The Equinox live all’Ancora 378 – 18 novembre 2022

1 Dic

L’inizio non è dei migliori; dopo aver interloquito con la ragazza presente nel locale alle 18 e aver scaricato il nostro armamentario, sono sul palchetto del locale intento a spostare quanto vi è sopra visto che lo spazio non sembra sufficiente a contenere tutta la strumentazione. Vi è una pianta che devo spingere contro il muro se voglio posizionare almeno parte delle mie chitarre sul palco. Sto pensando a come fare quando sento una voce “Ehi, attenzione con quella pianta, se la rovini ti taglio le mani!. Mi giro e vedo quello che immagino sia il proprietario del locale. Il problema è che sia Stefano che Tim svaniscono ed entra in scena Ittod. “Guarda se vuoi tagliarmi le mani allora ripetimelo così ricarichiamo la strumentazione in macchina e ce ne andiamo subito!”. Il tipo rimane interdetto, intendeva la sua boutade come una battuta, ma non sapendo con chi ha a che fare non sa che con Ittod sempre nei paraggi vale sempre il detto “dont’ mess wit Mr T”. Dimostrandosi maturo e galantuomo Stefano, il proprietario del risto-bar in cui suoneremo questa sera, poco dopo torna sull’argomento e mi dice che gli dispiace se me la son presa, gli sorrido e gli do una pacca sulla spalla, evito di parlargli di Ittod, non voglio annoiarlo. Tutto si stempera, mi aiuta a spostare la pianta da un’altra parte e a liberare il palco da altri oggetti. Il locale non ha un impianto e dunque abbiamo dovuto portare noi casse, stativi, monitor vari e mixer.

THE EQUINOX live all'Ancora 378 - 18/11/2022 - foto TT

THE EQUINOX live all’Ancora 378 – 18/11/2022 – foto TT

Suonare in un risto-bar indoor significa farlo una audience che continuerà a chiacchierare tutto il tempo, per questo occorre essere concentrati, non perdere il filo e provare a lasciarsi comunque trasportare dalle onde sonore della musica Rock che portiamo in scena. Saura a fine concerto mi dirà che nel tavolo di fronte a lei durante Stairway una donna continuava a parlare incessantemente finendo per distrarla pesantemente.

Il locale è ottimo, il soffitto è insonorizzato e dunque il suono è molto buono e con Stefano il gestore e le Ancora 378 girls tutto procede bene.

Cambiarsi nel bagno degli uomini senza chiave mi fa sorridere (e imprecare), d’altro canto normale amministrazione per gli operai del Rock. Ad ogni modo soundcheck fatto, non ci resta che cenare e attendere le 22.

THE EQUINOX live all'Ancora 378 - 18/11/2022 - foto TT

THE EQUINOX live all’Ancora 378 – 18/11/2022 – foto TT

Il locale si riempie, il che è sempre una bella soddisfazione. Faccio due conti, solo io ho portato 26 persone, però! 14 colleghi, un paio di cugini, quattro illuminati del blues, Gio (alias the videomaker) and the Little Houses company … il Team Tirelli evidentemente non demorde.

Nessuna novità in scaletta, il medley iniziale, poi Black Dog e Dazed And Confused.

THE EQUINOX live all'Ancora 378 - 18/11/2022 - foto G. Calzavara

THE EQUINOX live all’Ancora 378 – 18/11/2022 – foto G. Calzavara

Il pubblico sembra caldo sin da subito e anche la band mi pare giri benino benché si sia fatta una sola prova, peraltro senza ripassare il repertorio completo. Segue Good Times Bad Times, in What Is And What Should Never Be il faretto che ho di fianco compromette la visuale e la visione e pasticcio un po’ l’assolo sbagliando la posizione sul manico. Saura si mette quindi alle tastiere e alla pedaliera basso (meglio specificarlo ogni volta … she’s the n.1) per Misty Mountain Hop e Since I’ve Been Loving You. E’ poi il momento di Lele, Moby Dick.

Le vibrazioni sono buone, proseguiamo con gioia con The Song Remains The Same (dove Pol è il solito incredibile rock and roll singer) e Hot Dog. Kashmir è accolta con un applauso convinto …l’incedere epico che dà sulle terre desolate colpisce sempre.

Prendo in mano la doppiomanico, alcuni se ne accorgono e sottolineano la cosa con urletti varii. Dal video fatto da Giovanni Sandri, amico di gioventù di Nonatown, si vede il mio collega e amico SimSca intento a parlare fitto fitto con una nostra giovane collega, ma non appena si accorge che ho indosso la doubleneck, molla tutto e con la birra in mano  viene sotto al palco con l’intenzione di salire la scala per il paradiso. Ma sì, quando si tratta di certo Rock non c’è pheega che tenga. SimSca uno di noi! Che ridere.

Come accennavo all’inizio, sarebbe bello che il pubblico restasse in silenzio almeno durante la parte iniziale di Stairway To Heaven, ma questo succede molto raramente, e di certo non stasera.

THE EQUINOX live all'Ancora 378 - 18/11/2022 - foto TT

THE EQUINOX live all’Ancora 378 – 18/11/2022 – foto Giovanni Sandri

Compiuto il rito di innalzare la doppiomanico al cielo, iniziamo col piombo zeppelin. Durante l’assolo di Heartbreaker improvviso  il riff di I’m A King Baby nell’arrangiamento di Frank Marino, per fortuna Saura e Lele mi seguono senza pensarci troppo su. In Whole Lotta Love, pezzo in cui scopro ogni volta che suono con la sezione ritmica Rock migliore dell’Emilia, inseriamo invece Going Down di Don Nix, come fecero i LZ ad esempio nel brillantissimo concerto al Los Angeles Forum il 03/06/1973.

THE EQUINOX live all'Ancora 378 - 18/11/2022 - foto M.Baggio

THE EQUINOX live all’Ancora 378 – 18/11/2022 – foto M.Baggio

Approfitto di Communication Breakdown per presentare la band e dire le solite quattro cosette … mi stupisco di come alcune di queste facciano ormai parte dello show, la gente si aspetta che citi il Madison Square Garden e che saluti col commiato zeppeliniano New York Goodnight! Che spasso.

THE EQUINOX live all'Ancora 378 - 18/11/2022 - foto TT

THE EQUINOX live all’Ancora 378 – 18/11/2022 – foto Foto Giovanni Sandri

Lele parte con Rock And Roll a cui segue il bis Thank You. Alla fine, trasportato di nuovo dal flusso sonoro, mi accovaccio con la chitarra davanti all’ampli e nelle vesti del Jimi Hendrix dei poveri lancio nelle profondità cosmiche il mio grido blues.

Poco dopo l’abbraccio di chi ha gradito lo spettacolo e i gesti d’affetto di chi è ormai legato a questa Rock band e al buraccione (come direbbe Riff) del blues che ho messo in piedi. La gente lascia il locale, rimetto nella scatola le mie blue suede shoes, infilo una paio di Adidas, una felpa e inizio il lunghissimo e pesantissimo “smonto tutto e ricarico in macchina blues”. Il titolare viene a farci i complimenti, li ripete più volte, lo farà anche con Francesca Mercury, la promoter che ha fatto da tramite. Tutto molto gratificante. Anche stasera abbiamo fatto il nostro porco dovere. Salutato l’Ancora 378 ci mettiamo in macchina. Ci infiliamo nella notte gelata, attraversiamo le brillanti luci delle cittadine che stanno tra Stonecity e Borgo Massenzio, quindi di nuovo a scaricare la strumentazione; segue doccia ristoratrice, thè e biscotti (e un doppio rum) e verso le tre eccomi nel letto…chiudo gli occhi, il brusio dei ventimila del Madison svanisce in lontananza, un ultimo sospiro … New York … goodnight!

Tutti i filmati © Giovanni Sandri 2022

Torta di limone (late november blues)

20 Nov

Un venerdì mattina qualunque di un novembre qualunque, ore 7. I gatti sono già a posto, ho già fatto la doccia e mi appresto a fare colazione. Davanti a me ho il caffè, la frutta e una fetta di una torta al limone che mi ha portato la mia vicina Anna. Viviamo nella stessa stradina lunga e tortuosa, due chilometri di una via chiusa che segue le aspre curve dei fossi frequentata in pratica solo dai residenti e da chi vuole fare passeggiate a piedi tra la campagna proletaria di Borgo Massenzio. C’è burrasca lì fuori, vento e pioggia … era ora.

La Domus si prepara all’inverno,

Domus Saurea november 2022- foto TT

Domus Saurea november rain 2022- foto TT

e io inconsapevolmente mi adeguo. Benché sia probabilmente la mia stagione preferita (o meglio, dicembre è il mio mese preferito) e dunque una sorta di comfort zone essendo nato nel solstizio d’inverno, al momento mi sento comunque nervoso e con l’animo in subbuglio; magari la felice malinconia che in paio di settimane dovrebbe arrivare attenuerà tutto, ma per adesso devo cercare di mantenermi saldo e di non sbroccare, stato d’animo a cui sono sempre più spesso prossimo.

Mi metto in macchina, percorro le solite campagne, le solite frazioni, i soliti paesi, fin quando non arrivo in una delle mie due città e mi immetto nel traffico cittadino. Lambisco il centro storico, passo per Via Cavour, davanti al Liceo Statale San Carlo osservo la bandiera europea posta – insieme a quella italiana – sul portone d’ingresso: è consunta, sfilacciata, strappata … giusta rappresentazione dei tempi. Guardatemi qui, europeista convinto sino all’altro ieri ora assai critico verso il pezzo di Pangea su cui vivo. Non sarebbe buffo se i continenti non tornassero ad essere ammassati gli uni sugli altri magari circondati da un unico oceano, il Pantalassa (sì certo, ve ne era un secondo chiamato Tetide ma non facciamo i pignoli)? Otto miliardi di persone costrette a mescolarsi, a sopportarsi, a trovare stratagemmi per vivere insieme…ah ah ah.

