Pronto Soccorso Blues (e la Schelotto state of mind)
25 FebCi son giorni in cui il blues ti prende alla gola, copre la tua anima con un velo di crepe nere, ti lascia obnubilato e confuso. Capita allora che se quei picchi di blues sono ravvicinati sbotti e chiedi alla groupie di portarti al pronto soccorso, perché saranno anche solo i soliti blues feroci ma vuoi vederci chiaro. In macchina durante il tragitto tra la domus saurea e il pronto soccorso di Regium Lepidi ti capita di fare pensieri strani, sghembi, ossessivi, paurosi. Pur in preda all’ansia più subdola ti viene da sorridere nel vedere la groupie padrona della situazione, determinata, pronta e reattiva, guidare con sicurezza la blues mobile e farla sfrecciare per le strade della città con i pneumatici che mordono i cordoli delle rotonde. Tu sei lì con il viso fuori dal finestrino, cercando di controllare il magma emotivo al tuo interno, ma ti senti fortunato di avere un groupie come quella. Che superfiga ragazzi.
All’accettazione i primi controlli, tutto bene. Tiri un primo sospiro di sollievo. Vieni fatto accomodare nella sala d’attesa, dopo un paio d’ore ti chiamano, rimani su un lettino in un ambulatorio circa venti minuti, una gentilissima e giovane infermiera si scusa più volte per l’ulteriore attesa (il pronto soccorso è pienissimo: è bastata una nevicata per schienare molti reggiani caduti sotto il tiro incrociato del “fare la rotta” davanti a casa). La dottoressa ti rassicura con modo deciso, guardandoti negli occhi, con fare spiccio e risoluto ma senza perdere la tenerezza. L’elettrocardiogramma è a posto, il resto è causato dai blues della vita e da qualche sbalzo di pressione. Ringrazi tutti, scambi due battute con l’infermiera, esprimi gratitudine al padre dei quattro venti per la Regium-Mutina county e per l’Emilia: tutto sommato qui le strutture basilari funzionano bene.
Ma il blues del titolo non è rivolto a questa storiella di ordinaria bluesaggine, questo lungo prologo serve a dare carattere alla location e definire il mood del tuo animo che attraverso i tuoi occhi guarda il poveraccio che ti capita di vedere mentre sei in sala d’attesa. Un uomo, un ragazzo, di 45/55 anni, con gli occhiali scuri, con un sacchetto di plastica in mano che si aggira per il pronto soccorso. La prima cosa che vedi sono le sebago ai piedi, uhm scarpe estive in pieno inverno…poi lo metti a fuoco meglio, il cappotto di antica foggia è rammendato vistosamente, i pantaloni e il maglione sono da poveracci. Il tutto però ha un nonsoché di dignitoso. Sembra uno che si sia trovato in brutte acque improvvisamente, che cerchi di mantenere un contegno, che non voglia abbandonarsi alla disperazione. Passa accanto alle 4 macchine dispensa bibite e merendine, controlla se c’è qualcuno si è dimenticato qualche monetina nel buchetto della restituzione del resto, riempie una bottiglietta d’acqua vuota al distributore d’acqua, si guarda in giro attento a non incrociare lo sguardo di nessuno, cerca di entrare in un cortile interno dove è vietato passare, ritorna in sala d’attesa, se ne va. Non ha scocciato nessuno, non ha chiesto l’elemosina, e a schiena più o meno dritta se ne è andato perso nei suoi blues. Sospiri. Sono anni davvero difficili questi.
