Archivio | Tim’s blues RSS feed for this section

Il Louisiana feel, SkySport speciale calciomercato e la “vita è bella” di Brian.

5 Lug

Di nuovo intrappolato nel vapore dei LOUISIANA LEROUX, ascolto e riascolto il primo album, quello indimenticabile. Attraverso le campagne in questa estate che inizia a farsi torrida e mi lascio andare ai ricordi dei pochi giorni passati a New Orleans (pronunciare alla francesce please) quattordici anni fa, all’immancabile giretto fatto su una steamboat …

a them creole babies thin and brown and downright lazy incrociate gironzolando per il french quarter…

noladie2

e alla colonna sonora dall’andamento allegro e lussurioso sempre sul punto di scivolare nell’abisso del funereo …

Difficile vivere con i piedi per terra quando la passione per la musica Rock è così forte che ti fa vivere in un immaginario tutto tuo e sposta i tuoi natali nel bayou…

Cajun cabin New Orleans bayou

Come ogni estate poi sono ossessionato da SKYSPORT24 speciale Calcio Mercato. Le edizioni delle 20,30 e delle 23 sono due appuntamenti fissi. Luca Marchetti è diventato una specie di dio. La groupie ormai non mi sopporta più,  occorre che me ne trovi una che tenga l’Inter e a cui piacciano i FIRM, JOHNNY WINTER e  i LOUISIANA LEROUX. Miranda, Murrillo, Montoya, Kondògbia, un altro centrocampista e un paio di nuovi attaccanti esterni in arrivo. Quest’anno Ausilio, Mancini e Thohir mi fanno sognare. Il prossimo campionato andrà come andrà, ma al momento lasciatemi godere. Come dice Picca poi, Kondògbia sembra Papa Legba nel film CROSSROADS (MISSISSIPPI ADVENTURE), uno di noi insomma …

Kondògbia

Kondògbia

La Pallacanestro Reggiana Grissin Bon, dopo sette entusiasmanti partite perde la finale scudetto per un canestro. La groupie insieme alle sue amiche la seguiva al palazzetto o in piazza a Reggio davanti al megaschermo. La sconfitta brucia anche a me, credo che la Reggiana abbia giocato il miglior basket e dopotutto le mie radici si fanno comunque sentire.

Mi consolo andando a vedere gli STONE FLOWER e il loro tributo a Santana in piazza Prampolini in occasione delle notti rosa. Il front man è il mio amico FAUSTO SACCHI. E’ sempre un piacere sentirlo cantare e vederlo dal vivo.

Stone Flower - Santana Tribute - RE Giugno 2015

Stone Flower – Santana Tribute – RE Giugno 2015

Spesso assisto allo spettacolo “Brian nel paese dell’alzheimer”, anzi ne sono partecipe visto che sono il figlio del protagonista e così per l’ennesima volta rifletto sugli effetti di questa malattia terribile e della vecchiaia in generale.

Giovedì, Brian è in preda alla tristezza. “Tim, an capeès più gnint” (Tim, non capisco più niente), con quel “gnint” lasciato a mezz’aria, senza decidere se dargli la connotazione reggiana (“gninto”) o modenese (“gninta“). Presa di coscienza di un povero vecchio che ancora non è stato risucchiato del tutto dal gorgo dell’alzheimer. Aggiunge“Ormai a sun alla fin” (ormai sono alla fine). “Tim fa te” (Fai tu, Tim) riferito al fatto se sia giusto o meno lasciarlo in una struttura. Non affronta mai direttamente la cosa, ma è chiaro che ogni tanto elabora il fatto che è rinchiuso in un ospizio; pare rassegnato, non si arrabbia, ma intanto mi manda il messaggio … fai tu Tim, se decidi che io debba stare qui, sto qui. Faccio lo spanizzo, controbatto sottolineando che è solo un momento di tristezza e che è normale che una persona di 85 anni sia un po’ confusa e con la memoria che non funziona più come una volta, ma poi, nei giorni successivi, queste richieste di aiuto da parte di mio padre pesano come un macigno. Gli chiedo poi se si ricorda chi sono e lui risponde “sei il mio santo”. Mi infilo i Ray ban e scappo via. In macchina mentre torno alla Domus Saurea incontro un uomo di mezza età, anzi di terza età, ha un borsello demodé, la maglietta infilata nei jeans a vita altissima, i sandali, sembra lo zio Fedele, ma ha la maglietta dei LED ZEPPELIN. Non so cosa pensare.

Il sabato invece Brian è in forma. vado a trovarlo insieme a mia sorella e ad un certo punto ci dice “la vita è bella”. Facciamo una sgambata in cortile, in modo che le sue esili zampette siano stimolate, ogni cosa lo colpisce, le macchine, la strada, il campanile. Stessa cosa succede il mercoledì successivo, sono in giro per Mòdna, mi fermo 10 minuti, sono le 11,30, Tiràl è già in sala mensa …come antipasto si sta gustando un po’ di fragole. E’ carico il vecchio Brian, mi bacia, mi abbraccia ma non vuole staccarsi da quello che sta facendo …quelle fragole devono davvero essere buone.

Venerdì, controllo pace-maker all’ospedale di Bazvèra. Questa è l’avventura semestrale del vecchio Brian. La sedia a rotelle agganciata sull’apposito furgone, l’autista che veloce sfreccia in tangenziale (e Brian ad ogni sorpasso un po’ azzardato ci sprona a stare attenti con i suoi “Op op op!”), i campi di malghetti che sfrecciano sulla destra. L’interno dell’ospedale lo colpisce “Mo dio bon sle bel!”. Ore 13, tocca a noi. L’infermiera posiziona le apparecchiature e chiede a Brian di stare fermo, lui dice sì, ma intanto è attratto da una confezione di gel particolare che è lì a portata di mano. “Sì, sì, sto fermo” mi dice, ma intanto non riesce a resistere all’impulso di prendere quell’oggetto. Riusciamo comunque nell’impresa, tutto bene, anche stavolta.

Brian

Bazvèra Brian

Ritorno in struttura, baci e saluti. “Ciao Brian, ci vediamo domattina”. “Va bene, ciao Renzo”. “Brian, Renzo era un tuo amico di gioventù, quello con cui andavi in giro sul Saturno della Moto Guzzi. Me a sun to fiòl, io sono tuo figlio”. “Sè, et ghe ragiòn. Ciao pirìn”.

Domattina, cioè ieri, Brian è in forma, anche auto ironico. Gli chiedo, toccandogli la testa, “Brian sa gh’è che dentèr… Brian cosa c’è qui dentro?” e lui “Gninto, l’è tot sec…niente, è tutto secco”. Come ho detto l’alzheimer è una malattie terribile, per chi ne soffre, per i famigliari, per la società, ma è anche interessante, l’essere umano perde i filtri, per alcune cose ritorna l’essere primitivo che era (diciamo dall’uomo di Cromagnon di 40.000 anni fa in poi). Io mi perdo giorni interi a riflettere su queste cose. Ad ogni modo come ogni volta osservo Brian, guardo nell’abisso dei suoi occhi, lo stringo a me, cerco di fargli capire che in quel dedalo di stradine senza indicazioni in cui si è perso io sono il suo navigatore, un tim tim insomma. Lui lo capisce e mi dice “Tè fort Tim…sei forte Tim”. Un ultimo bacio e lo affido alle cure di una operatrice.

Mi infilo i Ray ban, salgo sulla fornace mobile parcheggiata al sole, accendo lo stereo: ELF. Rinaldo* Giacomo Padavona canta di Annetta l’irritante, una buona vecchia ragazza del sud, con le rughe nei punti giusti, con un modo di parlare pieno di negatività, ma che alla fine è una sentimentale… e allora alzo il volume, alzo l’aria condizionata, mi bevo una Tassoni e vado a versarmi liquido sulla tangenziale. Let’s Rock, baby.

* don’t break my balls: Ronaldo è una forma variata del nome Rinaldo :-)

La Reunion dei Rocking Chairs, il prostration blues e le giovani donne Rock.

15 Giu

Ci sono dei venerdì in cui uno ritorna verso il rifugio in cui vive in preda al blues della prostrazione. Uno può anche essere un illuminato e capire che i drammi della vita e del vivere sono altri, che tutto va messo nella giusta prospettiva, ma visto che, come dice il poeta, ognuno è in fondo perso dentro i fatti suoi, ecco che problemi, pensieri, rapporti difficili e il senso continuo di precarietà rischiano di rovinare le giornate, la vita. Se poi aggiungiamo che uno è schiavo della metafisica, che è quindi sempre alla ricerca della verità in se stessa, ricerca che si occupa degli aspetti ritenuti più autentici e fondamentali della realtà secondo la prospettiva più ampia e universale possibile, allora uno davvero can’t get no release.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

A parte che la canzonetta dei RAINBOW è, in alcune parti, un rip-off di EVIL WIND della BAD COMPANY, uno non riesce nemmeno a trovare un po’ di pace nella musica, e mentre tenta di raggiungere la domus saurea, spegne inaspettatamente il car stereo e si mette ad ascoltare il consunto motore della blues mobile che attraversa la campagna in questa estate bianca. Se anche la musica diventa fastidio, uno è davvero alla frutta. E’ con queste premesse che infilo la chiave nel portoncino, che entro in casa e da “uno” ridivento di nuovo me stesso. Venerdì sera all’insegna dell’exhaustion feel dunque, la groupie esce con le amiche e va a vedere gli ABBA SHOW a Willow River (Rio Saliceto insomma), se resto a casa finirò per sentirmi come il capriolo che si è schiantato addosso alla macchina di una mia amica, e allora un paio di messaggi ad amici su cui posso contare e poco dopo mi ritrovo davanti a Lesynfest con Livin’ Lovin’ Jaypee e Gianluca. Entro e incontro subito facce dei miei nonantolanian past times: Marcone e (Baby I’m Gonna) LIVIO (rampollo della famiglia detta “Rundaneina”), con loro Sandrino Casini, l’ex capitano del Katamarano Rock. Un piao di birre, uno Spritz (sì, sto diventando un fighetto da brodo) e ci rechiamo davanti al palco dove tra poco si esibiranno i ROCKING CHAIRS, gruppo leggendario di rock americano che è ormai – come direbbero alcuni (aren’t they Pike?) –  una “ecelensa del teritorio”.

