THE EQUINOX live at PERLA VERDE, Savignano Sul Panaro (MO) 4 -12-2015

10 Dic

Gli EQUINOX, si sa, non fanno troppi concerti, questo perché, oltre alla proliferazione di gruppi e gruppetti che occupano i pochi spazi disponibili,  hanno capito che vale la pena suonare solo nei posti in cui c’è la giusta vibrazione Rock. Non c’è nulla di peggio che suonare, che so, SINCE I’VE BEEN LOVING YOU davanti a gente che si beve uno spritz, mangia noccioline, parla e non gliene importa nulla di un lungo e sofferto blues bianco inglese in minore di 45 anni fa. Cerchiamo dunque di approfittare dei locali più vicini al nostro modo di essere, quelli che hanno educato i loro avventori al suono della musica di qualità. La PERLA VERDE è uno di questi. Situata nel buco del culo del mondo, LA PERLA diventa, se non il centro dell’universo, almeno uno dei punti di riferimento Rock di questo pezzo d’Emilia. La scintilla con ALDA scatta immediatamente, se poi si aggiunge anche SIMONE GALASSI (guitar god nostrano, che ve lo dico a fare) a dare una mano, il locale diventa irresistibile.

Non tanto grande, dalla disposizione bizzarra, LA PERLA è un posto funk e blues come pochissimi altri. Si mangia da dio, ci si sente a casa e si ascolta grande musica dal vivo. Che altro volere?

Buffo come spesso le date che facciamo cadano in giornate particolari tipo il solstizio invernale, l’equinozio estivo e stavolta il 35esimo anniversario dello scioglimento ufficiale dei LED ZEPPELIN.

Non so come io e Saura riusciamo a far stare tutto dentro alla blues mobile, fatto sta che una volta caricato tutto non ci resta che partire; qualche decina di km sulla A1, uscita Modena sud, prima di SPILAMBERTO a sx e dopo poco siamo alla PERLA VERDE. Una birra, due chiacchiere con Alda, nel frattempo arrivano anche LELE e POL e iniziamo a montare.

THE EQUINOX- Soundcheck alla PERLA 4/12/2015 -Foto TT

THE EQUINOX- Soundcheck alla PERLA 4/12/2015 -Foto TT

Un minimo di soundcheck …

THE EQUINOX- Soundcheck alla PERLA 4/12/2015 -Foto TT

THE EQUINOX- Soundcheck alla PERLA 4/12/2015 -Foto TT

Qualche momento in cui ci si perde nei propri pensieri e siam pronti per la cena…

Pre gig daze - THE EQUINOX - PERLA VERDE 4/12/2015 -Foto TT

Pre gig daze – THE EQUINOX – PERLA VERDE 4/12/2015 -Foto TT

Sul tavolo a noi riservato c’è un biglietto: LED BAND (sic)…

Reserved table for THE EQUINOX - PERLA VERDE 4/12/2015 -Foto TT

Reserved table for THE EQUINOX – PERLA VERDE 4/12/2015 -Foto TT

Nel frattempo arrivano gli amici, tra cui alcuni illuminati del blues: Mario, il fido Jaypee, March, Lollo. Come sempre la cena è ottima, qui alla PERLA hanno una chef da capogiro. Ci cambiamo, controllo l’accordatura delle chitarre e partiamo. KASHMIR e a seguire BLACK DOG.La mia amica SARWOODA fa qualche ripresa, per scaldarsi riprende il mio assolo di HEARTBREAKER.

Segue MMHOP…

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poi SIBLY e quindi TSRT. Mi sento benino, sento che il gruppo rolla felice mentre scivoliamo tra le luci della città

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Un salto indietro nel tempo ed ecco che è il momento di GALLOWS POLE…

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Terminata DAZED AND CONFUSED arriva il momento – che mi spaventa -in cui mi infilo nella twilight zone; finita l’ adrenalina d’inizio concerto, comincio ad aver il fiato corto, perdo la concentrazione, sento dolori alla schiena, sono in affanno e la mia performance ne risente…BIGLY e soprattutto WHEN THE LEVEE BREAKS pagano pegno. Con la slide faccio dei pasticci, arrivo in ritardo su certe frasi, mah. Cerco di ridarmi un tono con HOW MANY MORE TIMES e di ritrovare lo slancio con FOOL IN THE RAIN, nuovo pezzo del repertorio e sfida mica da ridere per tutto il gruppo, per SAURA in particolare (the girl from Gavassa è contemporaneamente al piano e alla pedaliera basso). Siamo degli incoscienti, quasi nessuno la suona dal vivo, men che meno in formazione a quattro. Se non altro siamo abbastanza coraggiosi da provarci.

