare e faccio una capatina in ufficio, lunedì si ricomincia, meglio controllare che tutto sia a posto. Mi fermo poi da Brian. Appena mi vede esclama “Tim!”. Sono un po’ abbronzato, se ne accorge e mi dice ” ‘ste bel.” (se sei bello), è proprio vero: ogni scarrafone è bello a papà suo. Siamo sulla veranda, gli chiedo le stesse cose, intavolo gli stessi semplici discorsi, d’altra parte l’alzheimer non permette voli pindarici. Cerco di parlargli dell’INTER e del campionato che finalmente sta per iniziare e lui “l’Inter, sè, l’è vera” (l’Inter, già, è vero) ma chissà se si ricorda davvero. Gli chiedo se mi vuole bene e lui “Mo’ dio canta!” esclamazione emilianissima, come a dire “mo’ certo, te ne voglio un sacco”. Bacio il mio vecchio e vado dalla Simo a prendere Palmiro.

Dopo due settimane di lontananza Palmir me la fa pagare: non mi caga e va a nascondersi. E’ un gatto fortunato, quando andiamo in vacanza lui se ne va dalla Simo, che lo ama almeno quanto lo amiamo noi, ma lui deve farmela pagare comunque, d’altronde è un gatto. Il ritorno alla Domus Saurea è come sempre un po’ traumatico, per me e per la groupie. La prima notte Palmir non ci lascia dormire un momento. Miagola, salta sul letto, affila le unghie dappertutto. Alle 4 esausto mi alzo e sto con lui fino alle 6. E’ irrequieto ma mi sta addosso. Gli preparo da mangiare, lo coccolo. Sembra calmarsi un po’. Gioca a nascondino dietro al divano…

Palmiro - foto TT

Palmiro – foto TT

Mi rimetto a letto. Alle 6,30 ricomincia. Si alza la groupie e lo fa uscire. Torna a casa verso sera, spossato, beve una ciotola d’acqua. Lo lavo con la salvietta, gli do da mangiare. Si abbuffa. Una volta finito mi fissa. Ho capito. Lo prendo in braccio, andiamo nello studiolo, prendo un cd e lo infilo nel lettore, parte la musica e Palmir si appisola tranquillo con il muso sul mio petto. Aveva solo bisogno della sua dose di Aor. Magico Palmir.

Finalmente il campionato. La stagione non poteva iniziare meglio: l’Inter vince, J**e-Milan-Napoli perdono. Come sempre soffro fino alla fine (segna JoJo al 93esimo!) ma sono contento, avevo bisogno di calcio, della mia Inter, di vittorie.

Cena estiva nel giardino di Pol; riprendiamo i contatti, valutiamo nuovi pezzi da aggiungere alla scaletta degli EQUINOX, parliamo di Rock, di fyga, dei blues della vita.

Pol & Tim - agosto 2015 - photo Saura T

Pol & Tim – agosto 2015 – photo Saura T

Agosto se ne sta andando, settembre incombe, via … si riparte.

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Measuring a summer’s day (Emilia blues)

10 Ago

Contemplo l’Emilia sotto il tetto di questa estate rovente, vedo un gruppo di illuminati che si ritrovano per una grigliata nelle campagne adiacenti a Regium Lepidi. Hanno nomi pittoreschi: Pike boy, Riffy Betts, il Tony Banks di via Prati, Nonantolaslim, Mike Bravo e Lollo Stevens. Li sento discutere di musica, di come certi particolari abbiano inciso sulle loro vite. Magister Pike dice “avevo 14 anni, e quei colpi di cassa al minuto 5;15 aprirono porte su orizzonti che non pensavo esistessero”. Nemmeno due secondi e tutti si alzano, si rimettono i mantelli, e iniziano a salmodiare i versi di Gregorio Magno:

I’m tired of hypocrite freaks
With tongues in their cheeks
Turning their eyes as they speak

They make me sick and tired

Please, please, please open your eyes
Please, please, please don’t give me lies

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Vedo volontari che organizzano a Nonantola una festa il cui ricavato va in beneficenza, tra loro discendenti di famiglie storiche del paese e nuovi arrivati perfettamente integrati nella comunità. Un algerino si lascia prendere  in giro da uno dei volontari nonantolani che lo chiama affettuosamente“maruchèin”, e ribatte rassegnato, in un italiano dall’accento arabo, “Lo sai che non vengo dal Marocco” prima di correre in cucina a prendere altri piatti pronti per i clienti della festa. Una ragazza di colore e un ragazzo i cui antenati erano sicuramente indios sudamericani si scambiano battute in un italiano dal forte accento cantilenante tipico del posto. Niente male mi dico, individualità multietniche che si riconoscono nei tratti fondanti della etnia originale del posto in cui sono approdati.

Vedo gente che si ritrova la sera negli spazi verdi del paese per assistere a spettacoli organizzati anche qui da volontari, rinunciando per una volta ad essere preda delle televisioni. Vedo amici, musicisti della zona, che dopo 30 e passa anni sono ancora lì a suonare su di un palco…

Topazio Soul - Nonantola, Perla verde, 19-7-2015  (foto TT)

Topazio Soul – Nonantola, Perla verde, 19-7-2015 (foto TT)

Osservo il mondo dei centri commerciali, dove la gente a caccia di saldi si rifugia per sfuggire alla probabile solitudine della propria vita. Vedo anche cartelloni pubblicitari di non-musicisti italiani che si spacciano per tali imitando non-musicisti (KidRock) americani.

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Dalla finestra misuro l’arsura che attanaglia le campagne in queste domeniche …

Domus Saurea . finestre d'estate - foto TT

Domus Saurea . finestre d’estate – foto TT

Guardo un vecchio vittima dell’alzheimer combattere come può per non finire definitivamente nel pantano della demenza, aiutato da un figlio che escogita ogni trucchetto per farlo restare attivo …

Brian & Tim - agosto 2015 (Foto Lalli)

Brian & Tim – agosto 2015 (Foto Lalli)

Ready to Rock - Brian & Tim - agosto 2015 (Foto Lalli)

Ready to Rock – Brian & Tim – agosto 2015 (Foto Lalli)

Scruto le autostrade create tra i malghetti dalle mietitrebbie …

Malghetty highway - Foto TT

Malghetti highway – Foto TT

Distinguo uomini di blues che si danno al giardinaggio per sfuggire al morso dei diavoletti azzurri che gli attanagliano l’animo …

The Blue Farmer - Foto Saura T

The Blue Farmer – Foto Saura T

Esamino Feste dell’Unità sulle rive del fiume Secchia o del torrente Modolena, giganteschi ritrovi di gente ormai sganciata dall’idea di sol dell’avvenire, di rossa primavera.