Vidi i ROCKING CHAIRS live nel 1987, che tradotto per la comunità del blog era un po’ come vedere i FREE nel 1970 o gli EDGAR WINTER’s WHITE TRASH nel 1971, nel loro heyday insomma. Rivederli dopo tanto tempo fa un po’ effetto, ma è solo un momento. Parte il concerto, vengo distratto da una lunga chioma bionda che si muove a ridosso di una macchina fotografica. E’ la mia amica Raffaella, quella conosciuta in aprile al concerto di WAKEMAN. La abbraccio, la stringo a me, sono contento di rivederla, senza sapere il perché siamo diventati amici. Mi dice che la sera prima era a fotografare il concerto di FINARDI e che mi porta i saluti di GIUVAZZA, il chitarrista di Eugenio. Sono legato a GIUV dall’edera ZEPPELIN che in tutti questi anni ha tracciato molte delle mie amicizie e conoscenze. I miei occhi sono spesso incollati alla figura di MEL PREVITE, amico, mio produttore di demo e dischi passati e chitarrista extraordinaire. Con piacere noto che stasera sfoggia di nuovo una bellissima Gibson Les Paul;

Mel Previte a Lesyinfest 2015 - photo Raffaella Vismara

Mel Previte a Lesyinfest 2015 – photo Raffaella Vismara

Mel detta gli stacchi e il mood degli arrangiamenti con il suo tipico savoir faire. La band pare ben rodata e in ottima forma … non ricordavo che MARMIROLI, RIGHETTI, PELLATI e BORGHI suonassero così bene. GRAZIANO poi è sempre lo stesso, passano i lustri, i decenni, ma non perde un briciolo della convinzione che da sempre lo contraddistingue, questa è una cosa che ha dell’incredibile … riesce a spronare e a coinvolgere il pubblico come probabilmente solo lui sa fare.

Rocking Chairs a Lesyinfest 2015 - Photo Raffaella Vismara

Rocking Chairs a Lesyinfest 2015 – Photo Raffaella Vismara

I brani che durante il concerto mi arrivano sono: LOST FREEWAY (più rhythm and blues dell’originale ma con la ferocia del Rock), VALERIE, FREEDOM RAIN e OLD ROCKER BUSTED, la cover di VAN MORRISON, JUNGLELAND di SPRINGSTEEN e SUMMERTIME BLUES.

Mel Previte a Lesyinfest 2015 - photo Raffaella Vismara

Mel Previte a Lesyinfest 2015 – photo Raffaella Vismara

Questa la scaletta completa: Streetwise Summertime Blues Camden Town Listen To Your Heart Valerie Lost Freeway Kingdom Hall Road To Justice Hate And Love Revisited Dance With You (incl. Not Fade Away) Cast The Stone No Sad Goodbyes Jungleland Freedom Rain Old Rocker Busted — I Will Be There Tonight Burning

Rocking Chairs a Lesyinfest 2015 - Photo Raffaella Vismara

Rocking Chairs a Lesyinfest 2015 – Photo Raffaella Vismara

Dopo il concerto la Raffa Girl mi porta backstage, ed è bello riabbracciare dopo lustri e lustri il grizzly MARMIROLI, quindi MELWOOD (già, io lo chiamo così) e GRAZIANONE. Son lì che parlo con PELLATI e sento che la Raffa Girl parla con Mel: “Sì, ho incontrato Tim solo una sera, questa è la seconda, ma mi sembra di conoscerlo da sempre”. E’ il blues baby, quello che tu metti nelle foto.

Il blues, già, uno che da Regium Lepidi va a comprare l’acqua minerale a Nonantula non può che essere un uomo di blues, è questo quello che penso in questo sabato mattina mentre torno nella mia home town. Sì, certo, dopo vado a trovare Brian, ma spingersi fino a Ninetyland per dell’acqua minerale non è normale.

Brian ha la febbre, il dottore è un po’ preoccupato, pensava di ricoverarlo all’ospedale ma poi visto qualche miglioramento ha cambiato idea. Quanto sono fragili gli esseri umani a questa età. Vado nella stanza che adesso divide con un altro, oggi non è a letto, ma è a sedere davanti alla finestra. E’ un po’ perso, gli antibiotici lo stendono ma io continuo con la mia ossessione di chiedergli chi sono, di capire se riesce ad elaborare il fatto che sono suo figlio; le risposte sono spesso sorprendenti. La settimana scorsa: “Brian chi sono?” “Sei il mio santo”. Oggi: “Brian chi sono?“Steve”. Lo bacio, lo stringo a me e lo lascio il balia dell’antibiotic daze. Esco in preda alla commozione, per fortuna è estate e indosso i Ray ban.

In macchina infilo nel car stereo i FIRM. Quando sono in queste condizioni (cioè pressapoco sempre) devo rifugiarmi nel grembo materno della Madre Musica, quella che mi ha generato, quella che ha fatto di me l’uomo miserello che sono. Mi chiedo cosa penserebbe il mio amico GIANNI DELLA CIOPPA nel vedermi infilare nello stereo sempre gli stessi 50 dischi. Io cerco di tenermi aggrappato ad orizzonti più ampi, ascolto sempre i brani da youtube che i miei amici (quelli di valore) propongono su facebook, tendo l’orecchio ai nomi che i miei amici più spericolati da questo punto di vista (Polbi e Bodhran ad esempio) o riviste come MOJO tirano fuori, ma poi quando sono da solo in macchina o in casa il cdplayer attira dentro di sé sempre gli stessi dischi, sempre gli stessi nomi. PICCA mi aveva promesso che avrebbe scritto due riflessioni sul blog a proposito di un articolo apparso non troppo tempo fa su di una rivista americana, veniva riportato che recenti studi hanno dimostrato che un amante della musica è portato ad esplorare nomi nuovi sino ai 35 anni, dopo quell’età si torna indietro, sui dischi che a mo’ di pietre miliari hanno cadenzato le miglia della tua vita.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Ricollegandomi al post di qualche giorno fa, mi accorgo una volta di più che c’è troppa musica nella mia vita (soprattutto in estate quando il campionato è fermo): è sabato sera, decidiamo di uscire anche stasera, e dove si va? Naturalmente al BLU J a vedere JAMIE DOLCE & ELECTRIC CHURCH. Certo, sabato 20 ci suoneremo noi, andiamo anche per vedere come è il palco estivo, l’impianto, ma intanto siamo lì, a guardare il trio hendrixiano di JAMIE DOLCE. Una lemonsoda per la groupie, uno Spritz (ancora!) per me.

Domenica, faccio un salto al cimitero di San Martin On The River; ci vado verso la mezza, mi piacciono i cimiteri emiliani, quelli di campagna o di paese … in estate, nelle ore calde, quando non c’è quasi nessuno, hanno un fascino tutto loro. Le semplici architetture, il cinguettio dei passeri, le nuvole che attraversano il cielo, i rintocchi delle campane che risuonano nella mia anima laica, i nomi e i cognomi che così tanto caratterizzano la mia terra…ah. Riempio l’innaffiatoio, prendo la scala, e cambio i fiori a Mother Mary. Odio quelli di plastica e anche in estate voglio che abbia quelli freschi. Accendo un cero, sistemo il tutto e mi concedo un minuto di raccoglimento. Sono ateo, non credo nella vita dopo la morte, ma sono un umano, a volte ho bisogno di conforto spirituale e così mi rivolgo all’essenza di mia madre, a quella stella di energia che ancora la rappresenta e ancora una volta quando mi ritrovo pieno di preoccupazioni, lei viene a me e mi sussurra parole piene di buon senso…quando mi sento sperduto nell’oscurità, lei è di nuovo qui in fronte a me e mi sussurra parole piene di saggezza e conforto …

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Sono solo in questa parte del cimitero, scorgo giusto un’altra persona, una signora che da lontano mi osserva. Viene verso di me, “sei il figlio della Mara?“, “sì, signora, lei chi è?“, “Sono la Barbara, ero un’amica di tua madre quando abitava a San Martino”. Mia madre lasciò il paesello sul finire degli anni cinquanta, stiamo parlando di tanto tempo fa, non ho ricordi di questa signora, il suo nome non mi dice nulla, ma sto al gioco. Barbara mi recita le perdite della famiglia di mia madre, è affranta, e arriva a dire che la vita fa schifo. Passa al dialetto e mi dice che assomiglio molto a mia madre. Mi chiede qualche notizia, io faccio lo stesso, mi racconta che suo marito è morto da quattro anni, e scoppia a piangere. La vita è dura mi dice e aggiunge “io sono sola, e ho tanto voglia di lasciarmi andare”. La abbraccio, cerco di farle forza, le dico che la vita va comunque vissuta, che nei momenti bui occorre guardare il cielo, il sole e andare avanti. Mi tiene la mano e mi guarda nella profondità degli occhi. Cerco di infonderle, in modo risoluto, un po’ di speranza, le mi dice “Scusa, sei proprio un bravo ragazzo, sei buono come lo era tua madre”. Non so quanti anni possa avere, ma mia madre oggi avrebbe 86 anni, la signora Barbara deve perlomeno essere una ultrasettantenne. Un ultimo abbraccio e la vedo andare via, curva sotto il peso di una vita che la spaventa. Si volta, da lontano le mando un bacio con la mano. Penso alla frase che Polbi mi disse tanto tempo fa e che ogni tanto riporto qui sul blog “Tim, tu hai una capacità di penetrazione nella vita delle persone che è incredibile”.  La groupie, scherzando, dice che sono ormai sono lo psicologo di tutti. Mah.

