Down by the seaside blues

27 Ago

Dopo le due settimane a Cuba di aprile, qualche giorno in Romagna, in una location rigorosamente vicino al kartodromo più grande d’Italia per dar modo alla groupie di sfogare le sue voglie. Tutto sommato non mi dispiace, dalle 12 alle 15,30 quando la spiaggia si svuota e guardo le vele bianche all’orizzonte sento le tossine lasciare il mio corpo, mi sento leggero, a posto con me st(r)esso. Se poi ho in mano una Corona gelata e in cuffia DOWN BY THE SEASIDE dei LZ, mi sento prossimo a raggiungere l’estasi…

Leggo, osservo, medito in modalità take it easy. Inizio a pensare che il mensile LINUS sia la rivista italiana di maggior spessore, o perlomeno quella che leggo con più fervore…

Linus agosto 2015

Le strisce di DILBERT e PERLE AI PORCI sono diventate essenziali per me, i PEANUTS mi riportano ai miei happy days e certi articoli mi fanno ridere l’animo: UN CASINO IMMENSO (mappa del dibattito in rete) / UN TEMPO GLI INTELLETTUALI ERANO INCISIVI. OGGI? BOH, FORSE, CHISSÀ. / ERAVAMO A RAGIONERIA INSIEME / E TU DI CHE PIDDÌ SEI?

Linus - che pddino sei?

Linus – che pddino sei?

Mi lascio trasportare poi dall’ultimo libro edito in Italia di GREG ILES, di cui da alcuni anni sono un fan con la stessa intensità di cui lo sono (ero?) dei LED ZEPPELIN…

Tim - reading The Natchez Burning

Tim – reading The Natchez Burning

Un paio di giorni di maltempo servono a far respirare l’estate, ossigenare il mare, rifarmi vivere il malinconico mood della Riviera al tempo della pioggia. Mi rifugio in un ristorante di buon livello, pietanza a base di pesce e per finire carpaccio di ananas. Mica male …

Da Giorgio - Carpaccio di Ananas - foto TT

Da Giorgio – Carpaccio di Ananas – foto TT

La musica, o meglio il rumore sonoro che si sente in giro, è quasi sempre spazzatura. La techno-caraibica commerciale insopportabile, il nuovo “piano bar” che consiste in un cellulare o in un tablet collegato ad un minuscolo mixer e ad un paio di casse che diffondono basi su cui uno sprovveduto canta (male) canzoni con arrangiamento techno. I bambini ballano al ritmo di questa melma, e mi chiedo che generazione diventerà la loro se cresce ascoltando questa sbobba sonora.

Torno indietro di alcuni decenni, cerco di ricordare cosa ascoltavo “involontariamente” io. La sigla della TV dei ragazzi consisteva in A SALTY DOG dei PROCOL HARUM e SHE CAME IN THROUGH MY BATHROOM WINDOW versione JOE COCKER. Quando mio padre, il vecchio Brian, o mia madre compravano un 45 giri per me o mi sorella prendevano cose tipo VENUS degli SHOCKING BLUE, BELLA BELINDA di GIANNI MORANDI, MINUETTO di MIA MARTINI o qualcosa dei CANNED HEAT da BANDIERA GIALLA. Ora, non è che BELLA BELINDA fosse un pezzo profondissimo, era ed è piuttosto sciocchino, trattasi di una cover di PRETTY BELINDA (1969) di CHRIS ANDREWS, una sorta di swing allungato con beat e rhythm and blues bianco inglese… però a me sembra un pezzo di musica leggera, non un pezzo di musica stupida… mah, chissà, forse sono io che come al solito guardo troppo lo specchietto retrovisore.

Parlo con la titolare del bagno dove ci siamo appoggiati, ci dice che quest’anno al pomeriggio, per l’aperitivo, ha chiamato uno che fa “Jash” (Jazz insomma). Alle 16 vado a vedere di che si tratta. C’è la sagoma di un pianoforte a coda di compensato bianco. Un uomo sui quarant’anni vi ha appoggiato sopra una tastiera, un mixerino, due casse, lì vicino un sax. Partono le basi, lui inizia a suonare la tastiera che ha gli stessi suoni delle tastiere Bontempi per bambini, mi stupisco della misera qualità. Poco dopo il Duke Ellington della Romagna prende in mano il sax con cui soffia fuori qualche nota senza nessuna particolarità. Il genere è una sorta di new age neutra. Il microfono tende a scivolare dal supporto ogni minuto, scena fantozziana. La sera passo vicino al bagno in questione, c’è ancora lui, stavolta fa piano bar, canta canzoni “d’autore”… ma è un cantante mediocre, ha una voce non adatta, non tiene bene l’intonazione. Mi faccio sempre la stessa domanda, sono io che sono diventato un vecchio brontolone o è un salutare modo di ribellarsi all’assuefazione di mediocrità che c’è nel mondo oggi? Se ti proponi come musicista da intrattenimento in situazioni del genere e, badate bene, sei pagato adeguatamente per farlo, occorre che tu ci sappia perlomeno un po’ fare, altrimenti sfoghi le tue voglie nella tavernetta di casa tua quando vengono gli amici a mangiare una pizza al salame piccante. Non devi essere FREDDIE MERCURY, ma devi essere almeno bravino.

Qualche sera dopo nella piazzetta della ridente cittadina c’è un gruppo all’apparenza professionale: palco grande, impianto luci notevole, vestiti da scena, pubblico numerosissimo. Il cantante è vestito come uno dei CLASSIC NOVEAUX …

Uno dei CLASSIC NOVEAUX

Uno dei CLASSIC NOVEAUX

Il genere proposto è una mistura senza costrutto: TALK TALK, SPANDAU BALLET, BOB MARLEY, KIM CARNES, persino gli YES (anni ottanta). Sono in sei sul palco, più un dj (un dj?) vestito come un rapper nero con cappello e medaglioni. Fanno uso di basi, non si capisce chi suona e chi fa finta, mah! Tutti i pezzi hanno lo stesso arrangiamento, lo stesso tempo. Il cantante non è dotato, ma la gente applaude, salta, balla al ritmo di “Su le maniiiii!!!” Ma la voglia di Rock è tanta che quando esplode OWNER OF A LONELY HEART la groupie scatta. Mi allontano da lei, mi nascondo in un aiuola, e mi metto a riprenderla con cellulino. Suona la airguitar, gli airdrums… chissà cosa pensa la gente di questa esagitata. Ad un certo punto si chiede dove io sia finito, si guarda intorno, mi vede, alza le mani in preda all’esaltazione mistica… e tutto questo per una canzonetta come POSSESSORE DI UN CUORE SOLITARIO, si trattasse di STARSHIP TROOPER capirei, ma così … come se io facessi lo stesso per, che so, ALL MY LOVE.

