NAKED GYPSY QUEENS “Georgiana”(2022 – Mascot Records) – TTT½

20 Feb

Nuovo e giovane gruppo del Tennessee che cerca di entrare di prepotenza nel giro dei gruppi che stanno tentando la rinascita dell’Hard Rock vecchia scuola. Questo primo EP è saltato fuori durante una delle interazioni che sono solito avere con lo rock scriba extraordinaire e amico Donato Zoppo. Vediamo di che si tratta.

naked gypsy queens georgiana

Georgiana è durissima, hard rock potente e slide guitar con tanto di cambio di tempo. Le prime impressioni riportano ai Led Zeppelin e all’approccio dei MC5. La batteria cerca di apparire come quella di Bonham, nel sound e nel drumming, magari ci giocano un pochino troppo, ma è bello avere a che fare con quel modo di suonare e con una batteria con un solo tom.

In Down To The Devil il fantasma che si presenta sembra essere quello dei Deep Purple di Stormbringer, almeno nel riff e nello sviluppo di una parte del cantato. Poi arrivano le influenze dell’hard rock blues classico e qualche buon cambio d’accordi. Al minuto 2:00 di nuovo rimandi ai Led Zeppelin. Malgrado un po’ di enfasi e qualche esagerazione (nel video, dove fingono di azzuffarsi), in questo pezzo il gruppo inizia a piacermi. Il modo di porsi è sopra le righe, ma la giovane età, il testosterone e il rock and roll sono lì per questo.

Nella loro biografia il gruppo cita Rolling Stones, MC5, Allman Brothers e Pink Floyd … sarà, ma io ci sento ancora i Led Zeppelin; deformazione professionale? Può darsi ma Strawberry Blonde #24 proviene dal mondo creato da When The Levee Breaks. Ad ogni modo, Hard Rock Blues di ottimo livello con uno spruzzo di MC5. La divagazione di metà brano, riporta al southern rock classico. Chris Attigliato (vocals/guitar) è una figura da tenere d’occhio.

Wolves è un pezzo più lento, tempo medio, sviluppo più articolato. La base dell’assolo si fonda su di un ottima divagazione musicale. Niente male davvero.

If Your Name is New York (Then Mine’s Amsterdam) inizia con una bella acustica e con sentimento e retorica da Southern Rock. Molto bello il lavoro del basso. A tratti sembrano i Greta Van Fleet (non è un gran complimento). L’assolo di chitarra di Cade Pickering è uno di quelli classici.

L’EP contiene  anche una versione di Georgiana registrato dal vivo, e mi chiedo a che pro. Sì, certo, per far capire che sono un gruppo vero, però è una ripetizione inutile per quanto mi riguarda.

Concludendo, un buon EP, per me vale 7 (forse un goccio di più), gruppo da tenere d’occhio soprattutto se il songwriting saprà germogliare.

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Chris Attigliato vocals/guitar – Cade Pickering guitar – Bo Howard bass – Landon Herring drums

naked gypsy queens

Ma come cazzo mai DARLENE non è finita su IN THROUGH THE OUT DOOR?

16 Feb

Sabato mattina, diretto alla Coop per la solita spesa settimanale. Sul sedile di fianco al mio la pollastrella contempla la campagna, la blues mobile avanza a velocità di crociera, la chiavetta – in modalità random – inonda l’abitacolo col Rock. Ad un certo punto arriva Darlene dei Led Zeppelin e la giornata svolta: il sole diventa più lucente, la campagna proletaria in cui viviamo si trasforma in un paesaggio bucolico del sud degli States e l’impeto vitale detona in tutta la sua potenza dentro di noi. Polly esclama “Va beh, non ce n’è più per nessuno!”. Da quella musicista talentuosa che è mima perfettamente il lavoro al piano di Jones, gli stacchi di batteria di Bonham, il riff e gli accordi di Page. Quando quest’ultimo poi inizia il primo assolo Polly si mette a lavorare di stringbender facendo le stesse faccette che immaginiamo avrà fatto fatto lo stesso Page al momento di quella registrazione. Poco prima Polly, presa dal sentimental blues, mi aveva stretto a sé e detto “per me ci sei solo tu, non mi interessa nessun altro“. Lusingato e colpito dalla cosa poco dopo vedo disintegrarsi il tutto, quando – sospinta dall’assolo del nostro chitarrista preferito – mi dice: “Ti devo confessare una cosa: io amo anche Jimmy Page“.

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“The first name Darlene is derived from the Old English darel-ene, meaning “little dear one”.

Nel maggio del 1978 – dopo nove mesi di silenzio dovuti ai fatti che sappiamo – i Led Zeppelin si ritrovano allo Clearwell Castle, Forest Of Dean, Gloucestershire, UK, per provare nuovo materiale.

Forest Of Dean, Gloucestershire, Clearwell Castle (Nick-Murray-Photography)

Nel novembre (e dicembre) dello stesso anno si trasferiscono per alcune settimane (dal lunedì al venerdì) ai Polar Studios di Stoccolma di proprietà degli ABBA. Gli studi, aperti il 18 maggio 1978, sono situati a piano terra di un grosso edificio degli anni trenta del secolo scorso chiamato Sportpalatset (palazzo dello sport), nello spazio che fino a poco prima era occupato da un cinema.

Sportpalatset, Stockholm – 2010

Polar Studios Stoccolma, maggio 1978

ABBA Museum

Il gruppo registra (almeno) 11 pezzi: In the Evening, South Bound Saurez, Fool In The Rain, Hot Dog, Caroulselambra, All My Love e I’m Gonna Crawl finiscono su In Through The Out Door che esce in agosto del 1979,

Ozone Baby, Darlene e Wearing And Tearing su Coda, album compilation di inediti che esce nel novembre del 1982 a due anni dallo scioglimento del gruppo.

led zeppelin Coda a

led zeppelin Coda c

led zeppelin Coda d

led zeppelin Coda inner

Dell’undicesimo brano sappiamo che esiste ma non cosa sia né quando (e se mai) verrà pubblicato.

Il gruppo valutò l’idea di fare uscire in occasione dei due concerti di Knebworth nell’estate del 1979 anche un EP contenente Wearing And Tearing e qualcos’altro, ma la cosa non si concretizzò. Nel 2006 uscì un singolo non ufficiale di Wearing And Tearing / Darlene, ma si trattò di una contraffazione.

Led Zeppelin Special limited Edition Wearing And Tearing-Darlene

Su questo blog abbiamo già trattato il tema per cui In Through The Out Door sarebbe stato un album diverso se al posto di South Bound Saurez e Hot Dog fossero stati pubblicate due delle outtake poi messe su Coda. Proviamo a pensare a Darlene al posto di SBS e Wearing And Tearing (o Ozone Baby) al posto di HD. L’album avrebbe certamente avuto uno spessore rock più significativo. Magari certe scelte furono fatte anche per questione di spazio relativo alle due facciate del disco, ad ogni modo per quanto possa essere sembrata divertente a Page e Plant, Hot Dog non è esattamente un brano da album dei LZ. Il gruppo raggiunge lo zenit quando affronta drammaticità, quando si lascia trasportare dall’intensità, quando cerca di raggiungere le profondità cosmiche, quando si getta(va) nella carnalità suonata a regola d’arte, raramente risulta credibile quando è alle prese con motivetti scanzonati.

Certo, Darlene è good time music, ma la carica e la caratura musicale ne fanno un brano potente, vibrante, di godimento assoluto. Altro che Hot Dog!

Immagino che Plant abbia in qualche modo posto il veto, la sua prova vocale non è impeccabile (ma lo stesso potremmo dire del piano di Jones e della chitarra di Page) e il testo praticamente non esiste, ma il risultato è comunque sensazionale, un boogie rock furibondo, letteralmente irresistibile, possente e leggero al tempo stesso.