Pe590327

Per il resto cerco di tenermi a galla, preparandomi alla bene meglio per i concerti dei THE EQUINOX, guardando speciale calciomercato su SKYSPORT24, cercando qualche buon film da vedere consigliato dal GIANNI CANOVA, il cinemaniaco di SKY; mi sono appuntato IN ORDINE DI SPARIZIONE in programma su Sky Cult Venerdì sera.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Mi messaggio poi con BEPPE RIVA, ci scambiamo opinioni su certe faccende Rock e sulla nostra povera INTER. TROMBETTI per un po’ è meglio lasciarlo stare, la notte berlinese temo che ancora oscuri il suo stato d’animo. Ogni tanto mi viene in mente PHOENIX, una mia recente giovanissima amica di facebook. L’ho conosciuta l’altra sera al concerto degli EQUINOX, capelli biondi riccioluti Birmingham style, maglietta dei LED ZEPPELIN, quieto turbinio tipico della giovane donna. Mi chiedo come sia amare la nostra musica ai giorni nostri avendo vent’anni o giù di lì. Me l’immagino PHOENIX, incurante delle sue coetanee tutte con i capelli lunghi e stirati alle prese con della muzak, camminare sicura di sé tra le pieghe scomode della vita di questi tempi, sentirsi forte grazie al Rock. Quella forza che noi forse abbiamo perso in questa malinconica fase della vita in cui anche la più piccola scomodità ti dà da fare ( al concerto dei RC io e Jaypee ci lamentavamo delle sedie su cui eravamo seduti fino a che non è arrivato il commento di Gianluca: “Zio can, vi lamentate di tutto, siete proprio vecchi”). Al di là dunque di tutti i blues e la “spaplìgia dimension” (come direbbe Riff) in cui affondiam, oggi come aperitivo mi bevo non uno Spritz da fighetto, ma un Rum liscio. Brindo al sentimento Rock giovanile di Phoenix e anche a quello giovanilistico … dopo tutto, se ascoltiamo bene, l’abbiamo ancora dentro di noi. For those about to rock: we salute you, Phoenix!

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

“ma la musica musica è tutto quel che ho”

9 Giu

Sempre più spesso sento che la musica sta diventando un heavy load che a fatica riesco a portare sulle spalle. Sarà che I’m growing older, ma il tutto sta prendendo una china preoccupante. Fissare per lunghi minuti migliaia di cd incapace di sceglierne uno da ascoltare, lottare contro la malavoglia di caricare all’inverosimile per l’ennesima volta la blues mobile per andare alle prove o a quei pochi concerti che faccio, maledire le due orette che dovrei dedicare ogni sera alla chitarra per rimanere ad un livello più o meno accettabile, cercare le motivazione per mettere in piedi uno show decente quando il tuo pubblico è composto da 14 persone (martiri venuti tutti lì per te), vedere dissolversi in lontananza tutti i significati che pensavi avesse il Rock.

Uff, ma chi me lo fa fare? Certo, il gusto per la musica, ma come direbbero i QUEEN, per me oggi pain is so close to pleasure quando si tratta della mia musa preferita.

Stamattina ad esempio, mi metto in macchina che sono ancoro cotto dal concerto di domenica sera (ritorno alle 2, infilato nel sonno verso le 3, alle 6 la sveglia di Palmiro). Un paio di notti in cui dormi poche ore non sono sufficienti per riprendersi, ma sono qui Ninetyland bound: porto il Marshall a far controllare, dato che domenica sera ho avuto problemi. La marea alta del traffico delle 8 inonda la tangenziale e io sono in quello stato che è un misto di blues, indifferenza, apatia, accidia, fastidio e il castamasso della Cesira. Mi riprometto di vendere la mia strumentazione, i miei lp, i miei cd, di liberarmi dal peso della mia passione principale e di andare a rilassarmi nel mio nido di stelle che so (non) esserci da qualche parte. M’immagino vivere una vita più serena, scordarmi delle tante canzoni mie chiuse nel cassetto, spendere energie e risorse in viaggi, mollare gli ormeggi del blues e salpare verso mari caldi e acque tranquille…ma poi, all’improvviso, quella stronza della musica ti prende alla gola, quasi presagendo le tue intenzioni … e non lo fa con un capitolo di umanesimo musicale….che so BOB DYLAN, i FREE, AARON COPLAND, gli ELP, BLIND LEMON JEFFERSON, SANTANA, GUSTAV HOLST, i LITTLE FEAT, no, lo fa con una canzonetta sdolcinata, banalotta, senza pretese, che però ti prende alle spalle e ti spinge di nuovo ad inginocchiarti davanti a quella gran troia della musica, e ad abbeverarti di nuovo al delta di venere da cui proviene l’aria sonora di cui sei schiavo da decenni. NOBODY KNOWS…

E allora ti risenti tutto l’album da capo, quel DON’T SAY NO che hai tanto amato da ragazzo e tutto ti sembra, se non sopportabile, perlomeno di nuovo gestibile.

La J**e che invece di festeggiare la vittoria in semifinale con Real Madrid, il giorno dopo manda un messaggio dal suo account ufficiale augurando a tutti i suoi tifosi un buon cinque maggio (in riferimento all’Inter che nel 2002 perse sciaguratamente uno scudetto a favore della squadra di Torino)? Cantagliele tu Billy! WHADDA YA WANT FROM ME…

La J**e che nella buia notte berlinese si incazza se qualcuno le tifa contro (come che avesse fatto qualcosa per meritarsi non dico la simpatia, ma almeno un vago appoggio in campo internazionale dei tifosi di calcio italiani)? IN THE DARK …

La J**e che aveva preparato le magliette in caso vittoria con su scritto “il vero triplete” con quel “vero” che mirava a sminuir quello dell’Inter (ad oggi realmente l’unico vero triplete di una squadra italiana) e che dunque a partire dalla dirigenza si comporta come un bambino bullo e dispettoso? (Non) cara J**e, ti è andata male, riprova e sarai più fortunata. THE STROKE …

E dire che tifare Barcellona non è stato facile, squadretta mica tanto simpatica che per di più rappresenta il forte sentimento separatista della catalonia (con la c minuscola), e lo sapete dove li mando i separatisti, i campanilisti, i localisti…

Ancora, lo scooterista che stai sorpassando ha i calzini corti (con dei rombi disegnati) su mocassini beige tipo zio Fedele? Su, non disperare, fino a che ci sono pezzi come questo l’umanità non è ancora spacciata …

E allora ti rassegni, ti arrendi di nuovo alla musica, perché lo sai … è tutto quello che hai.

Ragioni per cui continuare a tenere aperto un blog

2 Giu

L’altro giorno la groupie riceve su facebook un messaggio da un suo amico, me lo fa leggere e rimango basito. Ho frequentato M solo due volte per un paio di cene insieme ad altri amici della groupie e, pur essendomi accorto della buona comunicazione tra noi due, non abbiamo più avuto occasioni di rivederci. Mi ha molto colpito il fatto che si sia preso la briga di scrivere una riflessione (che riporto qui sotto) in un messaggio privato alla groupie.

Certo, pubblicarla sul blog è autoreferenziale, ma ci tenevo a condividerla perché è un chiaro segnale che l’umanesimo, tutto sommato, esiste ancora. M non ama particolarmente la nostra musica, dal punto di vista politico siamo su piattaforme diverse, per quanto riguarda il calcio la distinzione poi è netta, totale, senza possibilità di dialettica…eppure, a volte capita sul blog e si incammina lungo le coordinate che abbiamo tracciato.

Fa piacere leggere certe cose, lusingano il mio ego, non lo nego, ma è il sentimento in generale che mi interessa davvero … è una soddisfazione sapere che la comunità nata intorno a questo blog miserello sia così. Grazie M., grazie ragazze, grazie ragazzi.

“Ciao Saura, apro pochissimo Facebook, ma oggi è stata una bella sorpresa. Ho letto il blog del gatto Palmiro… Non era la prima volta che leggevo il blog di Tim, anche la prima capitò per caso, ma oggi come allora, sono rimasto particolarmente colpito… Colpito dal suo modo di scrivere diretto, semplice ma mai semplicistico, con una bella prosa corretta e fluente così lontana dall’attuale modo di scrivere (e di parlare…), così lontano da quello scrivere che mi capita di leggere anche su certi giornali blasonati e che mi fa così arrabbiare… Quello che mi ha colpito di più è però la sensibilità che traspare attraverso la parole, quella sensibilità che non si impara a scuola. ma che arricchisce il tuo scrivere. E’ fantasia nell’esposizione, colore nelle parole, convinzione nelle tue idee ma rispetto di quelle di chi ti legge… Mi capita spesso di pensare che, ai giorni nostri, la sensibilità sia svilita, qualcosa da nascondere, ma continuo fermamente a credere che sia una ricchezza dell’animo, una ricchezza non solo per la persona che la possiede ma per quelle che hanno la fortuna di esserle accanto. Mi faceva piacere dirtelo, era un peccato non farlo. Un abbraccio a tutti e tre, Palmiro compreso! M.”

 

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Oh I know I’m a cross country boy
Down that road I’m a-singin’ my joy
Well I’ve been to every city, every city but a few
And if I didn’t get there, you know I’m go into.

‘Cause I know I’m a cross country boy
Down that road I’m singin’ my joy, yeah.

Well I climbed the highest mountain, swam the deepest sea
I’ve even given notice to the space academy, oh yeah.

