DYESIS live al Club Il Giardino – Lugagnano di Sona (Verona) – 19/02/2016

27 Feb

E’ tanto che sento parlare del CLUB IL GIARDINO di Lugagnano che non vedo l’ora di arrivare. Sono sulla Brennero, sulla freccia gialla della pianura, al volante la Valentino Rossi di Borgo Massenzio. Arrivo alle ore 21. Entro nel cortile di una casa, scendo come per andare in un garage seminterrato ed entro nel magico mondo del CLUB IL GIARDINO. L’atmosfera è funk, non nel senso musicale, nel senso di… va beh, nel senso del blues. Paghiamo il biglietto (20 euro) e ci facciamo avanti.

D-YES-IS Club Giardino feb 2016 - foto TT

D-YES-IS Club Giardino feb 2016 – foto TT

Cerchiamo i posti che avevamo prenotato, altro che numerazione da fighetti, due pezzi di nastro con su scritto il cognome della groupie. Acsè.

D-YES-IS Club Giardino feb 2016 - foto TT

D-YES-IS Club Giardino feb 2016 – foto TT

Do un’occhiata in giro, mi sento a mio agio…

D-YES-IS Club Giardino feb 2016 - foto TT

D-YES-IS Club Giardino feb 2016 – foto TT

D-YES-IS Club Giardino feb 2016 - foto TT

D-YES-IS Club Giardino feb 2016 – foto TT

La groupie fa la groupie e va a prendere da bere…

The groupie - D-YES-IS Club Giardino feb 2016 - foto TT

The groupie – D-YES-IS Club Giardino feb 2016 – foto TT

Il locale si riempie. Sold out. Siamo più o meno in 100. Poco dopo le 21,30 inizia il concerto. I DYESIS sono cinque musicisti professionisti: chi suona con Venditti, chi con i Goblin, chi è coinvolto in una moltitudine di altri progetti, chi scrive trattati di batteria. Lo show si apre con Close To The EdgeSiberian Khatru, i 5 # voglio farci capire subito di che pasta sono fatti. Un inizio così, io che sono un casual fan degli Yes, lo trovo un po’ indigesto.

And You And I mi addolcisce l’animo e con Does It Really Happen, brano della mia giovinezza che ho sempre amato molto, mi sistemo definitivamente. Seguono Heart Of The Sunrise e South Side Of The Sky entrambe dall’album Fragile e quindi Owner Of A Lonely Heart che per quanto sia scontata e trita, il gruppo affronta con grande personalità fornendo una prova assai convincente.

Roundabout e Starship Trooper, splendide, chiudono il concerto.

D-YES-IS Club Giardino feb 2016 - foto TT

D-YES-IS Club Giardino feb 2016 – foto TT

Il pubblico applaude e urla, perlomeno come può fare un pubblico dedito al prog. Il gruppo esce, il bis è la prevedibile: I’ve Seen All Good People, peraltro magnifica.

D-YES-IS - YES tribute

D-YES-IS – YES tribute

Buon concerto quindi. Ero prevenuto a dire la verità, le tribute band formate da professionisti diventano non sempre un tributo convincente ma più spesso un ulteriore progetto con cui cercare di sbarcare il lunario, i DYESIS però tutto sommato riescono ad essere credibili. Certo, inutile negarlo, manca lo spirito di gruppo, quell’elemento in più che fortifica, che amalgama, che lega spiritualmente e che a volte spinge i musicisti verso viaggi cosmici, ma non si può pretendere tutto da un gruppo che si trova a fare le prove un solstizio sì e uno no.

Molto belli i cori, i cantati e certe prove strumentali.

Ci alziamo, facciamo due chiacchiere con Johnny Primo, il manager del locale. La passione per il lavoro che fa e per il locale stesso traspare tutta dal suo forte accento veneto. La groupie gli lascia anche il DVD di presentazione degli EQUINOX, chissà magari in futuro anche noi calcheremo le scene su cui sono passati (e passano) nomi di alto lignaggio prog-rock-blues.

Thank you, The Garden, good night.

 

Intervista a LUCIANO VITI, photographer extraordinaire

25 Feb

Entrai in contatto con Luciano quando iniziai a pubblicare OH JIMMY, la mia fanzine, più o meno 35 anni fa. Ricordo sempre con piacere la sua disponibilità e  la sua passione rock, sebbene già allora era convinto che il Rock fosse morto. Mi mandò alcune stampe di foto che scattò a PAGE durante la calata del Dark Lord al Pistoia Blues festival, nel 1984. Rimanemmo in contatto per un po’ poi ci perdemmo di vista. Ci siamo ritrovati recentemente ed è stato spontaneo fare il punto della situazione mediante questa intervista.