La fascinazione del gruppo (o meglio di Page e Plant) per i Little Feat, per il blues nero proveniente dal Mississippi e per certi locali di New Orleans giocarono un ruolo fondamentale nella creazione delle nuove sfumature musicali degli ultimi anni del gruppo. La musica americana proveniente dal blues in In Through The Out Door prende il sopravvento – lo stesso accade coi Bad Company di Desolation Angels (1979) e Rough Diamonds (1982), alfieri anch’essi della Swan Song Records. La copertina come sappiamo è ispirata all’Old Absinthe House, celeberrimo bar di New Orleans (che tra l’altro ho avuto la fortuna di vedere).

Old Absinthe House

Old Absinthe House

Led Zeppelin In Through The Out Door

Alcuni brani delle session di cui stiamo parlando hanno colorazioni riconducibili a New Orleans, al bayou, a quei pianini dissoluti suonati nelle calde e umide notti vicino al fiume Mississippi, naturalmente con l’aggiunta del piombo zeppelin. Darlene è ovviamente una di queste.

Una breve apertura e poi irrompe subito il riff irresistibile di chitarra, seguito dagli interventi di Robert Plant. Un po’ di piombo zeppelin, sempre accompagnato dal piano di Jones, per gli accordi SI, SIb DO e si ricomincia da capo. La prima parte dell’assolo di Page sulla Telecaster con lo Stringbender è formidabile, molto, molto Jimmy Page. La chiusura pare insicura, ma siamo nel periodo in cui Jimmy – non più supportato da una volontà, e quindi da una tecnica, superba e maschia –  fatica a tenere il passo col Jimmy Page fissato nell’immaginario collettivo e si avvicina così pericolosamente e continuamente al precipizio.

Luis Rey, autore, fan e studioso dei LZ extraordinaire fa notare come il lavoro alla solista ricordi quello di una delle primi incisioni che il Dark Lord fece come session man, ovvero Somebody Told My Girl di Carter-Lewis & The Southerners:

L’assolo di piano è delizioso, ma anche per Jones la chiusura pare al limite e non proprio pulitissima. Al minuto 2:30 il pezzo corregge il ritmo, Bonham va sul ride e Page cambia metodo per accordi e riff; il piano di Jones è meno presente nel mix. Robert ha la voce è un po’ tirata, ma ha quell’approccio sporco e blues che risolve comunque tutto. Dopo 30 secondi il ritmo si aggiusta ulteriormente fino a diventare un rock and roll boogie woogie blues scatenato; il piano di Jones torna presente, gli stacchi di batteria tra una giro e l’altro sono un cazzo di meraviglia. Nei sessanta secondi finali il pezzo veleggia veloce accompagnato da un assolo di chitarra di chiusura. Curioso come il volume della solista sia decisamente più basso rispetto all’assolo presente nella prima parte del brano. Il ritmo è irresistibile, uno di quelli da strappa mutande, e gli Zeppelin ci ricordano ancora una volta che cazzo di rock and roll band fossero. Sia chiaro, a me piace molto anche South Bound Saurez e in fondo anche Hot Dog, ma con Darlene l’album In Through The Out Door sarebbe diventato – almeno per me, amante degli album obliqui – ancora più leggendario.

“Darlene”

Oh yeahDarlene
Ooh, Darlene
Ooh Darlene
Ooh, yeah

Darlene
Oh, oh Darlene
Oh, oh, oh Darlene
Ooh, come on baby give me, me some

When I see you at that dance
With your tight dress on
What you got it sure is fine
I want to get me some

Darlene
Ooh baby baby Darlene
Ooh, be my baby Darlene
Ooh, come on baby
Come on, come on, come on my babe

Darlene
Ooh, Darlene
Hey hey, Darlene
Oh oh, come back and be my sweet little girl

When I see you on the street
It makes my heart go flitter
I see you walking with all those guys
It makes me feel so sick

Now I don’t care what people say
And I don’t care what they do
Sweet child I gotta make you mine
You’re the only thing that I want: you, yeah

And baby baby, when you walk down the block
See the people walk by
Woo child, y’know you drive me wild!
I got to do it with you, come on try

Ooh baby, I got my car
I will take you where it’s fine
I am going to take you every place
Do you wanna boogie-woogie-woogie-woogie, that’s fine

I’m going to boogie, Darlene
I’m going to make you my girl
I’m going to boogie, Darlene
I’m going to send you in another world

Cause I love you, Darlene
And I love you, Yes I do
I’ve been saving all my money
I’ve been working all day long
I gotta give it all back to you

Oh but I love you, Darlene
Cause I love you, yes I do
I’ve been working, it’s true
I’ve been working all day long
I’ve been trying to get it home for you

And I love you, Darlene
Yes I love you, yes I do
I got a pink carnation and a pickup truck
Saving it all for you
Oh I love you

Go
Go, go, go, go, go

PS: Esiste un versione più lunga di Darlene contenuta nei bootleg dedicati alle session di fine 1978. Si tratta di una alternative half-mixed version, con un finale più lungo, con ulteriori interventi di Plant e di Page. Molti di quelli eseguiti da Plant non compaiono nella versione finale.


ALEXANDRE DUMAS “I Tre Moschettieri” (Universale Economica Feltrinelli – 2016) – TTTTT

15 Feb

Su questo blog la mia passione per le ristampe della Universale Economica Feltrinelli è nota, dunque non deve sorprendere il fatto che ogni tanto proponga queste veloci note a proposito di volumi di questa collana. Oggi è la volta de I Tre Moschettieri di Dumas; tutto è scritto benissimo nella descrizione qui sotto presa dal sito della Feltrinelli, non ci sarebbe nulla da aggiungere, se non appunto sottolineare che l’introduzione di Claude Schopp e la (magnifica) traduzione di Camilla Diez, rendono questa nuova edizione splendida. Una sorta di rimissaggio fatto con garbo, senno ed eleganza. In quanto al romanzo, beh, è un capolavoro, scritto a metà dell’ottocento da un Dumas ispiratissimo. Sì, è vero, in verità è la storia del quarto moschettiere, d’Artagnan, e di altri personaggi strepitosi tipo Milady, ma io sono come sempre rimasto colpito dalla figura di Aramis, per pure preferenze personali. Alla libreria Coop ho comprato questa edizione da più di 750 pagine per 9,35 euro. Dovreste farlo anche voi. Imperdibile.

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Descrizione

https://www.lafeltrinelli.it/tre-moschettieri-libro-alexandre-dumas/e/9788807902376

Dove sta la magia? Nella forza del plot? Nella qualità possente dello scenario storico che è in grado di evocare? Nella suspense? Forse, più di tutto, nella gioia del raccontare. Questo capolavoro dell’intrigo cattura a ogni pagina il lettore, lo spiazza, lo depista, lo inganna e lo rende complice, per poi coinvolgerlo in uno strabiliante “effetto meraviglia”. A partire dal titolo: non solo I tre moschettieri sono quattro, ma – come ha osservato Umberto Eco il romanzo è palesemente “la storia del quarto”, di d’Artagnan, che è l’assoluto protagonista non solo di questo libro, ma degli altri due che seguiranno: Vent’anni dopo e Il visconte di Bragelonne. “Immaginatevi un Don Chisciotte a diciott’anni”: è questo il primo impatto del lettore con d’Artagnan, e attorno a questo virtuoso della spada, a questo campione di lealtà, di dedizione assoluta alla regina, si dipanerà la storia dei tre romanzi, la storia di una vita. L’altra figura decisiva, antagonistica, è Milady, quintessenza dell’inganno, maschera erotica della perfidia e del tradimento, di cui porta il segno indelebile inciso nelle carni. C’era bisogno di una nuova edizione dei Tre moschettieri per riportare il romanzo all’altezza della sua scrittura: attraverso una nuova traduzione che unisce rigore e respiro narrativo, un’Introduzione del più grande studioso vivente di Dumas e un dettagliatissimo Dizionario dei personaggi.

Fine Gennaio Blues

30 Gen

Gennaio agli sgoccioli, paura e terrore a proposito di possibili capi e cape di stato, sospiri di sollievo alla notizia di SM disponibile suo malgrado al bis e dunque rieletto, senso di vergogna per una classe politica incapace di trovare una nuova figura istituzionale adatta a ricoprire quel ruolo FONDAMENTALE per la Repubblica. Questo è il pensiero che faccio appena sveglio, mentre mi preparo per la spesa settimanale alla Coop di Regium Lepidi. Ennesima mattina fredda, se non altro la nebbia mista a smog che da settimane e settimane ci tormenta e ci avvolge in un freddo e umido scialle, sembra lasciare posto al sole e i campi di Gavassa mettono a cromia la giornata.

