ARIANNA ANTINORI “Arianna Antinori” (2015) – TTTT

26 Ott

La Antinori è una blues singer che segue le orme di JANIS JOPLIN. Nel 2010 vince il contest ”Cheap Thrills: You – inspired by Janis Joplin indetto dalla famiglia della Joplin con la sua versione di MERCEDES BENZ, si esibisce quindi in Italia come special guest dei BIG BROTHER AND THE HOLDING COMPANY e gira la penisola con la sua band, i TURTLE BLUES.

Collabora con un paio produttori/arrangiatori/musicisti con cui confeziona il suo primo album, uscito in forma “ufficiale” proprio quest’anno.

Il disco è molto buono, si sente che Jean Charles Carbone e Marco Fasolo sono professionisti, a parte un paio di ospitate sono loro due che suonano e coordinano il tutto, scrivono anche la maggioranza dei pezzi, dove Arianna collabora ai testi. GIVE è molto attuale per essere nel contesto di cui parliamo, Rock classico trattato con raffinati atteggiamenti garage, un po’ alla JACK WHITE quando scrive pezzi per le colonne sonore dei film di 007. Convintissima AA mentre canta.

Arianna Antinori - photo Cristina Arrigoni

Arianna Antinori – photo Cristina Arrigoni

FOR MY FRIENDS è un bella ballata a tratti Lennoniana, il testo mi sa che sgorga limpido dal cuore di Arianna. Nel cantato lo spirito di JJ si leva libero. YOU KNOW è un blues-rock fuori squadra che si fa ascoltare volentieri, a cui segue un altro blues, questo più scarno e sonnambulo, su cui la Antinori richiama a sé anche l’ombra di BILLIE HOLIDAY.

Arianna Antinori

CAN’T BE THE ONLY ONE è un pezzo che DAVID GETZ (drums & piano dei BIG BROTHER and the HOLDING COMPANY ) compose a suo tempo e su cui JANIS scrisse il testo (senza mai riuscire a cantarlo). E’ un bel brano e Arianna lo canta da par suo.

arianna antinori CD 020

In I SEE YOU, scritta con l’aiuto di M.De Pretto, si prosegue col mood che si è voluto dare al disco con qualche eco Beatlesiano in più. SHUT UP è il singolo. La tuba di Luca Moresco lo trascina verso territori inusuali; il tutto è molto godibile…e non è una cosa scontata con brani scritti a quattro mani (oltre ad Fasolo, Carbone e Antinori qui si è aggiunto anche M.Lazzarin).

arianna antinori CD 019

Chiude il disco THE RIVER’S END, scritto da Fasolo/Antinori è il classico brano lento e riflessivo che funge da chiusura in certi album. Mi piace tanto, ma proprio tanto. Bravissima, bravissima Arianna. L’ho ascoltato sette (sette!) volte dietro fila.

Questo è un disco un po’ strano… l’amore puro e sincero che AA nutre per JJ  giustifica i tanti echi del deja vu legato all’epica Jopliniana, però quando Arianna si allontana un momento da questo sentimento e, pur senza negarlo, coglie l’esatta essenza di sé, salta fuori una cantante originale e coi fiocchi per cui è facile perdere la testa. I tempi sono difficilissimi musicalmente (e non solo) parlando, ma chissà… il futuro di Arianna potrebbe essere luminosissimo.

Arianna Antinori - photo Cristina Arrigoni

Arianna Antinori – photo Cristina Arrigoni

PS: Abbiamo intervistato ARIANNA, a seguire sul blog…

ClayToRide “Glass Vessels” (2015)

23 Ott

Il rapporto del blog con i ClayToRide è un po’ strano. Ci siamo incontrati lo scorso anno in occasione dell’uscita del loro primo album

CLAYTORIDE “For His Wine & Chamber” (LSD 2013) – TTT½

e, malgrado il genere del blog sia lontanuccio dall’AlternativeRock/PostGrunge proposto dal gruppo, siamo rimasti in contatto. Sulla loro pagina facebook si legge di amici loro (punk) che odiano i bluesmen, a prima vista sarebbe un altro motivo per cambiare strada, ma in gioventù sono stato una specie di punk rocker anche io dunque capisco e sorrido alle iperbole che porta la giovinezza; e poi, sotto sotto, detto tra noi, benché questo sia un blog per l’uomo di blues, i bluesmen (e il blues) come sono intesi oggi dalla maggioranza delle persone, ci annoiano a morte.

ClayToRide - Glass Vessels

GLASS VESSELS è il nuovo lavoro dei ClayToRide (leggetelo un po’ come vi va ‘sto nome).

I pezzi che mi sono piaciuti di più sono LORDS OF THE NIGHT, un bel disegno di chitarra su una ritmica ostinata, con melodie e sviluppi un po’ sghembi ma efficaci, LADY MANIA che è più riflessiva e OVERLOOKING che è dominata da un malinconico e freddo giro di chitarra che la rende magnetica. Interessante anche SOLIDAD BARCELONA. THIS TOWN è il brano che hanno messo su video. L’inizio si basa su un giro usatissimo nel Rock tradizionale, ma il gruppo lo ridipinge secondo colori più attuali. Niente male davvero questa formula.

ClayToRide Glass vessels

I ClayToRide sono Stefano Sartori, Maick Thiella e Matteo Tretti.

Questa loro pagina facebook: facebook.com/ClayToRide

https://claytoride.bandcamp.com/album/glass-vessels

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TOM KEIFER live in Bologna, Zona Roveri, 17 oct 2015 – TTTT

21 Ott

Nel 2011 mi persi incredibilmente i CINDERELLA all’Estragon di Bologna, non avevo saputo della data italiana e me ne rammaricai a lungo, così drizzai le orecchie e grazie alla maggiore attenzione oggi eccomi qui ready to go per il Zona Roveri di Bologna. Con me, la groupie, Lele, Jaypee e la sua groupie.

A1, tangenziale e poi viali di zone industriali. Arrivo ore 19,30 circa, discreta fila composta da glam metal rockers. Decidiamo di andare a cena. Una lunga camminata e siamo al Sakura, ristorante giapponese dove mangio i migliori spaghetti di riso ai gamberetti di sempre. Di nuovo al Zona Roveri. Entriamo, 10 minuti per fare la tessera Arci, poi sostiamo nella zona esterna all’ingresso. Sembra di essere a Los Angeles nel 1987. La cura con cui certi rocker si sono agghindati è commovente. Birra per Lele, birra per Jaypee, una Amaro Del Capo per me.