I told them I know I’m a cross country boy
Down that road I’m singin’ my joy.

Yeah yes I know I’m a cross country boy
Down that road I’m singin’ my joy.

Yeah yes I know I’m a cross country boy
Down that road I’m singin’ my joy.

Oh I know I’m a cross country boy
Yes I know I’m a-singin’ my joy
Singin’ my joy, singin’ my joy, singin’ my joy, singin’ my joy
Oh yeah I’m a cross country boy
Down that road I’m singin’ my joy
Singin’ my joy, singin’ my joy, singin’ my joy, singin’ my joy
Singin’ my joy, singin’ my joy.

IL BLOG DEL GATTO PALMIRO: la pazzia degli umani e i blues di Tyrrell

31 Mag

Buongiorno (a)mici miei, è un po’ che non mi faccio vivo qui sul blog di Tyrrell, ma è arrivata la primavera e la caccia alle talpe è la mia priorità, poi Tyrrell sembra molto preso dal blog in questa fase e quando c’è lui al computer non posso esserci io. Già, Tyrrell … lo osservo molto in questo periodo, mi sembra più sconfortato del solito. Le cose che apprende da TGSKY24 e che legge su internet lo spingono in uno stato di prostrazione profonda. Sento quando ne parla con la Terry e quando se ne va scuotendo la testa. Ho cercato di capire e ammetto che pure io sono basito di fonte alla pazzia degli umani. Ho scoperto che ci sono degli umani che si raccolgono sotto una certa sigla e che si vestono di nero, che in nome di un certo dio mettono a fuoco e fiamme una parte del pianeta. Sembrano inarrestabili e gli umani del pezzo di mondo in cui vivo io sono molto preoccupati. Mi chiedo se sia possibile che in nome di un dio si stia cercando di cancellare la cultura e la vita di un pezzo di umanità. Cerco spiegazioni negli sguardi di Tyrrell, ma so che non me ne può dare. Tyrrell non crede in nessun dio, dice che anche i cristiani ottocento anni fa si comportavano allo stesso modo e che l’umanità non ha futuro.

Sono di fianco a lui quando legge la marea di insulti ricevuti da GIANNI MORANDI, un cantante che era il suo preferito quando era bambino. MORANDI scrive qualcosa di caritatevole e di umano sul suo account di facebook a seguito della morte di novecento profughi e disperati nel Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere un’ idea di salvezza e di vita migliore. Invece no, insulti e barbarie a corredo di quel suo pensiero delicato. Una bambina rom di due anni muore in un campo nomadi … i commenti alla notizia seguono tutti lo stesso copione: “una di meno”. Tyrrell non si dà pace per queste cose. Il problema immigrazione esiste, Tyrrell mi pare che non lo neghi, ma la crudeltà e la meschinità degli umani, che si palesano in modo sempre più evidente grazie ai social network, sono spaventosi.

Ancora, Tyrrell legge sul Corriere della Sera che alcuni commenti presenti sull’account twitter di BARACK OBAMA, capo di una delle più importanti nazioni umane, recitano “torna nella gabbia, scimmia”. Ora, io sono un gatto nero, so dove può arrivare l’ignoranza umana, ancora oggi vagonate di idioti pensano che portiamo sfortuna e che siamo creature del maligno. Io, porco cane, che sono un gatto che ascolta l’Aor!? Io sono nero e gioco tranquillamente con gli altri quattro gatti che abitano insieme a me le terre della Domus Saurea, come la chiama Tyrrell. Pato è rosso, Raissa tigrata rossiccia, Spavve tigrata grigia e la Ragni bianca-grigia-beige.

Sempre dal Corriere Tyrrell legge, e io con lui, che la FINLANDIA, una terra a Nord facente parte della Scandinavia, regione tra le più illuminate del pianeta, ha inviato una lettera a 250.000 riservisti con la richiesta di tenersi pronti. Uhm, capisco che non deve essere semplice condividere 1300 km di confine con una nazione turbolenta come la Russia, ma, ci chiediamo, cosa sta succedendo? Quando poi Tyrrell ascolta le dichiarazioni di certi politici, quelli che parlano unicamente alla pancia degli umani, che fomentano le paure, che contrastano chiaramente la solidarietà, l’amore, la pace, lo spirito dell’umanità … impreca, bestemmia ed esce a fare due passi dallo sconforto. Poveretto, lo capisco, io e lui abbiamo visioni simili e che gli essere umani si mostrino ancora così gretti, stupidi e senza speranza, è una sventura …

Palmiro Alejandro Castro Ruz (foto Tyrrell)

Palmiro Alejandro Castro Ruz (foto Tyrrell)

Forse la LEVI MONTALCINI aveva ragione quando diceva che servono altri centomila anni di evoluzione all’essere umano. Peccato che continuando così centomila anni non ci saranno … la visione antropocentrica sta portando il pianeta, su cui tutti viviamo, allo sfacelo.

A tutto questo bailame si aggiungono due impicci in cui è incappato Tyrrell in queste ultime settimane, roba poco simpatica, se ho ben capito uno è un furto di identità di cui è stato vittima con tanto di denuncia alla Polizia e un’altra faccenda di cui non ho ben capito ma a naso mi sa che sia parecchio fastidiosa. Povero Tyrrell. Per quello che posso fare cerco di stargli vicino o di fargli quei dispetti che so lo fanno sorridere.

L’altra sera eravamo a casa soli io e lui, Tyrrell stava suonando STAIRWAY TO HEAVEN dei LZ con la doppio manico, si stava allenando per un un paio di prossimi concerti del suo gruppo THE EQUINOX. Stava seguendo la versione live da TSRTS che usciva a buon volume dallo stereo e, nel bel mezzo dell’assolo, ho iniziato a saltargli sulle gambe attaccandomi con le mie unghiette ai pantaloni della tuta. Tyrrell cercava di scansarmi e di continuare a suonare, poi si è scoppiato a ridere.

Gli lascio anche ascoltare quello che vuole. In questo periodo sembra fissato con ROY HARPER, con l’album VALENTINE del 1974 in particolare. Per certi versi non si dà pace del fatto che nella edizione uscita ad inizio anni novanta la copertina sia stata cambiata, ma quando la smette di giochicchiare con i tarli della mente, si gode in pieno pezzi come FOREVER. Risentendo MALE CHAUVIST PIG BLUES gli tornano in mente i tempi in cui l’ ascoltava con la sua amica ledhead Mariangela, là, negli abissi profondi trentacinque anni fa. A margine, una nota: credo che gli paia di sentire echi di WHO’S TO BLAME nel pezzo in questione dove, tra l’altro, sono presenti JIMMY PAGE, KEITH MOON e RONNIE LANE.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Oltre a ROY HARPER è un po’ che è fermo su ROBERT JOHNSON. La centennial collection edition dei 29 blues del padre putativo di Tyrrell è favolosa, i master originali e la tecnologia odierna hanno migliorato parecchio la qualità audio dei quelle vecchie canzoni del 1936 e 1937.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Per me poi Tyrrell i blues se li va anche a cercare: è tutt’ora turbato perché non è stata accertata la autenticità della presunta terza foto del Re del Delta Blues (quello che lo ritrarrebbe insieme a Johnny Shines).

Robert Johnson & Johnny Shines ?

Robert Johnson & Johnny Shines ?

La RJ Blues Foundation la dà per autentica, ma i dubbi rimangono. D’altra parte, siamo sicuri che quell’ex autista che si chiama Claud Johnson sia suo figlio? Legalmente lo è, ma è davvero sufficiente la testimonianza di una vecchietta che dice di aver visto la sua amica far l’amore con ROBERT JOHNSON, a provarne la discendenza? Possibile che quei due energumeni nella foto qui sotto siano i suoi nipoti?

Robert Johnson painting with Johnson Family

Tyrrell scuote la testa e torna ad ammirare la foto del “suo” ROBERT JOHNSON.

Robert Johnson!

Robert Johnson!

Alla Terry è arrivato il cofanetto PROGENY degli YES, e Tyrrell ne approffita con ascolti prolungati.

 yes progeny BOX SED Quando però deve trovare un po’ di sollievo, si ripara tra le mura della sua amata BAD COMPANY e lo fa al suono dei pezzi più improbabili e nascosti, tipo PAINTED FACE dall’album ROUGH DIAMONDS, quell’Hard Rock di facile ascolto sembra lenire i suoi blues.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Tyrrell spesso va poi a trovare suo padre. Da quel che ho capito il vecchio Brian è in una struttura, non so esattamente cosa significhi, io me la immagino come una specie di gattile, solo per umani, un “umanile” dunque. Ieri mattina Tyrrell diceva con la Terry che lo ha trovato bene, che sono stati un’oretta sulla veranda a prendere un po’ di aria e di sole e che hanno fatto quattro passi in cortile. Spero che stia bene il vecchio Brian, in passato Tyrrell lo ha portato qui alla Domus Saurea e io con lui mi sono sempre trovato bene. Certo, mi chiamava “gattina”, ma non me la prendevo, Brian è un umano ormai vecchio e soffre di una malattia tipica degli umani di età avanzata.

Il vecchio Brian (Foto Tyrrell)

Il vecchio Brian (Foto Tyrrell)

Per il resto, come dicevo, siamo in alta primavera, l’estate è alle porte e io scorrazzo per le campagne. Ogni tanto mi fermo e osservo la Terry in versione farmer girl che zappa e cura quel pezzetto di terra che abbiamo qui alla Domus Saurea …

Palmir (foto Tyrrell)

Palmir (foto Tyrrell)

Hoedown con la Terry (foto Palmiro T)

Hoedown con la Terry (foto Palmiro T)

…oppure meditabondo contemplo il mondo …

Palmir (foto Tyrrell)

Palmir (foto Tyrrell)

…i frutti degli alberi di Gelso ormai maturi …

Gelsi - Domus Saurea (foto Palmiro T)

Gelsi – Domus Saurea (foto Palmiro T)

e le rose dove è sepolto Fidèl, il gatto del passato di Tyrrell.