 

Miles Davis - photo Luciano Viti

Miles Davis – photo Luciano Viti

 

Luciano, ci racconteresti qualcosa su di te, sulle tue esperienze professionali e se vuoi come essere umano?

lv.   Ho 60 anni  da 45 seguo la musica rock come appassionato e da 40 come fotografo. ho avuto il  piacere e la fortuna di “lavorare” con centinaia  di artisti micidiali da miles davis a chet baker, da keith richards a jimmy page, da alberto sordi a vittorio gassman ,e cosi via. Ho realizzato più di 100 cover di cd, lp, tre libri, e varie campagne pubblicitarie ma forse vedendo il mio sito web si ha una panoramica migliore del mio lavoro www.lucianovitiphoto.com  .Sono una persona che non frequenta feste e mondanita’ varie. ho pochi amici e purtroppo i più  intimi sono gia’ morti. Sono piu bravo che famoso ahahah. Me ne sto molto per conto mio, ma quando fotografo sono come un puma all’attacco… nessun ostacolo mi ferma. Ho un archivio veramente micidiale.

Luciano Viti

Luciano Viti

Non è una domanda originale, ma come è stato fotografare i più grossi nomi del rock? da fuori noi immaginiamo chissà che, probabilmente non è tutto rose e fiori…

lv.  …emozionante… ma riesco a mantenere lucidità e concentrazione x portarli a fare lo “scatto” che ho in mente. tanta pazienza, essere sempre educati, molto professionali e poi  rimanere sempre se stessi. Lavorare, lavorare, lavorare, un po’ di talento e un po’ di fortuna sono basilari.

Anche tu come molti di noi sei un musicologo, ti piace la musica buona, hai buon gusto, …è stato difficile fare della musica il tuo lavoro e vivere sulla tua pelle certe dinamiche che magari non sono il massimo per il fine supremo, l’arte musicale?

l.v.bisogna incominciare molto giovani, fare gavetta, e piano piano entrare nei  circuiti giusti… mi scateno di più quando ho stima del soggetto che devo fotografare, pero’ non dimentico mai che e’ il mio lavoro, e sono molto professionale in qualsiasi situazione.

Carlos Santana - photo Luciano Viti

Carlos Santana – photo Luciano Viti

Lo so, è una domanda che ti avranno già fatto tante volte, ma tra tutte le rockstar con cui hai avuto a che fare ce ne è stata qualcuna che, guardandola negli occhi, ti sei detto “qui dietro c’è una gran persona”? hai qualche storiella gustosa che ti va di raccontare?

l.v. keith richards…le storie sono tante…ci vorrebbe piu tempo…

Keith Richards - photo Luciano Viti

Keith Richards – photo Luciano Viti

Come vedi oggi lo stato del rock in italia e non?

l.v. e’ tutto finito da un pezzo…e l’italia e’sempre stata ai confini del vero mondo rock. mi e’ piaciuto molto l album, “9” dei negrita.

Musica: 5 artisti o gruppi che ti piacciono da morire….

l.v. led zeppelin, beatles,ry cooder, hendrix, allman bros, stones, cream, vecchi bluesmen…

Musica: 5 album senza i quali non potresti vivere…

l.v. led zeppelin 3 , c.s.n., a.b.b. fillmore east (de luxe ed.), cream wheels of fire, beatles abbey road…ma posso vivere anche senza….ahahah

CSN - photo Luciano Viti

CSN – photo Luciano Viti

musica: i tuoi 5 chitarristi preferiti

.lv. j.page, e.c. con i cream, hendrix, d.allman, ry cooder, robert johnson, il primo bb. king, lightnin’hopkins, in italia r.ciotti

Per Luciano viti chi sono i led zeppelin?

l.v. tanti ricordi e tanti sogni di un ragazzino…

Jimmy Page Pistoia 1984 - photo Luciano Viti

Jimmy Page Pistoia 1984 – photo Luciano Viti

Cosa ricordi dei tuoi momenti con jimmy page a pistoia nel 1984?

l.v. il  sogno  che si concretizza… lui era molto alla mano…

Viti e Page - Pistoia luglio 1984 - photo Nik Diletti

Viti e Page – Pistoia luglio 1984 – photo Nik Diletti

Il tuo pezzo rock preferito?

l.v. statesboro blues da fillmore east a.b.b.

Il tuo pezzo easy listening preferito ?

l.v. white shade of pale.

Qualche nome di artisti o gruppi italiani che ami particolarmente?

l.v. facile…pino daniele, roberto ciotti, l.battisti.

