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Il sinodo di febbraio degli illuminati del blues

20 Feb

Eccoci di nuovo qui riuniti intorno alla tavola rotonda, dei dodici che dovremmo essere ci presentiamo in otto. Siedo sullo scranno più alto, ho una visuale perfetta. Uno ad uno, incappucciati di nero ed azzurro (tranne Paulus), i confratelli vengono a me. ROBERTUS alla mia destra, quindi IOANNES PAULUS,  MARCUS ATHOS, STEPHANUS, PAULUS, MARCELLUS, LAURENTIUS. 

Apro le sacre scritture a pagina 666 e inizio il rito d’apertura:

MAGISTER TIMOTHEUS: Love is like oxygen you get too much, you get too high

I CONFRATELLI con lento salmodiare: Not enough and you’re gonna die love gets you high

MAGISTER TIMOTHEUS:Time is no healer if you’re not there holy fever sets words in the air some things are better left unsaid

I CONFRATELLI con lento salmodiare: I’m gonna spend my days in bed I walk the streets at night to be hidden by the city light, city light

Vedo i confratelli concentrati fissare la ceramica che capeggia sullo stipite della porta che raffigura il Signore Delle Tenebre con il cuore in mano…

Il dark Lord bleeding heart ok

…li vedo in estasi mistica. Poi il Kata porta le pizze e torniamo sulla terra.

Stasera si dibatte di massimi sistemi, tipo l’ ordine da uno dei due soli venditori mondiali di buste jewel case per CD, quelle che ti fanno risparmiare spazio,  le space saving jewel case sleeves insomma…

space saving jewwl case cd sleeve

Ho quasi 3000 cd, non posso permettermi di tenerli tutte nelle custodie rigide. PAULUS mi dice che c’ha già provato, ma che poi si è pentito ed ha dovuto reinserire i cd e le copertine nelle custodie di plastica dura. Anche io temo un finale simile, ma devo provare (anche perché l’ordine è già stato fatto).

Parliamo poi di come sia sorprendente che sullo STEVE HOFFMAN FORUM ci siano californiani patiti del BANCO DEL MUTUO SOCCORSO, gruppo che nemmeno in Italia ascoltiamo più con ardore simile.

Tocchiamo quindi uno degli argomenti a noi caro, le deluxe edition. PAULUS freme, vedo che sta iniziando un percorso che lo porterà a impantanarsi definitivamente nelle dolci acque fangose delle LEGACY-DELUXE-ANNIVERSARY-EXPANDED-SPECIAL EDITION. Ci aggiorniamo sulle prossime uscite del genere tipo i box di EAGLES (studio album box set 6cd), STEPHEN STILLS (career spanning 4cd retrospective) e BOC (17 cd box set…già ordinato). Riflettiamo sul fatto che ora fanno uscire le deluxe edition anche di album non certo memorabili…oramai anche il disco più lofi degli anni 70/80 viene considerato (o comunque spinto come) una cosa speciale.

Per un momento franiamo su cose molto terrene: la figa.

The Fyga

The Fyga

E’ solo un attimo, giusto per ricordare la nostra adolescenza, le festicciole della domenica pomeriggio e il testosterone che ci teneva ehm..in piedi per ore intere. In pochi minuti partono tanti di quei “Zio can, vecchio…” che le mura del Kata sembrano tremare.

Mi schiarisco la voce, cerco di riportare tutti all’ordine: “Confratelli, vi ricordo che siamo una associazione iniziatica a base etica e morale, e che il nostro scopo è la tensione collettiva atta a portarci al perfezionamento delle più elevate condizioni umane”.

Tutti si ricompongono e torniamo alle cose basilari delle nostre vite: ammirare come fossero i rotoli del mar morto i due 45 giri di KEITH EMERSON relativi alle sigle di ODEON TV (gentile omaggio di STEPHANUS) …

KEITH EMERSON HONKY TONK TRAIN BLUES

KEITH EMERSON MAPLE LEAF RAG

la speranza nella elezione di un papa nero (non inteso come coloured), la proposta da inoltrare al comune di Mutina per la realizzazione di una statua dedicata a GREG LAKE da posizionarsi di fianco al grappolo d’uva nella rotonda della Vignolese [grappolo eretto in onore delle nostre terre, la LABRUM RUSCUM VALLEY, insomma la valle del Lambrusco (labrum -margine dei campi e ruscum -pianta spontanea-…la vite la(m)brusca era quella che cresceva incolta ai margini dei campi), la Regium-Mutina County].

Grappolo d'uva della rotonda di via Vignolese - Mutina

Grappolo d’uva della rotonda di via Vignolese – Mutinareveletion

… i concerti  di FINARDI, PINO DANIELE, BRANDUARDI visti sul finire degli anni settanta. Terminati i temi dell’ordine del giorno, ci prepariamo a congedarci. Intoniamo a 8 voci REVELATION dei SANTANA…

Ci commuoviamo fin quasi alle lacrime (soprattutto io e PAULUS che di CAROLUS SANCTUSANNAE siamo seguaci). Dedichiamo l’ultimo vespro alla gloria del grande architetto dell’universo: IACOBUS PATRICIUS PAGINORUM…

Hey she just satisfies
Hey she satisfies, so good

And every evening when I go over,
she ‘s at the door.
She makes me feel so good,
The way she loves me.
So good.

So all of you better stay real far away
cos she’s my baby,
you better hear what I say.
Oh yeah… Hey!

Hey she just satisfies
Hey she satisfies, so good.

Her good lovin’
She gives me all she…???
I’m gonna take her everywhere I go
Oh yeah!

Hey she just satisfies
Hey she satisfies, so good.