Gavassa gennaio 2022 – foto Tim Tirelli

Colazione al Cafè Des Antilles, cappuccino e ciambella.

appuccino al Café Des Antilles – gennaio 2022 – foto Tim Tirelli

Do una occhiata alla prima pagina della Gazza, la prima metà è dedicata alla mia squadra del cuore, l’altra all’arcinemica. Lascio stare, ho voglia di pensieri a colori. Avanzo a passo moderato, questo sarà un weekend lungo per noi che lavoriamo a Mutina, lunedì 31 sarà la festa del Patrono della città, San Zemiàn, e vorrei prenderla dolce, anche nelle piccole cose.

S-Geminiano

Col carrello navigo a velocità di crociera tra gli scaffali, nel reparto liquori come sempre controllo se sono presenti il rum Legendario e il bourbon Southern Comfort, sebbene sappia che non sarà così. Si sa, non sono uomo da whisky irlandesi o scozzesi, niente torba, brughiera e cuoio per me, ma piuttosto spezie e accento fruttato di New Orleans e melassa da canna da zucchero della mia isoletta caraibica preferita.

Southern Comfort e Rum Legendario

Una delle commessa al reparto gastronomia della Coop mi sembra nuova; il display mostra il numero 666, il mio, e tocca a lei occuparsi di me. Mi serve con un pelo d’enfasi, accentuando gentilezza e cortesia, mi dà del lei, rispondo alla stessa maniera. Mi prepara le tre vaschette di cibo richieste e rimane in attesa: “Non prendo altro. Grazie mille, gentilissima. Arrivederla.” La giovane donna gongola, mi ringrazia a sua volta e unisce le mani nel gesto della preghiera. “Sempre sia lodato” le dico, e aggiungo subito dopo “il Dark Lord”

praying hand

Jimmy Page (1973 - photo Neil Preston)

Il Dark Lord (1973 – photo Neil Preston)

Poco più in là al reparto frutta, intento a scegliere mirtilli, arance e mele. Una anziana signora è ferma col carrello vicino a me. Non sembra male in arnese, ma non è vestita benissimo, capi indossati senza continuità cromatica o stilistica, un cappottone sopra ad una giacca sportiva, pantalonacci casual, scarpe ginniche generiche. E’ al telefono, la sento concludere con un ” ...e smetti di telefonare, rompicoglioni!”. E getta il cellulare nella borsa. Un figlio troppo premuroso, un o una amante geloso/a, un consanguineo, un o una amico/? Chi lo sa, come dice Vasco “ognuno in fondo perso dentro ai cazzi suoi”.

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Una volta lasciato il reparto frutta mi appresto ad affrontare la parte di supermercato in cui ancora non sono passato. Incrocio lo sguardo con la cassiera slava (ma magari è albanese e dunque non lo è) che ormai mi conosce.

 woman cashier

Mi fa un cenno d’intesa e mi strizza l’occhio. Non pensavo fossimo così in confidenza.

Confidenza

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L’ANGOLO DELLA POSTA – MOTOR CITY 1 (The Polbi Blues Experience)

Scambio di whatsapp tra me e il Scylla boy, lo strettonauta.

Polbi “Wayne Kramer degli MC5 una volta sciolta la band diventò un tossico spacciatore a tempo pieno. Lo arrestarono e fece diversi anni in galera. Una volta uscito riprese logicamente a suonare e ora da qualche anno ha un progetto di musica nelle carceri per i detenuti. Per finanziare questa iniziativa ha fatto questa cover di un brano storico degli MC5 con la cantante pop Kesha…sorprendentemente, a me piace molto in questa versione e ho voglia di fartela sentire. Non me ne volere…”

Tim: Mi piace molto. Molto.

Polbi: Wow

Tim: Gran pezzo, grande versione. Uno dei pezzi degli MC5 che amo. Già mi piaceva la versione originale, ma questa, visti i tempi, spacca. Pop senza svendersi. Toghissima.
Polbi: La penso esattamente così.
Tim Tirelli: AEROSMITH e MOTLEY CRUE devono molto a questo pezzo, nella versione originale.

Polbi: non ci avevo mai pensato
Polbi: comunque anche per me è uno dei loro pezzi preferiti
Tim: ci sono dentro almeno 10 pezzi degli Aero!
Polbi: ma pensa te
Tim: è un pezzo bellissimo. Scritto bene, articolato ma senza sbrodolature, un momento di magico songwriting.
Polbi: sì, una benedizione arrivata a Wayne Kramer
Tim: beh, il primo degli Aero – che detto per inciso non è un gran disco … siamo già nel 1973 – è di derivazione MC5 / Stooges e Yardbirds.
Polbi: sì mix con Stones e NY Dolls forse …
Polbi: poveri MC5 che destino disgraziato
Tim: ad esempio l’arpeggio di chitarra di I DONT’ WANNA MISS A THING degli Aerosmith (non scritta da loro) è pressoché uguale e anche direi in CRAZY ci sono passaggi di chitarra molto simili … è indubbio
Polbi.: non so se stai prendendo Blow Up. È molto diversa da prima e ormai ci scrivono tanti in gamba orfani di altre riviste. Ultimo numero se vuoi con il primo libro scritto sugli MC5 in Europa dal mio amico Roberto Calabro’. Non avevo assolutamente mai pensato alla connessione con Aero ma sicuramente hai ragione …! Interessante…
Tim: vatti a risentire il primo, di chiarissima derivazione
Polbi: non credo di averlo qui in cd o vinile ma provvedo subito con internet….
Tim: poi già dal secondo virarono su un rock più classico (GET YOUR WINGS 1974 – per me meraviglioso) ma vengono da lì, dagli Yardbirds e dal british blues.
Polbi: sì il primo Aero è forse un po’ fiacco…ci sento MC5 Yardbirds e quello che non mi piace molto dei NY Dolls
Polbi: certe band americane dal vivo erano una potenza ma in studio forse per scarsa produzione o che so io, erano mosce e appiattite. Il secondo MC5, il primo Aero, il primo BOC, anche NY Dolls…esempi di quello che vorrei dire
Tim: produzione sì. Budget basso e produttori non all’altezza
Polbi: ecco. Sono dischi che potevano essere tutt’altro…

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SERIE TV e FILM

The Silent Sea – serie TV coreana del 2021. Non essendo abituato a produzioni asiatiche ho faticato un pochino ad adattarmi, ma il soggetto non è niente male, il genere mi piace e la protagonista ha un un’anima tormentata. – TTT½

SERIE TV THE SILENT SEA

AFTER LIFE – serie TV del Regno Unito del 2019 col grandissimo Ricky Gervais – TTTTT

Umorismo nerissimo, drammi umani, padre con l’alzheimer, ateismo, blues estremo … serie TV da vedere assolutamente. Avevo provato ad iniziarla diverse volte, ma dopo10 secondi puntualmente cambiavo. Vedere una serie basata su di un uomo che perde la propria compagna non mi va, mi dicevo. Poi, sulla chat del mio gruppo di amici (The Clarksdale Rebels), Liso scrive:

“Sono arrivato tardi…come sempre ….ma la serie più bella è After Life con Ricky Gervais, idolo …trovare un senso a questo caos per andare avanti, per continuare a vivere ed evitare così il precipitare in una depressione che come fine ha solo quello di interrompere la vita stessa. Mai nessuna serie mi ha entusiasmato tanto … mio parere ovviamente”.

Aveva ragione!