Eric Clapton & Pino Daniele - photo Luiciano Viti

Che giornali musicali leggi?

l.v. nessuno

Che quotidiani leggi?

li intravedo… quando capita…

Film: i tuoi 5 preferiti.

l.v….  il terzo uomo,  la grande guerra, i compagni, 8 1/2, isoliti ignoti.

Fumetti: tuoi 5 preferiti.

l.v. una volta… ricordo ken parker , tex, la storia del west, la collana eroica…ma  sono passati tanti anni…

Un libro che hai divorato.

l.v…..g.von breuning beethoven nei miei ricordi giovanili.

Jimmy Page - Pistoia 1984 - photo Luciano Viti

Jimmy Page – Pistoia 1984 – photo Luciano Viti

Gli scrittori che segui con più passione

l.v.  cormac mccarthy,  m.rigoni stern….

Qualche pulsione per il calcio? quale è la tua squadra del cuore?

l.v.ono rimasto a …pele’.

Tu hai vissuto gli anni sessanta (anche se eri poco più di un bambino) e settanta, avresti mai pensato che la società sarebbe arrivata a questi bassi livelli?

lv. no.

Jimmy Page b - Pistoia 1984 - photo Luciano Viti

Jimmy Page b – Pistoia 1984 – photo Luciano Viti

Quale è la cosa che ti manca di più dell’’epopea classica della musica rock (seconda metà sessanta/prima metà settanta)?

l.v.ogni disco che usciva era stupendo, e veramente  c’era la possibilità di poter concretizzare i tuoi  desideri ….e avere 18anni!!!

Quando si tratta di concerti rock vissuti in prima persona, quali sono i ricordi a cui sei più legato?

l.v. tanti:led zeppelin  un paio di volte, ry cooder milano 1982, j. winter 1977 in u.s.a,  f.zappa roma 1974, willie de ville e joan armatrading, entrambi visti all’apice della loro breve carriera, james taylor a nashville 1982, pino daniele in alcune serate magiche, le prove di e.c. che si scatena in trenta minuti di blues stratosferici, e tanti tanti ricordi….

Led Zeppelin Zurigo 29-6-1980 -photo Luciano Viti

Led Zeppelin Zurigo 29-6-1980 -photo Luciano Viti

Un amante della musica della nostra generazione non può che essere affezionato al vinile, tu riesci ancora a sentire il fascino per i 33 giri? riesci a provare qualcosa di simile anche per i cd, magari quelli in deluxe edition?

l.v.non sono più un collezionista, mi sono tenuto libri, cd, lp autografati, e quelli a cui sono affezionato… in tutto non arrivo a mille… il resto ho venduto tutto.

Peter Gabriel - photo Luciano Viti

Peter Gabriel – photo Luciano Viti

Ti senti più vicino alla scuola inglese o a quella americana, parlando naturalmente di musica rock?

l.v. tutte e due fino agli anni 70. non mi interessa punk, grunge,etc …

Che rapporto hai con gli mp3, li usi senza troppi problemi o sei anche un cultore del lossless (file senza perdita di qualità)?l

l.v.al 90×100 ascolto cd lp

Luciano Viti

Luciano Viti

Qual è lo strumento musicale che più ti affascina, e nel caso tu ne abbia uno, che marca e che modello?

l.v.chitarra e pianoforte,  il violino solo nella musica classica. possiedo due chitarre (Martin D41 e Gibson SJ200) ma sono un dilettante.

Se ti trovassi all’incrocio, una calda sera d’estate verso mezzanotte, lo faresti il patto? cosa chiederesti in cambio della tua anima?

l.v.quante cose posso chiedere? ahahah ….di avere tanta salute, rimanere a trentanni, e suonare come ry cooder …. p.s. x le foto mi accontento del mio talento !!!

Johnny Winter Pistoia 1988 - photo Luciano Viti

Johnny Winter Pistoia 1988 – photo Luciano Viti

Ci sono giornalisti musicali italiani che ammiri e stimi?

l.v.carlo massarini , sergio mancinelli, sono amici, ma in radio e’pieno di bravi conduttori rock

Ci sono fotografi rock che ammiri?l

l.v..jim marshall, art kane, ed caraeff, david gahr, etc, perche’ hanno fotografato e documentato il rock nel suo massimo splendore.

Jimmy Page & Rory Gallagher Pistoia 1984 - photo Luciano Viti

Jimmy Page & Rory Gallagher Pistoia 1984 – photo Luciano Viti

Che canzone o che brano ascolta luciano viti nelle sere un cui si ritrova solo in casa?

l.v.non ascolto solo musica rock…anche un po’ di classica , un po’ di jazz,  tanto blues…e vedo molti film

Qual è il senso della vita?

l.v.vallo  a capire….