Lele/Tim/Jaypee - Tom Keifer Bologna 17/10/2015 - Photo Saura T

Lele/Tim/Jaypee – Tom Keifer Bologna 17/10/2015 – Photo Saura T

Mentre sorseggiamo i nostri drink Jaypee mi fa: “Sai Tim, in questi giorni per lavoro sono andato varie volte a Biella, mi sono riascoltato il nostro cd (CATTIVA COMPAGNIA “All’Incrocio” del 1999 ndtim) e devo dirti che era proprio un gran bel lavoro.” Jaypee aggiunge altri commenti lusinghieri che non voglio riportare qui. Lo abbraccio in memoria di quei bei tempi andati.

Dopo un minuto sento uno che mi chiama “Tim!!! Ma ci sei anche tu? “… è quel bel delinquente di FAUSTO SACCHI, l’ex cantante della CATTIVA che partecipò a quel progetto. Quando si dice “sotto il segno del blues”! Ci abbracciamo e brevemente rimembriamo quei tempi cantando all’unisono il testo di VENGO A PATTI COL DEMONIO.

Tom Keifer Bologna 17/10/2015 - Tim-Faust-Jaypee - Photo saura T.

Tim-Faust-Jaypee – Tom Keifer Bologna 17/10/2015 – Photo Saura T.

Attendiamo che il gruppo spalla finisca ed entriamo. Il ZONA ROVERI è un capannone industriale, mi dico che la acustica non deve essere un granché, ma il resto mi pare ottimo. Nemmeno in tempo di togliermi la giacca che si avvicina un rocker: “Sei Tim Tirelli? Ti seguivo su Metal Shock, ora ti seguo sul blog. Grazie per avermi fatto scoprire la BAD COMPANY”.

Loris, Loris, se sapessi che piacere mi hanno fatto le tue parole. MICK RALPHS e PAUL RODGERS dovrebbero girarmi un po’ di royalties, se in Italia esiste qualcuno con il morbo BAD CO, un po’ è anche (de)merito mio.

LELE e JAYPEE si eclissano al bar, giusto il tempo di tornare e TOM sale sul palco. FALLIN’ APART AT THE SEAMS con KEIFER che ci dà di slide, non potevo chiedere di meglio. LONG COLD WINTER è l’album dei CINDER che preferisco e uno di quelli degli anni ottanta che ho amato di più.

Eccolo qui, dunque, TOM KEIFER, figura a me carissima. Ritorno indietro di 29 anni, rivedo l’album NIGHT SONGS di un gruppo a me allora sconosciuto arrivare nella top five americana. Subito mi sembrano influenzati dagli AC/DC, ed è vero, ma a scavare con più cura le influenze di LED ZEP e AEROSMITH vengono ben presto allo scoperto. L’anno dopo è il momento di LONG COLD WINTER, e mi ci immergo completamente. Il genere glam metal non è esattamente my cup of tea ma TOM KEIFER fa la differenza e me ne innamoro subito. Metà STEVEN TYLER, metà JIMMY PAGE (ma con un personalità tutta sua ben definita), potevo esserne immune?

Tom Keifer Bologna 17/10/2015 - Photo TT

Tom Keifer Bologna 17/10/2015 – Photo TT

Lo guardo a tutt’occhi quest’uomo della Pennsylvania, pochi giorni dividono le nostre date di nascita ma l’amore per certo Rock e certe rockstar fa di noi fratelli gemelli (peccato che lui sia fighissimo e io no). E poi mi piace perché già alla metà del primo pezzo sembra stravolto dalla fatica, cosa che capita anche a me in quei due-tre concerti che faccio ogni tanto. Lo sento vicinissimo il vecchio TOM.

Tom Keifer Bologna 17/10/2015 Photo TT

Tom Keifer Bologna 17/10/2015 Photo TT

Saremo in 400, forse 500, ci si muove con comodità. Parte SOMEBODY SAVE ME e la groupie, sebbene non conosca perfettamente la storia di KEIFER, sembra in estasi. Io e Lele ci guardiamo, abbiamo entrambi la pelle d’oca, non tanto per il pezzo, ma per il fatto di essere lì a vedere il vecchio TOM, che mantiene il ritmo altissimo con SHAKE ME.

E’ poi il momento di HEARTBREAK STATION, Lele si commuove (nella maniera in cui può commuoversi un batterista) e canta il pezzo; anche se finalmente assisto ad un concerto in cui pochissimi fanno foto o usano il cellulare, faccio un filmatino…

Prima di DON’T KNOW WHAT YOU GOT (TILL IT’S GONE) c’è il siparietto in cui TOM telefona a sua moglie Savannah (La signora Keifer ha subito una operazione e non ha potuto seguire il tour) per farle ascoltare il pezzo cantato dal pubblico. Filmo uno spezzone dell’assolo…

Tra una canzone e l’altra dei CINDER, TOM propone qualche pezzo dal suo album solista, pezzi che non sono male, ma naturalmente sono quelli del gruppo originari a cui tutti ci aggrappiamo, tipo NOBODY’S FOOL.

Dal vivo NIGHT SONGS mi pare ancora più simile a ROUND AND ROUND degli AERSOMITH.

In COMING HOME LELE torna a cantare, i momenti sentimentali dei batteristi sono da vedere; tutti a ballare con SHELTER ME e il concerto termina.

Tom Keifer Bologna 17/10/2015 Photo TT

Tom Keifer Bologna 17/10/2015 Photo TT

Il bis è composto da IT’S ONLY ROCK AND ROLL dei ROLLING STONES che però non funziona, la band non sembra avere l’approccio giusto, nessuna dinamica, nessun groove. Da dimenticare. A seguire WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS dei BEATLES versione JOE COCKER (quella del 1968 con PAGE alla chitarra), piuttosto buona.

Si chiude con GYPSY ROAD che cantiamo più o meno tutti. I saluti poi giù il sipario.

Tom Keifer Bologna 17/10/2015 Photo TT

Tom Keifer Bologna 17/10/2015 Photo TT

90 minuti, durata perfetta. Buona band, ottimo KEIFER, bella scaletta, buone vibrazioni.

Tom Keifer Bologna 17/10/2015

Tom Keifer Bologna 17/10/2015

Rimaniamo ancora un po’; incontro FRANK PAULIS (cantante/bassista di FANGO, ELECTRIC CIRCUS, PERFECT VIEW) e l’immancabile glam metal rocker modenese LUCIANO TOMASSIA.

Tom Keifer Bologna 17/10/2015 - Frank & Tim - Photo saura T

Frank & Tim – Tom Keifer Bologna 17/10/2015 – Photo Saura T

Ce ne andiamo prima che il ZONA ROVERI si trasformi in discoteca. Noi usciamo e un masnada di ragazzi e ragazze giovani entra, questione d’età I suppose.

Tom Keifer Bologna 17/10/2015

Di nuovo in tangenziale, in autostrada e poi a casa. Siamo così carichi che iniziamo a fantasticare di mettere in piedi una tribute band dei CINDERELLA, io potrei cambiare nome e farmi chiamare Tim (S)Keifer.