Pangea

E va bene, sono già in ufficio, tuffiamoci nella prima call, tanto in men che non si dica verrà sera e dunque il tanto agognato weekend. E allora dai, si parte, chiamami …

call me - uomo di blues nov 2022

call me – uomo di blues nov 2022

PS: l’unica contrindicazione è che a furia di aspettare i fine settimana poi in una battibaleno ti ritrovi uomo di un (in)certa età e ti chiedi: ma come caxxo è potuto succedere?

L’UOMO CHE REGALAVA BISCOTTI

C’è un uomo, un collega, un manager che ama regalare (libri) e biscotti. Ha sempre un pensiero gentile per noi. I biscotti che ci regala sono una prelibatezza e a volte mi chiedo: ma chi glielo fa fare? Naturalmente è un individuo che vive le discipline umanistiche, e nella vita professionale e in quella personale. Recentemente ho indagato sull’antico forno presso cui si rifornisce, una bottega della nostra pianura sita verso le colline distante dalla città dove lavoriamo e dalle low lands verso il MississipPo dove egli vive. Ora, quest’uomo, questo manager sempre molto preso dal lavoro,  spesso in giro in altre regioni, trova il tempo per andare in una lontana e oscura bottega a comprare biscotti artigianali. Queste per me sono le meraviglie della vita.

TORTELLINI O CAPPELLETTI?

In pausa pranzo, in una antica osteria del centro di Mutina che dà su Piazza Roma. Siamo qui perché è entrata una nuova collega che farà parte della nostra business unit e dunque ci concediamo – per festeggiare – un pranzo come si deve. Scegliamo i tortellini in brodo, scelta banale per degli emiliani, ma oggi va così. Il fatto è che i tortellini che ci portano sono squisiti, davvero buonissimi, rimango colpito. Sono ormai 13 anni che io di solito mangio cappelletti (la variante di Reggio Emilia di cui tutti reggiani sono orgogliosissimi e gelosissimi) e in verità li ho mangiati sino a che Mother Mary non mi ha lasciato, ma forse per la prima volta devo ammettere che preferisco i tortellini. Lo scrivo con l’inchiostro simpatico in modo che tra poco le parole scompariranno cosicché l’umana che vive con me (reggiana doc e dop) e tutti quelli che hanno una forte reggianità non mi espellano dall’inner circle del Reggio Emila State Of Mind. Che abbiano pietà me e, in caso, si ricordino che, benché nato a Nonatown, per stirpe e sangue sono un reggiano doc anche io.

Tortellini - Osteria da Rossi - Mutina tardo ottobre 2022 - foto TT

SERIE TV

_The Watcher (USA 2022) – TT½

Ho guardato questa serie di successo su consiglio del nostro LucaTod, stranamente però non mi ha preso. Stranamente perché con Luca di solito sono sintonizzatissimo. La produzione è una di quelle da serie importante, è stata guardata da molti abbonati di Netflix tanto da diventare la più vista in Italia per parecchie settimane. Che devo dire, pur essendo una storia vera, non mi ha coinvolto. Il finale rimane aperto.

Basata su una scioccante storia vera, la miniserie The Watcher, creata per Netflix dal duo dietro Dahmer e Ratched Ryan Murphy e Ian Brennan, segue i coniugi Dean e Nora Brannock (Bobby Cannavale e Naomi Watts) trasferirsi nell’idilliaca zona residenziale di Westfield, nel New Jersey, dopo aver acquistato la casa dei loro sogni. Tuttavia, scoprono presto di aver investito tutti i loro risparmi per una nuova vita in un quartiere che non è affatto accogliente.
Ci sono ad esempio una donna anziana e stravagante di nome Pearl (Mia Farrow, Rosemary’s Baby) e suo fratello Jasper (Terry Kinney, Billions), che si intrufola in casa Brannock e si nasconde nel montacarichi. C’è Karen (Jennifer Coolidge, The White Lotus), l’agente immobiliare nonché vecchia conoscenza di Nora, che li fa sentire come se non fossero davvero a casa loro. E ci sono i vicini ficcanaso Mitch (Richard Kind, East New York) e Mo (Margo Martindale, The Americans), che sembrano non comprendere il concetto di confine di proprietà. Il loro gelido benvenuto si trasforma in un vero e proprio inferno quando iniziano ad arrivare lettere minacciose da parte di qualcuno che si fa chiamare “L’Osservatore” e che spaventa a morte i Brannock, mentre i sinistri segreti del quartiere vengono a galla.
Nella miniserie recitano anche Isabel Gravitt e Luke David Blumm nei panni dei figli di Dean e Nora, Ellie e Carter Brannock, oltre a Christopher McDonald (Hacks), Noma Dumezweni (The Undoing), Joe Mantello (Hollywood) e Henry Hunter Hall (Hunters).

_Barbari II (2022 D – Netflix) TTT+

Seconda stagione della serie dedicata alla guerra tra l’Impero Romano e le tribù germaniche di Arminio. Dopo una prima stagione piuttosto buona, in questa tutto sembra meno riuscito, ma siamo comunque sopra alla sufficienza. Il finale apre le porte ad una possibile 3a stagione.

FILM

_Niente di Nuovo Sul Fronte Occidentale (USA-D 2022) – TTT¾

Questa è la terza versione del film in questione che narra la vicenda di un giovane tedesco arruolatosi sull’onda di un impeto patriottico e che poi si troverà impantanato nel grande stallo del fronte occidentale della prima guerra mondiale. Molto realistico, la lentezza di certe scene costringe a soffermarsi sulla paura e sulla tragedia che è la guerra. Visto molto volentieri su Netflix.

Film diretto da Edward Berger e tratto dal celebre bestseller omonimo di Erich Maria Remarque.

GATTI ALLA DOMUS

Io amo tutti i gatti (e gli animali), in particolare i felini che vivono con me in quella casetta derelitta che chiamo Domus Saurea. Con ognuno di loro ho un rapporto speciale ma è con Palmiro che le interazioni sono sospinte dalla vibrazione universale, siamo due mammiferi di specie diverse consci di essere capitati per caso su un pianeta nel buco del culo dell’universo. Avendolo preso dal gattile di Regium Lepidi quando aveva più o meno 45 giorni (qui la storiella: https://timtirelli.com/2012/06/28/il-gatto-palmiro/ ) è cresciuto con con noi e dunque è uno di quei gatti che ha compreso come vivere con gli umani, pur rimanendo un gatto con estrema libertà di movimento. L’altro giorno mi vede al computer, salta sulla scrivania, cerca la mia attenzione, vede che prendo in mano il cellulino per fargli qualche scatto e lui sembra mettersi in posa.

Palmiro il gatto modello – Domus Saurea novembre 2022 – Foto TT

Dopo più di 10 anni ancora mi sorprendo della sua intelligenza e della sua fiducia cieca nei due umani con i quali si è formato. Pur essendo diventato – con nostra sorpresa – una gatto assolutamente alfa ha un’indole social democratica verso gli altri individui che fanno parte della colonia, la Repubblica di Palmiria appunto. Dopo aver pattugliato i suoi territori tutto il giorno, la sera rincasa, sopporta la toletta a cui lo costringiamo, si assicura che gli altri gatti abbiano acqua e una ciotola di carne e quindi reclama il suo di pasto. Una volta consumato, concede – con lo sguardo da sgrauso –  due coccole ai due umani

Palmiro e la sua umana Terry – foto Tyrrell nov 2022

Tyrrell & Palmiro – foto Terry nov 2022

per poi lasciarsi andare ad un sonno ristoratore.

Palmiro - Domus Saura tardo ottobre 2022 - foto TT

Palmiro – Domus Saura tardo ottobre 2022 – foto TT

Ho un rapporto speciale anche con Minnie, la gattina arrivata qui chissà da dove nel settembre del 2019, ma essendo giunta a noi già cresciutella (diciamo 8/9 mesi) pur essendo attaccatissima a me rimane in qualche modo sempre guardinga. Ciò non toglie che il nostro legame sia davvero forte, non c’è notte che non dorma tra la mia spalla e il mio collo, la riconoscenza per averle dato un tetto, una pasto caldo e tutto l’amore possibile è tanta.

Minnie e il suo umano Tyrrell - Domus Saurea nov 2022 - foto TT

Minnie e il suo umano Tyrrell – Domus Saurea nov 2022 – foto TT

Raissa, la matriarca della Domus (è qui dal 2007) pur in cura da quasi tre anni per la tiroide, e quindi sempre un pochino sotto peso e non sempre in forze, rimane la grande cacciatrice della colonia,. La malattia e la vecchiaia non la sfibrano più di tanto, è sempre pronta – insieme a Palmiro – a perlustrare le campagne intorno alla Domus. A volte cerca di ipnotizzarmi per farmi fare quello che vuole, puntualmente ci riesce.

Raissa - Domus Saurea tardo ottobre 2022 - foto TT

Raissa – Domus Saurea tardo ottobre 2022 – foto TT

Gli altri cinque felini stanno bene, in particolare Ozzy (il gatto randagio con un tumore nella gola) sembra tenere duro; sono passati quasi 4 mesi dal ricovero dove si era parlato anche di eutanasia, e vederlo con un bel pelo, la pancia piena e completamente addomesticato (dopo anni in cui appariva solo per scroccare qualche crocchetta nelle ciotole che teniamo in cortile) è fonte di soddisfazione.

SUL PIATTO DELLA DOMUS

Animals PF - foto TT

Animals PF – foto TT

Roy Harper In Between Every Line (1986) - foto TT

Roy Harper In Between Every Line (1986) ∗∗∗ FEATURING THE DARK LORD  ∗∗∗ – foto TT 

DOMUS PLAYLIST

OUTRO

Tra poco sarà già tempo di alberi di natale, presepi dickensiani e di quella allegra malinconia di cui parlavamo all’inizio. Nelle prossime periodo mi aspettano settimane senza football (sarà durissima) a causa di mondiali di calcio che boicotterò, cene di natale con la business unit aziendale di cui faccio parte (ribattezzata ufficialmente, guarda un po’, The Blues Unit), sinodi con gli illuminati del blues, le celebrazioni per il nuovo solstizio d’inverno e i soliti blues che occupano sino all’ultima fessura della mia vita. Mentre mi preparo a tutto questo mi auguro che i tempi a cui andremo incontro siano tempi di pace

sebbene temo sarà difficile visto il fenomeno di regresso e decadenza che sembra essere sceso sulla società in cui viviamo. Pur conscio della cosa tuttavia non mollo di un centimetro, perché io credo nella “canzone di speranza”.