Ad ogni modo, unica eccezione alla monotonia musicale un gruppetto di ragazzi con una ragazza alla voce che propone del Rock in cui mi imbatto una sera. VAN HALE, RAY CHARLES, CHUCK BERRY, LED ZEPPELIN, ROBERT PALMER/TINA TURNER, JOAN JETT… roba buona. E’ divertente notare come un gruppo senza tante pretese sia comunque credibile grazie alla verve del chitarrista solista. I brani dei LZ non sono eseguiti benissimo, ma il resto è dignitoso, e poi … vedere una band di giovanetti suonare RAY CHARLES (Hallelujah I Love Her So del 1955) e CHUCK BERRY (Roll Over Beethoven del 1956) è una gran cosa, seppur si presentino sul palco in braghe corte …

Gruppetto Rock a Cesenatico - agosto 2015

Gruppetto Rock a Cesenatico – agosto 2015

Una sera in un hotel noto un duo bislacco: lui alle tastiere e al canto, lei alla batteria e ai cori. Suonano con l’aiuto di basi naturalmente; mi fermo a guardare la signora che tiene il tempo con la batteria; sto per andarmene quando vedo lui che si avvicina ad una buffa steel guitar… rimango basito, è chiaro che il tipo è uno della vecchia guardia, un musicista vero dei bei tempi andati. Mi rattristo nel constatare a cosa si è dovuto adeguare per vivere di musica, ma poi applaudo convinto la sua performance. Vaja con dios, hombre.

steel guitar man - foto TT

steel guitar man – foto TT

Davanti ad una libreria sento due signore parlare con accento meridionale: “Ah, qui c’è la libreria” dice una, e l’altra “Ah no, basta, io ho già due libri a casa, non ho bisogno d’altro. Sono quelli per il significato dei sogni”. Sbigottito mi giro a guardarla, è una di quelle 40/50enni tarchiate, troppo in carne, vestita come se avesse 20 e un corpo mozzafiato. E’ uno di quei momenti in cui il suffragio universale mi sembra una “cagata pazzesca”. Non è che io mi senta chissà chi, ma perlomeno, da uomo miserello quale sono, leggo libri, quotidiani, settimanali, in qualche occasione partecipo come spettatore a dibattiti politici e riunioni politiche, prima di andare a votare mi interrogo su certe questioni, valuto i candidati, bestemmio perché poi nessuno mi convince, ma se non altro cerco di mettere un po’ di me stesso  nell‘arte di governare le società (la politica insomma); ecco, che il mio voto valga come quello della australopiteca che ho davanti non mi va più bene. E ‘fanculo la democrazia.

Per calmarmi e cercare di dimenticare passo al mio hobby preferito: camminare per le strade di seconda fascia e osservare gli alberghi, carpirne gli aspetti più blues. Ne trovo uno che più blues non si può: l’Hotel Riposo. Ah.

gli hotel del Blues ... - foto TT

gli hotel del Blues … – foto TT

gli hotel del Blues ... - foto TT

gli hotel del Blues … – foto TT

Mi diverto anche ad esaminare i condomini di appartamenti da affittare o acquistare, in uno scovo una cassetta della posta assai curiosa…

Cassette della posta Blues - foto TT

Cassette della posta Blues – foto TT

In spiaggia, assorto nella lettura, sento genitori italiani chiamare i figli, scuoto la testa: i nomi dei bambini sono pretenziosi … è tutto un fiorire di Sebàstian, Samuel, Maicol, Manuel … una bambina si chiama Mària, con l’accento sulla prima a… sbotto tra me e me:  “an s’pol menga, ma fat dèr in dal cul te e Mària!”. La prossima volta cercherò un hotel e un bagno childfree in modo da non dover più essere costretto a sentire certi nomi.

Il mare è comunque una scusa, siamo qui affinché la groupie possa correre in go-kart. Per tre sere l’ accompagno in questo bel circuito che non frequenta da due anni, in tutto 8 gare: sette volte prima e una volta seconda; “il secondo posto è un cruccio” mi dice, “il kart che mi hanno dato non andava”. Inoltre ha centrato il 5° miglior tempo del circuito dell’anno in corso. Certo, sono “gare” fatte da appassionati che si ritrovano al momento, non sono gare ufficiali di campionato, ma vederla nella tuta gialla (colore riservato alle donne), sfrecciare tra le tute rosse (riservate agli uomini), e vedere il numero del suo kart continuamente nella prima posizione del tabellone luminoso mi riempie come sempre di meraviglia. In pista più o meno 20 concorrenti alla volta, lei li supera tutti, se non si spostano li sbatte fuori, alcuni li doppia. Ormai la conosco la mia groupie, ma mi sorprendo ogni volta… una che abbia un talento del genere in due discipline così distinte tra loro (la velocità e la musica) non è cosa comune.

Motor head woman - foto TT

Motor head woman – foto TT

Motor head woman - foto TT

Motor head woman – foto TT

In spiaggia scambio messaggi con JAYPEE. Anche lui e al mare, non troppo distante da me. Mi invia foto di certi “elegantoni” (cit. di Terence Hill) in giro la sera  in ciabatte, braghe corte e canottiera e di BEPPE MANIGLIA che è “in concerto” in una delle piazze del paese in cui si trova il mio amico.

Ogni mattina compro REPUBBLICA e LA GAZZA, il calciomercato è al suo culmine così, avido di notizie, sfoglio le pagine sperando in un colpo sensazionale della mia squadra. A tal proposito scambio messaggi con BEPPE RIVA. Il maestro è in Portogallo, mi manda una foto dove sfoggia il suo ultimo acquisto: una t-shirt dei BS. Parliamo della nostra INTER, tra speranze e paure. L’ultimo lustro ci ha fiaccato, chissà se quest’anno finalmente ci riprenderemo le posizioni che ci competono…

Beppe Riva in Portogallo

Beppe Riva in Portogallo

Lasciare i posti e la gente è per me sempre difficile. Julia me lo faceva notare sempre. Anche stavolta saluto l’Adriatico con l’animo in pena. Riattraverso la Romagna, rientro in EMILIA e quindi a BORGO MASSENZIO. Nemmeno il tempo di arrivare e faccio una capatina in ufficio, lunedì si ricomincia, meglio controllare che tutto sia a posto. Mi fermo poi da Brian. Appena mi vede esclama “Tim!”. Sono un po’ abbronzato, se ne accorge e mi dice ” ‘ste bel.” (se sei bello), è proprio vero: ogni scarrafone è bello a papà suo. Siamo sulla veranda, gli chiedo le stesse cose, intavolo gli stessi semplici discorsi, d’altra parte l’alzheimer non permette voli pindarici. Cerco di parlargli dell’INTER e del campionato che finalmente sta per iniziare e lui “l’Inter, sè, l’è vera” (l’Inter, già, è vero) ma chissà se si ricorda davvero. Gli chiedo se mi vuole bene e lui “Mo’ dio canta!” esclamazione emilianissima, come a dire “mo’ certo, te ne voglio un sacco”. Bacio il mio vecchio e vado dalla Simo a prendere Palmiro.