TOM KEIFER set list Bologna 2015

Sono solo gli effetti dell’ora tarda e delle due serate consecutive spese a vedere concerti. Domani mi passerà, ma intanto, per stasera, TOM KEIFER IS GOD.

RICH ROBINSON, Live in Modena, Off, 16 oct 2015 – TTT½

19 Ott

Ci siamo io e Lollo Stevens in questo venerdì sera denso di foschia tra le grinfie del blues. Alle 22 siamo all’OFF, rock club Modena, sito sotto ad un cavalcavia, non distante dalla MASERATI. Porgiamo all’addetto i nostri biglietti, numeri 001 e 002, ed entriamo.

Ticket Rich Robinson

L’OFF è il tipico music club di sinistra: atmosfera cupa, organizzazione tutto sommato attenta, Rock alternativo. Mi chiedo perché il Rock a sinistra debba sempre essere alternativo. Stessa cosa per i gruppi Rock chiamati alle feste dell’unità. Quasi tutti i miei amici sono di sinistra, e tutti non amano quel genere…e basta con questi luoghi comuni, questo dover essere a tutti i costi assoggettati alle nuove tendenze! Fine della rivendicazione, anche perché stasera c’è RICH ROBINSON che proprio alternativo non è.

Tra gli avventori incontriamo ROBBY di Dischinpiazza (l’unico negozio di dischi di Modena), DAVIDE COCCONCELLI (sublime cantante chitarrista della Mutina-Regiun County che assomiglia sempre più al JOHN BONHAM figo dei primi anni dei LZ) e WILKO dei RATS. Wilko mi racconta delle volte (quattro) che ha visto BLACK CROWES e mentre lo fa gli si illuminano gli occhi.

Speravamo che ROBINSON si presentasse con la band, ma il palco è spoglio, c’è un solo ampli per chitarra e qualche effetto. D’altra parte è logico, stasera saremo in 150, forse 200, pubblico troppo esiguo per poter ammortizzare il costo di una band.

A fare a support act c’è tal JOHN HOGG che ci intrattiene – da solo con la chitarra –  per quaranta minuti con brani originali e RISE dei PIL

Rich Robinson Modena 16/10/2015 - photo TT

Rich Robinson Modena 16/10/2015 – photo TT

Arriva poi sul palco RICH ed è un’emozione vederlo lì a pochi metri da noi. ROBINSON mette in scena il sound di Atlanta, o comunque della Georgia, quello dell’immaginario collettivo di rockettari come noi. Il sound fuoriesce da chitarre di pregio, in particolare la Gibson Hummingbird è quella che mi ruba il cuore. RICH presenta in massima parte pezzi dai suoi album solisti, quasi tutte le canzoni sono in accordatura aperta, dunque sviluppo, melodia e arrangiamento tendono a ripetersi.

Mediante un effetto a pedale, durante certi pezzi, ROBINSON registra un pezzetto di accompagnamento che poi manda in loop improvvisandoci sopra. Sono assoli degni di nota, efficaci, carini, ma è tutto il lavoro di chitarra che convince, così come la voce, davvero una sorpresa.

Rich Robinson Modena 16/10/2015 - Photo TT

Rich Robinson Modena 16/10/2015 – Photo TT

L’unico problema è che il suo spettacolo dura un’ora e quaranta minuti, davvero troppo per un concerto solo chitarra. Tra i brani proposti anche BLUEBIRD di STEPHEN STILLS.

Ad un certo punto si avvicina al microfono: “this is a JIMMY PAGE song” e si lancia in una versione di WHITE SUMMER / BLACK MOUNTAIN SIDE / BLACK WATER SIDE. Diavolo d’un RICH, anche tu non riesci a contenere la tua ammirazione per il DARK LORD.

Due i pezzi dei BLACK CROWES, tra cui OH JOSEPHINE …

Rich Robinson - Scaletta concerto di Modena 16-10-2015 - foto TT

Rich Robinson – Scaletta concerto di Modena 16-10-2015 – foto TT

RR si prende un bel 7 e il voto sarebbe stato più alto se si fosse presentato con la band o avesse tenuto lo show più corto. Spero di rivederti RICH, sembri davvero uno di noi.

SOPRAVVISSUTO – THE MARTIAN (Ridley Scott 2015) – TTT½

16 Ott

Mi dicono che “L’uomo di Marte” di Andy Weir sia un libro avvincente e molto bello, libro da cui è tratto il film SOPRAVISSUTO – The Martian di Ridley Scott.

La trasposizione sul grande schermo tende inevitabilmente ad annacquare il pathos narrativo, dovendo condensare il tutto in un paio d’ore, così in questo caso il soggetto ridotto al minimo di questo film non è che sia proprio rivoluzionario o incredibile, tutt’altro, ma il connubio fantascienza-Ridley Scott è qualcosa a cui non ci può sottrarre.

Amo il genere, amo la saga di ALIEN, dunque eccomi qui in questo tardo pomeriggio di sabato in un multisala di Herberia pronto a godermi l’ultimo film di Mr Ridley.

Poster-The-Martian

 

Alla fine esco dal cinema soddisfatto, nulla di straordinario forse, ma il film regge piuttosto bene, Scott fa quello che sa fare e cioè rendere cinematografica una storia, che, come detto, in questo caso non è nulla di speciale. Forse però anche in questo sta la forza del film, la storia in questione è verosimile, la fantascienza applicata a quello che potrebbe essere il quotidiano (nella accezione più ampia del termine) tra qualche lustro.

Le riprese in esterno sono suggestive, a tratti evocano certi grandi western del passato, a me è venuto in mente SENTIERI SELVAGGI. Lo spirito di sopravvivenza e di adattamento dello scienziato-biologo Mark Watney è lo stesso di quello di altri personaggi di romanzi del passato, riadattato per il prossimo futuro. E’ la caparbietà del protagonista forse il punto focale del film, a cui fanno da contorno l’affascinate scenografia, le navicelle spaziali, gli interni della base e del mezzo di trasporto.

Forse avrei preferito un’atmosfera più profonda e torbida, quella a cui ci aveva abituati Scott con ALIEN, BLADE RUNNER e PROMETHEUS; in certi momenti il film diventa quasi scanzonato e il contrasto con la situazione e col genere mi pare un po’ fuori luogo (anche la colonna sonora composta da brani di disco-music, nel film appartenuti al bagaglio di un altro membro dell’equipaggio, sembra forzata). Aleggia come sempre un po’ di retorica americana, è un riflesso fisiologico in questo tipo di produzioni, ma probabilmente meno di ciò che ci si aspetta. L’unico vero brivido lo si prova verso la fine, ma a dispetto di ciò THE MARTIAN rimane una visione piacevole. Due ore spese bene.