Festa dell'Unità - Villalunga RE agosto 2015

Festa dell’Unità – Villalunga RE agosto 2015

Festa dell'Unità - Villalunga RE agosto 2015

Festa dell’Unità – Villalunga RE agosto 2015

Festa dell'Unità - Villalunga RE agosto 2015

Festa dell’Unità – Villalunga RE agosto 2015

Constato come nemmeno alla direzione importi di offrire intrattenimento di qualità: la zona Liscio è preda di orchestre spettacolo che suonano con basi su cui solo uno o due strumenti suonano dal vivo, il cui repertorio è ormai annacquato con insulse riproposizioni di immondizie musicali più moderne che nulla hanno a che fare con lo spirito del Liscio originale. Saggio l’ennesima tribute band dei QUEEN, e capisco in un batter d’orecchio che offrono uno spettacolo scadente.Nulla di male se suonassero in contesti meno importanti, ma la festa in cui mi trovo è seconda per importanza solo a quella provinciale di Regium Lepidi, ed è triste constatare come vogliano spacciare tale inconsistenza per spettacolo di qualità. Se metti in piedi una QUEEN tribute band di livello devi assicurarti prima di tutto che il cantante abbia una gran voce e una gran personalità, altrimenti stai a casa, o vai a suonare in situazione più consone al tuo livello. Non basta indossare il costumino, vantare (?) una partecipazione a The Voice Of Italy e gridare continuamente “su le mani!”. 

Vipers - Queen tribute - Villalunga RE agosto 2015

Vipers – Queen tribute – Villalunga RE agosto 2015

Vedo riflessi della bassa Louisiana, dell’Acadia, della Cajun belt insomma nel bayou reggiano, famiglie alle prese con faccende che pensavo appartenessero ormai solo al passato …

“Fogone” time – mother and daughter- Cajun county – Gavassae (Regium Lepidi) august 2015 – photo TT

Timber time - father, mother, daughter- Cajun county - Gavassae (Regium Lepidi)  august 2015 - photo TT

Timber time – father, mother, daughter- Cajun county – Gavassae (Regium Lepidi) august 2015 – photo TT

Guardo (in streaming) squadre di calcio finalmente vincere amichevoli …

Hot summer (lonely) nights series: alone at home, 32 ° degrees celsius, a cold Corona cerveza, watching the friendly game INTER - ATHLETIC BILBAO...  I guess that's why whey call It the Blues - photo TT

Hot summer (lonely) nights series:
alone at home, 32 ° degrees celsius, a cold Corona cerveza, watching the friendly game INTER – ATHLETIC BILBAO…
I guess that’s why whey call It the Blues – photo TT

Contemplo campanule che sfoggiano tutta la loro bellezza …

Tim Tirelli's campanula -august 2015 - photo TT

Tim Tirelli’s campanula -august 2015 – photo TT

In un ristorante vedo gente vestire incurante delle caratteristiche fisiche… il ragazzo con peli su spalle e schiena sfoggiare allegramente una canotta, donne di una magrezza agghiacciante indossare pantaloncini corti e canottiera, uomini grassi e sfatti girare in braghe corte, giovani ragazze che si credono attraenti vestire come le popstar (apparentemente) perfette, giovani ragazze con corpi sbilenchi che pensano basti stirasi i capelli e darsi un’aria tra l’annoiato e l’indifferente per essere fighe…

Infine dimentico tutto mentre osservo una groupie che dopo tanto tempo riprende in mano il mandolino e si mette a seguire un pezzo, da un bootleg del 1977, della più grande Rock band di tutti i tempi dipingendo l’estate emiliana con suggestioni dell’ antica Britannia …

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The Nonantolanian return of The Equinox (18 luglio 2015)

23 Lug

Tra le insignificanti facezie della mia vita, il ritorno in versione live nella mia piccola home town è una di quelle più gustose. Faccio due conti: sono passati ventidue anni da quando ho suonato sul suolo natìo al VOX, ventidue anni … diavolo, come passa il tempo.  Davidino Luppi e Rex Ansaloni ci hanno voluti a tutti i costi, l’occasione è quella della celeberrima PIZZA FEST di Nonantola, una festa del volontariato atta a raccogliere fondi a favore di realtà che affrontano nel quotidiano problemi legati all’infanzia e all’adolescenza. Tra l’altro lì si mangia la vera ed inimitabile pizza di Napoli (con tanto di pizzaioli arrivati dalla Campania), la pizza “regina Margherita”. La festa è in Piazza Alessandrini, uno “slargo” adagiato di fianco al Parco della Pace, lo spazio verde più importante del paese. I concerti si tengono su di un palco montato sotto alcuni bei tigli.

Il programma prevede oltre alla nostra presenza anche quella degli ALTAVIA, un gruppo prog della nostra zona che propone materiale proprio.

Arriviamo alle 18 e anche se siamo nell’ ora bassa il caldo è opprimente. Del service se ne occupa ZIBO del mio amico Michele, e per noi questa è una cosa che non ha prezzo. Competenza, professionalità e atteggiamento illuminato.

Elaboro una volta di più come sia essenziale, per un musicista non professionista del mio piccolo calibro, fare i concerti in situazioni tipo questa, dove tutto si dipana bene e le buone vibrazioni sono garantite. Non fosse così, chi te lo fa fare di andare incontro a sacrifici fisici e spirituali che con l’età diventano sempre più pesanti? Che ci sia almeno la soddisfazione del trovarsi bene e di passare una bella serata.

Capisco subito che sarà così dalla squisita disponibilità dei due organizzatori, Davide e Rex non ci lasciano mai soli e sono sempre pronti per ogni piccolo bisogno, e dal team di ZIBO: Michele, Enrico, Eugenio. Il soundcheck è un godimento. Sul palco si sente tutto benissimo, cosa che non capita mai! Saura è entusiasta, è la prima volta – dice –  in cui riesce a sentirsi in maniera perfetta. Di solito le tastiere sono un problema, non parliamo poi della pedaliera basso, strumento di cui la maggior parte dei presunti fonici ignora l’esistenza. Si alza un venticello leggero e con esso ci mettiamo a volare, gli strumenti sono asciutti, le mani scivolano che è un piacere sui manici d’acero.