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Ripiombo in un cupo mood, uscire con DOUBLENE (la doppio manico per STAIRWAY TO HEAVEN insomma) è faticoso, mi fa di nuovo male la schiena, i preliminari sono lunghi, a seguire mi chiede posizioni impegnative, alla bene meglio cerco di portare a casa il risultato.

Siamo verso la fine, torna la adrenalina grazie ad un pubblico davvero caldo e speciale. Uno cerca di mettere in piedi un tributo “obliquo”, con qualche pezzo inaspettato e non scontato, ma poi, alla fine, risulta chiaro che la gente vuole il piombo zeppelin. Parto con il riff di WHOLE LOTTA LOVE ed è una mini ovazione.

Continuiamo con COMMUNICATION BREAKDOWN e ROCK AND ROLL e that’s how Savignano was won…

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I’M GONNA CRAWL col suo manto di spettrale beatitudine chiude lo show. Un paio di bis: THE OCEAN e TRAIN KEPT A ROLLIN’ e poi “Savignano, it’s been great!”

Baci, abbracci, complimenti; l’Alda sorridente e soddisfatta…nel nostro piccolo stanotte abbiamo fatto sogni di rock and roll. Smontare e caricare alle 2,30 di notte non è piacevole, ma siamo gli operai del Rock e quindi scarpe rotte e pur bisogna andar…

Saliamo in macchina alle 3, decido di non prendere l’autostrada, campagne, tangenziali e ancora campagne…è sempre un brivido tornare di notte seguendo la luce pallida e senza fiato dei lampioni ascoltando la musica adatta (in questo caso il mio WINTER ALBUM 2015 che sto preparando per gli amici).

Coming home after the gig - THE EQUINOX - PERLA VERDE 4/12/2015 - Foto Saura T

Coming home after the gig – THE EQUINOX – PERLA VERDE 4/12/2015 – Foto Saura T

Approdiamo alla DOMUS SAUREA avvolti dal buio profondo delle campagne reggiane. Scarichiamo, portiamo il piano e i suoi aggeggi su nel sottotetto. Esausto mi getto sotto la doccia. Un thè alle 4 di notte in compagnia della groupie è tutto sommato una faccenda romantica. Giochicchio un po’ con PALMIRO e poi via sotto al piumone…una serata come questa ripaga di tutti i sacrifici (e sono molti) che un musicista non professionista di una (in)certa età deve affrontare.

Il finale è sempre lo stesso, socchiudo gli occhi, mi lascio andare mentre il brusio dei 20.000 del Madison Square Garden si attenua, le luci della città si fanno più sfumate mentre le attraverso scivolandoci in mezzo…New York, good night!

Giovanni Rossi “ Led Zeppelin ’71- La notte del Vigorelli” (Tsunami Edizioni) – di Paolo Barone

8 Dic

Questo libro è riposto ormai da un anno nella pila dei libri che devo leggere. Non riesco quasi più a leggere libri sui LZ, in particolar modo quelli scritti da italiani; probabilmente è un riflesso snob, o forse è che avendo letto tanto a tal proposito in passato non riesco più ad appassionarmi. Meno male che il nostro Michigan boy mi mandato oggi queste sue riflessioni, perché snobbare su questo blog un libro sull’unico concerto fatto in Italia dai LZ sarebbe da fessi; inoltre Polbi lo si legge sempre, sempre, con molto interesse: anche stavolta le sue considerazioni sono assai preziose.

Caro Mio, come ti dicevo l’altro giorno per telefono, quando passo un periodo particolarmente difficile finisco sempre per usare le mie “coperte emotive”. Mi infilo nel caldo dei miei Led Zeppelin, Stones & Co. e lascio fuori solo la punta del naso…Ecco quindi che con questo stato d’animo sono finito fra le pagine di “ Led Zeppelin ’71- La notte del Vigorelli” di Giovanni Rossi, edito da Tsunami Edizioni.

Led-Zeppelin-71-La-notte-del-Vigorelli

Non sapevo che fosse uscito questo libro, ma mi e’ subito sembrata una buona idea. Avevo pensato anche io di indagare su quella strana notte milanese di tanti anni fa, conosco qualcuno che c’e’ stato e mi sembrava una storia da raccontare, come dire, da dentro, da un punto di vista italiano, nostro, oltre le testimonianze scontate che si leggono nei libri Zeppelin. Mi sono immerso nella lettura quindi con una forte curiosita’.