Palmir (foto Tyrrell)

Palmir (foto Tyrrell)

Guardo poi il mio umano raccogliere le fragole dell’orto, dopo di che me ne vado in giro per i fatti miei.

Fragole nell'orto della Domus Saurea - foto Palmiro T.

Fragole nell’orto della Domus Saurea – foto Palmiro T.

In questo sabato di fine maggio sono in giro dalle 7,30 del mattino; alle otto di sera Tyrrell mi chiama a casa, io che sono in una delle mie zone preferite, le vigne del Rossetto, lemme lemme mi incammino verso di lui. “Dai Pàlmir, dai, dai, andiamo”  mi dice Tyrrell, lo so che vorrebbe che gli corressi incontro, ma non sono mica un cane. Piano piano lo raggiungo, lui mi prende in braccio, mi bacia e mi porta in casa; mi lava con una salvietta, mi dà da mangiare ed infine crollo, come una pera cotta, sull’asse da stiro. Tutto sommato mica male la mia vita da gatto nella casa di un uomo di blues.

Sleepy Palmir Estes (foto Tyrrell)

Sleepy Palmir Estes (foto Tyrrell)

LED ZEPPELIN “I’M GONNA CRAWL”: an appreciation

26 Mag

Si avvicinano i primi concerti della nuova stagione dei THE EQUINOX, con fatica io e Saura trasportiamo l’armamentario legato alle tastiere e alla                 pedaliera-basso dalla soffitta al garage, carichiamo la bluesmobile fino all’inverosimile e partiamo per “Il Porciletto”, la sala prove di Lele a Modena. Ogni volta maledico la mia passione: tornare dal lavoro, cenare in fretta e poi movimentare piano, supporto, pedaliera basso, basso, tre chitarre, due amplificatori, valige con cavi e reggi chitarre è uno stress. Arriviamo, scarichiamo e rimontiamo il tutto. Ci vuole una gran costanza a continuare ad essere un operaio del Rock a quest’età … ma poi iniziamo a suonare e in pochi minuti passa tutto. Ritrovarsi a fianco di bravi musicisti è una soddisfazione, indossare una Les Paul e collegarla ad un Marshall Bluesbreaker è sempre, sempre, un brivido.

Led Zeppelin - Definitive Collection (CD 09 In Through The Out Door) (Japan) - Front (1-2)

Il Payoff del gruppo è LED ZEPPELIN OBLIQUE TRIBUTE, obliquo perché di solito i gruppi che fanno il tributo ai LZ sono formati da un bravissimo chitarrista e da tre (o più) comprimari. Nel nostro caso sono i tre “comprimari” le vere stelle della band. Mi piace pensare che l’aggettivo obliquo, da me tanto voluto, serva anche a far capire che ci discostiamo un po’ dalle solite pantomime. Lo sapete, a me le tribute band molto spesso fanno orrore, devono avere una dose di sincerità assoluta ed illuminata per essere credibili, chi scimmiotta, chi diventa una macchietta del gruppo a cui il tributo è dedicato, è un loser senza speranza, e poco importa che tecnicamente sia ineccepibile. Quello che poi, a mio avviso, conta di più è il senso … carpire i significati più ancestrali e cosmici della musica del gruppo che si omaggia e del Rock in generale, è cosa fondamentale. Non so se sia il nostro caso, ma se non altro ci proviamo con tutto il nostro fervore. Infine, obliquo anche perché proveremo a proporre brani che non siano i soliti successi del gruppo di JIMMY PAGE, brani magari di difficile resa live, ma che servono a rendere bene l’idea di cosa fossero i LZ.

Led Zeppelin - In Through The Out Door (Japan) - Inlay

Tutta questa pappardella per arrivare a dire che venerdì sera abbiamo provato per la prima volta I’M GONNA CRAWL, pezzo fortemente voluto da Saura (a cui si deve anche il nome della band, che in caso a qualcuno sia sfuggito, era il nome del negozio di libri dell’occulto aperto da Page a Londra sul finire degli anni settanta). I’M GONNA CRAWL è uno dei pezzi dei LZ che ho sempre amato di più; non sono il solo, i veri fan dei LZ vanno pazzi per brani come questo o come TEN YEARS GONE, capisaldi – seppur un po’ … “obliqui” – della produzione dei LED ZEPPELIN. Non è un brano semplice da affrontare, non tanto dal punto di vista dell’abilità strumentale, quanto dal punto di vista dell’ interpretazione. Il pezzo raccoglie in sé così tanta storia, così tanti rimandi, così tanti presagi che rendergli giustizia è assai arduo, se non impossibile. Noi ci proveremo, non so se riusciremo, ma faremo il possibile.

Led Zeppelin - In Through The Out Door (Japan) - Back

I’M GONNA CRAWL dunque è più che mai parte della mia vita in queste settimane, mentre cerco di replicare l’assolo di PAGE (ah,quel mi bemolle iniziale!) mentre ascolto Saura in soffitta o mentre la vedo in sala prove agire con sapienza in contemporanea sulla tastiera e sulla pedaliera basso. E’ uno dei (pochi) pezzi che non mi stanco mai di ascoltare, che rimane misterioso sebbene lo abbia imparato in ogni sua parte. Sì perché una delle controindicazioni nell’imparare un pezzo è la conseguente perdita di mistero e magia. Fino a che non ti ci metti, (a meno che tu non abbia l’orecchio assoluto ed una intelligenza musicale come quella di MOZART), la tua mente immagina la canzone alla sua maniera, rendendola ancor più suggestiva di quanto forse è.

LZ ITTOD Six cover

Tutte queste sinergie I’M GONNA CRAWLIANE (stavo per scrivere CROWLEYIANE)  mi portano a ripensare ad una magistrale descrizione fatta da quel gran genio del mio amico PICCA, qualche settimana fa in un commento ad un post qui sul blog. Essa merita più risalto, così la ripropongo qui. PICCA, we salute you!

“I’m Gonna Crawl è un capolavoro assoluto. Il miglior modo di concludere una carriera. Mai abbastanza celebrata. Posso vedere la band sul palco, locale chiuso, una donna delle pulizie che passa lo straccio. La festa è finita, ma prima di andare a dormire c’è tempo per questo piccolo ma gigantesco blues che riporta tutto all’inizio. Un doo-wop spettrale che esce da una radio A.M., fuori dal tempo. Echi di Five Satins, Flamingos, Skyliners, Penguins. La tastiera vagamente da music-hall è perfetta. I ragazzi, in piena malinconia, sembrano volerci dire ‘Vi facciamo sentire per l’ultima volta cosa cazzo state per perdervi per sempre’. Irripetibile. E’ il ‘Last Waltz’ degli Zep. Pensate se avessero chiuso il disco con Hot Dog… ” (Stefano Piccagliani 2015)

Led Zeppelin - Definitive Collection (CD 09 In Through The Out Door) (Japan) - CD

Ohh she’s my baby. Let me tell you why.
Hey, she drive me crazy, she’s the apple of my eye.
‘Cause she is my girl and she can never do wrong.
If I dream too much tonight
Somebody please bring me down.

Hey, I love that little lady, I got to be her fool.
Ain’t no other like my baby,
I can break the golden rule
‘Cause I get down on my knees
Oh! I pray that love won’t die.
And if I always try to please
I don’t know the reason why yeah.

If she will come back,
Oh please stay with me ohhh-yeah.
Every little bit, every little bit,
Every little bit my love I give to you girl.
Every little bit, every little bit,
Every little bit, every, every little bit of my love.

Hit me! I don’t have to go by plane.
I ain’t gotta go by car.
I don’t care just where my darlin’ is,
People I just don’t care how far.
I’m gonna crawl yeah. I’m gonna crawl yeah.

I don’t care if I got to go back home.
I don’t care what I gotta start again babe.
I’m gonna crawl. I’m gonna crawl.
Ahhh hooh-hooh! I don’t wanna crawl baby.
Ahhh say~eah~hey~eah~hey.

She give me good love-yeah. She give me good lovin’.
She give me good love-yeah. She give me good lovin’.
My baby give me good lovin’.
Wooh-yes I love her.
A-yes I love her. Yes I love her.
I wanna crawl.

LZ 1979

LZ 1979

Mother Mary: 23 years gone

23 Mag

Ventitré anni che Mother Mary non è più con noi e ancora oggi, che sono non dico un pezzo ma almeno un pezzetto d’uomo, fatico a gestire la giornata. Sarà perché era un sabato anche allora quindi rivivo in modo ancora più nitido la cosa, ma alla fine anche volendo distrarsi un po’, rimane il fatto che Mother Mary è andata a dissolversi in cometa nello stesso giorno e alla stessa ora di Giovanni Falcone, così il 23 maggio non posso che essere preso in mezzo dalle commemorazioni che riporta la stampa e che inevitabilmente mi rimandano a fatti personali.

Sono passati tanti anni e sono ancora qui a commuovermi e a sentirmi come un passerotto con un’aletta spezzata al freddo e al gelo. Quanto è difficile per i mammiferi perdere la propria madre, ancor di più per gli esseri umani che nonostante tutto hanno un briciolo di coscienza in più (perlomeno alcuni), figuriamoci per un mammifero umano uomo di blues.

Mi piacerebbe proprio tanto misurami con lei a questa età, farle vedere cosa sono diventato, pur non avendo combinato granché nella vita, farla di nuovo ridere e tenerle la mano … ma non è possibile, dunque faccio un salto da Brian, lo tengo sottobraccio, gli parlo di lei, ma oggi il vecchio Tirelli non sembra avere la minima idea di chi fosse sue moglie.