After Life

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FILM

I SEGRETI DI WIND RIVER – film di produzione USA, CANADA, UK del 2017 – TTT½

Il filone è quello della frontiera americana contemporanea, il panorama è quello innevato dello Wyoming, specificatamente quello della riserva indiana Wind River. Un po’ western, un po’ thriller, un po’ dramma. Niente male davvero.

film wind river

THE MAURITIAN – film del 2021 di produzione USA/UK. Tratto da una storia vera. – TTTT

I 14 terribili anni passati nelle carceri di Guantanamo da un innocente. E gli americani che parlano di diritti umani calpestati in altre nazioni!

locandina The mauritian

RADIOACTIVE – GB 2019 – TTTT

La storia delle scoperte scientifiche e della relazione sentimentale dei fisici Marie e Pierre Curie, entrambi premiati con il premio Nobel per la fisica. Bel film sulla grande Maria Salomea Sklodowska.

RADIOACTIVE film

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NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK: Led Zeppelin – Live in New York, NY (June 10th, 1977) – 8mm film (Source 2) (NEW FOOTAGE)

Ieri è stato caricato su Youtube un filmato dei LZ di sei minuti mai apparso prima E relativo ad una delle sei date consecutive al Madison Square Garden nel giugno 1977. Malgrado sia un filmato amatoriale e sia formato da spezzoni, è uno dei ritrovamenti più eccitanti di questi ultimi anni. In alcuni momenti l’immensa grandezza dei LZ esplode in tutta la sua energia cosmica. Il martello degli dei, cazzo.

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SUL PIATTO DELLA DOMUS

Larks' Tongues in Aspic

off the record The Sweet

peter green the anthology

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OUTRO

L’inverno è ancora lungo, il freddo durerà per un altro bel po’. Qui alla Domus abbiamo avuto una spolverata di neve tre settimane fa e poco altro

Domus Saurea - 9 gennaio 2022 - Foto TT

Domus Saurea – 9 gennaio 2022 – Foto TT

per il resto, come abbiamo detto, nel pezzo d’Emilia in cui vivo soprattutto nebbia e temperature sotto zero. Non mi resta che ripararmi – in pausa pranzo – nella Sala Blues della azienda in cui lavoro, cercando di scaldarmi con certi long playing

Sala Blues - foto Tim Tirelli 2021

Sala Blues – foto Tim Tirelli 2021

Sala Blues - foto Tim Tirelli 2021

Sala Blues – foto Tim Tirelli 2021

e sfogliando sul cellulare gli album dei ricordi.

Tim Tirelli Radio Blues 1997 - da sx a dx David Bowie Aka Athos Bottazzi TT John Paul Cappi Mixi Croci

Tim Tirelli Radio Blues 1997 – da sx a dx David Bowie (aka Athos Bottazzi ), TT, John Paul Cappi, Mixi Croci.

In attesa della primavera andiamo avanti confidando nel Dark Lord. Che continui a vegliare su noi tutti.

The Dark Lord - Jimmy Page

Hiss Golden Messenger “Quietly Blowing It” (2021 – Merge Records) – TTT¾

25 Gen

Questo disco mi è stato segnalato dal mio amico e Rock scriba extraordinaire Donato Zoppo, come spesso capita io e Don siamo sintonizzati sulle stesse lunghezze d’onda dunque eccoci qua a parlare di quello che mi sembra un buon disco.

Genere “americana” sebbene in giro venga definito anche come “alternative country” and “country rock”, due etichette da cui di solito sto alla larga.

Gruppo del North Carolina, formatosi nel 2007, guidato da MC Taylor e, in seconda battuta, da Scott Hirsch. Questo è il loro 12esimo album da studio. C’è un po’ di tutto nel calderone degli HGM, influenze varie che rendono la proposta appetibile.

Hiss Golden Messenger - Quietly Blowing It (2021)

Way Back in the Way Back mostra sin da subito che ci sono conti da saldare con Bob Dylan, nel cantato  è evidente, detto questo è un buon pezzo, bell’andamento, bei fiati, chitarre per intenditori. The Great Mystifier utilizza un gradevole canovaccio tradizionale, Mighty Dollar è il pezzo in minore, tempo ostinato, a tratti echi dei Fleetwood Mac (era Buckingham Nicks), intrecci delle chitarre piuttosto belli.

Quietly Blowing It è lenta, su di essa la lap steel guitar incastona pietre preziosissime. Uno di quei pezzi a cui gli uomini di blues come noi non sanno resistere. Il brano proviene da quella fonte a cui si sono abbeverati in tanti, anche i non americani (Rolling Stones, Van Morrison, etc etc). Chitarre meravigliose, organo incantevole, atmosfera delicata.

In It Will If We Let It voce e chitarra danno il via a un quadretto dalle sfumature soul, Hardlytown mostra in modo esplicito l’amore di MC Taylor per Bob Dylan, è sufficiente dare una occhiata al video per capirlo.

If It Comes in the Morning rimane su canoni simili, ed è una canzone sospesa, densa e rada, piena di umanità, guidata da sentimento indefinito che ci porta tutti verso i colori pastello e un po’ malinconici di un tramonto americano un po’ sbiadito.

Glory Strums (Loneliness of the Long-Distance Runner) non è male, ma col suo arrivo si inizia ad affrontare il già sentito … il genere come sappiamo non è che offra una gamma compositiva articolata, dunque all’interno dello stesso disco posso capitare momenti come questo. Chitarre acustiche per Painting Houses, ancora i colori tendono a essere gli stessi, è facile faticare a distinguere i motivetti, tuttavia tra mandolini, chitarre e richiami a The Band ci si bea ugualmente di questa indolenza musicale. Angels in the Headlights è obliqua, un’acustica, un pianino, una lap steel, un cantato appena abbozzato.

Il lavoro si chiude con Sanctuary, la più dylaniana di tutte.

Bel disco, quattro/cinque i pezzi notevoli. Potrebbe piacere a chi ha amato i brani più roots dei Black Crowes.

Credits

01 Way Back in the Way Back
02 The Great Mystifier
03 Mighty Dollar
04 Quietly Blowing It
05 It Will If We Let It
06 Hardlytown
07 If It Comes in the Morning
08 Glory Strums (Loneliness of the Long-Distance Runner)
09 Painting Houses
10 Angels in the Headlights
11 Sanctuary

Released June 25, 2021Produced by M.C. Taylor

M.C. Taylor – Acoustic & Electric Guitar, Singing
Alex Bingham – Bass, Synthesizer
Chris Boerner – Electric Guitar
Stuart Bogie – Saxophone
Matt Douglas – Saxophone
Griffin Goldsmith – Singing
Taylor Goldsmith – Singing
Brevan Hampden – Drums, Percussion
Devonne Harris – Piano, Hammond Organ, Wurlitzer, Clavinet
Scott Hirsch – Lap Steel Guitar, Synthesizer
Josh Kaufman – Acoustic & Electric Guitar, Mandolin
Matt McCaughan – Drums, Percussion, Synthesizer
Buddy Miller – Electric Guitar
Sonyia Turner – Singing
James Wallace – Piano
Zach Williams – Singing

All songs written by M.C. Taylor with the exception of “If It Comes in the Morning” by Taylor and Anaïs Mitchell and “Painting Houses” by Taylor and Gregory Alan Isakov. M.C. Taylor/Prophecy Connection, BMI. Copyright 2021.

Recorded at Overdub Lane, Durham, NC, by Chris Boerner, with assistance from Luc Suèr. Additional recording by Scott Hirsch at Echo Magic, Ojai, CA; Matt Douglas at The Shed, Raleigh, NC; Stuart Bogie at Starr Sound, Brooklyn, NY; James Wallace at The Old Pillow, Durham, NC; Josh Kaufman at The Boom Boom Room, Kingston, NY; and M.C. Taylor at Dad’s Bar & Grill, Durham, NC.

Mixed by Scott Hirsch at Echo Magic, Ojai, CA.

Mastered by Chris Boerner at The Kitchen Mastering, Carrboro, NC.

