Goodbye December

29 Dic

I giorni dopo il 25 si susseguono pallidi e senza fiato, sono quasi irriconoscibili l’uno dall’altro (lo diceva anche Aramis tempo fa), l’azienda per cui lavoro osserva qualche giorno di chiusura e dunque, con maggior tempo a disposizione, ho l’opportunità di impantanarmi nel soliti disgraziati bilanci di fine anno. Il tempo atmosferico sembra essersi allineato al mood del mio animo, siamo sotto l’influsso di un anticiclone africano ma la grande pianura in cui vivo è terra di nebbie, il sole fatica ad uscire e il panorama quindi si uniforma di conseguenza.

Il sole oltre la nebbia - Domus Saurea fine dicembre 2022 - foto TT

Il sole oltre la nebbia – Domus Saurea fine dicembre 2022 – foto TT

Passato Santo Stefano ripenso alle feste appena finite. Le lucine ad intermittenza di cui sempre parlo hanno reso meno pesante quel velo di crepe nere che sono solito indossare …

il sinodo con gli amici è stato uno dei punti più alti della decade dell’anno che preferisco, lo abbiamo organizzato l’ultimo giorno utile della decade che va da Santa Lucia all’antivigilia, quella che ci fanno sognare, sì perché come diceva un filosofo tedesco “l’attesa del piacere è essa stessa piacere”, quindi per assurdo il 24 e il 25 per noi risultano meno importanti e forse più fastidiosi visto il fardello che si portano dietro,  “con le cappesante e tutte le altre cavolate” aggiungerebbe il Pike Boy (quando ce lo detto al sinodo siamo scoppiati tutti a ridere). Durante queste serate insieme siamo politicamente scorrettissimi, potremmo sembrare un gruppo di emiliani del tempo che fu, ma la cosa che amo è che ne siamo consci e che razionalmente ed intellettualmente siamo politicamente correttissimi. Stavolta eravamo solo in sei (su nove) ma la serata è stata favolosa. Pheega, Football, Musica Rock, Massimi Sistemi, Letteratura, Cinema …c’è qualcosa di meglio? Io senza i miei amici non so dove sarei. 25 anni di sinodi … mica male. Due di noi sono un po’ centurioni (amano insomma certo heavy rock over the top e kitsch) inutile dire che sono stati – soprattutto uno – mazzolati. Pike ha suggerito di fargli arrivare una lettera di richiamo dal comitato dei probiviri. Vedremo. Ma questo confratello, il nostro Lollo Zakk, ha anche fatto una delle battute più divertenti della serata. Stavo spiegando agli amici quello che vado ripetendo da quasi un anno, e cioè che nonostante io sia un uomo di una (in)certa età, sono mesi che mi sento assai esuberante da un certo punto di vista. Fermi tutti! Niente di che, mai stato un macho, uno stallone, uno sciupafemmine, mai pensato di essere chissà chi in quel campo, registro semplicemente che nonostante l’età mi sembra di vivere una seconda (o terza) giovinezza, che penso spesso alle donne e all’amore, sono insomma in una fase in cui la passione è forte. Parlandone con gli amici ovviamente esagero, ma ne siamo tutti consci. Il fatto è che, so può sembrare assurdo e un po’ patetico ai più giovani, malgrado la nostra età noi siamo esattamente quelli che eravamo a 23 anni, certo magari con più chilometraggio, ma siamo sempre quelli, e ancora guardiamo le donne (o gli uomini se non fossimo eterosessuali) e ancora abbiamo impulsi di un certo tipo. Spingevo sul gas a tal riguardo insomma, ridendo e scherzando, al che Lollo (più giovane di me di quasi otto anni) esclama “Caxxo, ma allora se è questo che mi aspetta non vedo l’ora di raggiungere l’età di Tim!”. Risata fragorosa da parte di tutti. Ma Lollo ha aggiunto anche questo a proposito dei recenti video dei Trouble che mi ha inviato su whatsapp:

“L’altra sera parlavo con mia moglie e le dicevo che certe cose, anche musicali, le posso condividere solo con Tim, altri miei amici mi prenderebbero per strambo o non gliene fregherebbe nulla”

A parte che non sono un appassionato di doom metal ma che questi due pezzi mi piacciono parecchio, ancora rimango sorpreso dall’affermazione di Lollo. Ritorniamo al solito discorso (che riaffronto anche più sotto), io credo di sapere chi sono, ma capire che sono così importante per gli amici, per la gente, mi sorprende e mi fa pensare. Sono proprio un tipetto strano.

The Boys Are Back in Town - Sherlock Holmes Pub, Regium Lepidi 23/12/2022 - foto Brown Sugar

The Boys Are Back in Town da sx a dx: Mix, Jay, Lollo, Pike, Tim, Mario – Sherlock Holmes Pub, Regium Lepidi 23/12/2022 – foto Brown Sugar

Il 25 tradizionale pranzo alla Domus con mia sorella, la quale continuava a chiamare i cappelletti (specialità reggiana) tortellini (specialità bolognese-modenese), e ogni volta veniva ripresa dai reggiani presenti. Cappelletti courtesy Antica Cappelletteria Ganassi Lucia, fatti a mano quindi dall’umana con cui vivo e da sua madre.

IN COSA SONO DIFFERENTI TORTELLINI E CAPPELLETTI?

Forma e Dimensione

La prima differenza che si nota è ovviamente la dimensione. I tortellini hanno una dimensione più piccola e minuta (della dimensione dell’ombelico di Venere), mentre i cappelletti sono solitamente più grandi. Anche la forma è diversa, dovuta ad una differente tecnica di chiusura. I tortellini sono chiusi tradizionalmente attorno al mignolo (a Modena attorno all’indice), il cappelletto invece (che ricorda i tipici capelli medievali) viene chiuso direttamente unendo le due estremità del triangolo.

Il ripieno

Viste le prime differenze che si notano a colpo d’occhio, è solo assaggiandoli che abbiamo la vera sorpresa. La grande differenza tra tortellini e cappelletti è infatti il ripieno, che cambia totalmente. Nei tortellini vediamo tradizionalmente un ripieno a base di carne (a Bologna si usa più lombo di maiale, mentre a Modena più Parmigiano Reggiano), invece nei cappelletti il ripieno cambia totalmente da zona a zona: possiamo trovarli con un ripieno di solo Parmigiano Reggiano, oppure con l’aggiunta di un po’ di ricotta ma anche con l’aggiunta di un po’ di carne.

Il condimento

Anche il modo in cui sono condite queste due tipologie di pasta fresca è differente. Se entrambe sono perfette con il brodo, troviamo alcune peculiarità: i tortellini si accompagnano spesso anche alla crema di Parmigiano Reggiano o alla panna, mentre i cappelletti sono perfetti anche con il ragù.

The Emilian way - Cappelletti e Lambrusco - Domus Saurea 25-12-2022 - foto TT

The Emilian way – Cappelletti e Lambrusco – Domus Saurea 25-12-2022 – foto TT

Mi ero ripromesso di bere meno finite le feste, ma come si fa quando Mario mi regala cose del genere?

Costretto a bere - i regali di Mario - Domus dic 2022 - foto TT

Costretto a bere – i regali di Mario – Domus dic 2022 – foto TT

Cerco poi di riprendermi dal periodo ad alto tasso di cristianismo con le spiritosaggini di Lercio.

Lercio Dicembre 2022

Mi capita in mano un (non troppo) vecchio numero speciale di Topolino dedicato alla Divina Commedia. http://www.nerditudine.it/2021/10/dante-alighieri-raccontato-da-topolino.html

Ho trovato la prefazione di Roberto Vecchio davvero riuscita. Ripeto, davvero riuscita.

dante-raccontato-da-topolino-2

Capito a casa dei genitori dell’umana che vive con me, mi cade l’occhio sulla pagina aperta di un vecchio quadernone dove  segnano i punteggi delle partite a carte che fanno con i loro amici. Ultimi scampoli di un’Emilia che va scomparendo.

Giocare a carte - i conti di  Danillo & Lucia - dic 2022 - foto TT

Giocare a carte – i conti di Danillo & Lucia – dic 2022 – foto TT

Nel tardo pomeriggio di oggi andrò con un collega (rossonero e neroverde) a vedere l’amichevole Sassuolo – Inter (in attesa di andare a San Siro il 14 gennaio a vedere la prima partita ufficiale dopo tanto tempo … poltrocina rossa centrale, thank you baby). Stare senza Inter è dura, maledettamente dura.

THE WINTER ALBUM 2022

Dopo tre anni d’assenza torna il Tim Tirelli’s Winter Album, per la prima volta solo in formato digitale. Oltre a questo sulla chiavetta riservata ai confratelli qualche album obliquo in ordine sparso.

NEW YORK … GOODNIGHT

Durante i concerti degli Equinox (il magnifico gruppo con cui omaggio la più grande rock band di tutti i tempi, i Led Zeppelin naturalmente) mi ritaglio sempre un spazio verso la fine per presentare la band e sciorinare le mie solite scempiaggini. Lo faccio in un intermezzo creato ad hoc in Communication Breakdown, la bassista e il batterista tengono un groove funk in MI mentre io mi metto al microfono. Come detto presento i membri del gruppo, ringrazio il locale per averci voluti, benedico tutti nel nome del blues e – se è stata una bella serata – ringrazio il pubblico per la calda accoglienza aggiungendo che per qualche minuto ci è parso di sognare tanto da esserci sembrato di essere sul palco del Madison Square Garden … è tutta una scusa per chiudere come fecero i LZ alla fine delle tre leggendarie serate di fine luglio 1973 nella grande mela “New York … goodnight.”.

(Al minuto 13:18 del link qui sotto)

https://www.youtube.com/watch?v=NrUHvPgxlcw&ab_channel=IrvingAguilar

Oramai è una manfrina a cui non posso più sottrarmi, chi ci segue esige questo teatrino e attende questo segnale per andare sopra le righe. E’ tutto molto divertente, tanto che le mie due colleghe del cuore, la Mar e la Stremmy Girl, per il mio compleanno hanno pensato di far realizzare ad una graphic designer il fotomotaggio che trovate qui sotto: lo smilzo di Nonantola (va beh, io) sul palco del Madison Square Garden di New York, con la frase incriminata in bella vista. Me lo hanno consegnato mentre ci facevamo un aperitivo in un locale del centro di Mutina a pochi metri dal Duomo, e mi sono commosso. Magari non lo hanno notato, ma è successo … si sono date da fare un bel po’ per realizzare questa cosa il che significa – per tornare al discorso del post del 20 dicembre pubblicato qui sul blog – che mi vogliono bene e che sono una figura centrale nelle loro vite. E’ in queste occasioni che mi dico: “beh, mio caro uomo di blues Tim Tirelli, lo vedi che la gente poi ti vuole bene sul serio?”. È tornato sull’argomento anche il mio cugino acquisito Alberto (marito della Luci, figlia di una sorella di Mother Mary) proprio ieri sera mentre ci facevamo una pizza in uno dei nostri locali preferiti qui a Regium Lepidi “vedi Tim, sei una persona speciale, a te la gente vuole bene” . Al di là dell’impaccio emotivo nello scrivere queste cose un po’ autoreferenziali qui sul blog, mi devo arrendere a quanto mi disse il mio amico Polbi – anima della mia anima – tempo fa: “Tu Tim hai un capacita di penetrazione nella vita delle persone pazzesca!”.

Continuo a sorprendermi della cosa, ma me ne farò una ragione. Per tornare alle mie splendide colleghe: Mar, Stremmy: I love you! You are simply the best!