Ne sono riemerso parecchie pagine dopo con un misto di sensazioni. Una buona parte del libro vuole racconatre i Led Zeppelin dalla nascita al Vigorelli, e questa almeno per noi e’ la sezione piu’ banale, insieme alle pagine che raccontano del Cantagiro, che banali non sono ma forse troppe e non proprio necessarie. Doverosainvece, per quanto inevitabilmente superficiale, la parte che cerca di inquadrare ilperiodo storico italiano. Mentre molto interessanti e ben raccontate mi sembrano tutte le testimonianze di chi quella sera era presente ai fatti, dentro e fuori il Vigorelli. Storie diragazzi, di autostop, entusiasmo, passioni, poche lire in tasca, e tante altre cose. Neviene fuori un resoconto importante di un momento fondamentale della storia del rock nel nostro paese. Nonostante l’autore cerchi una difficile neutralita’ e dia l’impressione di voler dare un colpo al cerchio e uno alla botte, le gravi responsabilita’ della polizia emergono chiaramente nei racconti di tutti, band compresa. Oltre ad aver circondato l’area del concerto fin dalle prime ore del pomeriggio, aver assunto da subito un atteggiamento aggressivo nei confronti di chiunque, aver sistematicamente caricato ogni assembramento di giovani, da un certo punto in poi la polizia ha iniziato ad attaccare il concerto stesso con una pioggia di lacrimogeni lanciati direttamente dentro il Vigorelli.

Vigorelli-foto-storica

Le storie che ne escono valevano la pena di essere raccontate e valgono la pena di essere lette. Comprese le testimonianze del povero Morandi, dei New Trolls, e di David Zard secondo il quale la colpa di tutta quella violenza e’ da attribuire ai Led Zeppelin che hanno cominciato il concerto in anticipo (!). Colpisce particolarmente il ricordo di un gruppo di ragazzi che arrivati in zona Vigorelli, incontrano un tipo, probabilmente uno spettatore del Cantagiro, che grida “ Andatevene, qui stanno massacrando tutti!”, che in qualche modo potrebbe essere la frase che racconta tutta la serata.

Led Zeppelin Milano luglio 1971

Led Zeppelin Milano luglio 1971

Il libro si chiude con una rassegna stampa dei giorni successivi, ampia e ben fatta, molto utile per capire quali furono le reazioni a caldo e le analisi dell’epoca.

Una storia tutta italiana quella degli scontri ai concerti, della quale abbiamo gia’ accennato sul Blog e che meriterebbe una ricerca storica di ampio respiro. Si faceva sul serio da noi, la musica non era solo intrattenimento e con tutto il carico di emozioni e disagio esistenziale che si portava appresso, serate come quella del Vigorelli erano inevitabili. Almeno fino ai primi anni ottanta i concerti erano zone temporaneamente autonome, minuscole momentanee repubbliche pirata, dove il divismo non aveva fatto presa e gli artisti erano spesso messi in discussione. Lo spirito libertario e ribelle della San Francisco psichedelica, della New York Underground, del No Future londinese di Sex Pistols & Clash, da noi ha attraversato tutti gli anni settanta, fondendosi e rilanciandosi di volta in volta con il tumulto vitale che scuoteva l’Italia di quegli anni.

Led Zeppelin MIlano 5-7-1971

Led Zeppelin MIlano 5-7-1971

I Led Zeppelin del Vigorelli, Lou Reed al Palaeur nel ’73, gli Area a Parco Lambro, Patty Smith dei 50.000 a Firenze. Una storia tutta italiana, in nessun altro paese la musica rock ha visto dei momenti di conflittualita’ cosi alti, nemmeno nei paesi europei che come noi hanno avuto esperienze di forte scontro sociale e lotta armata (Germania,Francia, Spagna, Irlanda). Una storia tutta italiana che prima o poi verra’ messa a fuoco e riscoperta, e chiunque si trovera’ a farlo sono sicuro che passera’ anche dalle pagine di “Led Zeppelin ’71-La Notte del Vigorelli”.

Zep locandina Vigorelli 1971

DYLAN DOG N.351 “In Fondo Al Male” (Bonelli – dicembre 351)

4 Dic

Il nuovo numero di DD è denso di piombo zeppelin, i riferimenti sono palesi e se si è fan è tutto molto divertente.

Dylan Dog 351 in fondo al male

Nell’introduzione ci si rifà alla solita teoria che vuole i LZ parte del “sacro e blasfemo triumvirato”che sta alla base dell’ hard rock e del metal. Sono da sempre insofferente verso questa semplice equazione, anche se è sostenuta da gente del calibro di B. RIVA ad esempio, e in generale, dalla maggior parte della critica. Ho sempre trovato riduttivo e un po’ semplicistico spingere i LZ in quella casella, buona per gli altri due gruppi intendiamoci, ma credo che i Pageboys vadano intesi come gruppo Rock a tutto tondo, insieme ai ROLLING, a HENDRIX, agli WHO, agli ELP e compagnia. Anyway, sono fissazioni mie personali.