Dopo due settimane di lontananza Palmir me la fa pagare: non mi caga e va a nascondersi. E’ un gatto fortunato, quando andiamo in vacanza lui se ne va dalla Simo, che lo ama almeno quanto lo amiamo noi, ma lui deve farmela pagare comunque, d’altronde è un gatto. Il ritorno alla Domus Saurea è come sempre un po’ traumatico, per me e per la groupie. La prima notte Palmir non ci lascia dormire un momento. Miagola, salta sul letto, affila le unghie dappertutto. Alle 4 esausto mi alzo e sto con lui fino alle 6. E’ irrequieto ma mi sta addosso. Gli preparo da mangiare, lo coccolo. Sembra calmarsi un po’. Gioca a nascondino dietro al divano…

Palmiro - foto TT

Palmiro – foto TT

Mi rimetto a letto. Alle 6,30 ricomincia. Si alza la groupie e lo fa uscire. Torna a casa verso sera, spossato, beve una ciotola d’acqua. Lo lavo con la salvietta, gli do da mangiare. Si abbuffa. Una volta finito mi fissa. Ho capito. Lo prendo in braccio, andiamo nello studiolo, prendo un cd e lo infilo nel lettore, parte la musica e Palmir si appisola tranquillo con il muso sul mio petto. Aveva solo bisogno della sua dose di Aor. Magico Palmir.

Finalmente il campionato. La stagione non poteva iniziare meglio: l’Inter vince, J**e-Milan-Napoli perdono. Come sempre soffro fino alla fine (segna JoJo al 93esimo!) ma sono contento, avevo bisogno di calcio, della mia Inter, di vittorie.

Cena estiva nel giardino di Pol; riprendiamo i contatti, valutiamo nuovi pezzi da aggiungere alla scaletta degli EQUINOX, parliamo di Rock, di fyga, dei blues della vita.

Pol & Tim - agosto 2015 - photo Saura T

Pol & Tim – agosto 2015 – photo Saura T

Agosto se ne sta andando, settembre incombe, via … si riparte.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

LED ZEPPELIN back on the charts (unfortunately)

25 Ago

ITALIAN / ENGLISH

C’è qualcosa che non va nel Rock: ristampe di album vecchi 39, 36 e 33 anni arrivano nella top ten americana (settimana del 22 agosto, BILLBOARD magazine):

Screenshot_2015-08-15-18-45-44 (1)

Certo, meglio questi album e questo gruppo piuttosto che la robaccia che si sente oggi in giro, ma temo che sia un segnale preoccupante per il Rock, musica che non riesce più ad esprime nulla di realmente grandioso. Qualche buon gruppo, qualche buon album, ma nulla di veramente sorprendente. Parlo di Rock in senso stretto e in senso lato, escludendo ad esempio il metal e tutte le piccole galassie ad esso connesse il cui pubblico usa immancabilmente termini come “capolavoro” “stellare” “caposaldo” per descrivere album in realtà tutt’al più discreti.

Sono un fan dei LZ, da un lato sono contento, ma dall’altro sono preoccupato, anzi rassegnato: il Rock è morto. Se siamo ridotti a mandare in classifica album bislacchi, o se volete eccentrici, come PRESENCE, IN THROUGH THE OUT DOOR e CODA, il futuro musicale è un lungo velo di crepe nere da indossare. ITTOD è un album che adoro, le cui particelle fanno parte da 36 anni del mio midollo, ma è un capitolo importante per la mia vita, non per il Rock; sì certo c’è I’M GONNA CRAWL e pure IN THE EVENING e FOOL IN THE RAIN, ma non è certo un album indimenticabile. PRESENCE contiene ardite architetture chitarristiche (ACHILLES LAST STAND anyone?) ma è un album cupo, metallico, difficile. CODA è una raccolta di scarti, buoni giusto per una testa di piombo come me che mette DARLENE tra le top 5 del gruppo, ma che valore può avere se messo nella giusta prospettiva? Eppure sono rispettivamente al numero 9, 13 e 12 della classifica americana di BILLBOARD, e non sto parlando delle classifiche farlocche divise per genere, no, trattasi della BILLBOARD TOP 200, l’unica che abbia un vero valore.

Un’altro cruccio per questo successo è che in questo modo JIMMY PAGE non capirà mai di aver fatto un pessimo lavoro con queste ristampe, riempiendo il 90% dei bonus (va beh, companion) disc di fuffa (i rough mix e affini sono una truffa). Io non li ho comprati, mi è costato molto, ho aspetto le deluxe edition dei LZ per lustri interi, ma il metodo usato da PAGE proprio non mi va giù. L’artista è il peggior nemico di sè stesso quando si tratta di scegliere materiale extra… ma il brand LED ZEPPELIN è uno dei 5 brand musicali che vende sempre e comunque, purtroppo.

Non stiamo parlando di cifre incredibili, lontani sono gli anni in cui di aveva a che fare con cifre a cinque o sei zeri, oggi con 25.000 copie vendute in una settimana arrivi nella top ten che conta (mi riferisco al mercato Usa).

Ad ogni modo nel 2014, tra le ristampe di I, II, III, IV, HOTH e il resto del catalogo i LZ hanno venduto negli Usa 946.000 albums (599.000 nel 2013 solo col vecchio catalogo), nel 2015 siamo già a 466.000. Se lette con gli occhi di oggi sono cifre altissime, raggiunte con album pubblicati in origine tra i 46 e i 33 anni fa. Roba da matti.

http://www.billboard.com/articles/columns/chart-beat/6656593/led-zeppelin-top-10-return-billboard-200

Led Zeppelin North American Tour 1973 - Los Angeles Forum 3 june 1973

Led Zeppelin North American Tour 1973 – Los Angeles Forum 3 june 1973

(BROKEN) ENGLISH

There is something wrong in Rock: reissues of 39,36,33 years old albums go straight in the US top ten chart (week of 22 August, BILLBOARD magazine):

Sure, better these albums and this group rather than the shite you usually hear today, but I fear it is a worrying sign for Rock, music that can no longer expresses anything really great. Some good group, some good album, but nothing really surprising. I talk about Rock itself, but also in a broader sense, but excluding for example Metal and all the little galaxies related thereto whose audience invariably uses terms like “masterpiece” “stellar” “cornerstone” to describe album actually at most fairly good.

I’m a fan of LZ, on one hand I’m happy, but on the other hand I’m concerned, indeed resigned: Rock is dead. If we are reduced to send on the charts quirky albums  as PRESENCE, IN THROUGH THE OUT DOOR and CODA the future of Rock music is a long veil of black cracks to wear. ITTOD is an album that I love, whose particles have been running since 1979 in my marrow, but it is an important chapter in my life, not for Rock music; yes of course it contains I’M GONNA CRAWL, and IN THE EVENING and FOOL IN THE RAIN but it is not certainly a memorable album. PRESENCE contains daring guitar architecture (ACHILLES LAST STAND anyone?) but it’s a dark, metallic, difficult album. CODA is a collection of leftovers, good for a led head like me who puts DARLENE among the top five songs of the group, but what value it may have if we put it in the right perspective? Yet they are respectively at 9, 13 and 12 position of the US charts in BILLBOARD magazine, and I’m not talking about the phony charts divided by gender, no, I’m talking about the BILLBOARD TOP 200, the only one that has a real value.

Another worry for this success is that in this way JIMMY PAGE will never understand that he had done a poor job with these reissues, filling 90% of the bonus (okay, companion) discs with crap (the rough mix and the like are a scam). I havenìt bought them, and it costs me a lot in a spiritual way, I waited for the LZ deluxe editions for whole decades, but I can’t stand the method used by PAGE to assemble everythiung. The artist is the worst enemy of himself when it comes to choosing extra stuff … but the brand LED ZEPPELIN is one of 5 music brands that sells anyway, unfortunately.