TT al MSG di NY – concept by Mar & Stremmy Girl – 21-12-2022

POLBI CALLING

Per il mio onomastico il mio amico mi dedica questa

e mi scrive:

Polbi Cell.: ‘Sto Natale sta passando magari anche meno peggio di altri recenti. Sono stato con Mino, mia sorella, le nipoti e altri familiari…qualche momento piacevole, ma nel complesso io purtroppo la penso come Rossana Rossanda: il Natale è una tragedia che si poteva evitare!
Nel frattempo, sono riuscito perlomeno a non lavorare in questi giorni e ho ascoltato un po’ di musica Patti Smith, Plant Krauss, Ramones, King Crimson, Dead Boys, insomma solita roba. Ma ormai lo sai, non sento più cose nuove da tempo. Non riesco proprio più. Quanto mi mancano i concerti….certe emozioni….sensazioni, attimi, odori, luci….
Io vorrei andare alle 21.00 al Palaeur a vedere una di queste band: Stones, Pink Floyd, Zeps, Motorhead, Stooges, Clash, Velvet Undergound, Can, Allman Brothers, Patti Smith, Ramones, Big Star, Soft Machine…. Non è possibile e questa cosa è grave. È grave. Non ho più un cazzo di concerto per cui fare di tutto per andare a vedere. È grave mannaia i re Magi. Il rock è molto dal vivo, e io ormai vivo solo nei dischi. Da anni. È molto molto grave
Grazie a dio (immagino intenda Jimmy Page, ndTim) ho la subacquea, che ho la fortuna di vederla vivere e cambiare giorno per giorno, che il mio il nostro rock ormai è un campo minato emotivamente…”

Sì, è una cosa grave, non abbiamo più un cazzo di concerto per cui fare di tutto per andare a vedere … io alle 21:00 vorrei andare al Palapanini (o anche all’Unipol Arena di Caselecchio …che tra l’altro è ormai la più grande Arena d’Italia …20.000 posti come il LA Forum e il MSG) a vedere una di queste band: Led Zeppelin, Johnny Winter And, Rolling Stones, Damned, Edgar Winter’s White Trash, Free, Bad Company, ELP, Muddy Waters, The Firm, Mott The Hoople, John Miles, UFO …

E sì, il nostro Rock è emotivamente un campo minato, lo vivo e lo respiro ogni giorno ancora con passione eppure dovrei attraversarlo in punta di piedi, con attenzione … Grazie a dio (Johnny Winter insomma) io ho il blog, il football e il songwriting …

GATTI ALLA DOMUS

Ozzy, il randagio che da anni gironzola qui intorno e che da qualche mese siamo riusciti ad addomesticare (da quando si è presentato dopo mesi di assenza in condizioni pietose tanto che il veterinario aveva pensato all’eutanasia … Ozzy purtroppo ha nella gola una massa tumorale); il giorno della vigilia ci aveva fatto preoccupare, ma poi si è ripreso e noi siamo di nuovo felici. Gli abbiamo regalato quasi 6 mesi di vita in più, ma la cosa importante è che (almeno ci pare) è una vita ben più che dignitosa, piena di coccole, di attenzioni, di amore … nonostante tutto da gatto malandato, magro, spelacchiato Ozzy ora è un bel gattone dal pelo lucido e dalla pancia piena che prova riconoscenza per i due umani che lo hanno salvato. Non sappiamo per quanto terrà duro, non lo faremo soffrire, ma fino a quando sarà il bel gattone in cui si è trasformato la Domus sarà casa sua.

Il gatto Ozzy - Domus Saurea dicembre 2022 - foto TT

Palmiro, il capo indiscusso della colonia, svolge il suo compito sempre con massima disciplina e rigore, controlla il territorio, scaccia gli intrusi, si assicura che gli altri felini abbiano cibo e una rifugio caldo in cui tornare.

Palmiro scruta i suoi territori - Domus 23/12/22 - foto TT

Palmiro scruta i suoi territori – Domus 23/12/22 – foto TT

La piccola Minnie, giunta per caso qui alla Domus tre anni fa, continua a mostrare gratitudine e amore incondizionato per il suo umano di riferimento. Tutte le sante notti mi sale sul petto mentre sono a letto a leggere per poi rannicchiarsi sotto al mio mento una volta spenta la luce. Il nostro è un rapporto d’amore puro, quello che talvolta nasce tra mammiferi di specie diverse.

Minnie sul suo umano - Domus Saurea dicembre 22

Minnie sul suo umano – Domus Saurea dicembre 22

FILM

Yesterday – (2019 UK-RU-CINA-USA) – TTT½

Ora che non è più a pagamento mi sono guardato Yesterday su Netflix. Commedia carina. Sul finale, quando compare una figura rock che non nomino, beh ho avuto un tuffo al cuore.

Braod Peak – Fino alla Cima – (Polonia 2021) – TTT½

Film avventuroso e drammatico che racconta la vera storia dell’alpinista polacco Maciej Berbeka. Ora su Netflix.

SERIE TV

Star Wars: Andor (2022 – USA) TTTT¾

Io non sono un Star Wars phreak, ho visto tutti i film e i relativi spin off e le serie che danno su Disney (d’altra parte vivo con una che vive Star Wars come una religione), ma per la prima volta devo dire che la nuova serie spin off Andor è magnifica. Per la prima volta il tutto è comprensibile anche a chi non conosce a memoria gli altri capitoli della saga e cronologicamente non è in grado di posare le pietre miliari nella propria maruga. Basta sapere che nell’universo di Star Wars dapprima vi era una Repubblica che poi venne rovesciata e sostituita da una dittatura, da un Impero, e che la serie Andor racconta e porta in scena i primi passi della ribellione, della resistenza a questo impero del male. Per i più attenti dirò che Amdor è il prequel di Rogue One

L’ambientazione, la scenografia e il mood in generale sono dipinti benissimo, molte le analogie iconografiche con il nazismo. Chi volesse approfondire può leggere questa bella recensione

https://www.esquire.com/it/cultura/tv/a42021677/andor-serie-tv-disney-star-wars/

Vi sarà anche una seconda stagione, il ponte necessario tra la prima e Rogue One. Non sono un gran fan della Disney (a parte i vecchi cartoni animati della mia infanzia e adolescenza a cui sono molto legato) ma devo ammettere che con Andor hanno (finalmente) fatto un gran lavoro. Da vedere.

PLAYLIST

OUTRO

Dicembre è dunque ormai agli sgoccioli, lo vedo passare dalle finestre della Domus, arriverà presto gennaio, poi febbraio e quindi i primi fiotti di primavera; ma l’inverno è ancora lungo e in questi giorni di pace in cui sono solo in casa mi godo questi momenti con me stesso.

Riguardo “Chiamami Aquila” la divertente commediola con John Belushi,

prendo in mano la Les Paul per qualche svisata rock blues, la Danelectro con l’accordatura dadgad sulla quale sto scrivendo un nuovo pezzo e infine l’acustica accordata in MI con cui risuono due recenti canzoni che ho scritto, il blues emiliano I GOT THE BLUES:

  • Oh io c’ho il blues, che scende giù, che viene su, che non torni più,
  • mi vesto di blu, ho un chewing gum, il bourbon del sud e un bicchiere di rum

e una suggestione acustica FANTASIA (come into my life):

  • Sai di acqua fresca sei la pioggia che va, Non è Francesca nella radio di un bar, io e te da soli nella nostra città, i nostri cuori un solo bazar

scrivo per il blog, riorganizzo nella maruga possibili sviluppi riguardo Aramis, mi guardo qualche film, ascolto musica e faccio camminate a passo sostenuto per le campagne intorno a Borgo Massenzio.

Vorrei che nevicasse, che un po’ di candore scendesse su queste terre, magari camminare sotto ai fiocchi che scendono, udire lo scalpiccio dei passi sulla neve fresca, ritrovare me stesso in quel dipinto naif, ma non succederà, almeno non nei prossimi giorni, e allora … un Southern Comfort e Physical Graffiti dei Led Zeppelin.

Sul bordo del solstizio

20 Dic

Capitano giorni in cui mi sento nella periferia della vita delle persone a cui tengo sebbene in realtà non sia quasi mai così, ma il sentimento è quello perciò mi interrogo sul bisogno che ho di essere centrale nelle vita della gente che frequento, su questa necessità spirituale di essere considerato il miglior amico di qualcuno e di sentirmi benvoluto. Ne sa qualcosa il gatto Palmiro a cui chiedo di frequente  – soprattutto la sera quando lui entra nel sentimental mood – “ma Palmir, tu mi vuoi bene?”. Da cosa nasca questa esigenza proprio non so, direi di aver avuto una infanzia felice, non è mai mancato l’affetto e l’amore di mia madre e come detto le persone mi dimostrano i loro sentimenti, di esempi ne avrei a bizzeffe …

_L’altra sera all’ Uva D’Oro di Mutina: il cameriere porta il bis dei tre liquori e chiede: “per chi è l’Amaro Del Capo?“, all’unisono il Fontanarosa Boy e Mr MC rispondono: “per il capo!” e mi indicano con decisione. Mi scappa da ridere. Sono a cena con due ex colleghi, giovani uomini che hanno figure professionali tra le più ricercate oggigiorno in campo ipertecnologico e con i quali mi confronto sui grandi temi che siamo soliti abitare (la musica Rock, il football, l’esistenza, il nido di stelle, le profondità cosmiche, la letteratura, le donne). Sembra quasi io sia una sorta di adulto di riferimento per loro, o meglio uno della loro età con qualche lustro in più, con semplicemente un percorso di vita maggiore che loro riconoscono in maniera naturale. Ovviamente non mi metto su nessun piedistallo, ci mancherebbe altro, ma si dimostrano sempre interessati alle valutazioni che faccio, alle storiella di vita che racconto … questo mi colpisce; intendiamoci, so chi sono, so che un minimo di personalità ce l’ho, però che due giovani leoni nel massimo vigore stiano a sentire e rispettino il leone di una (in)certa età in modo così spontaneo mi pare una cosa bellissima. Io, che mi sento spesso null’altro che un povero mammifero del genere umano perduto su di un piccolo pianeta nel buco del culo dell’universo senza sapere il perché, mi sorprendo e mi sento sento felice ad avere amici così. 

_Un altro collega, il Tuscany boy, altro giovane leone, non perde occasione per sottolineare “sei il numero uno, vorrei lavorare sempre con te”.

_Il nostro Jackob, ormai pilastro del blog, nei nostri contatti via email nel rivolgersi a me usa appellativi tipo “Magister” o “Lowell” e alla fine dei messaggi mi scrive “devotamente tuo”. Ora, è chiaro che facciamo gli spiritosi, ma questi simpatici epiteti significano anche seguire con attenzione le sciocchezzuole che scrivo su questo blog e dunque riconoscere in me un amico, una persona che vale la pena frequentare e stare a sentire anche solo online. Chiede persino (e non è l’unico), che fine abbia fatto Aramis (ma davvero volete che ritorni?).

Potrei fare altri esempi, dalle colleghe a me più vicine che ormai sono parte integrante del mio essere, alla combriccola degli illuminati del blues con i quali ormai da 25 anni mi trovo a sondare le profondità cosmiche, agli altri probiviri e ai lettori di questo piccolo blog, ma non servirebbe, come dice una mia amica “a te vogliono bene tutti” … e allora perché a volte mi sento in periferia?

Al di là di questo sto vivendo la decade (per esseri chiari, in italiano periodo di tempo di 10 giorni, lo specifico perché certi giornalisti in TV ormai usano decade pronunciata all’italiana al posto di decennio … stolti!) che preferisco, dal 13 al 23 dicembre seguo la corrente ascensionale dicembrina, malinconico certo ma con animo arrembante. Eppure certe domeniche mattine quando mi sveglio e guardo fuori dalla finestra mi rendo conto che la Valpadana è il Regno delle Tenebre.

Valpadana il Regno delle Tenebre – Domus Saurea dicembre 2022 foto TT

Mentre vado al lavoro mi sembra di attraversare il nulla …

Blue Highway – Molino di Gazzata – Dicembre 2022 – foto TT

così la sera, dopo il lavoro, vado alla ricerca di un po’ di luce in centro a Mutina

Mutina – dicembre 2023 – Foto di ?

 

Mutina – dicembre 2023 – Foto di ?

Una sera mi spingo sino a Nonatown, la mia hometown, la guardo tutta illuminata e le mando un sospiro d’amore, come si fa con certe donne quando instillano in te la passione che tutto travolge.