Dylan Dog 351

Alcune vignette ti fanno sobbalzare sulla sedia…

Dylan Dog 351

o lanciare dei “Gulp!” verso il nulla cosmico onnipotente…

Dylan Dog 351

 

…alla fin fine però, come detto, ci si diverte. Certo, per quanto mi riguarda, la storia scivola in secondo piano, giravo pagina solo per cercare le statuine che da sempre abitano il mio presepe laico.

DYLAN DOG 351 – IN FONDO AL MALE

Uscita: 27/11/2015

Soggetto: Ratigher / Sceneggiatura: Ratigher / Disegni: Alessandro Baggi / Copertina: Angelo Stano

Fiona incarica Dylan Dog di indagare sull’omicidio della sua amica Molly, avvenuto a Port Frost. Molly era stata messa all’indice dai suoi compaesani per i suoi comportamenti troppo disinvolti e disinibiti. Giunto nella località scozzese, affacciata sul mare, sulla quale grava un’antica leggenda, l’Inquilino di Craven Road si rende subito conto che vi regna un allucinante clima d’odio che sfocerà, in breve, in un catastrofico evento. Una vicenda che costringe Dylan e Fiona a confrontarsi con le ragioni stesse del Male, annidato nelle profondità del cuore degli uomini.

 

 

BOOTLEG: Led Zeppelin “Los Angeles forum 25/3/1975” – Mike The Mike Tribute Series (Winston Remasters 2015) – TTTTT

30 Nov

Dato che siamo in tema bootleg del tour del 1975, segnalo l’uscita dell’ultima “produzione” di WINSTON REMASTERS relativa alla seconda data di Los Angeles 1975. Siamo alla fine di un tour difficile: l’inverno del nord America ha colpito duro sui bronchi e sull’ugola di PLANT costretto a prestazioni ben sotto la media, PAGE che prima di partire s’ infortuna all’anulare della mano sinistra, il gruppo che inizia ad essere schiacciato dal peso di un successo troppo grande e a tratti esagerato, le sostanze chimiche sempre più pesanti, gli orizzonti che si fanno perduti…ma Los Angeles è Los Angeles, la casa dei LZ sul suolo americano, un amore nato all’istante, profondo, totalizzante, incomparabile e a Los Angeles il gruppo ha sempre regalato prestazioni brillanti, persino nei tour scalcinati del 1975 e 1977.

23, 25 e 27 marzo, tre date consecutive al Forum, o meglio The Forum!, per rinverdire ancora un volta la passione travolgente di una città per il suo gruppo preferito.

La registrazione di cui parliamo è una di quelle fatte dal leggendario taper MIKE MILLARD, ci cui abbiamo più volte accennato qui sul blog:

Bell’articolo sul leggendario MIKE MILLARD, taper extraordinaire.

… registrazione che è stata ripresa in mano da WINSTONB REMASTERS, un fan dotato di un’ottima predisposizione nel sistemare nel miglior modo possibile (e senza deturpare l’originale), le registrazioni dei concerti dei LZ. Nel giro degli appassionati quello di WINSTON è un nome noto, ed è bene ricordare che qui non si tratta di bootleg confezionati professionalmente da label specializzate contirature di 100/200 copie e venduti a prezzi esorbitanti (comunque non legali), qui il tutto viene messo gratuitamente a disposizioni dei fan, attraverso siti tracker che trattano solo questo tipo di registrazioni, registrazioni non illegali perché non pubblicate in forma ufficiale dai vari artisti e rivolte unicamente ai fan, quelli che non ne hanno abbastanza del materiale ufficiale pubblicato dal gruppo in questione, quelli che vogliono immergersi completamente nella magia dei concerti tenuti in epoche diverse, benché spesso la qualità audio sia lontana (o meglio diversa) dagli standard degli album dal vivo ufficiali.

Led Zeppelin "Los Angeles forum 25/3/1975" - Mike Millard Tribute Series (Winston Remasters 2015)

Siamo nel 1975, la performance non può essree perfetta, ma come abbiamo appena scritto, Los Angeles è una panacea per i LED ZEPPELIN, lo senti sin da subito che le vibrazioni sono diverse, che l’umore è alto, che le prestazioni dei nostri, seppur piene di acciacchi, sono di un livello superiore. E’ una registrazione audience (presa dal pubblico con un registratore, seppur di qualità), dunque le magagne risultano meno evidenti, ma non è difficile capire che i ragazzi sono carichi. In TSRTS sembra di sentire i LZ al massimo delle loro potenzialità…

…in THE RAIN SONG c’è una risolutezza totale e NO QUARTER brilla di mistero come (quasi) sempre. Bellissimo l’interludio tra le strofe e l’assolo di chitarra, con un JOHN PAUL JONES (piano e pedaliera basso) e un JOHN BONHAM fantastici. L’assolo di PAGE è un pochino ingarbugliato, ma sembra superiore alla media di quelli del tour del 1975.