Pretenders – Pretenders II (Deluxe Edition) (1981/2021WM UK) – TTTT

12 Gen

Nel 1979 i primi singoli dei Pretenders, ero nella fase finale dell’adolescenza, il rock classico pompava fortissimo dentro me ma ero anche figlio del mio tempo: il punk (Damned e Ramones in primis), la new wave (Devo), il nuovo rock (Police, Joe Jackson, Blondie, Dire Straits, Graham Parker & The Rumours ). Dal Regno Unito, soprattutto, arrivavano nomi nuovi quasi ogni settimana, era musica che allora mi appariva in bianco e nero, accecato com’ero dal technicolor delle grandi band degli anni settanta che però ormai iniziavano a segnare il passo, ma alcuni di quei nuovi gruppi e artisti facevano breccia dentro di me, quelli il cui songwriting si rivelava vincente. Il primo disco dei Pretenders (dicembre 1979) fu un successone, primo in UK, nei primi 10 in USA, tantissime copie vendute e almeno quattro pezzi in rotazione continua nelle radio FM: Stop Your Sobbing, Kid, Brass In Pocket, Precious. 

Il secondo album non ebbe l’impatto del primo ma fu comunque un successo: top 10 sia in UK che in USA è fu l’ultimo registrato con la formazione originale, il chitarrista James Honeyman-Scott e il bassista Pete Farndon infatti morirono purtroppo due anni dopo. E’ uscita da poco l’edizione di lusso in occasione del quarantennale, motivo per parlare del disco qui sul blog.The Adultress si rifà alla formula del Rock che andava in quegli anni, tempo serrato, pochi fronzoli sulla chitarra, basso lineare, sfacciataggine (tra l’altro il titolo significa La Adultera). James Honeyman-Scott è stato un chitarrista che mi piaceva e seguire il suo lavoro mi dà ancora soddisfazione. Anche Bad Boys Get Spanked prosegue sulla scia del Rock di quel tempo. Message of Love fu il secondo singolo, finì per sfiorare la Top 10 del regno Unito; bel rock, non banale e con un buono sviluppo. Il fascino di Chrissie Hynde fa il resto.

I Go To Sleep fu uno degli ultimi singoli, quello che arrivò più in alto nella classifica inglese. Il pezzo è di Ray Davies (come d’altronde Stop Your Sobbing presente sul primo album) e i Pretenders ne danno una versione convincente.

In Birds of Paradise le chitarre definiscono lo stile tipico del gruppo nei brani meno duri. Talk Of The Town fu il primo singolo, un bel rock melodico e sfumato scritto da Chrissie che arrivò nella Top ten in UK.

Pack It Up è più vicina a certe cose del Punk inglese degli anni settanta, scritta da Chrissie Hynde e James Honeyman-Scott funziona alla grande; Waste Not Want Not invece sa di new wave con una spruzzata di reggae e anche questo è un pezzo meritevole. Day After Day è di nuovo scritta dalla coppia Chrissie Hynde James Honeyman-Scott, bel giretto di chitarra, buon ritmo e l’incanto aggiunto dalla Hynde. Jealous Dogs è anch’esso un episodio degno di stare sull’album, sul finire un assolo di chitarra per così dire tradizionale, magari non complicato ma che ci sta a pennello. The English Roses è l’ennesima canzone azzeccata, anche questa contiene un assolino di chitarra canonico niente male. Louie Louie chiude l’album con una carica notevole. Rhythm and blues, ska, fiati, rock … tutto si mescola. Honeyman-Scott alla solista convince.

Un bel disco dunque, fresco, energico, efficace, con belle chitarre e belle canzoni.

I due cd di materiale bonus sono piuttosto ricchi, tra versioni demo, missaggi alternativi, e pezzi live.

What You Gonna Do About It se non ricordo male uscì come flexi-disc nel 1981, l’arrangiamento è simile a Everybody Needs Somebody To Love. In The Sticks è uno strumentale che apparve sul lato B del singolo Louie Louie.

Dal vivo nel 1980 il gruppo aveva un approccio punk, nel 1981 sembrava esserci qualcosa di più articolato, tuttavia essendo una band che non concedeva tanto alla musicalità come la si intendeva negli anni settanta, il materiale live va accolto nella sua semplicità così come è. Detto questo sottolineo una volta ancora che seguire il lavoro di Honeyman-Scott alla chitarra per me è sempre piacevole.

Buona deluxe edition, l’album originale in sé è di valore.

Tracklist
CD1
1. The Adultress (2018 Remaster) (3:58)
2. Bad Boys Get Spanked (2018 Remaster) (4:07)
3. Message of Love (2018 Remaster) (3:25)
4. I Go to Sleep (2018 Remaster) (2:57)
5. Birds of Paradise (2018 Remaster) (4:15)
6. Talk of the Town (2018 Remaster) (2:44)
7. Pack It Up (2018 Remaster) (3:51)
8. Waste Not Want Not (2018 Remaster) (3:45)
9. Day After Day (2018 Remaster) (3:47)
10. Jealous Dogs (2018 Remaster) (5:37)
11. The English Roses (2018 Remaster) (4:30)
12. Louie Louie (2018 Remaster) (3:29)

CD2
1. Talk of the Town (Demo) (2:49)
2. What You Gonna Do About It (2:42)
3. I Go to Sleep (Guitar Version) [Outtake] (3:00)
4. Pack It Up (Radio Mix) [Outtake] (3:52)
5. Day After Day (Single Mix) (4:00)
6. In the Sticks (2:39)
7. Louie Louie (Monitor Mix) (3:33)
8. Precious (Live in Central Park, August 1980) (3:28)
9. Space Invader (Live in Central Park, August 1980) (2:42)
10. Cuban Slide (Live in Central Park, August 1980) (4:37)
11. Porcelain (Live in Central Park, August 1980) (4:17)
12. Tattooed Love Boys (Live in Central Park, August 1980) (3:47)
13. Up The Neck (Live in Central Park, August 1980) (5:43)

CD3
1. The Wait (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (3:19)
2. The Adultress (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (4:06)
3. Message of Love (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (3:30)
4. Louie Louie (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (3:48)
5. Talk of the Town (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (3:19)
6. Birds of Paradise (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (4:15)
7. The English Roses (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (4:50)
8. Stop Your Sobbing (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (3:40)
9. Private Life (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (7:06)
10. Kid (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (3:41)
11. Day After Day (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (4:49)
12. Up the Neck (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (6:02)
13. Bad Boys Get Spanked (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (3:15)
14. Tattooed Love Boys (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (3:41)
15. Precious (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (5:03)
16. Brass in Pocket (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (3:19)
17. Mystery Achievment (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (5:31)
18. Higher and Higher (Live in Santa Monica, Sept. 1981) (4:22)

  • Chrissie Hynde — lead vocals, rhythm guitar
  • James Honeyman-Scott — lead guitar, keyboards, backing vocals
  • Pete Farndon — bass guitar, backing vocals
  • Martin Chambers — drums, backing vocals
  • Chris Mercer — tenor saxophone
  • Henry Lowther, Jim Wilson — trumpets
  • Jeff Bryant — French horn
  • Chris Thomas — sound effects

 

  • Bill Price — recording
  • Gavin Cochrane — front cover photography

La nebbia ai lisci piani piovigginando cade

4 Gen

Nebbia, nient’altro che nebbia. Sono due settimane che non vediamo altro, immersi come siamo in un impasto di goccioline di acqua liquida o cristalli di ghiaccio sospesi in aria. Qui in Valpadana a volte ci sembra di essere nel regno delle tenebre.

nebbia in valpadana

nebbia in Valpadana

Il fatto è che passare le vacanze natalizie in questo contesto non è il massimo: la nebbia per quanto faccia parte del nostro DNA ed abbia un indiscusso fascino (specialmente per noi donne e uomini di blues), poi sfilaccia la volontà, schiaccia verso il basso, costringe ad una situazione di stallo.

Sembra di vivere in una bolla, bianca durante il giorno, nera alla notte, nessun orizzonte, nessun paesaggio, solo questa membrana impalpabile che gonfia la testa.

Luzzara (RE) – foto di Emanuele Caleffi

A volte arriva quasi all’improvviso, sospinta da un vento maligno

Muro di nebbia su Modena – credit: Osservatorio Geofisico di Modena

ricopre le città, i paesi, le campagne e a noi non rimane che arrenderci e stenderci sotto quel mantello freddo e umido cercando di trovare gli aspetti positivi del fenomeno, d’altra parte con la nebbia anche i blues più vividi si fanno sfumati e magari ci si metti a cercare film da guardare con più impegno.