Nonatown – dicembre 2022 – foto TT

In questa decade si susseguono cene con gli ex colleghi, cene con i colleghi, cene con gli Equinotti, cene con gli illuminati del blues e cene con i miei vicina Anna e Franco. Ora che Adele e Giuse se ne sono tornati al sud, non mi rimangono che loro come punto di riferimento nella stradina lunga e tortuosa in cui viviamo, abitano proprio in fondo a questa stretta lingua d’asfalto, proprio sul punto in cui questo viottolo o poco più va a spegnersi. Dopo la cena Franco apre la boccia di Jack Daniel’s single barrel che ho portato e come può capitare quando si sta bene in compagnia, si esagera, Franco continua a versare e conto almeno 6 whiskey del Tennessee a testa che io, lui e suo fratello Pino buttiamo giù. Verso mezzanotte, con lo spirito alto, percorro i 500 metri che mi separano dal tepore delle lucine ad intermittenza della Domus. Quest’anno ha fatto tutto l’umana che vive con me, una certa indolenza mi ha frenato, cercavo l’impeto ma non lo trovavo così, è toccato a lei …

Domus Saurea dicembre 2022 – foto TT

 

Domus Saurea dicembre 2022 – TDL – foto TT

 

Domus Saurea dicembre 2022 – foto TT

 

Domus Saurea dicembre 2022 – foto TT

 

Domus Saurea dicembre 2022 – foto TT

Mi metto sul divano, Palmiro in versione Yoda mi sale sul petto, ci scambiamo qualche segno di fratellanza e di amicizia reciproca, quella tipica che nasce tra mammiferi di specie diverse, e poi via sotto le coperte.

GUCCINI

Il mio AD mi manda questo link:

https://www-rockit-it.cdn.ampproject.org/c/s/www.rockit.it/articolo/disco-guccini-vende-come-quello-rapper-fattura-molto-piu–amp

è una gran bella notizia, tuttavia non so se prenderla come singola eccezione o come speranza per altri casi simili in futuro. Rimango ad ogni modo interdetto dalla poca chiarezza (non ho capito se il disco è disponibile in streaming oppure no) e dal pigro giornalismo usato, quello che porta ad errori sostanziali e grossolani: la erre arrotondata di cui si parla è tipica di Parma non di Reggio Emilia (dovuta alla dominazione francese del Nord Italia e di quelle zone in particolare sin dal medioevo e a Maria Luigia D’Austria moglie di Napoleone che nel 1800 risollevò il Ducato di Parma e per questo fu benvoluta ed imitata, anche nel parlare, inutile dire che la lingua da lei utilizzata fu il francese), e per di più – è cosa nota – Guccini è di Modena. Tranne qualche eccezione il giornalismo musicale italiano è sempre stato poca cosa.

 

FILM

ARGENTINA 1985 (Argentina 2022) con Ricardo Darìn – TTTT 

Il film narra una storia vera, ovvero questa: nel 1985, fra mille ostruzionismi, omertà e pochi mesi a disposizione, i pubblici ministeri argentini Julio César Strassera e Luis Moreno-Ocampo si trovano impegnati in un processo senza precedenti, quello contro i capi della giunta militare che ha governato il Paese per gli ultimi sette anni fino all’83, compreso il presidente Jorge Rafael Videla. Il processo non è solo un’occasione di fare i conti coi crimini contro l’umanità perpetrati e taciuti dal vecchio regime, ma di assicurare una volta per tutte la continuità della democrazia in Argentina, periodicamente interrotta da colpi di Stato per cinquant’anni.

Qui sul blog Ricardo Darìn riscuote un discreto successo, io e LucaTod ne andiamo pazzi. Il film da vedere, per ripassare la storia e indignarsi ancora una volta per la spietata dittatura militare di Videla.

SOL INVICTUS

Eccolo qui il solstizio, eccole qui le feste per il sol invictus, un rito vecchio 5.000 anni che il cristianesimo e la Coca-Cola hanno fatto loro. Eccolo qui il periodo isterico in cui tutti in qualche modo siamo coinvolti, la folle corsa contro il tempo prima delle meritate ferie natalizie e di fine anno, l’invasione di film melensi, mediocri e mainstream, degli “auguroni”, dei “a te e famiglia”, della tristezza che attanaglia la gola quando si pensa all’infanzia, a chi non c’è più, ad una fetta della vita andata,  ad un altro anno passato. A volte verrebbe voglia di diventare guardiano del faro, mollare tutto e andare a rintanarsi su di uno scoglio sperduto nel mare … due gatti, due chitarre, due bottiglie di rum, l’abbonamento a DAZN per vedere le partire dell’Inter e una ragazza giusta che ci sta.

Ma tanto non succederà mai e dunque apprestiamoci a vivere i festeggiamenti legati alle giornate che tornano ad allungarsi, al sole che tornerà a battere prepotente. 

Io cerco di farlo alla mia maniera, riguardando per la centesima volta Apocalypse Now (final cut version)

e ascoltando il Piano Concerto di Keith Emerson

 

magari sorseggiando un Southern Comfort on the rocks, cullato dalle candele che brillano e le luci ad intermittenza che regolano il battito del mio cuoricino blues.

Buone feste donne e uomini di blues che ancora seguite questo blog, piccola armata silenziosa di 400 cuori blu che quotidianamente si soffermano su questo piccolo spazio a contemplare le luci della città che brillano così luminose mentre noi le attraversiamo scivolando … tutti a bordo del treno d’argento che sta arrivando con destinazione 2023. Happy New Year Team Tirelli.

Uomo di Blues – dicembre 2022

 

Mentre sul convento calano le prime ombre della sera …

3 Dic Chi è che bussa al mio convento - The Blues Convent - Mutina december 2022 - foto TT

Me ne esco dal convento (sede dell’azienda dove da quasi due anni lavoro) mentre il blues feroce che mi ha attanagliato l’animo durante la giornata sembra dissiparsi. Il velo di crepe nere che ho indossato sin dal primo mattino mi scivola via, il blues resta ovviamente ma la gestione si fa meno complicata. Prima di entrare in macchina mi fermo ad osservare l’antico convento in cui lavoro, l’apparente dicotomia azienda-ipertecnologica / antico-convento-vecchio-quattrocento anni mi ha sempre divertito, e rimirarlo mentre calano le prime ombre della sera mi calma, da domani sarà dicembre e le vecchie mura che ho davanti diventano una sorta di presepe grazie alle finestre ancora accese, lo sguardo poi si perde nell’indaco del cielo, oggi sarebbe il compleanno del vecchio Brian, chissà se la scintilla di energia che lo rappresenta è ancora in giro qui sopra di me.

Chi è che bussa al mio convento - The Blues Convent - Mutina december 2022 - foto TT

Chi è che bussa al mio convento – The Blues Convent – Mutina december 2022 – foto TT

Entro in macchina, esco dal portone, solita gincana per uscire dal centro cittadino, mi immetto nelle arterie che portano fuori città, metto il pilota automatico; faccio mente locale sugli impegni di dicembre: il 7 a cena con Mario e un paio di groupie, il 9 a cena con Gio & The Little Houses Company, il 13 a cena col Fontanarosa Boy e Mr Chong (due amici ed ex colleghi usciti di recente dal convento), il 20 cena con la Blues Unit (la business unit aziendale di cui faccio parte) e infine il 23 sinodo del solstizio d’inverno con i confratelli, gli Illuminati del Blues insomma. C’è altro? Come siamo messi con i regali da fare in occasione dei festeggiamenti del Sol Invictus mi chiedo? Che domanda è, dico a me stesso, sono già a posto con tutto. Non sono uno che si riduce all’ultimo, al bisogno sono autodisciplinato, concreto e organizzatissimo, a tal punto che a volte mi faccio paura, a questo proposito penso ad una cara ex collega (di altra azienda) ed amica (madre di tre figli) che è solita andare col marito a comprare i regali di natale il 23 dicembre la sera dopo il lavoro. Terrore e raccapriccio.

Passata la grande rotonda per Castrum Carpi e quindi il paese di Campus Gallianus mi inoltro nelle campagne di Regium Lepidi dove vivo da più di un decennio. La sera è fredda e scura, affronto circonvallazioni, tangenziali che corrono parallele all’alta velocità e alla selva nera e minacciosa che scorgo oltre il finestrino. Sarebbe bello tornare nella blues cabin in cui vivo, trovare la stufa accesa e nel letto qualche mia amica che qualche ferita disinfetterà.

SERIE TV:

_1899 (2022 Germania) – Netflix – TT½

Non che ci si capisca tanto, gli autori (gli stessi di Dark) amano mischiare le carte e le dimensioni anche a rischio di non raccapezzarsi più. Giunto alla sesta puntata sono rimasto attaccato alla serie quasi unicamente per scoprire la canzone inserita nei minuti finali. Nella 1a puntata c’è White Rabbit (Jefferson Airplain), nelle seguenti Child In Time (Deep Purple), Killing Moon (Echo And the Bunnymen), Don’t Fear The Reaper (BOC), The Wizard (Black Sabbath). All Along The Watchtower (Jimi Hendrix Experience).

1899 comunque è deludente e si risolve nello stesso modo della serie TV Life On Mars, utilizzando addirittura un altro brano di Bowie (Starman) come chiusura. E’ scritta a tavolino e si vede.

_The Last Kingdom (2015-2022 UK) – TTT¾

Quando guardo questo tipo di serie (o anche quelle su balenieri o simili) l’umana con cui vivo passa e dice “sei proprio un uomo”, in effetti sono sceneggiati adatti soprattutto a noi maschi, ma che ci possiamo fare, in fondo alla coscienza abbiamo ancora vibrazioni piuttosto primitive. Ad ogni modo trattasi dei temi contenuti in Immigrant Song dei Led Zeppelin, ovvero l’invasione vichinga (dei danesi dunque) della perfida Albione verso la fine del IX secolo dopo cristo, quando quei territori erano divisi in vari regni. Il tutto preso da diversi libri che trattano l’argomento in questione. Cinque le stagioni per un serie TV niente male.

GUITAR BOOGIE CON LA STREMMY

Per quanto incredibile mi possa sembrare ho ripreso a dare lezioni di chitarra, attività che mai ho amato. L’avevo fatto nel lontano passato quando avevo provato a vivere diversamente e mi ero dato completamente allo scrivere (articoli musicali e canzoni), avevo alcune ragazzine che venivano a lezione da me, la faccenda procedeva benino, ma poi smisi, non mi piaceva proprio. Un mese fa, una mia cara collega (una del Team Tirelli) mi ha chiesto se potevo insegnarle a suonare la chitarra, trattandosi della Stremmy Girl non potevo certo fare lo snob. Essendo la mia nuova alunna donna non convenzionale ho scelto un metodo più obliquo che però sembra funzionale: quattro settimane e la Stremmy woman sa già suonare un pezzo di Battisti, uno di Ivan Graziani, uno di Bob Dylan e Hotel California degli Eagles. Certo, si limita ad “accompagnare” o “strimpellare” come direbbe lei, ma mi sembra sia sulla strada buona. Sta già provando anche il classico giro blues in LA e il riff di Whole Lotta Love… niente male direi.

Guitar Boogie con la Stremmy - foto The Fab One

Uomo di Blues & Stremmy Girl – Guitar Boogie – foto The Fab One

PS: la foto è stata scattata una sera alle 19,15 dal Presidente nonché “founder” (come si dice qui) della azienda in cui lavoriamo. Era talmente felice nel vederci all’opera che ha postato la foto nella chat aziendale con queste parole: “uscire dall’ufficio e vedere che anche a quest’ora c’è del blues e del rock fa bene e dà speranza per il futuro!” E sì, la nostra è un’azienda speciale.

guitar boogie LP

IL NOSTRO MONDO STA CADENDO A PEZZI, POLBINO …

Mi scrive Polbi a proposito della scomparsa di Christine McVie: “Ma quanto mi dispiace….è come se fosse venuta a mancare una vicina di casa, che vedevi passare la salutavi e ti scaldava il cuore.”
Gli rispondo: “Sì. Grande autrice. Il nostro mondo sta cadendo a pezzi Polbino … dobbiamo farcene una ragione.”
Al che lui mi scrive: “Stai toccando un tasto particolarmente dolente. Non riesco a farmene una ragione e sto parlando in senso molto ampio e profondo.”
Ribatto così: “Lo dici a me? Sai quanti cazzo di anni compio tra poco? E oltre a questo, lo vedi come cazzo stanno andando sto cazzo di mondo, di società, di civiltà? Aggiungiamo che il mio Rock non esiste più? Che i mondiali in Qatar sono una vergogna? Meno male che c’è ancora la f**a altrimenti sarebbe finita porca zozza”
Il mio amico stempera il tutto concludendo in questo modo: “Questo ultimo concetto merita attenzione e approfondimenti.” Ma è così, gli uomini di blues di una (in)certa età faticano sempre di più ad adeguarsi al mondo in cui vivono.

