Measuring a summer’s day (Emilia blues)

10 Ago

Contemplo l’Emilia sotto il tetto di questa estate rovente, vedo un gruppo di illuminati che si ritrovano per una grigliata nelle campagne adiacenti a Regium Lepidi. Hanno nomi pittoreschi: Pike boy, Riffy Betts, il Tony Banks di via Prati, Nonantolaslim, Mike Bravo e Lollo Stevens. Li sento discutere di musica, di come certi particolari abbiano inciso sulle loro vite. Magister Pike dice “avevo 14 anni, e quei colpi di cassa al minuto 5;15 aprirono porte su orizzonti che non pensavo esistessero”. Nemmeno due secondi e tutti si alzano, si rimettono i mantelli, e iniziano a salmodiare i versi di Gregorio Magno:

I’m tired of hypocrite freaks
With tongues in their cheeks
Turning their eyes as they speak

They make me sick and tired

Please, please, please open your eyes
Please, please, please don’t give me lies

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Vedo volontari che organizzano a Nonantola una festa il cui ricavato va in beneficenza, tra loro discendenti di famiglie storiche del paese e nuovi arrivati perfettamente integrati nella comunità. Un algerino si lascia prendere  in giro da uno dei volontari nonantolani che lo chiama affettuosamente“maruchèin”, e ribatte rassegnato, in un italiano dall’accento arabo, “Lo sai che non vengo dal Marocco” prima di correre in cucina a prendere altri piatti pronti per i clienti della festa. Una ragazza di colore e un ragazzo i cui antenati erano sicuramente indios sudamericani si scambiano battute in un italiano dal forte accento cantilenante tipico del posto. Niente male mi dico, individualità multietniche che si riconoscono nei tratti fondanti della etnia originale del posto in cui sono approdati.

Vedo gente che si ritrova la sera negli spazi verdi del paese per assistere a spettacoli organizzati anche qui da volontari, rinunciando per una volta ad essere preda delle televisioni. Vedo amici, musicisti della zona, che dopo 30 e passa anni sono ancora lì a suonare su di un palco…

Topazio Soul - Nonantola, Perla verde, 19-7-2015  (foto TT)

Topazio Soul – Nonantola, Perla verde, 19-7-2015 (foto TT)

Osservo il mondo dei centri commerciali, dove la gente a caccia di saldi si rifugia per sfuggire alla probabile solitudine della propria vita. Vedo anche cartelloni pubblicitari di non-musicisti italiani che si spacciano per tali imitando non-musicisti (KidRock) americani.

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Dalla finestra misuro l’arsura che attanaglia le campagne in queste domeniche …

Domus Saurea . finestre d'estate - foto TT

Domus Saurea . finestre d’estate – foto TT

Guardo un vecchio vittima dell’alzheimer combattere come può per non finire definitivamente nel pantano della demenza, aiutato da un figlio che escogita ogni trucchetto per farlo restare attivo …

Brian & Tim - agosto 2015 (Foto Lalli)

Brian & Tim – agosto 2015 (Foto Lalli)

Ready to Rock - Brian & Tim - agosto 2015 (Foto Lalli)

Ready to Rock – Brian & Tim – agosto 2015 (Foto Lalli)

Scruto le autostrade create tra i malghetti dalle mietitrebbie …

Malghetty highway - Foto TT

Malghetti highway – Foto TT

Distinguo uomini di blues che si danno al giardinaggio per sfuggire al morso dei diavoletti azzurri che gli attanagliano l’animo …

The Blue Farmer - Foto Saura T

The Blue Farmer – Foto Saura T

Esamino Feste dell’Unità sulle rive del fiume Secchia o del torrente Modolena, giganteschi ritrovi di gente ormai sganciata dall’idea di sol dell’avvenire, di rossa primavera.

Festa dell'Unità - Villalunga RE agosto 2015

Festa dell’Unità – Villalunga RE agosto 2015

Festa dell'Unità - Villalunga RE agosto 2015

Festa dell’Unità – Villalunga RE agosto 2015

Festa dell'Unità - Villalunga RE agosto 2015

Festa dell’Unità – Villalunga RE agosto 2015

Constato come nemmeno alla direzione importi di offrire intrattenimento di qualità: la zona Liscio è preda di orchestre spettacolo che suonano con basi su cui solo uno o due strumenti suonano dal vivo, il cui repertorio è ormai annacquato con insulse riproposizioni di immondizie musicali più moderne che nulla hanno a che fare con lo spirito del Liscio originale. Saggio l’ennesima tribute band dei QUEEN, e capisco in un batter d’orecchio che offrono uno spettacolo scadente.Nulla di male se suonassero in contesti meno importanti, ma la festa in cui mi trovo è seconda per importanza solo a quella provinciale di Regium Lepidi, ed è triste constatare come vogliano spacciare tale inconsistenza per spettacolo di qualità. Se metti in piedi una QUEEN tribute band di livello devi assicurarti prima di tutto che il cantante abbia una gran voce e una gran personalità, altrimenti stai a casa, o vai a suonare in situazione più consone al tuo livello. Non basta indossare il costumino, vantare (?) una partecipazione a The Voice Of Italy e gridare continuamente “su le mani!”. 

Vipers - Queen tribute - Villalunga RE agosto 2015

Vipers – Queen tribute – Villalunga RE agosto 2015

Vedo riflessi della bassa Louisiana, dell’Acadia, della Cajun belt insomma nel bayou reggiano, famiglie alle prese con faccende che pensavo appartenessero ormai solo al passato …

“Fogone” time – mother and daughter- Cajun county – Gavassae (Regium Lepidi) august 2015 – photo TT

Timber time - father, mother, daughter- Cajun county - Gavassae (Regium Lepidi)  august 2015 - photo TT

Timber time – father, mother, daughter- Cajun county – Gavassae (Regium Lepidi) august 2015 – photo TT

Guardo (in streaming) squadre di calcio finalmente vincere amichevoli …

Hot summer (lonely) nights series: alone at home, 32 ° degrees celsius, a cold Corona cerveza, watching the friendly game INTER - ATHLETIC BILBAO...  I guess that's why whey call It the Blues - photo TT

Hot summer (lonely) nights series:
alone at home, 32 ° degrees celsius, a cold Corona cerveza, watching the friendly game INTER – ATHLETIC BILBAO…
I guess that’s why whey call It the Blues – photo TT

Contemplo campanule che sfoggiano tutta la loro bellezza …

Tim Tirelli's campanula -august 2015 - photo TT

Tim Tirelli’s campanula -august 2015 – photo TT

In un ristorante vedo gente vestire incurante delle caratteristiche fisiche… il ragazzo con peli su spalle e schiena sfoggiare allegramente una canotta, donne di una magrezza agghiacciante indossare pantaloncini corti e canottiera, uomini grassi e sfatti girare in braghe corte, giovani ragazze che si credono attraenti vestire come le popstar (apparentemente) perfette, giovani ragazze con corpi sbilenchi che pensano basti stirasi i capelli e darsi un’aria tra l’annoiato e l’indifferente per essere fighe…

Infine dimentico tutto mentre osservo una groupie che dopo tanto tempo riprende in mano il mandolino e si mette a seguire un pezzo, da un bootleg del 1977, della più grande Rock band di tutti i tempi dipingendo l’estate emiliana con suggestioni dell’ antica Britannia …

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J. Segrest-M.Hoffman “MOANIN’ AT MIDNIGHT – The Life And Times of Howlin’ Wolf” (Thunder’s Mouth 2005) – TTTTT

8 Ago

Biografia davvero riuscita questa, e non solo per merito del personaggio in questione; bravi gli autori nell’esporre tutto in modo efficace, coerente e chiaro, nonostante i tantissimi, tantissimi episodi raccontati e le curve della vita di Wolf, tante quante quelle del Mississippi. Noi ci diciamo uomini di blues, ma ci sentiamo miserelli nel farlo se paragoniamo le nostre vite privilegiate a quella di Chester Burnet, Howlin’ Wolf insomma. A 10 anni (siamo nel 1920) sbattuto fuori di casa da sua madre in un freddo giorno d’inverno, cammina diverse miglia e raggiunge la casa di un prozio (il fratello della madre di suo padre). Questi è un uomo senza sentimenti, per tre anni lo fa lavorare come un mulo e lo frusta ad ogni occasione. Wolf a 13 anni, lascia la casa e parte all’avventura. Nel 1923, a 13 anni, nel Mississippi. Ah!