Biglietto THE MARTIAN

 

CROSBY STILLS & NASH, Padova, Gran Teatro Geox, 3/10/2015

14 Ott

Il Gran Teatro Geox di Padova è un buon posto per vedere i concerti, 2500 posti, comode poltroncine, bagni eleganti e puliti, security e commesse e commessi sempre presenti, speaker che intrattiene il foyer, carrelli con liquori e dolci disponibili durante l’intervallo tra primo e secondo atto, non ci sarebbe niente da dire, se non che stavolta mi sembra un po’ troppo fighetto. Sarà perché stasera suonano CROSBY STILLS & NASH, ma mi sento un po’ come DON HENLEY quando notò un adesivo dei GRATEFUL DEAD sul parafango di una Cadillac.

Ad ogni modo sono qui con la groupie, dopo aver percorso un tratto della A1 e quindi la Bologna-Padova (nel car stereo, WHO BY NUMBERS e VIAGGI E INTEMPERIE di IVAN GRAZIANI).

Arriviamo verso le 19,15. Decidiamo di mangiare qualcosa nei bar all’esterno del GTGeox. Due coche, una porzione di patatine e un panino 16,50 euro. La prossima volta mi porto qualcosa da casa. Ben presto incontriamo i nostri amici di Bologna: Gianluca, Gabry e compagnia. Con loro anche Frappé Freddo Manfredi, un amico, gran appassionato di concerti Rock, che rivedo dopo tanto tempo. Con lui alcune delle mie avventure Rock più interessanti (Londra 1981 con fermata alla Swan Song dove chiacchierai un po’ con la segretaria di allora – Parigi 1983 con capatina al Pére Lachaise per un saluto a JIM MORRISON).

Il teatro è ancora vuoto, noi siamo in 15esima fila o giù di lì, un posto niente male, in linea con  STILLS.

CS&N Padova Gran Teatro Geox 3/10/2015 - photo TT

CS&N Padova Gran Teatro Geox 3/10/2015 – photo TT

La groupie si intrattiene con alcuni amici prog-head; mi tengo a distanza, mi fanno paura quelli che sono costantemente su Youprog (© gabry martelli). Un avventore vede la maglietta dei MAGMA che indossa Gabry e quasi sviene dall’emozione. Mi arrivano echi dei discorsi che la groupie sta facendo con gli altri che in gran parte sono musicisti; la sento dire “quello è Tim, il mio chitarrista, è un creativo”. La groupie intende che sono uno che scrive pezzi, ma rabbrividisco. La parola “creativo”, per come è intesa oggi, mi infastidisce. Certo la cosa ha a che fare col mio lavoro. Tutti si sentono creativi e quelli che enfatizzano la cosa li trovo insopportabili. Ci sono poi certe nase che ogni tanto mi ritrovo in riunioni in cui sono coinvolto, che fan venire il mal di testa. Sia chiaro, queste mie considerazioni nulla hanno di omofobo, io disdegno pure gli eterosessuali maschi che fanno i macho men e le eterosessuali femmine che fanno le panterone; ma le nase che spingono senza ritegno sugli accenti effeminati del loro essere gay creativi diventano una macchietta e non li reggo.

La correggo subito “se proprio vogliamo… semplicemente scrivo canzoni”. Quello con cui sta parlando, bassista in una tribute band di un famoso gruppo prog, dice “Ah io invece non voglio fare una sola nota diversa da quelle dei Genesis”. Scuoto la testa, mi allontano. This is the end.

Penso al concerto di stasera. Non ho voluto sbirciare sulla rete o su youtube scalette e spezzoni di concerti precedenti. Non mi aspetto granché, Crosby ha 74 anni, Stills 70, Nash 72, visto quello che hanno passato temo siano un po’ bolliti.

CSN Biglietto Padova 2015

Ma poi entrano in scena e la mia percezione cambia. CARRY ON convince fin da subito. Certo, sono in sette a cantare, ma la prima impressione è ottima.

CS&N Padova 17-10-2015 - photo Saura Terenziani

CS&N Padova 17-10-2015 – photo Saura Terenziani

Con MARRAKESH EXPRESS mi viene il primo groppo in gola. Tutti sono lì per CROSBY, io per STILLS o almeno credo, perché poi le canzoni che mi fanno piangere sono quelle di NASH.

Terzo pezzoLONG TIME GONE:

Il pubblico è caldo, molto di più rispetto a quello presente lo scorso anno in occasione del concerto degli YES. STILLS non mi delude, suona la chitarra da par suo. Qualche sbavatura, ma si vede che suona col pisello imbizzarrito. Mi piace un sacco come fa gli assoli, non sai mai cosa può succedere, è sempre sull’orlo del precipizio, la tensione è alta, le cose che dice con la chitarra parecchio interessanti. Altroché l’ERIC CLAPTON di questi ultimi lustri!

CATHEDRAL mi riporta alla giovinezza, è l’album del 1977 quello che ho vissuto in diretta e questa la canzone che le radio libere trasmettevano senza sosta …

Mi sgorga ben presto il pensiero che spesso faccio con PICCA: STILLS gioca a fare il duro, il capo, CROSBY può anche essere il riferimento, ma chi davvero dirige – magari in sordina – è NASH.

OUR HOUSE… mi commuovo, a stento trattengo le lacrime, per la bella semplicità della canzone, per il bel quadretto di vita famigliare tra un uomo, una donna e i due gatti nel cortile, per quello che significava la speranza di un mondo migliore, per la semplice felicità del vivere, per l’essere giovani con tutta la vita davanti. Grazie GRAHAM.

Gli splendidi intrecci di chitarra di DEJA VU sembrano trasportarmi verso altre galassie, e non lo dico tanto per dire, per enfatizzare la cosa, ma per descrivere l’effetto che certa musica ha su di me. CROSBY è forse la sorpresa più grande della serata: pensavo fosse cotto e invece mostra un lucidità e una bravura che davvero non mi aspettavo.

L’atteggiamento dei tre è pacato, sornione, a tratti distaccato… ma con sentimento. Ne hanno viste e fatte di cotte e di crude, lo percepisci che sono tre experienced men, ma non sono interessati a farlo pesare, la loro statura artistica è notevolissima eppure si pongono con naturale tranquillità. Sembra si relazionino col noi in maniera riservata, ma non fredda, si capisce che ogni tanto sono genuinamente colpiti dalla reazione del pubblico.

Tra le tre canzoni nuove presentate quella che mi è rimane più in mente è quella di NASH, ma quella che apprezzo di più è quella di CROSBY …“una canzone d’amore di un uomo vecchio per una donna vecchia”.