Dal punto di vista musicale si soffre moltissimo, perché rischiamo ogni volta di passare per retrogradi, per musicofili con lo sguardo rivolto al passato. Ma non è questo, è che a noi piace la musica fatta come si deve, sincera, articolata, di ampio respiro, schietta, sanguigna, intellettualmente viva … ma quello che c’è in giro oggi in qualunque campo sembra, o almeno “ci” sembra, tutt’altro. Ho amici, grandi amici, che sono giornalisti musicali e che scrivono spesso a proposito di musica in senso lato. Uno di questi continua a criticare chi non è aperto alle novità ed è rivolto al passato. E’ chiaro che parla di gente come noi, ma non possiamo farci nulla, i dischi che lui incensa (in particolar modo quelli del mondo hard & heavy) per noi sono robetta, persino robaccia a volte … dischi prodotti e arrangiati in modo mediocre, con resa sonora discutibile e di frequente con gli alti sparati a manetta o con la batteria registrata in maniera dozzinale e in generale senza musica di rilievo, senza pezzi particolarmente riusciti …se uno è abituato alla Champions League poi trova difficile accontentarsi di gare della Serie B. Certo, difficile essere oggettivi in questo campo, la soggettività prende di norma il sopravvento, però ci sembra che manchi l’aspetto critico, la distinzione (che per noi è divenuta oramai una ossessione) tra capitoli importanti della musica Rock e della propria vita. Non è possibile che ogni album sia un capolavoro, che ogni artista sia un gigante, che i meno famosi siano tutti sottovalutati … forse occorre iniziare a riflettere sul fatto che magari lo sbandierare a destra e a manca di essere capaci di travalicare ogni genere di musica non è sempre sinonimo di apertura, perché poi si finisce a mangiare anche, che so, la pizza con l’ananas, come fanno quei disperati degli americani.

Un altro invece scrive che ha una certa nostalgia per (l’heavy rock de) gli anni ottanta. Ho provato a riaccostarmi a quel genere, ma niente da fare non ce la faccio. Io semmai ho nostalgia per gli anni settanta, ma ho comunque provato e risentito cose – per rimanere nel campo mainstream – dei Guns N’ Roses e persino dei Poison, ma non ho trovato nessuna meraviglia, proprio non digerisco più la mancanza di arrangiamenti, la formula consunta di inizio acustico e poi ritornellone con le chitarre distorte che si limitano a pennate vigorose su accordi di 5. Il mio batterista dice che il basso punk di Duff McKagan è stata la geniale trovata che ha reso grandi i G’N’R … beh, pur capendo cosa intende, proprio non sono allineato. Con un John Paul Jones, un John Deacon ma anche solo con un Boz Burrell i G’N’R sarebbero stati molto più “musicali”.

Un dirigente della azienda per cui lavoro spesso si confronta con me su certe tematiche musicale, tempo fa mi citava uno di quei gruppi degli ultimi lustri dediti al prog moderno e mi chiedeva “Che ne pensi Tim? Non sono male”, al che io rispondevo “Non sono male… già, il problema è proprio questo”. Infatti io non intendo accontentarmi di gruppi che “non sono male”, per dio, io ho bisogno di volare. In massima parte credo che sia un problema mio, mi chiedo: sono diventato troppo esigente? Mi sono finalmente tramutato in un cagacaxxo a tutto tondo? Sono snob? Forse è che a questo punto della vita do peso unicamente alla qualità visto che la percezione del limite si fa sempre più delineata e sprecare tempo con sciocchezzuole proprio no? Anche un altro manager dell’ azienda per cui lavoro quando trova due minuti passa da me per un saluto e non perde occasione per toccare l’argomento musica, l’ultima volta è rimasto basito, pensava che Led Zeppelin, Iron Maiden e Def Leppard facessero parte della stessa parrocchia ma davanti al mio solito pippone ha sgranato gli occhi ed è rimasto ad ascoltarmi per diversi minuti mentre smontavo quell’equazione. Ho persino dovuto trattenermi ed evitare di approfondire e di aggiungere che per me nemmeno Led Zeppelin, Deep Purple e Black Sabbath fanno parte della stessa congregazione.

Forse sono semplicemente fuori controllo io, forse è l’età che non mi permette più di soprassedere, di prenderla dolce come diciamo qui in Emilia, e che mi costringe ad avere sempre meno filtri e di soccombere alla schiettezza. Ma c’è anche la possibilità che io stia solamente diventando refrattario all’heavy metal, genere che penso abbia fagocitato il Rock e lo abbia spinto verso direzioni che ormai trovo insopportabili.

L’aspetto musicale del mondo è quindi di primaria importanza per noi uomini di blues, forse è per questo che ci sembra che tutto stia andando a rotoli ma ci sono ovviamente anche tutti gli altri aspetti della vita.

Quando leggiamo che una presidente del consiglio dichiara che “non bisogna disturbare chi produce” ci viene freddo, quando un ministro del governo vorrebbe dare un bonus di 20.000 euro a chi si sposa ma solo a chi lo fa in chiesa, ci si gela il sangue. Quando un mondiale viene organizzato in Qatar, uno stato a cui il football in quanto tale non interessa nulla e 6.500 disperati muoiono costruendo stadi outdoor con l’aria condizionata e che in generale ai lavoratori (tutti stranieri) letteralmente schiavizzati viene trattenuto il passaporto dai datori di lavoro, non si hanno più tante speranze per il futuro.

Aggiungiamo che nel 2022 stiamo ancora a farci le guerre, parliamo ancora di razze, stiamo sfruttando e rovinando il pianeta su cui viviamo, siamo prigionieri di un antropocentrismo pericolosissimo, di un turboliberismo e di un capitalismo senza freni … beh, forse Polbino, il mondo non sta crollando solo per me e per te.

E non è che io sia immune da questo declino, ieri mattina mentre percorrevo in macchina le ultime centinaia di metri che mi separavano dall’azienda, ero alle prese con la solita gincana per le viuzze del centro; ciclisti contromano, pedoni che evitano i marciapiedi e camminano in mezzo alla strada … un giovane uomo attraversa la via (in assenza di strisce pedonali che sono 20 vetri più in là) senza controllare se stia arrivando un veicolo … mi fermo in tempo ed evito di investirlo, si accorge di me che è già in mezzo alla strada, mi guarda con noncuranza, quasi con fastidio, ed io non mi tiro indietro, abbasso il finestrino e gli smollo un “sì, ma bisogna che guardi dove vai, coglione!. Ecco, che bisogno c’era di aggiungere “coglione”? Non bastava chiedergli di fare attenzione? No, ho dovuto calcare la mano. Già mentre pronunciavo quell’epiteto non mi sentivo fiero, e adesso lo sono ancora meno. Sono io il coglione, altroché.

Il fatto è che avremmo bisogno di amore, di darlo e di riceverlo.

The Equinox live all’Ancora 378 – 18 novembre 2022

1 Dic

L’inizio non è dei migliori; dopo aver interloquito con la ragazza presente nel locale alle 18 e aver scaricato il nostro armamentario, sono sul palchetto del locale intento a spostare quanto vi è sopra visto che lo spazio non sembra sufficiente a contenere tutta la strumentazione. Vi è una pianta che devo spingere contro il muro se voglio posizionare almeno parte delle mie chitarre sul palco. Sto pensando a come fare quando sento una voce “Ehi, attenzione con quella pianta, se la rovini ti taglio le mani!. Mi giro e vedo quello che immagino sia il proprietario del locale. Il problema è che sia Stefano che Tim svaniscono ed entra in scena Ittod. “Guarda se vuoi tagliarmi le mani allora ripetimelo così ricarichiamo la strumentazione in macchina e ce ne andiamo subito!”. Il tipo rimane interdetto, intendeva la sua boutade come una battuta, ma non sapendo con chi ha a che fare non sa che con Ittod sempre nei paraggi vale sempre il detto “dont’ mess wit Mr T”. Dimostrandosi maturo e galantuomo Stefano, il proprietario del risto-bar in cui suoneremo questa sera, poco dopo torna sull’argomento e mi dice che gli dispiace se me la son presa, gli sorrido e gli do una pacca sulla spalla, evito di parlargli di Ittod, non voglio annoiarlo. Tutto si stempera, mi aiuta a spostare la pianta da un’altra parte e a liberare il palco da altri oggetti. Il locale non ha un impianto e dunque abbiamo dovuto portare noi casse, stativi, monitor vari e mixer.

THE EQUINOX live all'Ancora 378 - 18/11/2022 - foto TT

THE EQUINOX live all’Ancora 378 – 18/11/2022 – foto TT

Suonare in un risto-bar indoor significa farlo una audience che continuerà a chiacchierare tutto il tempo, per questo occorre essere concentrati, non perdere il filo e provare a lasciarsi comunque trasportare dalle onde sonore della musica Rock che portiamo in scena. Saura a fine concerto mi dirà che nel tavolo di fronte a lei durante Stairway una donna continuava a parlare incessantemente finendo per distrarla pesantemente.

Il locale è ottimo, il soffitto è insonorizzato e dunque il suono è molto buono e con Stefano il gestore e le Ancora 378 girls tutto procede bene.

Cambiarsi nel bagno degli uomini senza chiave mi fa sorridere (e imprecare), d’altro canto normale amministrazione per gli operai del Rock. Ad ogni modo soundcheck fatto, non ci resta che cenare e attendere le 22.

THE EQUINOX live all'Ancora 378 - 18/11/2022 - foto TT

THE EQUINOX live all’Ancora 378 – 18/11/2022 – foto TT

Il locale si riempie, il che è sempre una bella soddisfazione. Faccio due conti, solo io ho portato 26 persone, però! 14 colleghi, un paio di cugini, quattro illuminati del blues, Gio (alias the videomaker) and the Little Houses company … il Team Tirelli evidentemente non demorde.

Nessuna novità in scaletta, il medley iniziale, poi Black Dog e Dazed And Confused.

THE EQUINOX live all'Ancora 378 - 18/11/2022 - foto G. Calzavara

THE EQUINOX live all’Ancora 378 – 18/11/2022 – foto G. Calzavara

Il pubblico sembra caldo sin da subito e anche la band mi pare giri benino benché si sia fatta una sola prova, peraltro senza ripassare il repertorio completo. Segue Good Times Bad Times, in What Is And What Should Never Be il faretto che ho di fianco compromette la visuale e la visione e pasticcio un po’ l’assolo sbagliando la posizione sul manico. Saura si mette quindi alle tastiere e alla pedaliera basso (meglio specificarlo ogni volta … she’s the n.1) per Misty Mountain Hop e Since I’ve Been Loving You. E’ poi il momento di Lele, Moby Dick.

Le vibrazioni sono buone, proseguiamo con gioia con The Song Remains The Same (dove Pol è il solito incredibile rock and roll singer) e Hot Dog. Kashmir è accolta con un applauso convinto …l’incedere epico che dà sulle terre desolate colpisce sempre.

Prendo in mano la doppiomanico, alcuni se ne accorgono e sottolineano la cosa con urletti varii. Dal video fatto da Giovanni Sandri, amico di gioventù di Nonatown, si vede il mio collega e amico SimSca intento a parlare fitto fitto con una nostra giovane collega, ma non appena si accorge che ho indosso la doubleneck, molla tutto e con la birra in mano  viene sotto al palco con l’intenzione di salire la scala per il paradiso. Ma sì, quando si tratta di certo Rock non c’è pheega che tenga. SimSca uno di noi! Che ridere.

Come accennavo all’inizio, sarebbe bello che il pubblico restasse in silenzio almeno durante la parte iniziale di Stairway To Heaven, ma questo succede molto raramente, e di certo non stasera.