Alla domus saurea, spossato ti metti davanti a Sky in attesa del derby. Scambi qualche sms con Paolino Lisoni (di fede rossonera), qualche sguardo obliquo con la groupie (di fede rossonera), qualche tenerezza con Palmiro (di fede nerazzurra). Il primo quarto d’ora è equilibrato, ma poi quel gran giocatore che è El Shaarawi vi fa goal e l’Inter si scioglie. Per mezz’ora restate sotto il tiro incrociato del Milan, se non capitolate oltre è perché in porta avete Batman Handanovic, ad oggi uno dei primi tre al mondo. T’ incazzi, imprechi, smadonni, tiri degli accidenti a Muntari che cerca continuamente lo scontro, la polemica. Quello che gli urli non ti fa onore, cerchi di ricomporti. Temi la debacle completa, ma nel secondo tempo l’Inter che entra in campo è messa meglio, affronta il Milan alla pari. Il Mister fa entrare Schelotto e questi dopo un minuto pareggia. Ora, qualcuno potrebbe dire che se l’Inter per ribaltare le sorti di un derby deve affidarsi a Schelotto significa che è una squadra lofi, d’altra parte se il Milan dura solo un tempo, si fa raggiungere da un goal di Schelotto lasciato solo in area è lofi pure lui. Derby comunque vibrante, se non bello comunque appassionante, e poi vedere certi striscioni ti fa sentire le campane…
Stamattina ti svegli con comodo, Palmiro viene ad infilare il suo muso umido sotto il tuo collo, ve ne state così abbracciati un quarto d’ora. Soppesi il tuo umore, il come ti senti, cerchi di tenere un certo slow down mood per cercare di dribblare i blues feroci di ieri. Tiri su la tapparella e nel farlo ti chiedi come incomincerà la mattina: nevica forte. Non te la aspettavi. E’ un segno. La giornata non sarà niente male. Sali in macchina, velocità di crociera, niente stress, niente corse, niente incazzature oggi. Ti immetti sulla tangenziale di Regium, nel car stereo CHICAGO VII, quello del 1974, quello più jazz rock…
AIRE ti riempie l’anima, sei così contento di essere un appassionato di musica buona. L’abitacolo della blues mobile diventa ancora più accogliente, rolli in pace con te stesso e con il mondo al ritmo di quella musica che sa tenerti in vita.
Verso Stonecity entra in scena la seconda metà dell’album, quella più abbordabile…ti godi anche quella, sei in preda ad una sorta di peacefull easy feeling…
Ti vengono in brividi, scherzi con te stesso “Chicago miglior gruppo di tutti i tempi”. Arrivi in Puccini boulevard. Parcheggi. Guardi il cielo, ti viene in mente tua madre, ti commuovi un attimo, ti ricomponi, arrivi in ufficio, i tuoi soci ti coccolano un po’, ti siedi alla grande scrivania e inizi a lavorare, non prima di aver sistemato la foto di SCHELOTTO fianco di quella del DARK LORD e del KEYBOARD WIZARD…grazie Ezechiele.
SNOWBOUND IN BORGO MASSENZIO (…zio can se fiocca)
23 FebSabato ore 13, dopo aver sbrigato le faccende con Brian infilo il muso della blues mobile in garage. Inizia a cadere qualche fiocco. E’ da giovedì mattina che sulla Regium-Mutina county nevica, ma non ne ho mai abbastanza, mi basta vedere questi fiocchetti leggeri e frivoli per sentirmi un po’ meglio. Sento per telefono Polbi che mi racconta un episodio carino capitato a lui e a Margaret (his garage-rock star wife) ad un concerto di JOHN SPENCER BLUES EXPLOSION (presto sul blog), sento poi Dan per il solito aggiornamento circa i bootleg e i dischi che ci siamo procurati nell’ultima settimana. Alle due mi appoggio sul letto, riemergo alle 16 quando la groupie mi dice “Ti stai perdendo una nevicata straordinaria”. Vado alla finestra. Zio can se fiocca…
Un thè caldo con una pasta diplomatica, la stufa di fuoco accesa, Palmiro che sonnecchia, la neve che scende, i CHICAGO in sottofondo…beh, mica male. A proposito dei CHICAGO, parte il nono pezzo, GENTLY I’LL WAKE YOU, e la groupie si fionda qui nella cameretta-studiolo: “Chi sono?”, “I CHICAGO” faccio io, “Quando è uscito questo disco?” “CHICAGO X è del 1976, non ho dubbi era l’anno di IF YOU LEAVE ME NOW che ebbe un gran successo anche in Italia” le rispondo, “Uhm, NEWS OF THE WORLD è del 1977, quindi sono i QUEEN ad aver copiato la melodia per SPREAD YOUR WINGS” asserisce la groupie andandosene rabbuiata. In effetti…
Mi riguardo (e mi risento) il video: che cazzo di gruppo erano i QUEEN negli anni settanta “…that’s because you’re a free man… c‘mon honey …fly with me…”
Scendo mentre cala la sera, scuoto i rami più bassi degli alberi, do un’occhiata in giro…
Luci fioche in lontananza, quiete, il rintocco di campane, il peccato originale che si scioglie dinnazi al candore della neve…non c’è nulla da fare, questo è il mio elemento…I’m a snow (blues) man baby.