Carlos Santana - photo Luciano Viti

Carlos Santana – photo Luciano Viti

Quando guardi l’infinito, di solito a cosa pensi?

l.v.al tempo che  passa, alle persone che non ci sono più, agli affetti passati.  Un p’ di nostalgia…

Nel congedarci da te vorremmo un tuo pensiero o una citazione che ti sta a cuore.

l.v.non fare domani , quello che puoi fare oggi.

◊   ◊   ◊

LUCIANO VITI fine art prints:

Sul sito di Luciano è possibile acquistare stampe in tiratura limitata di artisti a noi cari. Per i riferimenti visual e prezzi vi rimando alle pagine del suo sito:

Thru the Luciano Viti web site you can buy fine art prins limited edition of some of the greatest artists here the link:

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Luciano Viti frame

 

BLACK SABBATH, Auburn Hills (Detroit) 19-2-2016 di Paolo Barone

23 Feb

Venerdì 19/2/2016: sono in autostrada con la groupie, mi manda un sms  Polbi (in questo periodo a Detroit) “Black Sabbath a mezz’ora da qui stasera, non so che fare”. Rispondo “Dio bono, vai. in Italia il costo e la reperibilità dei biglietti è ormai impossibile e li trovi tutto all’ultimo minuto”.  Io sto andando a Lugagnano di Sona in provincia di Verona in un club a vedere una tribute band degli Yes e ho più di un’ora di strada, lui ha i BS a mezzoretta. Io pago 20 euro per una tribute band, lui 44 euro per uno degli ultimi concerti dei Black Sabbath. Figlio mio, che vuoi di più? Polbi naturalmente andrà, i suoi problemi non erano legati alla volontà. Ecco qui dunque il breve resoconto, uno di quelli come piacciono a noi, disincantato eppur appassionato, forse pieno di disillusione ma non di sconfitta, insomma…qualcosa di adatto a un blog per l’uomo di blues.

gL’altra sera al Palace di Auburn Hills, nell’area metropolitana di Detroit, hanno suonato i Black Sabbath. E’ il loro tour di addio, non a caso chiamato “The End”, e sta girando negli States con ottimi risultati da ogni punto di vista. Io non avevo preso il biglietto, un po’ perche’ in questo periodo la mia vita non e’ compatibile con alcuna programmazione a lunga scadenza, e un po’ per il fastidio di dover pagare cifre esorbitanti per i concerti di massa in questi ultimi anni. E’ diventata una cosa ridicola, tipo che per un biglietto vicino al palco bisogna spendere non meno di 150 dollari e spesso anche ben di piu’. Niente, questa cosa a me non riesce ad andare giu’, la trovo lontanissima dallo spirito del Rock e letale per la riuscita dei concerti stessi. Sono cresciuto con il biglietto a prezzo unico, generalmente solo un po’ piu’ caro di un disco (o cd fa lo stesso), che con un minimo di buona volonta’ tutti si potevano permettere, senza settori, posti numerati e tutte queste cazzate degli ultimi tempi, e non mi risulta che fosse un business in cui si faceva la fame. Se eri un vero fan ti muovevi, sopportavi qualche disagio, e finivi sotto al palco. Altrimenti comunque un posto decente lo si poteva sempre trovare dalle parti del mixer. Ora ci vogliono un mucchio di soldi, e specialmente a un concerto come quello dei Sabbath ritrovarsi con tutte le prime file composte da fan danarosi di una certa eta’ e i ragazzi sbattuti in piccionaia non fa per niente bene al concerto stesso. Non va, anche senza lo scandalo del bagarinaggio telematico che qui non esiste, questa cosa non va.

blacksabbath2013_638

Ma la sera del concerto non ho saputo resistere.

Complice una serata di vento fortissimo e luna semplicemente perfetta per il Sabba Nero, sono saltato in macchina all’ultimissimo momento e ho preso al volo un biglietto al botteghino mentre la band saliva sul palco. Mi e’ andata di lusso, 49 dollars posto laterale discretamente vicino, possibilita’ di sbirciare dietro al palco e suono perfetto. Certo, se mi decidevo prima e muovevo il culo mi sarei anche visto una mezz’ora dei Rival Son che aprivano la serata, il coglione che sono, ma va bene lo stesso.

Palace Of Auburn hills

Palace Of Auburn hills

Considero (e non sono certo il solo, anzi) i Sabbath una delle band assolutamente fondamentali del Rock e non li avevo mai visti dal vivo, per cui i primi minuti mi ritrovo totalmente perso con Iommi, Butler e Ozzy davanti a me, il suono potentissimo, quei riff, le luci, i brani che sappiamo a memoria, il Palace praticamente sold out…insomma, un impatto mica male. E’ il compleanno di Iommi, gli cantano la canzoncina e poi via di nuovo nel vortice.