L’incontro con la musica, la decisione di diventare un bluesman, il duro lavoro nei campi, l’inizio della sua carriera, il trasferimento a Chicago dove diventa uno dei due miti (l’altro è naturalmente Muddy Waters) della Chess Records e dunque del blues. Vita straordinaria, personaggio straordinario e biografia straordinaria di quello che è stato “uno dei giganti della musica americana”

Il libro è scritto in inglese.

Howlin Wolf book

 

LED ZEPPELIN “10 Ribs & All/Carrot Pod Pod (Pod)”

2 Ago

ITALIAN/ENGLISH

Indolente venerdì pomeriggio di fine luglio, in ufficio a sbrigare le mie faccende. Mi arriva un link tramite messaggio di facebook dal mio amico STEFANO LUMMI, leadhead; trattasi della nuova versione di PRESENCE comprensiva del materiale bonus appena postata da qualcuno su Youtube. Stefano mi scrive, a proposito dell’inedito strumentale per cui tutti siamo in fibrillazione,  “l’inedito strumentale è bellissimo, sembra un arrangiamento a la Ten Years Gone”. Mollo tutto, chiudo la porta, mi verso due dita di Southern Comfort, mi infilo le cuffiette e faccio partire 10 RIBS &ALL/CARROT POD POD (POD.

LZ 1976

LZ 1976

I LED ZEPPELIN erano pazzi, avevano tra le mani un pezzo come questo e decisero di non completarlo e quindi di non inserirlo nell’album PRESENCE. Ma come si fa mi chiedo io … pensate a PRESENCE con 10 RIBS al posto, che so, di CANDY STORE ROCK o di HOTS ON FOR NOWHERE, sarebbe certamente stato un album migliore. Leggendo i primi commenti su qualche LZ forum, noto che ad alcuni il pezzo sembra noioso, altri scrivono che capiscono perché non fu inserito nell’album di competenza riferendosi al fatto che il mood cupo e metallico di quanto registrato ai MUSICLAND STUDIOS di Monaco di Baviera mal si sarebbe legato ad un pezzo del genere; i gusti si discutono (!) così io continuo a pensare che un pezzo di ampio respiro come questo avrebbe giovato moltissimo a PRESENCE ma soprattutto sono convinto che il brano sia splendido.

Musicaland Studios at Arabella High-Rise Building  - Munich

Musicaland Studios at Arabella High-Rise Building – Munich

Il piano di JOHN PAUL JONES tesse una trama di incomparabile bellezza, l’atmosfera è quella che amiamo tanto: un po’ improvvisazione live di NO QUARTER, un po’ ICE FISHING AT NIGHT, un po’ HERE I AM. Quel minore che va a dissolversi in maggiore, con la chitarra elettrica di PAGE che lentamente si aggiunge, subito raggiunta dall’ acustica. L’entrata  di BONHAM, un po’ come il drumming durante il pezzo, è quieta ma efficace come sempre. Lo sviluppo è davvero notevole, JONES e PAGE a livello compositivo e di arrangiamenti in quegli anni potevano tutto.

Munich-Strassenbahn

Munich-Strassenbahn

Mi vengono i brividi se penso a ciò che PLANT avrebbe potuto aggiungere, una delle sue melodie struggenti, malinconiche, un po’ sinistre, una cosa tipo TEN YEARS GONE con quel tipo di testo a fare da cornice ad una melodia strumentale che, ripeto, per me è da brividi. Cosa c’entri un titolo, seppur provvisorio, come 10 RIBS &ALL/CARROT POD POD (POD) nessuno lo ha capito. Mi piace pensare che un titolo più appropriato avrebbe aggiunto ulteriore valore al pezzo, qualcosa tipo BAVARIAN RHAPSODY, DEUTSCHLAND REGEN o persino ELEVEN YEARS GONE.

Control Room  - Musicland Studios in the 70s - Munich

Control Room – Musicland Studios – Munich in the 70s

Il mio amico STEFANO LUMMI,  ha ancora qualche dubbio circa il fatto che questa “malinconia bavarese”sia scaturita dalle session in oggetto, non ha tutti i torti, difficile pensare che in quelle tre settimane PAGE abbia preso in mano la chitarra acustica, che visti i tempi strettissimi il gruppo abbia arrangiato in modo così preciso un brano così lungo e intenso senza poi utilizzarlo. A rigor di logica verrebbe da pensare che sarebbe un brano più consono alle session fatte al POLAR STUDIO nel novembre del 1978, il finale ricorda quello di ALL MY LOVE (long version) e lo sviluppo del ritornello pure, ma d’altra parte risuonano anche suggestioni provenienti da IN THE LIGH (session del 1974). Tuttavia non ci sono dubbi,il pezzo fu registrato il 17/11/1975 ai Musicland Studios di Monaco.

Presence Deluxe Edition

Mah, rimane il fatto che questo è l’episodio più significativo apparso sui 10 companion disc  di questa lunga campagna di ristampe dei dischi dei LZ. E’ di questo che avevamo bisogno, Mr Page, non di rough e reference mix.

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(Broken) ENGLISH

Lazy Friday afternoon in late July, I’m in the office to attend to my business. I receive a link through a facebook message from my ledhead friend STEFANO LUMMI; it’s the new version of PRESENCE (including the bonus material) loaded by someone on Youtube. Stefano writes  about the never released instrumental for which we are all in fibrillation, “the unreleased instrumental is very beautiful, it has an arrangement a la the Ten Years Gone”. I give up everything, I close the door, I pour “two fingers” (as we say here in ole Italy) of Southern Comfort in a glass, I put on my headphones and I let 10 RIBS & ALL / CARROT POD POD (POD) roll.

LED ZEPPELIN were crazy, they had a piece like this in their hands and they decided not to complete it, and then not to include it on the PRESENCE album. How could they!  I think PRESENCE would certainly have been a better album with 10 RIBS instead, say, CANDY STORE ROCK or HOTS ON FOR NOWHERE. I read the first comments on a LZ forum, some say the piece is boring, others write that they understand why it was not included on the album referring to the fact that the dark and metallic mood of the music recorded at Musicland Studios in Munich would be tied in a bad way to a song like this; I know tastes shouldn’t be discussed but I do (!) so I think that a far-reaching piece like this would have helped greatly PRESENCE but first of all I am firmly convinced that the song is simply beautiful.

JOHN PAUL JONES piano weaves a web of incomparable beauty, the atmosphere is the one we love so much: a bit NO QUARTER live improvisation, a bit ICE FISHING AT NIGHT, a bit HERE I AM. That minor key that goes to dissolve itself into a major key, with the electric guitar of PAGE that slowly adds something, soon joined by the acoustic guitar. The entrance of BONHAM, like the drumming during the piece, is quiet but effective as ever. The development is truly remarkable, PAGE and JONES in composition an arrangements could do everything in those years.

I shudder when I think of what PLANT might have added, I mean … think about one of his poignant melodies, a bit melancholic, a little sinister, something like TEN YEARS GONE with that kind of lyrics as a perfect frame to a instrumental melody which, I repeat, for me it is sublime. What a title, albeit provisional, as 10 RIBS & ALL / CARROT POD POD (POD) has to do with a song like this? I like to think that a more appropriate title would add further value to the piece, something like, say, BAVARIAN RHAPSODY, DEUTSCHLAND REGEN or even ELEVEN YEARS GONE.

My friend STEFANO still has some doubt about the fact that this “Bavarian melancholy” has arisen from the sessions in question, he is not entirely wrong, it’s hard to believe that in those dark three weeks PAGE picked up the acoustic guitar, that with a extremely tight timetable the group arranged so precisely a song so long and intense and then put it aside. Logically, one would think that it would be best suited to the sessions made at POLAR STUDIO in November 1978, after all the coda is reminiscent of ALL MY LOVE (long version) as well the development of the chorus, but then resound suggestions also from IN THE LIGH (1974 sessions).

There are no doubts anyway, the track was recorded on 17/11/1975 at Musicland studios in Munich.

Well, the fact remains that this is the most significant episode appeared on 10 companion discs of this reissue campaign  of LZ. That’s what we needed, Mr. Page, not rough and reference mixes.