The Equinox - Nnt 18-7-2015 (foto TT)

The Equinox – Nnt 18-7-2015 (foto TT)

Una pizza, una birra, un caffè, un liquore e cala la sera.

Tim & Lele - The Equinox - Nnt 18-7-2015 (foto TT)

Tim & Lele – The Equinox – Nnt 18-7-2015 (foto TT)

Nel frattempo alcuni amici che non vedevo da parecchi lustri, se non da decenni, si materializzano davanti a me: Fabrizio Zoboli e Fabio Zara, nel cui studio di registrazione negli anni 1993 e 1994 incisi un paio di demotape, poi Tugne Ansaloni, Leo Guagnano, Malaguti, il figlio di quello che aveva la pasticceria… amici di una infanzia che è, ahimè,  sempre più remota. Dello staff del PIZZA FEST mi vengono incontro Paolo Rizzo e altre facce legate alle mie radici nonantolane, tipo la Patty e Speedy  Si presentano anche Giovanni Sandri e Maura Fregni; Gio’ è quello che  urlando “John Bonham!” durante una partita di calcio nella seconda metà anni settanta, mi spinse verso l’universo LZ. Lo abbraccio, come ogni volta, con tutta la riconoscenza possibile.

Arrivano poi gli aficionados, Suto, Jaypee, la Betty, Adri, Mirna e la Lalli, mia sorella alla quale smollo la patata bollente anche stasera: filmare qualche pezzo del concerto. So che le chiedo un sacrificio, invece di starsene tranquilla a godersi lo spettacolo avere la videocamera in mano non è il massimo, ma insisto, mia sorella ha un che nel filmare che mi piace. S’intende, tutta qualità amatoriale, con le sane sbavature da ripresa senza cavalletto, ma bisogna avere qualche dote attitudinale per cogliere il senso, e la Lalli secondo me ce l’ha.

Alle 21 gli ALTAVIA salgono sul palco e per quasi un’ora e mezza riempiono di gustosa aria sonora il Parco della Pace. Non sono un patito delle nuove prog band italiane, ma questa merita la mia attenzione. Rimango affascinato dalle loro sonorità eleganti e dalle prove dei musicisti. L’arrivo poi della cantante BETTY BUNGLE impreziosisce ulteriormente il tutto. Dall’angolazione della mia opinione un unico appunto: non si va sul palco con le braghe corte. Considerazione che mi scappa e che quasi mi costa l’amicizia con MAURO MONTI, il chitarrista…

ALTAVIA live in Nonantola 18-7-2015

ALTAVIA live in Nonantola 18-7-2015

Tocca a noi, saliamo sul palco. Dal mixer mandano la nostra intro, osservo le stelle, LELE batte il quattro e ci mettiamo a cercare il nostro Shangri-La sotto la luna d’estate…

Seguono BLACK DOG e HEARTBREAKER durante le quali iniziamo ad accorgerci di quanto sia pesante la guazza che è calata col buio e di di conseguenza di quanto sia difficile suonare. Il concerto è appena iniziato e la Les Paul Standard è già inzuppata.

Saura si mette al piano e con la sua impeccabile maestria ci guida attraverso la montagna brumosa e le fatiche del lavorare dalle sette alle undici ogni notte. GiàMM HOP e SIBLY e ancora mi chiedo se qualcuno si stia rendendo conto che la reggiana dagli occhi di ghiaccio sta suonando contemporaneamente le tastiere con le mani e la pedaliera basso con i piedi.

Segue THE SONG REMAINS THE SAME, mi volto e vedo nel retropalco Mauro degli Altavia fare l’headbanging. Buon segno.

GALLOWS POLE non è un granché. Per una serie di motivi non facciamo le prove da un mese e mezzo e le poche date che abbiamo non sono sufficienti per tenerci in tiro soprattutto se qualcuno a casa poi non ripassa. Non proponiamo le solite cover o i soliti blues che anche i sassi ormai conoscono a memoria, col materiale dei LZ bisogna “essere sul pezzo”, sempre.  Infatti sbagliamo il finale. Mi innervosisco.

Tagliamo qualche pezzo dalla scaletta per stare dentro al tempo stabilito, non si può sforare troppo dalla mezzanotte, altrimenti alcuni residenti a bordo parco vanno poi dal sindaco a lamentarsi. Se non si può fare un po’ di festa nemmeno una volta all’anno d’estate fino ad un quarto d’ora oltre la mezzanotte, significa che l’isteria ci porterò a chiuderci in casa e ad incatenarci alla televisione.

Suonare DAZED AND CONFUSED e HOW MANY MORE TIME una di seguito all’altra è un po’ una forzatura, son pezzi dallo sviluppo non certo morbido, forse un po’ troppo anche per i casual fan. Mentre mi inarco durante DAZED con la paletta della chitarra prendo contro ad un travetto del palco, scordando una corda. Il caldo è opprimente, la fatica è tanta, non ho la mente abbastanza lucida per cercare di rimediare. A fine pezzo mi accorgo che il sol era diventato un sol#.

Bevo come un ludretto, la guazza e l’afa mi spingono verso il basso e adesso mi tocca imbracciare la doppio manico per STAIRWAY, oh satana, dammi la forza. Saltellare tra i due manici, cercare di suonare è davvero difficile, è come se qualcuno avesse spalmato del fango sui manici, mai vista una cosa del genere. Alla bene meglio portiamo comunque il pezzo in porto.

Il rush finale è composto da WHOLE LOTTA LOVE, COMMUNICATION BREAKDOWN e ROLL AND ROLL. Chiudiamo con I’M GONNA CRAWL. Ci chiedono il bis, CUSTARD PIE.

Stremati scendiamo dal palco. Ricevere complimenti fa sempre piacere, inutile negarlo, ma come spesso accade io non sono completamente soddisfatto della nostra prova, e mi perdo il piacere del rilassamento-adrenalinico del post concerto. Dovrei essere meno severo con me stesso, non posso pretendere che il gruppo e le nostre performance siano ben oliate, non siamo professionisti, lavoriamo tutta la settimana,  quando va bene facciamo due concerti al mese, a volte non ne facciamo nemmeno uno, proponiamo pezzi non esattamente semplici, che posso volere di più? Cerco di mettere da parte il fastidio dato dalle sbavature e di godermi la notte.