We’re not talking about incredible figures, gone are the years when the figures had to do with five or six zeros, now with 25,000 copies sold in a week you go in the top ten.

However in 2014, including the newly reprints of I, II, III, IV, HOTH plus the rest of the catalog LZ sold 946,000 albums in the USA (599,000 in 2013 alone with the old catalog), in 2015 we are already at 466,000. If we read it with the eyes of today they are high figures, figures reached with albums released originally between 46 and 33 years ago. Crazy stuff.

 

GREG ILES “L’affare Cage” (Piemme 2015) – TTTTT+

24 Ago

E’ un po’ che parlo di GREG ILES qui sul blog, lo faccio molto volentieri perché è il mio scrittore preferito di questi ultimi anni. In giro si dire genericamente che ILES scrive dei thriller, è così ma c’è qualcosa di più nei suoi romanzi che a mio modo di vedere lo fa essere autore a tutto tondo che travalica il genere in questione. L’AFFARE CAGE (The Natchez Burning) è il suo ultimo libro pubblicato in Italia, è il quarto della saga del protagonista PENN CAGE e il primo di una trilogia anch’essa ambientata a Natchez, Mississippi. L’humus da cui è tratto è dunque quello che su questo blog amiamo molto, d’altra parte basti vedere il titolo originale del romanzo (THE NATCHEZ BURNING…  proviene da un vecchio e sgangherato blues di HOWLIN’ WOLF) per intuire i tanti rimandi alla musica che amiamo.

Il libro, come ho scritto, è il primo episodio di una trilogia, il finale dunque è aperto; il secondo capitolo in America è già stato pubblicato (THE BONE TREE), il terzo lo sarà nel 2007 (UNWRITTEN LAWS). Qualche giorno fa REPUBBLICA ha pubblicato una discreta intervista a ILES:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/08/18/greg-iles-autore-di-thriller-bestseller-svela-i-segreti-usa38.html?ref=search

Ha ragione Ken Follett: questo è il miglior thriller degli ultimi anni. Il libro ha più di 900 pagine, e va bene che ero al mare, ma l’ho letto in sei giorni. Irresistibile.

Mentre leggevo questo la groupie era alla prese con IL PIANTO DELL’ANGELO (già recensito qui sul blog). Una volta finito mi dice che fino ad oggi è quello che le è piaciuto di più di quelli che ha letto (L’AFFARE CAGE ancora le manca). “E’ il suo LED ZEPPELIN IV” mi fa, “allora l’AFFARE CAGE è il suo PHYSICAL GRAFFITI” le rispondo. Sciocchi parallelismi estivi da farsi sotto l’ombrellone, ma rimane il fatto che GREG ILES, come i LZ, è ormai un punto fermo della mia vita.

Da acquistare assolutamente.

Greg Iles l'Affare cage

GREG ILES  bibliografia
ANNO TITOLO italiano TITOLO americano Note
1992 spandau phoenix spandau phoenix
1995 black cross
1996 mortal fear
1999 un gioco quieto the quiet game Penn Cage saga
2001 ore di terrore 24 hours
2001 l’uomo che rubava la morte dead sleep
2002 la regola del buio sleep no more
2003 il progetto trinity the footsprints of god / dark matter
2005 la memoria del fiume (2012) blood memory
2005 il pianto dell’angelo (2011) turnig angel Penn Cage saga
2006 il sorriso del demoni (2010) true evil
2007 una faccenda privata (2011) third degree
2009 la notte non è un posto sicuro (2011) the devil’s punchbowl Penn Cage saga
2014 L’affare cage (2015) the natchez burning Penn Cage saga
2015 the bone tree Penn Cage saga
2017 unwritten laws Penn Cage saga

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

SINOSSI:

A volte, ci aspettiamo troppo dai nostri padri. A Natchez, nel profondo Sud degli Stati Uniti, l’ex avvocato Penn Cage – ora sindaco della città – crede ancora in certi valori ormai fuori moda come l’onore, la generosità, la giustizia. Valori di cui nei tribunali del Mississippi e del Texas da tempo non si vede neanche l’ombra. Quando un’anziana donna di colore, Viola Turner, già molto malata, muore in circostanze non chiare, l’accusa ricade sul padre di Penn, il medico Tom Cage, con cui la donna aveva lavorato come infermiera molti anni prima. Così, Penn si trova costretto a indagare nel passato condiviso del padre e di Viola, negli anni più turbolenti e infuocati della storia americana, anni di odi razziali e violenza, che hanno lasciato, oltre alle vittorie, anche profonde ferite. Per difendere suo padre, Penn compirà un viaggio sconcertante dentro i segreti della propria famiglia, e nel passato dell’uomo a cui ha sempre guardato come a un eroe, e che per lui non può che essere innocente. Per scoprire che, forse, non esistono eroi innocenti.

Un legal thriller serratissimo che è anche la storia struggente di un padre e un figlio, e un ritratto emozionante e potente di un pezzo di America, dove l’onore, la vergogna, il passato hanno ancora un significato. Per mesi ai primi posti di tutte le classifiche americane, L’affare Cage segna il trionfale ritorno di Greg Iles dopo cinque anni di silenzio.

 

da WIKIPEDIA:

Iles was born in 1960 in Stuttgart, Germany, where his physician father ran the U.S. Embassy Medical Clinic. He was raised in Natchez, Mississippi, the setting of many of his novels. After attending Trinity Episcopal Day School, he graduated from the University of Mississippi in 1983.

Iles spent several years as a guitarist, singer, and songwriter in the band Frankly Scarlet. He quit the band after he was married and began working on his first novel, Spandau Phoenix, a thriller about Nazi war criminal Rudolf Hess. Spandau Phoenix was published in 1993.

In 2002, Iles wrote the script 24 Hours from his novel of the same name. Rewritten by director Don Roos, it was renamed Trapped. Iles then rewrote the script during the shoot, at the request of the producers and actors.[citation needed]

In 2011, Iles was nearly killed in a traffic accident on Highway 61 and lost his right leg below the knee. During his three-year recovery, he wrote three volumes of a trilogy set in Natchez, Mississippi, and featuring former prosecutor Penn Cage.

Iles is a member of the literary musical group The Rock Bottom Remainders, which includes authors Dave Barry, Ridley Pearson, Stephen King, Scott Turow, Amy Tan, Mitch Albom, Roy Blount, Jr., Matt Groening, and James McBride. In July 2013, he co-authored Hard Listening (2013) with the group.[1] The ebook combines essays, fiction, musings, email exchanges and conversations, photographs, audio and video clips, and interactive quizzes to give readers a view into the private lives of the authors/musicians.