Prima di lasciarci lancio l’idea di organizzare il conclave di primavera inoltrata (dobbiamo eleggere il nuovo Magister…ma vi confesso che spero di essere rieletto) nelle valli di Comacchio, il nostrodelta personale . Un nuovo battesimo nel bayou ferrarese ci aspetta. Ho addirittura pensato di organizzare un minipullman per poter essere liberi di berci il nettare degli dei (il southern comfort of course) senza problemi. I confratelli sembrano essere eccitati all’idea. Vedremo.

I Confratelli del blues ( da sx a dx:

I Confratelli del blues  ( da sx a dx: Lorenzo Stevens, Riff, March, Jaypee, Paolino Lisoni, Tim, Picca, Athos -foto del Kata)

Finito il compito che di solito mi spetta, mi spoglio dell’abito  talare del blues e torno con carnalità ad essere quello che sono: un hard rocker che cammina all’ombra del blues. In sequenza a volume 21 del car stereo AEROSMITH LIVE 1978/ EDGAR WINTER 1974/ BECK BOGERT&APPICE a Osaka nel maggio del 1973 (il LIVE d’importazione insomma). All’una mi infilo nel letto con addosso tutto l’hard rock possibile che riesco a spegnere leggendo qualche pagina dell’ultimo libro di LILLI GRUBER (!?).

Mattino ore 6: suona la sveglia, faccio meno il galletto. Alle 7,15 sono a Stonecity a fare l’esame del sangue. In macchina mi sento il bootleg dei DIRE STRAITS del 16/02/79 a COLONIA.

Alle 8 in ufficio già cotto. Alle 13 pranzo di lavoro con Lakerlit e Raffa il fotografo. Dovrei fare i testi a corredo di un suo bel progetto. L’argomento mi stimola. Riesco a stare sveglio, anche grazie a dei buonissimi tortelli di zucca con noci e amaretto di Saronno del Negresco di Stoncity.

Stonecity, Negresco: Tim & Raffa - Foto di Lakerlit

Stonecity, Negresco: Tim & Raffa – Foto di Lakerlit

Il pomeriggio in ufficio e la sera alla domus saurea sono preda di alcuni demoni che non mi lasciano in pace. Arranco, sembro cadere ma in qualche modo resisto. Domani sarà un giornata di neve. Non resta che aspettarla.

Due anni di blog

18 Feb

Happy Anniversary!

You registered on WordPress.com 2 years ago! Thanks for flying with us. Keep up the good blogging!

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Due anni di blog. Però, mica male. Oggi sono un po’ bluesy, la cocente sconfitta di ieri dell’INTER mi ha spinto in un abisso di disperazione, così non festeggerò come ho fatto l’anno scorso. Ho provato comunque a tirarmi su con MASTER OF REALITY ma quando è arrivata SOLITUDE sono caduto ancora più giù…

…ho provato allora con LAID BACK di GREG ALLMAN ma poi è arrivata QUEEN OF HEARTS e mi sono impantanato ancora di più nel blues…

Ho poi cercato rifugio in uno dei miei album, uno di quelli che ho incisi col fuoco sull’ anima, EDGAR WINTER’S WHITE TRASH del 1971… mossa stupida,  avrei dovuto immaginare l’effetto che avrebbe avuto su di me DYING TO LIVE, e così scivolo sempre più giù dove il nero e l’azzurro si fondono nel colore della tristezza …

E allora spengo le casse e torno a lavorare senza musica. Se proprio dovesse peggiorare ho ancora due assi nella manica però…

LED ZEPPELIN 1973

LED ZEPPELIN 1973

ELP 1971

ELP 1971

…con loro dovrei sfangarla anche stavolta.

Ad ogni modo, più di 225mila visite in due anni , una comunità di uomini e donne di blues illuminati e amanti della musica,  alla continua ricerca dell’alba dentro l’imbrunire e del proprio nido di stelle. Special guests di altissimo valore, commentatori arguti e attenti, lettori fedeli e curiosi. Che dirvi se non grazie mille? I thank you all.

…If we could just join hands 

If we could just join hands 

If we could just join hands …

Quando la neve cade fitta e i venti di Thor soffiano freddo freddo freddo…

12 Feb

Lunedì mattina ore 06,30. Sento che la groupie si alza e il mio primo pensiero è quello di chiederle “Fiocca?”. Lei ride e annuisce. Lo si sapeva da un paio di giorni che le condizioni metereologiche di oggi sarebbero state perfette per una copiosa nevicata sul nord Italia, ma meglio assicurarsene. Scendo, cade una neve sottile, la campagna è appena imbiancata.

prima neve alla Domus Saurea - foto di TT

prima neve alla Domus Saurea – foto di TT

La neve è poca dunque ma non mi preoccupo, la sento arrivare.

Lunedì ore 10: dalla grande finestra del mio ufficio a Stonecity osservo la neve cadere. Lo fa in modo costante, determinato, preciso…sarà una bella nevicata. Bello lavorare con in sottofondo un vecchio bootleg dei FIRM  mentre lì fuori scende la neve…

Verso la mezza scendo a fare due passi…

Stonecity - Puccini boulevard - foto di TT

Stonecity – Puccini boulevard – foto di TT

Mi sento bene, canto TOGHETER dei FIRM tra me e me e mi godo il momento…

Stonecity con la neve - foto di TT

Stonecity con la neve – foto di TT

Verso le 16 io e le mie colleghe decidiamo di partire verso casa, in poche ore son caduti 25/30cm, potrebbe diventare difficile lasciare Stonecity.