Uomo di Blues - Domus saurea nov 2022

Uomo di Blues – Domus Saurea nov 2022

Giorgio Manzi “L’ultimo Neanderthal racconta. Storie prima della storia”(il Mulino 2022) TTTT

8 Nov

Immagino che libri del genere interessino solo ad un piccolo numero di lettori, io sono fra questi e ho trovato queste pagine di Manzi stimolanti. Certo, la (paleo) antropologia mi interessa, ma credo che in generale l’autore abbia scritto qualcosa di comprensibile e al contempo avvincente per (quasi) tutti. I Neanderthal appartenevano ad una specie umana diversa da noi Homo Sapiens, ma nella loro storia evolutiva possiamo trovare anche tracce di noi stessi (d’altra parte tutti noi possediamo nel nostro DNA una piccola percentuale del loro).

L' ultimo Neanderthal racconta. Storie prima della storia - Giorgio manzi - Il Mulino

Il libro ne racconta l’inizio e la fine, la convivenza con le altre specie umane e le ragioni della loro scomparsa. Manzi ci aiuta anche a districarci nella preistoria, segnando lungo il cammino scritto pietre miliari che aiutano il lettore a raccapezzarsi, soprattutto per quanto riguarda il Pleistocene. Questi sono libri di preistoria, qualcuno andrebbe letto. Questo di Manzi è uno di quelli.

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https://www.mulino.it/isbn/9788815294135

I Neanderthal sono un buon modo per raccontare la scienza delle nostre origini e i suoi formidabili progressi. Ne abbiamo bisogno ancora di più oggi, noi esseri umani dell’Antropocene, con tutte le sfide che dobbiamo affrontare.

«Sono seduto su un grande masso di fronte al mare. Alle mie spalle la grotta del Monte Circeo frequentata dai Neanderthal». Con queste parole ha inizio un sogno: un incontro immaginario tra un paleoantropologo e l’ultimo dei Neanderthal. I due condividono le competenze di oggi e le esperienze vissute nel tempo profondo. Dialogano così sull’origine, sulle caratteristiche e sui comportamenti dei Neanderthal, come pure sul loro destino. Ne deriva l’affascinante narrazione di una specie simile alla nostra, ma anche profondamente diversa da noi, con la quale ci siamo confrontati dopo centinaia di millenni di separazione evolutiva. Non solo, però: la vicinanza genetica ha reso possibili incroci che hanno lasciato tracce durature in tutti noi. I Neanderthal sono ancora qui.

Giorgio Manzi è professore di Antropologia alla Sapienza – Università di Roma. Accademico dei Lincei, è stato direttore del Polo museale Sapienza e segretario generale dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana. Editorialista di «Le Scienze», collabora con quotidiani, periodici, trasmissioni radio e tv. Fra i libri per il Mulino: «Il grande racconto dell’evoluzione umana» (2018), «Ultime notizie sull’evoluzione umana» (2017).

Misty Morning Hop

22 Ott

Apro gli occhi, la stanza è buia, a tentoni picchietto sulla sveglia, sono le 5,15. Che anno è? 2022. Che mese è? Ottobre. Chi sono? Un uomo di blues. Da dove vengo? Dalle gelide profondità cosmiche. Dove sto andando? E chi cazzo lo sa. Minnie, la gattina che ho accolto tre anni fa e che vive con me da allora, vede che sono sveglio e viene ad accoccolarsi al mio fianco; si accomoda tra il mio braccio destro e il petto, inizia a fare le fusa mentre con i suoi occhioni tondi mi fissa. Poco più in là Palmiro, il gatto nero leader indiscusso della colonia di felini con cui vivo, è spalmato sul fianco della donna che è nel letto con me. L’alba arriverà alle 7,38, rimango a galleggiare nel buio della stanza un poco poi, stanco di districarmi a fatica tra i pensieri che come rovi si avviluppano alle gambe, decido di alzarmi. Mi occupo dei due gatti citati, apro la porta che dà sulla profonda oscurità della campagna, metto davanti al muso di tre altri felini le ciotole con il cibo, mi reco in soffitta faccio uscire gli ultimi tre felini e una volta in cucina preparo le loro razioni. Pulisco le lettiere, vi spruzzo sopra il deodorante apposito, do le medicine a due di essi, li osservo per vedere se tutto è a posto (entrambi sono malati) e sbuffo … gestire otto gatti è uno sport estremo.

La doccia, la barba, il momento di contemplazione dinnanzi allo specchio (“ma chi caspita è quell’uomo di una incerta età che sto guardando?”) e infine la meritata colazione. Nel frattempo l’umana con cui vivo si è alzata, la vedo infilarsi in bagno imbronciata e al contempo sorridente, le guardo il culo, le gambe, le tette … sono un uomo eterosessuale dopotutto. Mi affaccio alla porta di casa, è un alba livida quella che arriva, incorniciata com’è dalla foschia ha il suo fascino. Scendo, respiro la nebbia, penso a te.

View from Domus Saurea - ottobre 2020 - Foto TT

nei pressi della Domus Saurea – ottobre 2020 – Foto TT

Ore 7:30, mi metto in macchina, mi sale l’incipit di una canzone che scrissi tanti anni fa quando suonavo con i Treni Locali …“un’altra mattina di merda”.

TRENI LOCALI “Sotto Tiro” (Tirelli – SIAE 1995):

Il sole inizia a fare capolino, veli di nebbia rendono la campagna in cui vivo più bella di quello che in realtà è. A Meadow (vabbeh, Prato, frazione di Corrigium, qui nella Regium Lepidi county) la chiesetta e il piccolo cimitero diventano un quadretto pastello niente male.

Località Prato, ottobre 2022 - foto TT

Località Prato, ottobre 2022 – foto TT

Una volta raggiunto Campgajàn l’incanto delle campagne nebbiose svanisce … mi immergo in un mondo fatto di snodi autostradali, dogane, tir, tangenziali. Scivolo in un mood grigio cenere, la realtà è un incubo, vivo in un paese occidentale ormai allo sbando che elegge come presidenti delle due camere del parlamento due figure inqualificabili. Oltre il 40% degli aventi diritto ha votato per forze politiche che per quanto riguarda i diritti ci ricacceranno indietro di decenni, che favoriranno l’integralismo religioso e si allineeranno a paesi europei (e non) che fanno ribrezzo. Che dire poi del nuovo governo e della nuova denominazione nazionalista dei dicasteri? Tutto è riassunto egregiamente nella prima pagina odierna de “il manifesto”, in quanto a titoli non li batte nessuno.

E’ proprio vero, mala tempora currunt sed peiora parantur.

SERIE TV

_Playlist (Netflix 2022) – TTTT

In questo racconto romanzato, un imprenditore svedese e i suoi soci decidono di rivoluzionare il settore della musica con una piattaforma di streaming legale.

Questa è la storia di Spotify, applicazione che non uso per motivazioni etiche. La serie mi sembra sia fatta bene, ma l’ho guardata con un certo fastidio visto il soggetto e le mie convinzioni. Dopo averla vista mi sono arroccato ancor di più sulle mie scelte (questo non vuol dire che non sapessi che la digitalizzazione avrebbe raggiunto anche il mondo della musica e che io stessi dalla parte delle case discografiche.).

GATTI ALLA DOMUS

Come anticipato nelle righe iniziali, la mia vita scorre in simbiosi con la colonia felina che si è stabilita qui alla Domus.

Gatti alla Domus – Stricchi, Ragni, Raissa Ozzy – Domus ottobre 2010 – foto TT

Gatti alla Domus - Ragni, Ozzy, Raissa, Stricchi Domus ottobre 2010 - foto TT

Gatti alla Domus – Ragni, Ozzy, Raissa, Stricchi Domus ottobre 2010 – foto TT

E’ un impegno non da poco, ma l’investimento economico e di energie è compensato dai quarti d’ora serali quando i gatti – in questo caso Palmiro – mostrano affetto e devozione verso gli umani che hanno schiavizzato.

Palmiro getting in the sentimental mood - Domus Saurea ottobre 2022 - foto TT

Palmiro getting in the sentimental mood – Domus Saurea ottobre 2022 – foto TT

DOMUS PLAYLIST

CODA

La settimana finisce, ieri sera uscita con i ragazzi, 5 su 10 ovvero Capitan Hardrock (io insomma), Il Guerriero Della Palude Silenziosa (Jaypee), The Mechanic Wizard (Mario), Il Corvo Nero (Lollo) e Modena’s Finest (va beh, il Pike boy). Passo una serata fantastica allo Sherlock Holmes Pub di Regium Lepidi, tre ore e mezza volate via in un baleno, parole in assoluta libertà a proposito di Calcio, Politica, Musica Rock, Musica Blues, Johnny Winter e Pheega. La cosa magnifica è che siamo politicamente scorrettissimi pur pensando in maniera politicamente correttissima. We are the fucking champions.

Ed è così che il mood nel weekend vira su colori intensi, perché poi ci sarà la partita dell’Inter, quindi riprenderò in mano una delle mie Les Paul e se dio (dunque Page) vorrà l’umana con cui vivo potrebbe anche disinfettare qualche ferita che mi porto appresso. Dai uomo di blues, scrollati di dosso le paturnie e let the good times roll, magari facendoti aiutare da due dita di Sburlone.