Ascoltare per intero una MOBY DICK di 23 minuti e passa non è automatico, ad ogni modo  perlomeno l’inizio e il finale l’inizio e il finale non me li faccio mai mancare, stavolta sono entusiasmanti. DAZED AND CONFUSED svela che anche nel 1975 il gruppo era all’altezza dei fasti del tour del 1973. Oltre 40 (!) minuti turbolenti, pieni di sfuriate elettriche, scorribande ritmiche, suggestioni vocali piene di mistero. Quando si è fan in senso stretto (anzi sterttissimo)  è facile lasciarsi prendere dalle iperbole, ma su questo blog sappiamo anche essere razionali, malgrado questo non posso fare altro che rimarcare che negli anni settanta nessun altro chitarrista Rock è mai riuscito a raggiunto il livelli interpretativi riguardo le improvvisazioni del PAGE di Dazed and Confused. Ogni volta rimango stupito.

Buono anche il finale del concerto con STAIRWAY, WHOLE LOTTA LOVE e BLACK. In quest’ultima PLANT dimentica il testo di una delle strofe mandando a ramengo il gruppo, ma è solo un momento, per lo più divertente.

Bel concerto, bella rimasterizzazione. da avere.

Led Zeppelin "Los Angeles forum 25/3/1975" - Mike Millard Tribute Series (Winston Remasters 2015)

 

News: THE EQUINOX live at PERLA VERDE, Savignano Sul Panaro (MO), 4/12/2015 ore 22

27 Nov

Agli interessati:

Il locale non è grande ed è disposto su tre stanze (sala bar / sala pranzo con 6 tavoli / sala concerti dove ci sta praticamente solo il gruppo), chi intende venire a cena deve prenotare per tempo. Malgrado la “scomodità” è un locale molto funk, molto blues. Ci sono stato venerdì sera a vedere i BRIAN STONED (beat/R&B inglese anni sessanta…hanno in scaletta tre pezzi degli YARDBIRDS) e mi è piaciuto molto. Si cena verso le 21, a seguire il concerto.

https://www.facebook.com/Barperlaverde.it/?fref=ts

THE EQUINOX - locandina Perla Verde 04-12-2015

BOOTLEG: Led Zeppelin “Fort Worth march 3rd 1975” (EVSD 2015)

25 Nov

Una nuova registrazione soundboard del tour del 1975 viene alla luce, quella di FORT WORTH del tre marzo appunto, questa volta ha un valore aggiunto mica da poco: fino ad ora del concerto in questione non esisteva nessuna traccia, nemmeno da fonte audience. E’ un bell’andare dunque per un fan dei LED ZEPPELIN, ma anche in questo caso c’è chi storce il naso. Come sappiamo i LZ post 73 non sono esattamente quelli dell’immaginario collettivo, a cominciare proprio dal tour del 1975: PAGE sfuocato a causa di seri problemi all’anulare sinistro e delle sostanze chimiche sempre più pesanti, PLANT che arriva a CHICAGO per le prime date del tour nel bel mezzo di un inverno gelido, che si ammala e che si trascina la bronchite e i relativi problemi alla voce per tutto, tutto, il tour.

Se un casual fan, con nelle orecchie i live di TSRTS e HOW THE WEST WAS WON, s’ imbatte in un bootleg come questo, è facile che esclami “ma che succede?!”, ma fan in senso stretto, che archiviano il bootleg in questione nella cartella “JPP e RP fanno schifo” dopo aver ascoltato i primi pezzi, mi paiono tutto tranne che illuminati ed esperti.

Su questo blog non siamo teneri col PAGE post 1973, ma perlomeno quando esce un bootleg di tale portata cerchiamo di analizzarlo in modo profondo, e non ci importa se è l’ennesimo soundboard (di qualità audio eccellente) del 1975 e se ogni tanto PAGE si mette a paciugare e PLANT a gracchiare, c’è dell’altro oltre questi aspetti superficiali. Sì perché innanzi tutto avere per le mani un’altra registrazione soundboard del nostro gruppo preferito è sempre una gran cosa, e poi sentire JONES e BONHAM suonare come sempre hanno fatto è un godimento e inoltre, tra le magagne che affiorano quà e là, PAGE e PLANT regalano anche momenti di intensità Rock mica da ridere.

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Come accadeva anche nel tour precedente, il primo pezzo è ROCK AND ROLL, PAGE e PLANT entrambi freddi faticano mentre BONHAM è scatenato…sopra le righe come solo lui sa fare. Già in SICK AGAIN le cose sembrano migliorare, nell’assolo PAGE sembra già più sciolto. Buona anche OVER THE HILLS. IN MY TIME OF DYING è a tratti slabrata, ma io ci sento comunque anche delle belle cose.