Ottima la band: Shene Fontayne, chitarra, Russ Kunkel, batteria, Kevin McCormick, basso, James Raymond (figlio di Crosby), tastiere, e Todd Caldwell, organo. In alcune canzoni ci sono approfondimenti strumentali che sono strabilianti, la psichedelia di buon gusto sale in cattedra e ci trascina tutti in una entusiasmante lezione su come debba essere il Rock. Alcune verticalizzazioni musicali sono di una bellezza assoluta. Rimango estasiato.

CS&N Padova Gran Teatro Geox 3/10/2015 - photo TT

CS&N Padova Gran Teatro Geox 3/10/2015 – photo TT

Arriva poi il momento di ALMOST CUT MY HAIR e il Gran Teatro Geox esplode. Mi ha sempre incuriosito la dedizione di tanti verso CROSBY, la devozione senza mezzi termini che quest’uomo scatena. La canzone è uno dei simboli della controcultura della fine degli anni sessanta, la colonna sonora del cambiamento che fu, uno dei punti di riferimento del “Rock contenutistico” (©Picca). Quante volte la avrà cantata CROSBY? Migliaia? Eppure la affronta con una determinazione che incanta, con una voce che è ancora forte, vibrante, profonda. Che musicista meraviglioso! Alla fine riceve una standing ovation. Mi guardo intorno e mi chiedo se i 2500 fan che lo stanno acclamando sono 2500 liberal e progressisti in linea con gli stessi valori e le stesse visioni. Cambio subito pensiero, non voglio ascoltare la risposta che ho dentro di me.

Così preferisco riflettere sul fatto che DAVID CROSBY sarebbe una ottimo presidente della Repubblica Italiana: un vecchio saggio esperto di vita come pochi, pieno di ideali ma al contempo sgamato a sufficienza per affrontare qualsiasi situazione con il giusto atteggiamento e coerenza.

Siamo verso la fine, i più esagitati mollano gli ormeggi, lasciano i loro posti e corrono sotto al palco. Lo fanno anche le due nuffie che ho davanti, due ragazzotti esagitati che esplodono ad ogni accenno di nuova canzone, come se non si aspettassero nessuna delle canzoni presentate stasera. Mah.

Chiudono con SUITE JUDY BLUE EYES, il doo doo doo doo doo, doo doo doo doo doo doo doo doo doo doo doo, doo doo doo doo finale è cantato a 2500 voci. Quite a treat!

Siamo gli ultimi ad uscire, per un po’ ci appostiamo vicini ai pullman, ma nessuno si fa vivo, così salutiamo tutti e ce ne andiamo.

CS&N Padova Gran Teatro Geox 3/10/2015 - photo TT

CS&N Padova Gran Teatro Geox 3/10/2015 – photo TT

Ci buttiamo sulla Venezia-Milano per poi virare sulla Brennero. La groupie si appisola mentre io sono alla guida della freccia gialla di Borgo Massenzio. Amo guidare di notte sulle autostrade, quando l’appetito sentimentale si attenua e sfuma verso un qualcosa di più razionale e lucido, seppur dai contorni Blues.

Rifletto sul concerto. Tempo fa qui sul blog qualcuno scrisse in un commento che “sarebbe ora di considerare il Rock solo un genere musicale”… non sono naturalmente d’accordo col lettore che scrisse questa frase, penso anzi che quello sia uno dei concetti più deprivanti che abbia mai letto; il Rock non è solo un genere musicale, il Rock – quello vero e profondo – ha significati che vanno al di là dell’aria sonora che noi chiamiamo musica. Il Rock ha, spesso, dei contenuti che lo rendono forma di comunicazione di sostanza assoluta, e dunque motore per possibili cambiamenti sociali e culturali. Lo si è visto stasera: oltre a sublime metodo di intrattenimento, il Rock, questo tipo di Rock, è il senso della vita stesso, la sintesi suprema tra pancia e mente, il vento capace di cambiare i pensieri e i comportamenti degli esseri umani, uno degli stratagemmi di livello più alto che l’uomo ha elaborato per cercare di sfuggire ai blues feroci legati all’inspiegabile mistero della vita.

Dunque, long live CS&N.

Now and Then: la fanciulla bionda imprigionata nel castello

9 Ott

La fanciulla bionda imprigionata nel castello e salvata dal cavaliere errante, chi è che tra i cultori del film THE SONG REMAINS THE SAME che non se la ricorda? Oggi Victoria fa la pittrice. Qui sotto una considerazione sulla sua partecipazione al film dei LZ (presa dal suo sito):

“An American girl from the south played the part of the princess in the tower. I was working in London as a model and was booked for the job by my agency, Models One. I don’t really know why I was cast, but I suspect it was my hair – I did a lot of cosmetics and hair product ads back in the day. I wasn’t an actress. Doing editorial pages for English Vogue, Queen and Honey meant more to me in terms of my career.
At the time the shoot was not a big deal to me – just another day of work. Who knew the age of the Internet would extend the movie’s shelf life from a couple of years to eternity? My on screen time only lasts a few minutes. It took longer for the hair people to get my straight hair curled with tongs than it did to do the take. I was told to ‘look at the camera and don’t smile.’ Mostly I stood around and tried not to wrinkle the costume.
Post-modeling career, I was a journalist for 20 plus years and have been a fine art painter since 2001. Every now and again someone does a Google search, and emails me from my website, asking if I did the movie.
My kids get a kick out of it. Two of them work in the film business and often the director of photography is familiar with it.
The Song really does Remain the Same in the age of Google and Youtube. Glad you have fond memories of the film”

RP & Virginia Parker sul set di TSRTS (courtesy of Sean Atkinson - the Richard Cole A.S.)

RP & Virginia Parker sul set di TSRTS (courtesy of Sean Atkinson – the Richard Cole A.S.)

Virginia appare verso il minuto 5:00:

RP combatte al Raglan Castle

RP combatte al Raglan Castle

Raglan Castle, Monmouthshire, Wales.

Raglan Castle, Monmouthshire, Wales.

Virginia Parker oggi

Virginia Parker oggi

Virginia Parker oggi

Virginia Parker oggi

 

Sul costo dei dischi now and then… di Picca

7 Ott

Io e Picca fuori blog ci confrontiamo spesso, il nostro amore sconfinato per il Rock ci porta spesso su sentieri dove nevrosi, ossessioni, compulsioni sono di casa. Oggi, mentre sono qui in ufficio che cero di lavorare e di portare avanti questa esistenza blues e che in cuffia ascolto i TUDOR LODGE,

scambio considerazioni con lui sul messenger di Facebook a proposito del costo dei dischi di oggi e di ieri. La sensazione è che i dischi ieri costassero meno, così il Pike boy decide di fare una veloce verifica. Probabilmente di matematica ed economia capiamo poco entrambi, ma la novella che sgorga dalla maruga di Picca è troppo carina per dimenticarla ad asciugare nel backyard del messenger di FB. Così, signore e signori, diamo il benvenuto una volta di più su questi palchi al Polygram recording artist, Picca.