CLASSIX! N.4 – novembre 2004 (JIMI HENDRIX)

21 Ago

Inizio anni duemila, grazie a GIANNI DELLA CIOPPA comincio a scrivere su di una nuova rivista musicale, CLASSIX!, guidata da FRANCESCO PASCOLETTI. Questo il mio articolo su JIMI HENDRIX apparso sul n.4 (della nuova serie) nel novembre del 2004

FILE PDF:

CLASSIX! N4 (NUOVA SERIE)

CLASSIX! N4 (NUOVA SERIE)

ETTA JAMES “Lovin’ Arms” (1974)

19 Ago

From the album COME A LITTLE CLOSER (Chess 1974)

(written by Tom Jans)

If you could see me now
The one who said that she’d rather roam
The one who said she’d rather be alone
If you could only see me now

If I could hold you now
Just for a moment, I could really make you mine
Just for awhile, turn back the hands of time
If I could only hold you now

I’ve been too long in the wind, too long in the rain
Take any comfort that I can
Looking back and hoping for a freedom from my chains
And lie in your loving arms again

If you could hear me now
Singing somewhere through the lonely night
Dreaming of the arms that held me tight
If you could only hear me now

I’ve been too long in the wind, too long in the rain
Take any comfort that I can
Looking back and hoping for a freedom of my chains
And lie in your loving arms again

I can almost feel your loving arms again
I can almost feel your loving arms again

CDKEND-388a

Rockonti: l’eroe venuto dallo spazio di Massimo Bonelli

17 Ago

MB si avventura in un viaggio cosmico, questo è il risultato…

“Ten, Nine, Eight, Seven, Six…  Five, Four, Three … Two, One, Liftoff … This is Ground Control to Major Tom… You’ve really made the grade…”

La piccola navicella stava vagando nello spazio con il suo prezioso carico. Il trasferimento “culturale” era riuscito.

Da una stazione spaziale segreta avevano lanciato la piccola capsula, contenente il corpo perfetto di un giovane uomo: David Jones, affetto da problemi mentali.

L’obiettivo era quello che lui ospitasse, nel senso letterale e scientifico del termine, il cervello molto sviluppato di Bowie, uno dei pochi superstiti del pianeta conosciuto con il nome di Ziggy. Mondo intelligente di un’altra galassia.

bowie psychedelico

“Mayday, mayday… Houston, abbiamo un problema…”

“Ground Control to Major Tom..  Your circuit’s dead, there’s something wrong
Can you hear me, Major Tom?
Can you hear me, Major Tom?
Can you hear me, Major Tom?
Can you “Here am I floating round my tin can
Far above the Moon
Planet Earth is blue
And there’s nothing I can do.”

Mary usciva in quel momento dal cinema; non era lì per svago, faceva la cassiera e questo la costringeva a rincasare piuttosto tardi. Stansfield Road non era molto distante e Bromley è una cittadina minuscola nella regione del Kent, in Inghilterra. Era troppo tardi per trovare un mezzo e quindi, come al solito, si avviò a piedi. Mentre camminava, vide una sottile scia luminosa nel cielo notturno. Giunta a casa, si accorse di uno strano oggetto tra gli alberi del giardino. Una macchina a forma di uovo. Il marito di Mary, Haywood, era già sul posto a curiosare, un po’ agitato. Mary era più spaventata e avrebbe voluto chiamare qualcuno… ma proprio in quel momento, la capsula si aprì.

David Bowie.
David Bowie

Immediatamente, l’individuo presente all’interno, uscì. Era alto, ma la sua magrezza lo faceva apparire ancora più alto e slanciato. Era pallido. Dalla sua carnagione bianchissima, gli occhi cristallini risaltavano esageratamente: uno azzurro e l’altro verde. I folti capelli biondi, con dei riflessi rosso fiammanti, coprivano in parte la fronte. Un’ elegante tuta bianca, ed un aspetto decisamente aristocratico e nobile, gli conferivano l’aria di un Duca.

– “La mia missione è salvarvi” – disse con un perfetto accento del Kent – “il mio pianeta, Ziggy, probabilmente è già scomparso. I Venusiani hanno avuto la possibilità di distruggerci. Ma, purtroppo, nel mio mondo, ero l’unico capace di contrastarli, con la sola arma in grado di respingerli: la musica.”-

Mary e Haywood non avevano ancora avuto il tempo di riprendersi dalla sorpresa. Tutti e due erano a bocca aperta di fronte allo strano individuo che era uscito dalla capsula. Venusiani, musica, Ziggy, distrutti… di che cosa stava parlando e soprattutto chi era questo essere pallido, etereo, arrivato dal cielo?

bowie 25

Come se avesse letto nelle loro menti, l’uomo rispose – “Il mio nome è Bowie, provengo da un’altra galassia. Il mio pianeta si chiama Ziggy. Un esperimento segreto con alcuni vostri scienziati, è riuscito ad innestare il mio cervello in un corpo umano. Ora sono qui per salvarvi. Il prossimo pianeta che sarà attaccato dai Venusiani è la Terra, il vostro Mondo.”-

“… Though nothing, nothing will keep us together… We can beat them, for ever and ever … Oh we can be Heroes, just for one day”

– “Entra in casa. Riposati. Poi ci racconterai ogni cosa e, visto che sei il nostro eroe, ci dirai cosa possiamo fare” – Era stato Haywood ad interrompere lo sbalordimento, in cui lui e sua moglie erano ovviamente caduti. Al contrario di Mary, donna molto pratica e razionale, Haywood era un sognatore. Leggeva un sacco di libri ed amava i film di fantascienza. Insomma, era quasi preparato ad un evento di questo genere.

bowie 31

-“Non so se abbiamo molto tempo, uno degli scienziati, il maggiore Tom, si è perso nello spazio mentre doveva recuperarmi. Era l’unico che conoscevo. Ora dobbiamo fare in fretta” – disse Bowie – “L’arrivo dei Venusiani è imminente”.

– “Cosa possiamo fare noi. Mary ed io forse non siamo in grado di aiutarti…” – rispose Haywood con aria triste.

– “Dobbiamo raccogliere musicisti in ogni parte del Mondo. Creare uno scudo contro la loro invasione e l’unica arma in grado di respingerli è la musica, tanta musica ovunque e…”  Bowie venne interrotto

-“Noi conosciamo un tale Owen Frampton, il figlio è musicista, si chiama Peter e a sua volta ne conosce tanti altri. Non abita molto distante da qui” – intanto, Mary, Haywood e Bowie entrarono in casa.

Bowie 2

Mary, fece la prima domanda da quando si era trovata di fronte l’essere venuto dal cielo: -“Hai degli occhi stranissimi, uno verde ed uno azzurro… sono affascinanti e hum… anche un po’ inquietanti” – Bowie, pacatamente e con quella splendida voce profonda, rispose: -“Sono solo dei riflessi, l’occhio azzurro è in sintonia con il cielo, quello verde, con la terra. Il primo vede il mio spirito, il secondo la realtà. Entrambi i segnali arrivano al cervello e questo mi da le risposte adeguate”.-

Haywood era già al telefono con Owen Frampton. Cercava, in qualche maniera e senza allarmismi, di fargli capire che dovevano entrare in contatto con Peter ed altri musicisti. La mattina successiva, nella loro casa, c’era già una riunione affollata: Peter Frampton (Humble Pie), Marc Bolan (T.Rex), Dave Cousins (Strawbs), Mark Ronson, Brian Eno, Tony Visconti, Rick Wakeman e naturalmente Bowie. Il nostro eroe mise al corrente i presenti dei pericoli che correva il nostro pianeta e quale era la soluzione. Tutti si diedero immediatamente da fare. Il giorno dell’invasione Venusiana, era sempre più prossimo. All’unanimità, ritennero necessario organizzare, urgentemente, degli eventi musicali in vari luoghi, strategicamente utili alla difesa della Terra.