God

Lo Sburlòn è un liquore a base di mele cotogne, tipico della pianura e della zona collinare del piacentino

Uomo di Blues trying to getting in the mood – Ottobre 2022 – autoscatto

UFO – High Stakes & Dangerous Men/Lights Out in Tokyo (2022 Cherry Red Records) – TTT½

14 Ott

Quando sono fuori con gli amici e si parla di musica Rock talvolta me ne esco con lodi agli UFO, e immancabilmente il Pike boy si mette a ridere, e io rido con lui. Questo perché agli UFO in parte, ripeto in parte, si può rimproverare un certo atteggiamento da “rockpalast” e da centurioni, due termini che noi amici usiamo per descrivere quella propensione al rock un poco teutonico (e dunque quadrato) e grossolano. Eppure per gli UFO ho sempre posto nel mio cuore, da quando laggiù alla fine degli anni settanta acquistai Force It (1975), album che mi stregò. Benché fossi giovane e inesperto lo sentivo che gli UFO erano una band di seconda fascia (senza nessuna accezione negativa), che Parker e Way non erano certo Bonham e Jones, che la musicalità non era cosmica, ma quell’hard rock britannico ed europeo mi scompigliò l’anima. La voce di Phil Mogg, la solista di Schenker, il songwriting convincente illuminarono la mia adolescenza. Poi arrivò Paul Champman che si riunì al gruppo sostituendo Schenker e aiutando la band a fare uscire sino al 1983 alcuni ottimi dischi, quindi seguì la sbornia hair metal con Atomic Tommy alla chitarra per un paio di album e infine – prima della reunion con Schenker e il resto della storia – il disco con Laurence Archer alla chitarra e Clive Edwards alla batteria che la Cherry Records ha ripubblicato quest’anno, insieme al live Lights Out In Tokyo registrato con la stessa formazione dell’album ovvero Mogg, Way, Archer, Edwards al Club Città di Kawasaki, locale da 1.300 posti.

Club Città – Kawasaki Japan

Laurence Archer (Grand Slam/Wild Horses/Lautrec) e Clive Edwards (Uli Jon Roth/Wild Horses/Bernie Marsden) negli anni che andarono dal 1991 al 1993 diedero la giusta scossa al gruppo, sebbene il disco non entrò in nessuna classifica può essere considerato una buon album di una storica hard rock band con un nuovo chitarrista dal tocco moderno (per quegli anni).

UFO – High Stakes & Dangerous Men/Lights Out in Tokyo (2022 Cherry Red Records)

UFO – High Stakes & Dangerous Men/Lights Out in Tokyo (2022 Cherry Red Records)

High Stakes & Dangerous Men

L’intro di Borderline è molto carina, bluesy e adatta ai temi che affronta la voce di Mogg …

Daylight’s rising across the plains
This rig is streaking like a hellbound train
I smuggle whiskey, I smuggle gin
Where there’s a need well I just truck on in

I’m a gambling man, son of a gun
I’ll take the risks now baby I’ll make the run
Wanna get home now, back in the saddle
Ain’t gonna drive this kinda grade A cattle

ma poi arriva il rock duro a spazzare via ogni malinconia. Assolo che per quanto mi riguarda cozza un poco col sapore che a tratti questo brano ha.

Primed For Time rimane sul genere hard rock. In sottofondo le tastiere di Don Airey. Assolo di chitarra troppo esibito.

She’s The One è carina. Sapore anni ottanta e andamento melodico. Arrangiamento curato ma semplice. La sezione dell’assolo fa molto Whitesnake “1987”.

Ain’t Life Sweet sembra suggerita dagli Aerosmith post 1987, ma rimane un buon brano di hard rock stradaiolo leggermente bluesato. Gli assoli di Archer a questo punto iniziano a sembrare tutti uguali.

La prima parte di Don’t Want To Lose You è sciocchina, abitino anni ottanta in pratica indossato anche nelle parti più rock. Starò forse invecchiando ma preferisco queste cosine all’hard rock dozzinale. Qui è là mi ricorda la versione di Rod Stewart di Downtown Train (con accenti alla Springsteen e Mellencamp)

Burnin’ Fire pur essendo un brano di hard rock senza particolarità e dunque tipico di quegli anni, riesce comunque a farsi ascoltare, sarà perché a me gli Ufo e Phil Mogg piacciono molto.

Running Up The Highway segue lo stesso solco, di nuovo ci sento John Mellencamp (nel ritornello). L’assolo di chitarra – seppur proposto nella stessa formula – è articolato bene.

Certo che i titoli dei brani avrebbero potuto essere un pelo più originali, detto questo Back Door Man si appoggia su di un arpeggio godibile.

Le strofe di One Of Those Nights devono moltissimo ai Def Leppard, Hysteria in particolare. Mogg canta “Lifes a bitch and then you die” … come dargli torto.

Revolution non lascia traccia, mentre Love Deadly Love ha un buon avvio, arpeggio di chitarra e piano. Lo sviluppo di chitarra ricorda Lights Out degli stessi Ufo. Con Let The Good Times Roll abbiamo di nuovo un inizio bluesato tipico di quel periodo.

Lights Out in Tokyo 

Running Up The Highway e Borderline sono proposte con la giusta convinzione, nel contesto live la solista moderna di Archer sembra meno aliena al gruppo

Too Hot Too Handle (contenuta in uno dei più bei dischi di Hard Rock britannico, Lights Out del 1977) riporta ad un passato brillantissimo. Il suono della batteria non mi fa impazzire, enfatico com’è, ma nel complesso tutto funziona. Bella la versione di She’s The One, prestazione più maschia.

Anche durante Cherry la carica della band è innegabile, qui l’assolo di chitarra c’entra davvero poco.

L’impressione che dal vivo i brani dell’album da studio si amalgamino meglio con la legacy del gruppo appare chiara, Back Door Man pare brano di maggior valore e One Of This Night perde buona parte del sapore Def Leppard. 

L’ultima parte del concerto è ovviamente dedicata all’illustre passato di questa grande band britannica.

Love To Love è sempre un gran pezzo, certo, non è la formazione originale, qualche finezza manca, ma è una versione che funziona.

Only You Can Rock Me appare un pochino centurionica ma sono sfumature della mia maruga da cagacaxxo. Lights Out, la Achilles Last Stand degli UFO, sfreccia veloce. Archer è perfettamente all’altezza della situazione, tecnicamente prontissimo a gareggiare col ricordo di Schenker. Ecco io avrei evitato certo esibizionismo, ma ripeto sono visoni personali. Immancabilmente quando Phil canta “lights out lights out in Tokyo” il pubblico risponde calorosamente. Tutto sommato grande versione.

Doctor Doctor è probabilmente l’esempio più lampante del rock teutonico del gruppo. Andamento rock molto quadrato e geometrico. La nuova introduzione è intrigante, molto anni ottanta ormai alla deriva nei novanta, ma di un certo effetto. L’intermezzo al minuto 04:30 è banalotto.
Prima di Rock Bottom Archer si diletta in qualche svisata di tapping, la grinta con cui affronta il pezzo è notevole. Da ascoltare l’assolo, quattro minuti e oltre di cose anche interessanti. Il fraseggio doppiato dalle tastiere però sarebbe da evitare.
Shoot Shoot è un classico che ho sempre amato parecchio, non sono sicuro che l’approccio ritmico metal della chitarra funzioni. C’è un intermezzo col pianino e poi il brano torna a sfociare nell’hard rock che conosciamo. 
C’mon Everybody è inascoltabile, almeno per me. Il rifacimento di brani rock and roll fatti dalle band pesanti sono solitamente un obbrobrio, perché sono dolori se non sai gestire la distorsione, inoltre devi avere moltissimo swing e non devi suonare assoli di chitarra metal, per dio!

Concludendo, tuttavia, una buona riedizione questa della Cherry Red Records. W gli UFO.

Tracklist:

CD 1

1 Borderline
2 Primed For Time
3 She’s The One
4 Ain’t Life Sweet
5 Don’t Want To Lose You
6 Burnin’ Fire
7 Running Up The Highway
8 Back Door Man
9 One Of Those Nights
10 Revolution
11 Love Deadly Love
12 Let The Good Times Roll

Phil Mogg – vocals
Laurence Archer – guitar, backing vocals
Pete Way – bass, vocals
Clive Edwards – drums
with:
Don Airey – keyboards
Terry Reid, Stevie Lange – backing vocals

CD 2

1 Running Up The Highway
2 Borderline
3 Too Hot To Handle
4 She’s The One
5 Cherry
6 Back Door Man
7 One Of Those Nights
8 Love To Love
9 Only You Can Rock Me
10 Lights Out
11 Doctor Doctor
12 Rock Bottom
13 Shoot Shoot
14 C’mon Everybody

Phil Mogg – vocals
Laurence Archer – guitar, backing vocals
Pete Way – bass, vocals
Clive Edwards – drums
with:
Jem Davis – keyboards

◊ ◊ ◊

Ne approfitto per fare gli auguri al grande Phil Mogg che ad inizio settembre ha avuto un infarto mentre era in tour.

♦ ♦ ♦

GLI UFO SUL BLOG:

UFO “Force It” (Deluxe Edition) (2021 Chrysalis Records) – TTTTT

UFO – Milano, Legend Club 1 nov 2015 – TTTT

 

9 Ott

Attica Locke “Black Blues (Heaven My Home)”(2019) (2022 Bompiani) – TTT¾

Qualche settimana gironzolavo nell’angolo libreria della Coop, mi piace curiosare tra i libri e prima di fare la spesa settimanale passo sempre qualche minuto in quel posto, poso lo sguardo su una copertina con la parola Blues in bella evidenza … potevo sottrarmi dall’indagare? Il nome dell’autrice – Attica – poi mi irretisce, foneticamente sensibile come sono, nome che ovviamente deriva dall’Attica, storica regione dell’antica Grecia.

Metto il volume nel carrello, la scelta si confermerà giusta, è uno romanzo adatto a me: un thriller ambientato in un grande lago nel nordest del Texas al confine con la Louisiana, uno di quei bayou spirituali e geografici in cui vivo da decenni.