29/7/1973 – THE LAST GIG OF LED ZEPPELIN blues

29 Lug

29/7/1973 – The last gig of the incredible 1973 tour, the last time that Jimmy Page was the Jimmy Page of the collective imagination. After that he would not be interested in guitar anymore, he just fell in to the abyss of the mega rock star life. What a shame…we lost the greatest rock guitar player ever.

Jimmy Page 1973 - copyright David Redfern / Redferns.

Jimmy Page – copyright David Redfern / Redferns.

29/7/1973 – L’ultimo concerto dell’incredibile tour del 1973, l’ultima volta in cui Jimmy Page fu il Jimmy Page dell’immaginario collettivo. Dopo di ciò perse interesse per la chitarra e  scivolò velocemente nell’abisso della vita da mega rock star e noi perdemmo  il miglior chitarrista rock di sempre. Che peccato.

SYMPATHY FOR THE STONES di Massimo Bonelli

27 Lug

Questa volta il nostro amico MB ci parla della sua avventura con i Rolling, a Torino del 1982. Allora ero a militare, non potei andare, ma ricordo quella sera … mi sembra fossi di guardia, ma con la testa ero anche io là, allo stadio, a vedere Mick & Keith.

“Please allow me to introduce myself… I’m a man of wealth and taste… I’ve been around for a long, long years… Stole many a man’s soul and faith”

L’ascensore stava scendendo. La mia agitazione stava salendo. Potevo leggere la successione dei piani sul visore sopra la porta della cabina, ora erano al settimo.

Torino non era la stessa città accogliente e variegata che è oggi, ma in quel momento risultava essere il centro del mondo: due concerti dei Rolling Stones, per il tour “Still Life”, le davano una risonanza internazionale, pari a Madrid, dove il giorno prima, l’11 luglio 1982, si era giocata la finale del mondiale di calcio tra Italia e Germania. Il primo dei due concerti degli Stones avvenne nel pomeriggio dello stesso giorno, per poter permettere, in serata, di seguire la partita. Mick Jagger in quell’occasione indossò la maglia della nazionale italiana e la bandiera, come un mantello, auspicando, profeticamente, una vittoria per 3 a 1. E così fu.

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Sesto piano. Mi trovavo nella hall dell’hotel torinese dove erano ospitati i Rolling Stones. L’addetta stampa mi aveva invitato, affinchè la band conoscesse qualcuno della casa discografica italiana. Un mese prima avevo accompagnato un gruppo di giornalisti al concerto che gli Stones avevano tenuto a Lyon, in Francia. In quell’occasione, non potendo incontrare la band, mi ero dedicato al gruppo di supporto, J Geils Band di Peter Wolf, presente nelle classifiche con un album di grande successo “Freeze Frame” e la hit “Centerfold”. Chiaramente feci la gaffe di chiedere a Peter come andava con la moglie, l’attrice Faye Dunaway, dalla quale, però, si era appena separato. Pazienza, tanto da lì a poco, avrebbe divorziato anche dalla band.

Quinto piano. Il pomeriggio caldissimo dell’11 luglio, per il primo concerto, di fronte ad uno stadio gremito, i Rolling Stones erano stati spettacolari. Dopo l’introduzione con “Take the a train” di Duke Ellington e con il lancio di migliaia di palloncini colorati sulla voce di “… and now, the greatest rock’n roll band in the world… Ladies and Gentlemen… the Rolling Stones…”  Mick, Keith, Ronnie, Bill e Charlie iniziarono con “Under my thumb”… e le carnose labbra, da cui doveva uscire la lunga lingua rossa, si dischiusero per una squisita celebrazione del rock.

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Quarto piano. La sera prima, avevo seguito la partita, con ancora addosso l’euforia del concerto. Mi trovavo in una piccola saletta del mio hotel torinese, con una ventina di persone, schierate di fronte allo schermo televisivo. Non avevo una particolare passione per il calcio, ma la nazionale è sempre la nazionale, ed inoltre ero curioso di vedere se Jagger aveva azzeccato il risultato.

Terzo piano. Avevo invece, da sempre, una passione per i Rolling Stones. La prima volta che avevo sentito, da ragazzino, “Paint it Black” era stato amore fulminante, immediato. Consolidato da tanti altri brani e, soprattutto e definitivamente, dagli album “Beggars Banquet” e “Their Satanic Majesties Request”. In loro si rispecchiava la mia anima rock-blues-psichedelica. Così come amavo anche i Beatles, d’altronde, non si può prescindere da Robert Johnson per apprezzare John Lee Hooker, o Woody Guthrie per amare Bob Dylan. Confesso di aver sempre avuto una spiccata simpatia per il diavolo e per la natura del suo suono.

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Secondo piano. Sono sempre più agitato. E’ come se la discesa dell’ascensore comprimesse l’aria circostante. Guardo le persone presenti, inconsapevoli di quanto sta accadendo; chiacchierano tra di loro: uomini d’affari con un bicchiere in mano, donne che ridono sedute su ampi divani, camerieri che vanno e vengono indaffarati, il personale della reception costantemente al telefono, qualche muscoloso e barbuto componente dello staff degli Stones alle prese con delle enormi valigie, Fuori dall’hotel, qualche decina di ragazzi e ragazze con magliette inneggianti la band, stanno pazientemente sotto un sole caldissimo, nonostante sia ancora mattino, in attesa di vedere, e magari fotografare, Mick o Keith o Ronnie o Charlie o Bill. Ma nessuno ha la mia agitazione.

Primo piano. Non puoi sempre avere ciò che desideri, ma io lo stavo ottenendo. Avrei voluto conoscere gli Stones con Brian Jones, avrei potuto conoscerli con Mick Taylor, ora li avrei visti con quell’istrione di Ronnie Wood. Il primo era la fonte di una psichedelia elegante, il secondo di un rock’n roll che ci piace, l’ultimo fautore di un blues-rock affascinante. Mi ero seduto sulla sponda di una poltrona rivolta all’ascensore, pronto a scattare non appena si fossero dischiuse le porte. Recitavo una falsa rilassatezza, come quando si aspetta un amico che hai visto il giorno prima.

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Piano terra. Il mio cuore si blocca proprio mentre si aprono le porte dell’ascensore. Mi manca la saliva in bocca. Mi alzo su gambe tremolanti. Mick Jagger e Keith Richards escono e, incredibilmente, si dirigono verso di me con un ampio sorriso sulle labbra. Le mie gambe si muovono tranquille nella loro direzione, mi torna a battere il cuore normalmente. Allungo la mano, ma Mick la evita e mi abbraccia e Keith mi da una manata sulla spalla. Io dico la prima cosa che mi viene in mente: -“Please let me to introduce myself… I’m Massimo, a man of Emi and Rolling Stones Records in Italy” e Mick mi risponde: -“Pleased to meet you… Hope you guess my name”. Ridiamo tutti e tre, mentre ci sediamo in un salottino della hall, circondati da un paio di minacciose e buffe body guards.

Chiacchieriamo di vari argomenti: il tour, il mercato italiano, la loro popolarità nel nostro Paese. Parliamo delle bellezze dell’Italia e, il plurale, riguarda Mick e me. Keith è abbastanza assente e si guarda in giro divertito. Poi si accende una sigaretta e, con il viso avvolto dal fumo, mentre tossicchia, ci interrompe e mi chiede: -“Sai suonare il basso?” – io gli rispondo: -“No, l’ho imbracciato una sola volta per sostituire un bassiata che doveva andare in bagno”- Keith ride gettando indietro la testa e poi aggiunge: -“Abbiamo qualche problema con Bill (Wyman), vuole andare in pensione e così stiamo cercando un bassista, avresti potuto essere tu, pazienza, non si può avere sempre ciò che si vuole”.

stones 45

You can’t always get what you want

You can’t always get what you want

You can’t always get what you want

But if you try sometimes you just might find

You just might find

You get what you need

stones de bank

Massimo Bonelli

Ex Direttore Generale della Sony Music, ha trascorso 35 anni nel mondo del marketing e della promozione discografica, sempre accompagnato da una grande passione per la musica. Lavorava alla EMI quando, in un periodo di grande creatività musicale, John Lennon, Paul McCartney e George Harrison hanno iniziato produzioni proprie di alto livello e i Pink Floyd hanno fatto i loro album più importanti. Sino a quando, con i Duran Duran da una parte ed il punk dall’altra, è arrivato il decennio più controverso della musica.In CBS (più tardi Sony), ha contribuito alla ricerca e al lancio di un numero considerevole di artisti, alcuni “mordi e fuggi” come Spandau Ballet o Europe, altri storici come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Cindy Lauper, Franco Battiato, George Michael, Claudio Baglioni, Jovanotti, Pearl Jam, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e tanti altri…Si fatica davvero a individuare un artista con il quale non abbia mai lavorato, nel corso della sua lunga vita tra pop e rock.
Pubblicato in origine il 20/7/2015 su:  http://www.spettakolo.it/