Viene a salutarmi Mussini, eravamo alle elementari insieme, non lo vedo da allora … “Sono passato per il parco, ho visto gente suonare, non ti avevo riconosciuto, poi hai fatto la presentazione del gruppo e ho sentito il nome Tirelli, lo smilzo di Nonantola, e ho pensato: a Nonantola c’era un solo Tirelli, non può che essere lui, così son venuto a salutarti”. Io e Mussini ci chiamiamo per cognome, non serve altro, ma lo abbraccio con affetto.

La gente si allontana, la guazza si fa very heavy. Smontiamo, carichiamo e poi ce ne stiamo a chiacchierare fino a tardi con gli ZIBO boys, con Rex, Davide, Marco e Lorenzo. Alle tre ce ne andiamo. Do un’ultima occhiata al parco, quel parco che quando ero bambino era un bayou selvaggio ed incolto, con stagni dove andavo con gli amici a catturare le tartarughe. Mi abbandono alla nostalgia, la luce dei lampioni si piega e si scioglie sotto questa rugiada notturna, densa, calda, fumosa. Metto in moto, buonanotte Nonantola, amore mio.

Ritorno a notte tarda. Alle quattro meno un quarto le macchine dei bovari entrano nel cortile della grande stalla che c’è non lontano dalla Domus Saurea. Scarico gli strumenti. Mi fermo un momento ad ascoltare il respiro della campagna, guardo le stelle. Salgo, una doccia e a letto. Mentre chiudo gli occhi e mi abbandono ad un sonno che sarà breve e poco efficace, come ogni volta sento il pubblico del Madison Square Garden sfumare in lontananza. New York, good night.

RP New York July 1973

HAVE A BLUES ON ME (AC/DC Imola Italy July 9, 2015)

17 Lug

Tre ore per fare 100 km, coda in autostrada da quando ti immetti sulla A14, esci e ti butti in tangenziale, due km e coda anche lì. Esci di nuovo e fai le strade normali, inizi il giro del perdono e per entrare a Imola è tutto bloccato. Parcheggi a qualche km dal luogo del concerto… arrivi all’autodromo dunque con l’umore non esattamente alle stelle. Quando poi vedi che il mare di gente che ti aspettavi è in realtà un oceano infinito, ti vien voglia di bestemmiare.

In origine dovevamo essere in 75.000, ma è chiaro che l’organizzatore ha spostato l’asticella e messo in vendita altri biglietti. Ufficialmente siamo in 92.000, ma voci di corridoio sussurrano si sia molti di più (120.000?). Evidentemente qualcuno doveva riprendersi da perdite precedenti, il tutto a discapito di noi poveri rock fan … 100.000 (e oltre) spettatori sono troppi anche per uno posto come questo.

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Mentre faccio questo ragionamento mi accorgo che non riesco più a godermi nulla e non capisco se – con l’età che avanza –  sono diventato insopportabile o se sono sempre meno incline a farmi prendere in giro. Ho speso, se non ricordo male, più di ottanta euro per essere, rispetto al palco, su di un altro continente. Va beh, passerà anche questa, cerchiamo di goderci la serata. Noto con piacere che non ci sono stand che vendono merchandising fasullo, di conseguenza quello ufficiale è preso d’assalto. Saura, come da tradizione, vuole una maglietta. La più bella (quella grigia) ormai è disponibile solo nella taglia XL, così opta per la meno peggio.

Mi accorgo come i bidoni per i rifiuti, e nello spazio intorno all’arena e in città, siano clamorosamente insufficienti. Bottiglie vuote e ciarpame ovunque per terra. Troviamo un varco e ci posizioniamo alla bene meglio. Almeno un terzo del pubblico indossa le corna di plastica intermitttenti e durante il concerto gratificherà i vari rimandi demoniaci che la band mette in scena con boati assordanti. La sensazione però è che sia un atteggiamento superficiale, evocare il diavolo, indossarne la maschera per esorcizzarne il significato, per riderci sopra e scacciare le paure. Un po’ come per i BLACK SABBATH, è tutto a favore di telecamera, tutto per lo spettacolo e per vendere (un tempo) dischi. Faccio un paragone con artisti molto più spaventosi da questo punto di vista … i primi due nomi che mi vengono in mente sono  LED ZEPPELIN (of course) e DAVID BOWIE … tutta un’altra storia.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Scommetto che buona parte di quelli che hanno le corna in testa domenica mattina andranno a messa. Oltre un’ ora d’attesa, non posso fare a meno di ascoltare i discorsi di quelli che ho intorno e una volta di più capisco che il Rock non esiste (o che perlomeno quello contenutistico è sparito). Un giovane senza speranza dietro di me indossa una maglietta dei QUEEN con ADAM LAMBERT, e le chiacchiere che sento nulla hanno a che fare con il Rock. Ci rifletto su questa cosa, gli AC/DC ormai sono diventati un gruppo trasversale, piacciono a tutti. Chi l’avrebbe detto!? Ligabue, Jovanotti, Ac/Dc, tutti dentro allo stesso calderone. Io non mi ci riconosco più. Tutto si mescola e si ribalta come in politica. Facce toste del centro destra che si indignano circa i disegni del capitalismo, partiti che dovrebbero rappresentare la sinistra guidati da moderati, figli, o meglio nipoti, della democrazia cristiana. Il Classic Rock che ora ingloba contemporaneamente KISS e SEX PISTOLS. Finiremo per avere gente che tifa in egual misura nerazzurri e bianconeri, blaugrana e camiseta blanca.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Ho pena per me stesso, sono ormai allo sbando, se anche quella che dovrebbe essere una piacevole serata di Rock and Roll diventa occasione per scivolare su riflessioni senza soluzione, temo di essere alla frutta. Per fortuna inizia il concerto e la mia attenzione si sposta. ROCK OR BUST e SHOOT TO THRILL mi ridanno vigore. La prima impressione è che il gruppo rolli in maniera decisa nonostante gli anni e la perdita di una pedina fondante.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Guardo verso la collinetta alla mia sinistra, siamo davvero una marea di gente. Con l’arrivo di CHRIS SLADE (l’ex batterista dei FIRM) mi sembra che  il gruppo abbia ripreso una dinamica e una ricchezza ritmica notevole nonostante abbia un bassista inesistente. ANGUS è in forma, suona la Gibson diavoletto da par suo, è lui l’idolo della serata. Io sono qui, oltre che per CHRIS SLADE, per BRIAN JOHNSON. Mi piace l’anglo-italiano di Duston, per le cose in cui (non) crede, per la sua schiettezza e sincerità. Fatica un po’ stasera, ma credo sia inevitabile, anzi a pensarci bene è i-n-c-r-e-d-i-b-i-l-e che a 68 anni riesca ancora a reggere una tournée  con gli AC/DC.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

La scaletta è un discreto mix di classicissimi e pezzi meno scontati, mi sarebbe piaciuto che la scelta di questi ultimi si fosse basata su cosucce musicalmente più rilevanti. Il pezzo che forse mi godo maggiormente è HAVE A DRINK ON ME.