TSRTS niente male mentre in THE RAIN SONG Jones fatica a tenere a bada il mellotron. KASHMIR la salto sempre dunque non so come sia venuta. NO QUARTER dignitosa. L’assolo di TRAMPLED UNDERFOOT è assai mediocre, una accozzaglia di fraseggi alla JIMMY PAGE messi insieme senza inspirazione. MOBY DICK:skip. DAZED AND CONFUSED è piena di vita malgrado tutto. PLANT fa molta fatica, ma lo ammiro molto, va su tutti i palloni. Alla fine perde la partita ma ci mette tutto se stesso.

Led Zep Fort Worth 1975

Il finale di questi concerti del 1975 è sempre più vago del resto, chissà cosa succedeva nei camerini durante i lunghi assoli del membro di turno. STAIRWAY non è malaccio, ma il bis WHOLE LOTTA LOVE / BLACK DOG è piuttosto caotico. Il gruppo si perde durante uno dei riff di cane nero e nelle prime scariche dell’assolo PAGE usa una tonalità tutta sua.

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Rimane il fatto che io avrei venduto le mie chitarre per potere vedere un concerto, seppur sgangherato, dei LED ZEPPELIN nel 1975. Di FORT WORTH 75 esisteva un filmato senza audio girato da un fan, un’anima buona ha sincronizzato gli spezzoni esistenti con l’audio relativo tratto da questo nuovo bootleg, il risultato, per una ledhead, è molto interessante:

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Se sei un ledhead, un vero ledhead, questo bootleg devi averlo, come d’altra parte ogni altra registrazione soundboard di ottima qualità.

 

Founders Award, Seattle 19 nov 2015: Satisfaction Guaranteed with Paul Rodgers & Ten Years Gone

23 Nov

L’associazione EMP Museum Founders Award ogni anno organizza una raccolta fondi a favore dei giovani artisti. Quest’anno la living celebrity su cui è girato intorno il tutto è stata JIMMY PAGE. Una sua chitarra è stata messa all’asta, il ricavato ha superato i 100.000 dollari.

Una house band formata da musicisti Rock piuttosto famosi (tra cui RICH ROBINSON) ha accompagnato diversi altri artisti nell’esecuzione di brani legati al pianeta JIMMY PAGE. La jam finale (ROCK AND ROLL) che ha visto tornare sul palco lo stesso Page la abbiamo postata l’altro giorno, qui sotto invece SATISFACTION GUARANTEED dei FIRM, TEN YEARS GONE e il momento in cui la chitarra di JP viene battuta.

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Un gatto per amico

22 Nov

In questi giorni di novembre elaboro un fatto: da un pezzo non frequento più i miei amici. Portato come sono, me tapino, all’analisi introspettiva, inizio ad interrogarmi sulla cosa. Colpa dell’età? Della vita odierna che ci fa pensare di non avere mai tempo? Dell’accidia sentimentale a cui siamo arrivati in questi anni aridi? Colpa mia? I miei amici non mi sopportano più? Sono io a non sopportare più loro? Siamo tutti ripiegati semplicemente su noi stessi? Forse è la sfiducia che abbiamo verso il futuro, verso una vita che secondo il nostro punto di vista personale non ha mantenuto le promesse, o no? Magari il fatto è che in questi tempi di tecnologia, di social network, di velocità sfrenata, di frigida fruizione ossessiva , di emozione precoce, le passioni tendono ad appassirsi…quella politica, quella per il Rock, quella per le fighe…e dunque c’è meno interesse a condividerle con gli altri.

Chi è che va ancora ad una riunione di partito, ad un forum politico? Io l’ho fatto l’ultima volta sei / sette anni fa e poi pochissimo altro.

Chi è che si entusiasma ancora per l’uscita di un disco? E se succede, chi è che corre da Robby da Dischinpiazza a comprarlo? Ben che vada lo ordiniamo su quel cazzo di Amazon, oppure lo scarichiamo, lo teniamo sul computer, ci sentiamo due o tre pezzi in qualità audio “lofi lo-fi” (sull’aria di Louie Louie) e poi chi se lo sente più. E’ poi oramai finita l’era del ricomprare le nuove edizioni di vecchi album che abbiamo amato, che sono per noi come l’ ingegnere che si lascia cadere nel fiume per creare la vita. Lo facevamo per riprovare il brivido sentito all’epoca, quando in motorino tornavamo a casa con l’LP sottobraccio e passavamo un weekend intero ad ascoltarlo, a scoprirlo. Ora invece, nessun brivido da condividere, nessuno a cui telefonare e dire “Cia Cos’, ho appena comprato il nono album da studio dei LZ (nel tuo immaginario quello uscito nel 1981) vieni subito che ce lo sentiamo insieme, chiama anche Bagài Stumpài, ho delle pepsi in frigo e la crostata fatta da mia madre”. E allora, sempre nel tuo immaginario, Cos’ e Bagaglio Stumpaglio arrivano, insieme a loro c’è anche Birucìn che a sua volta ha portato l’ultimo degli ELP che ha appena comprato (nel tuo immaginario quello uscito, dopo LOVE BEACH, sul finire del 1980).