 

The Nonantolanian return of The Equinox (18 luglio 2015)

23 Lug

Tra le insignificanti facezie della mia vita, il ritorno in versione live nella mia piccola home town è una di quelle più gustose. Faccio due conti: sono passati ventidue anni da quando ho suonato sul suolo natìo al VOX, ventidue anni … diavolo, come passa il tempo.  Davidino Luppi e Rex Ansaloni ci hanno voluti a tutti i costi, l’occasione è quella della celeberrima PIZZA FEST di Nonantola, una festa del volontariato atta a raccogliere fondi a favore di realtà che affrontano nel quotidiano problemi legati all’infanzia e all’adolescenza. Tra l’altro lì si mangia la vera ed inimitabile pizza di Napoli (con tanto di pizzaioli arrivati dalla Campania), la pizza “regina Margherita”. La festa è in Piazza Alessandrini, uno “slargo” adagiato di fianco al Parco della Pace, lo spazio verde più importante del paese. I concerti si tengono su di un palco montato sotto alcuni bei tigli.

Il programma prevede oltre alla nostra presenza anche quella degli ALTAVIA, un gruppo prog della nostra zona che propone materiale proprio.

Arriviamo alle 18 e anche se siamo nell’ ora bassa il caldo è opprimente. Del service se ne occupa ZIBO del mio amico Michele, e per noi questa è una cosa che non ha prezzo. Competenza, professionalità e atteggiamento illuminato.

Elaboro una volta di più come sia essenziale, per un musicista non professionista del mio piccolo calibro, fare i concerti in situazioni tipo questa, dove tutto si dipana bene e le buone vibrazioni sono garantite. Non fosse così, chi te lo fa fare di andare incontro a sacrifici fisici e spirituali che con l’età diventano sempre più pesanti? Che ci sia almeno la soddisfazione del trovarsi bene e di passare una bella serata.

Capisco subito che sarà così dalla squisita disponibilità dei due organizzatori, Davide e Rex non ci lasciano mai soli e sono sempre pronti per ogni piccolo bisogno, e dal team di ZIBO: Michele, Enrico, Eugenio. Il soundcheck è un godimento. Sul palco si sente tutto benissimo, cosa che non capita mai! Saura è entusiasta, è la prima volta – dice –  in cui riesce a sentirsi in maniera perfetta. Di solito le tastiere sono un problema, non parliamo poi della pedaliera basso, strumento di cui la maggior parte dei presunti fonici ignora l’esistenza. Si alza un venticello leggero e con esso ci mettiamo a volare, gli strumenti sono asciutti, le mani scivolano che è un piacere sui manici d’acero.

The Equinox - Nnt 18-7-2015 (foto TT)

The Equinox – Nnt 18-7-2015 (foto TT)

Una pizza, una birra, un caffè, un liquore e cala la sera.

Tim & Lele - The Equinox - Nnt 18-7-2015 (foto TT)

Tim & Lele – The Equinox – Nnt 18-7-2015 (foto TT)

Nel frattempo alcuni amici che non vedevo da parecchi lustri, se non da decenni, si materializzano davanti a me: Fabrizio Zoboli e Fabio Zara, nel cui studio di registrazione negli anni 1993 e 1994 incisi un paio di demotape, poi Tugne Ansaloni, Leo Guagnano, Malaguti, il figlio di quello che aveva la pasticceria… amici di una infanzia che è, ahimè,  sempre più remota. Dello staff del PIZZA FEST mi vengono incontro Paolo Rizzo e altre facce legate alle mie radici nonantolane, tipo la Patty e Speedy  Si presentano anche Giovanni Sandri e Maura Fregni; Gio’ è quello che  urlando “John Bonham!” durante una partita di calcio nella seconda metà anni settanta, mi spinse verso l’universo LZ. Lo abbraccio, come ogni volta, con tutta la riconoscenza possibile.

Arrivano poi gli aficionados, Suto, Jaypee, la Betty, Adri, Mirna e la Lalli, mia sorella alla quale smollo la patata bollente anche stasera: filmare qualche pezzo del concerto. So che le chiedo un sacrificio, invece di starsene tranquilla a godersi lo spettacolo avere la videocamera in mano non è il massimo, ma insisto, mia sorella ha un che nel filmare che mi piace. S’intende, tutta qualità amatoriale, con le sane sbavature da ripresa senza cavalletto, ma bisogna avere qualche dote attitudinale per cogliere il senso, e la Lalli secondo me ce l’ha.

Alle 21 gli ALTAVIA salgono sul palco e per quasi un’ora e mezza riempiono di gustosa aria sonora il Parco della Pace. Non sono un patito delle nuove prog band italiane, ma questa merita la mia attenzione. Rimango affascinato dalle loro sonorità eleganti e dalle prove dei musicisti. L’arrivo poi della cantante BETTY BUNGLE impreziosisce ulteriormente il tutto. Dall’angolazione della mia opinione un unico appunto: non si va sul palco con le braghe corte. Considerazione che mi scappa e che quasi mi costa l’amicizia con MAURO MONTI, il chitarrista…

ALTAVIA live in Nonantola 18-7-2015

ALTAVIA live in Nonantola 18-7-2015

Tocca a noi, saliamo sul palco. Dal mixer mandano la nostra intro, osservo le stelle, LELE batte il quattro e ci mettiamo a cercare il nostro Shangri-La sotto la luna d’estate…

Seguono BLACK DOG e HEARTBREAKER durante le quali iniziamo ad accorgerci di quanto sia pesante la guazza che è calata col buio e di di conseguenza di quanto sia difficile suonare. Il concerto è appena iniziato e la Les Paul Standard è già inzuppata.

Saura si mette al piano e con la sua impeccabile maestria ci guida attraverso la montagna brumosa e le fatiche del lavorare dalle sette alle undici ogni notte. GiàMM HOP e SIBLY e ancora mi chiedo se qualcuno si stia rendendo conto che la reggiana dagli occhi di ghiaccio sta suonando contemporaneamente le tastiere con le mani e la pedaliera basso con i piedi.

Segue THE SONG REMAINS THE SAME, mi volto e vedo nel retropalco Mauro degli Altavia fare l’headbanging. Buon segno.

GALLOWS POLE non è un granché. Per una serie di motivi non facciamo le prove da un mese e mezzo e le poche date che abbiamo non sono sufficienti per tenerci in tiro soprattutto se qualcuno a casa poi non ripassa. Non proponiamo le solite cover o i soliti blues che anche i sassi ormai conoscono a memoria, col materiale dei LZ bisogna “essere sul pezzo”, sempre.  Infatti sbagliamo il finale. Mi innervosisco.

Tagliamo qualche pezzo dalla scaletta per stare dentro al tempo stabilito, non si può sforare troppo dalla mezzanotte, altrimenti alcuni residenti a bordo parco vanno poi dal sindaco a lamentarsi. Se non si può fare un po’ di festa nemmeno una volta all’anno d’estate fino ad un quarto d’ora oltre la mezzanotte, significa che l’isteria ci porterò a chiuderci in casa e ad incatenarci alla televisione.

Suonare DAZED AND CONFUSED e HOW MANY MORE TIME una di seguito all’altra è un po’ una forzatura, son pezzi dallo sviluppo non certo morbido, forse un po’ troppo anche per i casual fan. Mentre mi inarco durante DAZED con la paletta della chitarra prendo contro ad un travetto del palco, scordando una corda. Il caldo è opprimente, la fatica è tanta, non ho la mente abbastanza lucida per cercare di rimediare. A fine pezzo mi accorgo che il sol era diventato un sol#.