Faccio poi un salto a San Martino In Rio, il suo paese natale, le porto i fiori, sto in raccoglimento qualche istante poi faccio un giro per il paese. Cerco gli echi della sua esistenza, percorro le viuzze in cui passeggiavo da bambino con lei, respiro in qualche modo la sua essenza. Sì, mi manca moltissimo, ma oggi sono risoluto: niente retorica, niente melodramma. Mi fermo in un bar, ordino un Rum, guardo il cielo, alzo il bicchiere … brindo a te, Mother Mary, dovunque tu sia.

Mother Mary - Cattolica (RN) 1948

Mother Mary – Cattolica (RN) 1948

Keepin’ touch with Mama Kin.
Tell her where you’ve gone and been.
Livin’ out your fantasy

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Wakeman & TSRTS, Leadbelly and other assorted blues songs

17 Mag

La groupie trova da qualche parte e pubblica sul gruppo facebook che gestisce (RW KEYBOARDS WIZARD) questa foto interessante di RICK WAKEMAN alla premiere londinese del film THE SONG REMAINS THE SAME dei LZ nel 1976. RICK uno di noi.

Rick Wakeman 1976 TSRTS premiere London

Rick Wakeman 1976 TSRTS premiere London

Venerdì 15/05/2015, prima mattina, sono sintonizzato sul programma LATERAL di Luca Bottura su RADIO CAPITAL, passano Where Did You Sleep Last Night? del 1944 di LEADBELLY. Mi vengono i brividi. RADIO CAPITAL non è nuova a questi exploit, ma è bello vedere una volta di più un network commerciale nazionale rispolverare pezzi del nostro DNA.

Arrivo in ufficio, SARWOODA è già al suo posto, si sta bevendo un caffè mentre legge qualcosa al computer, mi avvicino: è la pagina wikipedia su LeadBelly. “Tim, ho sentito una sua canzone stamattina su Radio Capital, mi ha incuriosito molto, mi piace, puoi prestarmi qualche suo cd?”. Se c’è una donna blues che lavora con me, quella è SARWOODA, lo so da tempo, ma continua a sorprendermi. In pausa pranzo viene nel mio ufficio e  mi chiede di strimpellare qualcosa di Huddie Leadbetter, così improvviso un giro miserello di folk-blues in una specie di fingerpicking che è una sorta di incrocio tra Jimmy Page, Leadbelly e la completa incompetenza.

Sarwooda: Leadbelly blues - photo TT

Sarwooda: Leadbelly blues – photo TT

Così, in preda al kick LEADBELLY, mentre lavoro mi metto le cuffiette e faccio partire youtube, dove tra l’altro riscopro questo incredibile film del 1976 …

In questo periodo oltre agli SPOOKY TOOTH mi sono riascoltato anche gli album che ho amato meno dei DIRE STRAITS: LOVE OVER GOLD, ON EVERY STREET, ALCHEMY. Li ho trovati più interessanti di quel che ricordavo. Nel live del 1984 mi ha colpito la performance di TERRY WILLIAMS alla batteria.

Ci ha lasciati BB KING e su facebook è tutto un fiorire di “E’ morto il re del blues”. A parte il gioco di parole consunto e per questo evitabile, mi chiedo se davvero BB King meriti tutta questa considerazione. Ho sempre pensato che facesse del cabaret e non del blues e che non fosse il chitarrista che vogliono farci credere: inesistente come ritmico, deve la sua fama alle quattro note che mette in ogni brano. Per come la vedo io, scompare davanti alle figure di ROBERT JOHNSON e MUDDY WATERS e come chitarrista il vero KING del blues era FREDDIE. Tutta questa retorica la trovo francamente insopportabile, ma come sempre sarà un problema mio che vedo le cose da un punto di vista obliquo.

Per il resto vivo la mia solita vita d’inferno, al sabato mattina faccio colazione con una estranea che mette sullo stereo ASTRAL TRAVELLER degli YES ad alto volume e mentre si mangia tutte le sue cosette da figa (fette biscottate integrali, marmellata prodotta da casolari collinari che garantiscono la assoluta naturalità, yougurt Activia), con le mani mima con precisione ogni passaggio strumentale di basso, chitarra, batteria e tastiera…

Per sopravvivere, non appena l’estranea esce di casa, mi precipito allo stereo e metto su HARD AGAIN, l’album del 1977 di MUDDY WATERS con JOHNNY WINTER, in modalità pump up the volume …

Mi metto poi in macchina Mutina bound, infilo STAMPEDE dei DOOBIE BROTHERS nel carstereo; dopo alcuni giorni in cui sembrava essere già arrivata la primavera, questa è una mattina fredda e nuvolosa. RAINY DAY CROSSROADS BLUES fa al caso mio mentre attraverso le campagne nere; dopo un paio di minuti, nella lunga coda finale, diventa la colonna sonora perfetta per il mio animo di questo sabato mattina …

Entro nella struttura in cui è ospite Brian, mio padre è lì che confabula con i suoi amici, chissà cosa racconta loro col suo eloquio frastagliato courtesy of the alzheimer blues. Stiamo un’oretta mano nella mano, cercando di comunicare attraverso le difficoltà. Brian è in forma per essere uno nella sua condizione, ma è innegabile che ogni settimana perde qualcosa. Osservo parenti che vengono e vanno e i vecchi che non ricevono visite che dalle loro sedie a rotelle osservano indifferenti il via vai. Mi chiedo per l’ennesima volta se anche noi finiremo così. Do un bacio al vecchio e riparto.

Ore 18: INTER – J**E. La partita che più di tutte può rovinarmi l’umore per giorni interi. Anche stavolta precipito nel burrone dell’incazzatura più cupa e fredda. Dominiamo la partita, alla fine il possesso palla sarà 65% INTER e 35% J**E, potevamo chiudere il primo tempo 4 a 0 per noi ed invece riusciamo a perdere 1-2 contro la squadra dei gobbi imbottita di riserve. MEDEL passa la palla indietro, VIDIC, lento come la mano sinistra di PAGE nell’ARMS TOUR del 1983, si fa superare da MATRI e lo atterra in area. Rigore per la squadra di Torino. 1 a 1. Secondo tempo: azione in aerea dell’INTER, Morata ciabatta un passaggio ad HANDANOVIC e questi fa una di quelle cappelle che non sai spiegarti. 1-2 per la J**E.  Non importa che ci abbiano annullato un goal regolare che ci avrebbe portati sul 2 a 0, la J**E non demorde mai, anche piena di riserve lotta sempre fino alla fine. Siamo noi che non riusciamo a chiudere le partite, mai. Quinta stagione consecutiva di football blues dolorosi, profondi, feroci. Sì certo, c’è di peggio nella vita, ma l’INTER è una delle mie passioni, non posso farci niente, mi fa soffrire e godere a livelli altissimi. Confido nel prossimo campionato, che il dio del football (Hendrik Johannes Cruijff) vegli su di noi.

Cerco di distrarmi con un paio di film: MARINA (storia di emigranti italiani in Belgio, biografia del cantante Rocco Granata) e TRACKS (attraversata in solitaria dell’outback australiano del 1977 di Robyn Davidson, storia vera). Belli entrambi, il secondo però ha una marcia in più.

Domenica mattina, mi alzo alle 7,30. Torna il sole, sono ancora depresso, ho bisogno di tornare nel ventre materno della BAD COMPANY, sentirmi al riparo dalle angherie del mondo (perdere con la J**e insomma) … il PAUL RODGERS degli anni settanta ha sempre un effetto benefico su di me, soprattutto se aiutato da un bicchierino di Rum Matusalem invecchiato 15 anni. Oh yeah baby, let’s have the booze.

Matusalem rum alla domus saurea (photo TT)

Matusalem rum alla domus saurea (photo TT)

SPIRIT SLIPS AWAY

3 Mag

Ritorno alla normalità dopo il bel break di quindici giorni a Cuba. Quel che rimane, oltre alla nostalgia, è un’eco della deriva alcolica vacanziera, il rum ha sostituito il Southern Comfort e mi si versa nel caffè anche a colazione. Mah.

Due settimane di vacanza sono forse troppe, perché ti disabitui al monotono scorrere della tua vita miserella e finisci per interrogarti circa eventuali scelte drastiche, che poi alla fine non farai mai, ma i cui pensieri intanto ti destabilizzano l’animo. Con tali presupposti intontito e confuso cerco di darmi da fare in ufficio, ma i risultati non sono granché…

Tim at the office - aprile 2015 (Foto Sarwooda)

Tim at the office – aprile 2015 (Foto Sarwooda)

Sto comprando biglietti per alcuni  dei prossimi concerti che si terranno in Italia, ho bisogno di distrazioni, di allontanarmi da me stesso almeno per una notte. Così, dopo aver ticketoneannato per AC/DC, CROSBY STILLS & NASH, SUPERTRAMP, ho aggiunto gli UFO, previsti per il primo novembre al Legend Club di Milano. Certo, non c’è SCHENKER e nemmeno PAUL CHAPMAN, ma vedere PHIL MOGG, ANDY PARKER, PAUL RAYMOND e forse PETE WAY, non sarà male.