Caddo Lake (USA)

La traduzione di Alessandra Padoan adatta molto bene all’italiano una scrittura descrittiva, ammaliante, densa di blues. Black Blues (titolo originale Heaven My Home) è il secondo capitolo delle indagini del Texas Ranger (nero) Darren Mathews. Inutile dire che prenderò anche il primo (Texas Blues). Nelle pagine del libro sono parecchie le citazioni di brani di blues nero. Consigliatissimo alla fronda dei lettori di questo blog dedita dall’esistenza blues.

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DSCRIZIONE: https://www.bompiani.it/catalogo/black-blues-9788830101807

Il Lago Caddo è un’imponente distesa d’acqua che si estende tra il Texas e la Louisiana. Come una creatura acquatica la sua sponda occidentale sembra dimenarsi in un reticolo di paludi, isolotti, bayous e canali che hanno osservato, accolto, nascosto, rubato le vite di chi è vissuto su quelle rive. Una sera d’inverno Levi King, nove anni, sta navigando da solo sul lago nella piccola barca del nonno. Ha fatto tardi da un amico e il sole ormai è tramontato, ma deve tornare a tutti i costi a casa, a Hopetown, prima che la madre si accorga della sua assenza. Ma non tornerà, né quella sera né il giorno dopo. I suoi genitori sono convinti che sia vivo e non vogliono arrendersi, ma il tempo passa e secondo loro la polizia non si sta impegnando nelle ricerche: il padre di Levi, Bill King, in carcere per omicidio – ha ucciso un uomo di colore ed è un membro della Fratellanza Ariana del Texas – decide di scrivere direttamente al Governatore dello Stato perché coinvolga i suoi uomini migliori nel caso. Ad affiancare la polizia locale viene quindi spedito Darren Mathews, Texas Ranger di colore che si è distinto per la brillante risoluzione di un caso poche settimane prima. Ma a Hopetown non basta un distintivo per mettere al sicuro un nero: in un clima di odio e intolleranza, Mathews si dedica all’indagine, che lo conduce nel passato della cittadina, al cuore della convivenza forzata tra nativi americani, schiavi liberati (o fuggiti) e la minoranza bianca che continua a dettare legge e si sente ancor più legittimata dal nuovo inquilino della Casa Bianca. Una scrittura vivida e una trama serratissima per parlare di diritti e di giustizia in un romanzo che conferma Attica Locke come un’interprete del presente.

◊ ◊ ◊

Attica Locke è nata a Houston, in Texas. Lavora a Los Angeles, dove vive con il marito e la figlia. Il suo primo romanzo, Black Water Rising, è stato selezionato per l’Edgar Award, il NAACP Image Award e il Los Angeles Times Book Award. Ha scritto sceneggiature per cinema e televisione ed è coproduttrice delle serie Empire, When They See Us e Little Fires Everywhere. Con Texas Blues (Bompiani 2019), primo romanzo che vede protagonista il Texas Ranger Darren Mathews, ha vinto il CWA Ian Fleming Steel Dagger Award 2018 e l’Edgar Award 2018.

“Il custode delle anime buone” (october blues)

7 Ott

A Gavassae c’è nebbia fitta, ma a Mutina splende il sole, mentre mi avvicino al centro percorrendo il viale dietro allo stadio osservo un “berto” – un giandanone insomma, come diciamo qui, un ragazzo alto e in carne un po’ sgraziato – che in attesa di attraversare la strada si scatta un selfie sistemandosi il ciuffo. Poco dopo vedo una (bella) ragazza alta intenta a smanettare sul suo smartphone alla fermata del bus, ha le cuffiette. Chissà cosa ascolterà. Mi infilo in the heart of the city mentre contemplo l’ottobre appena arrivato. Mi sale una voglia di colore bordò, di caldarroste, di sughi d’uva, di domeniche pomeriggio spese sotto ad un plaid a far poltrire la mia anima.

Svuotata, pulita, ripiegata e sistemata – con una fatica immane – la piscina

Swimming Pool blues – settembre 2022 – foto T

Swimming Pool blues – settembre 2022 – foto T

è ora tempo di quei tramonti che non sanno di nulla, cartoline mediocri di una campagna che a fatica cerca di resistere all’assalto di un mondo senza più freni, condotto in maniera scriteriata dal bieco individualismo e dallo spietato liberismo. Non ne usciremo indenni.

Borgo Massenzio skyline – settembre 2022 – foto TT

Tuttavia al mattino la foschia rende tutto più sfumato e malgrado il panorama della Domus sia sempre quello, ti illudi di poter ricominciare, anche solo per un giorno, poi magari domani sarà lo stesso e così dopodomani …

October morning at the Domus – foto TT

A Mutina stanno girando il film su Enzo Ferrari, anche il centro viene toccato dall’evento, in piazza Roma, davanti all’Accademia Militare, si cerca di ricreare il mood della Mille Miglia di decenni fa…

Set film Enzo Ferrari – Modena ottobre 2022 – foto TT

Set film Enzo Ferrari – Modena ottobre 2022 – foto TT

Set film Enzo Ferrari – Modena ottobre 2022 – foto TT

VITA IN AZIENDA

La vita in una azienda come quella per cui lavoro a volte regala piccole sorprese.

Una giovane collega viene da me e mi dice “Ciao Tim, qualcuno mi ha detto di portarti questi libri”. Capisco subito chi me li manda così mando un messaggio sulla chat aziendale.

Angela Davis - Il Blues e femminismo nero

Ovviamente lo ringrazio per il regalo e esplicito ancora un volta la gentilezza e la generosità che sempre dimostra verso di me e quello che mi risponde è:

“Tim, non è una questione di generosità. Come dico sempre, come ho detto a lei, sei il custode delle anime buone.”

Il custode delle anime buone … ammazza … e io che pensavo di essere un bad boy.

Lo porto a pranzo in un ristorante del centro, entrambi non siamo né vegani né vegetariani, ma siamo responsabili e attenti, nel nostro piccolo abbiamo cura del pianeta su cui viviamo.

Ristorante Vegano Menù – foto TT

Anche la giovane collega mi riempie di complimenti “Sono così contenta di averti conosciuto Tim, come dice TMFM (il collega dei libri ndTim) sei il custode delle anime buone”. Eddai, mettitici anche tu, dovrò davvero calarmi nel panni del keeper of the good souls.

Dopo poco sulla chat aziendale interagisco per faccende lavorative con il collega SIMSCA con cui ho un ottimo rapporto, e chiudo il messaggio con un “…ok, tutto a posto allora. Ciao SIMSCA N.1” al che lui risponde prontamente “Grazie Tim, ma there’s only A number one” riferendosi a me.

A questo punto devo trovare qualcuno che mi guardi di traverso perché sennò inizio a crederci anche io; non è facile però, l’altro giorno al meeting trimestrale dell’azienda in un teatro del centro cittadino, dopo le prime due ore – davanti a tutti i dipendenti – l’AD conclude da par suo, un quarto d’ora denso di indicazioni per la collettività che siamo e conclude cliccando – e quindi mandandolo sul grande schermo – sul clip di “Rock And Roll” dei LZ eseguito dagli Equinox alla festa aziendale di settembre (dunque capite bene che cazzo di azienda che siamo!).

General Meeting rock and roll blues – foto TT

Segue pausa di 15 minuti prima dell’intervento di due ospiti esterni. Scendo a sgranchirmi le gambe, dopo poco rientro, prima di riprendere posto nella sala a noi riservata passo davanti all’AD e al Presidente e entrambi incominciano a scandire (cito dal post di questo blog del 24 settembre)”il grido ritmico Tim Tim Tim Tim con metrica precisione, quel grido che raggiunge le profondità della (in)coscienza collettiva e che lascia a terra ogni fronzolo intellettuale, in quei momenti momenti ritorniamo australopitechi, primati della famiglia degli ominidi alle prese con i primi istinti di gruppo.”

Sì, certo, scherzano ricordando la serata di settembre, ma io rimango sorpreso, tanto che, una volta finito l’incontro, mentre me ne torno verso l’azienda inizio a scandire io stesso “Tim Tim Tim Tim Tim…”

SERIE TV

_Entrapped (2021 Islanda) – TTTT

Nel sequel di “Trapped” Andri e Hinrika indagano sull’omicidio del seguace di una setta legato a una disputa con una gang di motociclisti e sulla scomparsa di una donna.

Aspettavo questa nuova stagione con trepidazione, il nordic noir è un genere che mi appassiona molto, i paesaggi nordici (in questo caso l’Islanda) anche. Nella vita dei due protagonisti riprodotti nella locandina qui sotto c’è una impostazione blues che mi rende sensibile alla serie.

Entrapped serie TV 2021

_The Good Fight (USA 2017-2022) – TTT½

Storie di uno studio legale americano liberal, composto principalmente da neri; tra le interpreti la rossa del trono di spade e la madre di Sheldon. Non so esattamente cosa mi ha preso di questa serie, è fatta bene ma non è esattamente del genere che prediligo. Eppure vi sono rimasto invischiato. 6 stagioni, dunque serie di successo.

PS: la sigla (dal punto di vista del visual) è una delle più brutte io abbia mai visto.

NOTIZE DAL MONDO DEL ROCK

Trovo da qualche parte la classifica dei migliori chitarristi britannici secondo il referendum dei lettori di Zig Zag giugno 1975. Per quanto mi riguarda n.3 e n.24 (oltre a n.4, n.5, n.15., n.16)

Zig Zag Magazine 1975 POLL best British Guitarist

Recupero anche la classifica di Billboard del settembre 1974. Al n.1, cazzo!