Leaving Stonecity - foto di TT

Leaving Stonecity (Saint Litte Antony place) – foto di TT

Scendo lentamente verso la bassa senza particolari problemi, le strade non solo malaccio. Alle 17 arrivo nel posto in riva al mondo. Faccio la rotta; mentre son lì con la pala e i moonboot l’atmosfera cambia: la neve perde il fascino che di solito ha a dicembre/inizio gennaio, cala una aria pesante e metallica, dal dolce candore di TOGETHER dei FIRM si passa al fragore silente del mistero dell’universo. Mi sporgo sulla campagna, neve e foschia…

Neve e foschia a Borgo Massenzio - foto di TT

Neve e foschia a Borgo Massenzio – foto di TT

La sera si fa avanti…vado alla macchina, infilo un dischetto nel car stereo, lo faccio partire mentre contemplo i campi imbiancati…entro in un’altra dimensione

Close the door, put out the light.
You know they won’t be home tonight.
The snow falls hard and don’t you know?
The winds of Thor are blowing cold cold cold…
They’re wearing steel that’s bright and true
They carry news that must get through.

They choose the path where no-one goes.

They hold no quarter.

Walking side by side with death, The devil mocks their every step
The snow drives back the foot that’s slow, The dogs of doom are howling more
They carry news that must get through, To build a dream for me and you

They choose the path where no-one goes.

They hold no quarter. They ask no quarter.
The pain, the pain without quarter.
They ask no quarter.
The dogs of doom are howling more!

Mi faccio rapire dal momento, dalle suggestioni, sono certo di sentire i cani del destino abbaiare e di vedere il diavolo che scimmiotta i miei passi nella neve…quando poi al minuto 05:08 parte l’assolo di PAGE mi perdo completamente in quell’orizzonte bianco e misterioso…cristo, quanto cazzo  erano fighi i LED ZEPPELIN.

Ritorno in me quando la groupie entra in derapata in cortile, la speed queen non si smentisce mai.

La sera la passo senza SKY, segnale assente. Con la groupie allora ci guardiamo YESSONGS, altra musica con cui sconfinare in altre galassie…

Scambio poi messaggi (sms/facebook/email) con chi ama la neve come me (tipo Graziella BBQueen e Lalàlli), mi bevo una tisana-di quelle-diJaypee calda, mi ascolto qualcosa d’altro, leggo, aspetto la mezzanotte. Mi infilo nel letto contento. La neve è una delle mie dimensioni ideali.

Martedì, in moonboot, riparto per il lavoro. Prima di lasciare la stradina lunga e tortuosa del posto in riva a mondo, mi fermo a contemplare le vigne che sonnecchiano sotto la neve…

le vigne che sonnecchiano lungo la stradina lunga e tortuosa del posto in riva al mondo - foto di TT

le vigne che sonnecchiano lungo la stradina lunga e tortuosa del posto in riva al mondo – foto di TT

Le strade sono pulite, ai loro bordi un buon argine di neve, mi sparo un bootleg dei BOSTON del 1976…

Boston live 1976

Boston live in Agora 1976 rear

Sotto la neve Stonecity sembra una superfiga, a maggior ragione al ritmo degli AEROSMITH a Boston nel 1978…

Aerosmith-BostonBootleg78-Front

Aerosmith-BostonBootleg78-Back

Stonecity superfiga sotto la neve - foto di TT

Stonecity superfiga sotto la neve – foto di TT

Prima di salire in ufficio mi fermo cinque minuti in macchina, voglio concludere alla grande questa prima parte di mattina…infilo il cd, chiudo gli occhi…mi sembra di vederli i miei eroi lì sotto alla neve…

ELP In Snow

ELP In Snow

Risparmiare qualche euro e comprare un kit di sopravvivenza

9 Feb

Più di quattro anni di crisi economica continua, di speranze di ripresa che appassiscono, meno soldi in tasca, poche possibilità, timore del futuro, sentimenti di incertezza, inadeguatezza, insicurezza. Si vive più a lungo, ma la società è cambiata, il sol dell’avvenire che negli anni settanta sembrava dietro l’angolo chissà mai se sorgerà. Paure ancestrali del forestiero e dello straniero ormai radicati sulla tua terra. L’Italia che sembra affondare, il senso dello stato ormai inesistente, il concetto “la comunità prima di tutto” ormai sparito, tutti aggrappati al proprio pianerottolo. Il senso di giustizia, le pari opportunità, la dignità da garantire a tutti…concetti ormai svaniti. Dalla tua pianura guardi a sud e ti vien voglia di bestemmiare…sì, umanesimo ‘sto cazzo! Guardi a nord e ti vien voglia di vomitare…sì efficienza ‘sto cazzo!

Italia malmessa

Il malaffare come modus vivendi, il soldo come unico scopo. Intendiamoci, avere soldi e possibilità è un traguardo valido per tutti, ma il contesto deve essere diverso…onestà prima di tutto, poi fratellanza, uguaglianza, tolleranza. Volgi allora lo sguardo alla caput mundi, la città a cui senti appartenere, ma se sposti le tendine dai viali di pini marittimi in una bella domenica mattina di maggio, la vedi meglio la tua città e non puoi fare a meno di notare che sembra una cagna in mezzo ai maiali.

ROMA Viale delle Terme di Caracalla

UNA CAGNA IN MEZZO AI MAIALI

Ci si mettono poi gli anni che passano veloci, le mamme che imbiancano e poi spariscono, i padri che scivolano verso l’oblio, i sogni che crollano, gli amori che finiscono e i patti che il demonio non ha mantenuto. Aggiungi poi che dopo lo Special One il diluvio e sei a posto.

Cosa fa allora un uomo di blues perso nella Regium Mutina county?

Bluesman

Va su Amazon e spende quel po’ di euro risparmiati in un kit di sopravvivenza:

acquisti di febbraio - foto di TT

O là.