Ma qualcosa non quadra del tutto e non riesco veramente ad “entrare” nel concerto. Mi guardo intorno, metallari vari, gente di tutte le eta’, addirittura una famiglia intera con tanto di bambini incredibilmente addormentati sulle poltroncine, prime file attempate, qualche danza nei settori piu’ lontani dal palco, e tutti a fare il Karaoke con Ozzy “Let me see your hands!”.

Tutto e’ perfetto, assolutamente perfetto e professionale ma la magia del Rock, dell’imprevisto live, manca. E poi il batterista reclutato dalla band di Ozzy. E’ bravo logicamente, fa il suo lavoro alla grande, pure portando un bel contributo visivo, ma questo e’ il tour reunion di addio e non c’e’ Bill Ward. Ma cazzo dico io, porca miseria ladra, possibile mai che non siate riusciti a superare le difficolta’ e trovare un accordo economico?! Mah. I brani si susseguono, ormai siamo proprio tutti al Karaoke Hard & Heavy, le canzoni sono talmente famose e scontate che le cantano pure i duri della security, e’ tutta una grande festa. Arriva pure l’assolo di batteria, l’ultimo non so piu’ quanti anni fa lo avevo visto, Iron Man con le fiamme,

Children of the Grave da paura,

e poi l’unico ovvio bis, Paranoid con tanto di coriandoli e giochi di fuoco. Sugli schermi mentre vedo passare la band dietro al palco, una grande scritta The End.

Me ne vado verso l’ordinatissimo parcheggio, passo fra spazi di ristorazione di ogni tipo come da tradizione locale (altro che il porchettaro del mio Palaeur!) e do uno sguardo al merchandising. Magliette e abbigliamento a partire da 45 dollari a salire e un cd, dico un cd non un vinile doppio, celebrativo a 30 dollari. Non prendo nulla e me ne vado, contento, ma piu’ del fatto in se di aver visto i Sabbath che del concerto vero e proprio. Non so che pensare, vado a vedere Neil Young o John Cale e mi rompo le palle con i brani nuovi sognando di sentire i classici; arrivano i Black Sabbath con tutti i cavalli di battaglia, e mi sale l’effetto Karaoke… Insomma, fra me e la dimensione live degli artisti storici ultimamente ci deve essere qualche problema.

Paolo Barone ©2016

 

Cos’è Mourinho

22 Feb

José Mourinho sabato è tornato a Milano, pranzo con la famiglia Moratti, incontro con Thohir e Ronaldo, poi stadio per vedere INTER-SAMP (3-1).

José Mourinho feb 2016

José Mourinho feb 2016

La partita è passata in secondo piano, perché l’arrivo del Vate di Setubal per ogni interista è un momento assoluto, è il cristallizzarsi di concetti profondi intrecciati tra loro,  amore-gioia-umanesimo-fratellanza-senso di appartenenza, tutto il resto passa in secondo piano. Sentire di nuovo il suo eloquio incorniciato dal dolce accento portoghese, incrociare il suo sguardo sempre attento e vispo, lasciarsi condurre verso nuove suggestioni…che brividi.

José Mourinho feb 2016

José Mourinho feb 2016

Un giorno tornerà a casa, e sarà di nuovo bellissimo.

Ecco José, anzi cos’è Mourinho:

 ♥  ♥ 

 ♥  ♥ 

Nós te amamos, José.

THE EQUINOX – prossime date

22 Feb

Venerdi 18 marzo 2016 ore 22
HARRIS PUB – Via Roma 17 – Scandiano (RE) Italy
– – – – –
Domenica 10 aprile 2016 ore 22
RED MOSQUITO – Via Munari, 7 – Scandiano (RE) Italy
– – – – –
Mecoledì 18 Maggio 2016 ore 22
LA BOTTEGA DEI BRIGANTI – Via Salvador Allende 1/a – Montecavolo (RE), Italy

The Equinox - foto Sara Barozzi

The Equinox – foto Sara Barozzi

GLENN MILLER ORCHESTRA, Teatro Municipale Romolo Valli, Reggio Emilia 16/02/2016 – TTTT

19 Feb

50 euro (più 7,5 di prevendita) non sono pochi per andare a vedere una tribute band, seppur professionale, ma il richiamo dello swing a cui mia madre da bambino mi iniziò è troppo forte per rinunciare. Piove forte in questo martedì di febbraio, sono davanti al Teatro Municipale Romolo Vialli di Reggio Emilia, con me la groupie e la Lucy. Siamo in terza fila, posti ottimi dunque. Ore 21,15, il teatro è pieno, il pesante sipario si muove, è tempo di serenate al chiar di luna. Infatti si parte con MOONLIGHT SERENADE, la scelta mi sorprende, è come se i LZ aprissero un concerto con STAIRWAY TO HEAVEN, immagino verrà ripetuta a chiusura del concerto (infatti sarà così).