THE EQUINOX live all'Ancora 378 - 18/11/2022 - foto TT

THE EQUINOX live all’Ancora 378 – 18/11/2022 – foto Giovanni Sandri

Compiuto il rito di innalzare la doppiomanico al cielo, iniziamo col piombo zeppelin. Durante l’assolo di Heartbreaker improvviso  il riff di I’m A King Baby nell’arrangiamento di Frank Marino, per fortuna Saura e Lele mi seguono senza pensarci troppo su. In Whole Lotta Love, pezzo in cui scopro ogni volta che suono con la sezione ritmica Rock migliore dell’Emilia, inseriamo invece Going Down di Don Nix, come fecero i LZ ad esempio nel brillantissimo concerto al Los Angeles Forum il 03/06/1973.

THE EQUINOX live all'Ancora 378 - 18/11/2022 - foto M.Baggio

THE EQUINOX live all’Ancora 378 – 18/11/2022 – foto M.Baggio

Approfitto di Communication Breakdown per presentare la band e dire le solite quattro cosette … mi stupisco di come alcune di queste facciano ormai parte dello show, la gente si aspetta che citi il Madison Square Garden e che saluti col commiato zeppeliniano New York Goodnight! Che spasso.

THE EQUINOX live all'Ancora 378 - 18/11/2022 - foto TT

THE EQUINOX live all’Ancora 378 – 18/11/2022 – foto Foto Giovanni Sandri

Lele parte con Rock And Roll a cui segue il bis Thank You. Alla fine, trasportato di nuovo dal flusso sonoro, mi accovaccio con la chitarra davanti all’ampli e nelle vesti del Jimi Hendrix dei poveri lancio nelle profondità cosmiche il mio grido blues.

Poco dopo l’abbraccio di chi ha gradito lo spettacolo e i gesti d’affetto di chi è ormai legato a questa Rock band e al buraccione (come direbbe Riff) del blues che ho messo in piedi. La gente lascia il locale, rimetto nella scatola le mie blue suede shoes, infilo una paio di Adidas, una felpa e inizio il lunghissimo e pesantissimo “smonto tutto e ricarico in macchina blues”. Il titolare viene a farci i complimenti, li ripete più volte, lo farà anche con Francesca Mercury, la promoter che ha fatto da tramite. Tutto molto gratificante. Anche stasera abbiamo fatto il nostro porco dovere. Salutato l’Ancora 378 ci mettiamo in macchina. Ci infiliamo nella notte gelata, attraversiamo le brillanti luci delle cittadine che stanno tra Stonecity e Borgo Massenzio, quindi di nuovo a scaricare la strumentazione; segue doccia ristoratrice, thè e biscotti (e un doppio rum) e verso le tre eccomi nel letto…chiudo gli occhi, il brusio dei ventimila del Madison svanisce in lontananza, un ultimo sospiro … New York … goodnight!

Tutti i filmati © Giovanni Sandri 2022

Torta di limone (late november blues)

20 Nov

Un venerdì mattina qualunque di un novembre qualunque, ore 7. I gatti sono già a posto, ho già fatto la doccia e mi appresto a fare colazione. Davanti a me ho il caffè, la frutta e una fetta di una torta al limone che mi ha portato la mia vicina Anna. Viviamo nella stessa stradina lunga e tortuosa, due chilometri di una via chiusa che segue le aspre curve dei fossi frequentata in pratica solo dai residenti e da chi vuole fare passeggiate a piedi tra la campagna proletaria di Borgo Massenzio. C’è burrasca lì fuori, vento e pioggia … era ora.

La Domus si prepara all’inverno,

Domus Saurea november 2022- foto TT

Domus Saurea november rain 2022- foto TT

e io inconsapevolmente mi adeguo. Benché sia probabilmente la mia stagione preferita (o meglio, dicembre è il mio mese preferito) e dunque una sorta di comfort zone essendo nato nel solstizio d’inverno, al momento mi sento comunque nervoso e con l’animo in subbuglio; magari la felice malinconia che in paio di settimane dovrebbe arrivare attenuerà tutto, ma per adesso devo cercare di mantenermi saldo e di non sbroccare, stato d’animo a cui sono sempre più spesso prossimo.

Mi metto in macchina, percorro le solite campagne, le solite frazioni, i soliti paesi, fin quando non arrivo in una delle mie due città e mi immetto nel traffico cittadino. Lambisco il centro storico, passo per Via Cavour, davanti al Liceo Statale San Carlo osservo la bandiera europea posta – insieme a quella italiana – sul portone d’ingresso: è consunta, sfilacciata, strappata … giusta rappresentazione dei tempi. Guardatemi qui, europeista convinto sino all’altro ieri ora assai critico verso il pezzo di Pangea su cui vivo. Non sarebbe buffo se i continenti non tornassero ad essere ammassati gli uni sugli altri magari circondati da un unico oceano, il Pantalassa (sì certo, ve ne era un secondo chiamato Tetide ma non facciamo i pignoli)? Otto miliardi di persone costrette a mescolarsi, a sopportarsi, a trovare stratagemmi per vivere insieme…ah ah ah.

Pangea

E va bene, sono già in ufficio, tuffiamoci nella prima call, tanto in men che non si dica verrà sera e dunque il tanto agognato weekend. E allora dai, si parte, chiamami …

call me - uomo di blues nov 2022

call me – uomo di blues nov 2022

PS: l’unica contrindicazione è che a furia di aspettare i fine settimana poi in una battibaleno ti ritrovi uomo di un (in)certa età e ti chiedi: ma come caxxo è potuto succedere?

L’UOMO CHE REGALAVA BISCOTTI

C’è un uomo, un collega, un manager che ama regalare (libri) e biscotti. Ha sempre un pensiero gentile per noi. I biscotti che ci regala sono una prelibatezza e a volte mi chiedo: ma chi glielo fa fare? Naturalmente è un individuo che vive le discipline umanistiche, e nella vita professionale e in quella personale. Recentemente ho indagato sull’antico forno presso cui si rifornisce, una bottega della nostra pianura sita verso le colline distante dalla città dove lavoriamo e dalle low lands verso il MississipPo dove egli vive. Ora, quest’uomo, questo manager sempre molto preso dal lavoro,  spesso in giro in altre regioni, trova il tempo per andare in una lontana e oscura bottega a comprare biscotti artigianali. Queste per me sono le meraviglie della vita.

TORTELLINI O CAPPELLETTI?

In pausa pranzo, in una antica osteria del centro di Mutina che dà su Piazza Roma. Siamo qui perché è entrata una nuova collega che farà parte della nostra business unit e dunque ci concediamo – per festeggiare – un pranzo come si deve. Scegliamo i tortellini in brodo, scelta banale per degli emiliani, ma oggi va così. Il fatto è che i tortellini che ci portano sono squisiti, davvero buonissimi, rimango colpito. Sono ormai 13 anni che io di solito mangio cappelletti (la variante di Reggio Emilia di cui tutti reggiani sono orgogliosissimi e gelosissimi) e in verità li ho mangiati sino a che Mother Mary non mi ha lasciato, ma forse per la prima volta devo ammettere che preferisco i tortellini. Lo scrivo con l’inchiostro simpatico in modo che tra poco le parole scompariranno cosicché l’umana che vive con me (reggiana doc e dop) e tutti quelli che hanno una forte reggianità non mi espellano dall’inner circle del Reggio Emila State Of Mind. Che abbiano pietà me e, in caso, si ricordino che, benché nato a Nonatown, per stirpe e sangue sono un reggiano doc anche io.

Tortellini - Osteria da Rossi - Mutina tardo ottobre 2022 - foto TT

SERIE TV

_The Watcher (USA 2022) – TT½

Ho guardato questa serie di successo su consiglio del nostro LucaTod, stranamente però non mi ha preso. Stranamente perché con Luca di solito sono sintonizzatissimo. La produzione è una di quelle da serie importante, è stata guardata da molti abbonati di Netflix tanto da diventare la più vista in Italia per parecchie settimane. Che devo dire, pur essendo una storia vera, non mi ha coinvolto. Il finale rimane aperto.

Basata su una scioccante storia vera, la miniserie The Watcher, creata per Netflix dal duo dietro Dahmer e Ratched Ryan Murphy e Ian Brennan, segue i coniugi Dean e Nora Brannock (Bobby Cannavale e Naomi Watts) trasferirsi nell’idilliaca zona residenziale di Westfield, nel New Jersey, dopo aver acquistato la casa dei loro sogni. Tuttavia, scoprono presto di aver investito tutti i loro risparmi per una nuova vita in un quartiere che non è affatto accogliente.
Ci sono ad esempio una donna anziana e stravagante di nome Pearl (Mia Farrow, Rosemary’s Baby) e suo fratello Jasper (Terry Kinney, Billions), che si intrufola in casa Brannock e si nasconde nel montacarichi. C’è Karen (Jennifer Coolidge, The White Lotus), l’agente immobiliare nonché vecchia conoscenza di Nora, che li fa sentire come se non fossero davvero a casa loro. E ci sono i vicini ficcanaso Mitch (Richard Kind, East New York) e Mo (Margo Martindale, The Americans), che sembrano non comprendere il concetto di confine di proprietà. Il loro gelido benvenuto si trasforma in un vero e proprio inferno quando iniziano ad arrivare lettere minacciose da parte di qualcuno che si fa chiamare “L’Osservatore” e che spaventa a morte i Brannock, mentre i sinistri segreti del quartiere vengono a galla.
Nella miniserie recitano anche Isabel Gravitt e Luke David Blumm nei panni dei figli di Dean e Nora, Ellie e Carter Brannock, oltre a Christopher McDonald (Hacks), Noma Dumezweni (The Undoing), Joe Mantello (Hollywood) e Henry Hunter Hall (Hunters).

_Barbari II (2022 D – Netflix) TTT+

Seconda stagione della serie dedicata alla guerra tra l’Impero Romano e le tribù germaniche di Arminio. Dopo una prima stagione piuttosto buona, in questa tutto sembra meno riuscito, ma siamo comunque sopra alla sufficienza. Il finale apre le porte ad una possibile 3a stagione.

FILM

_Niente di Nuovo Sul Fronte Occidentale (USA-D 2022) – TTT¾

Questa è la terza versione del film in questione che narra la vicenda di un giovane tedesco arruolatosi sull’onda di un impeto patriottico e che poi si troverà impantanato nel grande stallo del fronte occidentale della prima guerra mondiale. Molto realistico, la lentezza di certe scene costringe a soffermarsi sulla paura e sulla tragedia che è la guerra. Visto molto volentieri su Netflix.

Film diretto da Edward Berger e tratto dal celebre bestseller omonimo di Erich Maria Remarque.

GATTI ALLA DOMUS

Io amo tutti i gatti (e gli animali), in particolare i felini che vivono con me in quella casetta derelitta che chiamo Domus Saurea. Con ognuno di loro ho un rapporto speciale ma è con Palmiro che le interazioni sono sospinte dalla vibrazione universale, siamo due mammiferi di specie diverse consci di essere capitati per caso su un pianeta nel buco del culo dell’universo. Avendolo preso dal gattile di Regium Lepidi quando aveva più o meno 45 giorni (qui la storiella: https://timtirelli.com/2012/06/28/il-gatto-palmiro/ ) è cresciuto con con noi e dunque è uno di quei gatti che ha compreso come vivere con gli umani, pur rimanendo un gatto con estrema libertà di movimento. L’altro giorno mi vede al computer, salta sulla scrivania, cerca la mia attenzione, vede che prendo in mano il cellulino per fargli qualche scatto e lui sembra mettersi in posa.

Palmiro il gatto modello – Domus Saurea novembre 2022 – Foto TT

Dopo più di 10 anni ancora mi sorprendo della sua intelligenza e della sua fiducia cieca nei due umani con i quali si è formato. Pur essendo diventato – con nostra sorpresa – una gatto assolutamente alfa ha un’indole social democratica verso gli altri individui che fanno parte della colonia, la Repubblica di Palmiria appunto. Dopo aver pattugliato i suoi territori tutto il giorno, la sera rincasa, sopporta la toletta a cui lo costringiamo, si assicura che gli altri gatti abbiano acqua e una ciotola di carne e quindi reclama il suo di pasto. Una volta consumato, concede – con lo sguardo da sgrauso –  due coccole ai due umani

Palmiro e la sua umana Terry – foto Tyrrell nov 2022

Tyrrell & Palmiro – foto Terry nov 2022

per poi lasciarsi andare ad un sonno ristoratore.