Nel 1979 il giovane Tim Tirelli ha 10’000 lire in tasca che bruciano. La nonna ha appena smollato la fragrante banconota  e Tim ha una chiara idea della destinazione finale del deca: è appena uscito In Through The Out Door dei Led Zeppelin, suo gruppo preferito. Il giovane Tim si reca come un nibbio in assetto bellico nel primo negozio di dischi che capiti a tiro.

 

Peecker Sound

Entra, estrae la diecimila, acquista il Graal del momento e riceve 2000 lire di resto. Va a casa e gode come un riccio. Nel 2015 l’ancora giovane Tim Tirelli vorrebbe acquistare la nuova ristampa in vinile 180 grammi di In Through The Out Door. Fa una capatina su Amazon e scopre che costa la bellezza di 23 dollari e 99 cents. “Porca paletta” – esclama – “ma è carissimo! Che due palle questo revival vinilitico. Il CD costa la metà ma io voglio il long-playing. 24 dollari per un disco?? Discografici di merda, che vadano a cagare…”

Ma poi un bel giorno, il suo amico Picca che non ha un cazzo da fare e si trastulla con scemenze legate al Classic Rock, smanettando un Calcolatore di Inflazione scopre, con massima sorpresa, che nel 1979 8’000 lire corrispondono, più o meno, a 31 euro e 50 centesimi, praticamente 35 dollari. Morale della favola: oggi i dischi, rispetto al 1978, costano molto meno. Per non parlare dei CD. Quando si acquista un doppio CD antologico da 9’90 (vedi Mothership ad esempio), teniamo bene a mente che nel 1979 sarebbe costato 2 mila lire, mentre un doppio lp in offerta all’epoca costava almeno 8000 lire. Sorpresa!

Stefano Piccagliani © 2015

 

 

SCHIO LIFE presents: BRITISH DAY 2015

7 Ott

Schio Life e l’inarrestabile Claudio Canova presentano anche quest’anno il BRITISH DAY che si terrà proprio questo weekend. Questo il programma:

http://www.schiolife.com
BRITISH DAY 2015
IL PROGRAMMA DETTAGLIATO
Sabato 10 ottobre 2015
Ore 16.00: arrivo del London Bus
Ore 16.00: Artisti per strada
Ore 16.00: A day in Georgian England a cura di Giocateatro presso Lanificio Conte
Shakespeare on the Road > Le Ore Piccole
Spice girls calling > Attori in Prima Linea
Ore 16 e 18: Luigi Ciotta > Sweet Dreams : Piazza Rossi
Ore 17.00 Cateaters Pipe Band
Ore 17.00: Antonio Caprarica presenterà il suo libro ” Tanto sesso siamo inglesi” presso Lanificio Conte, moderatori gli scrittori Silvia Seracini e Alberto della Rovere
ore 18.30: Davide Bolla @ Rock brit music > Piazza 4 novembre
ore 20.30: Angel Whine @ Rock brit music > Piazza 4 novembre
Ore 21.00 “Il Fantasma dell’Opera” Musical presso teatro Astra. Biglietti qui www.schiolife.com

Domenica 11 ottobre 2015

Ore 15.00 Greyhound Parade: sfilata di levrieri inglesi
Ore 15.00: Raduno English Bulldogs dal Violaviola
Ore 15.00 Orobian Pipe Band 
Ore 15.00 Artisti per strada
Ore 15.00: conferenza “Scienziati pazzi britannici” a cura del professor Alchemist presso Lanificio Conte
Ore 15.30 Photohunt by PASINI Concorso fotografico organizzato da alcuni alunni del corso turistico dell’Istituto Tecnico Pasini di Schio che proporranno una caccia fotografica in lingua inglese per ragazzi delle scuole superiori e medie
Ore 16.00 Sfilata STEAMPUNK
ore 16.00: Storytime @ Learn with mummy (letture in inglese per bambini 0-6 anni) presso via Pasini
Ore 16: A day in Georgian England a cura di Giocateatro presso Lanificio Conte
Shakespeare on the Road > Le Ore Piccole
Spice girls calling > Attori in Prima Linea
ore 17.00: Plunkake @ Rock brit music > Piazza 4 novembre
ore 18.00: Paul Live @ Rock brit music > Piazza 4 novembre

Sia sabato che domenica

– Scotia shores: danze scozzesi di gruppo con workshop
– Stand gastronomico “Shakesbeer” presso piazza IV novembre
– An apple a day keeps the doctor away… Frittelle di mela per beneficenza pro bambini di Chernobyl
– Children Playground con The London School presso Piazza Falcone Borsellino
– Raduno ed esposizione moto Triumph
– Esposizione auto inglesi a cura di Ermes Formilan
Giovani della Croce Rossa con attività di spiegazione della Croce Rossa e la storia di Florence Nightingale e delle infermiere volontarie inglesi
Ci sarà un bel pò da fare, che ne dici? Ah dimenticavo…Il BRITISH DAY si terrà anche in caso di sole

Contro il proliferare di cofanetti ed edizioni speciali (another Tim & Picca Production)

2 Ott

Fino ad alcuni anni fa i cofanetti e le deluxe edition mi erano essenziali per continuare a vivere. In loro cercavo “il bello” assoluto, la versione definitiva di album che avevo amato. Certo, nell’atto dell’acquisto c’era anche la speranza inconscia di ritrovare le emozioni fortissime provate quando da giovinetto compravo e scoprivo gli album in questione, ma alla fin fine non era male l’idea di avere la registrazione ripulita e la confezione finale di dischi così importanti per me. Poi, si è iniziato a capire che i remaster non sempre erano meglio delle edizioni originali, che si stava cominciando a rimissare gli album (che come dice Picca è un po’ come pensare di sistemare la GIOCONDA con photoshop) e che le case discografiche ormai avevano in mente di ripubblicare tutto in versione deluxe sebbene di materiale aggiuntivo di valore ce ne fosse pochissimo.

Dopo un paio di anni di incertezza circa il da farsi (in cui comunque ho continuato ad acquistare cofanetti e edizioni di lusso) sono arrivato al punto di rottura, la cosa non è più sostenibile, il rigetto di cui sono vittima è fortissimo: non compro più box set, special-deluxe-legacy-il castamassodellcesira edition, non mi interessa più il materiale bonus (se non per quei 5 nomi di cui sono fan in senso strettissimo), quello che voglio è l’album originale senza fronzoli, senza zavorra, pulito, essenziale, nature.

Se mi soffermo a contemplare i miei scaffali contenenti cofanetti ed edizioni speciali non faccio altro che scuotere la testa; prendiamo LIVE AT LEEDS degli WHO.