Bevo come un ludretto, la guazza e l’afa mi spingono verso il basso e adesso mi tocca imbracciare la doppio manico per STAIRWAY, oh satana, dammi la forza. Saltellare tra i due manici, cercare di suonare è davvero difficile, è come se qualcuno avesse spalmato del fango sui manici, mai vista una cosa del genere. Alla bene meglio portiamo comunque il pezzo in porto.

Il rush finale è composto da WHOLE LOTTA LOVE, COMMUNICATION BREAKDOWN e ROLL AND ROLL. Chiudiamo con I’M GONNA CRAWL. Ci chiedono il bis, CUSTARD PIE.

Stremati scendiamo dal palco. Ricevere complimenti fa sempre piacere, inutile negarlo, ma come spesso accade io non sono completamente soddisfatto della nostra prova, e mi perdo il piacere del rilassamento-adrenalinico del post concerto. Dovrei essere meno severo con me stesso, non posso pretendere che il gruppo e le nostre performance siano ben oliate, non siamo professionisti, lavoriamo tutta la settimana,  quando va bene facciamo due concerti al mese, a volte non ne facciamo nemmeno uno, proponiamo pezzi non esattamente semplici, che posso volere di più? Cerco di mettere da parte il fastidio dato dalle sbavature e di godermi la notte.

Viene a salutarmi Mussini, eravamo alle elementari insieme, non lo vedo da allora … “Sono passato per il parco, ho visto gente suonare, non ti avevo riconosciuto, poi hai fatto la presentazione del gruppo e ho sentito il nome Tirelli, lo smilzo di Nonantola, e ho pensato: a Nonantola c’era un solo Tirelli, non può che essere lui, così son venuto a salutarti”. Io e Mussini ci chiamiamo per cognome, non serve altro, ma lo abbraccio con affetto.

La gente si allontana, la guazza si fa very heavy. Smontiamo, carichiamo e poi ce ne stiamo a chiacchierare fino a tardi con gli ZIBO boys, con Rex, Davide, Marco e Lorenzo. Alle tre ce ne andiamo. Do un’ultima occhiata al parco, quel parco che quando ero bambino era un bayou selvaggio ed incolto, con stagni dove andavo con gli amici a catturare le tartarughe. Mi abbandono alla nostalgia, la luce dei lampioni si piega e si scioglie sotto questa rugiada notturna, densa, calda, fumosa. Metto in moto, buonanotte Nonantola, amore mio.

Ritorno a notte tarda. Alle quattro meno un quarto le macchine dei bovari entrano nel cortile della grande stalla che c’è non lontano dalla Domus Saurea. Scarico gli strumenti. Mi fermo un momento ad ascoltare il respiro della campagna, guardo le stelle. Salgo, una doccia e a letto. Mentre chiudo gli occhi e mi abbandono ad un sonno che sarà breve e poco efficace, come ogni volta sento il pubblico del Madison Square Garden sfumare in lontananza. New York, good night.

RP New York July 1973

Neil Young live at DTE Energy Music Theatre, Clarkston, MI, USA 14 July 2015 – di Paolo Barone

20 Lug

Il nostro Michingan Boy torna a noi dopo una lunga pausa, e lo fa alla sua maniera, cercando di lenire i suoi blues parlandoci di musica. Welcome back my boy.

In una sera di luglio freddina e piovosa, tipica del ridente Michigan, ho deciso di andare a vedere Neil Young. E’ stata una decisione dell’ultimissimo minuto, praticamente mi sono messo in macchina mentre lui stava per salire sul palco, ero indeciso fino all’ultimo, ma poi la voglia di musica dal vivo e la bellezza delle sue canzoni ha avuto la meglio sul tempo brutto, sulla mia depressa pigrizia e sul costo del biglietto. Sono arrivato al DTE Theater praticamente ultimo. Un enorme parcheggio strapieno e nessun essere umano in circolazione mentre la musica arrivava da lontano, una sensazione bella e surreale al tempo stesso mi ha preso per qualche minuto.

Poi la corsa al primo botteghino…chiuso…secondo, idem, ormai computer spenti. Forse inpietosita dal mio sguardo affranto, o molto piu probabilmente desiderosa di portare a casa qualche dollaro extra, la cassiera tira fuori un biglietto e me lo passa per venti dollari. I prezzi erano variabili, da un massimo sui 200 per le primissime file, fino a 30 per un anello di prato in cima allo spazio dell’arena, posto dove contavo di andare sin dall’inizio. Ma ora, guardando il biglietto, mi rendo conto che corrisponde a una determinata fila e posto numerato, forse la fortuna e’ stata dalla mia oltre ogni rosea previsione. Intanto cammino velocemente verso la zona del concerto attraversando alberi bellissimi, ristoranti e bar per tutti i gusti, giardini molto curati, ponticelli in legno, panchine, rocce e cascate artificiali…E poi finalmente l’arena vera e propria.

DTE-Energy-Music-Theatre

DTE-Energy-Music-Theatre

DTE-Energy-Music-Theatre

DTE-Energy-Music-Theatre

Mi colpiscono subito due cose: Pur arrivando dalla parte piu’ lontana, si vede tutto benissimo per essere uno spazio da quasi 15.000 posti; il suono e’ perfetto in ogni dettaglio, specialmente la voce di Neil Young arriva nitidissima da non credere, ma per come sono abituato io a vedere i concerti da queste parti il volume mi sembra stranamente bassino. Guardandomi intorno vedo una meta’ e passa di pubblico molto presa dal concerto, mentre il resto totalmente immerso nei fatti propri. Quasi tutti con birre e alcolici vari in mano, sorrisi spalancati, tante famiglie con bambini, aria da sagra estiva del rock.

Subito vengo accolto da un esercito di assistenti che mi guida verso il mio posto che scopro con gioia essere quasi di fronte al palco, ho perso qualche brano ma mica male per venti dollari, grazie cassiera del DTE Theater, chiunque tu sia. Appena seduto parte una Words da brividi, che purtroppo verranno ancora poche volte nel resto della serata. Per la maggior parte il nostro Neil suona brani dell’ultimo disco, tutto incentrato contro la multinazionale Monsanto. Canzoni sempre piacevoli, fatte con il supporto di una band di giovanissimi fra cui (scopro dal sito) alcuni figli di Willie Nelson, che suonano con entusiasmo ed energia. Ma le emozioni vere arrivano solo con una Cowgirl in the Sand da paura, e poi a parte Everybody Knows this is Nowhere e la conclusiva Roll another Number da Tonight’s the Night, il resto e’ tutto Monsanto…

Ok, una serata piacevole in un posto molto bello, vedere lui in persona fa il suo effetto, ma mentre torno a casa con gli assistenti che efficientissimi addirittura dirigono il traffico verso la Interstate 75 le riflessioni e i paragoni arrivano inevitabili.

Avevo visto Neil Young a Roma, all’ippodromo delle Capannelle nei primissimi anni ottanta. Una bolgia disumana, disorganizzazione totale, scontri con la polizia ad ogni cancello, fuochi, bivacchi, ragazzi da ogni angolo di Italia con o senza biglietto. Un palco enorme, o almeno cosi lo ricordo, con lui che cantava i pezzi del suo ultimo brutto disco, contestato apertamente fino al momento acustico dove tutto si ricomponeva in qualche modo. Un energia diffusa molto forte, intensa, pericolosa. Altro che sagra estiva. Mah, che dire, forse va bene anche cosi…i tempi sono cambiati, il Michigan non e’ certol’Italia post ’77, e tutti si sono divertiti lo stesso…anzi, forse di piu’….anzi, forse al concerto romano non si diverti’ veramente nessuno…e nessuno era li solo per divertirsi, era un altra cosa, molto piu’ profonda, era arte, era vita, era vero. Forse l’altra sera era solo lui, Neil Young con il suo rifiuto di fare il solito concerto karaoke, a crederci ancora, ad avere ancora qualcosa da dire che al pubblico piaccia o no. O forse sono solo io che non sono contento, in queste cose mi faccio mille seghe mentali e sparo un mare di cazzate.

(Paolo Barone © 2015)

HAVE A BLUES ON ME (AC/DC Imola Italy July 9, 2015)

17 Lug

Tre ore per fare 100 km, coda in autostrada da quando ti immetti sulla A14, esci e ti butti in tangenziale, due km e coda anche lì. Esci di nuovo e fai le strade normali, inizi il giro del perdono e per entrare a Imola è tutto bloccato. Parcheggi a qualche km dal luogo del concerto… arrivi all’autodromo dunque con l’umore non esattamente alle stelle. Quando poi vedi che il mare di gente che ti aspettavi è in realtà un oceano infinito, ti vien voglia di bestemmiare.