Billboard 28-09-1974

GATTI ALLA DOMUS

Ozzy, il randagio a cui abbiamo dato cibo e rifugio, se la sta passando alla grande. Come scritto nei post passati ha un tumore nella gola, ma intanto gli abbiamo regalato questi due mesi di vita in più (era in condizioni assai precarie quando si fece prendere e portare dal vet), lui ne è cosciente e riconoscente. Dopo ricovero, esami e medicine, il nostro pippistrellino riesce adesso a condurre una vita soddisfacente, ogni tanto fa qualche capatina in campagna, ma poi torna in casa per stare vicino alla sua umana di riferimento. Non è propriamente a posto, si vede come cammina, sballonzola e non è perfettamente stabile, ma ha trovato finalmente una famiglia e di questo è assai felice, glielo si legge negli occhi.

Quando la sua umana preferita fa smart working Ozzy non la abbandona un minuto - Domus Saurea settembre 2022 - foto TT

Quando la sua umana preferita fa smart working Ozzy non la abbandona un minuto – Domus Saurea settembre 2022 – foto TT

Ozzy ottobre 2022 – foto Saura T

Ozzy – settembre 2022 – Foto TT

Risolto almeno in parte il problema di Ozzy, arriva quella della Raissa (che già curiamo da quasi tre anni mattina e sera per una disfunzione alla tiroide): non mangia, non beve, dimagrisce a vista d’occhio. Di corsa dal veterinario: esami di tutti i tipi scoprono la colangite, un’infezione dei dotti biliari causata solitamente da batteri che provengono dalla sua confluenza nel duodeno. Rimane ricoverata sei giorni, sotto flebo e sotto antibiotici. Ora è a casa, sembra riprendersi, è 2,9 kg, è magrina, ma ha ripreso la sua vita alla Domus. Rais è la più vecchia della colonia, ha 15 anni, ed è il braccio destro di Palmiro indiscusso Re della Repubblica di Palmiria.

Raissa – Settembre 2022 – foto TT

Sistemata la Raissa, iniziano i problemi con la Stricchi, qualcosa non va, vediamo cosa dirà il veterinario.

Stricchi settembre 2022 – foto TT

Avere 8 gatti (di cui voluti 4 … gli altri si sono accasati di loro volontà) è un bell’impegno, oltre alle cifre spese in medicine e in onorari del veterinario (che in tempi come questi sarebbe meglio non dovere sostenere) io quando sono in casa passo il tempo a pulire lettiere. Ma che possiamo fare? Sono parte della famiglia e dunque piezz’ ‘e còre.

Qui sotto i bigliettini che mi lascia Saura, invece di cuoricini e frasette carine mi fa sapere che i gatti sono a posto.

Bigliettino di Polly – settembre 2022 – foto TT

Bigliettino di Polly – settembre 2022 – foto TT

PLAYLIST DELLA DOMUS

So many things I would have doneBut clouds got in my way

◊◊◊

Behind every beautiful thing there’s been some kind of pain

◊◊◊

In your eyes I see the sky, no question
Hearts belong entwined.
One last thing is clear, the sea of love
is positively meant to be

◊◊◊

Now you’re tired, your day is over
Now the moon is one day older

◊◊◊

You made me highYou made me lowYou made me richer, ha-ay-ayYou made me poor
But when the LordGet readyYou gotta move
(spiritual/blues traditional)

OUTRO

E allora seguiamo la corrente di questo ottobre, di questo “povero autunno che è“, in attesa delle piogge e della caduta delle foglie, della stagione che al contempo chiuderà l’anno e lo farà ricominciare.

A tutti i “dissidenti”, i “deragliati“, i “disertori“, a tutti quelli “senza un cappello o un ombrello da aprire“, a tutti quelli che hanno “il cervello in manette” dicono “cose già dette” e vedono “cose già viste“, a quelli a cui “i simpatici stanno antipatici” e i comici mettono tristezza, quelli che hanno paura del silenzio ma che non sopportano il rumore, a quelli che “dove sarà la tua mano dolce dove sarà il tuo amore“…ecco a quelli lì, buon autunno dal vostro uomo di blues Team Teerally.

Man Of Blues – Domus Saurea settembre 2022 – autoscatto

Led Zeppelin Performing At Bath Blues Festival 1970, 16mm footage

3 Ott

Per un fan in senso stretto dei Led Zeppelin le parole Bath Festival sono sempre state magiche, hanno sempre evocato gesta epiche visto che era risaputo nei circoli degli appassionati che l’esibizione dei LZ all’edizione del 1970 fu un qualcosa di sensazionale. In effetti fu proprio così, il loro concerto in quel festival fu uno spartiacque, da quel momento in poi anche in UK il gruppo diventò leggendario. Siamo nel giugno del 1970 e i LZ sono previsti come top act della seconda serata. L’anno prima avevano suonano allo stesso festival – ma in una location diversa, la Recreation Ground a Bath – per 12.000 persone, ma nel 1970 avrebbero suonato per più di 150.000 persone al Bath & West Showground, località Shepton Mallet, circa 20 km a sud della cittadina di Bath.

Bath on UK Map

Bath Blues Festival

Bath fu eretta dai Romani, approssimativamente nel 60 avanti cristo, il nome latino che le fu dato era Aquae Sulis, i nostri progenitori costruirono templi e terme visto le sorgenti di acqua calda presenti in quella zona, la valle del fiume Avon.

Aquae Sulis - Bath UK

Tornando a noi, dicevo che si è sempre teso a mitizzare quel concerto, per una volta però i fan erano nel giusto, la esibizione dei LZ del 28/06/1970 fu davvero speciale. All’epoca erano usciti solo i primi due album, il terzo sarebbe stato pubblicato da lì a 4 mesi ma tre dei pezzi che avrebbe contenuto erano già in scaletta.

Immigrant Song, Heartbreaker, Dazed and Confused, Bring It On Home, Since I’ve Been Loving You, Organ solo / Thank You, That’s Way (then titled: The Boy Next Door), What Is and What Should Never Be, Moby Dick, How Many More Times (medley incl. Down by the River, Long Distance Call, Honey Bee, Need Your Love Tonight, That’s Alright Mama), Whole Lotta Love, Communication Breakdown (incl. Tallahassee Women), Long Tall Sally ~ Say Mama ~ Johnny B. Goode ~ That’s Alright Mama.

Per molto tempo è circolata una registrazione amatoriale dalla qualità davvero pessima, ma circa 12 anni fa è apparso un notevole upgrade della stessa presa da un copia vicina al master (second generation tape). Il suono è ancora assai amatoriale, ma di sicuro è quantomeno ascoltabile (è l’audio usato per la sincronizzazione con gli spezzoni video postati qui sotto).

Led Zeppelin At Bath Blues Festival 1970

Led Zeppelin At Bath Blues Festival 1970

Bath Blues Festival d

Che negli ultimi giorni siano apparsi appunto su youtube degli spezzoni video di qualità praticamente eccezionale è – per i LZ fan – una cosa pazzesca. Si sapeva che gli promotori del festival avevano organizzato la videoripresa in bianco e nero dell’evento, ma da quel che si sa Peter Grant, il possente manager del gruppo, non  autorizzò la cosa, e a sua volta assunse una equipe per filmare i Led Zeppelin, e certamente quello che è apparso proviene da quelle riprese. Peccato che chi fu incaricato di tenere in mano la cinepresa non la usò certo in maniera professionale. Certo, si era nei primissimi anni della musica rock intesa come fenomeno di massa, ma maggiore professionalità sarebbe stata la benvenuta. Ad ogni modo sono minuti preziosissimi, con la band in quel meraviglioso mood potente e selvaggio, nessuno suonava Rock in quel modo in quel periodo, nessuno. I filmati apparsi sono senza audio, ma in quello relativo al gruppo onstage come detto, qualcuno ha sincronizzato il video con l’audio della registrazione bootleg.

Molto carini anche gli spezzoni back stage, Jimmy e Charlotte Martin sono davvero teneri …

Robert e John Bonham poi sono molto fighi, insieme a loro appaiono Maureen Plant, Peter Grant, Richard Cole e Mick Bonham, fratello di John.

Meglio specificare che il filmato a colori del concerto completo non esiste, da quel che ci si sa, solo mezz’ora al massimo di girato esiste, ma noi siamo già contenti così, perché anche questi pochi minuti sono una scoperta davvero incredibile, una testimonianza preziosa dei Led Zeppelin nelle vesti, per una volta indiscutibile, del martello degli dei. Best band ever!

Led Zeppelin At Bath Blues Festival 1970 c

Bath Blues Festival e

Led Zeppelin Bath Blues Festival 1970

Led Zeppelin At Bath Blues Festival 1970

Old River Rock And Roll Blues

24 Set

Ci sono feste aziendali e feste aziendali. Erano mesi che il Presidente della azienda in cui lavoro pazientava, il Covid ha fatto saltare quella prevista lo scorso anno, ma visto il miglioramento del 2022 ha subito colto l’occasione per riorganizzarla. La festa voleva essere un momento di aggregazione e di celebrazione per il senso di comunità dell’azienda, per i risultati ottenuti,  per mettere nuovo carburante nella navicella su cui viaggiamo, destinazione le profondità cosmiche. Tra le cose che il Presidente desiderava vi era quella relativa al carattere della festa, doveva essere assolutamente una Festa Rock! Vista la propensione a tale musica anche da parte dell’amministratore delegato e della dirigenza in generale, festa Rock è stata!

◊ ◊ ◊

Il locale scelto è il Vecchio Fiume, storica birreria di Modena che il Fab One e il collega Zlatan sono soliti frequentare, locale decisamente blues e ad alta gradazione Rock. Esco dall’ufficio alle 16, ho la blues mobile come sempre carica all’inverosimile. Arrivo in Willowed Panaro Street, in breve mi raggiungono anche Saura, Pol e Lele. Scarichiamo, montiamo e sacramentiamo, la vita dell’operaio del Rock è sempre dura, soprattutto se ti sei alzato alle 6 del mattino per caricare tutto in macchina. Per fortuna arriva Fabri, uno dei  gestori del locale, che ci offre senza indugio una birra, così il blues inizia a stemperarsi. Oltre alla nostra solita strumentazione questa volta abbiamo portato anche il mixer e un minimo di impianto voce e relativi monitor, la fatica è doppia (ma almeno in questo modo anche il cantante si dà da fare, per una volta non deve solo posizionare il microfono nell’asta).