Live At leeds

Esce nel 1970, primo album dal vivo di una delle più grandi Rock band mai esistite: 4 pezzi nel lato A, 2 pezzi nel lato B. 6 pezzi esplosivi, 40 minuti di cavalcate elettriche, testosteroniche, ancestrali, giovanili, selvagge, in parole povere di Rock, il Rock inteso come Rock. Nel 1995 esce la ristampa a cui vengono aggiunti altri 8 pezzi presi dal concerto, si arriva a 14 brani, compro l’edizione ma l’ascolto, seppur interessante, si fa già meno intrigante. 2001: esce la deluxe edition contenente il concerto completo…33 brani su due cd, il secondo dedicato alla riproposizione di TOMMY. Sì, bello, ma io non lo reggo… vuoi metter con i 40 minuti sensazionali della prima edizione?

CHEAP TRICK AT BUDOKAN, album uscito nel 1978 (in Giappone, e nel 1979 negli Usa) che comprai all’epoca e che amai moltissimo, LP d’importazione giapponese col booklet interno (già allora), una goduria. 10 irresistibili canzoni Rock orecchiabili, grezze, vere, a mio parere bellissime. Uno degli album dal vivo che più amo.

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Già nel 1994 uscì BUDOKAN II con il resto delle canzoni registrate in quei due giorni di fine aprile 1978 con l’aggiunta di tre pezzi presi dal tour del 1979, poi nel 1998 AT BUDOKAN The Complete Recording, 19 pezzi spalmati su due cd. Carino certo, un paio di pezzi sono addirittura all’altezza dei 10 scelti in origine, ma il resto non regge il confronto e se prima ti ascoltavi AT BUDOKAN tutto d’un fiato, adesso non riesci ad arrivare alla fine.

Veniamo poi a quello che considero il più grande live album di sempre, THE SONG REMAINS THE SAME dei LED ZEPPELIN. Pur nella sua imperfezione, la versione originale del 1976 è quella che ci ha svezzati, quella con cui siamo diventati gli uomini che siamo. L’album contiene alcune delle esecuzioni più ardite mai sentite in campo Rock. THE SONG REMAINS THE SAME (il brano), THE RAIN SONG, DAZED AND CONFUSED, NO QUARTER, STAIRWAY e la sezione BOOGIE MAMA di WHOLE LOTTA LOVE sono quanto di più adorabilmente intricato eppur fruibile mai sentito da un gruppo Rock. Evito di sperticarmi di complimenti per l’ennesima volta a proposito di questo gruppo e di questo album, ma senza dubbio le registrazioni di quei tre giorni di fine luglio del 1973 su cui si basa il disco furono l’apice del gruppo di Page e di certo Rock in generale.

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Nel 2007 esce la versione expanded, 6 ulteriori pezzi aggiunti; letta la notizia tutti a festeggiare, i sei pezzi in più sono altrettanti classici non episodi minori magari un po’ invisi ai più, ma poi vai a sentire la nuova edizione rimasterizzata e qualcosa non torna. Alla chitarra di PAGE è stato aggiunto un effetto per renderla evidentemente più morbida, effetto però innaturale visto che nelle registrazioni del 1973 e dunque nella versione originale dell’album del 1976 non c’è, ed inoltre in alcuni dei brani presenti sulla versione precedente ci sono edit e e aggiunte di brevi pezzetti non presenti in origine. Per un fan nato e cresciuto col disco originale è una cosa inconcepibile. E’ poi saltato fuori che PAGE insieme all’ingegnere del suono KEVIN SHIRLEY ha dovuto chiudere in fretta e furia la lavorazione quando dalla WARNER è arrivato un aut aut: terminate il tutto, è finito il budget. E’ finito il budget per un album dei LED ZEPPELIN? Una delle cinque (se non tre) band che più hanno fatto e fanno guadagnare al mondo? Non avevate i soldi per far stare due persone in studio una settimana in più per chiudere il lavoro dignitosamente? Risultato: nel circoli degli appassionati di musica la versione del 2007 è considerata da evitare quasi come la peste. Così uno va da Mediaworld, o meglio, in uno dei pochi veri negozi di dischi ancora aperti, come ade sempio DISCHINPIAZZA A MODENA (piazza Mazzini), vuole un live dei LZ, vede la copertina nera di TSRTS, legge l’adesivo, “versione del 2007 rimasterizzata da Jimmy Page con sei pezzi in più”, lo compra pensando di avere la versione da vero intenditore e invece si becca la versione farlocca.

Mi si posa lo sguardo poi su SKYDOG, il cofanetto di DUANE ALLMAN. E’ un bell’oggetto, ma di difficile utilizzo, le varie epoche e le session sono spalmate in modo complicato, mi viene mal di testa, non me lo godo come avrei voluto.

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E MACHINE HEAD dei DEEP PURPLE versione 40th anniversary edition? 5 dischetti di cui 4 inutili. La fuffa ci sta inondando.

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CD1: Machine Head (2012 Remaster)

CD2: Machine Head (Roger Glover’s 1997 Mixes)

CD3: Machine Head (Quad SQ Stereo)

CD4: In Concert ’72 (buona parte del materiale preso – seppur rimixato – da IN CONCERT pubblicato nel 1980, e ripubblicato poi succesivamente in varie vesti).

DVD: Machine Head (Audio Only DVD) Original Album 2012 Remaster (96/24 LPCM Stereo) + Original Album Quad Mix (Quad to 4.1:DTS 96/24 & Dolby Digital) + Bonus 5.1 Mixes (5.1 DTS 96/24 & Dolby Digital)

Potrei fare qualche altra decina di esempi, ma di questo blues ne abbiamo trattato anche in passato, meglio fermarsi.

Certo, poi ci sono anche delle cose carine e ben fatte, come ad esempio la versione 3 cd di COOK/LIVE IN USA della PFM:

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in un pratico cofanetto il disco originale (basato sui due concerti di Toronto e NY del 1974) e il concerto intero di New York. Prezzo abbordabile, piccolo formato, materiale bonus di valore.

La tendenza però è quella di pubblicare tutto e di più in confezione speciale. Immagino che al cd puro e semplice ormai siano interessati in pochi e che si punti a prodotti di valore che ingolosiscano quella fetta di appassionati che hanno sempre comprato dischi e che sono in quella fascia d’età che va dai 35 ai 65 anni e oltre. Io però come ho detto non ce la faccio più, si sta scivolando nel feticismo estremo, nel vortice morboso e insano del comprare queste cose per riempire i vuoti della nostra esistenza, con l’illusione di rivivere la nostra gioventù.

Come definire altrimenti l’idea della Sony relativa alla pubblicazione di un cofanetto contenente ogni nota registrata in studio da Dylan tra il 1965 e il 1966, comprese le false partenze e ogni singolo paciugo? Nessuno discute il valore di DYLAN, ma non è un po’ troppo?