Palmiro - Domus Saura tardo ottobre 2022 - foto TT

Palmiro – Domus Saura tardo ottobre 2022 – foto TT

Ho un rapporto speciale anche con Minnie, la gattina arrivata qui chissà da dove nel settembre del 2019, ma essendo giunta a noi già cresciutella (diciamo 8/9 mesi) pur essendo attaccatissima a me rimane in qualche modo sempre guardinga. Ciò non toglie che il nostro legame sia davvero forte, non c’è notte che non dorma tra la mia spalla e il mio collo, la riconoscenza per averle dato un tetto, una pasto caldo e tutto l’amore possibile è tanta.

Minnie e il suo umano Tyrrell - Domus Saurea nov 2022 - foto TT

Minnie e il suo umano Tyrrell – Domus Saurea nov 2022 – foto TT

Raissa, la matriarca della Domus (è qui dal 2007) pur in cura da quasi tre anni per la tiroide, e quindi sempre un pochino sotto peso e non sempre in forze, rimane la grande cacciatrice della colonia,. La malattia e la vecchiaia non la sfibrano più di tanto, è sempre pronta – insieme a Palmiro – a perlustrare le campagne intorno alla Domus. A volte cerca di ipnotizzarmi per farmi fare quello che vuole, puntualmente ci riesce.

Raissa - Domus Saurea tardo ottobre 2022 - foto TT

Raissa – Domus Saurea tardo ottobre 2022 – foto TT

Gli altri cinque felini stanno bene, in particolare Ozzy (il gatto randagio con un tumore nella gola) sembra tenere duro; sono passati quasi 4 mesi dal ricovero dove si era parlato anche di eutanasia, e vederlo con un bel pelo, la pancia piena e completamente addomesticato (dopo anni in cui appariva solo per scroccare qualche crocchetta nelle ciotole che teniamo in cortile) è fonte di soddisfazione.

SUL PIATTO DELLA DOMUS

Animals PF - foto TT

Animals PF – foto TT

Roy Harper In Between Every Line (1986) - foto TT

Roy Harper In Between Every Line (1986) ∗∗∗ FEATURING THE DARK LORD  ∗∗∗ – foto TT 

DOMUS PLAYLIST

OUTRO

Tra poco sarà già tempo di alberi di natale, presepi dickensiani e di quella allegra malinconia di cui parlavamo all’inizio. Nelle prossime periodo mi aspettano settimane senza football (sarà durissima) a causa di mondiali di calcio che boicotterò, cene di natale con la business unit aziendale di cui faccio parte (ribattezzata ufficialmente, guarda un po’, The Blues Unit), sinodi con gli illuminati del blues, le celebrazioni per il nuovo solstizio d’inverno e i soliti blues che occupano sino all’ultima fessura della mia vita. Mentre mi preparo a tutto questo mi auguro che i tempi a cui andremo incontro siano tempi di pace

sebbene temo sarà difficile visto il fenomeno di regresso e decadenza che sembra essere sceso sulla società in cui viviamo. Pur conscio della cosa tuttavia non mollo di un centimetro, perché io credo nella “canzone di speranza”.

Uomo di Blues - Domus saurea nov 2022

Uomo di Blues – Domus Saurea nov 2022

Giorgio Manzi “L’ultimo Neanderthal racconta. Storie prima della storia”(il Mulino 2022) TTTT

8 Nov

Immagino che libri del genere interessino solo ad un piccolo numero di lettori, io sono fra questi e ho trovato queste pagine di Manzi stimolanti. Certo, la (paleo) antropologia mi interessa, ma credo che in generale l’autore abbia scritto qualcosa di comprensibile e al contempo avvincente per (quasi) tutti. I Neanderthal appartenevano ad una specie umana diversa da noi Homo Sapiens, ma nella loro storia evolutiva possiamo trovare anche tracce di noi stessi (d’altra parte tutti noi possediamo nel nostro DNA una piccola percentuale del loro).

L' ultimo Neanderthal racconta. Storie prima della storia - Giorgio manzi - Il Mulino

Il libro ne racconta l’inizio e la fine, la convivenza con le altre specie umane e le ragioni della loro scomparsa. Manzi ci aiuta anche a districarci nella preistoria, segnando lungo il cammino scritto pietre miliari che aiutano il lettore a raccapezzarsi, soprattutto per quanto riguarda il Pleistocene. Questi sono libri di preistoria, qualcuno andrebbe letto. Questo di Manzi è uno di quelli.

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https://www.mulino.it/isbn/9788815294135

I Neanderthal sono un buon modo per raccontare la scienza delle nostre origini e i suoi formidabili progressi. Ne abbiamo bisogno ancora di più oggi, noi esseri umani dell’Antropocene, con tutte le sfide che dobbiamo affrontare.

«Sono seduto su un grande masso di fronte al mare. Alle mie spalle la grotta del Monte Circeo frequentata dai Neanderthal». Con queste parole ha inizio un sogno: un incontro immaginario tra un paleoantropologo e l’ultimo dei Neanderthal. I due condividono le competenze di oggi e le esperienze vissute nel tempo profondo. Dialogano così sull’origine, sulle caratteristiche e sui comportamenti dei Neanderthal, come pure sul loro destino. Ne deriva l’affascinante narrazione di una specie simile alla nostra, ma anche profondamente diversa da noi, con la quale ci siamo confrontati dopo centinaia di millenni di separazione evolutiva. Non solo, però: la vicinanza genetica ha reso possibili incroci che hanno lasciato tracce durature in tutti noi. I Neanderthal sono ancora qui.

Giorgio Manzi è professore di Antropologia alla Sapienza – Università di Roma. Accademico dei Lincei, è stato direttore del Polo museale Sapienza e segretario generale dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana. Editorialista di «Le Scienze», collabora con quotidiani, periodici, trasmissioni radio e tv. Fra i libri per il Mulino: «Il grande racconto dell’evoluzione umana» (2018), «Ultime notizie sull’evoluzione umana» (2017).

Misty Morning Hop

22 Ott

Apro gli occhi, la stanza è buia, a tentoni picchietto sulla sveglia, sono le 5,15. Che anno è? 2022. Che mese è? Ottobre. Chi sono? Un uomo di blues. Da dove vengo? Dalle gelide profondità cosmiche. Dove sto andando? E chi cazzo lo sa. Minnie, la gattina che ho accolto tre anni fa e che vive con me da allora, vede che sono sveglio e viene ad accoccolarsi al mio fianco; si accomoda tra il mio braccio destro e il petto, inizia a fare le fusa mentre con i suoi occhioni tondi mi fissa. Poco più in là Palmiro, il gatto nero leader indiscusso della colonia di felini con cui vivo, è spalmato sul fianco della donna che è nel letto con me. L’alba arriverà alle 7,38, rimango a galleggiare nel buio della stanza un poco poi, stanco di districarmi a fatica tra i pensieri che come rovi si avviluppano alle gambe, decido di alzarmi. Mi occupo dei due gatti citati, apro la porta che dà sulla profonda oscurità della campagna, metto davanti al muso di tre altri felini le ciotole con il cibo, mi reco in soffitta faccio uscire gli ultimi tre felini e una volta in cucina preparo le loro razioni. Pulisco le lettiere, vi spruzzo sopra il deodorante apposito, do le medicine a due di essi, li osservo per vedere se tutto è a posto (entrambi sono malati) e sbuffo … gestire otto gatti è uno sport estremo.

La doccia, la barba, il momento di contemplazione dinnanzi allo specchio (“ma chi caspita è quell’uomo di una incerta età che sto guardando?”) e infine la meritata colazione. Nel frattempo l’umana con cui vivo si è alzata, la vedo infilarsi in bagno imbronciata e al contempo sorridente, le guardo il culo, le gambe, le tette … sono un uomo eterosessuale dopotutto. Mi affaccio alla porta di casa, è un alba livida quella che arriva, incorniciata com’è dalla foschia ha il suo fascino. Scendo, respiro la nebbia, penso a te.

View from Domus Saurea - ottobre 2020 - Foto TT

nei pressi della Domus Saurea – ottobre 2020 – Foto TT

Ore 7:30, mi metto in macchina, mi sale l’incipit di una canzone che scrissi tanti anni fa quando suonavo con i Treni Locali …“un’altra mattina di merda”.

TRENI LOCALI “Sotto Tiro” (Tirelli – SIAE 1995):

Il sole inizia a fare capolino, veli di nebbia rendono la campagna in cui vivo più bella di quello che in realtà è. A Meadow (vabbeh, Prato, frazione di Corrigium, qui nella Regium Lepidi county) la chiesetta e il piccolo cimitero diventano un quadretto pastello niente male.

Località Prato, ottobre 2022 - foto TT

Località Prato, ottobre 2022 – foto TT

Una volta raggiunto Campgajàn l’incanto delle campagne nebbiose svanisce … mi immergo in un mondo fatto di snodi autostradali, dogane, tir, tangenziali. Scivolo in un mood grigio cenere, la realtà è un incubo, vivo in un paese occidentale ormai allo sbando che elegge come presidenti delle due camere del parlamento due figure inqualificabili. Oltre il 40% degli aventi diritto ha votato per forze politiche che per quanto riguarda i diritti ci ricacceranno indietro di decenni, che favoriranno l’integralismo religioso e si allineeranno a paesi europei (e non) che fanno ribrezzo. Che dire poi del nuovo governo e della nuova denominazione nazionalista dei dicasteri? Tutto è riassunto egregiamente nella prima pagina odierna de “il manifesto”, in quanto a titoli non li batte nessuno.

E’ proprio vero, mala tempora currunt sed peiora parantur.

SERIE TV

_Playlist (Netflix 2022) – TTTT

In questo racconto romanzato, un imprenditore svedese e i suoi soci decidono di rivoluzionare il settore della musica con una piattaforma di streaming legale.

Questa è la storia di Spotify, applicazione che non uso per motivazioni etiche. La serie mi sembra sia fatta bene, ma l’ho guardata con un certo fastidio visto il soggetto e le mie convinzioni. Dopo averla vista mi sono arroccato ancor di più sulle mie scelte (questo non vuol dire che non sapessi che la digitalizzazione avrebbe raggiunto anche il mondo della musica e che io stessi dalla parte delle case discografiche.).

GATTI ALLA DOMUS

Come anticipato nelle righe iniziali, la mia vita scorre in simbiosi con la colonia felina che si è stabilita qui alla Domus.

Gatti alla Domus – Stricchi, Ragni, Raissa Ozzy – Domus ottobre 2010 – foto TT

Gatti alla Domus - Ragni, Ozzy, Raissa, Stricchi Domus ottobre 2010 - foto TT

Gatti alla Domus – Ragni, Ozzy, Raissa, Stricchi Domus ottobre 2010 – foto TT

E’ un impegno non da poco, ma l’investimento economico e di energie è compensato dai quarti d’ora serali quando i gatti – in questo caso Palmiro – mostrano affetto e devozione verso gli umani che hanno schiavizzato.

Palmiro getting in the sentimental mood - Domus Saurea ottobre 2022 - foto TT

Palmiro getting in the sentimental mood – Domus Saurea ottobre 2022 – foto TT

DOMUS PLAYLIST

CODA

La settimana finisce, ieri sera uscita con i ragazzi, 5 su 10 ovvero Capitan Hardrock (io insomma), Il Guerriero Della Palude Silenziosa (Jaypee), The Mechanic Wizard (Mario), Il Corvo Nero (Lollo) e Modena’s Finest (va beh, il Pike boy). Passo una serata fantastica allo Sherlock Holmes Pub di Regium Lepidi, tre ore e mezza volate via in un baleno, parole in assoluta libertà a proposito di Calcio, Politica, Musica Rock, Musica Blues, Johnny Winter e Pheega. La cosa magnifica è che siamo politicamente scorrettissimi pur pensando in maniera politicamente correttissima. We are the fucking champions.