In origine dovevamo essere in 75.000, ma è chiaro che l’organizzatore ha spostato l’asticella e messo in vendita altri biglietti. Ufficialmente siamo in 92.000, ma voci di corridoio sussurrano si sia molti di più (120.000?). Evidentemente qualcuno doveva riprendersi da perdite precedenti, il tutto a discapito di noi poveri rock fan … 100.000 (e oltre) spettatori sono troppi anche per uno posto come questo.

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Mentre faccio questo ragionamento mi accorgo che non riesco più a godermi nulla e non capisco se – con l’età che avanza –  sono diventato insopportabile o se sono sempre meno incline a farmi prendere in giro. Ho speso, se non ricordo male, più di ottanta euro per essere, rispetto al palco, su di un altro continente. Va beh, passerà anche questa, cerchiamo di goderci la serata. Noto con piacere che non ci sono stand che vendono merchandising fasullo, di conseguenza quello ufficiale è preso d’assalto. Saura, come da tradizione, vuole una maglietta. La più bella (quella grigia) ormai è disponibile solo nella taglia XL, così opta per la meno peggio.

Mi accorgo come i bidoni per i rifiuti, e nello spazio intorno all’arena e in città, siano clamorosamente insufficienti. Bottiglie vuote e ciarpame ovunque per terra. Troviamo un varco e ci posizioniamo alla bene meglio. Almeno un terzo del pubblico indossa le corna di plastica intermitttenti e durante il concerto gratificherà i vari rimandi demoniaci che la band mette in scena con boati assordanti. La sensazione però è che sia un atteggiamento superficiale, evocare il diavolo, indossarne la maschera per esorcizzarne il significato, per riderci sopra e scacciare le paure. Un po’ come per i BLACK SABBATH, è tutto a favore di telecamera, tutto per lo spettacolo e per vendere (un tempo) dischi. Faccio un paragone con artisti molto più spaventosi da questo punto di vista … i primi due nomi che mi vengono in mente sono  LED ZEPPELIN (of course) e DAVID BOWIE … tutta un’altra storia.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Scommetto che buona parte di quelli che hanno le corna in testa domenica mattina andranno a messa. Oltre un’ ora d’attesa, non posso fare a meno di ascoltare i discorsi di quelli che ho intorno e una volta di più capisco che il Rock non esiste (o che perlomeno quello contenutistico è sparito). Un giovane senza speranza dietro di me indossa una maglietta dei QUEEN con ADAM LAMBERT, e le chiacchiere che sento nulla hanno a che fare con il Rock. Ci rifletto su questa cosa, gli AC/DC ormai sono diventati un gruppo trasversale, piacciono a tutti. Chi l’avrebbe detto!? Ligabue, Jovanotti, Ac/Dc, tutti dentro allo stesso calderone. Io non mi ci riconosco più. Tutto si mescola e si ribalta come in politica. Facce toste del centro destra che si indignano circa i disegni del capitalismo, partiti che dovrebbero rappresentare la sinistra guidati da moderati, figli, o meglio nipoti, della democrazia cristiana. Il Classic Rock che ora ingloba contemporaneamente KISS e SEX PISTOLS. Finiremo per avere gente che tifa in egual misura nerazzurri e bianconeri, blaugrana e camiseta blanca.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Ho pena per me stesso, sono ormai allo sbando, se anche quella che dovrebbe essere una piacevole serata di Rock and Roll diventa occasione per scivolare su riflessioni senza soluzione, temo di essere alla frutta. Per fortuna inizia il concerto e la mia attenzione si sposta. ROCK OR BUST e SHOOT TO THRILL mi ridanno vigore. La prima impressione è che il gruppo rolli in maniera decisa nonostante gli anni e la perdita di una pedina fondante.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Guardo verso la collinetta alla mia sinistra, siamo davvero una marea di gente. Con l’arrivo di CHRIS SLADE (l’ex batterista dei FIRM) mi sembra che  il gruppo abbia ripreso una dinamica e una ricchezza ritmica notevole nonostante abbia un bassista inesistente. ANGUS è in forma, suona la Gibson diavoletto da par suo, è lui l’idolo della serata. Io sono qui, oltre che per CHRIS SLADE, per BRIAN JOHNSON. Mi piace l’anglo-italiano di Duston, per le cose in cui (non) crede, per la sua schiettezza e sincerità. Fatica un po’ stasera, ma credo sia inevitabile, anzi a pensarci bene è i-n-c-r-e-d-i-b-i-l-e che a 68 anni riesca ancora a reggere una tournée  con gli AC/DC.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

La scaletta è un discreto mix di classicissimi e pezzi meno scontati, mi sarebbe piaciuto che la scelta di questi ultimi si fosse basata su cosucce musicalmente più rilevanti. Il pezzo che forse mi godo maggiormente è HAVE A DRINK ON ME.

Chiusura scontatissima con WHOLE LOTTA ROSIE e LET THERE BE ROCK, pezzi che non ho mai amato in modo particolare, ed infatti sono l’unico a non saltare. Angus gigioneggia nell’assolo di quest’ultima, io trovo queste cose un po’ fuori luogo nel 2015, ma io non sono nessuno, lui invece è ANGUS YOUNG.

Bis: HIGHWAY TO HELL e FOR THOSE ABOUT TO ROCK, i cui cannoni mi paiono un pochino spompi. FTATR però ogni volta mi mette in corpo un brivido fighissimo,  quindi per qualche minuto sono in preda al fremito del Rock.

In quattro parole: buon concerto, bello spettacolo.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

SCALETTA:

Rock or Bust
Shoot to Thrill
Hell Ain’t a Bad Place to Be
Back in Black
Play Ball
Dirty Deeds Done Dirt Cheap
Thunderstruck
High Voltage
Rock ‘n’ Roll Train
Hells Bells
Baptism by Fire
You Shook Me All Night Long
Sin City
Shot Down in Flames
Have a Drink on Me
T.N.T.
Whole Lotta Rosie
Let There Be Rock

Bis:
Highway to Hell
For Those About to Rock (We Salute You)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Uscire dall’autodromo dal punto in cui siamo entrati è impossibile, mai vista tanta gente così. Decido di uscire dall’uscita posteriore del catino che inaspettatamente è molto meno frequentata. Facciamo il giro largo della città, passiamo per il centro, ci mangiamo un gelato. All’una però siamo ancora lì che cerchiamo di uscire da Imola. Voltiamo la macchina, evitiamo l’autostrada e prendiamo la via Emilia.

A letto alle 3, mi chiedo in che condizioni sarò domani in ufficio, due serate consecutive di concerti lontani da casa sono uno sport estremo per l’ometto miserello che sono. Va beh, pazienza, ho visto CHRIS SLADE, sono già a tre per quanto riguarda i membri dei FIRM. Mi manca solo TONY FRANKLIN.

Prima di chiudere gli occhi ripenso alle melodie color pastello di TOGETHER, ma è solo un momento … mentre cedo alle tenebre sento i rintocchi delle TYRRELL BELLS e ritorno così al mio inferno personale.

JUST ANOTHER LOVELY NIGHT WITH THE KEYBOARDS WIZARD – Rick Wakeman, Asti (Italy) July 8, 2015

14 Lug

ITALIAN /  ENGLISH

Nuovo appuntamento con RICK WAKEMAN e con il suo spettacolo di PIANO SOLO; tre volte in poco più di un anno, Saura deve essere contenta. Questa volta, pur avendo i biglietti da tempo, siamo chiamati a dare una mano nella gestione di Rick da CLAUDIO CANOVA, il promoter nostro amico, coinvolto a sua volta dalla agenzia a cui si era rivolto il comune di Asti. CANOVA ci sa fare in queste faccende, ed è bello vedere che questa cosa gli venga riconosciuta.

Appuntamento poco dopo le 16 in un autogrill sulla A21. Ritrovo ad Asti, all’albergo dove alloggia Rick. Claudio fa il check in, io e Saura chiacchieriamo lì fuori con Paolo, medico (e musicista anch’egli) che segue il biondo di Perivale. Con Claudio poi ci incamminiamo a piedi verso il luogo del concerto. Lo spettacolo di RW è previsto all’interno della rassegna AstiMusica.