Di questo soggetto ne discuto di frequente con Picca, tramite il messenger di Facebook. Tra ironia e amara consapevolezza ciò che ne scaturisce a volte è divertente. Riporto qui sotto alcuni dei nostri scambi avvenuti negli ultimi tre mesi.

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PICCA: “Tim, allora cosa facciamo…? Lo compriamo o no l’imminente OTTANTUPLO dei Grateful Dead?
Adesso chiamo Robby di dischinpiazza e me ne faccio mettere via un paio…”
PICCA: “Lo prendiamo il nuovo box set con 33 singoli delle Bananarama?
TIM: “Pike questo è per feticisti…ma io mi chiedo, c’è gente che compra certe deluxe edition o i cofanetti della Bananarama? Quanti ne venderanno? Sono arrivato al punto di pensare che ci sia gente che compra queste cose a prescindere di chi sia l’arista…sono i cofanett buyers…”
PICCA: Il cofano delle Banana è un mistero. Scusa, dimenticavo… box con 28 cd singoli di Belinda Carlisle”
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TIM: “Domani sera dobbiamo parlarne…qui va tutto in malora…”
PICCA: “Probabilmente fare un box costa tipo 9 euro”
TIM: “Mah, io so che la cartotecnica costa…cofanetto + 28 custodie in cartoncino per i cd il tutto stampato a colori + più la masterizzazione dei diversi cd… immagino che oggi i prezzi siano più abbordabili, ma un minimo di copie dovranno pur venderle per rientrare nei costi…e chi compra un cofanetto con 28 singoli della Carlise a 150 euro?”
PICCA: “Meno male che hanno ristampato con i bonus i primi 4 album dei Bucks Fizz…
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 TIM “diocanta era ora, solo la cover vale il prezzo. Che ne dici del disco solista di KEITH?
PICCA: “Il disco di Richards lo compro e non lo ascolto, anche perché ha detto che è entrato in studio senza lo straccio di una canzone…mah…”
TIM “Ciao Pike, avevo letto ieri. Sono basito. Se da un punto di vista è un buon segnale (il vagliare materiale d’archivio post LZ per possibili nuove pubblicazioni) dall’altra è quantomeno discutibile (avrà altre scuse per non suonare proprio più la chitarra proprio più, e non mi pare si tratti di materiale degno di essere pubblicato…a meno che con i nastri multitrack non si riesca ad assemblare un prodotto soddisfacente…magari ci sono altre cose oltre i 4 pezzi che circolano da decenni…ma sentiti su bootleg non è certo materiale memorabile). Ci sentiamo per domenica sera. Do what thou wilt shall be the whole of the Law. Love is the law, love under will”
TIM: “Comunque ONCE UPON A TIME dei Simple Minds esce in versione 6 disc, non 4 come dicevamo!”
PICCA: “Meno male. Aspetto la super deluxe edition di Right BY You” (discaccio di S.Stills del 1984 a cui partecipò anche Page. ndTim)
PICCA: “In realtà il box da comprare è questo degli Showaddywaddy (????) di 33 cd!”
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TIM: “Stiamo diventando tutti matti”
 – break dedicato al nuoto sincronizzato –

 PICCA: “Però, carino. Gli Zep rendono bello anche il nuoto sincronizzato:

 – fine del break dedicato al nuoto sincronizzato –

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 TIM: “Non c’è niente da fare, Il Dark lord sapeva il fatto suo. Oggi ripensavo a LZIV, ma esiste un disco più Rock di quello? PS: comunque sono ormai giorni che sono nel buraccione Bob Dylan…”
PICCA: “Allora adesso ti devi comprare il diciottuplo con le false start”
TIM: “No, basta. Vorrei avere la forza di vendere tutti i miei cofanetti… Vorrei tenere i miei 500 dischi favoriti in edizione normale, senza bonus e reference mix del cazzo. Back to basics. E gettare tutto il resto. Sono in una fase terribile. Amo il Rock e contemporaneamente non sopporto più nulla di musicale. Help me if you can I’m feeling down…”
– break calcistico: dopo i quattro goal presi dall’INTER dalla FIORENTINA –
 TIM: “Basito”
PICCA: “Ritorno sulla terra”
TIM: “Ma zio Cagnone… però Handanovic…”
PICCA: “Disastrovic
TIM: “Sono un straccio gettato sul divano”
PICCA: “Metti su il Prelude e afflosciati del tutto.”
TIM: “No, ho indossato la maglietta dell’Inter…”
PICCA: “E’ come avere la maglia dei Led Zeppelin all’A.R.M.S. concert”
TIM: “È come vedere i LZ a Zurigo 80 pensando di vedere quelli di TSRTS”
PICCA Tipo Live Aid”
TIM: “O Atlantic 88″
– fine del break calcistico –
 PICCA: “Sei pronto? Esce un box di 22 cd di Steve Hillage”
TIM: “22 cd quando forse sarebbe bastata una 2/3 cd compilation. Poi ripenso alla Sony che fa uscire ogni nota registrata di Dylan tra il 1965 e 66… siamo al feticismo, non è più amore per la musica… è spaventoso. Ogni volta che guardo SKYDOG il cofanetto di Duane mi viene voglia di buttarlo di sotto, non posso perché è un regalo della groupie… Picca voglio tornare nel 1978… aiuto!”
PICCA: Ti capisco. Siamo vittime della special edition.”
TIM: “Sì ma invece di fregarmene e passare oltre io ci sto male…sono alla frutta”
PICCA “Skydog è inascoltabile, ingestibile, inutile. Ogni bonus track uscita negli ultimi 25 anni ha inquinato la purezza dei dischi ai quali siamo affezionati. Dobbiamo farci largo in una foresta intricata di cazzate e ritrovare l’essenza. Forse è questo il perché del successo del vinile (che comunque è una mania nevrotica anche quella).
Oggi sentivo dei brani dal nuovo Paris dei Supertramp (Deluxe edition). Mi pare ci siano delle microdifferenze fastidiosissime, delle stonature del cazzo che in Paris 1979 non c’erano, delle sporcizie mai udite prima. Mi è venuto il nervoso. Adesso devo fare una comparazione. Il dubbio è: hanno messo brani registrati ‘nature’ mentre nel vecchio doppio live li avevano aggiustati in studio o sono io che essendo alle prese con una ‘special edition’ sento delle cose che non avevo mai sentito?’.
Stessa cosa con la nuova versione di Rock Of Ages della Band (Academy Of Music). Quel pazzo di Robbie Robertson ha rimixato tutto abbassando i fiati. Meno male che me lo regalò Riff e non ho speso un cazzo. Quando l’ho ascoltato ho detto ‘ma dove cazzo sono i fiati???  Adesso si trova in solaio a raccattare polvere.
Fiati arrangiati da Allen Toussaint, tra l’altro…”