Ecco che con il kit la vita si fa meno faticosa. Al mattino lo infili, insieme ad una manciata di bootleg degli EMERSON LAKE & PALMER, nella borsa e ti senti meglio. Lo tieni lì sul seggiolino e sai che puoi provvedere alla bisogna in qualsiasi momento. Le nubi si fanno meno scure, il traffico meno intenso, il broncio meno pronunciato, le groupie ancor più gnocche. Ah che meraviglia.

Grazie alle deluxe edition in fondo la vita è bella.

Some people say I’m no good
laying in my bed all day
but when the night times comes I’m ready to rock
and roll my troubles away
I don’t care if the sun don’t shine
I know I’m gonna see it trough
I don’t care what nobody says
I’m tell you what I’m gonna do

I’m gonna live for the music
give it everything you got
live for the music you know you’re gonna find a lot
to ease your mind

now you may say I’m a mean mistreater
say I never treat you right
but sooner or later I’m gonna get to ya , baby
I don’t wanna fuss and fight
hey baby gimme good lovin
do it to me all night long
any old thing gonna make me happy
long as I can sing my song

I’m gonna live for the music
give it everything you got
live for the music you know you’re gonna find a lot
to ease your mind

Hey, give it everything, give it everything Give it everything you got Give it everything, give it everything Give it everything that you got


Get out on the floor 
Dance and dance some more Come on, come on, come on baby Come on, come on, come on baby Yeah, yeah

 

BAD COMPANY

BAD COMPANY

I ponti di Einstein-Rosen county

6 Feb

Oggi pomeriggio, in giro per Mutina per lavoro. Me ne stavo tranquillo nella blues mobile ascoltando GUGLIELMO IL GROSSO PIANDELBOSCO * quando d’improvviso ho iniziato ad essere sbalzato dentro e fuori  ad uno spazio temporale. A Mutina del 2013 si sovrapponeva la PINE BLUFF  dell’ARKANSAS di 80/100 anni prima.

La skyline di Viale Ciro Menotti si trasformava nella County Court House di PINE BLUFF …

Modena gennaio 2013 - foto di TT

La skyline di Viale Ciro Menotti –  gennaio 2013 – foto di TT

Jefferson County (Arkansas) nel 1921

Jefferson County (Arkansas) nel 1921

Va bene che il blues (quello vero) è potentissimo, ma non mi aspettavo un lavoro del genere. Un gran bagliore e ritorno a MUTINA. Mi butto sulla tangenziale e flash, ecco che mi infilo in un’altro cunicolo spazio-temporale: la tangenziale diventa una country road del tempo del blues…

Bretella Mutina-Stonecity - foto di TT

Bretella Mutina-Stonecity – foto di TT

Strada al tempo del blues

Strada al tempo del blues

Ma porca di quella puttana, che cazzo di potenza il blues di BIG BILL BROONZY!

Big Bill Broonzy

Big Bill Broonzy

Continuo ad andare con la mia blues mobile, guardo alla sinistra, alla destra, ci sono dentro fino al collo, nel blues. GUGLIELMO IL GROSSO continua a cantare, mi fermo, cerco di raccapezzarmi, guardo la cartina…

Il delta del blues

Il delta del blues

Ma cazzo! Tiro fuori il cellulare, cerco di telefonare ai miei confratelli di Mutina ma i nomi sulla rubrica sono cambiati…MODENA STEVEN PIKES…deve essere Picca,  PAUL PATRICK Guitar BETTS sarà Paolino Lisoni, ATHOS RY COOPER …uhm Marchino Bottazzi, JOHN PAUL CAPPI…Cristianino Cappi. ..tiro fuori la foto dal portafoglio che mi son fatto coi ragazzi, cambiata anche questa…

vvv

Da sx a dx:  in piedi Athos, Modena Steven,  Paulie Betts, a sedere Nonantola Slim, John Paul

Ho bisogno di bere; entro in un locale…

Pine Bluff Drugstore

Ma che succede? Esco, mi guardo in giro,ma dove sono capitato?

Dequeen Postcard1910

BIg BILL BROONZY continua a suonare…

Risalgo in macchina, chiudo gli occhi, li riapro, guardo fuori dal finestrino…

BLUES PINE BLUFF 1945

Poi il CD finisce, lo estraggo dal car stereo…flash…mi ritrovo sulla via Emilia in direzione Borgo Massenzio, sono le 19,30.

Ancora scosso metto la macchina in garage. Prendo il mano il CD di BIG BILL BROONZY, lo guardo… domattina provo ad inserire THREE DAYS AFTER… i Led al Los Angeles Forum nel giugno del 1973, hai visto mai…

LZ Three Days After

*Tradurre un cognome come BROONZY non è semplice, tra l’altro BIG BILL si faceva chiamare anche BROMZIE; ad ogni modo il suo cognome era BRADLEY dall’inglese antico BRAD (BROAD) e LEAH  ovvero “woodland clearing”, radura in un terreno bosco. Per rispettare una certa metrica e quindi per scorrevolezza fonetica, l’ho tradotto con PIAN DEL BOSCO.

Pensieri cupi in un bel mattino di sole:the sun is shining but it’s raining in my heart

4 Feb

Esco dal weekend con l’umore tutto rotto, i sabati e le domeniche con Brian ormai sono pesantissimi. Stanotte poi mi ha chiamato alle 4,05 “Ciao, Tim, volevo sapere come siamo messi per domani”. Povero Brian, ancora cosciente ma sull’orlo del baratro, spaventato e confuso. Dalle 4 alle 7 ho provato a riprendere il filo del sonno, ma  branchi di blues imbizzarriti imperversavano nelle praterie della mia worried mind, il rumore di quel galoppo nervoso mi ha tenuto nel dormiveglia. Nemmeno Palmiro, venuto a dormicchiare cheek to cheek con me nell’ultima mezzora, è riuscito a calmare quest’anima tormentata.