Chiusura scontatissima con WHOLE LOTTA ROSIE e LET THERE BE ROCK, pezzi che non ho mai amato in modo particolare, ed infatti sono l’unico a non saltare. Angus gigioneggia nell’assolo di quest’ultima, io trovo queste cose un po’ fuori luogo nel 2015, ma io non sono nessuno, lui invece è ANGUS YOUNG.

Bis: HIGHWAY TO HELL e FOR THOSE ABOUT TO ROCK, i cui cannoni mi paiono un pochino spompi. FTATR però ogni volta mi mette in corpo un brivido fighissimo,  quindi per qualche minuto sono in preda al fremito del Rock.

In quattro parole: buon concerto, bello spettacolo.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

SCALETTA:

Rock or Bust
Shoot to Thrill
Hell Ain’t a Bad Place to Be
Back in Black
Play Ball
Dirty Deeds Done Dirt Cheap
Thunderstruck
High Voltage
Rock ‘n’ Roll Train
Hells Bells
Baptism by Fire
You Shook Me All Night Long
Sin City
Shot Down in Flames
Have a Drink on Me
T.N.T.
Whole Lotta Rosie
Let There Be Rock

Bis:
Highway to Hell
For Those About to Rock (We Salute You)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Uscire dall’autodromo dal punto in cui siamo entrati è impossibile, mai vista tanta gente così. Decido di uscire dall’uscita posteriore del catino che inaspettatamente è molto meno frequentata. Facciamo il giro largo della città, passiamo per il centro, ci mangiamo un gelato. All’una però siamo ancora lì che cerchiamo di uscire da Imola. Voltiamo la macchina, evitiamo l’autostrada e prendiamo la via Emilia.

A letto alle 3, mi chiedo in che condizioni sarò domani in ufficio, due serate consecutive di concerti lontani da casa sono uno sport estremo per l’ometto miserello che sono. Va beh, pazienza, ho visto CHRIS SLADE, sono già a tre per quanto riguarda i membri dei FIRM. Mi manca solo TONY FRANKLIN.

Prima di chiudere gli occhi ripenso alle melodie color pastello di TOGETHER, ma è solo un momento … mentre cedo alle tenebre sento i rintocchi delle TYRRELL BELLS e ritorno così al mio inferno personale.

JUST ANOTHER LOVELY NIGHT WITH THE KEYBOARDS WIZARD – Rick Wakeman, Asti (Italy) July 8, 2015

14 Lug

ITALIAN /  ENGLISH

Nuovo appuntamento con RICK WAKEMAN e con il suo spettacolo di PIANO SOLO; tre volte in poco più di un anno, Saura deve essere contenta. Questa volta, pur avendo i biglietti da tempo, siamo chiamati a dare una mano nella gestione di Rick da CLAUDIO CANOVA, il promoter nostro amico, coinvolto a sua volta dalla agenzia a cui si era rivolto il comune di Asti. CANOVA ci sa fare in queste faccende, ed è bello vedere che questa cosa gli venga riconosciuta.

Appuntamento poco dopo le 16 in un autogrill sulla A21. Ritrovo ad Asti, all’albergo dove alloggia Rick. Claudio fa il check in, io e Saura chiacchieriamo lì fuori con Paolo, medico (e musicista anch’egli) che segue il biondo di Perivale. Con Claudio poi ci incamminiamo a piedi verso il luogo del concerto. Lo spettacolo di RW è previsto all’interno della rassegna AstiMusica.

Mi piace quello che c’è scritto in fondo al poster: Ascolta la musica. Abbi cura della tua città.

Asti Musica 2015

Scambio di info con i tecnici che stanno sistemando il pianoforte a coda Steinway & Sons.

Alle 19 Rick arriva in piazza della Cattedrale. Il posto, sì insomma la location, come si dice oggi, è suggestivo.

Asti, la cattedrale (foto Saura T)

Asti, la cattedrale (foto Saura T)

Asti, the stage (foto Saura T)

Asti, the stage (foto Saura T)

Rick arriva accompagnato da Paolo e dal personale del comune di Asti. Si fionda sul palco, prova il piano a coda e aiuta i tecnici a spostarlo nella posizione che desidera. Io, Saura e Claudio siamo lì dietro il palco.

Claudio C. & Tim (foto Saura T)

Claudio C. & Tim (foto Saura T)

Saura & Claudio C. (foto Tim T)

Saura & Claudio C. (foto Tim T)

Venti minuti e il soundcheck termina. RW scende dal palco, diversi fan  premono per farsi scattare una foto con Rick. Come sempre WAKEMAN è disponibilissimo. Io, Saura, Claudio e Paolo ci disponiamo dietro di lui pronti ad intervenire in caso qualcuno esageri un po’. Ci spostiamo poi nel backstage, nel camerino ricavato nelle stanze della sezione locale della Confartigianato. Claudio chiede a Rick se si rammenta di noi e piuttosto sorprendentemente Rick ci dice “Ehi ciao, siete venuti anche questa volta allora.”. Non sono sicuro che ricordi che ci siamo già visti in un paio di occasioni (SCHIO 2014 e VICENZA 2015), ma la sensazione è che, almeno visivamente, ci abbia riconosciuti. Chissà, forse ogni tanto dà un’occhiata al gruppo facebook RW KEYBOARDS WIZARD che gestisce Saura, e a furia di vedere la foto di se stesso con la reggiana dagli occhi di ghiaccio, la sua memoria deve avere immagazzinato i connotati della (mia) groupie. Ad ogni modo, la cosa ci fa indubbiamente piacere.

RW è uno che non pretende tanto, ma il “rider” che aveva chiesto Claudio non è esattamente rispettato. Nel frigo coca cola e acqua a volontà, qualche birra, ma il resto mi sembra un po’ miserello: qualche sandwich, qualche mela, qualche pesca, una confezione di Canestrelli, un po’ di patatine. Mah.