Bowie 21

Il risultato del lavoro di tutti fu che, in un breve periodo, riuscirono a coinvolgere una moltitudine di musicisti in tutto il mondo i quali, a loro volta, organizzarono dei raduni musicali: negli Stati Uniti a Bethel, vicino a Woodstock, un paese nello stato di New York. Poi, in California, sia a Monterey che a Big Sur.  Sarebbero stati presenti i Jefferson Airplane, Grateful Dead, Jimi Hendrix (Bowie, quando lo vide, pensò che fosse un alieno come lui), Otis Redding, Crosby, Stills, Nash & Young, Joan Baez ed altri. Nel Central Park di New York, Simon & Garfunkel. All’isola di Wight, in Inghilterra, Leonard Cohen, Joni Mitchell, Doors, Miles Davis ed altri. In Hyde Park a Londra, i Rolling Stones. A Parigi, Lou Reed e Iggy Pop. In Italia, avevano organizzato una scena musicale molto particolare, “La notte della taranta”, efficacissimo mix etnico, ipnotico e ritmico. A Berlino, Roger Waters, con molti altri musicisti, richiamò una folla oceanica. E così in tutti i continenti, ovunque, erano pronti a sollevare una barriera di musica.

bowie 37

Il giorno X, tutti si misero a suonare per ore e ore, in alcuni luoghi la lotta durò giorni. Vicino a Bromley, lo stesso Bowie organizzò, sotto il nome di “Free Festival”, un raduno musicale con gli stessi Marc Bolan, Peter Frampton, Strawbs, Rick Wakeman e, ovviamente lui, Bowie. Nessuno aveva avuto modo di constatare la sua bravura come musicista, fino a quel momento. Accompagnato da Mark Ronson e Tony Visconti, Bowie sorprese tutti, le sue note volarono altissime, quasi alla ricerca del suo mondo scomparso,  e vide sconfitte le navi Venusiane sui cieli d’Inghilterra, come in tutto il resto del pianeta. La musica aveva vinto. Uno spettacolo di musica universale aveva vinto. Pochi erano a conoscenza del motivo di tutto ciò, ma a tutti era parso come una magnifica celebrazione. Bowie, restò sulla nostra Terra e divenne un eroe della musica. Lo scontro più estenuante lo aveva condotto vittoriosamente lui e, ad ognuno, rimase la “memoria del Free Festival”: – “Sound machine is coming down and we’re gonna have a party…”

bowie 7

We scanned the skies with rainbow eyes and saw machines of every shape and size
We talked with tall Venusians passing through
And Peter tried to climb aboard but the Captain shook his head
And away they soared
Climbing through the ivory vibrant cloud
Someone passed some bliss among the crowd
And We walked back to the road, unchainedThe Sun Machine is Coming Down, and We’re Gonna Have a Party, ha ha ha
The Sun Machine is Coming Down, and We’re Gonna Have a Party, yeah yeah
The Sun Machine is coming down, woh ho ho
Sun Machine is coming down, oh oh oh ah
Sun Machine is coming down, oh

Massimo Bonelli

Ex Direttore Generale della Sony Music, ha trascorso 35 anni nel mondo del marketing e della promozione discografica, sempre accompagnato da una grande passione per la musica. Lavorava alla EMI quando, in un periodo di grande creatività musicale, John Lennon, Paul McCartney e George Harrison hanno iniziato produzioni proprie di alto livello e i Pink Floyd hanno fatto i loro album più importanti. Sino a quando, con i Duran Duran da una parte ed il punk dall’altra, è arrivato il decennio più controverso della musica.In CBS (più tardi Sony), ha contribuito alla ricerca e al lancio di un numero considerevole di artisti, alcuni “mordi e fuggi” come Spandau Ballet o Europe, altri storici come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Cindy Lauper, Franco Battiato, George Michael, Claudio Baglioni, Jovanotti, Pearl Jam, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e tanti altri…Si fatica davvero a individuare un artista con il quale non abbia mai lavorato, nel corso della sua lunga vita tra pop e rock.
 Pubblicato in origine il 13/7/2015 su:  http://www.spettakolo.it/

 

FLASH n.4 – maggio1989 (MOTLEY CRUE)

12 Ago

Maggio 1989, esce un numero di FLASH dedicato  al GLAM e allo STREET R&R. Giancarlo Trombetti mi incarica di scrivere l’articolo sui MOTLEY CRÜE. Eccolo qui.

FILE PDF:

FLASH 4 – Motley Crue 041

FLASH 4 - Motley Crue 042

Measuring a summer’s day (Emilia blues)

10 Ago

Contemplo l’Emilia sotto il tetto di questa estate rovente, vedo un gruppo di illuminati che si ritrovano per una grigliata nelle campagne adiacenti a Regium Lepidi. Hanno nomi pittoreschi: Pike boy, Riffy Betts, il Tony Banks di via Prati, Nonantolaslim, Mike Bravo e Lollo Stevens. Li sento discutere di musica, di come certi particolari abbiano inciso sulle loro vite. Magister Pike dice “avevo 14 anni, e quei colpi di cassa al minuto 5;15 aprirono porte su orizzonti che non pensavo esistessero”. Nemmeno due secondi e tutti si alzano, si rimettono i mantelli, e iniziano a salmodiare i versi di Gregorio Magno:

I’m tired of hypocrite freaks
With tongues in their cheeks
Turning their eyes as they speak

They make me sick and tired

Please, please, please open your eyes
Please, please, please don’t give me lies

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Vedo volontari che organizzano a Nonantola una festa il cui ricavato va in beneficenza, tra loro discendenti di famiglie storiche del paese e nuovi arrivati perfettamente integrati nella comunità. Un algerino si lascia prendere  in giro da uno dei volontari nonantolani che lo chiama affettuosamente“maruchèin”, e ribatte rassegnato, in un italiano dall’accento arabo, “Lo sai che non vengo dal Marocco” prima di correre in cucina a prendere altri piatti pronti per i clienti della festa. Una ragazza di colore e un ragazzo i cui antenati erano sicuramente indios sudamericani si scambiano battute in un italiano dal forte accento cantilenante tipico del posto. Niente male mi dico, individualità multietniche che si riconoscono nei tratti fondanti della etnia originale del posto in cui sono approdati.

Vedo gente che si ritrova la sera negli spazi verdi del paese per assistere a spettacoli organizzati anche qui da volontari, rinunciando per una volta ad essere preda delle televisioni. Vedo amici, musicisti della zona, che dopo 30 e passa anni sono ancora lì a suonare su di un palco…

Topazio Soul - Nonantola, Perla verde, 19-7-2015  (foto TT)

Topazio Soul – Nonantola, Perla verde, 19-7-2015 (foto TT)

Osservo il mondo dei centri commerciali, dove la gente a caccia di saldi si rifugia per sfuggire alla probabile solitudine della propria vita. Vedo anche cartelloni pubblicitari di non-musicisti italiani che si spacciano per tali imitando non-musicisti (KidRock) americani.