Ora poi che siamo tutti sentimentalmente accasati, chi è che ha più l’istinto di uscire per trovare un’ avventura, una compagna, una storia o anche solo l’occasione per parlare con una donna?

Invece, nulla di tutto ciò; la sera quando non ti annulli davanti a Sky e non devi stare sulla chitarra, obnubilato barcolli davanti agli scaffali dei cd incapace di sceglierne uno da ascoltare e allora capisci che sei solo con te stesso e che non frequenti più nessuno, a parte le colleghe dell’ufficio, gli Equinox in sala prove e le osa della struttura in cui il tuo vecchio è rinchiuso.

E’ così mi rintano dei dintorni della Domus Saurea a contemplare le viti mentre mi accorgo che il mio unico amico oggi è il gatto Palmiro.

Palmiro è un gatto che mi assomiglia sempre di più, sembra sempre premuroso e disponibile con gli altri gatti, li tocca sulle spalle come a dire “Ciao, sono qui, se hai bisogno sappi che ci sono”.

Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Palmiro e la Raissa – Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

Palmir in verità vorrebbe stare con i suoi amici gatti, ma vedendomi solo soletto cerca di starmi vicino. Scendo in giardino, mi fermo sul ponte e lui mi segue…

Il gatto Palmiro - Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Il gatto Palmiro – Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

Contemplo le vigne e lui dietro…

Il gatto Palmiro - Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Il gatto Palmiro – Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

Lo dico sempre, lo so, ma in queste settimane autunnali non faccio altro che osservare le viti, è un rapporto carnale e spirituale, quei filari perfetti….

Nei dintorni della Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Nei dintorni della Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

i colori delle foglie…

Nei dintorni della Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Nei dintorni della Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

il contrasto con i cieli tersi…

Nei dintorni della Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Nei dintorni della Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

il sole d’autunno che filtra tra le tirelle…

Nei dintorni della Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Nei dintorni della Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

Nei dintorni della Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Nei dintorni della Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

Mentre torniamo dalle nostre passeggiate Palmir mi ascolta paziente, vorrebbe tornare a cacciar talpe, ma mi vuole bene così finge di interessarsi ai miei discorsi che vertono su bootleg dei Led Zeppelin, su acquisti di gennaio dell’Inter, se debbo o non debbo continuare a suonare la chitarra, sul significato di certi cognomi, su cosa succederà alla mia isoletta preferita adesso che la Coca Cola sta per comprarsela, quando arriverà in Italia l’ultimo thriller di GREG ILES, come farò ad aspettare fino al 2017 prima di vedere ALIEN 6. Palmir sospira e fiuta l’aria…

Il gatto Palmiro - Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Il gatto Palmiro – Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

L’indomani mattina, domenica, mi trasformo in un lumberjack, abbiamo fatto potare i frassini dietro casa, c’è da sistemare il legname…

Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

Mi sento un po’ come l’omino che sta in copertina di LZ IV…

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Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

LZIV – Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

Palmir cerca di aiutarmi, ma per trasportare un tronco ce ne vuole…

Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Domus Saurea – nov 2015 – photo Saura T

Dopo due ore torniamo alla Domus. Un doccia per me, una bella ripassata con una salvietta per lui. Dopo pranzo ci mettiamo davanti alla TV, su Sky Arte danno il concerto degli WINGS del 1976. Penso al Pike boy, anche perché Palmir si mette a sonnecchiare…

Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

Palmir & Tim - Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Palmir & TimDomus Saurea – nov 2015 – photo Saura T

Una domenica senza calcio è noiosetta, per fortuna sono iniziate le nuove stagioni di HOMELAND (5) e THE AMERICANS (3), averle registrate con MySky ci permette di vederle quando ci pare e dunque di passare un bel pomeriggio. Sia io che Palmir abbiamo un debole per ELIZABETH.

E’ ora di dormire, io e Palmir bisticciamo su chi debba far posto all’altro, stavolta vince lui…

Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

Per fargli prendere sonno gli leggo i testi dei FIRM…

Il Gatto palmiro - Domus Saurea - nov 2015 - photo TT

Il gatto Palmiro – Domus Saurea – nov 2015 – photo TT

E’ così che io e il mio amico Palmiro ci addormentiamo; poco dopo passa la groupie, ci rimbocca le coperte, scuote la testa. Ma è una donna, che ne sa del sentimento di male bonding di cui noi mammiferi maschi sentiamo il bisogno.