Rick si immerge subito nella stesura della scaletta e a scrivere gli appunti relativi. Io, Saura, Claudio e Paolo parliamo tra di noi, ma mi sento a disagio, un po’ perché  puoi anche essere experienced finché vuoi, ma avere RW lì di fianco non è esattamente cosa da tutti i giorni, un po’ perché non vorrei che Rick si sentisse escluso. Essendo anglosassone poi non credo che sia uno che rompa il ghiaccio per primo, così mi sa che tocchi a noi latini. Paolo e Claudio si allontanano per andare a verificare i lavori sul palco, rimaniamo nei camerini io, Saura e RW. Guardo the girl from Gavassa, fa la professionale, ma immagino che dentro sia tutto un fuoco. Chiedo con Rick se non lo disturba se parliamo un po’, lui sembra sollevato e ben disposto a chiacchierare. Parto un po’ imballato, ma poi ingrano la quarta è mi metto a discorrere amabilmente con il keyboards wizard. Parliamo di gatti, dato che come noi anche lui è un amante dei felini, ad un certo punto mostra la foto di Harry (uno dei suoi gatti, quello famoso dato che Rick lo cita spesso su twitter) a Saura, e io penso tra me e me: ma guarda un po’, RICK WAKEMAN, ripeto, RICK WAKEMAN che mostra una foto del suo gatto tramite il cellulino a Saura.

Parliamo dei LED ZEPPELIN (dice che è molto amico con RP, amico con JPJ, ricorda le bevute con JOHN BONHAM. Nessuna menzione di PAGE), di calcio (è parecchio informato sulla serie A, analizza brevemente la stagione della mia amata Inter, ha grandi parole per Mancini e una grande stima del mio football god JOSE’ MOURINHO. Rick è un tifoso del BRENTFORD e del MANCHESTER CITY.

Saura mi si avvicina e mi sussurra “Ma, riesci a parlare dell’Inter anche con Rick Wakeman?!

Tocchiamo inoltre l’argomento di Cuba e della sua avventura relativa (tre concerti tenuti all’HAVANA nel 2005) e del lungo incontro avuto con FIDEL CASTRO. Chiacchierata davvero interessante. Rick ti mette a suo agio, nessun atteggiamento snob da rockstar. Persona davvero meravigliosa.

Salta poi fuori il Rock fan che è in me, così gli chiedo se non lo disturba troppo fare un paio di foto con me e Saura. Rick si dimostra una volta di più disponibilissimo, mentre lo inquadro per lo scatto scherza con Saura, entrambi si mettono a ridere… quadretto irresistibile.

RW & Saura - Asti 8 july 2015  (Foto Tim T)

RW & Saura – Asti 8 july 2015 (Foto Tim T)

RW & Tim T. - Asti 8 july 2015 - backstage (foto Saura T)

RW & Tim T. – Asti 8 july 2015 – backstage (foto Saura T)

Autografa una delle sue due autobiografie e scrive “Saura, lots of love. Rick Wakeman”.

Poi accade un imprevisto, Saura gli allunga il divudi degli EQUINOX live al Blu J di Reggio Emilia. Prego Rick di gettarlo nel cestino una volta a casa e lui mi fa “Perchè, vi voglio vedere all’opera”. Filmati amatoriali, pezzi dei LZ, un chitarristino come me … cosa potrà pensare un musicista dal lignaggio gigantesco come lui? Mi imbarazzo al solo pensiero.

Arriva poi l’altro Paolo. Io e Saura ci presentiamo. Mentre Rick fa una intervista per la rivista PROG versione italiana, Paolo ci racconta gustosi aneddoti su altri nomi del Rock.

Alle 21,45 è ora di salire sul palco. Lo spettacolo è simile ai due che ho già visto, ma sentire suonare WAKEMAN è sempre un’emozione forte.

RW live in Asti 2015 (foto Tim Tirelli)

RW live in Asti 2015 (foto Tim Tirelli)

Rick parla e racconta qualche aneddoto tra un pezzo e l’altro. In seguito arriva il momento di dedicare qualche pezzo a CHRIS SQUIRE,  scomparso non troppi giorni fa. Rick dice qualcosa, il pubblico si alza in piedi e tributa un lungo applauso in onore del leggendario bassista, fondatore e leader degli YES. Il tributo di Rick si concretizza attraverso THE MEETING, AND YOU AND I e WONDEROUS STORIES.

Il concerto si snoda attraverso classici tratti da album leggendari come  JOURNEY TO THE CENTRE OF THE EARTH e SIX WIVES OF HENRY VIII e altre cosucce meno note. Non mancano gli accenni alle sue collaborazioni con CAT STEVENS e DAVID BOWIE, e le sue riproposizioni di HELP ed ELEANOR RIGBY dei BEATLES.

Un paio di bis, l’ultimo è THE JIG, pezzo scritto per il CIRQUE DU SOLEIL, brano che personalmente mi fa impazzire…

Finito lo show ci dirigiamo in tutta fretta al ristorante, un posto molto blues in pieno centro…

Ristorante - Asti (foto TT)

Ristorante – Asti (foto TT)

Niente aria condizionata, atmosfera informale, piacevole cena notturna. Paolo ci intrattiene ancora con storielle Rock davvero curiose.

Paolo & Claudio -(foto Saura T)

Paolo & Claudio -(foto Saura T)

RW a cena post concerto (foto Saura T)

RW a cena post concerto (foto Saura T)

Terminata la cena, ci avviamo verso l’uscita, prendo il cellulare di Saura, tocco inavvertitamente lo schermo e appare lo sfondo del Galaxy…una foto di WAKEMAN. Rick è dietro di me, vede la cosa e mi dice “She needs help”. 

Alcuni fan sono in attesa davanti all’entrata del ristorante. Rick si fa una foto con tutti. Salutiamo Paolo e accompagniamo in macchina Rick in albergo. Ultimi saluti, Rick abbraccia e bacia Saura e sale in camera. Rimaniamo ancora cinque minuti a parlare con Claudio e poi ripartiamo verso la Sweet Home Emilia Romagna.

Arriviamo alla Domus Saurea a notte fonda, doccia e a letto. Sono quasi le 5, domattina dovrei andare in ufficio, domani pomeriggio ci aspettano gli AC/DC a Imola … non so come farò. Ci penserò domani. E’ stata una bella serata e mi voglio godere le buone vibrazioni. Guardo Saura, è ancora sorridente. “Buonanotte groupie. Rick Wakeman rules!”

(BROKEN) ENGLISH

New rendez-vous with RICK WAKEMAN and his PIANO SOLO show; three times in just over a year, Saura should be happy. This time, despite having tickets for some time, we are called to help in the management of Rick from CLAUDIO CANOVA, the promoter and our friend called by the city of Asti (Italy) to handle things. CANOVA is very good in these matters, nice to see they recognize his merits.