Scendo, c’è un bel sole, ma i pensieri rimangono cupi…

Domus saurea backyard - foti di TT

Domus saurea backyard – foti di TT

Salgo sul raccordo che porta alla tangenziale di Regium, gli Appennini davanti ma l’anima ancora indietro…

Freeway & hills - foto di TT

Freeway & hills – foto di TT

La deluxe edition di ON STAGE dei RAINBOW cerca di tenermi in carreggiata l’animo, ma c’è poca da fare, la blue soul stamattina scarta di lato, si alza sulle zampe posteriori, nitrisce, impossibile domarla…

Cerco di concentrarmi sul sole, dopo giorni di neve, nebbia e pioggia il suo brillare è quasi una novità. Sabato di prima mattina mentre andavo da Brian dipanavo la nebbia senza troppi problemi, poco dopo mentre lo portavo a Ninentyland sotto ad una pioggia battente canticchiavo addirittura qualcosa…

Foggy day in Gavassae - foto di TT

Foggy day in Gavassae – foto di TT

La Crocetta (Mutina) - foto di TT

Misty Crocetta  Hop (Mutina) – foto di TT

Ninetyland bound: two fools in the rain - foto di TT

Ninetyland bound: two fools in the rain – foto di TT

…oggi invece col sole sono down in hole, che paradosso. Magari c’entra anche l’Inter. Già perché perdere 3 a 1 con l’ultima in classifica non giova certo allo spirito. Che delusione la mia squadra di queste ultime settimane. A novembre eravamo la rivelazione del campionato, bastonavamo la J**e, il Milan, il Napoli, sembrava che i campioni fossero tornati, e invece guarda qua, una squadra rattrappita, in confusione, persa…un zattera in balia di piccole onde che si infrangono su di essa come fossero cavalloni alti 15 metri. C’è poi la faccenda Balotelli a rendere ancora più instabile tutto. Non fa certo piacere vedere il Milan che si sente più forte grazie a lui, ma sono contento sia tornato in Italia. SuperMario mi è sempre piaciuto, ho sempre preferito uno così piuttosto che un’anima candida. Lo guardavo ieri sera e mi prendeva un forte nostalgia. Curioso però che ora tutti dicano quanto sia forte e quanto sia bravo, quando giusto due anni fa era un “negro di merda” a cui augurare la morte. Ancora più curioso vedere quel guitto da baraccone del cavaliere nero puntare su di lui per risollevare le sue sorti anche politiche, quando pochi giorni fa gli dava della “mela marcia”. Mario, Mario, lo so che tieni il Milan, ma quanto mi manchi…

Super Mario Balotelli

Super Mario Balotelli

A tutto questo va aggiunta la situazione politica: sono allibito nel vedere che buona parte degli elettori di centro destra si stiano facendo irretire ancora un volta dal cavaliere nero. Non riesco a capire: fino ad un anno fa era lui a capo del peggior governo di tutti i tempi, era impelagato in squallide storie sessuali con minorenni e meretrici, ancora oggi è sotto processo per faccende di malaffare, e i sondaggi lo danno in constante ripresa. Sto veramente perdendo fiducia nell’Italia. Io che l’ho sempre difesa, comincio ad arrendermi, a rassegnarmi. L’intollerabile invadenza del vaticano, i rigurgiti del fascismo, Grillo che si dice possibilista verso casapound, Ingroia che diventa quello di cui lo ha sempre accusato il cavaliere nero e che accoglie nelle sue file quegli stronzi di Rifondazione Comunista (che, ricordiamo, per ben due volte fecero cadere il governo Prodi e per questo non vanno perdonati), Santoro che confeziona una puntata della sua trasmissione su misura per l’omino delle cene eleganti, Monti che da figura istituzionale, seppur grigia e borghese, si trasforma in uno dei tanti politici insopportabili…che sconforto.

Sono triste e sconsolato, oggi sarei dovuto rimanere a casa , in posizione fetale sul divano, dentro il ventre della musica rock e non uscirne più. Gli ELP con l’orchestra al Madison Square Garden nel 1977, i LED al Los Angeles Forum il tre giugno del 1973, i ROLLING a Bruxelles nel 1973, gli EDGAR WINTER’S WHITE TRASH del 1971, JOHNNY WINTER e gli ALLMAN al Fillmor East nel marzo del 1971, la BAD COMPANY, i BOC , e via via tutto il resto. Ah, che azzurri che ho stamattina…

…I woke up this morning, I had them Nonantola Blues,
I woke up this morning, I had them Nonantola Blues,
Well, I looked over in the corner, and Brian seemed to have them too…

Short tales from the blues forest

29 Gen

Lunedì, metà mattina, col mio socio Kerlo verso San Damaso per lavoro; abbiamo due macchine perché nella pausa pranzo mi fermo da Brian a Mutina. Nevica. In macchina mi sento gli HOT TUNA…

Hot Tuna

Prima il dovere e poi il (dis)piacere: finito l’incontro col cliente mi dirigo da Brian. Il vecchio sta finendo il pranzo preparatogli da AmicaDellaForza. E’ su di morale, non ama la neve, ma il tempo atmosferico si prende una bella fetta dei suoi pensieri, così oggi appare impegnatissimo. Lo lavo, lo metto in tuta e gli canto vecchi traditional reggiani tipo “l’è tri dè ca piov e ca neva e me marì l’en ancòra gnu a cà“. Nel momento in cui la nevicata diventa decisa  il vecchio Brian raggiunge il massimo della eccitazione “Mo’ dio bon sa nèva!”…