Glenn Miller Orchestra 2

L’orchestra mi sembra buona, su tutti il contrabassista. Meglio precisare che questa è la GLENN MILLER ORCHESTRA che gira in Europa, sono ormai 24 anni che Wil Salden, il direttore, ha la licenza per usare il brand in questione e girare il vecchio continente con i suoi ragazzi. Salden è olandese, il suo inglese si capisce perfettamente, non mi sfugge nemmeno una parola. Tipo buffo questo Salden, a tratti si muove come una marionetta e ha i modi di una “nuffia”(per i non modenesi: i modi effemminati di chi all’apparenza sembra gay). Ad ogni modo è un buon pianista, un buon cantante e un buon leader.

Wil Salden

Wil Salden

Bravina anche la cantante, così come gli altri tre musicisti che la affiancano al canto, insieme a Salden, quando le melodie necessitano di un quintetto.

Buon batterista (ma sempre con gli occhi appiccicati allo spartito), buone le sezione  dei sax/clarini, dei tromboni e delle trombe. Uno dei sassofonisti, il primo a sinistra, sembra MARIO MONTI, è uno delle figure principali dell’orchestra, suona, canta, fa lo spiritoso, ma porta i calzini corti. Roba da crucchi.

Glenn Miller Orchestra RE 16-2-2016 - foto TT

Glenn Miller Orchestra RE 16-2-2016 – foto TT

Lo spettacolo si divide in un due atti di circa 45 minuti l’uno divisi da un intervallo di 20 minuti. Spesso i musicisti si intervallano davanti al microfono principale e si esibiscono in assoli piacevoli. Il repertorio si basa sulle musiche di GLENN MILLER, su pezzi di altri che questi aveva interpretato e su classici di altri artisti quali BENNY GOODMAN ed ELLA FITZGERALD.

Teatro Romolo Valli - Glenn Miller Orchestra RE 16-2-2016 - photo TT

Teatro Romolo Valli – Glenn Miller Orchestra RE 16-2-2016 – photo TT

Tra i pezzi che mi sono rimasti, oltre a MOONLIGHT SERENADE …

IN THE MOOD …

TUXEDO JUNCTION …

DON’T SIT UNDER THE APPLE TREE …

 

e CHATTANOOGA CHOO CHOO.

Teatro Romolo Valli - Glenn Miller Orchestra RE 16-2-2016 - photo TT

Teatro Romolo Valli – Glenn Miller Orchestra RE 16-2-2016 – photo TT

Pubblico composto in maggior parte da over 70, tra cui FRANCESCO (80 anni quest’anno) cugino di mia madre che rivedo con molto piacere e che mi dice, in dialetto reggiano stretto: “mi piace molto questa musica, ci sono cresciuto, non potevo mancare…e poi sai, ho l’abbonamento per la stagione del teatro, vengo qui tutti i sabati sera”. Evidentemente questa passione per lo swing deve essere una cosa di famiglia, mi chiedo se questa mia predisposizione per lo swing e il boogie non sia una cosa genetica, e non solo una cosa dovuta ai dolci ricordi dell’infanzia (i dischi di Miller, Goodman e Henghel Gualdi, quest’ultimo amico di mia madre, da bambini abitavano nella stessa piazza).

Tuttavia tra il pubblico anche persone di mezza età (tra cui yours truly) e alcuni ragazzi giovani. Il grosso comunque sta tra i 65 e gli 80. Mi chiedo se tra dieci o vent’anni non mi ritroverò insieme ai miei amici nei teatri a vedere orchestre del genere che rendono omaggio ai nostri gruppi o personaggi preferiti. Già mi vedo insieme a Picca, Liso, Riff, Jaypee e agli illuminati tutti al teatro Romola Valli di Reggio nel febbraio del 2036 a vedere la World Famous Jimmy Page Orchestra e commuoverci nel sentire versioni di TEN YEARS GONE, DARLENE, WHO’S TO BLAME, SATISFACTION GUARANTEED e TAKE A LOOK AT YOURSELF.

Ad ogni modo, piacevole serata.

 

 

 

Cinque anni di blog

18 Feb

L’anniversario di quest’anno cade in un momento particolare, non ho tanta voglia di festeggiare, ma non potevo tralasciare di scrivere due righe a proposito. Cinque anni per un blog sono un traguardo mica piccolo, per tenerlo attivo occorre una certa autodisciplina e, nel bene o nel male, una vena di una certa profondità. Avere cose da dire e da condividere per un tempo così lungo e solitario (long & lonely time, insomma) non è scontato se nella vita fai anche altre cose.