◊ ◊ ◊

Nomadland di Chloé Zhao, con Frances McDormand – USA 2020 – TTTT½

La trama: Dopo aver perso il marito e il lavoro durante la Grande recessione, la sessantenne Fern lascia la città industriale di Empire, Nevada, per attraversare gli Stati Uniti occidentali sul suo furgone, facendo la conoscenza di altre persone che, come lei, hanno deciso o sono state costrette a vivere una vita da nomadi moderni, al di fuori delle convenzioni sociali.

Qualcuno ha scritto: “Un poetico studio dei personaggi sui dimenticati e gli emarginati, Nomadland cattura splendidamente l’irrequietezza seguita alla grande recessione”

Film splendido.

The Unforgivable – Regia di Nora Fingscheid,  con Sandra Bullock, Jon Bernthal, Vincent D’Onofrio, Viola Davis, Richard Thomas, Aisling Franciosi. Gran Bretagna, Germania, USA, 2021 – TTT+

Discreto film drammatico sul difficile reinserimento in società dopo il carcere. Il finale e alcuni escamotage narrativi non sono inaspettati, ma tutto sommato il film si lascia guardare.

Don’t look Up – Regia di Adam McKay, con Timothée Chalamet, Leonardo DiCaprio, Melanie Lynskey, Jennifer Lawrence, Cate Blanchett. Cast completo Genere Commedia, – USA, 2021 – TTT¾

Tra i più visti su Netflix, questo film genera reazioni discordanti, chi lo apprezza, chi lo odia. Il soggetto è trito e ritrito, ma l’esposizione critica del sistema umano in cui viviamo è da apprezzare.

Una Relazione – di Stefano Sardo. Con Guido Caprino, Elena Radonicich, Thony, Freddy Drabble, Giacomo Mattia – Italia 2021 – TTT¾

Il protagonista è un musicista songwriter di 44 anni, dunque uno che vive e respira – musicalmente – gli anni novanta, nonostante questo potrebbe essere uno di noi: insoddisfatto, pieno di blues emotivi, piscia sui manifesti che reclamizzano “concerti” trap, scrive canzoni niente male … i film italiani di questo tenore mi piacciono sempre.

 ◊ ◊ ◊

Oltre ai film, reimpariamo a suonare qualche nostro vecchio pezzo stimolati dai recenti apprezzamenti fatti dal presidente della azienda in cui lavoriamo; riprendere in mano la Les Paul, risuonare certi licks introduttivi, ci riporta a sensazioni passate quando ci  si illudeva di essere chitarristi.

Dalla finestra guardiamo la nebbia trasformarsi in foschia, posiamo la Gibson, facciamo ripartire la musica, che oggi significa mettere i Weather Report, musica dilatata che ben si adatta al … ehm … bollettino meteorologico odierno.

Dopo tre ore di Zawinul con i suoi amichetti occorre però qualcosa che ci riporti sulla terra e chi se non il vecchio Jimbo in versione smandrappata?

Qualcosa magari di più semplice ma che siamo sicuri ci dà soddisfazione.

Hibĕrnum blues

21 Dic

Dalla profondità dei cieli tetri
scende la bella neve sonnolenta,
tutte le case ammanta come spettri;
di su, di giù, di qua, di là, s’avventa,
scende, risale, impetuosa, lenta,
alle finestre tamburella i vetri…
Turbina densa in fiocchi di bambagia,
imbianca i tetti ed i selciati lordi,
piomba dai rami curvi, in blocchi sordi…
Nel caminetto crepita la bragia…

(Dicembre di Guido Gozzano)

Questi versi di Gozzano descrivono il sentimento che in questo periodo pervade l’animo delle donne e degli uomini di blues di questo blog. Tutti gli anni arriviamo alle stesse conclusioni, diamo voce ai soliti pensieri malinconici, ai bilanci tutt’altro che positivi di un altro anno andato, riparandoci nel passato che ci siamo costruiti nelle marughe dagli spifferi del presente e dalle bufere che pensiamo porterà il futuro. Come sempre nel tragitto casa-lavoro arzigogoliamo senza freno su domande a cui è meglio non cercare di rispondere. Che ne è stato di noi? Che ne è di noi? Che ne sarà di noi?

La pianura padana in questo periodo è stretta in una morsa di gelo, ci sembra così di essere il dottor Divago nel gelo dei Monti Urali. Il poco traffico delle strade che attraversano le campagne tratteggia in noi un sentimento di libertà illusoria, 

Gavassa, Monti Urali – dicembre 2021. Foto TT

perché subito dopo Campo dei Galli la presenza di autoveicoli si centuplica, file infinite, rotatorie intasate, raccordi strapieni. Prigionieri delle nostre automobili, fermi in coda osserviamo gli alberi da frutto che dormono sul bordo degli argini del fiume Secchia.

Sulle rive del Secchia- Dicembre 2021 – Foto TT

Lo sguardo si sofferma e quindi viene rapito dai piccoli dettagli blues che ci capita di incontrare: sul finire di Meadow (Prato, frazione di Correggio, insomma) sulla strada principale c’è una casina grigia, bruttina, sottile, con ancora la casupola esterna dei servizi igienici; il contesto in cui è sita è piuttosto scialbo, l’aggettivo che le si addice è derelitta, colpisce dunque la bella renna fatta di lucine e impreziosita da un fiocchetto rosso che sta sopra all’ingresso. Quell’addobbo risolve la situazione e regala alla casetta un momento di candore. A Campo dei Galli la ferramenta incastonata tra una serie di abitazioni e di fabbriche pare solitaria, poco dopo le 7:30 è già aperta, sulla porta la scritta luminosa Buone Feste, all’interno i neon illuminano gli scaffali, immaginiamo il proprietario con un grembiule blu bersi il primo caffè della mattina insieme alla moglie e al garzone.

Alla Domus Saurea il gelo regala il solito paesaggio stile Tundra, così ci ritroviamo a fare il coretto sull’aria di Thunderstruck degli AC/DC:

” Tundra ahahahahaha, Tundra ahahahahah, Tundra ahahahahah ….”
 

Tundra – Domus Saurea – Dicembre 2021 – Foto TT

Tundra – Domus Saurea – Dicembre 2021 – Foto TT

I gatti tendono a restare fuori poco, a preferire il tepore della casa, d’altronde possono tranquillamente evitare i loro impicci quotidiani: “smarrire” i randagi maschi che si aggirano nei paraggi (Palmiro), arrampicarsi su e giù per gli alti pini (la Stricchi), rincorrere insetti, uccellini e topolini (Raissa, Ragni e Spaventina) e cercare un riparo (Minnie la freddolosa).

Le festività legate alla celebrazione del Solstizio D’Inverno qui alla Domus Saurea sono rispettate quasi alla lettera, quasi perché la sfumatura Dickensiana è evidente,

Presepe Vittoriano – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

ma il tradizionale rito nordico del Sol Invictus con l’alberello pieno di luci a simboleggiare il ritorno delle giornate più lunghe dopo il solstizio è un imperativo qui.

Sol Invictus Fest – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

Sol Invictus Fest – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

Sol Invictus Fest – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

Sol Invictus Fest – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

E’ così che ci prepariamo ai festeggiamenti di questo fine d’anno. Non è mancato il tradizionale sinodo dei confratelli del blues (alias The Clarksdale Rebels), cena in una antica trattoria della campagna reggiana, e dopo aver fatto un brindisi alla memoria del grande John Miles, abbiamo gustato le specialità della nostra terra, ci siamo scambiati i regali (che apriremo il 25), parlato di musica, del Dark Lord, di calcio, di donne, dei massimi sistemi, giocando a fare gli uomini di una volta, insomma … i solito lavori del Team Tirelli. 