20150725_125021

Dalla finestra misuro l’arsura che attanaglia le campagne in queste domeniche …

Domus Saurea . finestre d'estate - foto TT

Domus Saurea . finestre d’estate – foto TT

Guardo un vecchio vittima dell’alzheimer combattere come può per non finire definitivamente nel pantano della demenza, aiutato da un figlio che escogita ogni trucchetto per farlo restare attivo …

Brian & Tim - agosto 2015 (Foto Lalli)

Brian & Tim – agosto 2015 (Foto Lalli)

Ready to Rock - Brian & Tim - agosto 2015 (Foto Lalli)

Ready to Rock – Brian & Tim – agosto 2015 (Foto Lalli)

Scruto le autostrade create tra i malghetti dalle mietitrebbie …

Malghetty highway - Foto TT

Malghetti highway – Foto TT

Distinguo uomini di blues che si danno al giardinaggio per sfuggire al morso dei diavoletti azzurri che gli attanagliano l’animo …

The Blue Farmer - Foto Saura T

The Blue Farmer – Foto Saura T

Esamino Feste dell’Unità sulle rive del fiume Secchia o del torrente Modolena, giganteschi ritrovi di gente ormai sganciata dall’idea di sol dell’avvenire, di rossa primavera.

Festa dell'Unità - Villalunga RE agosto 2015

Festa dell’Unità – Villalunga RE agosto 2015

Festa dell'Unità - Villalunga RE agosto 2015

Festa dell’Unità – Villalunga RE agosto 2015

Festa dell'Unità - Villalunga RE agosto 2015

Festa dell’Unità – Villalunga RE agosto 2015

Constato come nemmeno alla direzione importi di offrire intrattenimento di qualità: la zona Liscio è preda di orchestre spettacolo che suonano con basi su cui solo uno o due strumenti suonano dal vivo, il cui repertorio è ormai annacquato con insulse riproposizioni di immondizie musicali più moderne che nulla hanno a che fare con lo spirito del Liscio originale. Saggio l’ennesima tribute band dei QUEEN, e capisco in un batter d’orecchio che offrono uno spettacolo scadente.Nulla di male se suonassero in contesti meno importanti, ma la festa in cui mi trovo è seconda per importanza solo a quella provinciale di Regium Lepidi, ed è triste constatare come vogliano spacciare tale inconsistenza per spettacolo di qualità. Se metti in piedi una QUEEN tribute band di livello devi assicurarti prima di tutto che il cantante abbia una gran voce e una gran personalità, altrimenti stai a casa, o vai a suonare in situazione più consone al tuo livello. Non basta indossare il costumino, vantare (?) una partecipazione a The Voice Of Italy e gridare continuamente “su le mani!”. 

Vipers - Queen tribute - Villalunga RE agosto 2015

Vipers – Queen tribute – Villalunga RE agosto 2015

Vedo riflessi della bassa Louisiana, dell’Acadia, della Cajun belt insomma nel bayou reggiano, famiglie alle prese con faccende che pensavo appartenessero ormai solo al passato …

“Fogone” time – mother and daughter- Cajun county – Gavassae (Regium Lepidi) august 2015 – photo TT

Timber time - father, mother, daughter- Cajun county - Gavassae (Regium Lepidi)  august 2015 - photo TT

Timber time – father, mother, daughter- Cajun county – Gavassae (Regium Lepidi) august 2015 – photo TT

Guardo (in streaming) squadre di calcio finalmente vincere amichevoli …

Hot summer (lonely) nights series: alone at home, 32 ° degrees celsius, a cold Corona cerveza, watching the friendly game INTER - ATHLETIC BILBAO...  I guess that's why whey call It the Blues - photo TT

Hot summer (lonely) nights series:
alone at home, 32 ° degrees celsius, a cold Corona cerveza, watching the friendly game INTER – ATHLETIC BILBAO…
I guess that’s why whey call It the Blues – photo TT

Contemplo campanule che sfoggiano tutta la loro bellezza …

Tim Tirelli's campanula -august 2015 - photo TT

Tim Tirelli’s campanula -august 2015 – photo TT

In un ristorante vedo gente vestire incurante delle caratteristiche fisiche… il ragazzo con peli su spalle e schiena sfoggiare allegramente una canotta, donne di una magrezza agghiacciante indossare pantaloncini corti e canottiera, uomini grassi e sfatti girare in braghe corte, giovani ragazze che si credono attraenti vestire come le popstar (apparentemente) perfette, giovani ragazze con corpi sbilenchi che pensano basti stirasi i capelli e darsi un’aria tra l’annoiato e l’indifferente per essere fighe…

Infine dimentico tutto mentre osservo una groupie che dopo tanto tempo riprende in mano il mandolino e si mette a seguire un pezzo, da un bootleg del 1977, della più grande Rock band di tutti i tempi dipingendo l’estate emiliana con suggestioni dell’ antica Britannia …

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

J. Segrest-M.Hoffman “MOANIN’ AT MIDNIGHT – The Life And Times of Howlin’ Wolf” (Thunder’s Mouth 2005) – TTTTT

8 Ago

Biografia davvero riuscita questa, e non solo per merito del personaggio in questione; bravi gli autori nell’esporre tutto in modo efficace, coerente e chiaro, nonostante i tantissimi, tantissimi episodi raccontati e le curve della vita di Wolf, tante quante quelle del Mississippi. Noi ci diciamo uomini di blues, ma ci sentiamo miserelli nel farlo se paragoniamo le nostre vite privilegiate a quella di Chester Burnet, Howlin’ Wolf insomma. A 10 anni (siamo nel 1920) sbattuto fuori di casa da sua madre in un freddo giorno d’inverno, cammina diverse miglia e raggiunge la casa di un prozio (il fratello della madre di suo padre). Questi è un uomo senza sentimenti, per tre anni lo fa lavorare come un mulo e lo frusta ad ogni occasione. Wolf a 13 anni, lascia la casa e parte all’avventura. Nel 1923, a 13 anni, nel Mississippi. Ah!

L’incontro con la musica, la decisione di diventare un bluesman, il duro lavoro nei campi, l’inizio della sua carriera, il trasferimento a Chicago dove diventa uno dei due miti (l’altro è naturalmente Muddy Waters) della Chess Records e dunque del blues. Vita straordinaria, personaggio straordinario e biografia straordinaria di quello che è stato “uno dei giganti della musica americana”

Il libro è scritto in inglese.

Howlin Wolf book

 

LED ZEPPELIN “10 Ribs & All/Carrot Pod Pod (Pod)”

2 Ago

ITALIAN/ENGLISH

Indolente venerdì pomeriggio di fine luglio, in ufficio a sbrigare le mie faccende. Mi arriva un link tramite messaggio di facebook dal mio amico STEFANO LUMMI, leadhead; trattasi della nuova versione di PRESENCE comprensiva del materiale bonus appena postata da qualcuno su Youtube. Stefano mi scrive, a proposito dell’inedito strumentale per cui tutti siamo in fibrillazione,  “l’inedito strumentale è bellissimo, sembra un arrangiamento a la Ten Years Gone”. Mollo tutto, chiudo la porta, mi verso due dita di Southern Comfort, mi infilo le cuffiette e faccio partire 10 RIBS &ALL/CARROT POD POD (POD.