Ed è così che il mood nel weekend vira su colori intensi, perché poi ci sarà la partita dell’Inter, quindi riprenderò in mano una delle mie Les Paul e se dio (dunque Page) vorrà l’umana con cui vivo potrebbe anche disinfettare qualche ferita che mi porto appresso. Dai uomo di blues, scrollati di dosso le paturnie e let the good times roll, magari facendoti aiutare da due dita di Sburlone.

God

Lo Sburlòn è un liquore a base di mele cotogne, tipico della pianura e della zona collinare del piacentino

Uomo di Blues trying to getting in the mood – Ottobre 2022 – autoscatto

UFO – High Stakes & Dangerous Men/Lights Out in Tokyo (2022 Cherry Red Records) – TTT½

14 Ott

Quando sono fuori con gli amici e si parla di musica Rock talvolta me ne esco con lodi agli UFO, e immancabilmente il Pike boy si mette a ridere, e io rido con lui. Questo perché agli UFO in parte, ripeto in parte, si può rimproverare un certo atteggiamento da “rockpalast” e da centurioni, due termini che noi amici usiamo per descrivere quella propensione al rock un poco teutonico (e dunque quadrato) e grossolano. Eppure per gli UFO ho sempre posto nel mio cuore, da quando laggiù alla fine degli anni settanta acquistai Force It (1975), album che mi stregò. Benché fossi giovane e inesperto lo sentivo che gli UFO erano una band di seconda fascia (senza nessuna accezione negativa), che Parker e Way non erano certo Bonham e Jones, che la musicalità non era cosmica, ma quell’hard rock britannico ed europeo mi scompigliò l’anima. La voce di Phil Mogg, la solista di Schenker, il songwriting convincente illuminarono la mia adolescenza. Poi arrivò Paul Champman che si riunì al gruppo sostituendo Schenker e aiutando la band a fare uscire sino al 1983 alcuni ottimi dischi, quindi seguì la sbornia hair metal con Atomic Tommy alla chitarra per un paio di album e infine – prima della reunion con Schenker e il resto della storia – il disco con Laurence Archer alla chitarra e Clive Edwards alla batteria che la Cherry Records ha ripubblicato quest’anno, insieme al live Lights Out In Tokyo registrato con la stessa formazione dell’album ovvero Mogg, Way, Archer, Edwards al Club Città di Kawasaki, locale da 1.300 posti.

Club Città – Kawasaki Japan

Laurence Archer (Grand Slam/Wild Horses/Lautrec) e Clive Edwards (Uli Jon Roth/Wild Horses/Bernie Marsden) negli anni che andarono dal 1991 al 1993 diedero la giusta scossa al gruppo, sebbene il disco non entrò in nessuna classifica può essere considerato una buon album di una storica hard rock band con un nuovo chitarrista dal tocco moderno (per quegli anni).

UFO – High Stakes & Dangerous Men/Lights Out in Tokyo (2022 Cherry Red Records)

UFO – High Stakes & Dangerous Men/Lights Out in Tokyo (2022 Cherry Red Records)

High Stakes & Dangerous Men

L’intro di Borderline è molto carina, bluesy e adatta ai temi che affronta la voce di Mogg …

Daylight’s rising across the plains
This rig is streaking like a hellbound train
I smuggle whiskey, I smuggle gin
Where there’s a need well I just truck on in

I’m a gambling man, son of a gun
I’ll take the risks now baby I’ll make the run
Wanna get home now, back in the saddle
Ain’t gonna drive this kinda grade A cattle

ma poi arriva il rock duro a spazzare via ogni malinconia. Assolo che per quanto mi riguarda cozza un poco col sapore che a tratti questo brano ha.

Primed For Time rimane sul genere hard rock. In sottofondo le tastiere di Don Airey. Assolo di chitarra troppo esibito.

She’s The One è carina. Sapore anni ottanta e andamento melodico. Arrangiamento curato ma semplice. La sezione dell’assolo fa molto Whitesnake “1987”.

Ain’t Life Sweet sembra suggerita dagli Aerosmith post 1987, ma rimane un buon brano di hard rock stradaiolo leggermente bluesato. Gli assoli di Archer a questo punto iniziano a sembrare tutti uguali.

La prima parte di Don’t Want To Lose You è sciocchina, abitino anni ottanta in pratica indossato anche nelle parti più rock. Starò forse invecchiando ma preferisco queste cosine all’hard rock dozzinale. Qui è là mi ricorda la versione di Rod Stewart di Downtown Train (con accenti alla Springsteen e Mellencamp)

Burnin’ Fire pur essendo un brano di hard rock senza particolarità e dunque tipico di quegli anni, riesce comunque a farsi ascoltare, sarà perché a me gli Ufo e Phil Mogg piacciono molto.

Running Up The Highway segue lo stesso solco, di nuovo ci sento John Mellencamp (nel ritornello). L’assolo di chitarra – seppur proposto nella stessa formula – è articolato bene.

Certo che i titoli dei brani avrebbero potuto essere un pelo più originali, detto questo Back Door Man si appoggia su di un arpeggio godibile.

Le strofe di One Of Those Nights devono moltissimo ai Def Leppard, Hysteria in particolare. Mogg canta “Lifes a bitch and then you die” … come dargli torto.

Revolution non lascia traccia, mentre Love Deadly Love ha un buon avvio, arpeggio di chitarra e piano. Lo sviluppo di chitarra ricorda Lights Out degli stessi Ufo. Con Let The Good Times Roll abbiamo di nuovo un inizio bluesato tipico di quel periodo.

Lights Out in Tokyo 

Running Up The Highway e Borderline sono proposte con la giusta convinzione, nel contesto live la solista moderna di Archer sembra meno aliena al gruppo

Too Hot Too Handle (contenuta in uno dei più bei dischi di Hard Rock britannico, Lights Out del 1977) riporta ad un passato brillantissimo. Il suono della batteria non mi fa impazzire, enfatico com’è, ma nel complesso tutto funziona. Bella la versione di She’s The One, prestazione più maschia.

Anche durante Cherry la carica della band è innegabile, qui l’assolo di chitarra c’entra davvero poco.

L’impressione che dal vivo i brani dell’album da studio si amalgamino meglio con la legacy del gruppo appare chiara, Back Door Man pare brano di maggior valore e One Of This Night perde buona parte del sapore Def Leppard. 

L’ultima parte del concerto è ovviamente dedicata all’illustre passato di questa grande band britannica.

Love To Love è sempre un gran pezzo, certo, non è la formazione originale, qualche finezza manca, ma è una versione che funziona.

Only You Can Rock Me appare un pochino centurionica ma sono sfumature della mia maruga da cagacaxxo. Lights Out, la Achilles Last Stand degli UFO, sfreccia veloce. Archer è perfettamente all’altezza della situazione, tecnicamente prontissimo a gareggiare col ricordo di Schenker. Ecco io avrei evitato certo esibizionismo, ma ripeto sono visoni personali. Immancabilmente quando Phil canta “lights out lights out in Tokyo” il pubblico risponde calorosamente. Tutto sommato grande versione.

Doctor Doctor è probabilmente l’esempio più lampante del rock teutonico del gruppo. Andamento rock molto quadrato e geometrico. La nuova introduzione è intrigante, molto anni ottanta ormai alla deriva nei novanta, ma di un certo effetto. L’intermezzo al minuto 04:30 è banalotto.
Prima di Rock Bottom Archer si diletta in qualche svisata di tapping, la grinta con cui affronta il pezzo è notevole. Da ascoltare l’assolo, quattro minuti e oltre di cose anche interessanti. Il fraseggio doppiato dalle tastiere però sarebbe da evitare.
Shoot Shoot è un classico che ho sempre amato parecchio, non sono sicuro che l’approccio ritmico metal della chitarra funzioni. C’è un intermezzo col pianino e poi il brano torna a sfociare nell’hard rock che conosciamo. 
C’mon Everybody è inascoltabile, almeno per me. Il rifacimento di brani rock and roll fatti dalle band pesanti sono solitamente un obbrobrio, perché sono dolori se non sai gestire la distorsione, inoltre devi avere moltissimo swing e non devi suonare assoli di chitarra metal, per dio!

Concludendo, tuttavia, una buona riedizione questa della Cherry Red Records. W gli UFO.

Tracklist:

CD 1

1 Borderline
2 Primed For Time
3 She’s The One
4 Ain’t Life Sweet
5 Don’t Want To Lose You
6 Burnin’ Fire
7 Running Up The Highway
8 Back Door Man
9 One Of Those Nights
10 Revolution
11 Love Deadly Love
12 Let The Good Times Roll

Phil Mogg – vocals
Laurence Archer – guitar, backing vocals
Pete Way – bass, vocals
Clive Edwards – drums
with:
Don Airey – keyboards
Terry Reid, Stevie Lange – backing vocals

CD 2

1 Running Up The Highway
2 Borderline
3 Too Hot To Handle
4 She’s The One
5 Cherry
6 Back Door Man
7 One Of Those Nights
8 Love To Love
9 Only You Can Rock Me
10 Lights Out
11 Doctor Doctor
12 Rock Bottom
13 Shoot Shoot
14 C’mon Everybody

Phil Mogg – vocals
Laurence Archer – guitar, backing vocals
Pete Way – bass, vocals
Clive Edwards – drums
with:
Jem Davis – keyboards

◊ ◊ ◊

Ne approfitto per fare gli auguri al grande Phil Mogg che ad inizio settembre ha avuto un infarto mentre era in tour.

♦ ♦ ♦

GLI UFO SUL BLOG:

UFO “Force It” (Deluxe Edition) (2021 Chrysalis Records) – TTTTT

UFO – Milano, Legend Club 1 nov 2015 – TTTT

 

9 Ott

Attica Locke “Black Blues (Heaven My Home)”(2019) (2022 Bompiani) – TTT¾

Qualche settimana gironzolavo nell’angolo libreria della Coop, mi piace curiosare tra i libri e prima di fare la spesa settimanale passo sempre qualche minuto in quel posto, poso lo sguardo su una copertina con la parola Blues in bella evidenza … potevo sottrarmi dall’indagare? Il nome dell’autrice – Attica – poi mi irretisce, foneticamente sensibile come sono, nome che ovviamente deriva dall’Attica, storica regione dell’antica Grecia.

Metto il volume nel carrello, la scelta si confermerà giusta, è uno romanzo adatto a me: un thriller ambientato in un grande lago nel nordest del Texas al confine con la Louisiana, uno di quei bayou spirituali e geografici in cui vivo da decenni.

Caddo Lake (USA)

La traduzione di Alessandra Padoan adatta molto bene all’italiano una scrittura descrittiva, ammaliante, densa di blues. Black Blues (titolo originale Heaven My Home) è il secondo capitolo delle indagini del Texas Ranger (nero) Darren Mathews. Inutile dire che prenderò anche il primo (Texas Blues). Nelle pagine del libro sono parecchie le citazioni di brani di blues nero. Consigliatissimo alla fronda dei lettori di questo blog dedita dall’esistenza blues.

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DSCRIZIONE: https://www.bompiani.it/catalogo/black-blues-9788830101807

Il Lago Caddo è un’imponente distesa d’acqua che si estende tra il Texas e la Louisiana. Come una creatura acquatica la sua sponda occidentale sembra dimenarsi in un reticolo di paludi, isolotti, bayous e canali che hanno osservato, accolto, nascosto, rubato le vite di chi è vissuto su quelle rive. Una sera d’inverno Levi King, nove anni, sta navigando da solo sul lago nella piccola barca del nonno. Ha fatto tardi da un amico e il sole ormai è tramontato, ma deve tornare a tutti i costi a casa, a Hopetown, prima che la madre si accorga della sua assenza. Ma non tornerà, né quella sera né il giorno dopo. I suoi genitori sono convinti che sia vivo e non vogliono arrendersi, ma il tempo passa e secondo loro la polizia non si sta impegnando nelle ricerche: il padre di Levi, Bill King, in carcere per omicidio – ha ucciso un uomo di colore ed è un membro della Fratellanza Ariana del Texas – decide di scrivere direttamente al Governatore dello Stato perché coinvolga i suoi uomini migliori nel caso. Ad affiancare la polizia locale viene quindi spedito Darren Mathews, Texas Ranger di colore che si è distinto per la brillante risoluzione di un caso poche settimane prima. Ma a Hopetown non basta un distintivo per mettere al sicuro un nero: in un clima di odio e intolleranza, Mathews si dedica all’indagine, che lo conduce nel passato della cittadina, al cuore della convivenza forzata tra nativi americani, schiavi liberati (o fuggiti) e la minoranza bianca che continua a dettare legge e si sente ancor più legittimata dal nuovo inquilino della Casa Bianca. Una scrittura vivida e una trama serratissima per parlare di diritti e di giustizia in un romanzo che conferma Attica Locke come un’interprete del presente.