Mi piace quello che c’è scritto in fondo al poster: Ascolta la musica. Abbi cura della tua città.

Asti Musica 2015

Scambio di info con i tecnici che stanno sistemando il pianoforte a coda Steinway & Sons.

Alle 19 Rick arriva in piazza della Cattedrale. Il posto, sì insomma la location, come si dice oggi, è suggestivo.

Asti, la cattedrale (foto Saura T)

Asti, la cattedrale (foto Saura T)

Asti, the stage (foto Saura T)

Asti, the stage (foto Saura T)

Rick arriva accompagnato da Paolo e dal personale del comune di Asti. Si fionda sul palco, prova il piano a coda e aiuta i tecnici a spostarlo nella posizione che desidera. Io, Saura e Claudio siamo lì dietro il palco.

Claudio C. & Tim (foto Saura T)

Claudio C. & Tim (foto Saura T)

Saura & Claudio C. (foto Tim T)

Saura & Claudio C. (foto Tim T)

Venti minuti e il soundcheck termina. RW scende dal palco, diversi fan  premono per farsi scattare una foto con Rick. Come sempre WAKEMAN è disponibilissimo. Io, Saura, Claudio e Paolo ci disponiamo dietro di lui pronti ad intervenire in caso qualcuno esageri un po’. Ci spostiamo poi nel backstage, nel camerino ricavato nelle stanze della sezione locale della Confartigianato. Claudio chiede a Rick se si rammenta di noi e piuttosto sorprendentemente Rick ci dice “Ehi ciao, siete venuti anche questa volta allora.”. Non sono sicuro che ricordi che ci siamo già visti in un paio di occasioni (SCHIO 2014 e VICENZA 2015), ma la sensazione è che, almeno visivamente, ci abbia riconosciuti. Chissà, forse ogni tanto dà un’occhiata al gruppo facebook RW KEYBOARDS WIZARD che gestisce Saura, e a furia di vedere la foto di se stesso con la reggiana dagli occhi di ghiaccio, la sua memoria deve avere immagazzinato i connotati della (mia) groupie. Ad ogni modo, la cosa ci fa indubbiamente piacere.

RW è uno che non pretende tanto, ma il “rider” che aveva chiesto Claudio non è esattamente rispettato. Nel frigo coca cola e acqua a volontà, qualche birra, ma il resto mi sembra un po’ miserello: qualche sandwich, qualche mela, qualche pesca, una confezione di Canestrelli, un po’ di patatine. Mah.

Rick si immerge subito nella stesura della scaletta e a scrivere gli appunti relativi. Io, Saura, Claudio e Paolo parliamo tra di noi, ma mi sento a disagio, un po’ perché  puoi anche essere experienced finché vuoi, ma avere RW lì di fianco non è esattamente cosa da tutti i giorni, un po’ perché non vorrei che Rick si sentisse escluso. Essendo anglosassone poi non credo che sia uno che rompa il ghiaccio per primo, così mi sa che tocchi a noi latini. Paolo e Claudio si allontanano per andare a verificare i lavori sul palco, rimaniamo nei camerini io, Saura e RW. Guardo the girl from Gavassa, fa la professionale, ma immagino che dentro sia tutto un fuoco. Chiedo con Rick se non lo disturba se parliamo un po’, lui sembra sollevato e ben disposto a chiacchierare. Parto un po’ imballato, ma poi ingrano la quarta è mi metto a discorrere amabilmente con il keyboards wizard. Parliamo di gatti, dato che come noi anche lui è un amante dei felini, ad un certo punto mostra la foto di Harry (uno dei suoi gatti, quello famoso dato che Rick lo cita spesso su twitter) a Saura, e io penso tra me e me: ma guarda un po’, RICK WAKEMAN, ripeto, RICK WAKEMAN che mostra una foto del suo gatto tramite il cellulino a Saura.

Parliamo dei LED ZEPPELIN (dice che è molto amico con RP, amico con JPJ, ricorda le bevute con JOHN BONHAM. Nessuna menzione di PAGE), di calcio (è parecchio informato sulla serie A, analizza brevemente la stagione della mia amata Inter, ha grandi parole per Mancini e una grande stima del mio football god JOSE’ MOURINHO. Rick è un tifoso del BRENTFORD e del MANCHESTER CITY.

Saura mi si avvicina e mi sussurra “Ma, riesci a parlare dell’Inter anche con Rick Wakeman?!

Tocchiamo inoltre l’argomento di Cuba e della sua avventura relativa (tre concerti tenuti all’HAVANA nel 2005) e del lungo incontro avuto con FIDEL CASTRO. Chiacchierata davvero interessante. Rick ti mette a suo agio, nessun atteggiamento snob da rockstar. Persona davvero meravigliosa.

Salta poi fuori il Rock fan che è in me, così gli chiedo se non lo disturba troppo fare un paio di foto con me e Saura. Rick si dimostra una volta di più disponibilissimo, mentre lo inquadro per lo scatto scherza con Saura, entrambi si mettono a ridere… quadretto irresistibile.

RW & Saura - Asti 8 july 2015  (Foto Tim T)

RW & Saura – Asti 8 july 2015 (Foto Tim T)

RW & Tim T. - Asti 8 july 2015 - backstage (foto Saura T)

RW & Tim T. – Asti 8 july 2015 – backstage (foto Saura T)

Autografa una delle sue due autobiografie e scrive “Saura, lots of love. Rick Wakeman”.

Poi accade un imprevisto, Saura gli allunga il divudi degli EQUINOX live al Blu J di Reggio Emilia. Prego Rick di gettarlo nel cestino una volta a casa e lui mi fa “Perchè, vi voglio vedere all’opera”. Filmati amatoriali, pezzi dei LZ, un chitarristino come me … cosa potrà pensare un musicista dal lignaggio gigantesco come lui? Mi imbarazzo al solo pensiero.

Arriva poi l’altro Paolo. Io e Saura ci presentiamo. Mentre Rick fa una intervista per la rivista PROG versione italiana, Paolo ci racconta gustosi aneddoti su altri nomi del Rock.

Alle 21,45 è ora di salire sul palco. Lo spettacolo è simile ai due che ho già visto, ma sentire suonare WAKEMAN è sempre un’emozione forte.

RW live in Asti 2015 (foto Tim Tirelli)

RW live in Asti 2015 (foto Tim Tirelli)

Rick parla e racconta qualche aneddoto tra un pezzo e l’altro. In seguito arriva il momento di dedicare qualche pezzo a CHRIS SQUIRE,  scomparso non troppi giorni fa. Rick dice qualcosa, il pubblico si alza in piedi e tributa un lungo applauso in onore del leggendario bassista, fondatore e leader degli YES. Il tributo di Rick si concretizza attraverso THE MEETING, AND YOU AND I e WONDEROUS STORIES.

Il concerto si snoda attraverso classici tratti da album leggendari come  JOURNEY TO THE CENTRE OF THE EARTH e SIX WIVES OF HENRY VIII e altre cosucce meno note. Non mancano gli accenni alle sue collaborazioni con CAT STEVENS e DAVID BOWIE, e le sue riproposizioni di HELP ed ELEANOR RIGBY dei BEATLES.

Un paio di bis, l’ultimo è THE JIG, pezzo scritto per il CIRQUE DU SOLEIL, brano che personalmente mi fa impazzire…

Finito lo show ci dirigiamo in tutta fretta al ristorante, un posto molto blues in pieno centro…

Ristorante - Asti (foto TT)

Ristorante – Asti (foto TT)

Niente aria condizionata, atmosfera informale, piacevole cena notturna. Paolo ci intrattiene ancora con storielle Rock davvero curiose.

Paolo & Claudio -(foto Saura T)

Paolo & Claudio -(foto Saura T)

RW a cena post concerto (foto Saura T)

RW a cena post concerto (foto Saura T)

Terminata la cena, ci avviamo verso l’uscita, prendo il cellulare di Saura, tocco inavvertitamente lo schermo e appare lo sfondo del Galaxy…una foto di WAKEMAN. Rick è dietro di me, vede la cosa e mi dice “She needs help”. 