Eppure eccomi qui, in fin dei conti sorpreso della cosa e orgoglioso della comunità che si è formata intorno a questo spazio per l’uomo di blues.

Sì, il merito è vostro, donne e uomini di blues, il vostro aiuto, il vostro affetto, il confronto che sempre garantite, sono la linfa che mantiene in vita questa piccola avventura. Più di mezzo milione di visite, 1483 articoli, 6640 commenti, mica robetta da tutti.

Ancora un volta quindi mando a voi il mio più sincero ringraziamento, I love you all. Che il signore dell’oscurità vegli su di noi.

The Dark Lord - Knebworth 1979.

The Dark Lord – Knebworth 1979.

 

“Vinyl”, prima puntata

17 Feb

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Lunedì 15/02/2016  ho visto la prima puntata della serie tivù “VINYL” su Sky Atlantic, in lingua originale con i sottotitoli. Per chi conosce l’inglese questa modalità permette di cogliere le sfumature del linguaggio crudo di quegli anni in quegli ambienti ed evita di far raggelare il sangue quando il doppiaggio cade rovinosamente su certi termini sbagliati (tutti ancora rabbrividiamo quando riguardiamo i film BLUES BROTHERS e CADILLAC RECORDS e sentiamo tradurre HARP – armonica a bocca- con ARPA)

La serie mi interessa molto, questa è una ovvietà, il Rock è la mia vita e il 1973 è il mio anno, ossia quello che avrei voluto vivere per quanto riguarda la musica Rock, ma forse Scorsese ha un po’ esagerato riguardo il sesso e la droga. Magari è stato davvero così, Jagger c’era, inutile discutere, ma in questa prima puntata questi due elementi sono praticamente in ogni fotogramma. Capisco che il pubblico del giorno d’oggi ha continuamente bisogno di sensazioni forti, ma qui si rischia la deriva caricaturale.

Noto con piacere il poster di JOHNNY WINTER negli ufficia dell’etichetta discografica messa in scena e mi infiammo quando parte il riff di FRANKENSTEIN di EDGAR WINTER in una delle sequenze.

vinyl-header

Non mi aspettavo citazioni così dirette dei LED ZEPPELIN e sul momento sono sobbalzato sul divano.

ROBERT PLANT e JOHN BONHAM nel backstage (che nella realtà non era quello del MSG) che si vede nel film dei LZ “THE SONG REMAINS THE SAME”, nella scena in cui PETER GRANT prende a male parole il responsabile dell’organizzazione per aver lasciato via libera a chi vende merchandising farlocco.

L’attore che impersona Mr G non è imponente come lo era il manager dei LZ. Poca somiglianza anche con l’attore che impersona ROBERT PLANT. La scena si chiude con una ripresa dei LZ presi da dietro dove si nota anche JIMMY PAGE. Non ho fatto caso se il suo costume di scena fosse consono all’anno 1973. Di sicuro non lo sono stati i rifacimenti di I CAN’T QUIT YOU BABY, di YOU SHOOK ME e SOMETHING ELSE brani non presenti nelle scalette del tour del 1973. Da sottolineare il fatto che non si trattava delle versioni originale, ma di cover fatte apposta per la serie TV. Immagino che i LZ chiedano cifre molto alte per permettere l’uso della loro musica originale e che pure storcano il naso di fronte a richieste di questo tipo, ma possibile che due pesi massimi come Scorsese e Jagger non siano riusciti a trovare un accordo con loro? Possibile che Jagger non sia stato capace di andare da PAGE e PLANT e cercare di mediare?

(clip aggiunto il 18/2/2016)

Jagger, Bobby Cannavale, Scorsese

Jagger, Bobby Cannavale, Scorsese

Nonostante tutto sono rimasto attaccato allo schermo fino alla fine, molto interessato alla cosa. Registro però un appagamento non totale, una sorta di orgasmo non esattamente riuscito. Spero che le prossime puntate mi permettano di raggiungere l’estasi.

Vinyl

PS: posto il link all’articolo su Facebook, il primo commento è di Picca che scrive: “Non può piacerti del tutto. Tu la tua serie Vinyl ce l’hai in testa da 40 anni”. Ecco, in una frase risolto il problema.