Prima del sinodo una pizza a due con il pontefice del blues, Giovanni Paolo III, ovvero l’amico Livin’ Lovin’ Jaypee che non poteva essere presente al sinodo. Un particolare ci colpisce: alla domanda ironica “Allora Jaypee, e l’Inter?”, ci sentiamo rispondere rispondere “Beh, andiamo molto bene, siamo primi in classifica, stiamo giocando un ottimo football e Inzaghi pare essere un allenatore formidabile.” Dopo di che ci mostra un adesivo con il logo dell’Inter che estrae dal portafoglio. Niente male per uno che non è mai stato interessato al football … evidentemente qualche amico che ci vuole bene lo abbiamo.

QUELLI CHE TI CHIEDONO SE “STRIMPELLI” ANCORA E USANO IL TERMINE “PIANOLA” PER RIFERIRSI ALLE TASTIERE.

Non è nemmeno mancata la cena di classe delle superiori, la seconda in tre mesi; al di là di vedere con piacere gli sciamannati e le sciamannate con cui abbiamo condiviso gli anni formativi, vi è sempre un po’ di terrore nel sentire raccontare aneddoti che ci riguardano. Non avevamo ancora cognizione di noi stessi allora e certe storielle – come già scritto – ci portano a dire “belle teste di cazzo che eravamo”. L’altro motivo di imbarazzo proviene dall’essere considerati legatissimi alla musica. Vi è sempre un sfumatura quasi di compatimento, o almeno a noi sembra così. Il tutto viene certificato quando un ex compagno ci chiede: “Strimpelli ancora Tim?” e, visto che lavora insieme ad un nostro fraterno amico che suona le tastiere, aggiunge “vi vedete con Biccio? Tu con la chitarra e lui con la pianola?”

Sono due lance conficcate nel costato. “Strimpellare” e “Pianola”, accezioni negative che negano allo suonare e alle tastiere dignità. Visto che la pianola, detta anche autopiano o pianoforte meccanico, è uno strumento musicale che, grazie a meccanismi pneumatici o elettromeccanici, suona automaticamente. Tali meccanismi sono pre-programmati con schede perforate di carta, o più raramente di metallo, chi usa quel vocabolo degradante non sa veramente di che caxxo sta parlando.

SERIE TV: THE NORTH WATER (Tim Vision) – TTTT

Segnalo questa nuova serie TV, è roba da maschi, ne sono conscio, e per quanto sia doloroso per un animalista come me guardare scene relative al massacro di foche e alla caccia delle balene, il resto è davvero – per ora – superlativo. Cinque episodi, uno nuovo ogni martedì.

Il TV drama in cinque episodi distribuito da BBC Studios è basato sull’omonimo romanzo del 2016 di Ian McGuire, edito in Italia nel 2018 da Einaudi con il titolo Le acque del nord.

La serie è ambientata alla fine del 1850 e racconta la storia di Patrick Sumner (Jack O’Connell), un ex chirurgo dell’esercito inglese caduto in disgrazia che partecipa come medico di bordo a una spedizione a caccia di balene nell’Artico sulla nave The Volunteer. Un viaggio reso ancora più avventuroso dalla presenza tra i balenieri di Henry Drax (Colin Farrell), uno psicopatico omicida.

OUTRO

Tra le nebbie padane, la galaverna e l’effetto tundra eccoci dunque arrivati al solstizio d’inverno

Tundra – Domus Saurea – Dicembre 2021 – Foto TT

Ogni tanto qualche sprazzo di sole riesce a spazzare via la nebbia e il cielo torna a stendersi sulla pianura,

Prato (RE) – Domus Saurea – Dicembre 2021 – Foto TT

la Stricchi ne approfitta, e come lei fanno tutti gli altri gatti. Ma è solo un momento, l’inverno freddo e gelido torna bel presto ad irretire ogni cosa.

La Stricchi al sole – Domus Saurea dicembre 2021 – foto TT

Così non rimare altro che procurarci i beni essenziali per le feste (spongata, tortelli dolci alla prugna, datteri, fichi secchi, mon cheri, marrons glacès e Jack Daniel’s fruttato) e sperare che San Nicola ci porti qualche pacchettino. 

Domus Saura – dicembre 2021 – foto TT

Non potrà mancare sui nostri schermi Il Canto Di Natale di Dickens versione Disney 2009,

sul nostri piatto gli album che durante i festeggiamenti del solstizio ascolteremo senza sosta:

Naturalmente non mancheranno nemmeno canzoncine più tradizionali …

… tutto per ricreare quel sentimento dicembrino che ci portiamo dietro da sempre. E dunque, donne e uomini di blues che avete la pazienza di passare insieme a noi per l’undicesimo anno consecutivo le festività invernali, a voi giunga il nostro augurio. Palmiro e la Domus Saurea Choir Ensemble intonano per voi i canti di natale affinché, come diciamo ogni anno, il padre dei quattro venti gonfi le nostre vele, il sole batta sul nostro viso e le stelle riempiano i nostri sogni. Come cantava il grande Greg Lake, Hallelujah, Noel! Be it Heaven or Hell, The Christmas we get we deserve.

For those about the Blues we salute you.

Tim & Palmiro dicembre 2021 – foto Saura T.

Addio a John Miles (born John Errington; 23 April 1949 – 5 December 2021)

6 Dic

Dopo una breve malattia se ne è andato John Miles.

Ecco, questa è una di quelle perdite che colpiscono duro, che sarà difficile da accettare. E’ dall’uscita del singolo Music nel 1976 che questo magnifico musicista e cantante fa parte della mia vita. Da ragazzino mi perdevo nell’orchestrazione, nella malinconia e nel rock di quel pezzo prodigioso e da uomo di un incerta età … faccio lo stesso. La sua musica mi piace, mi irretisce, mi conforta. Nel corso degli anni abbiamo parlato più volte di lui qui sul blog, quindi sapete cosa significasse per me, e ora perderlo mi lascia un vuoto incolmabile. Certo, questa è la vita, lo sappiamo, ma resta il fatto che John Miles, il grande John Miles, ci mancherà moltissimo. Dal 1976 al 1981 ha prodotto grandi album, ed è stato collaboratore di lusso per Alan Parsons, Jimmy Page e Tina Turner, tra gli altri. Per quanto ci riguarda un gigante.

Riposa in pace, John.

To live without your music
Would be impossible to do
‘Cause in this world of troubles
your music pulls me through

jm-eurotour1979

John Miles sul blog:

JOHN MILES suona “Music” nel programma omonimo di Canale 5 (11 gennaio 2017)

JOHN MILES “The Decca Albums” (Caroline-Decca-Universal 2016) – TTTTT

Bluesitudine: ALAN PARSONS PROJECT with JOHN MILES “Shadow Of A Lonely Man” 1978

JOHN MILES “Decca Singles 1975-79” (2012 7T’s Records / Cherry Red Records) – TTTTT

JOHN MILES European Tour 1979 tour program

Flashes from the Archives of Oblivion: JOHN MILES “Rebel ” (Decca 1976 – Universal /Lemon Recordings Remaster 2008) – JJJJ1/2

Addio a RICHARD COLE (January 2, 1946- December 2, 2021)

2 Dic

Stamattina se ne è andato Richard Cole, il leggendario tour (e road) manager dei Led Zeppelin, per molti di noi figura famigliare e cardine di una delle più belle storie della musica rock. Era malato da tempo, più o meno un mese fa Robert Plant e Jimmy Page andarono a trovarlo insieme, e più meno nello stesso periodo anche John Paul Jones si fece vivo per telefono. Bello sapere si siano riconciliati dopo le tensioni sorte negli ultimi anni del dirigibile e con l’uscita – negli anni ottanta – del libro di Cole sui LZ, libro parecchio discutibile. Se ne va  così un pezzo della “nostra” storia. Intervistai Richard circa otto anni fa per questo blog, un semplice scambio di un paio di email, ma momento elettrizzante per questa comunità. La ripubblico qui sotto.

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◊ ◊ ◊

Interview with RICHARD COLE, tour manager extraordinaire

Richard Cole, sì “quel” Richard Cole, il sesto Zeppelin. Chiamarla intervista è forse inopportuno, trattasi di un veloce scambio di battute…d’altra parte io sono il signor nessuno, lui il leggendario tour manager dei LED ZEPPELIN. Non è che mi aspettassi chissà che, tuttavia da par mio in un paio di occasioni ho provato l’affondo ma lui ha parato il colpo rispondendo da par suo. Ad ogni modo mi sembra una cosa non da poco per il blog, Richard Cole… ah!