Torno in casa, mi metto in cuffia (CHICAGO VIII…è chiaro no, in questi giorni sono nel buraccione CHICAGO), la groupie è di là che guarda uno dei tre canali di Sky che funzionano (guarda caso ESPN classic, ridanno un gara del moto mondiale del 2008, la speed queen per un po’ è a posto).
Mi viene in mente Paolino Lisoni l’altra sera alla cena della Congregazione, si parlava della relazione tra la nostra passione per la musica e i doveri famigliari, e Paolino dice “Mi ritaglio un momento per me, sono lì in cuffia che ascolto la mia musica, arriva mia moglie, vedo che dice qualcosa, non capisco, mi tolgo la cuffia… mi chiede di mettere i panni nell’armadio…adesso, in questo momento, ma zio can!” Rido di gusto tra me e me, la vedo la lovely Anna confrontarsi con l’espressione stranita di Paolino. A chi di noi non è capitato un momento del genere?
Però ragazzi, in cuffia a volte ci si sta proprio bene. Soprattutto se sono cuffie importanti collegate ad un stereo come si deve. E’ un ritorno nel ventre di madre musica, lì al calduccio, con il cordone ombelicale attaccato direttamente all’amplificatore di TERRY KATH mentre suona OH, THANK YOU GREAT SPIRIT, il suo omaggio a HENDRIX…
Con l’ultimo pezzo dell’album, OLD DAYS, ritorno alla mia adolescenza, malinconicamente felice mi lascio andare alla nostalgia, al dolce ricordo dei miei Happy Days, spensierati, felici appunto, dove ogni giorno scoprivi un gruppo, un disco, un suono nuovo e cazzo erano gruppi, dischi, suoni della madonna. Che cazzo di anni gli anni settanta!
Nel frattempo si è fatta sera, cerco di riprendermi, non posso sempre guardare indietro anche se quel che vedo davanti non sembra granché. Nell’immediato poi…elezioni, la crisi che continua, il derby di domani sera (neve permettendo)…la vedo grigia. Guardo fuori dalla finestra, ora c’è un mezza tormenta…venti che soffiano freddo, folate di neve che sferzano l’anima, la campagna nera appare bianca ma sono blues pesanti e metallici quelli che risuonano in lontananza, adesso è tempo per l’hard rock baby…
…Let me feel the frost of dawn
Fill my dreams of flakes of snow
Soon I’ll feel the chilling glow…
Let The Music Be Your Master: CHICAGO “Mississippi Delta City Blues” (1977)
22 FebChicago XI (1977 – Rhino remaster 2002) “Mississippi Delta City Blues” (Terry Kath) – 4:39
The Band:
Laudir de Oliveira – percussion
Terry Kath – guitar, percussion, vocals
Robert Lamm – keyboards, vocals
Lee Loughnane – trumpet, piccolo trumpet, vocals
James Pankow – trombone, keyboards, percussion, vocals
Danny Seraphine – drums, percussion
I’ve got a smile
That I put on
When I’m not at home
When I’m not alone
But it is so hard
To make that smile
‘Cause I know I’ll be at home
And alone in a while
And if I look in a mirror
I see my eyes start to tear
I can’t help but cry
Since you said goodbye
I’ve got to hide
What I’m feelin’ inside
Can’t let them see
How you’re hurtin’ me
So I guess that’s what I’ll do
Won’t let them see through
Won’t let them know
That you could hurt me so
I’ve got a laugh
That I put on
When I’m not at home
When I’m not alone
But it is so hard
To fake that laugh
When my insides are cryin’
And my heart’s torn in half
And all the music I hear
And things I valued so dear
Make me feel so blue
They all remind me of you
(Now) What can I do
(Now) That our love is through
And my purpose is gone
Still I got to live on
I guess that’s what I’ll do
I won’t let them see through
I won’t let them know
That you could hurt me so
INTERVALLO: Bad Company “The Way I Choose” 1974
21 FebBad Company “The Way I Choose” (Paul Rodgers) 1974
PAUL RODGERS / MICK RALPHS / BOZ BURRELL / SIMON KIRKE
Bad Company (1974)
Straight Shooter (1975)
Run with the Pack (1976)
Burnin’ Sky (1977)
Desolation Angels (1979)
Rough Diamonds (1982)
Live in Albuquerque 1976 (2006) (semi-official bootleg) (Due to legal objections, Live In Albuquerque 1976 was withdrawn shortly after its release)
Hard Rock Live (CD+DVD) (2009)
Live At Wembley Arena (CD/DVD/BLU RAY) (2011)
10 from 6 (1985)
The Original Bad Company Anthology (1999)
Hard Rock Live (DVD) (2009)
Live At Wembley Arena (DVD/BLU RAY) (2011)
I live my life the way that I choose
I’m satisfied, nothing to lose
I don’t ask no favors, I don’t know the reason why
If I don’t ask no questions, I don’t get no lies
You give your love tederly
Every way that you move is closer to me
I don’t need nobody to tell me the reason why
If I love only you baby, I’ll be satisfied
Baby answer my question
If you won’t say hello, don’t say goodbye
I don’t need nobody to tell me the reason why
If I love only you baby I’ll be satisfied
You know I’ll be satisfied
Because because because you satisfy my love
You satisfy my love
Don’t say goodbye and leave me to cry
Don’t say goodbye
Girl you’re walking away
Il sinodo di febbraio degli illuminati del blues
20 FebEccoci di nuovo qui riuniti intorno alla tavola rotonda, dei dodici che dovremmo essere ci presentiamo in otto. Siedo sullo scranno più alto, ho una visuale perfetta. Uno ad uno, incappucciati di nero ed azzurro (tranne Paulus), i confratelli vengono a me. ROBERTUS alla mia destra, quindi IOANNES PAULUS, MARCUS ATHOS, STEPHANUS, PAULUS, MARCELLUS, LAURENTIUS.