SAMSUNG

Snow thru' Brian's windows - foto di TT

Snow thru’ Brian’s windows – foto di TT

Sono quasi le 14, torno al lavoro, lo saluto e Brian mi fa “non smettere di cercare le cose che desideri”. Quando Brian è su di giri,  se ne esce con queste cose. E’ sempre stato un poeta, ma la cosa in questi ultimi tempi si fa più curiosa. E’ una cosa bellissima da dire ad un figlio. Non so se sia cosciente o meno, ma se anche fosse la malattia a spingerlo verso queste vette di retorica, me lo tengo stretto: Brian in certi momenti sta diventando il padre, l’adulto, che ho sempre cercato. Sono sorpreso da questa cosa. Se Julia non fosse in un altro continente, gliene parlerei volentieri, davanti ad una tazza calda di thè bianco, un sabato mattina presto, in un bar del centro di Mutina.

Il pomeriggio in ufficio lo passo a patir freddo. Sono così preso dalle faccenduole che sto facendo, che solo verso le 16,30 mi accorgo che c’è più freddo del solito. Scendo a controllare la caldaia (uno dei miei tanti lavori di concetto): il tecnico venuto stamattina per la pulizia annuale l’ ha lasciata a 5. A tal deg ca gh’è frèd! Se non teniamo la manopola sul 6 il nostro grande ufficio non si scalda. Guardo il termometro: 18,8.  Mi metto sulle spalle un panno a mo’ di tabarro e così, nei panni del passatòr cortese, finisco i miei lavori.

l passator cortese Stefano Pelloni

Il passator cortese Stefano Pelloni

In macchina. Esco da Stonecity, la sera è buia, la blues mobile inizia a scaldarsi quando lascio stradoni e tangenziali, quando entro nella campagna nera, nelle mie foreste blues, e proprio allora quasi per incanto dal car stereo esce SHORT TALES OF THE BLACK FOREST di AL DI MEOLA da LAND OF THE MIDNIGHT SUN del 1976…

Al di meola land of the midnight sun

La campagna e coperta da una sottile coltre di neve, neve che sugli alberi sembra un addobbo, non è tantissima ma è quel tanto che basta per rendere tutto suggestivo.  Entro alla domus saurea, ceno, guardo LAST RESORT sul canale 111 di SKY e ripenso alla frase di Brian. La ripeto a Pàlmir, la risposta è uno sguardo attonito…

Palmiro e lo sguardo attonito - foto di TT

Palmiro e lo sguardo attonito – foto di TT

Mattina, risalgo in macchina alla volta di Stonecity.  RADIO CAPITAL …rifletto per un momento sulle ultime uscite imperdonabili del cavaliere nero, sui disastri che il capitalismo selvaggio sta facendo, sul fatto che venderemo COUTINHO a 13 ml, che abbiamo venduto SNEIJDER a 7,5ml, che probabilmente non arriverà nessun nome rilevante e che l’altra squadra di Milano prenderà BALOTELLI. Arrivo a Stonecity, costeggio la parte alta, mi fermo ai piedi delle colline…

Foggy day in Stonecity - foto di TT

Foggy day in Stonecity – foto di TT

Alzo gli occhi verso il cielo, è plumbeo. Spengo la radio, ripenso alla frase di Brian, clicco sul pulsantino CD, lascio partire la musica…

Leggere BILLBOARD e scoprire di non essere più un conoscitore di musica

25 Gen

Billboard 26-01-2013Stamattina davo un’occhiata all’ultimo numero della rivista americana BILLBOARD (quello del 26/01/2013), sfogliavo pagine di articoli dedicate ad artisti a me sconosciuti e iniziavo a sentirmi spaesato. Mi concentravo poi sulla Top 200 americana ufficiale e mi accorgevo che delle prime 100 posizioni conoscevo (nel senso di aver sentito almeno qualche canzone) solo pochi nomi: PINK-ADELE-RIHANNA-ALICIA KEYS-LED ZEPPELIN (al 45° posto con CELEBRATION DAY)-KID ROCK-BLACK KEYS-C. AGUILERA-GREEN DAY-JOURNEY-MUSE-MICHAEL JACKSON-BOB SEGER-ROLLING STONES.

14 su 100.  Di questi, 3 mi piacciono molto (LZ-RS-SEGER), 2 li seguo da lontano con un po’ d’interesse (BLACK KEYS e MUSE), e altri 2 li ascolto occasionalmente quando alla domenica mattina faccio le pulizie di casa (PINK e i JOURNEY).

Ho capito quindi di non essere più un conoscitore di musica, l “esperto” che molti conoscenti pensano io sia. Sono dunque un uomo di una (in)certa età ripiegato sulla musica della sua giovinezza avulso dal contesto odierno.

Tesi confermata dal fatto che nelle seconda parte dell classifica (dal numero 101 al 200) gli unici nomi che hanno catturato la mia attenzione sono stati:

LZ “MOTHERSHIP” (145° posto – 2 milioni di copie vendute), JIMI HENDRIX “EXPERIENCE HENDRIX THE BEST OF” (165° – 2 milioni), AC/DC “BACK IN BLACK” (171° – 22 milioni), PINK FLOYD “THE DARK SIDE OF THE MOON” (188° – 15 milioni).

Tutto qua, semplici riflessioni di un malinconico venerdì di fine gennaio fatte mentre mi ascolto l’album degli EMERSON LAKE & POWELL.