ENGLISH VERSION BELOW

John Paul Jones & Richard Cole 1975

John Paul Jones & Richard Cole 1975

Richard, ci puoi dire qualcosa dei tuoi anni post Led Zeppelin?

(non credo che che RC abbia recepito il “post”) Unit 4 + 2,  the Who, Searchers, Young Rascals, New Vaudeville Band, Creation, Vanilla Fudge, Yardbirds, Jeff Beck/Rod Stewart, Terry Reid.

So che non è una domanda molto originale, ma come è stato lavorare nel cuore del circo del rock and roll? Durante gli anni settanta in Italia la musica rock era legata alla politica. Era generalmente una cosa di sinistra, e anche se non consideriamo la cosa dal punto di vista politico, la musica rock aveva una vibrazione riguardante la contro cultura, la spiritualità, il modo di pensare. Non esattamente un atteggiamento hippie, ma una cosa che avrebbe potuto cambiare la società. Tu eri precisamente nel centro di essa. Sentivi questa cosa o per era solo intrattenimento, un lavoro che facevi nel campo delle “fantasie”?

Ero lì per fare un lavoro per il gruppo, tutti i miei interessi erano rivolti a quello, non nella politica di una nazione. 

Rod Stewart, Jeff Beck, Jimmy Page, Richard Cole

Rod Stewart, Jeff Beck, Jimmy Page, Richard Cole

 Hai incontrato centinaia di musicisti famosi, direttori di etichette discografiche, giornalisti musicali…c’è stato qualcuno in particolare che ti ha colpito, qualcuno che tu possa dire è un grande essere umano?

 Elvis Presley.

Qual’è la musica preferita da Richard Cole?

Vecchie canzoni che mi riportano alle mente i bei ricordi.

I tuoi 5 gruppi preferiti?

A parte gli Zeppelin, gli Who e gli  Stones.

I tuoi 5 album preferiti?

Molto difficile…  Zeppelin 4, In Through The Out Door, Who’s Next, Revolver, Bob Dylan’s Nashville Skyline, il primo dei Vanilla Fudge.

Che ne pensi dello stato della musica di oggi?

Non tanto, a parte Adele.

Jimmy Page & Richard Cole - photo by Ross Halfin

Jimmy Page & Richard Cole – photo by Ross Halfin

I tuoi scrittori e registi preferiti?

Proust, Thomas Mann, Zola, Celine.  Scorsese, Oliver Stone.

Che quotidiani legge di solito Richard Cole?

Se ce n’è uno è il Times.

Le tue riviste musicali preferite?

Non le leggo.

Cosa ti manca di più dei tuoi giorni con i Led Zeppelin?

Il cameratismo e il viaggiare.

Jimmy Page, Richard Cole, Peter Grant, Liza Minelli

Jimmy Page, Richard Cole, Peter Grant, Liza Minelli

Nell’ultimo periodo della band c’era una nuvola scura che aleggiava sopra voi tutti. Ne eravate coscienti?

 Sì, ma la si accettava, e forse prima o poi  la cosa sarebbe cambiata.

Sempre nell’ultimo periodo un membro della band non suonava più bene. Tu e gli altri membri dello staff ne eravate coscienti? Immagino fosse una cosa di cui non si potesse parlare?

Tenevamo queste cose per noi, tutti hanno dei giorni no.

Richard Cole xx

Richard, nell’agosto del 1980 tu fosti imprigiOnato a Regina Coeli a Roma. Il 2 agosto di quell’anno l’Italia era nel caos a causa di un attacco di terroristi fascisti alla stazione dei treni di Bologna. Erano giorni pieni di confusione e tu ci finisti in mezzo. Puoi dirci qualcosa di quell’esperienza?

Fu una vera sorpresa essere arrestati visto che non avevo fatto nulla, ma ad ogni modo ho cercato di trarne ilo meglio: mi sono disintossicato, e non è stata una cosa troppo spiacevole, più che altro scomoda, d’altra parte mangiavo e dormivo bene e ho incontrato persone interessanti.

Puoi condividere con noi qualche bel ricordo di JOHN BONHAM e PETER GRANT?

Ho solo i ricordi più affettuosi riguardanti la grande amicizia con Peter e John.

RC

RC

Hai mai trovato amici veri durante tutti quegli anni passati a lavorare nell’industria musicale?1

Non molti, eccetto forse un paio dei ragazzi dei Quireboys.

Carmine Appice, Rod, Richard, Robert Plant

Carmine Appice, Rod, Richard, Robert Plant

Richard, sei felice adesso? 

Sono molto soddisfatto.

Hai piani per il futuro?

Nessuno, sono in pensione.

Richard, dio esiste?

Lo spero.

Richard, qual’è il significato della vita?

Nel mio caso godertela e accettarla.

Tim Tirelli ©2014

RC - Ambassador East Chicago 1973

RC – Ambassador East Chicago 1973

English version:

Richard, can you tell us a little about your post LZ years?

Unit 4 + 2,  the Who, Searchers, Young Rascals, New Vaudeville Band, Creation, Vanilla Fudge, Yardbirds, Jeff Beck/Rod Stewart, Terry Reid.

I know it’s not a very original question, but how what was it like to work in the very heart of the rock and roll circus? During the seventies in Italy,  Rock music was tied with politics. It was generally a left-wing matter, and anyway even if we don’t consider the politics shadow, Rock music had a real counter culture/spiritual/way of thinking vibe. Not exactly a hippie attitude, but a thing that might have changed society. You were precisely in the middle of it. Did you feel that way or it was just entertainment, a job in the “fantasy” field?

I was there to do a job for the band, I had all my interest in that, not the politics of a country.

You have met hundreds of famous musicians/label managers/rock journalists/etc., etc., Was  there someone in particular who made a significant impression on you, someone you can say is a great human being?

 Elvis Presley

What is the fave music of Richard Cole?

 Old tunes that bring back happy memories.

Your 5 fave rock groups?

Appart from Zeppelin, the Who, Stones.

Your 5 fave albums?

Very hard…  Zeppelin 4, In Through The Out Door, Who’s next, Revolver, Bob Dylan’s Nashville skyline,  1st VANILLA FUDGE,

What do you think of the state of music today?

Not much apart from Adele

Your favourite writers/novelists and film directors?

Proust, Thomas Mann, Zola, Celine. Scorsese, Oliver Stone.

What newspaper Richard Cole usually reads?

If  any the Times

Your fave music magazine?

Don’t read them

What do you miss most about the golden days with Led Zeppelin?

Companionship and travelling

In the latter days of the band, there was a dark shadow hanging over you all. Were you aware of it?

 Yes but it was accepted, and perhaps it would change.

In the latter years, a member of the band wasn’t playing well.  Were you and other members of the staff aware of it? I imagine it was a thing you could not talk about.

We kept our feeling to ourselves, everyone has a bad day.

Richard, in August 1980 unfortunately you were put in prison in Regina Coeli in Rome. On August 2nd that year, Italy was in chaos because of an attack of fascist terrorists at the BOLOGNA train station. It was a very confused period and you were caught in the middle of it. Can you tell us something about that experience?

It was quite a surprise to be arrested for nothing I had done, but I had to make the best of it, I was drug free for that time, and it was not that unpleasant, more inconvenient ,I ate and slept well, and met some interesting people.

Can you share with us some  positive memories of the late JOHN BONHAM and the late PETER GRANT?

 I have only the fondest memories of great friendships with Peter and John.

Did you find real friends during all those years working with bands and in the music industry?

Not really lots of acquaintances, except perhaps a couple of the Quireboys band.

Richard, are you happy now?

Very contented.

What are your plans for the future?

None at all, I am retired now.

Richard, does God exist?

I hope so

Richard, what is the meaning of life?

In my case to enjoy it and accept it.

Tim Tirelli ©2014

(English medication: Billy McCue)