Apro le sacre scritture a pagina 666 e inizio il rito d’apertura:
MAGISTER TIMOTHEUS: Love is like oxygen you get too much, you get too high
I CONFRATELLI con lento salmodiare: Not enough and you’re gonna die love gets you high
MAGISTER TIMOTHEUS:Time is no healer if you’re not there holy fever sets words in the air some things are better left unsaid
I CONFRATELLI con lento salmodiare: I’m gonna spend my days in bed I walk the streets at night to be hidden by the city light, city light
Vedo i confratelli concentrati fissare la ceramica che capeggia sullo stipite della porta che raffigura il Signore Delle Tenebre con il cuore in mano…
…li vedo in estasi mistica. Poi il Kata porta le pizze e torniamo sulla terra.
Stasera si dibatte di massimi sistemi, tipo l’ ordine da uno dei due soli venditori mondiali di buste jewel case per CD, quelle che ti fanno risparmiare spazio, le space saving jewel case sleeves insomma…
Ho quasi 3000 cd, non posso permettermi di tenerli tutte nelle custodie rigide. PAULUS mi dice che c’ha già provato, ma che poi si è pentito ed ha dovuto reinserire i cd e le copertine nelle custodie di plastica dura. Anche io temo un finale simile, ma devo provare (anche perché l’ordine è già stato fatto).
Parliamo poi di come sia sorprendente che sullo STEVE HOFFMAN FORUM ci siano californiani patiti del BANCO DEL MUTUO SOCCORSO, gruppo che nemmeno in Italia ascoltiamo più con ardore simile.
Tocchiamo quindi uno degli argomenti a noi caro, le deluxe edition. PAULUS freme, vedo che sta iniziando un percorso che lo porterà a impantanarsi definitivamente nelle dolci acque fangose delle LEGACY-DELUXE-ANNIVERSARY-EXPANDED-SPECIAL EDITION. Ci aggiorniamo sulle prossime uscite del genere tipo i box di EAGLES (studio album box set 6cd), STEPHEN STILLS (career spanning 4cd retrospective) e BOC (17 cd box set…già ordinato). Riflettiamo sul fatto che ora fanno uscire le deluxe edition anche di album non certo memorabili…oramai anche il disco più lofi degli anni 70/80 viene considerato (o comunque spinto come) una cosa speciale.
Per un momento franiamo su cose molto terrene: la figa.
E’ solo un attimo, giusto per ricordare la nostra adolescenza, le festicciole della domenica pomeriggio e il testosterone che ci teneva ehm..in piedi per ore intere. In pochi minuti partono tanti di quei “Zio can, vecchio…” che le mura del Kata sembrano tremare.
Mi schiarisco la voce, cerco di riportare tutti all’ordine: “Confratelli, vi ricordo che siamo una associazione iniziatica a base etica e morale, e che il nostro scopo è la tensione collettiva atta a portarci al perfezionamento delle più elevate condizioni umane”.