Un veloce soundcheck, tutto sembra a posto, anche senza il tecnico del suono e un impianto vero e proprio il sound del gruppo sembra avere la giusta cazzimma. Lele dice sempre che questi sono i posti migliori dove suonare, per l’ambiente, per il groove che ne esce, per l’interazione con il pubblico che di solito è a ridosso della band. Sappiamo che è così, lo abbiamo già provato, in posti come quello di oggi di solito salta fuori un “buraccione” che ripaga i blues dati dai decenni spesi a suonare in provincia; ma io sospiro e penso al Madison Square Garden. Ad ogni modo speriamo che sia come dice Lele anche stasera. Poco dopo le 18 iniziano ad arrivare le prime colleghe, in primis quelle che fanno parte del mio clan, Mar, Enri e Stremmy, e via via tutti gli altri.

Sono le 19, un brevissimo discorso del Presidente e si parte.

The Equinox - Vecchio Fiume - Modena 21 set 2022

The Equinox – Vecchio Fiume – Modena 21 set 2022 (Foto Meu Amigo Silvio)

Abbiamo aggiunto alla scaletta qualche pezzo di altri gruppi per non risultare monotematici, niente di che, abbiamo potuto fare solo una prova per preparali, ma se non altro ci saranno anche sapori diversi dai soliti. Apriamo con Tie Your Mother Down dei Queen, a cui segue Black Dog del LZ, alla fine di questa Saura mi dice che ho fatto un salto pazzesco, ma io non lo ricordo proprio… deve essere colpa dell’heat of the moment. Segue Sweet Emotion degli Aerosmith e quindi Dazed And Confused. L’AD (col chiodo e maglietta con la scritta ZOSO) mi confesserà poi di essersi emozionato nel sentire quest’ultima.

(Dazed And Confused filmed by The Stremmy Girl / The Rockin’ AD)

Continuiamo con la nostra versione (decisamente Rock) di Can’t Find My Way Home dei Blind Faith. Non poteva mancare il blues bianco più bello di sempre, ovviamente Since I’ve Been Loving You. Fino a qui mi sembra che le cose siano andate bene, stiamo suonando con il giusto sentimento, siamo in forma, lo percepisco. Con Back In USSR dei Beatles (che dedichiamo al Presidente, amante dei quattro di Liverpool) l’ambiente inizia a surriscaldarsi, il tempo di infilare Hot Dog dei LZ e c’è di nuovo spazio per i Fab Four con Day Tripper. Gli animi sono accesi, davanti a noi abbiamo una masnada ormai imbizzarrita. Il pezzo successivo lo dedichiamo all’AD, il quale ha una predilezione per la versione del 1973 a NY. L’inizio di Stairway placa l’ambiente, chi ordina una birra, chi chiacchiera, chi canta il testo insieme a Pol, ma poi quando alzo la doppio manico per la fanfara che introduce l’assolo torna la bufera.

(Stairway To Heaven filmed by The Stremmy Girl / The Rockin’ AD)

Parto poi col riff di Whole Lotta Love ed entriamo in un altro mondo, il pubblico rolla e rockeggia con noi, uno spettacolo. Durante la presentazione sono costretto ad urlare nel microfono perché fatico a sentirmi, Il grido ritmico lanciato dal pubblico “Sau-ra Sau-ra Sau-ra Sau-ra” è sorprendente, succede lo stesso col mio soprannome, “Tim Tim Tim Tim…” sarà che è formato da una sola sillaba ma il tutto viene amplificato, sembrano in trance, un urlo liberatorio non tanto nei riguardi di me stesso ma del Rock, un urlo scandito con metrica precisione che raggiunge le profondità della (in)coscienza collettiva, che lascia a terra ogni fronzolo intellettuale, per un momento ritorniamo australopitechi, primati della famiglia degli ominidi alle prese con i primi istinti di gruppo. Rimango abbagliato, irretito, toccato. Avrei voluto che qualcuno avesse filmato quel momento, non per (vana) gloria personale, ma per cristallizzare in un file digitale un momento di passione collettiva scevra da qualsiasi retorica ragionata.

(Whole Lotta Love filmed by The Stremmy Girl / Meu Amigo Silvio)

Il concerto dovrebbe finire qui, alle 20 è prevista la cena, ma non ci lasciano andare via e siamo costretti ad aggiungere alla scaletta Rock And Roll e Communication Breakdown dei LZ. Il pubblico ormai si è lanciato in un ballo da strappamutande, urlano così forte che non riesco a sentire la chitarra e dire che ho un Marshall a pochi centimetri da me. Io, Lele e Saura ci guardiamo increduli e divertiti, non siamo in grado di sentirci, suoniamo col pilota automatico, ormai nessuno sa più quello che fa. Il pubblico balla, poga, urla, palpita… la vibrazione primitiva, quella scatenata dal suono dei tamburi delle tribù umane migliaia di anni fa, torna a galla da un passato remotissimo e fagocita ognuno di noi, l’interazione tra band e pubblico è pazzesco, ci scambiamo flussi di energia… la magia del Rock si è compiuta, in maniera definitiva e totale. Che cazzo di meraviglia.

(Rock And Love short clip filmed by The Rockin’ AD)

Finito il concerto ritorniamo piano piano sulla terra, Il Presidente mi abbraccia (e mi dice “nemmeno al concerto dei Metallica ho sentito un tale flusso di energia, pazzesco Tim, pazzesco), l’AD mi abbraccia, le colleghe e i colleghi mi abbracciano incessantemente; io e la band ci prendiamo un tavolo di fianco al palco, evitando di farlo nella sala riservata all’azienda, anche perché non appena mi affaccio lo strillo ritmico, gutturale ed ancestrale “Tim Tim Tim Tim” riprende incessante.

Pol e Lele sono entusiasti, capita di rado di trovare riscontri del genere. Certo, sono tutti colleghi, facile scatenare l’entusiasmo quando giochi in casa, ma sono sicuro che il fragore emotivo è andato al di là di tutto questo. Il Rock è una musica meravigliosa, devo ammetterlo di nuovo con me stesso, in questi ultimi anni il mio rapporto con questo tipo di musica è cambiato, quando diventi un uomo di una (in)certa età, i castelli che ti eri costruito da adolescente, sfumano, traballano, crollano e inizi a provare persino un certo fastidio, ma poi quando vedi il Rock sgorgare con tale impeto in maniere così schietta, beh, non hai che da inchinarti davanti all’ onnipotenza di un amplificatore Marshall, di una Gibson Led… ops Les Paul, una batteria Ludwig e un basso Fender Jazz… gli unici attrezzi adatti a creare quel sound primigenio. Mi inchino anche davanti agli Equinox, l’ho già scritto, ma sono così felice di aver creato un ensemble del genere, con una sezione ritmica sensazionale e una voce formidabile. A tal proposito la mia collega Mar, dopo avermi abbracciato cento volte riesce a rubarmi una affermazione che in pubblico non amo mai fare, tra di noi c’è questo scambio scherzoso quasi quotidiano, lei gioca sempre sul fatto che non sono mai soddisfatto (it’s in my soul baby…I just can’t be satisfied), che tendo sempre a sminuire le cose che faccio, etc etc, ma ecco … sarà forse colpa della quinta birra, ma trascinato dall’euforia mi scappa un “sì, Mar, hai ragione, siamo una band della madonna”. Ho con me dei musicisti molto, molto talentuosi, ma non è questo il punto, piuttosto il fatto che siamo tutti concentrati sul “senso” del Rock, e ci teniamo il più lontano possibile da atteggiamenti discutibili, dalla deriva metal, dai luoghi comuni ormai insopportabili, dal mainstream a tutti i costi. Ecco di questo ne vado fiero, molto fiero.

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Sulla via del ritorno la blues mobile rolla placida nella notte ormai iniziata, tra le campagne nere che attraverso nello specchietto retrovisore mi fanno compagnia i fari della macchina della bassista. Campogallo, L’Osteriola, Molino di Gazzata e infine Borgo Massenzio. Scarichiamo in fretta, sistemiamo i gatti, una doccia e a letto, domani si torna al lavoro. Prima però di scivolare sotto le lenzuola mi verso due dita di Rum in un bicchiere, un brindisi ai ventimila del Madison Square Garden … New York Goodnight.

PS: Eh sì, è vero, lavoro in un’azienda di pazzi (meravigliosi).

The Equinox live al Beer Stop di Maranello (MO) 10 settembre 2022

17 Set

Quasi tre anni che non suoniamo in concerto ed oggi è arrivato il momento di rifarlo. Il luogo è il Beer Stop Maranello, uno dei pochissimi locali rimasti a fare musica dal vivo con determinazione e dedizione, quattro concerti a settimana per tutta l’estate … uno spettacolo!

E’ sabato 10 settembre e già dal risveglio mi monta un umore per niente buono, c’è una incazzatura di fondo che mi corrompe l’animo, un senso di inadeguatezza, di fastidio, di blues profondo che mi sconquassa lo spirito. Dovrei starmene per i fatti miei oggi, ma come si fa visto il concerto?  In più sono preoccupato, si tratta di quisquiglie ma è da novembre 2019 che non salgo su un palco, c’è un po’ di emozione e di tensione, e le prove di martedì non sono andate per niente bene.