We meet shortly after 4 pm in a motorwaycafè on the A21 italian motorway. We then arrive in Asti, at the hotel where Rick stays. Claudio does the check in while me and Saura chat with Paolo, the doctor who follows Rick on his italian dates. Then we stroll to the concert venue. The RW show is incorporated in the Astimusica review.

I like what is written in the bottom of the poster: Listen to the music. Take care of your city.

Checking details with the technicians who are setting up the Steinway & Sons grand piano.

Rick comes in at 7 pm in the Cathedral Square. The place, so in short, the location, as we say today, is impressive.

Rick arrives accompanied by Paolo and by the staff of the town of Asti. He goes straight on stage, he tries the piano and helps technicians to move it to the position he wants. Me, Saura and Claudio are there behind the stage.

Twenty minutes and soundcheck ends. RW comes down from the stage, several fans are pressing to have their picture taken with Rick. As always WAKEMAN is extremely available. Me, Saura, Claudio and Paolo stay behind him ready to intervene in case someone exaggerating a bit . We move then backstage, in the dressing room housed in the rooms of the local branch of Confartigianato. Claudio asks Rick if he remebner me and Saura and rather surprisingly Rick says “Hey hello, you have come also this time then.”. I’m not sure he remembers that we have already meet twice  (SCHIO 2014 & VICENZA 2015), but the feeling is that, at least visually, he recognizes us. Maybe sometimes he takes a look at the facebook group RW KEYBOARDS WIZARD which Saura manages, and after seeing the pictures of himself with Saura his memory must have stored the connotations of her. However, it undoubtedly is a pleasure.

RW is one that does not claim so much, but the “rider” that Claudio asked is not exactly respected. In the fridge coca cola and water at will, a few beers, but the rest seems a bit poor: some sandwiches, some apples, some peaches, a pack of biscuits, a bit of chips. Well…

Rick immerses himself immediately in writing the setlist and other notes. Me, Saura, Claudio and Paolo do the talking amongst ourselves, but I feel a bit uncomfortable because you may be experienced as you like, but having RW sitting next to you is not exactly every day stuff, and also because I’m worried Rick may feel excluded. As Anglo-Saxon then I do not think he’s one that breaks the ice first, so I guess that it’s up to us Latins. Paolo and Claudio move away to go to see how is the work on the stage, I remain in the dressing room with Saura and RW. I look at the girl from Gavassa, she looks professional, but I guess she’s on fire. I ask Rick if he doesn’t mind if we talk a little ‘, he seems relieved and willing to chat. At the beginning my broken english sound jammed, but then I shifted into fourth and I start talking amiably with the keyboards wizard. Rick is a cats lover so we talk about our pets, at one point he shows the photo of Harry (one of his cats, the famous one since Rick cites him often on twitter) to Saura, and I say to myself: “Pretty amazing, RICK WAKEMAN, I repeat, RICK WAKEMAN is showing a photo of his cat through his cellphone to Saura”

We then speak about LED ZEPPELIN (he says he is very good friend with RP, friend with JPJ he recalls drinking with JOHN BONHAM. No mention of PAGE), football (he is well informed about Serie A, he briefly analyzes the last poor season of my beloved F.C Inter, he has great words for coach Mancini and he had great respect for my football god JOSE MOURINHO. Rick is a fan of BRENTFORD and MANCHESTER CITY football clubs.

Saura approaches me and whispers, “Goodness, you can talk about Inter even with Rick Wakeman?!”

Also we touch upon the topic of Cuba and of his adventure there (three concerts held in Havana in 2005) and about his long meeting with Fidel Castro. Very interesting chat. Rick puts you at ease, no snob rock star attitude. He really is a wonderful person.

Then the Rock fan in me jumps off, so I ask him if it bothers him to take a couple of photos with me and Saura. Rick is once more amenable, he jokes with Saura while I take the pics, they both begin to laugh … fantastic.

He writes “Saura, lots of love. Rick Wakeman ” on one of his autobiographies Saura took with her.

Then something unexpected happens, Saura hands him the homemade dvd of EQUINOX (our LZ tribute band) live at Blue J of Reggio Emilia 2015. I feel ashamed and say “See Rick, she is the biggest RW/Yes fan I know bur fortunately she loves also LZ, so we put together this band to having good time.” I beg Rick to throw it in the trash when he got home and he says to me, “Why, I want to see how you do the job.” Amateur footage, LZ covers, an average guitar player like me … what will think a high lineage musician like him? I am embarrassed at the thought.

Then comes the other Paolo. me and Saura introduce ourselves. While Rick does an interview for the PROG magazine Italian edition, Paolo tells juicy anecdotes about other names of Rock.

9,45 pm it is time to go on stage. The show is similar to the two that I’ve already seen, but to see WAKEMAN play is always a sweet emotion.

Rick speaks and tells some anecdotes between a songs. Then comes the time to dedicat few pieces to CHRIS SQUIRE, who died not too many days ago. Rick says something, the audience stands up and the late legendary bass player, founder and leader of the YES gets a big hand, a thunderous applause. The tribute to Chris consists in THE MEETING, AND YOU AND I and WONDEROUS STORIES.

The concert winds through classic traits of legendary albums like JOURNEY TO THE CENTRE OF THE EARTH and SIX WIVES OF HENRY VIII and other little things less known. There are the usual references to his collaborations with CAT STEVENS and DAVID BOWIE and his reworkings of HELP and ELEANOR RIGBY by the BEATLES.

A couple of encore; the last is THE JIG, a piece written for CIRQUE DU SOLEIL, a song that personally drives me crazy …

The show ends and we head in a hurry to the restaurant, a very blues one in the heart of the city.

No air conditioning, informal atmosphere, pleasant dinner night. Paolo still entertains us with stories about Rock.

After dinner, we are approaching the exit, I take Saura’s cell phone, inadvertently I touch the screen and in the background of the Galaxy model appears a photo of WAKEMAN. Rick is behind me, he sees it and says, “She needs help.”

Some fans are waiting at the entrance of the restaurant. Rick take his time to sign everything and to take photos with everyone. Wot a gentleman! We then get in Paolo’s car to take Rick to his hotel. There we say goodbye, Rick hugs and kisses Saura and he head for his room. We stay just a litlle bit longer with Claudio and then we leave Sweet Home Emilia Romagna bound.