…Non è un disastro e io mi benedico, ho scelto un gatto nero per amico…

 

 

JIMMY PAGE back on stage: Seattle 19/11/2015

20 Nov

JP torna ad esibirsi su di un palco, chi l’avrebbe detto… seppur per cinque minuti e in una jam session un po’ caotica e fuori sincrono. Non si capisce granché, la chitarra di Jimmy è quasi inaudibile, da quel po’ che si percepisce si evince che il nostro è parecchio arrugginito; non poteva essere altrimenti, ma che sia sceso dalla sua torre d’avorio e si sia rimesso in gioco, anche se per soli pochi minuti, potrebbe significare che magari è un po’ stanco di fare il modello, di trastullarsi con i rough mix del vecchio catalogo e di andare alle fiere del disco con Ross Halfin.

http://www.rollingstone.com/music/news/jimmy-page-jams-rock-and-roll-with-nirvana-gnr-members-at-emp-tribute-20151120?page=2

Jimmy Page Seattle 19 nov 2015

Enrico Deregibus “FRANCESCO DE GREGORI – Mi puoi leggere fino a tardi” (Giunti editore – Euro 16,50) – TTTT½

19 Nov

Ho parlato poco di lui qui sul blog, ma DE GREGORI è uno dei miei padri putativi; oddio, padre forse no, nemmeno fratello, con un fratello non credo sarei andato d’accordo, in definitiva forse lo vedo come un sorta di me stesso con dieci anni in più fatto salvo l’enorme talento che lui ha nello scrivere canzoni, nel cantare, nel riassumere ed avere pensieri intellettuali di lignaggio supremo, di essere artista a tutto tondo insomma.

Solo oggi mi sono deciso a leggere una sua biografia, ho sempre preferito non sapere e tenermi l’immagine che mi ero fatto di lui già dal lontano 1978, anno in cui uscì l’album DE GREGORI (il quinto a suo nome), quello di GENERALE, NATALE, RENOIR, RAGGIO DI SOLE, il ’56, DUE ZINGARI, disco che mi appartiene tanto quanto LZ IV, BRIAN SALAD SURGERY, STRAIGHT SHOOTER tanto per intenderci.

E’ un po’ che mi frulla per la testa un articolo per il blog su di lui, questa biografia potrebbe essere la scintilla giusta.

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E’ davvero un bel libro questo. Come mi capita da un po’, all’inizio faccio fatica ad adeguarmi allo stile dell’autore (in questo caso ENRICO DEREGIBUS…qualche nota su di lui nell’immagine qui sotto), ma poi trovata la chiave di volta proseguo spedito. E’ una bella prosa quella di DEREGIBUS, forse inusuale ma per nulla pesante. Riuscitissima la mossa di mettere in parallelo la storia di FDG con gli avvenimento sociali, politici e culturali dell’epoca.

La biografia di un uomo di spessore è sempre interessante, anche per chi non è fan in senso stretto. Bello vedere, attraverso gli anni e attraverso le dichiarazioni  i cambiamenti di umore, di pensiero, di visione della vita. Certo, è una cosa naturale, ma devi essere intellettualmente onesto per andare incontro al cambiamento che ti riguarda in prima persona, mica tutti ne hanno il coraggio, la voglia, la predisposizione.

Il libro ha 352 pagine e purtroppo nemmeno una foto, ma vista la situazione attuale della editoria italiana (soprattutto quella musicale) è giù tantissimo che ancora escano biografie di musicisti.

Non male scoprire che DE GREGORI ha indicato in STAIRWAY TO HEAVEN la canzone che più di ogni altra avrebbe voluto scrivere.

Bello anche avere la conferma di quanto FRANCESCO fosse attento alla qualità della canzone d’autore e delle situazioni promozionali con cui doveva confrontarsi. Di quanto fosse importante l’impegno civile, politico, di pensiero.

In ultimo, le canzoni. Rileggerne i titoli, i piccoli aneddoti ad esse collegate, le storie è davvero una gioia. Almeno per me che i cantautori li ho sempre avuti dentro, e che il termine “cantautori” si identifica prima di tutto con il nome FRANCESCO DE GREGORI.

Consigliato.

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Sinossi:

Un libro ricchissimo, pieno di storie e aneddoti, scritto con puntiglio e vivacità, che segue il percorso di De Gregori dai primi anni ’50 della sua infanzia agli esordi nei piccoli locali romani, da Rimmel, uno dei dischi basilari nella storia della nostra canzone, alla tournée con Lucio Dalla del 1979, fino a Titanic e ai dischi della maturità. DeGregori parla tra virgolette, ripreso da centinaia di interviste rilasciate negli anni, ma i suoi amici e collaboratori sono stati intervistati uno a uno appositamente per quest’opera: Antonello Venditti, Fiorella Mannoia, Ernesto Bassignano, Mimmo Locasciulli, Giovanna Marini.