LZ 1976

LZ 1976

I LED ZEPPELIN erano pazzi, avevano tra le mani un pezzo come questo e decisero di non completarlo e quindi di non inserirlo nell’album PRESENCE. Ma come si fa mi chiedo io … pensate a PRESENCE con 10 RIBS al posto, che so, di CANDY STORE ROCK o di HOTS ON FOR NOWHERE, sarebbe certamente stato un album migliore. Leggendo i primi commenti su qualche LZ forum, noto che ad alcuni il pezzo sembra noioso, altri scrivono che capiscono perché non fu inserito nell’album di competenza riferendosi al fatto che il mood cupo e metallico di quanto registrato ai MUSICLAND STUDIOS di Monaco di Baviera mal si sarebbe legato ad un pezzo del genere; i gusti si discutono (!) così io continuo a pensare che un pezzo di ampio respiro come questo avrebbe giovato moltissimo a PRESENCE ma soprattutto sono convinto che il brano sia splendido.

Musicaland Studios at Arabella High-Rise Building  - Munich

Musicaland Studios at Arabella High-Rise Building – Munich

Il piano di JOHN PAUL JONES tesse una trama di incomparabile bellezza, l’atmosfera è quella che amiamo tanto: un po’ improvvisazione live di NO QUARTER, un po’ ICE FISHING AT NIGHT, un po’ HERE I AM. Quel minore che va a dissolversi in maggiore, con la chitarra elettrica di PAGE che lentamente si aggiunge, subito raggiunta dall’ acustica. L’entrata  di BONHAM, un po’ come il drumming durante il pezzo, è quieta ma efficace come sempre. Lo sviluppo è davvero notevole, JONES e PAGE a livello compositivo e di arrangiamenti in quegli anni potevano tutto.

Munich-Strassenbahn

Munich-Strassenbahn

Mi vengono i brividi se penso a ciò che PLANT avrebbe potuto aggiungere, una delle sue melodie struggenti, malinconiche, un po’ sinistre, una cosa tipo TEN YEARS GONE con quel tipo di testo a fare da cornice ad una melodia strumentale che, ripeto, per me è da brividi. Cosa c’entri un titolo, seppur provvisorio, come 10 RIBS &ALL/CARROT POD POD (POD) nessuno lo ha capito. Mi piace pensare che un titolo più appropriato avrebbe aggiunto ulteriore valore al pezzo, qualcosa tipo BAVARIAN RHAPSODY, DEUTSCHLAND REGEN o persino ELEVEN YEARS GONE.

Control Room  - Musicland Studios in the 70s - Munich

Control Room – Musicland Studios – Munich in the 70s

Il mio amico STEFANO LUMMI,  ha ancora qualche dubbio circa il fatto che questa “malinconia bavarese”sia scaturita dalle session in oggetto, non ha tutti i torti, difficile pensare che in quelle tre settimane PAGE abbia preso in mano la chitarra acustica, che visti i tempi strettissimi il gruppo abbia arrangiato in modo così preciso un brano così lungo e intenso senza poi utilizzarlo. A rigor di logica verrebbe da pensare che sarebbe un brano più consono alle session fatte al POLAR STUDIO nel novembre del 1978, il finale ricorda quello di ALL MY LOVE (long version) e lo sviluppo del ritornello pure, ma d’altra parte risuonano anche suggestioni provenienti da IN THE LIGH (session del 1974). Tuttavia non ci sono dubbi,il pezzo fu registrato il 17/11/1975 ai Musicland Studios di Monaco.

Presence Deluxe Edition

Mah, rimane il fatto che questo è l’episodio più significativo apparso sui 10 companion disc  di questa lunga campagna di ristampe dei dischi dei LZ. E’ di questo che avevamo bisogno, Mr Page, non di rough e reference mix.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

(Broken) ENGLISH

Lazy Friday afternoon in late July, I’m in the office to attend to my business. I receive a link through a facebook message from my ledhead friend STEFANO LUMMI; it’s the new version of PRESENCE (including the bonus material) loaded by someone on Youtube. Stefano writes  about the never released instrumental for which we are all in fibrillation, “the unreleased instrumental is very beautiful, it has an arrangement a la the Ten Years Gone”. I give up everything, I close the door, I pour “two fingers” (as we say here in ole Italy) of Southern Comfort in a glass, I put on my headphones and I let 10 RIBS & ALL / CARROT POD POD (POD) roll.

LED ZEPPELIN were crazy, they had a piece like this in their hands and they decided not to complete it, and then not to include it on the PRESENCE album. How could they!  I think PRESENCE would certainly have been a better album with 10 RIBS instead, say, CANDY STORE ROCK or HOTS ON FOR NOWHERE. I read the first comments on a LZ forum, some say the piece is boring, others write that they understand why it was not included on the album referring to the fact that the dark and metallic mood of the music recorded at Musicland Studios in Munich would be tied in a bad way to a song like this; I know tastes shouldn’t be discussed but I do (!) so I think that a far-reaching piece like this would have helped greatly PRESENCE but first of all I am firmly convinced that the song is simply beautiful.

JOHN PAUL JONES piano weaves a web of incomparable beauty, the atmosphere is the one we love so much: a bit NO QUARTER live improvisation, a bit ICE FISHING AT NIGHT, a bit HERE I AM. That minor key that goes to dissolve itself into a major key, with the electric guitar of PAGE that slowly adds something, soon joined by the acoustic guitar. The entrance of BONHAM, like the drumming during the piece, is quiet but effective as ever. The development is truly remarkable, PAGE and JONES in composition an arrangements could do everything in those years.

I shudder when I think of what PLANT might have added, I mean … think about one of his poignant melodies, a bit melancholic, a little sinister, something like TEN YEARS GONE with that kind of lyrics as a perfect frame to a instrumental melody which, I repeat, for me it is sublime. What a title, albeit provisional, as 10 RIBS & ALL / CARROT POD POD (POD) has to do with a song like this? I like to think that a more appropriate title would add further value to the piece, something like, say, BAVARIAN RHAPSODY, DEUTSCHLAND REGEN or even ELEVEN YEARS GONE.

My friend STEFANO still has some doubt about the fact that this “Bavarian melancholy” has arisen from the sessions in question, he is not entirely wrong, it’s hard to believe that in those dark three weeks PAGE picked up the acoustic guitar, that with a extremely tight timetable the group arranged so precisely a song so long and intense and then put it aside. Logically, one would think that it would be best suited to the sessions made at POLAR STUDIO in November 1978, after all the coda is reminiscent of ALL MY LOVE (long version) as well the development of the chorus, but then resound suggestions also from IN THE LIGH (1974 sessions).

There are no doubts anyway, the track was recorded on 17/11/1975 at Musicland studios in Munich.

Well, the fact remains that this is the most significant episode appeared on 10 companion discs of this reissue campaign  of LZ. That’s what we needed, Mr. Page, not rough and reference mixes.