Tutti si ricompongono e torniamo alle cose basilari delle nostre vite: ammirare come fossero i rotoli del mar morto i due 45 giri di KEITH EMERSON relativi alle sigle di ODEON TV (gentile omaggio di STEPHANUS) …
la speranza nella elezione di un papa nero (non inteso come coloured), la proposta da inoltrare al comune di Mutina per la realizzazione di una statua dedicata a GREG LAKE da posizionarsi di fianco al grappolo d’uva nella rotonda della Vignolese [grappolo eretto in onore delle nostre terre, la LABRUM RUSCUM VALLEY, insomma la valle del Lambrusco (labrum -margine dei campi e ruscum -pianta spontanea-…la vite la(m)brusca era quella che cresceva incolta ai margini dei campi), la Regium-Mutina County].
… i concerti di FINARDI, PINO DANIELE, BRANDUARDI visti sul finire degli anni settanta. Terminati i temi dell’ordine del giorno, ci prepariamo a congedarci. Intoniamo a 8 voci REVELATION dei SANTANA…
Ci commuoviamo fin quasi alle lacrime (soprattutto io e PAULUS che di CAROLUS SANCTUSANNAE siamo seguaci). Dedichiamo l’ultimo vespro alla gloria del grande architetto dell’universo: IACOBUS PATRICIUS PAGINORUM…
Hey she just satisfies
Hey she satisfies, so good
And every evening when I go over,
she ‘s at the door.
She makes me feel so good,
The way she loves me.
So good.
So all of you better stay real far away
cos she’s my baby,
you better hear what I say.
Oh yeah… Hey!
Hey she just satisfies
Hey she satisfies, so good.
Her good lovin’
She gives me all she…???
I’m gonna take her everywhere I go
Oh yeah!
Hey she just satisfies
Hey she satisfies, so good.
Prima di lasciarci lancio l’idea di organizzare il conclave di primavera inoltrata (dobbiamo eleggere il nuovo Magister…ma vi confesso che spero di essere rieletto) nelle valli di Comacchio, il nostrodelta personale . Un nuovo battesimo nel bayou ferrarese ci aspetta. Ho addirittura pensato di organizzare un minipullman per poter essere liberi di berci il nettare degli dei (il southern comfort of course) senza problemi. I confratelli sembrano essere eccitati all’idea. Vedremo.

I Confratelli del blues ( da sx a dx: Lorenzo Stevens, Riff, March, Jaypee, Paolino Lisoni, Tim, Picca, Athos -foto del Kata)
Finito il compito che di solito mi spetta, mi spoglio dell’abito talare del blues e torno con carnalità ad essere quello che sono: un hard rocker che cammina all’ombra del blues. In sequenza a volume 21 del car stereo AEROSMITH LIVE 1978/ EDGAR WINTER 1974/ BECK BOGERT&APPICE a Osaka nel maggio del 1973 (il LIVE d’importazione insomma). All’una mi infilo nel letto con addosso tutto l’hard rock possibile che riesco a spegnere leggendo qualche pagina dell’ultimo libro di LILLI GRUBER (!?).
Mattino ore 6: suona la sveglia, faccio meno il galletto. Alle 7,15 sono a Stonecity a fare l’esame del sangue. In macchina mi sento il bootleg dei DIRE STRAITS del 16/02/79 a COLONIA.
Alle 8 in ufficio già cotto. Alle 13 pranzo di lavoro con Lakerlit e Raffa il fotografo. Dovrei fare i testi a corredo di un suo bel progetto. L’argomento mi stimola. Riesco a stare sveglio, anche grazie a dei buonissimi tortelli di zucca con noci e amaretto di Saronno del Negresco di Stoncity.
Il pomeriggio in ufficio e la sera alla domus saurea sono preda di alcuni demoni che non mi lasciano in pace. Arranco, sembro cadere ma in qualche modo resisto. Domani sarà un giornata di neve. Non resta che aspettarla.
INTERVALLO: Aerosmith “Seasons Of Wither” (Live in Philadelphia 28/03/1978)
19 FebUno dei miei pezzi preferiti degli AERO, qui in versione ancor più sofferta presa dall’ottimo bootleg PHILADELPHIA 26-03-1978.
KEITH EMERSON BAND “Three Fates” (Edel 2012) – TTT½
19 FebQuesto cd non è esattamente attribuibile alla KEITH EMERSON BAND, le tre fate infatti sono, come spiegano loro stessi, the keyboards and compositions of Emerson, the guitar and writing of Bonilla, and the conducting of Terje Mikkelsen with the 70-piece Münchner Rundfunkorchester. Il cd contiene alcuni pezzi degli ELP, qualcosa di EMERSON, qualcosa di BONILLA e un brano di GINASTERA.