Alcuni fan sono in attesa davanti all’entrata del ristorante. Rick si fa una foto con tutti. Salutiamo Paolo e accompagniamo in macchina Rick in albergo. Ultimi saluti, Rick abbraccia e bacia Saura e sale in camera. Rimaniamo ancora cinque minuti a parlare con Claudio e poi ripartiamo verso la Sweet Home Emilia Romagna.

Arriviamo alla Domus Saurea a notte fonda, doccia e a letto. Sono quasi le 5, domattina dovrei andare in ufficio, domani pomeriggio ci aspettano gli AC/DC a Imola … non so come farò. Ci penserò domani. E’ stata una bella serata e mi voglio godere le buone vibrazioni. Guardo Saura, è ancora sorridente. “Buonanotte groupie. Rick Wakeman rules!”

(BROKEN) ENGLISH

New rendez-vous with RICK WAKEMAN and his PIANO SOLO show; three times in just over a year, Saura should be happy. This time, despite having tickets for some time, we are called to help in the management of Rick from CLAUDIO CANOVA, the promoter and our friend called by the city of Asti (Italy) to handle things. CANOVA is very good in these matters, nice to see they recognize his merits.

We meet shortly after 4 pm in a motorwaycafè on the A21 italian motorway. We then arrive in Asti, at the hotel where Rick stays. Claudio does the check in while me and Saura chat with Paolo, the doctor who follows Rick on his italian dates. Then we stroll to the concert venue. The RW show is incorporated in the Astimusica review.

I like what is written in the bottom of the poster: Listen to the music. Take care of your city.

Checking details with the technicians who are setting up the Steinway & Sons grand piano.

Rick comes in at 7 pm in the Cathedral Square. The place, so in short, the location, as we say today, is impressive.

Rick arrives accompanied by Paolo and by the staff of the town of Asti. He goes straight on stage, he tries the piano and helps technicians to move it to the position he wants. Me, Saura and Claudio are there behind the stage.

Twenty minutes and soundcheck ends. RW comes down from the stage, several fans are pressing to have their picture taken with Rick. As always WAKEMAN is extremely available. Me, Saura, Claudio and Paolo stay behind him ready to intervene in case someone exaggerating a bit . We move then backstage, in the dressing room housed in the rooms of the local branch of Confartigianato. Claudio asks Rick if he remebner me and Saura and rather surprisingly Rick says “Hey hello, you have come also this time then.”. I’m not sure he remembers that we have already meet twice  (SCHIO 2014 & VICENZA 2015), but the feeling is that, at least visually, he recognizes us. Maybe sometimes he takes a look at the facebook group RW KEYBOARDS WIZARD which Saura manages, and after seeing the pictures of himself with Saura his memory must have stored the connotations of her. However, it undoubtedly is a pleasure.

RW is one that does not claim so much, but the “rider” that Claudio asked is not exactly respected. In the fridge coca cola and water at will, a few beers, but the rest seems a bit poor: some sandwiches, some apples, some peaches, a pack of biscuits, a bit of chips. Well…

Rick immerses himself immediately in writing the setlist and other notes. Me, Saura, Claudio and Paolo do the talking amongst ourselves, but I feel a bit uncomfortable because you may be experienced as you like, but having RW sitting next to you is not exactly every day stuff, and also because I’m worried Rick may feel excluded. As Anglo-Saxon then I do not think he’s one that breaks the ice first, so I guess that it’s up to us Latins. Paolo and Claudio move away to go to see how is the work on the stage, I remain in the dressing room with Saura and RW. I look at the girl from Gavassa, she looks professional, but I guess she’s on fire. I ask Rick if he doesn’t mind if we talk a little ‘, he seems relieved and willing to chat. At the beginning my broken english sound jammed, but then I shifted into fourth and I start talking amiably with the keyboards wizard. Rick is a cats lover so we talk about our pets, at one point he shows the photo of Harry (one of his cats, the famous one since Rick cites him often on twitter) to Saura, and I say to myself: “Pretty amazing, RICK WAKEMAN, I repeat, RICK WAKEMAN is showing a photo of his cat through his cellphone to Saura”

We then speak about LED ZEPPELIN (he says he is very good friend with RP, friend with JPJ he recalls drinking with JOHN BONHAM. No mention of PAGE), football (he is well informed about Serie A, he briefly analyzes the last poor season of my beloved F.C Inter, he has great words for coach Mancini and he had great respect for my football god JOSE MOURINHO. Rick is a fan of BRENTFORD and MANCHESTER CITY football clubs.

Saura approaches me and whispers, “Goodness, you can talk about Inter even with Rick Wakeman?!”

Also we touch upon the topic of Cuba and of his adventure there (three concerts held in Havana in 2005) and about his long meeting with Fidel Castro. Very interesting chat. Rick puts you at ease, no snob rock star attitude. He really is a wonderful person.

Then the Rock fan in me jumps off, so I ask him if it bothers him to take a couple of photos with me and Saura. Rick is once more amenable, he jokes with Saura while I take the pics, they both begin to laugh … fantastic.

He writes “Saura, lots of love. Rick Wakeman ” on one of his autobiographies Saura took with her.

Then something unexpected happens, Saura hands him the homemade dvd of EQUINOX (our LZ tribute band) live at Blue J of Reggio Emilia 2015. I feel ashamed and say “See Rick, she is the biggest RW/Yes fan I know bur fortunately she loves also LZ, so we put together this band to having good time.” I beg Rick to throw it in the trash when he got home and he says to me, “Why, I want to see how you do the job.” Amateur footage, LZ covers, an average guitar player like me … what will think a high lineage musician like him? I am embarrassed at the thought.

Then comes the other Paolo. me and Saura introduce ourselves. While Rick does an interview for the PROG magazine Italian edition, Paolo tells juicy anecdotes about other names of Rock.

9,45 pm it is time to go on stage. The show is similar to the two that I’ve already seen, but to see WAKEMAN play is always a sweet emotion.

Rick speaks and tells some anecdotes between a songs. Then comes the time to dedicat few pieces to CHRIS SQUIRE, who died not too many days ago. Rick says something, the audience stands up and the late legendary bass player, founder and leader of the YES gets a big hand, a thunderous applause. The tribute to Chris consists in THE MEETING, AND YOU AND I and WONDEROUS STORIES.

The concert winds through classic traits of legendary albums like JOURNEY TO THE CENTRE OF THE EARTH and SIX WIVES OF HENRY VIII and other little things less known. There are the usual references to his collaborations with CAT STEVENS and DAVID BOWIE and his reworkings of HELP and ELEANOR RIGBY by the BEATLES.

A couple of encore; the last is THE JIG, a piece written for CIRQUE DU SOLEIL, a song that personally drives me crazy …

The show ends and we head in a hurry to the restaurant, a very blues one in the heart of the city.

No air conditioning, informal atmosphere, pleasant dinner night. Paolo still entertains us with stories about Rock.

After dinner, we are approaching the exit, I take Saura’s cell phone, inadvertently I touch the screen and in the background of the Galaxy model appears a photo of WAKEMAN. Rick is behind me, he sees it and says, “She needs help.”

Some fans are waiting at the entrance of the restaurant. Rick take his time to sign everything and to take photos with everyone. Wot a gentleman! We then get in Paolo’s car to take Rick to his hotel. There we say goodbye, Rick hugs and kisses Saura and he head for his room. We stay just a litlle bit longer with Claudio and then we leave Sweet Home Emilia Romagna bound.

We arrive at the Domus Saurea in Reggio Emilia at 4 o’clock in the morning, we take a shower and go to bed. It’s almost 5 am, I should go to work tomorrow morning and tomorrow afternoon we will go to Imola’s racetrack to see AC/DC … I do not know how I will but I will think about it tomorrow. It’s been a lovely evening and I want to enjoy the good vibes. I look to Saura, she is still smiling. “Goodnight baby. Rick Wakeman rules! “

FLASH n.24 – gennaio1991 (IAN GILLAN Interview)

10 Lug

Autunno 1990, Ian Gillan è in tour in Italia, grazie ad entrature purpleiane frequento Ian e il suo chitarrista di allora Steve Morris, durante i tre giorni della loro permanenza a Modena. Le amabili chiacchierate si trasformano in qualche modo in interviste che pubblico su OH JIMMY (la fanzine che all’epoca dirigo) e su FLASH. Queste le due paginette di FLASH appunto.

FILE PDF:

FLASH 24 Ian Gillan Interview

FLASH 24