…but I feel I’m growing older
and the songs that I have sung
echo in the distance
like the sound
of a windmill goin’ ‘round
I guess I’ll always be…
a soldier of fortune

Nebbia, neve, la Fiera Del Disco di Modena e il triste rondò alla turca

21 Gen

Domenica mattina ore 6:30: Palmir gira per il letto. Sfrega il muso contro il mio, si quieta cinque minuti, poi torna a saltellare sul cuscino, sulla testiera del letto, sul comodino. La groupie si alza, io provo a riaddormentarmi. Non riesco, ho perso il sonno e in più in testa mi girano continuamente riff, melodie, frasi degli EMERSON LAKE AND PALMER…sì, sempre loro. Mi alzo, preparo la colazione, poi mi metto alla finestra sul mondo (internet insomma).

Dalla finestra (quella vera) do un’occhiata alla campagna che sonnecchia, coperta da neve, nebbia e da quell’atmosfera invernale che mi da pace interiore.

View From The Window - Borgo Massenzio - foto di TT

View From The Window – Borgo Massenzio – foto di TT

…venerdì hanno rubato il cellulino alla groupie, oggi sono di turno da Brian, purtroppo ieri sera la J**e ha vinto… nonostante tutto questo sono di buon umore, aiutato anche dal pensiero che più tardi mi ritaglierò un paio di ore per fare un salto alla FIERA DEL DISCO di Modena.

Passo quindi alla selezione musicale per questa mattina al contempo calma e frizzantina, parto con PRELUDIO E FUGA di FRIEDRICH GULDA…

…continuo con JOE SULLIVAN  e la sua LITTLE ROCK GETAWAY del 1935…

…finisco con BLUE RONDO A LA TURK  di DAVE BRUBECK …

…che meraviglia, anche Pàlmir sembra interessato al rondò e viene a sistemarsi sulla scrivania ad ascoltare quella bella aria sonora:

Palmir ascolta il Rondò - foto di TT

Palmir ascolta il Rondò – foto di TT

Niente male la mattina, assonato ma pronto e in forma per affrontare la giornata col vecchio Brian. Il tempo di arrivare, di preparargli uno dei miei discutibili pranzetti (riso ai gamberetti, cotoletta di soia con salsa, frutta, moncheri) ed è già ora per la Fiera del Disco, che è inserita, insieme a quella dei fumetti, dei gadget, del modellismo, all’interno di quella dell’elettronica. Il rendez vous è con Jaypee, Labetty, Lalalli e Lasàurit). Do un occhiata in giro, circumnavigo tutto lo spazio dedicato ai vinili e ai cd. Ogni tanto incontro quei “micca normali” – come li chiama la groupie – che se ne vanno in giro conciati come i loro eroi (di fumetti-di cartoni-diserietv-difilm) preferiti. C’è un Jack Sparrow pressoché perfetto e decine di altri di cui non ho idea da cosa siano vestiti.

I "micca normali" - foto di TT

I “micca normali” – foto di TT

Faccio il giro completo degli stand musicali almeno tre volte…sono sempre restio a criticare questo tipo di manifestazioni (o anche feste paesane, festival dell’Unità, festival culturali e cose simili) perché tutti tendono a cadere nella solita frase “quest’anno non c’è nulla, gli altri anni era molto meglio”,  però in effetti mi sembra ci siano meno stand e la merce esposta (i CD insomma) sia tenuta meno bene oltre ad essere – in massima parte – del tipo generico. Lo stand del toscano che vende ristampe di progressive europeo di prima-seconda-e-terza fascia, di folk inglese fine sessanta, di blues (quest’anno cerca di appioppiarmi un disco di una band olandese di blues revival inizio settanta: “questo è uno dei più bei dischi di blues di quel periodo” mi dice, sarà, ma mi sposto come se nulla fosse), lo stand specializzato in bootleg della GODFATHER (etichetta dedita alle ristampe a basso costo dei bootleg prodotti dalle ben più rinomate TARANTURA e EMPRESS VALLEY), quello dedicato alle varie forme di metal. Il resto sono stand dove trovi un po’ di tutto e dove i CD sono tenuti piuttosto male. La groupie, già con lo zainetto pieno di fumetti mancanti (soprattutto DEMIAN), mi coglie sul fatto mentre con Jaypee valuto se prendere o no un bootleg dei FREE  – in versione digipack – che già ho…

Tim, Jaypee e i Free - foto di LST

Tim, Jaypee e i Free – foto di LST

Alla fine riesco a spendere 80 euro. Avrei potuto prendere anche qualcosa d’altro, ma non ho trovato nulla che mi solleticasse più di tanto…

Acquisti - foto di TT

Acquisti – foto di TT

Va beh, vedrò di rifarmi con AMAZON.

Torno da Brian, passo con lui un pomeriggio e una serata piacevoli, ma mi si stringe il cuore ogni volta che lo vedo annaspare con la memoria e cercare di ricordare a che oggetti sono abbinati certi nomi. Gli preparo una cena (minestrone della Coop, pizzetta, dolcetto, Ferrero Rocher). Per ottimizzare il tempo faccio la doccia da lui, quindi cerco di coinvolgerlo e di tenerlo attivo facendogli asciugare i miei capelli. Si sente importante, ma è chiaro che non sa più maneggiare tanto bene la cosa, ma mentre procede attentissimo a non sbagliare, mi tocca la testa con una dolcezza infinita. Sento che dopo tutto, sto risolvendo il rapporto con mio padre, dopo tanti tanti anni di difficoltà. Lo metto a letto, gli do un bacio e mi saluta con un “Grazie, grazie, grazie,Tim”. Esco, chiudo la porta a chiave, prendo l’ascensore e me ne vado. Mi sento un po’ triste per lui. In macchina infilo nel carstereo uno dei nuovi acquisti: DAVE BRUBECK. Non sono un gran appasionato di Jazz, ma il piano è uno strumento che amo moltissimo, almeno – e sottolineo almeno – quanto la chitarra. Di nuovo BLUE RONDO A LA TURK e poi quel pianino bluesy che in questa serata nera mi accompagna verso la domus saurea, verso Sky e ROMA-INTER

La partita non è malaccio, ma è un 1 a 1 che non serve a nessuna delle due squadre, entrambe a distanze ormai siderali dalla capolista. Mi godo comunque il bel calcio di quel gran giocatore che  è FREDY GUARIN, ascolto il commento finale di Mister Stramaccioni e torno qui a finire la serata. In sottofondo ancora il pianino di BRUBECK. Domani affronteremo un’altra settimana. E’ ora di andare a letto, ho il libro di Garry Freeman (Do You Wanna Play Some Magic?) che mi aspetta. New York, goodnight.