We arrive at the Domus Saurea in Reggio Emilia at 4 o’clock in the morning, we take a shower and go to bed. It’s almost 5 am, I should go to work tomorrow morning and tomorrow afternoon we will go to Imola’s racetrack to see AC/DC … I do not know how I will but I will think about it tomorrow. It’s been a lovely evening and I want to enjoy the good vibes. I look to Saura, she is still smiling. “Goodnight baby. Rick Wakeman rules! “

IL BLOG DEL GATTO PALMIRO: Hey Hellas Have You Heard the News?

8 Lug

Fosse un nativo americano, chiamerei Tyrrell “colui che scuote la testa”. Non riesce più vivere bene, ogni volta che ascolta un tg, che legge qualcosa rimane basito dalla bassa qualità delle riflessioni, politiche e non, e dei commenti. Sono giorni che non si parla d’altro che di Grecia e Tyrrell è esterrefatto: tutti sono diventati improvvisamente dotti economisti e comunisti. Il Grillo parlante, la Santanché, Salvini ed altri esponenti del centro destra poi si schierano tutti con il no, con Tsipras, con il popolo greco. Tyrrell stenta a credere a quello che vede e legge.

Tyrrell non è certo un sostenitore del capitalismo, della Merkel, della oligarchia e del sistema bancario, Tsipras gli sta simpatico, ma qualche interrogativo se lo pone. Era davvero indispensabile il referendum? Un premier, un esecutivo, un governo non dovrebbe avere il coraggio e l’autorità di fare delle scelte, di dare delle risposte anche senza appoggiarsi di nuovo al popolo? Sì, certo, referendum come  strumento democratico, ormai lo dicono tutti, ma Tyrrell non è mica convinto. Col populismo imperante, con la demagogia dilagante il referendum va usato con assoluta parsimonia.

Tyrrell si chiede se non fosse stato il caso di continuare la trattativa ad oltranza, fino a trovare un accordo dignitoso che stemperasse le rigidità della troika e fosse sostenibile per le casse greche. L’Hellas, l’Ellade, sì insomma quella che noi popoli europei chiamiamo Grecia, è elemento fondante dell’umanità tutta, è chiaro che non può essere messa alla porta, dipendiamo e discendiamo tutti dalla cultura greca, persino questo piccolo blog è figlio di Atene (e di Roma e della Rivoluzione francese), come è possibile pensare di farne a meno? Ma che senso ha avuto il referendum se si torna a trattare? Ha vinto il NO, benissimo, ma è una cosa fine a se stessa, tu puoi votare no finché vuoi ma se gli altri paesi dai quali, per un diabolico disegno del capitalismo, dipendi non ti prestano altri soldi, tu te ne vai a ramengo. Ed ora tutti gli elleni lì ad aspettare domenica, terrorizzati dall’ipotesi che li vede fuori dall’Europa e dall’euro.

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Sì perché poi non è mica solo la Merkel, o Hollande, qui c’è un bel pezzo d’Europa che qualche domandina se la fa. Sì certo i Greci, poverini … ma tutti gli anni ad accettare solo contanti, a non pagare le tasse, ad accedere alla pensione in età bassissime e altre mostruosità simili? E’ colpa dell’Europa? Sicuro, non è colpa di Tsipras, l’Hellas ha avuto per decenni governi pessimi; Tyrrell pensa che l’Europa sia una grande opportunità e che non debba solo essere il simbolo di un capitalismo irresponsabile e di due o tre stati padroni, l’Europa deve rappresentare una nuova via all’umanesimo e all’unità, dove i più forti danno una mano ai più deboli, dove il denaro non può e non deve essere l’unico metro, dove demagogia e populismo siano messi all’angolo e chiunque riconosca i propri errori, Ellade in primis.

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Come se non bastasse la questione ellenica a tormentare l’anima inquieta di Tyrrell ci si mette anche Studio Aperto, sì insomma quella fatua rivista di avaspettacolo che una delle reti mediaset spaccia per telegiornale. Due o tre sere fa il mio umano ci inciampa sopra e finisce per guardarlo a sufficienza per cadere in un altro sconfortante blues. Venti minuti del telegiornale dedicati a tre servizi: uno sul caldo, uno sui saldi e uno intervistando gente al mare … il tutto condito da domande e risposte così stupide e banali da far venire l’orticaria. Tutto questo, ripeto, per venti minuti. Un telegiornale basato per metà della sua lunghezza sulla parola “caldo”. Tyrrell ad un certo punto sbotta “ma dio canta, mo’ non lo sapete che in Italia d’estate fa caldo e d’inverno fa freddo? Ràza ed ciocapiàt! L’anno scorso d’estate c’era troppo freddo, quest’anno troppo caldo. Mo’ vala a tor in dal cul!”.

Qui, dice Tyrrell, o che iniziamo ad elevarci un po’ tutti o è la fine, invece di postare su facebook idiozie del tipo “E’ tutto un magna magna, questa classe politica non deve andare a casa, deve andare in galera” e poi nel nostro piccolo quotidiano comportarci come quelli che critichiamo, faremmo meglio a darci una mossa, ad impegnarci in prima persona se vogliamo che cambino le cose.

Povero Tyrrell, spero solo che non impazzisca, se no chi ci pensa a me? Io cerco di fare la mia parte e di consolarlo il meglio che posso …

Tyrrell & Palmir (foto Terry)

Tyrrell & Palmir (foto Terry)

Quando non faccio consueling a Tyrrell, continuo con le mie cose da gatto: caccio le talpe, perlustro le terre intorno alla Domus Saurea e schiaccio dei bei pisoli. Cotto dal caldo mi adagio al ritmo di questa estate pigra ed indolente, lascio per un momento il mio AOR preferito e mi sdraio sui dischi che Tyrrell ascolta in questo periodo, oggi è il turno di DICKEY BETTS & GREAT SOUTHERN, album che arrivò a Tyrrell più di 7 lustri fa tramite il compianto ADRIANO VETTORE, che a quanto ho capito era un grande chitarrista blues italiano, nonché amico del mio umano preferito… ad ogni modo meno male che c’è la musica Rock a renderci meno amara questa vita da gatti e da umani …

Bougainvillea, sing your song
For my lover, for my love
I need
Sweet Bougainvillea
Let her wear your flowers in her hair
You will always be
Always be our love song
She was so afraid
To give her heart away
Now before she even know
I hold her close to me
Sweet Bougainvillea
Let her know, she’s free

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