Le parti orchestrali dei pezzi degli ELP sono maestose, mi inebrio sempre nel sentire una orchestra da 70 musicisti suonare insieme quelle musiche leggendarie, il problema è quando entra la band, o meglio la chitarra pseudo metal di BONILLA, perchè tutto si fa più kitsch. Riff direbbe che BONILLA è un “centurione”, ovvero uno di quei musicisti che tendono la metal o al rock tout court, quelli un po’ sopra le righe. Intendiamoci BONILLA è un signor musicista, ma non è di quelle che piacciono a noi. EMERSON, al piano, moog e organo suona parti non difficilissime visti i suoi problemi alle mani. Tutto sommato comunque un buon album.
Due anni di blog
18 FebHappy Anniversary!

You registered on WordPress.com 2 years ago! Thanks for flying with us. Keep up the good blogging!
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Due anni di blog. Però, mica male. Oggi sono un po’ bluesy, la cocente sconfitta di ieri dell’INTER mi ha spinto in un abisso di disperazione, così non festeggerò come ho fatto l’anno scorso. Ho provato comunque a tirarmi su con MASTER OF REALITY ma quando è arrivata SOLITUDE sono caduto ancora più giù…
…ho provato allora con LAID BACK di GREG ALLMAN ma poi è arrivata QUEEN OF HEARTS e mi sono impantanato ancora di più nel blues…
Ho poi cercato rifugio in uno dei miei album, uno di quelli che ho incisi col fuoco sull’ anima, EDGAR WINTER’S WHITE TRASH del 1971… mossa stupida, avrei dovuto immaginare l’effetto che avrebbe avuto su di me DYING TO LIVE, e così scivolo sempre più giù dove il nero e l’azzurro si fondono nel colore della tristezza …
E allora spengo le casse e torno a lavorare senza musica. Se proprio dovesse peggiorare ho ancora due assi nella manica però…
…con loro dovrei sfangarla anche stavolta.
Ad ogni modo, più di 225mila visite in due anni , una comunità di uomini e donne di blues illuminati e amanti della musica, alla continua ricerca dell’alba dentro l’imbrunire e del proprio nido di stelle. Special guests di altissimo valore, commentatori arguti e attenti, lettori fedeli e curiosi. Che dirvi se non grazie mille? I thank you all.
…If we could just join hands
If we could just join hands
If we could just join hands …
Le parole del blues: SUPERSTITIOUS
18 FebI significati delle parole, dei cognomi, dei nomi di posti etc etc mi hanno sempre interessato molto, questo vale anche per le parole e per lo slang che si trovano nei testi di vecchi blues. Sono sempre alla ricerca di libri, testi, articoli che abbiano a che fare con queste cose, così ho deciso di proporre una rubrichetta a tal proposito. Si parte.
SUPERSTITIOUS – parola usata in centinaia di blues e di pezzi rock. La parola in sé significa naturalmente SUPERSTIZIOSO, ma l’uso che ne facevano i neri al tempo del blues era improprio: dicevano SUPERSTITIOUS ma intendevano SUSPICIOUS, sospettoso.
LUKE JORDAN If I Call You Mama (19 novembre 1929)
If I call you, woman, doggone, you refuse to come
If I call you, woman, doggone, you refuse to come
Hot boilin’ water, I swear, won’t help you none
You been hollerin’ ‘round here ‘bout you’re goin’, right now is your goin’ time
(Guitar plays repetition of the line)
If you haven’t got your train fare, woman, swear, I’ve got mine
You’ve been braggin’ ‘bout your brickhouse woman, you ought to see my frame
You’ve been braggin’ ‘bout your brickhouse woman, you ought to see my frame
You been hollerin’ ‘round here ‘bout your high yella, you certainly ought to see my Jane
She don’t use no tobacco, swear she don’t dip no snuff
She don’t use no tobacco, (guitar finishes line)
She ain’t no high yella, woman, she’s fair brown enough
I called for whiskey, got the nerve to bring me gasoline
Mama, I called for whiskey, had the nerve to bring me gasoline
My home ain’t here, it’s down in New Orlean
If you don’t b’lieve I’m leavin’, woman, count the days I’m gone
If you don’t b’lieve I’m leavin’, woman, count the days I’m gone
I’m from the South, I’m superstitious, and I know something’s goin’ on wrong





































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