Vedendo che l’animo mi scivola via, cerco di tenermi su ascoltando spesso i THIN LIZZY, in particolare FIGHTING, BAD REPUTATION e CHINATOWN. Il periodo 1974-80 della MAGRA LISETTA mi piace molto. Di base potrebbe anche essere un gruppo Hard Rock, ma le aperture del songwriting di LYNOTT e dei ragazzi collocano la band forse al di fuori degli stretti confini del genere citato. I THIN LIZZY mi fanno bene al cuore e non li ringrazierò mai abbastanza per questo…

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

And when the music that makes you blue
Unfolds its secrets, the mysteries are told to you

Anche la sera, a casa, riesco a far poco, sarà il residuo blues del fuso orario, ma oltre che dissolvermi davanti a SKY non faccio nulla. E’ iniziata la nuova stagione de IL TRONO DI SPADE, così Daenerys Targaryen  mi tiene a galla, aiutata anche da Palmiro, che dopo qualche giorno di atteggiamento scorbutico (mi deve far pagare i 15 giorni di lontananza) sta tornando il gatto sentimentale che è.

Tim & Palmiro - April 2015 (Foto Saura T)

Tim & Palmiro – April 2015 (Foto Saura T)

Quando posso vado a trovare il vecchio Brian che piuttosto sorprendentemente sta sbocciando di nuovo; ha lasciato la sedia a rotelle quando pensavo non sarebbe stato più possibile, e, compatibilmente con l’alzheimer blues, è tonico, pronto, presente. Ogni volta che vado a trovarlo in orari decenti è in salone che chiacchiera con i suoi amici e con le sue amiche e non appena mi vede esclama “Tim!” e poi informa gli altri che “quello è mio figlio”. Quando invece vado da lui in pausa pranzo, lo trovo a letto per il pisolino pomeridiano, lo sveglio e prima di caricarsi tutta la memoria serve almeno mezz’ora. In quella fase un po’ appannata, mi chiede se sono Giuseppe, “sente” che sono un Tirelli, ma non riesce a fare il collegamento preciso. Questo però solo se consciamente cerca di ricordare chi sono esattamente, se si estrania un momento da sé stesso e gli sovviene di avere la mia attenzione, mi chiama per (sopran)nome senza problemi: “veh Tim, at vliva dìr che ier sìra…”.

Quando però torna a cercare di essere in controllo di se stesso e la memoria ram non si è ancora del tutto caricata e gli faccio vedere un po’ di foto di sua moglie che non c’è più, gli parlo dei suoi genitori che ovviamente non sono più con noi, di uno dei suoi fratelli che se ne è andato qualche anno fa e poi passo a foto di noi due insieme, mi chiede se siamo al mondo: “ma me te sommia al mond?”. “Certo Brian, se siam qui che parliamo, siamo al mondo.” “Ah, mei acsè”…meglio così, mi dice con dolcezza Brian. Che razza di pantani che mette in atto la demenza senile. Però, anche nelle sue difficoltà il vecchio Tirelli non molla del tutto: “Quant’an goia me?”85? Bemo’, alora a sun vech!” Quanti anni ho? 85? Ma allora son vecchio! Caro, tenero, Brian.

Brian, aprile 2015 (foto TT)

Brian, aprile 2015 (foto TT)

In certi weekend, l’INTER batte la ROMA, e il TORO la J**e, così una botta di adrenalina è sicura, poi passo il resto della domenica pomeriggio a guardar la groupie che taglia l’erba intorno alla domus saurea. Suo padre invece di regalarle che so un weekend in una spa o in una città europea le ha preso un trattorino JOHN DEER; la groupie è contentissima essendo una motorhead, così sfreccia felice sui campi erbosi di questa fetta di pianura…

Mowin' on (the fantastic drowse of the afternoon Sundays) - photo TIm Tirelli

Mowin’ on (the fantastic drowse of the afternoon Sundays) – photo TIm Tirelli

Primo sabato di maggio, prima matinée con i ragazzi in centro a Modena. Erano anni che l’ avevo in mente, ma fino al mese scorso il sabato mattina era tutto dedicato a Brian, ora che lo vedo sistemato nella struttura giusta, posso rallentare e riprendermi lentamente la mia vita. Rendez vous alle 10 in piazza Matteotti, presenti Nonantolaslim, Livin’ Lovin’ Jaypee, il Pike boy e Lorenzo Stevens. Facciamo colazione al Caffé Bicicletta in Sant’Eufemia, uno degli angoli medievali più belli di Modena a ridosso del Duomo. Ordino succo di frutta, cornetto con marmellata, caffé corretto; gli amici mi guardano “Zio can, Tim, caffè corretto alle 10 di mattina?” “Quando scrivo di deriva alcolica, cosa credete, che lo faccia per fare il fighetto sul blog?”. Chiacchieriamo di musica, non ne avremmo mai abbastanza. Picca mi promette di scrivere qualcosa per il blog a proposito di un recente articolo apparso su A.V. Club che parla dell’età in cui si smette di cercare musica nuova e si torna indietro.

Facciamo poi un salto da DISCHINPIAZZA, in piazza Mazzini. Avevo detto che avrei resistito, ma poi ho ceduto e ho preso la deluxe edition di TRILOGY degli ELP. Già che c’ero ho aggiunto  anche il cofanettino di HAMPTON 1981 dei ROLLING. Jaypee è stato costretto a comprare la deluxe edition del primo della BAD COMPANY, pena la perdita della mia amicizia. Lorenzo ha già preso STRAIGHT SHOOTER e Picca mi ha promesso che procederà all’acquisto quanto prima. D’altra parte, se non le comprano gente come noi le deluxe edition della BAD CO, chi cavolo le compra? Picca mi fa vedere la versione in vinile di STRAIGHT SHOOTER. Mi viene un mezzo accidente: quando vedo quella copertina fremo. Per un momento valuto se spendere i 30 euro per questo bel doppio vinile, mi trattengo quando capisco che nella versione in vinile manca qualcosa del bonus material. Però il long playing mi rimane negli occhi per un bel po’.

Salutiamo Robby e ci sdraiamo per un po’ al sole in Piazza Grande, che bella la mia città in un sabato mattina di sole di inizio maggio. Il Duomo ripulito è di una bellezza emozionante.

Tim & Jaypee Modena 02/05/2015 - Foto Lorenzo Stefani

Tim & Jaypee Modena 02/05/2015 – Foto Lorenzo Stefani

Torno a Borgo Massenzio facendo la via Emilia, da Mutina fino a Regium Lepidi, non ho voglia di tangenziali oggi. Mentre attraverso il cuore pulsante della mia terra, sento che sto tornando nel groove a me tanto caro, che il crush avuto per CUBA sta iniziando a mollare la presa, e che torna a galla la passione carnale per l’Emilia. E adesso che le sono sopra, che la guardo negli occhi mentre le nostre anime tornano ad essere una sola, che la sento così morbida sotto di me, le sussurro che è tutto quel che ho, che è tutta la mia vita, che senza di lei non sarei. In breve siamo di nuovo avvinghiati e raggiungiamo l’estasi…  le acque tiepide del Panàro e del Secchia raggiungono il delta di venere e una pace ci pervade l’animo. Io e l’Emilia ci amiamo.

L'Emilia (Clarke)

L’Emilia (Clarke)

 

MOOD FOR A NIGHT: Rick Wakeman live in Vicenza, Teatro Olimpico, 24 aprile 2015

28 Apr

La avventura del Wakeman Trophy 2015 è del tutto simile a quella dell’anno passato: partenza alle 15, arrivo a Vicenza alle 17, appostamento in zona Teatro Olimpico per vedere se RICK compare per il soundcheck, chiacchiere con nuovi e vecchi amici che nel frattempo arrivano, toast e birretta, entrata, concerto e qualche momento passato con the keyboards wizard in persona. Che meraviglia quando tutto si dipana bene.

Arrivare sul posto alle 17 forse è un po’ troppo, ma non voglio frenare la groupie, è il suo momento e se lo vuole godere tutto. Stazioniamo in zona per un ora e mezza, un paio di proghead si avvicinano. Poco dopo arriva PAOLO BOLLA, di SchioLife, ci ricorda dal concerto dello scorso anno così fraternizziamo e iniziamo amabilmente a parlare di musica. Un quarto d’ora e arrivano due fotografi. Ci presentiamo, loro sono MARCO CHIERICO, fotografo ufficiale degli eventi di SchioLife, e RAFFAELLA VISMARA. Non so come mai ma in pochi minuti si gettano le fondamenta di un rapporto d’amicizia probabile e profondo. Credo si tratti di reazione chimica, ancora non sappiamo se abbiamo affinità elettive tali da impegnarci in un rapporto serio, ma la gentilezza e l’educazione di MARCO e il sincero approccio di RAFFAELLA fanno scattare qualcosa. Mentre siamo lì, RAFFAELLA prova la sua nuova macchina fotografica e ci scatta qualche foto, MARCO fa lo stesso…

La Groupie e Tim - Vicenza 24-4-2015 -PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Groupie & Uomo Di Blues – Saura e Tim – Vicenza 24-4-2015 PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Saura & Tim Vicenza 24-4-2015 - PHOTO MARCO CHIERICO

Saura & Tim Vicenza 24-4-2015 – PHOTO MARCO CHIERICO

Parliamo un po’ e scopro che Raffaella è una grande amica di MEL PREVITE, esimio chitarrista modenese  (ROCKING CHAIRS e LIGABUE) nonché mio grande amico e che gli amici bolognesi che sta aspettando sono anche i nostri, infatti GIANLUCA GOLLINI, GABRY MARTELLI e company arrivano di lì a poco. Poi d’improvviso dalla strada principale arriva RICK WAKEMAN accompagnato dal manager e da CLAUDIO CANOVA promoter di Schio Life. Non ci permettiamo di disturbarlo, sta andando a provare il pianoforte, ci limitiamo a seguirli. La groupie si mette a filmare col cellulino, potrebbe essere uno di quei video che si vedono su YOUPROG  nella categoria RILF (Rockstar I Love …).