Carichiamo la macchina … ogni volta scuoto la testa, continuare a fare l’operaio del Rock dopo tutti questi anni non è il massimo, ma tant’è …

la dura vita degli operai del Rock - Domus Saurea 10 set 2022 - foto TT

la dura vita degli operai del Rock – Domus Saurea 10 set 2022 – foto TT

la dura vita degli operai del Rock - Domus Saurea 10 set 2022 - foto TT

la dura vita degli operai del Rock – Domus Saurea 10 set 2022 – foto TT

Alle 17:30 arriviamo al Beer Stop, Lele è già sul posto e sta montando la batteria, giusto un cenno d’intesa tra di noi. Scarichiamo la strumentazione e iniziamo a posizionarla sul palco. Pol arriva con il microfono e la asticella ultraleggera, bella la vita dei cantanti…

The Equinox - Beer Stop Maranello 22 set 2022 - foto TT

The Equinox – Beer Stop Maranello 22 set 2022 – foto TT

The Equinox - Beer Stop Maranello 22 set 2022 - foto TT

The Equinox – Beer Stop Maranello 22 set 2022 – foto TT

Il tecnico del suono oggi è Molinari, uno davvero bravo, Saura è contentissima per questo. Il soundcheck fila via liscio, cerco di farmi dare il meno possibile in spia, giusto un goccio di tastiere … le spie, i monitor insomma, spesso sono la rovina della musica Rock.

Davide, il titolare del Beer Stop, viene sul palco, facciamo due chiacchiere, è un ragazzo giovane, trent’anni o poco più ma ha una maturità e una convinzione notevoli.

Sono circa le 19, sono ancora sgrauso come diciamo qui nel reggiano, la bassista ci prende sotto … è più forte di me ma quando sono in questo stato dovrei davvero starmene da solo. Tuttavia è una donna accorta, scaltra, accusa il colpo con nonchalance e mi lascia bollire nel mio brodo. Chiedo una birra, la sorseggio mentre dagli schermi del locale guardo Inter – Torino. La mia squadra del cuore non ha iniziato la stagione in maniera brillante, ma ancora spero che si riprenda. La partita è lofi, ma all’88esimo Brozo, lo psycho boy, insacca, tre punti preziosi.

Mi intrattengo un po’ con gli amici nel frattempo arrivati, Mario, la Patty, la mia “nipotina” del cuore Maya (figlia di Mario), la Jess, Picca, l’amico Jaype, Riff, Gio, Maura, Donatella e compagnia, Doris e Andrea, Gian Luca ed Eleonora, Adriano e Mirna, i Willy Betz …

Ci sono anche tre colleghi, Gian, Dave e Marco B, e chi se lo aspettava?

Ceniamo, mi sparo una Weiss media, e poi vado a cambiarmi. Mi rifiuto di farlo nel bagno degli uomini, lo faccio in macchina. Il locale si riempie, nell’ampio giardino all’aperto (giusto di fianco al museo della Ferrari) ogni tavolo è occupato, alcuni indossano una t-shirt dei Led Zeppelin. Ore 21:30, siamo sul palco, controlliamo che sia tutto a posto e si parte.

The Equinox – Beer Stop Maranello 10-09-2022 – Foto Giovanni Sandri

Iniziamo col solito medley Custard Pie/Over The Hills/Immigrant Song. Con Black Dog iniziamo a scaldarci…

Segue Dazed And Confused, un pezzo che “sentiamo” sempre parecchio, uno di quelli in cui si palesa il fifth element di zeppeliniana memoria, ovvero quella entità, quella vibrazione che si aggiunge a quanto noi quattro siamo in grado di dare e porta il risultato finale ad un livello cosmico (riferito al nostro piccolo mondo, s’intende).

Procediamo con Good Times Bad Times …

Saura si accomoda alle tastiere per Misty Mountain Hop e SIBLY. La pedaliera basso su cui agisce con i piedi mentre suona le tastiere ha il volume un po’ basso durante la prima, per poi tornare al giusto livello nella seconda.

The Equinox – Beer Stop Maranello (MO) 10 set 2022 – foto Giovanni Sandri

What Is And What Should Never Be, Moby Dick, The Song Remains The Same e Hot Dog si rincorrono …

The Equinox – Beer Stop Maranello (MO) 10 set 2022 – foto Giovanni Sandri

poi di nuovo Saura alle tastiere per Kashmir, io imbraccio la Danelectro …

The Equinox – Beer Stop Maranello 10-09-2022 – Foto Dave Miani

Poco prima del minuto 04:00 alzo lo sguardo, la luna sopra Maranello è piena, il nostro satellite è dunque interamente visibile dal  pianeta in cui siamo, il plenilunio mi irretisce sempre un poco, il lupo mannaro spirituale che è in me inizia ad ululare…

All I see turns to brown
As the sun burns the ground
And my eyes fill with sand
As I scan this wasted land
Try to find, try to find the way I feel.

Già, il mio Shangri La sotto la luna estiva, a cui tornerò di nuovo, come la polvere che fluttua alta a giugno
sto attraversando il Kashmir …

My shangri la beneath the summer moon – La Luna sopra Maranello – The Equinox – Beer Stop Maranello (MO) 10 set 2022 – foto Giovanni Sandri

E’ il momento di Stairway To Heaven, prendo la doppiomanico un po’ preoccupato, sono ormai alcuni anni che l’anulare della mano sinistra (il dito più importante per un chitarrista Rock) mi duole quando lo sforzo, e la 12 corde naturalmente peggiora le cose. Infatti non è certo la nostra versione di STH più riuscita, ma in qualche modo riesco a concluderla senza disastri.

Via quindi con il piombo zeppelin del finale, in rapida successione: Heartbreaker, Whole Lotta Love (incl. Going Down), Communication Breakdown e Rock And Roll.

The Equinox – Beer Stop Maranello (MO) 10 set 2022 – foto Giovanni Sandri

The Equinox – Beer Stop Maranello (MO) 10 set 2022 – foto Giovanni Sandri

Dopo avere augurato la buonanotte a New York, partono i bis: Thank You e Train Kept A Rollin’

The Equinox – Beer Stop Maranello (MO) 10 set 2022 – foto Giovanni Sandri

Ecco, anche questo piccolo rock and roll show finisce, abbraccio gli amici che vengono – bontà loro – a complimentarsi. Mi metto un attimo in disparte, osservo Saura, Pol e Lele, li vedo chiacchiere con i propri amici … sono fiero del gruppo che ho messo insieme, sono tre musicisti di alto livello, con Lele suono da vent’anni esatti, con Saura da diciannove, con Pol da sedici … mi piace il “senso” che riusciamo a ricreare, il fatto che pur suonando un Rock a tratti molo duro non andiamo mai alla deriva, non diventiamo la solita tribute band dei LZ che la butta sul metal.

Il mio amico John Luke Littlesimons mi scrive un messaggio: “A little rusty but always top notch, man”…Un po’ arrugginiti ma sempre di prim’ordine, amico ….

L’indomani pubblicherò su facebook il video di “Dazed And Confused” e tra i diversi commenti tutti molto positivi vi troverò pure questo:

“… molto bravi e curate nei dettagli l’esecuzione poi a parer mio questo sforzarsi di tributare una band o un cantante è in parte tempo perso artisticamente parlando.”

Ognuno può ovviamente scrivere ciò che vuole, ma i duri e puri mi danno sempre un po’ da fare, troppo facile sentenziare, perché poi non è detto che certa gente con i propri gruppi sia poi così entusiasmante.

La mia risposta sarà immediata: “Ti capisco, a me i tributi fanno venire spesso l’orticaria, ma se suonassi le mie canzoni non verrebbe nessuno a vedermi, i locali non mi chiamerebbero e io non suonerei mai dal vivo. Se non altro non suono in uno dei tributi di cui non se ne può più (queen, liga, vasco etc etc), non faccio tanti medley e cerco di ricreare il “senso” che avevano i LZ. E d’altra parte, visto che sei sincero, lo sono anche io, anche per me quello che proponi tu è tempo perso artisticamente parlando.”

Questa mia risposta scatenerà l’ilarità dei miei amici, riceverò loro messaggi molto spiritosi dove “artisticamente parlando” sarà la chiosa finale di ogni commento. Che ridere. Saura dopo averlo letto mi dirà: “Oh Tyrrell, non gliele mandi poi mica a dire a … (e cita il nome del tizio)” … e che devo fare? Il tipo crede che non lo sappia? Come ho scritto fosse per me proporrei solo le mie canzoni, l’unica cosa che mi piacerebbe fare in questa porca vita, ma se non diventi famoso e hai una passione smisurata per la musica rock dopo tanti anni l’unica alternativa è adattarsi e fare comunque qualcosa che ti piace, e farlo con tutta l’onestà e sentimento che puoi permetterti. Come cantava Vasco “E se qualcuno la vuole menarecon quella vecchia storia sull’educazione, abbiamo già bruciato tutti i libri, bruciamo lui, bruciamo anche lui”…in altre parole se non ti va bene amico mio, vai mo’ a farti dare dove si nasano i meloni.

Rimaniamo a chiacchierare con Moli e Camma (il titolare del Beer Stop), il quale mi dice che è rimasto molto, molto contento e che ci prenota già per il prossimo anno. Ci offre un ultima birra e brindiamo così agli Equinox e al Beer Stop. Ricarichiamo tutto in macchina e ritorniamo verso Borgo Massenzio. Sono quasi le tre di notte, la Domus Saurea sembra riposare quieta…

Ore 3 di notte, ritorno alla Domus - Foto TT

Ore 3 di notte, ritorno alla Domus – Foto TT

Per una attimo mi sovviene di tuffarmi in piscina, poi desisto …

Ore 3 di notte, ritorno alla Domus - Foto TT

Ore 3 di notte, ritorno alla Domus – Foto TT

Torniamo a scaricare e sistemare il tutto, la Stricchi va a posizionarsi sulla doppio manico mentre io mi butto sotto alla doccia. Concludo la serata facendo quello che avrebbe fatto il Dark Lord dopo un concerto… city lights are oh so bright, as we go sliding, sliding, sliding, sliding, sliding, sliding, sliding, sliding …

La Stricchi sulla doppiomanico - Domus Saurea sett 2022 - foto TT

La Stricchi sulla doppiomanico – Domus Saurea sett 2022 – foto TT

Ho ancora adrenalina in circolo ma la stanchezza si fa sentire, spengo la abat jour, mi immergo nel regno di Morfeo, il brusio dei ventimila del Madison si attenua … New York goodnight.

RP New York Goodnight

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©The Equinox live at the Beer Stop 2022 filmed by Giovanni Sandri