Paul Gilbert uno di noi

15 Feb

Non so come mai ma PAUL GILBERT mi è sempre piaciuto. Il tipo di musica che ha prodotto durante la sua carriera non è esattamente la mia preferita, il tipo di musicista che è di solito è lontano dai miei canoni, fisicamente non mi sono mai rivisto in lui eppure c’è qualcosa che mi ha portato ad avere un occhio di riguardo per questo PIPPO disneyano dell’hard and heavy moderno. Non nego di aver amato un paio di album dei MR BIG, di aver giudicato interessanti un paio di suoi album solisti, ma di solito mi tengo alla larga da questi chitarristi virtuosi moderni (anche se ormai moderno PAUL non lo è forse più). Eppure in lui c’è qualcosa che mi ha attrae. Mi piace anche quello che pensa e dice (considerando il  mondo musicale di cui fa parte)…

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Tra la fine degli ottanta e i primissimi anni novanta certe cose dei MR BIG mi è piacquero davvero  parecchio…

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Ora leggo su CLASSIC ROCK MAGAZINE UK qualcosa sui cinque album che hanno formato il suo DNA musicale, tra questi LIVE (del 1978 con registrazioni live del 1977) di FRANK MARINO e THE SONG REMAINS THE SAME, il disco dal vivo dei Led Zeppelin del 1976 (relativo registrazioni dal vivo del 1973), senza scordare il primo dei VH.

http://classicrock.teamrock.com/features/2016-02-10/paul-gilbert-s-5-essential-guitar-albums

Ora, che gli piacessero i LZ non è una novità, ricordo la sua partecipazione al tour giapponese GUITAR WARS e ai suoi duetti con JOHN PAUL JONES…

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o il suo tributo ai LZ insieme a MIKE PORNOY…

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ma vedere che due (tre) album che lo hanno formato sono anche i miei è davvero piacevole. Ho molto goduto nel leggere quello che pensa di FRANK MARINO…

Frank Marino & Mahogany Rush – Live (1978)

(In a low, menacing voice) “’Ladies and Gentleman… Will you please welcome… Frank Marino… and MaHOOOOOOOgany Rush…’ BOOM!

“This album is another example of superior shred being produced before ‘shred’ was a musical term. Frank Marino plays blindingly fast guitar with a tone that sounds like it will form a new indestructible metal alloy – once it cools. Only it stays molten for the whole record.

“Frank is another victim of Hendrix-clone accusations. He does cover Purple Haze, and he also does Johnny B. Goode, which Hendrix covered, but to my ear, Frank’s playing and tones have a flavour and intensity that are unique to him.

“I still marvel at Frank’s jazz lines in I’m a King Bee. I’ve tried working on similar changes for years, and I still don’t get close to how good he sounds. Either Frank is really smart, or I’m really dumb. But let’s take me out of the equation – just listen to the record and dig it!”

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e di THE SONG REMAINS THE SAME…

Led Zeppelin – The Song Remains the Same (1976)

“Before there was guitar, there was air guitar, at least for me. I spent years in front of the mirror with my Sears ‘Deluxe’ stamped-aluminium, suction-cup, yarn-cabled toy guitar before I ever played a note on an actual instrument.

“My mom was cool enough to take me to see The Song Remains the Same at a midnight showing. I was surprised at how boring the jams were and how few of the songs I knew. But I bought the soundtrack album anyway, and it grew on me. And grew. And grew. Until I could follow every Jimmy Page riff, solo, violin-bow howl, Theremin scream, and wah-wah move… all performed while pouting, duck-walking and strutting around Madison Square Garden, with a Les Paul slung low and pants worn unusually high to maximise the effect – a trick I didn’t work out until years later and am still hesitant to imitate.

“The boredom was gone. This was the best air-guitar workout imaginable! Jimmy had one other trick up his sleeve that put him far beyond his Yardbirds alumni. That trick?… Forming a rock band with Robert Plant, John Paul Jones and John Bonham. It took decades for my body to feel old and tired enough where I could begin to appreciate the low-energy goodness of the Clapton records that came out around the same time, or the singerless guitar fusion of Jeff Beck. As Robert Plant scats in ‘Whole Lotta Love,’ “He’s got to Boogie! He’s got to Boogie! Boogie! Boo-boo boo-boo baa-baa baa-waa-waa… BOOGIE!’ Ahh, have mercy.”

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Paul Gilbert uno di noi.

 

Rilevate le onde gravitazionali

12 Feb

Gli scienziati hanno rilevato le onde gravitazioni ipotizzate 100 anni fa da Einstein. Queste cose mi emozionano sempre molto. Qui sotto il link all’articolo e il fumetto pubblicato da LA REPUBBLICA che fa capire cosa siano le onde gravitazionali.

http://www.repubblica.it/scienze/2016/02/11/news/onde_gravitazionali_fisica_einstein-133195458/?ref=HREA-1

http://www.repubblica.it/scienze/2016/02/11/news/che_cosa_sono_le_onde_gravitazionali_un_fumetto_per_capire-133189694/

 

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