In breve anche altri storici YES/PROG fan ci raggiungono, UMBERTO MONTANARI, MAURIZIO CAVALCA, RICCARDO SCIVALES su tutti, nomi pesanti per il contesto in cui siamo. Arriva anche il vecchio DOC che però prima si ferma in pizzeria. Ore 20:30, si entra. Il teatro è uno spettacolo, probabilmente il più bello del mondo. La profondità e la prospettiva sono un qualcosa di incredibile.

RW Vicenza 24-4-2015 (photo Tim Tirelli)

RW Vicenza 24-4-2015 (photo Tim Tirelli)

La gente inizia a prender posto, cerco con lo sguardo DOC, lo vedo lassù in tribuna. Io e la groupie siamo in platea, seconda fila, di fronte al pianoforte: posti eccellenti. Alla fine ci sarà il sold out.

Doc in Vicenza (photo TT)

Doc in Vicenza (photo TT)

Tim & Groupie Vicenza 24-4-2015 - Photo Doc Marena

Tim & Groupie Vicenza 24-4-2015 – Photo Doc Marena

Prima del concerto mi viene a salutare GIANNI DELLA CIOPPA, è in the house perché deve scrivere un articolo per CLASSIC ROCK Italia.

Verso le 21,15 entra CLAUDIO CANOVA appunto, due parole e dà spazio al sindaco di Vicenza. Chiosa finale di CLAUDIO ed ecco RICHARD CHRISTOPHER WAKEMAN. Si parte come nel 2014: THE JIG.

RW Vicenza 24-4-2015 (Saura Terenziani)

RW Vicenza 24-4-2015 (Saura Terenziani)

La scaletta e il mood del concerto sono molto simili a quelli dello scorso anno a Schio, andando a memoria l’unico pezzo nuovo dovrebbe essere Children Of Chernobyl, ad ogni modo le dita di RICK incantano grazie a:

The Jig”, lunghe parti tratte da “King Arthur” e da “Journey to the Centre of the Earth”, “Catherine Of Aragon”, “Catherine Howard”, “Life On Mars” di DAVID BOWIE, “And You And I” e “Wonderous Stories” degli YES, “Children Of Chernobyl”, “Merlin The Magician”, “Eleanor Rigby” dei BEATLES versione PROKOFIEV,  “The Meeting”, “Morning Has Broken” di CAT STEVENS

RW Vicenza 20-4-2014 -  PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 20-4-2014 – PHOTO MARCO CHIERICO

RW d Vicenza 24-4-2015 - PHOTO MARCO CHIERICO

RW d Vicenza 24-4-2015 – PHOTO MARCO CHIERICO

Come prevedibile, i pezzi che forse ho gustato di più sono stati i miei due preferiti: THE JIG e CATHERINE HOWARD, quest’ultimo catturato su video dalla groupie tramite cellulare:

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

RW Vicenza 24-4-2015 - PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 24-4-2015 – PHOTO MARCO CHIERICO

Rispetto al 2014, RICK mi sembra un pelino più appoggiato, ma suona comunque divinamente. Che pianista meraviglioso che è. Ogni tanto vedo MARCO CHIERICO che scatta fotografie, foto che sono a corredo di questo misero articoletto e che rendono giustizia alla grandezza del personaggio di cui sto parlando.

RW e Vicenza 24-4-2015 - PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 24-4-2015 – PHOTO MARCO CHIERICO

RW  c Vicenza 24-4-2015 - PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 24-4-2015 – PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 20-4-2014 -  PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 20-4-2014 – PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 20-4-2014 -  PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 20-4-2014 – PHOTO MARCO CHIERICO

Ogni tanto catturo con la coda dell’occhio anche la chioma bionda di RAFFAELLA VISMARA che si adagia sull’obbiettivo, anche le sue foto aiutano questo post  a dare le esatte coordinate dell’evento…

RW Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW d Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW d Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Un paio di bis e il concerto finisce. Applausi scroscianti. Un trionfo. Guardo la groupie, sembra molto soddisfatta. Di nuovo quattro chiacchiere con GIANNI, col quale ci ripromettiamo di vederci quanto prima e poi via verso l’uscita.

Tim & Gianni Della CioppaVicenza 24-4-2015 (photo Saura T)

Tim & Gianni Della CioppaVicenza 24-4-2015 (photo Saura T)

In molti escono definitivamente, altri – come noi –  si fermano in attesa che venga aperto l’accesso ad una grande sala interna dove sembra RICK si intratterrà con i fan. Incontro finalmente DOC. Quattro chiacchiere sul DARK LORD e poi diligentemente ci mettiamo in fila.

Tim & Doc Vicenza 24-4-2015 (photo Saura T)

Tim & Doc Vicenza 24-4-2015 (photo Saura T)

Questa volta il tutto è organizzato meglio, ci sono persone dello staff che gestiscono il flusso di fan per far sì che ogni gruppetto di amici abbia un minimo di tempo da passare con RICK con la dovuta privacy. Osservo questa rockstar disponibile, paziente, gentile e mi interrogo circa le possibilità che potrei avere io con le rockstar preferite che mi sono rimaste: JIMMY PAGE, MICK RALPHS, KEITH EMERSON, PAUL RODGERS. Nessuna, naturalmente. Tocca a noi tre. La groupie mi dice “vieni anche tu con me”. Salutiamo RICK, la groupie gli chiede se gentilmente può autografare un paio lp (SIX WIVES OF HENRY VIII e CLOSE TO THE EDGE) e la sua autobiografia. RICK diligentemente assolve il compito …

RW & Saura - Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW, Doc, Saura & Tim – Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW & Saura - Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW & Saura – Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW & Saura - Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW & Saura – Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

e mentre lo fa io ripeto più o meno quello che gli dissi l’anno scorso: “She is my girl, Rick, but she’s crazy on you”. Poi mi sposto per immortalare il momento col cellulino. RICK guarda di nuovo la groupie, ride e le dice “Saoourra, you need to see a doctor”. Rido di gusto.

Taking the picture - Tim Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Taking the picture – Tim Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Ho la groupie e RW nell’obbiettivo, cerco di fare la foto migliore che posso, guardo the girl from Gavassa, lì abbracciata al suo idolo, è raggiante. Che culo che hai, groupie!

Saura & RW Vicenza 24-4-2015 (Photo Tim Tirelli)

Saura & RW Vicenza 24-4-2015 (Photo Tim Tirelli)

Vedo lì di fianco RAFFAELLA che ci sta scattando foto, che il padre dei quattro venti la benedica, mica da tutti avere una fotografa professionista a disposizione quando sei lì con una delle tue rockstar preferite.

 Saura & RW - Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Saura & RW – Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

 Saura & RW - Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Saura & RW – Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

 Saura & RW - Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Saura & RW – Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Ora chiedo a RICK se è possibile fare una foto anche con me, lui acconsente senza nessun problema, la groupie mi inquadra…

RW & Tim Vicenza 24-4-2015 (Photo Saura Terenziani)

RW & Tim Vicenza 24-4-2015 (Photo Saura Terenziani)

e anche RAFFAELLA fa il suo dovere…

RW & Tim Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW & Tim Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Un ultima foto con DOC e il nostro momento è terminato. Vado da RICK, gli stringo la manona e gli dico “Thank you for everything, Rick, you are always too kind“, e lui di rimando “no problem, you are welcome … Tim Tirelli master of the blog” (va beh, quest’ultimissima l’ultima parte me la sono inventata).

Cincischiamo ancora un po’ in zona mentre altri lo vanno ad incontrare. Ringrazio RAFFAELLA per la pazienza e la disponibilità. Thank you baby, we do love you.

Tim & Raffaella Vismara Vicenza 24-4-2015 (photo Saura T)

Tim & Raffaella Vismara Vicenza 24-4-2015 (photo Saura T)

Siamo tra gli ultimi a lasciare il teatro. Ci fermiamo lì fuori insieme a RICK, al suo manager, allo sponsor, allo staff di Schio Life, a MARCO e RAFFAELLA e a qualche altro fan. Mi sposto un momento e osservo la scena, noi lì in strada con RICK WAKEMAN a un metro, come se stessimo tirando tardi dopo una serata in pizzeria con gli amici. E’ poi il momento del commiato, RICK se ne torna in albergo visto che è a dieta ferrea e non può sgarrare, abbraccio e ringrazio PAOLO e CLAUDIO, MARCO e RAFFAELLA, saluto gli amici e, con la groupie che cammina a due metri da terra, mi avvio verso il parcheggio.

Ci buttiamo sulla Venezia-Milano e arrivati sulla Brennero mi metto io alla guida, la groupie è esausta, scende e crolla sul sedile. Troppe emozioni immagino. La sua yes-mobile attraversa di buon passo la notte nera, rollando sicura sull’autostrada, adelante adelante c’è un uomo di blues al volante. Amo questi momenti, quando la notte profonda  rende tutto più lieve, un po’ come succede con la neve. Mi sento bene, lontano dai miei blues, due settimane a Cuba e questa piccola grande avventura vicentina sono una panacea per i dolori del (non più) giovane Tim. I fari della freccia giallo di Borgo Massenzio fendono la coltre di notte che copre le corsie, nei miei pensieri prendono corpo la melodia e il testo del pezzo che preferisco in assoluto  in questi momenti …

 And I think it’s gonna be a long long time
Till touch down brings me round again to find
I’m not the man they think I am at home
Oh no, no, no, I’m a rocket man
Rocket man burning out his fuse up here alone

 … no, non sono l’uomo che credono io sia, non sono nemmeno quello che io stesso credo di essere, sono solo un uomo di blues che vaga su questo piccolo pianeta sperduto e sospeso chissà come nelle profondità siderali, un uomo di blues che grazie a serate come queste riesce a trovare il carburante per continuare il cammino. Thank you Rick, thank you groupie.

Photos © MARCO CHIERICO

 Photos © RAFFAELLA VISMARA

basic photos by Tim Tirelli – Saura Terenziani – Doc Marena –