Quando ti rubano il GALAXY blues

19 Gen

Venerdì, primissimo pomeriggio. La groupie si alza, va in bagno che è a tre metri dalla sua scrivania. Su di essa troneggia il cartello SPORTELLO CHIUSO. La groupie  deve sbrigare altro lavoro oggi, al pubblico pensano i suoi due colleghi. Il suo è un ufficio un po’ defilato, la gente ci va per sbrigare  quelle pratiche che non vengono gestite dagli sportelli veri e propri. Nonostante il cartello, quando la groupie torna, trova un tipo seduto davanti a lei. Il tipo biascica qualcosa,non sembra a posto,  chiede una informazione e se ne va.

Poco dopo la groupie s’ accorge che sulla scrivania il cellulare è sparito. Non può che essere stato lo spostato di prima. Corre fuori, il tipo non si vede, mi telefona. Mentre m’informa dentro di me tiro una madonna…un Samsung Galaxy SIII da 700 euro  comprato da poco ne vale anche due di madonne. Tiro anche l’altra.

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Poi invito la groupie ad andare dai carabinieri lì vicino. Mentre lei segue il mio consiglio io faccio il numero del suo cellulare. Squilla. Nessuno risponde. Provo una seconda volta. Mi risponde un tipo che biascica le parole, non sembra a posto “Pronto , questura“, uhm ho i miei dubbi che sia la questura ma sto al gioco, spiego la faccenda e il tipo mi dice “Venga alla questura in via Roma e chieda del Maresciallo Lo Cascio, ci hanno portato questo cellulare che qualcuno ha perso”. Chiamo l’ufficio della groupie, spiego la cosa, la sua collega va gentilmente a riferirle tutto. Dopo un po’ mi chiama la groupie, naturalmente in questura nessuno sa chi sia il Maresciallo Lo Cascio…eh, certo i Marescialli sono carabinieri non poliziotti. Do il codice IMEI alla groupie e con quello torna a far la denuncia nella caserma dei carabinieri.

La groupie è affranta, era un cellulare nuovo, aveva dentro tutte le sue cose, lo avevamo comprato insieme. Faccio l’uomo di blues illuminato, le dico che queste cose nella vita bisogna metterle in conto, che purtroppo possono capitare, che nella vita c’è ben di peggio, che il 50% dell’umanità fa schifo, bisogna conviverci, non arrendersi, ma conviverci e che passata l’incazzatura momentanea bisogna elaborare il tutto e non farsi rovinare la vita. La groupie sospira, sembra una bambina, capisce e mi saluta mesta mesta. Metto giù il telefono. Mi rimetto a lavorare, ma l’accaduto si trasforma in un fastidio costante e noioso. Tento di concentrami sul lavoro, ma faccio fatica… apro VLC Media Player, seleziono la cartella del bootleg  DAVID BOWIE LOS ANGELES UNIVERSAL AMPHITEATRE 5 SETTEMBRE 1974 e faccio partire la musica…

Bowie L.A. 1974

Dopo un po’ scelgo qualcos’altro: LOU REED a NEW YORK nel gennaio del 1973…

Lou Reed NYC 1973

Evidentemente ho voglia di qualcosa dagli accenti tenebrosi, metropolitani, spigolosi. Poco dopo le 18 stacco, non riesco a stare concentrato. Entro in macchina e mi dirigo verso casa. Chiamo la groupie per sentire come va. E’ stata alla TIM, ha bloccato il telefono, la sim e se n’è fatta fare un duplicato. E’ sempre un po’ triste, cerco di rinfrancarla. Poi rimango tra me e me. Penso che faccio tanto quello che la prende con filosofia, il progressista, il liberal, il “compagno” ma dentro ho solo una gran voglia di prendere un tubo di metallo e di picchiare il ladro sulla schiena, e non m’importa se è un disadattato, uno spostato, un drogato. Penso a Polbi: quando gli sono andati in casa e gli hanno fregato il mac portatile, l’ha presa con filosofia sin da subito, arrivando a dire “magari erano dei disperati e ne avevano più bisogno loro di me”. Polbi è un grand’uomo lo so, ma io sono diverso. Adesso sono IN FOR THE KILL, meglio che non abbia per le mani lo stronzo. Mi spavento un po’ per tutti i rigurgiti di violenza che mi vengono su, quando il diavolo prende possesso del mio corpo mi faccio paura e mi devo tenere a bada.

Tiro giù il finestrino, prendo una boccata d’aria, i pensieri tornano a farsi ordinati, spingo il tastino CD del car stereo, parte THE ENVOY di WARREN ZEVON e il mondo torna ad essere vivibile…

Warren Zevon The Envoy

I’ve felt your pain
And I know your sorrow
You could try to let the past slip away
Live for today
Don’t stop believing in tomorrow

PS: Torno a casa, da facebook vengo a conoscenza che oggi hanno rubato il cellulare anche a Fausto, un mio amico (ed ex mio cantante). Ah, va bene Warren Zevon, ma zio can c’av vegna n’azidènt a tòt.