◊ ◊ ◊

Attica Locke è nata a Houston, in Texas. Lavora a Los Angeles, dove vive con il marito e la figlia. Il suo primo romanzo, Black Water Rising, è stato selezionato per l’Edgar Award, il NAACP Image Award e il Los Angeles Times Book Award. Ha scritto sceneggiature per cinema e televisione ed è coproduttrice delle serie Empire, When They See Us e Little Fires Everywhere. Con Texas Blues (Bompiani 2019), primo romanzo che vede protagonista il Texas Ranger Darren Mathews, ha vinto il CWA Ian Fleming Steel Dagger Award 2018 e l’Edgar Award 2018.

“Il custode delle anime buone” (october blues)

7 Ott

A Gavassae c’è nebbia fitta, ma a Mutina splende il sole, mentre mi avvicino al centro percorrendo il viale dietro allo stadio osservo un “berto” – un giandanone insomma, come diciamo qui, un ragazzo alto e in carne un po’ sgraziato – che in attesa di attraversare la strada si scatta un selfie sistemandosi il ciuffo. Poco dopo vedo una (bella) ragazza alta intenta a smanettare sul suo smartphone alla fermata del bus, ha le cuffiette. Chissà cosa ascolterà. Mi infilo in the heart of the city mentre contemplo l’ottobre appena arrivato. Mi sale una voglia di colore bordò, di caldarroste, di sughi d’uva, di domeniche pomeriggio spese sotto ad un plaid a far poltrire la mia anima.

Svuotata, pulita, ripiegata e sistemata – con una fatica immane – la piscina

Swimming Pool blues – settembre 2022 – foto T

Swimming Pool blues – settembre 2022 – foto T

è ora tempo di quei tramonti che non sanno di nulla, cartoline mediocri di una campagna che a fatica cerca di resistere all’assalto di un mondo senza più freni, condotto in maniera scriteriata dal bieco individualismo e dallo spietato liberismo. Non ne usciremo indenni.

Borgo Massenzio skyline – settembre 2022 – foto TT

Tuttavia al mattino la foschia rende tutto più sfumato e malgrado il panorama della Domus sia sempre quello, ti illudi di poter ricominciare, anche solo per un giorno, poi magari domani sarà lo stesso e così dopodomani …

October morning at the Domus – foto TT

A Mutina stanno girando il film su Enzo Ferrari, anche il centro viene toccato dall’evento, in piazza Roma, davanti all’Accademia Militare, si cerca di ricreare il mood della Mille Miglia di decenni fa…

Set film Enzo Ferrari – Modena ottobre 2022 – foto TT

Set film Enzo Ferrari – Modena ottobre 2022 – foto TT

Set film Enzo Ferrari – Modena ottobre 2022 – foto TT

VITA IN AZIENDA

La vita in una azienda come quella per cui lavoro a volte regala piccole sorprese.

Una giovane collega viene da me e mi dice “Ciao Tim, qualcuno mi ha detto di portarti questi libri”. Capisco subito chi me li manda così mando un messaggio sulla chat aziendale.

Angela Davis - Il Blues e femminismo nero

Ovviamente lo ringrazio per il regalo e esplicito ancora un volta la gentilezza e la generosità che sempre dimostra verso di me e quello che mi risponde è:

“Tim, non è una questione di generosità. Come dico sempre, come ho detto a lei, sei il custode delle anime buone.”

Il custode delle anime buone … ammazza … e io che pensavo di essere un bad boy.

Lo porto a pranzo in un ristorante del centro, entrambi non siamo né vegani né vegetariani, ma siamo responsabili e attenti, nel nostro piccolo abbiamo cura del pianeta su cui viviamo.

Ristorante Vegano Menù – foto TT

Anche la giovane collega mi riempie di complimenti “Sono così contenta di averti conosciuto Tim, come dice TMFM (il collega dei libri ndTim) sei il custode delle anime buone”. Eddai, mettitici anche tu, dovrò davvero calarmi nel panni del keeper of the good souls.

Dopo poco sulla chat aziendale interagisco per faccende lavorative con il collega SIMSCA con cui ho un ottimo rapporto, e chiudo il messaggio con un “…ok, tutto a posto allora. Ciao SIMSCA N.1” al che lui risponde prontamente “Grazie Tim, ma there’s only A number one” riferendosi a me.

A questo punto devo trovare qualcuno che mi guardi di traverso perché sennò inizio a crederci anche io; non è facile però, l’altro giorno al meeting trimestrale dell’azienda in un teatro del centro cittadino, dopo le prime due ore – davanti a tutti i dipendenti – l’AD conclude da par suo, un quarto d’ora denso di indicazioni per la collettività che siamo e conclude cliccando – e quindi mandandolo sul grande schermo – sul clip di “Rock And Roll” dei LZ eseguito dagli Equinox alla festa aziendale di settembre (dunque capite bene che cazzo di azienda che siamo!).

General Meeting rock and roll blues – foto TT

Segue pausa di 15 minuti prima dell’intervento di due ospiti esterni. Scendo a sgranchirmi le gambe, dopo poco rientro, prima di riprendere posto nella sala a noi riservata passo davanti all’AD e al Presidente e entrambi incominciano a scandire (cito dal post di questo blog del 24 settembre)”il grido ritmico Tim Tim Tim Tim con metrica precisione, quel grido che raggiunge le profondità della (in)coscienza collettiva e che lascia a terra ogni fronzolo intellettuale, in quei momenti momenti ritorniamo australopitechi, primati della famiglia degli ominidi alle prese con i primi istinti di gruppo.”

Sì, certo, scherzano ricordando la serata di settembre, ma io rimango sorpreso, tanto che, una volta finito l’incontro, mentre me ne torno verso l’azienda inizio a scandire io stesso “Tim Tim Tim Tim Tim…”

SERIE TV

_Entrapped (2021 Islanda) – TTTT

Nel sequel di “Trapped” Andri e Hinrika indagano sull’omicidio del seguace di una setta legato a una disputa con una gang di motociclisti e sulla scomparsa di una donna.

Aspettavo questa nuova stagione con trepidazione, il nordic noir è un genere che mi appassiona molto, i paesaggi nordici (in questo caso l’Islanda) anche. Nella vita dei due protagonisti riprodotti nella locandina qui sotto c’è una impostazione blues che mi rende sensibile alla serie.

Entrapped serie TV 2021

_The Good Fight (USA 2017-2022) – TTT½

Storie di uno studio legale americano liberal, composto principalmente da neri; tra le interpreti la rossa del trono di spade e la madre di Sheldon. Non so esattamente cosa mi ha preso di questa serie, è fatta bene ma non è esattamente del genere che prediligo. Eppure vi sono rimasto invischiato. 6 stagioni, dunque serie di successo.

PS: la sigla (dal punto di vista del visual) è una delle più brutte io abbia mai visto.

NOTIZE DAL MONDO DEL ROCK

Trovo da qualche parte la classifica dei migliori chitarristi britannici secondo il referendum dei lettori di Zig Zag giugno 1975. Per quanto mi riguarda n.3 e n.24 (oltre a n.4, n.5, n.15., n.16)

Zig Zag Magazine 1975 POLL best British Guitarist

Recupero anche la classifica di Billboard del settembre 1974. Al n.1, cazzo!

Billboard 28-09-1974

GATTI ALLA DOMUS

Ozzy, il randagio a cui abbiamo dato cibo e rifugio, se la sta passando alla grande. Come scritto nei post passati ha un tumore nella gola, ma intanto gli abbiamo regalato questi due mesi di vita in più (era in condizioni assai precarie quando si fece prendere e portare dal vet), lui ne è cosciente e riconoscente. Dopo ricovero, esami e medicine, il nostro pippistrellino riesce adesso a condurre una vita soddisfacente, ogni tanto fa qualche capatina in campagna, ma poi torna in casa per stare vicino alla sua umana di riferimento. Non è propriamente a posto, si vede come cammina, sballonzola e non è perfettamente stabile, ma ha trovato finalmente una famiglia e di questo è assai felice, glielo si legge negli occhi.

Quando la sua umana preferita fa smart working Ozzy non la abbandona un minuto - Domus Saurea settembre 2022 - foto TT

Quando la sua umana preferita fa smart working Ozzy non la abbandona un minuto – Domus Saurea settembre 2022 – foto TT

Ozzy ottobre 2022 – foto Saura T

Ozzy – settembre 2022 – Foto TT

Risolto almeno in parte il problema di Ozzy, arriva quella della Raissa (che già curiamo da quasi tre anni mattina e sera per una disfunzione alla tiroide): non mangia, non beve, dimagrisce a vista d’occhio. Di corsa dal veterinario: esami di tutti i tipi scoprono la colangite, un’infezione dei dotti biliari causata solitamente da batteri che provengono dalla sua confluenza nel duodeno. Rimane ricoverata sei giorni, sotto flebo e sotto antibiotici. Ora è a casa, sembra riprendersi, è 2,9 kg, è magrina, ma ha ripreso la sua vita alla Domus. Rais è la più vecchia della colonia, ha 15 anni, ed è il braccio destro di Palmiro indiscusso Re della Repubblica di Palmiria.

Raissa – Settembre 2022 – foto TT

Sistemata la Raissa, iniziano i problemi con la Stricchi, qualcosa non va, vediamo cosa dirà il veterinario.

Stricchi settembre 2022 – foto TT

Avere 8 gatti (di cui voluti 4 … gli altri si sono accasati di loro volontà) è un bell’impegno, oltre alle cifre spese in medicine e in onorari del veterinario (che in tempi come questi sarebbe meglio non dovere sostenere) io quando sono in casa passo il tempo a pulire lettiere. Ma che possiamo fare? Sono parte della famiglia e dunque piezz’ ‘e còre.

Qui sotto i bigliettini che mi lascia Saura, invece di cuoricini e frasette carine mi fa sapere che i gatti sono a posto.

Bigliettino di Polly – settembre 2022 – foto TT

Bigliettino di Polly – settembre 2022 – foto TT

PLAYLIST DELLA DOMUS

So many things I would have doneBut clouds got in my way

◊◊◊

Behind every beautiful thing there’s been some kind of pain

◊◊◊

In your eyes I see the sky, no question
Hearts belong entwined.
One last thing is clear, the sea of love
is positively meant to be

◊◊◊

Now you’re tired, your day is over
Now the moon is one day older

◊◊◊

You made me highYou made me lowYou made me richer, ha-ay-ayYou made me poor
But when the LordGet readyYou gotta move
(spiritual/blues traditional)

OUTRO

E allora seguiamo la corrente di questo ottobre, di questo “povero autunno che è“, in attesa delle piogge e della caduta delle foglie, della stagione che al contempo chiuderà l’anno e lo farà ricominciare.

A tutti i “dissidenti”, i “deragliati“, i “disertori“, a tutti quelli “senza un cappello o un ombrello da aprire“, a tutti quelli che hanno “il cervello in manette” dicono “cose già dette” e vedono “cose già viste“, a quelli a cui “i simpatici stanno antipatici” e i comici mettono tristezza, quelli che hanno paura del silenzio ma che non sopportano il rumore, a quelli che “dove sarà la tua mano dolce dove sarà il tuo amore“…ecco a quelli lì, buon autunno dal vostro uomo di blues Team Teerally.

Man Of Blues – Domus Saurea settembre 2022 – autoscatto